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sabato 20 giugno 2026

Georg Groddeck= Il libro dell'Es -Lettere di psicoanalisi ad un'amica

 20--6--2026=
=L'uomo non  piange  i suoi  morti , non è vero che  lo faccia . E  se veramente  li piange nel  suo  intimo  non lo dà a vedere . Ma  anche  in  questo  caso  c'è  da  chiedersi  se il  suo lutto  si riferisce  al morto  o se  invece  il suo Es  non  sia  triste  per qualche  altro motivo ,  e si  serva  del  decesso  solo  come  pretesto per  razionalizzare  la tristezza , per  giustificarla  agli occhi  della  signora  Morale.
Ma perché  si usa  portare il lutto  per  un  intero  anno? In parte  a causa  della gente  , ma  soprattutto ,  farisaicamente , per farsi  belli  di fronte  a se stessi  , per   autoingannarsi . Si  giura  al morto  e a se stessi di   essergli  fedeli  per sempre  , di non  dimenticarlo mai, e  poche ore  dopo  il decesso  cominciamo già  a dimenticarlo. è bene dunque  ricordarlo a noi  stessi  con gli  abiti neri , con gli annunci funebri , circondandoci  delle  immagini  del defunto e portando  sul cuore  una  ciocca  dei suoi capelli . Ci  si sente  così buoni  quando si piange  un morto!
Posso  dirLe  una  cosina  all'orecchio ? Osservi  un po ' il dolore dell'afflitto  superstite  due anni  dopo  la morte  del coniuge : o è morto  anche lui , come  non di rado  avviene , oppure  la vedova  è una signora  fiorente  e soddisfatta , e il  vedovo  è  di nuovo uno sposo felice.

Giuseppe Ungaretti

 20--6--2026
Incontro  a un  pino   (1943)

E  quando  all'ebbra spuma  le onde  punse
Clamore  di crepuscolo  abbagliandole,
In  Patria mi  rinvenni
Dalla  foce  del fiume mossi  i passi
(D' ombre mutata il tempo ,
D'aro in  arco  poggiate
Le  vibratili ciglia malinconico)
Verso  un pino aereo attorno  per i  fuochi 
D'ultimi raggi  supplici
Che  , ospite  ambito di pietrami memori,
Invito macerandosi  protrasse.

venerdì 19 giugno 2026

Georg Groddeck= Il libro dell'Es - Lettere di psicoanalisi a un'amica

 19--6--2026
=Il tallone è inconsciamente  connesso  per chiunque , fin  dalla  infanzia  , con  l'idea  del generare . Tutti  noi  siamo  cresciuti  con  la storia  del peccato  originale  nelle orecchie . Provi  un po'  a rileggerla: la cosa  che più  ci colpisce  è che  i due protagonisti , dopo  aver  mangiato  il frutto , si vergognano  della propria nudità . Ciò  dimostra che  la narrazione  allude simbolicamente  al peccato  della  lussuria . Il giardino  dell'Eden , nel mezzo  del quale "si erge" l'albero  della  vita  e della  conoscenza   (e "conoscere" , in  senso biblico,  significa  giacere con  una persona),  non  ha bisogno  di interpretazioni . Il  serpente è  un  primordiale  , un  universale  simbolo   fallico; il suo  morso  avvelena,  provoca  la gravidanza .  Il frutto  colto  da Eva(e , fra l'altro  , è significativo  che nel  corso  dei secoli  lo  si sia  sempre  rappresentato  come  un pomo , il frutto della dea  dell'amore, benché la Bibbia  non parli affatto  di un  pomo), questo  frutto  bello  da vedere  e buono da mangiare , corrisponde al seno , ai fianchi  , alle natiche . Se  si  afferra  questa   connessione  , diviene  subito  chiaro  che la  maledizione :" La donna calpesterà la testa  al serpente e il serpente le morderà  il calcagno ", allude  alla flaccidità, alla  morte  del  membro dopo  l'eiaculazione del  seme, e alla  "beccata della cicogna" della  nostra infanzia , alla  gravidanza .
Il  calpestare  la testa del serpente  rappresenta  infatti  contemporaneamente sia il rilassamento dopo  il coito sia  la castrazione. E lì subito si insinua , di nuovo , l'idea della morte . Il  calpestare la testa  indica la decapitazione , un tipo  di morte derivata simbolicamente  dalla flaccidità del  membro , che  è una specie  di castrazione . L'uomo  perde la  testa , e  il membro perde  anch'esso  la testa  quando  il glande dopo  il coito  torna  a nascondersi  nel prepuzio . Se  ne ha voglia , può ritrovare tutti  questi elementi  nella storia di Davide e Golia , di Giuditta e Oloferne , di Salomè e di  Giovanni  Battista.
Il coito  è  una forma  di morte , la morte  nella  donna , un'immagine  che  si  ripresenta  continuamente  attraverso  i millenni. E le mie percezioni  auditive mi dicono  che la  morte  mi  grida  , con  la voce  stridula  della civetta:" Vieni , vieni!....". Poi  ecco di nuovo  il motivo  della masturbazione nella  tromba  dell'automobile :l'auto  è notoriamente  un simbolo  dell'autogratificazione , se   addirittura  non si  può  ascrivere  la  sua invenzione  all'impulso  a masturbarsi . Che  nel  tram, attraverso  le associazioni  elettricità per frizione -trasporto di uomini , siano  riuniti  i simboli della masturbazione e della gravidanza lo dimostra già il fatto che la donna , questa parte dell'umanità tanto  sensibile  ai simboli  e tanto  vicina all'arte ,mette  sempre il piede  in fallo quando scende dal tram : in modo da cadere.

