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domenica 2 agosto 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana " 2--L'OBLATO BENEDETTINO SECOLARE"

2--8--2020

a) L'  oblazione  nello spirito  della Regola   di S. Benedetto

2)  Punti  salienti  della  Regola  di  S. Benedetto

              Contemplativa   (  dal punto di vista  ascetico-mistico)
f)   Prologo  e   capitolo  4

Come  dice  l'Apostolo  :" non siate  solo  uditori  della  Parola"(Gc. 1,2); infatti  sia  il monaco  che  l'oblato  dopo  aver  assaporato  la  Parola , dopo  averla  meditata  e celebrata  nella   Liturgia  devono  toccare  il punto  più  alto: la  contemplazione  (RSB  CC.  6,66).  Si  può  anche  chiedere  fino  a  che  punto  il monaco  debba  essere   contemplativo  ; e qui  S. Benedetto  crea  un  equilibrio  onde  evitare  un'eventuale  conflittualità  tra  le due  "attività" , otium  et  negotium.  L'equilibrio doveva  essere frutto  non di  compromesso,  ma  dalla  carità  di Cristo  che  ci  sprona (2 Cor.  5,14).  I monaci  lungo i secoli  sono stati  presenti  in  tutti  i settori  della  vita  dal  sociale all'economico  a  quello  della  cultura; oggi  si  chiede  che  i benedettini  siano  in  questo mondo  ,  disastrato , la  testimonianza  di una  seria  ricerca  di Dio , anche  attraverso  il campo  della  meditazione .  Il fatto  che S. Benedetto non  parli  di contemplazione  in  modo  esplicito  testimonia  non   solo la  libertà  che lascia  al monaco  nel  campo spirituale , ma  al  contempo  denota quanto  sia  importante  per il monaco  un'autodisciplina e un  rigore  propri nel  condurre  vita spirituale.
La  Regola  è  introdotta  da  un Prologo  in cui  S.Benedetto  parla  al suo discepolo  in modo  abbastanza  familiare dandogli l'appellativo  di  "figlio"; e dove  gli prospetta  subito  lo stato  spirituale  in cui  versa  tutto  il  genere  umano  a causa  del peccato  , ma  offrendogli  allo  stesso tempo il  rimedio  ;  il ritorno  a  Dio  agli  ordini  di Cristo  Re  . Il  monastero per  il  monaco  e il mondo  per  l'oblato  saranno  così  i luoghi  prescelti  dalla  Provvidenza per  condurre  la battaglia  della  fede  tra  i pericoli  , quali  l'accidia , la  distrazione  dalle cose  spirituali ;  la  vigilanza  è  d'obbligo(Mt. 25, 11-13).
Il ritorno   a  Dio  si effettua  sul campo  di battaglia  impegnati  fino  all'ultimo  sangue ;  il  capitolo  4  della  Regola  precisa  l'estensione  e la  profondità  del duello tra  la vita  e la  morte; dove  gli strumenti delle  buone  opere sono  una  serie  di armi"lucentissime",e il  discepolo un soldato  coraggioso . Le armi  lucentissime   sono  una  serie  di  ammonimenti  dalle Scritture   e fanno  da  guida  sicura  al monaco che  vuol  verificare la sua  consistenza  e  profitto  spirituale, e se  davvero  cerca  Dio  con  cuore  sincero . Questi  strumenti  probabilmente non  serviranno tutti , insieme , ma  andranno presi  nei  momenti  opportuni . Tra  gli strumenti troviamo il decalogo,  le opere  di misericordia, e una  sequenza  di virtù monastiche  ;mentre  l'elenco termina con  "mai  disperare della misericordia di Dio e  un'esortazione alla  perseveranza in  monastero , o nel  mondo  per l'oblato.

sabato 1 agosto 2020

I GIUDICI POPOLARI ---Riduzione da: Domenico Carutti, del libero pensiero, Firenze (1861)

