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martedì 18 febbraio 2025

Ippolito Nievo= Le confessioni d'un Italiano

 18--2--2025
=Io  non   catechizzo  , né   pianto  o difendo  sistemi ; e so   benissimo   che   la divozione,  volta  in bigottismo  dalle  anime  false  e  corrotte ,  può  viziar  la coscienza  peggio   che  ogn'altra  abitudine  di perversità. Vi   ripeto  ancora  ch'io  non sono  divoto; e me  ne   duole perché  durai  grandissima fatica a trovare un'altra  via per  cui salire alla  vera  e discreta  stima  della vita. Dovetti   percorrere  sovente , col  disinganno  al fianco , e  la disperazione  dinanzi  agli  occhi  , tutta  la profondità   dell'abisso  metafisico; dovetti  sforzarmi ad  allargare  la  contemplazione d'un   animo , diffidente e miope sopra  l'infinita  vastità  e  durevolezza  delle cose umane ;  dovetti  chiuder  gli occhi  sui  più  comuni e strazianti problemi   della felicità , della  scienza  e della  virtù  contraddicenti fra loro ;  dovetti io,  essere  socievole  e soggetto  alle leggi  sociali ,  rinserrarmi  nel  baluardo della  coscienza  per  sentire  la santità  e la   vitalità  eterna  e forse  l'attuazione  futura  di quelle  leggi  morali  che  ora  sono  derise  calpestate  violate  per tutti  i modi ;  dovetti  infine  , uomo  superbo della   mia ragione e d'un  vantato  impero sull'universo, inabissarmi, annichilirmi , atomo  invisibile , nella  vita  immensa ed  immensamente  armonica  dello stesso universo , per trovar una  scusa  a quella  fatica  che  si chiama  esistenza , ed  una  ragione  a quel fantasma   che si chiama  speranza  . Ed  anco  questa  scusa  tremenda  dinanzi alla  ragione  invecchiata , come  una  fiamma  di candela  sbattuta  dal vento  ; e tardi  m'accorgo che  la fede è  migliore  della scienza  per la felicità . Ma  non  posso  pentirmi del mio stato morale ; perché  la necessità non  ammette  pentimenti  ; non posso  e non  debbo  arrossire  ; perché una  dottrina  che  nella pratica   sociale  accoppia   la fermezza degli   stoici  alla carità evangelica , non potrà  mai  vergognar  di se  stessa  qualunque  siano  i suoi  fondamenti  filosofici. Ma   quanti sudori , quanti  dolori  , quanti  anni, quanta  costanza   per   arrivare a ciò  !  Ebbi  la pazienza  della formica , che ,  capovolta  dal  vento ,  cento  volte  perde  la sua  soma  e cento  la riprende per  compiere  a passi  invisibili  il suo lungo cammino  . Pochi m'avrebbero  imitato  e  pochi   m'imitano in  fatti . I   più gettano a  mezza strada  una bussola  malfida  da cui  furono  il più  delle  volte  ingannati ; e si abbandonano  giorno dopo  giorno  al vento  che spira.  Vien  poi l'ora  di raccoglier  le vele  nel porto ; e il loro  arrivo  è  necessariamente  un naufragio . O  s'affidano  a guide  fallaci , alleate delle  loro  passioni , e bevono con compunzione  lagrime  spremute  dagli occhi  altrui : o  cancellano  la vita  dello spirito , non  sapendo  che lo spirito  si ridesta  quandochessia  a patir tutti in una volta i dolori  che   dovevano  preparargli la strada alla morte . Meglio  la fede  anche  ignorante  che il nulla  vuoto  e silenzioso.

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