8--2--2025
Quando venne l'autunno , il buon professore si trovò nella necessità di andare al gran mercato dell'uva; faccenda del tutto nuova per lui . Non c'era mai stato al mercato . Una cosa sbalorditiva, enorme : tettoie , botteghe , magazzini , folla , urti , carri, carretti , furia , bestemmie . Un macchinario enorme formato di umanità in movimento . Povero professore! Oh , come era più tranquilla la più tumultuosa delle scuole!
Con un venditore che aveva una distesa magnifica di bellissima uva, grossa , ambrata , disposta in cestelli ornatissimi , che pareva dipinta , quasi attaccò lite.
Lui s'era accostato e, pian pianino , aveva spiccato un acino per assaggiarlo...
--Giù quella mano !
--Ma un chicco!
--Macché chicco o checca! Giù le mani , dico! Tutto il paniere mi ha guastato quello lì.
--E tutti lo guardavano bieco, come fosse stato un ladruncolo .
Si fece piccino piccino e sgattaiolò dalla folla .
Lui, professore , e quasi cavaliere , esser chiamato "quello lì".
Da un altro con cui era venuto a mezzo contratto , per ciò che concerne la merce, quando si venne al prezzo , e lui , il professore , tirò fuori il bollettino , si sentì rispondere con un tono che non ammetteva repliche :
--Il bollettino me lo faccio io!
Che camorra , che gente , che mondo! Oh , molto meglio avere a fare con gli Atridi!
--Professore , cosa fa lei qui?
Il professore , quando si udì chiamare così tra quella folla nemica e sconosciuta , trasalì .
Un giovanotto con una bella faccia rosea , allegra , capellatura bionda , sigaretta in bocca , vestito a lutto era davanti a lui.
--Lei è? lei è..?
-Ravelli .
--Ah , bravo , Ravelli . Ora mi ricordo . Cosa fa lei qui?
--Il mio mestiere --rispose Ravelli , che era quel desso--e lei?
--Così , passeggio , un poco , mi diverto .
--Bel mercato eh? -esclamò Ravelli .
--Oh , bello . E lei quale mestiere fa, giovanotto mio?
Ravelli spiegò . Suo babbo era mercante in agrumi e in salse di pomodoro . Era morto da un anno e lui continuava l'azienda . Parlò di agrumi , di salse . Piramidi di salse; treni di agrumi ; Germania , Svizzera , Palermo , Parma ; qualità degli agrumi ; difetti dei limoni ; limoni senza pidocchi che vanno all'estero , limoni coi pidocchi che restano il Italia ; prezzi , contratti , pagamenti a tratta , a pronta , e prontissima cassa. Tutta questa erudizione Ravelli collocò davanti al professore , con grande eloquenza . Un 'erudizione che sbalordì il professore .
--E lei --azzardò adire l'esimio professore --non si intende che di limoni e di pomodori? E dell'uva non se ne intende?
Ma si intendeva anche dell'uva!
E allora il professore spiegò:
--Ecco , veda , mio caro ; mia moglie soffre di pirosi : qui il vino è tutto fatturato , io vorrei...
--Quell'asino di Ravelli capì a volo , senza che lui nemmeno terminasse .
--Lei vuol fare il vino in casa.
--Si ,così , un pochino per prova , per isvago .--"è intuitivo questo ragazzo !", pensò il professore.
--Venga con me --disse Ravelli .
--Non che io , badi Ravelli --diceva , seguendolo tra la folla , mi sia messo a fare il mercante di vino , sa! Ma la mia signora...i vini...
Tic , tac ! Bisogna vederlo quel ragazzo , che sicurezza ! Rompeva la folla , parlava in gergo , in dialetto , a mimica ; insolentiva senza paura.
Ma quando il professore s'accorse che Ravelli era da tutti conosciuto , e a lui si rispondeva bene, e con lui si trattava alla pari , disse:
--Mi rimetto a lei, caro Ravelli.
--Quanti quintali? Cinque ? sei?...
--Sei ! Cinque ! quello che vuole lei.
In mezz'ora cinque quintali d'uva della più bella , della più matura , e bianca e nera , disposta in bei cestelli , erano già controllati , pesati , messi su un carro : coperti di tela cerata , fissata con buona corda : se non ghe la porten via, professor ! Una frustrata al cavallo , quattro frasi secche al conduttore , indirizzo preciso , presto e via.
Non rimaneva che pagare . Oh , come volentieri pagò ! Un convenientissimo prezzo . E tutta uva perfetta , tanto sopra come in fondo ai cestelli.
Ah miracoloso Ravelli.....
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