Charles Baudelaire= I fiori del male

 19--6--2026

Spleen  e ideale
        42
Che  dirai  stasera , povera  anima  solitaria,
che dirai  , mio  cuore  , cuore  un tempo  appassito,
alla  più bella  , alla  più  buona  , alla  più cara ,
al  cui  sguardo divino   sei di colpo rifiorito?

-A cantar  le sue  lodi  il nostro  orgoglio  si volge:
nulla  vale  la dolcezza  della  sua  autorità;
la sua  carne  spirituale  ha  il  profumo  degli Angeli,
il suo  occhio  d'un  abito  di luce  ci ravvolge.

Sia  nella  notte  e nella  solitudine ,
sia  per la strada e nella moltitudine ,
il suo  fantasma  nell'aria  danza  come una  fiaccola.

Talvolta parla  e dice :" Sono bella  e  comando 
che  per amor  mio  amiate  il Bello  e nient'altro ,
sono  l'Angelo  custode  , la  Musa  e la Madonna."

giovedì 18 giugno 2026

Jorge Luis Borges = La moneta di ferro

 18--6--2026
    Il  rimorso 
Ho  commesso  il  peggiore  dei peccati 
Che  possa  commettere  un uomo . Non sono stato
Felice . Che  i  ghiacciai  della  dimenticanza 
Possano  travolgermi  e  disperdermi senza  pietà .
I  miei  mi  generarono  per  il giuoco 
Azzardoso  e stupendo  della vita,
Per  la terra , per  l'acqua , l'aria  , il fuoco 
Li frodai . Non  fui felice . Realizzata 
Non  fu la giovane loro volontà . La  mia mente
Si  applicò  alle  simmetriche  ostinatezze 
Dell' arte , che intesse nullerie .
Ereditai valore . Non fui  valoroso 
Non  mi  abbandona  . Mi  sta  sempre  allato 
L'ombra  d'essere  stato un disgraziato .