1---8---2020
Il  giudizio  per mezzo  dei  giurati  diffonde  fra  i cittadini l'idea  del  diritto  , e  inspira  il rispetto  della  legge e della   cosa  giudiziaria; esso  insegna  e costringe l'uomo, osserva  Alessio   Tocqueville  , ad  assumere  la  responsabilità  delle  proprie  azioni, gli  fa    sentire  che  ha  doveri  verso  la società  e che  partecipa  al  suo governo;  obbliga  gli uomini ad  occuparsi  di  cose  che  non  sono  i propri  affari  e  combatte   in tal  guisa  l'egoismo  individuale,  ruggine  roditrice  delle   società  moderne. Lo  stesso  Tocqueville  osserva  molto   saviamente  che  i  giurati  in  materia  civile sono  quelli  che  servono  principalmente  a  perfezionar  l'istituzione, ed  a  farla  penetrare  e metter  radice  nei  costumi  e nello spirito  del popolo , perché    vedendola  ogni dì  in  atto  ed  applicata a  tutti  i suoi  interessi  , viene  a  considerarla  come  inseparabile  dall'amministrazione della giustizia; e l'ufficio  di   giurato  , specialmente  in  materia  civile ,  conferisce al cittadino parte  delle  abitudini  del giudice,  le quali  sono  ottimo  apparecchio   a libertà.
Le  opposizioni  che  incontra  il giudizio  per mezzo  dei  giurati , riguardano  sopra  tutto  l'inettitudine  delle  popolazioni ad  esercitare  l'ufficio  . Certo  è  che  nell'introduria  fa  d'uopo procedere  cautamente  e con  la maggior  prudenza  , a  andar  più  stretti  che  correnti  nell'allargar  la lista  di chi  dee    parteciparvi;  la qual  cosa  per  altro  non significa  che  debbasi  menomar la  fiducia  che merita  una  guarentigia  politica  reputata  di tanto  rilievo  dai  popoli liberi. 



=   In Italia  i giurati  , o giudici  popolari  ,  soppressi  per  un breve  periodo  durante il fascismo , sono chiamati  soltanto  nei  giudizi         penali  di Corte  d'Assise  a  esprimere  il verdetto  , vale  a dire  a dichiarare la  sussistenza  o meno  dei fatti  imputati.

giovedì 30 luglio 2020

RABINDRANATH TAGORE POESIE: " L'AMORE "

30---7---2020

Dono

O  diletto , questa  mattina
con  le  mie stesse  mani
che  dono  potrò  farti?
Un  canto  mattutino?
L'aurora  stanca
sotto  i raggi  cocenti  del sole
si  piega  sul  suo  stelo;
finisce
il canto  della terra!

O  amico  , cosa  vuoi 
presso  la  mia porta
alla  fine  del  giorno?
Che  ti  porterò?
La  lampada  della  sera?
Vuoi  forse  portare  la luce  della  lampada
di un  angolo  solitario,
di un mondo  tranquillo
sulla strada  del tuo  cammino
in mezzo  agli   uomini?
Ahimè  ,  si  spegnerà 
al vento  della  strada!

Ho  io  il potere
di farti  un dono?
Siano  pur  fiori,
siano   pur  collane:
come  puoi  portare
il loro peso?
Certamente  un giorno  appassiranno
trasformandosi  in un  segno  di tristezza.
Quello  che  le mie  mani
depongono  nelle  tue  mani 
fuggirà  via
dalle  tue  dita  delicate;
cadrà  nella  polvere
divenendo  polvere.

Lascia  queste  cose
e a  tuo  agio
per  qualche  tempo  a primavera
vieni  a  passeggiare  spensierato
nel mio giardino;
a  un profumo  nascosto  e  sconosciuto
ti fermerai
stupito   , affascinato,  esultante;
quel dono  che ha  perduto  la via
sarà tuo.
Camminando  nella  mia  serra
meraviglie  stupiranno i tuoi  occhi;
vedrai  improvvisamente
una luce  piena  di colori,
tremante  e palpitante ,
staccarsi  dai  capelli  del  tramonto:
apparirà  una  magia  di sogno.
Quella  luce, quel  dono  sconosciuto
sarà  tuo!

Anche  il mio  dono  più  bello
si  rivelerà  come  un lampo
e sparisce  in un  guizzo;
non  dice  il suo nome ,
cammina  veloce per  la via
scalpitando e cantando.
Non  conosco  le sue vie  
ai  suoi  luoghi non  giungono 
né  la mano  , né   la voce.
Amico  , dona  quello  che  riceverai
nella vita
senza  chiedere  e senza  sapere;
quel dono è tuo

