Cerca nel blog

sabato 15 febbraio 2025

Eugenio Montale= L'agave su lo scoglio

 15--2--2025

Egloga

Perdersi  nel  bigio ondoso
dei  miei  ulivi era  buono
nel tempo andato-loquaci
di  riottanti uccelli
e di  cantanti  rivi.
Come  affondava il tallone
nel  suolo screpolato ,
tra  le  lamelle d'argento 
dell'esili foglie . Sconnessi
nascevano in  mente  i pensieri
nell'aria di troppa quiete.

Ora  è finito il  cerulo marezzo.
Si getta  il pino  domestico 
a  romper la grigiura ;
brucia  una toppa  di cielo 
in alto, un  ragnatelo 
si  squarcia  al passo: si  svincola
d'attorno un'ora  fallita .
è  uscito un  rombo  di treno,
non lunge , ingrossa . Uno sparo 
si schiaccia  nell'etra  vetrino.
Strepita  un volo  come acquazzone,
venta  e svanisce  bruciata
una  bracciata  di amara 
tua  scorza , istante  : discosta 
esplode  furibonda  una  canea.

Tosto  potrà  rinascere l'idillio .
S'è  ricomposta  la fase che pende 
dal  cielo  , riescono  bende 
leggere  fuori.....;
                        il fitto dei  fagiuoli
n'è scancellato  e involto.
Non  serve  più  rapid'ale,
né  giova  proposito baldo;
non  durano che le solenni cicale 
in  questi  saturnali del  caldo .
Va   viene  un istante in un folto 
una  parvenza  di donna .
è  disparsa , non era una Baccante.

Sul  tardi  corneggia  la  luna .
Ritornavamo  dai nostri  
vagabondari  infruttuosi .
Non  si leggeva  più  in faccia 
al  mondo  la traccia 
della  frenesia durata
il pomeriggio . Turbati 
discendevamo  tra  i vepri.
Nei miei passi  a quell'ora 
cominciano  a fischiare le lepri.

Nessun commento:

Posta un commento