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mercoledì 1 luglio 2026

Where Francis walked Patti Smith

 1--7--2026
Smarrita  in una  selva
invocando  una  guida
ho ascoltato il grido
di  un lupo ferito
rannicchiato su  un  tumulo 
un  tempo stimato sacro
I  suoi lamenti solitari 
attraversavano
la  notte  vibrante 
spingendo il vento 
confondendo  i miei  sensi
oscurati dall'inquietudine 
Quando d'improvviso  ho sentito 
una  presenza  benevola 
con  un  movimento così lieve 
da  non calpestare 
la  festa delle forme 
la  splendida  simmetria 
il  caleidoscopio
di  felci e fiori 
Il cielo irradiava  un  campo 
dove  fiorivano luci distanti.
Il vento immobile  sussurrò
Qui  camminò Francesco
mite  come il respiro degli  agnelli 
Ecco! Ritorna 
per  consolare  e calmare 
il lupo  disperato 
che  ribolle   di solitudine 
Un  coro  di campanelli 
intimava  che tutto  va  bene
dolce  come una  ninna nanna

Non  ero  più  smarrita 
Il  muschio si offrì  come  giaciglio 
l'albero  dell'amore  come riparo 
Rimasi  ad  ascoltare  la pioggia 
sebbene   non piovesse  più
La natura  piangeva ,
supplicando  con  tutta  la sua anima 
con  desiderio  virtuoso 
Francesco , vieni, ritorna ,
mentre i suoi  passi   si allontanavano.  

lunedì 29 giugno 2026

George Orwell=Senza un soldo a Parigi e a Londra

 30--6--2026

=Il beneficato praticamente odia sempre  il benefattore , è  una caratteristica  fissa  della natura  umana; e quando ha  altre  cinquanta  o cento  persone  che  lo  spalleggiano  , lo dimostra.

domenica 28 giugno 2026

Rabindranath Tagore= Lo schema del creato

 28--6--2026

Quando  giunse
il  momento della rivolta
Dio  mi diede  la forza;
mi  disprezzò  
quando  mostrai la mia falsa fede.

Da  Sfulingo

Francesco Petrarca= Canzoniere

 28--6--2026
    209
    I  dolci colli  ov'io lasciai me stesso ,
partendo onde  partir già mai  non posso ,
mi  vanno innanzi , et  emmi ognor  adosso
quel  caro peso  ch'Amor m'à  commesso .
    Meco  di  me  mi meraviglio  spesso ,
ch'i' pur  vo sempre  , et  non  son   anchor  mosso  
dal  bel  giogo più  volte  indarno  scosso,
ma  com più  me  n'allungo , et  più  m'appresso.
    Et  qual  cervo  ferito  di saetta ,
col  ferro  avelenato  dentr'al fianco ,
fugge , et  più  duolsi quanto  più  s'affretta ,
    tal io , con quello  stral  dal  lato  manco,
che  mi consuma  , et  parte  mi diletta,
di duol  mi struggo , et  di fuggir  mi stanco.

Essere Cristiani

 28--6--2026
Dio, Padre onnipotente  , tu  ci fai  camminare  in  un  mondo  pieno  di belle  cose  e tra  doni  a noi  destinati . Noi  ti  rendiamo   grazie . Infatti  il fascino  della  tua  creazione  ci dona il gusto  della  gioia  e del bene ;si, essa ci mantiene  nelle  certezza che   tu  vuoi  il nostro  bene  e che  ci hai  creati  perché  possiamo  partecipare  a una  pienezza  inimmaginabile  nel  tuo  amore  trinitario . Donaci  il senso  di ciò  che è  vero  e sicuro! Donaci   la capacità  di discernere  tra  la realtà  e le  apparenze  ingannatrici, tra  il durevole  e l'effimero ! Allora non saremo  delusi  dalle  promesse  di felicità  della  tua  creazione . Questo  mondo , nella  sua  infinita varietà , non  sarà  la nostra  rovina , ma  la via  della  nostra  salvezza, al  termine  della  quale  tu  già  ci attendi.

= Buona domenica!

sabato 27 giugno 2026

Rabindranath Tagore= Il palpito della primavera

 27--6--2026
I miei canti

I  miei  canti sono  schiere  di  loto:
dove  sono nati 
non  sono rimasti .
Sono  senza radici ,
ma  hanno foglie  e fiori.
Con  la gioia  della luce 
danzano  sulle  onde  delle acque .
Sono senza  casa e senza  raccolto ,
come ospiti sconosciuti 
s'ignora  quando  arrivano.  

Quando  viene luglio 
su  nubi  indomabili  ,
sotto l'impeto della  corrente 
straripano le due  rive :
la schiera dei  miei  loto,
indomabili , irrequieti ,
sulle  rapide  impetuose 
smarriscono la via .
Si  disperdono  di villaggio in villaggio,
in flussi e riflussi 
da  un luogo  all'altro 
in  ogni direzione.

Surul , 12  gennaio 1915, da  Balaka

Eugenio Montale = Ossi di Seppia

 27--6--2026
Arremba su  la  strinata proda
le navi di cartone , e  dormi ,
fanciulletto padrone :  che  non oda 
tu  i  malevoli spiriti  che  veleggiano a stormi.

Ne  chiuso  dell'ortino svolacchia il gufo
e i  fumacchi  dei  tetti sono  pesi.
L'attimo che  rovina  l'opera  lenta  di mesi 
giunge  : ora   incrina  segreto , ora  divelge in un buffo.

Viene lo  spacco  ; forse  senza  strepito ,
Chi  ha edificato  sente  la sua  condanna .
è l'ora  che si  salva  solo  la barca in panna .
Amarra  la  tua  flotta  tra  le siepi.