Santiniketan  , 25 dicembre  1914 , da  Balaka

mercoledì 29 luglio 2020

VIAGGIO IN ITALIA di: J. Wolfgang von Goethe

29---7---2020
  

Roma   , 1  novembre  1786

Si,  sono  arrivato  finalmente  in questa   capitale  del mondo!  Se  l'avessi  visitata  quindici  anni  or  sono, in   buona  compagnia , sotto  la  scorta  di un  uomo davvero  intelligente , mi  stimerei certo  fortunato. Ma  poiché  dovevo  visitarla  da solo, e  vederla  co' miei  occhi  soltanto , è buono  che  tanta  gioia mi  sia  stata  concessa così  tardi.
Attraverso  le Alpi  tirolesi son  passato  quasi  di volo . Ho  visto bene Venezia , Vicenza , Padova e Venezia ; alla sfuggita Ferrara  , Cento e  Bologna ; Firenze appena  appena;  l'ansia  di  arrivare  a Roma  era  si  grande  ed   aumentava  talmente  ad  ogni  istante  , che  non  potevo  più  star  fermo , e   a  Firenze  non  mi son   trattenuto  che tre ore. Eccomi  ora  a Roma , tranquillo , e, a  quanto  sembra , acquietato per  tutta  la vita.  Poter  contemplare  co' propri occhi tutto  un  complesso  , del  quale  già  si  conoscevano interiormente  ed  esteriormente  i particolari , è  , direi  quasi  , come  incominciare  una  vita  nuova . Tutti  i sogni  della  mia  giovinezza ora  lì  vedo vivi, le  prime  incisioni di cui  ricordo (mio padre   aveva  collocato  in  un'anticamera  le vedute  di Roma), ora   le vedo nella realtà e tutto  ciò  che  da tempo  conoscevo in fatto  di quadri  e disegni  , di  rami  o di  incisioni in legno , di  gessi  o di  sugheri , tutto  ora  mi  sta  raccolto  innanzi agli occhi , e  dovunque  io  vada  , trovo  un'antica  conoscenza  in un mondo forestiero . Tutto  è come  lo  immaginavo , e tutto  è  nuovo  . Altrettanto  posso  dire  delle  mie  osservazioni e delle  mie idee.  Non  ho  avuto  nemmeno  un  pensiero  completamente  nuovo , non ho  trovato  nulla di  completamente  estraneo  a me  , ma  i pensieri antichi mi  sono  diventati così  precisi , così  vivi, così  concatenati  l'un  l'altro  , che  veramente  posson passare per  nuovi.
Quando  l'Elisa  di   Pigmalione  , che  l'artefice si era  plasmata  conforme a' suoi  desideri e in  cui  aveva  infuso  tutta  la verità e tutta  la vita che  gli era  stata  possibile , venne  finalmente a  lui  e gli  disse:" Eccomi!",  come  dovette apparir  diversa  la creatura  viva  dal  marmo scolpito!
E  quanto  è  anche  moralmente  salutare  per me, il vivere  fra  un popolo dotato  di tanta  sensibilità  , sul  quale  si è  tanto  parlato  e  tanto  scritto  , e  che  ogni  straniero giudica  secondo  il criterio  ch'egli  porta  con sé!  Io  perdono a  tutti  quelli  che  criticano  o condannano  questo  popolo ; esso  è  troppo  lontano  da noi ; e al  forestiero  costa  troppa  fatica e troppa  spesa , l'aver  contatto  con lui.

martedì 28 luglio 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana " 2--L'OBLATO BENEDETTINO SECOLARE "

28--7--2020

a)L'oblato  nello  spirito  della Regola  di  S. Benedetto

2)  Punti  salienti  della  Regola  di S. Benedetto
                 Cristocentrica    (dal punto di vista  teologico)