Liala = Voci del mio passato

 18--6--2026
"Io  porto  il segno  dei  morsi . Non  li  dimenticherò . Mi  ricorderanno  che sono  stata  invidiata.
So ' che ogni  morso è un  passo avanti  , compiuto da me : so '  che chi  non sarà  mai  morsicato , sarà sempre dimenticato."
Il giorno dopo , la mia crisi isterica , a casa di Pina Bella,  lei in persona , venne in camera mia , e mi propose di uscire , la sera con lei e i suoi amici, per una serata al cinema, senza Anna.
Io accettai , ma diedi un suggerimento , di andare via di casa , separatamente , per poi riunirci giù nel cortile; desideravo tanto , portare Anna a parlare , per risolvere quell'orrore. Non accadde mai!
Ed ora il caso :Giovita:
 L 'internato con il professore Latteri,  fu il primo , che perdetti, mi ricordo che andai dal  dottore Saggio, per scusarmi perché mi trovavo nell'impossibilità di venire , e lui si arrabbiò, così persi la prima  pagina  dei miei programmi. Quando mi rimise  , fisicamente  dalle conseguenze della mia avventura con Anna e Pina Bella ,  era appena iniziato il nuovo anno accademico, ma il professore Latteri non aveva più la cattedra di patologia chirurgica, la quale era passata al professore Romeo.  Ero  in condizioni di sostenere l'esame, ma, mi sono trovata con un leggero cambiamento nel programma,   l'obbligo , di un internato di almeno 15 giorni  prima  degli esami.  Fu proprio nell'internato, in reparto di chirurgia , che incontrai Giovita Piccillo, eravamo : due ragazze e due ragazzi,  andò bene , il medico al quale eravamo affidati era il dottore Calì.  Giovita, era piccola di statura , un esempio di persona totalmente invisibile,    Dopo l'internato ci  ritrovammo alle  lezioni di farmacologia,  stavamo preparando  gli esami di patologia chirurgica, mi invitò a venire , in appartamento ,dove viveva con altre ragazze, perché lei era di Enna, per ripetere e mettere a fuoco alcuni argomenti, del programma. Così , ci ritrovammo una giornata insieme a studiare, lei mi invitò a rimanere a pranzo,    mi raccontò delle brutte storie , con altre ragazze , in un appartamento , dove  aveva vissuto, per un po ';  poi   iniziò  a parlare dei professori, della vita privata di questi , di orge con gli studenti, e qui sono rimasta completamente scioccata, tanto che al ritorno  a casa, per prima cosa chiamai la mia mamma , volevo sentire la voce di una persona cara,  avevo bisogno di respirare puro ossigeno, e poi  chiamai la priora, chiedendole di parlare un po' con me , perché avevo vissuto con una mia collega un momento brutto, attraverso i racconti, di questa.  Decisi di  starle accanto come amica , per  aiutarla  a credere , a vedere che la realtà è costituita , di tanta luce e che non tutto è miseramente squallido  e volgare. Ma le cose  non andarono  per il verso giusto, perché a lezioni notai alcuni modalità di comportamento che non mi  piacquero, come il fatto che seduta accanto a me , con delle domande stupide , cercava di attirare l'attenzione del professore, o come all'uscita della lezione , mi invitava ad andare dal professore ,cosa che io non solo non ho assecondato ,  ma ho tagliato corto, andando via . Alla fine dell'anno accademico , si  avvicinò, dicendomi , che il dottore Calì , mi aspettava per  il tirocinio di stato, io risposi che il tirocinio di stato lo avevo già fatto, voltai le spalle e tagliai definitamente il contatto con Giovita. Questa mio comportamento , fece precipitare la situazione in un vero incubo,  un vero orrore ;  per poter capire : 
 prima di tutto la persona ,Giovita, una ragazza con dei problemi , che riguardavano il suo rapporto con la realtà,  dove la sessualità era un vero incubo , in quanto questa ragazza vedeva tutta realtà sociale sotto forma di orgia da alcova. 
Il reparto dove mi sono trovata per la patologia chirurgica,  era un ambiente , meschino , squallido, perché se, da una parte, era  presente un baronaggio molto forte, dall'altro  la chirurgia  rappresenta una branca della medicina ,molto importate , se non si è all'altezza, bisogna avere il coraggio di  rinunciare, se no si diventa dei poveri frustrati  ; a  questo si aggiunge  ciò che Giovita aveva confabulato con il dottore Calì, immaginate , il grande problema che mi si parò davanti.
Io avevo , avuto un colloquio con il professore , il quale , vedendo il mio libretto , alla mia richiesta per la tesi, mi aveva  detto di si , dovevo prima sostenere gli esami. Ricordo ,che non dissi di questo mio colloquio a Giovita.  Mi sono recata in reparto , per gli esami , e mi sono vista venire incontro il dottore Calì ,  che mi diceva: "bussate e vi sarà aperto" , io lo guardai , voltai le spalle e andai  via . Fare quei benedetti esami divenne una cosa difficile.
Io  vivo la mia vita, con un codice morale molto rigido, sin dall'inizio  il mio cammino universitario , fu  un procede contro corrente , perché era molto importante raggiungere un buon livello di preparazione, e come sono stata educata , non mi sono mai fatta distrarre da moduli di vita che io non riconosco , perché li trovo profondamente immorali.
Nella situazione dove , quella disgraziata di Giovita , mi aveva cacciato, non dovevo e non volevo essere coinvolta; chiesi aiuto alla Priora , e fu un grosso errore , perché , non solo non mi aiutò, ma mi precipitò in un abisso. Non ho rancori , perché volevo un gran bene a questa persona, solo ho sbagliato , perché non dovevo mischiare : San Benedetto e l'università, due realtà, agli antipodi.
Ho imparato che non bisogna mai chiedere aiuto , ma confidare nelle proprie forze!  Riuscii a sostenere gli esami superandoli con :30 su 30, ma dovetti abbandonare il progetto della tesi, primo perché non mi sarei mai mischiata ad una realtà squallida , e poi non avrei mai agito in modo sconveniente nei riguardi del professore. Ho percorso il mio cammino universitario , con profonda serietà, ho avuto la gioia di avere il rispetto dei miei professori, rispetto per la mia serietà , e la mia bravura, la scelta che ho fatto dopo , non mi pento, solo, mi rimane un amaro in bocca. Recitare la parte della casalinga , ignorante è divertente!

