5--2--2025
Rimembranze di scuola
Era il giugno maturo , era un bel giorno
Del vital messidoro , e tutta nozze
Ne gli amori del sole ardea la terra.
Igneo torrente dilagava il sole
Pe' deserti del cielo incandescenti ,
E al suo divino riso il mar ridea .
Non ridea io fanciullo : il nero prete
Con voce chioccia bestemmiava Io amo,
Ed un fastidio era il suo viso: intanto
A la finestra de la scuola ardito
S'affacciava un ciliegio , e co' i vermigli
Frutti allegro ammiccava e arcate storie
Bisbigliava con l'aura . Onde , obliato
Il prete e de le coniugazioni
In su la gialla pagina le file
Quai i formiche ne la creta grigia ,
Io tutto desioso liberava
Gli occhi e i pensier per la finestra , quindi
I monti e il cielo e quindi la lontana
Curva del mare a contemplar . Gli uccelli
Si mescean ne la luce armonizzando
Con mille cori: a i pigolanti nidi
Parlar , custodi pii , gli alberi antichi
Pareano , e gli arbuscelli a le ronzanti
Api ed i fiori sospirare al bacio
De le farfalle ; e steli ed erbe e arene
Formicolavan d'indistinti amori
E di vite anelanti a mille a mille
Per ogni istante . E li accigliati monti
Ed i colli sereni e le ondeggianti
Messi tra i boschi ed i vigneti bionde ,
E fin l'orrida ed il roveto
E la palude livida , pareano
Godere eterna gioventù nel sole .
Quando , come non so, quasi dal fonte
D'essa la vita rampollommi in cuore
Il pensier de la morte , e con la morte
L'informe niente ; e d'un sol tratto , quello
Infinito sentir di tutto al nulla
Sentir io comparando, e me veggendo
Corporalmente ne la negra terra
Freddo , immobile , muto , e fuor gli augelli
Cantare allegri e gli alberi stormire
E trascorrere i fiumi ed i viventi
Ricrearsi nel sol caldo irrigati
De la divina luce , io tutto e pieno
L'intendimento de la morte accolsi;
E sbigottii veracemente . Anch'oggi
Quel fanciullesco imaginar risale
Ne la memoria mia; quindi , si come
Gitto di gelid'acqua , al cor mi piomba.
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