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sabato 15 febbraio 2025

Giosue Carducci = Rime nuove

 15--2--2025
Idillio  maremmano

Co  'l  raggio  de  l'april  nuovo  che inonda 
Rosso  la stanza  tu  sorridi  ancora 
Improvvisa  al mio cuore , o Maria bionda;

E  il cuore  che  t'obliò , dopo  tant'ora 
Di  tumulti  oziosi in te  riposa ,
O  amor  mio primo , o  d'amor  dolce  aurora.

Ove  sei?  senza  nozze  e sospirosa 
Non  passasti  già  tu;  certo  il natio 
Borgo  ti accoglie  lieta madre e sposa ;

Ché  il fianco  baldanzoso ed  il  restio
Seno  a i  freni  del  vel  promettean troppa
Gioia d'amplessi al  marital desio.

Forti  figli  pendean da  la tua  poppa 
Certo  , ed or baldi  un  tuo  sguardo  cercando 
Al  mal  domo caval  saltano  in groppa.

Com'eri  bella, o  giovinetta , quando 
Tra  l'ondeggiar  de' lunghi  solchi uscivi 
Un  tuo  serto di fiori in man  recando ,

Alta  e ridente , e sotto  i cigli  vivi 
Di  selvatico fuoco  lampeggiante 
Grande  e profondo l'occhio azzurro aprivi!

Come  'l ciano  seren tra   'l biondeggiante
Or  de  le spiche , tra  la chioma  flava 
Fioria  quell'occhio azzurro ;  e a  te  d'avante 

La  grande estate , e  intorno , fiammeggiava ; 
Sparso tra '  verdi  rami  il sol  ridea 
Del  melogran  , che  rosso  scintillava.

Al  tuo  passar  , siccome  a la  sua  dea ,
Il bel  pavon  l'occhiuta  coda apria 
Guardando , e  un  rauco  grido  a te  mettea.

Oh  come  fredda indi  la  vita  mia,
Come  oscura  e  incresciosa  è  trapassata!
Meglio  era  sposar te, bionda  Maria !

Meglio  ir tracciando  per  la  sconsolata 
Boscaglia al  piano il  bufolo disperso,
Che  salta  fra  la  macchia e sosta   e guata ,

Che  sudar  dietro  al piccoletto  verso! 
Meglio  oprando  obliar  , senza  indagarlo,
Questo enorme  mister de l'universo!

Or  freddo,  assiduo  , del  pensiero il tarlo 
Mi  trafora  il cervello , ond' io dolente 
Misere cose scrivo e tristi parlo.

Guasti  i muscoli e il cuor  da  la rea mente,
Corrose  l'ossa  dal  malor  civile ,
Mi  divincolo  in van  rabbiosamente .

Oh  lunghe  al vento  sussurranti  file 
De '  pioppi !  oh  a le  bell'ombre in su  'l sacrato 
Ne  i dì solenni  rustico sedile ,

Onde  bruno si  mira il piano arato
E  verdi quindi  i colli  e quindi  il mare 
Sparso di vele,  e il campo  santo è  a lato!

Oh  dolce  tra  gli  eguali  il novellare 
Su  'l quieto  meriggio , e a  le  rigenti
Sere accogliersi intorno al focolare!

Oh  miglior gloria  , ai  figliuoletti intenti 
Narrar  le forti  prove  e le  sudate 
Cacce  ed  i  perigliosi   avvolgimenti

Ed  a  dito  segnar  le profondate
Oblique piaghe nel  cignal supino ,
Che  perseguir con  frottole rimate 

I  vigliacchi   d'Italia e  Trissottino.

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