25--8--2026
=Nei loro desideri e nei loro sforzi di proteggere contro ogni insulto la loro finzione virile, gli ammalati passano spesso la vita a maledirsi , a caricarsi di rimproveri , a infliggersi tormenti e torture ; tutti atteggiamenti questi, atti a portare al suicidio . Questi atteggiamenti costituiscono lo sbocco naturale della nevrosi , che non sono che un artifizio del quale l'ammalato si serve per realizzare il suo proprio sentimento di personalità e per esercitare una pressione sul ambiente .Le prime manifestazioni dell'istinto di aggressione che l'ammalato dirige contro la propria persona , risalgono a situazioni nelle quali il bambino , per far soffrire i suoi genitori o per imporsi in modo particolare alla loro attenzione , finge una malattia , simula la morte , la vergogna , i difetti più vani. Questo tratto caratterizza il bambino predisposto che utilizza i suoi ricordi delle manifestazioni della sua inferiorità organica e di come esse contribuiscono al rialzamento del sentimento di personalità , per concentrare su se stesso la tenerezza , la pietà e l'interesse dei genitori. Nella nevrosi manifesta , questi mezzi di azione ricevono una forma compiuta e subiscono un'attivazione tutte le volte che la malsicurezza è diventata maggiore e più minacciosa, ed esige un rinforzo della finzione.
Crisi , dolori, malattia si manifestano al momento voluto , quando la situazione lo esige e spesso la crisi , i dolori o la malattia reali sono sostituiti dal desiderio , dall'idea o dalla paura , quando ciò basti a spaventare , ad allarmare l'ambiente . Contemporaneamente la vanità nevrotica smisurata dell'ammalato si trova pienamente soddisfatta . Il mondo intero , tutta l'umanità , tempeste e temporali , tutti i sinistri e tutti gli accidenti , tutti gli uomini e tutte le donne , tutto non ha che uno scopo solo, che una intenzione sola : minacciare il paziente . Si nota chiaramente il passaggio allo stato paranoico.