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lunedì 3 febbraio 2025

Ippoliti Nievo= Le confessioni d'un Italiano

 3--2--2025
Certo , per  coloro  che   avevano  ereditato  molti diritti e pochi doveri e  intendevano continuare l'usanza, San  Marco  era  un  comodissimo  patrono . Nessuno conservatore  più  conservatore  di lui :  neppur Metternich o  Chateaubriand .  Quale  il  Friuli  gli era stato  legato  dai  patriarchi  d'Aquilea , tale  l'avea serbato  colle  sue  giurisdizioni , co' suoi statuti , co' suoi  parlamentari  . Fantasma  di  vita  pubblica  che  covava  forse dapprincipio  un germe  di vitalità , ma  che sotto  le ali  del Leone  finì da   ultimo  a non altro , che  a nascondere  una profonda  indifferenza , anzi  una  stanca  rassegnazione  agli ordini invecchiati  della   Repubblica . Le effimere scorrerie   dei Turchi , sul  finire  del  Quattrocento , avevano  empiuto quella  estrema  provincia  d'Italia  d'una  paura  sterminata , quasi  superstiziosa ; sicché la   dedizione  a Venezia  parve  una fortuna ; come  antica  trionfatrice  che quella  era  della  potenza ottomana . Ma  l'astuta  negoziatrice  conobbe  che  per  mantenersi  senz'armi nel  nuovo   dominio le bisognava  il braccio  dei  castellanti , sorti a nuova prepotenza  pel  bisogno che  il contado aveva  avuto  di loro  nelle  ultime  invasioni turchesche . Da  ciò  la tolleranza  dei   vecchi ordinamenti  feudali; la  quale  si  perpetuò come   tutto   si perpetua  in quel  corpo  già  infermo  e paludoso  della   Repubblica . I  nobili continuarono  lor  dimora  nei castelli  tre secoli  dopo  che i loro colleghi  connazionali  s'erano  già   fatti  cittadini ; e  le virtù  d'altri tempi in parte  diventarono vizii,  quando il mutarsi  delle condizioni  generali  tolse   loro  l'aria  di cui vivevano. Il loro valore  diventò ferocia , l'orgoglio  soperchieria; e l'ospitalità cambiossi a poco a poco   nella  superba e illegale  protezione  dei   peggio  capi  da forca .San Marco  sonnecchiava ;  o se  vegliava  e  puniva , la  giustizia si faceva al  buio; atroce  pel  mistero , e  inutile  pel  nessun  esempio . Intanto  il patrizio friulano cominciava  a dividersi  in due  fazioni ; l'una  paesana , più  rozza , più  selvatica , e  meno  propizia alla   dominazione  dei  curiali veneziani ; l'altra  veneziana , cittadinante, ammollita  dal  diuturno consorzio coi  nobili della  Dominante . Le  antiche  memorie familiari e  la vicinanza delle  terre  dell'Impero attiravano la  prima al  partito imperiale ; la seconda  per somiglianza  di costumi  piegavasi sempre  meglio a una   pecorile obbedienza  dei  governanti ;  ribelle  la prima  per istinto; impecorita la seconda per  nullaggine , ambidue  piucché  inutili nocive  al bene  del paese . Così    veggiamo  parecchi   casati magnatizi durare  per  molte  generazioni al servizio  della   Corte  di  Vienna , e  molti  altri  invece imparentati  coi   nobiluomini di Canalazzo ed  esser  onorati  nella Repubblica  da  cariche  cospicue.  Ma  i due  partiti  non  s'aveano diviso fra  loro le costumanze  e i favori  per modo  che  non fosse  qualche   parte  promiscua  . Anzi  alcuno fra i più  petulanti  castellani  fu   veduto  talvolta  andarne  a Venezia  per far  ammenda  dei  soprusi commessi , o  comperarne dai  senatori  la dimenticanza con   delle  lunghe  borse  di zecchini . E  v'avevano anche  dei  nobiluzzi  , venezievoli in città   per tre  mesi  d'inverno , che  tornati   fra  i loro  merli inferocivano peggio  che mai ; sebbene  tali   gradassate somigliassero  più  spesso  truffe  che  violenze , e  sovente  anche  prima  di  commetterle  se ne  fossero  assicurati l'impunità . Quanto a giustizia  io  credo che  la cosa  stesse  fra  gatti  e cani , cioè  che  nessuno  la pigliasse  sul serio ,  eccettuati  i pochi  timorati di Dio  che  anca erano  soggetti  a pigliar  di gran  granchi per ignoranza . Ma  in generale  quello  era il regno dei furbi; e  soltanto  colla  furberia il minuto  popolo  trovava il bandolo  di ricattarsi  delle  sofferente prepotenze . Nel  diritto  forense friulano  l'astuzia  degli  amministrati  faceva l'uffizio  dell'equitas  nel  diritto  romano. L 'ingordigia e   l'alterezza  degli  officiali e dei  rispettivi  padroni segnavano i confini  dello  strictun jus. Comunque la sia , se  al di qua del  Tagliamento predominava  fra  i castellani  il partito  veneziano , al   quale  si vantavano  di appartenere  da tempo  immemorabile  i Conti di Fratta  ; al  di là  invece  la fazione  imperiale  padroneggiava sfacciatamente , la  quale  , se cedeva  all'emula in  popolarità ed  in dovizia , le era  di gran lunga  soprastante per  operosità , e  per audacia . Tuttavia  anche  in essa v'avea chi la  prendeva  calda  e chi  fredda ; chi  stava  nel tiepido  ;  e  questi  come  sempre  erano  i  dappoco e i  peggiori  . La  giustizia sommaria  esercitata  spesse  volte  dal  Consiglio dei Dieci  sopra  alcuni imprudenti , accusati  di congiurare  in favor  degli  imperiali e  a  detrimento  della Repubblica ,  non  era fatta per  incoraggiare  le  mene dei  sediziosi . Sebbene  cotali  scoppii  erano  troppo rari  perché  ne  durasse a lungo  lo spavento ; e le  trame  continuavano tanto  più  frivole  ed innocue  quanto  più  i tempi  si facevano  contrari e il popolo  indifferente ad artificiali e non cercate innovazioni.

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