mercoledì 17 giugno 2026

Saulo-Paolo di Tarso, in Cilicia

17--6--2026

1)  Paolo  conquistato  da Cristo
=è certo che il  giovane  Saulo -Paolo   ricevette  dalla  famiglia  un'educazione  religiosa in base  alla Torah  o Legge  mosaica ; è  certo  anche  che  seguendo  le indicazioni  della tradizione  rabbinica  il padre  gli fece  apprendere  un mestiere  manuale , che sarà  quello  di  skenopoios cioè "fabbricatore  di  tende" (At  18,3), espressione  imprecisa per noi  , potendo  indicare sia   la lavorazione  di quella  stoffa  ruvida  tessuta  con peli  di capre  della  Cilicia , e detta  perciò  cilicium , sia  la lavorazione  delle pelli  e del  cuoio .
Dopo  la fanciullezza  , Paolo  fu inviato  a Gerusalemme   dove  si mise  alla scuola  di Gamaliele , maestro  di grande  prestigio che  tenne  scuola  tra  il 25 e 50  dC.  Al  momento  dell'arresto  , nel depositare  le sue generalità ,  egli  si appellerà  con  fierezza  a questa  scuola  dove  approfondì  e completò  la conoscenza  della  "Torah scritta  "  e della " Torah orale"(At 23,3). Segno  indubbio  della duplice cultura  acquisita  da Paolo  sono  sia  la perfetta  padronanza  della lingua  greca  e di quella  ebraico-aramaica , con  le quali  può  rivolgersi pubblicamente  in greco  al tribuno romano , e in  ebraico  alla folla  di  Gerusalemme (At 21, 37, 40),  destando  lo stupore  del funzionario  imperiale , sia soprattutto  la capacità  di  presentare  in maniera   differenziata  la catechesi  agli  Ebrei e ai Greci. Gli  Atti  degli Apostoli  attestano  infatti  il diverso  modo  di evangelizzare  adottato  da  Paolo , che  sa farsi  "ebreo con gli Ebrei , greco  con i Greci ":  a quelli  infatti  darà l'annuncio  di Gesù  Cristo  partendo  da Abramo  e percorrendo  il disegno  di Dio  attraverso Mosè  e i  Profeti  ;   a questi  incomincerà  a  parlare  di Dio  partendo   dal cosmo , per giungere  al suo  Principio  e alla  Intelligenza  ordinatrice .  Si  confronti  su questo  punto  il discorso tenuto  agli  Ebrei  nella sinagoga  di Antiochia  di Pisidia (At 13,16-41) con  quello  celebre  dato  ai Greci  sull'Areopago di Atene (At 17,22-31).