11--2--2026
Si sta formando sotto i nostri occhi un mondo nuovo , diverso da quello che conosciamo , nato dopo la fine della guerra. L 'ordine internazionale , solido e stabile per decenni , sta attraversando una fase di declino irreversibile . Costruito dall'Occidente sui propri valori, valori proclamati universalmente , esso oggi si disgrega sotto il peso delle sue debolezze interne e della pressione di culture differenti , ormai maggioritarie . La forza tende a prevalere sul diritto , l'autarchia sulla democrazia , quel "basare a se stessi" che anche noi italiani abbiamo dolorosamente vissuto negli anni trenta. è una filosofia oggi reinterpretata dall'attuale amministrazione statunitense , che mette in discussione principi e convenzioni su cui , per decenni , si sono regolati i rapporti internazionali ispirati al modello occidentale e che, per un certo periodo , si erano dimostrati vincenti .
Il disorientamento comprensibile : viviamo immersi in guerre , ricatti commerciali e aiuti internazionali negati . Tutto ciò non riguarda soltanto le imprese esportatrici o le organizzazioni di cooperazione , costrette , come la nostra associazione , a continui adattamenti per poter svolgere la propria missione . Coinvolgere l'intera opinione pubblica , generando smarrimento e paura.
Umberto Galimberti , riflettendo sulle guerre in Ucraina e a Gaza, attribuisce all'escalation delle atrocità la paralisi della nostra capacità di percepire e comprendere il reale. In questa "narcosi percettiva", l'indifferenza diventa l'arma più letale per chi conduce la guerra . Ma non dobbiamo intendere l'indifferenza soltanto come distacco di chi non vuole sentire , la" anestesia dell'indifferenza" teorizzata da Gunther Anders, bensì come l'angoscia di chi sente e soffre senza poter intervenire .
Ne sono testimonianza le piazze spontanee che, con numeri sorprendenti , hanno manifestato contro la guerra e i suoi crimini: espressioni autentiche di partecipazione . Non è dunque l'insensibilità dei cittadini il problema , ma l'incapacità delle strutture politiche e sociali di accogliere e trasformare in proposte concrete le loro istanze . La crisi dell'intermediazione tradizionale , esercitata da partiti, sindacati e altre forme di rappresentanza , ha generato queste manifestazioni di energia civile : sincere e appassionale , ma prive degli strumenti per orientare lo slancio verso un progetto condiviso. Non quindi il disinteresse , il "non sentire", il vero nodo della questione . Lo aveva compreso bene papa Francesco quando ,nell'incontro con i Movimenti Popolari del 2021,non si limitò a invocare emozioni o valori da risvegliare , ma propose un percorso di costruzione : organizzare la speranza , strutturare il dissenso , radicare la solidarietà, superando la logica della reazione per abbracciare quella della trasformazione. è un invito ad agire, a convertire l'indignazione in energia positiva , a cercare strade praticabili in cui ciascuno possa contribuire a una trasformazione autentica, un cammino in cui l'umanità non solo resista , ma si rinnovi.