9--7--2026
=Verso la fine di marzo mi venne un ascesso alla mano che dovette essere inciso e mi costrinse a mettere il braccio al collo . Dovetti andare in ospedale , ma non valeva la pena mandarmi fino a Sietamo per una ferita così banale , perciò mi ricoverarono al cosiddetto ospedale di Monflorite, che in realtà era un semplice posto di transito per feriti . Ci rimasi dieci giorni , parte dei quali a letto. I practicantes (gli inservienti ospedalieri ) mi rubarono praticamente ogni oggetto di valore che possedevo , compresa la macchina fotografica e tutte le foto che avevo scattato . Al fronte tutti rubavano , era l'inevitabile effetto della scarsità , ma gli addetti all'ospedale erano i peggiori ladri di tutti . In seguito , nell'ospedale di Barcellona , un americano che per unirsi alla Colonna Internazionale si era imbarcato su una nave silurata da un sottomarino italiano mi raccontò di essere stato trasportato a riva ferito e che mentre lo sollevavano con la barella per metterlo sull'ambulanza i portantini gli avevano sfilato l'orologio.
Monflorite era il solito ammasso di catapecchie di fango e sassi , attraversato da tortuose stradine che gli autocarri avevano macinato al punto da farle sembrare crateri lunari. La chiesa era stata ridotta piuttosto male , ma era usata come magazzino militare . In tutto il circondario c'erano solo due fattorie d'una certa importanza. Torre Lorenzo e Torre Fabian , e soltanto due edifici davvero imponenti , evidentemente le case dei proprietari terrieri che avevano un tempo dominato su quella campagna : la loro ricchezza si vedeva riflessa nelle miserabili casette dei contadini.