d)  L'Ufficio divino
Una  parte  assai   importante  e significativa  nella  giornata  del monaco è  costituita  senz'altro  dal  momento  riservato  all'Opus  Dei, o  Ufficio  divino. Al capitolo 43  della Regola  , S. Benedetto  ricorda  al  discepolo  che  non  deve  preferire  nulla  all'Opera  di Dio . Più avanti , al  capitolo  58  ciò  verrà  ripreso per  il nuovo   venuto.
La recita  , o canto  della  salmodia  , è l'ufficio degli  angeli(SC  83)  a cui     gli uomini  vengono  associati  qui  in terra  da Cristo  medesimo (SC 83) ;  l'Ufficio  divino  è la  voce  della Chiesa  (SC99)  che  prega  il  Padre tramite il Cristo . Questa  salmodia  è destinata  a  santificare  il corso  della  giornata  e della notte scandendo  le lodi  a Dio  all'unisono  con  tutta  la Chiesa (SC 84) è  inoltre  una  preghiera  pubblica  della  Chiesa e fonte  di pietà  (SC 90)  . Non  solo  i sacerdoti  e i chierici (SC96)  sono obbligati  a rendere questo  atto  di culto alla divina  maestà , ma  compete  anche  ai laici (oblati  ) il  rendere  al Cristo  con  la loro  partecipazione  (SC  100);   deputati  ufficiali  restano  i sacerdoti  e i religiosi "obbligati  al  coro"(SC 95).
I   Salmi  hanno  un  loro  più  o meno  diretto riferimento  al  mistero  di Cristo  commemorato  nella  Liturgia  , infatti, l'Ufficio  divino  è  essenzialmente legato  all'Eucarestia. I Salmi fanno  parte  della  storia  integrale della  nostra   salvezza(cfr. per ogni  Salmo i  parallelismi  con  il  Nuovo  Testamento) .  Qualcuno  ha  definito il  salterio la  sacra Scrittura  in versi; essi  pertanto  sono un'ottima  preparazione per  una  fruttuosa  partecipazione  alla  Liturgia  nel loro  preannunciare il  sacrificio del Golgota  e nel  fare  riferimento  alla figura di Cristo . L' oblato deve  perciò  ritenere  il  salterio  al pari  della  sacra  Scrittura. In  questa  materia  S. Benedetto è stato preciso  e schematico  nell'assegnare  ad  ogni  giorno  la  parte  dell'Ufficio  da  recitare  in coro  insieme  con  tutta  la  comunità orante ;   egli  dedica   ben  undici  capitoli  (cfr. RSB  cc.  8--18) per  la   stesura  dell'ordine  dell'Ufficio  divino;  per  lui , infatti , il salterio  era  il libro  per eccellenza  da consegnare  al monaco  per  farlo  pregare  con  la Chiesa e nella Chiesa. Tuttavia  non  voleva  costituire  dei  canonici  ante  litteram   e  il   fatto  che  lascia  libero  l'abate di  distribuire  i salmi  diversamente  (c.8) ne è  una  conferma . Infine , lo studio  metodico  e costante  del salterio (c.8) si  poneva  anche  come  strumento  d'aiuto  contro  l'enorme  ignoranza  che  dilagava  sia  fuori  che  dentro ai monasteri.

c)  I  Padri
Sin  dai  primi  secoli  la Chiesa  ha  affidato  l'insegnamento  lasciatole  dal  Cristo  alla  custodia  sicura  dei Padri  della Chiesa  ,  scrittori ecclesiastici  e  spesso  vescovi  , che  provvedevano  a  rendere  l'esatta  interpretazione  dell'insegnamento  del Cristo  soprattutto  là  dove  il significato  ortodosso  era  poco  chiaro.  Lo   stesso   S. Pietro  riconosce  che  alcune  parti  della  sacra Scrittura  sono  difficili  da  interpretare  e non  vanno  soggette  a  privata  interpretazione (2 Pt. 1,20).
Oggi  l'autenticità  della  interpretazione  spetta  al   Magistero  vivo  della Chiesa (DV  10),  E  nessuno  può   allontanarsene  in materia  di fede e di  costumi ; esso   è  orientativo  finché  non  diventa  obbligatorio allorché  l'insegnamento viene  pronunciato  "ex  cathedra"(cfr.  dogma  dell'infallibilità,  Concilio  Vaticano  1°,  1871).
L'oblato  (cfr. RSB  cc. 42, 73) deve  avere  grande  stima  verso  i Padri e  usufruire  dei  loro  commenti alle Scritture , oltre  che  seguire   l'insegnamento  per  giungere  alla  santità.

lunedì 27 luglio 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana "2---L'OBLATO BENEDETTINO SECOLARE "

27--7--2020

a)  L'oblato  nello spirito  della  Regola  di S. Benedetto

2)  Punti  salienti  della Regola  di  S. Benedetto

         CRISTOCENTRICA     (dal punto vista di teologico)
La  Parola  di Dio annunziata  dalle Scritture  si è fatta   carne( Natale) e  si è immolata  (Pasqua);  nascita  e  immolazione avvengono  nel  momento  liturgico  alla  mensa  della  Parola    e del  Pane,  durante  il sacrificio della  Messa . I  sacramenti  si  caricano  di forza  ed  efficacia  proprio  dal  sacrificio  del Golgota , e  ad  esso  sono  diretti  ; ecco perché  vengono  celebrati  essenzialmente nella Messa .  La  Liturgia  "fonte  e culmine   della  vita  della  Chiesa (SC  10) nasce  , vive  e si  sviluppa attorno  all'altare , in  questo  continuo  offrire  a  Dio  e  ricevendo  , come  arricchimento  , la  santificazione di tutto  il Corpo  Mistico;  è  il  mistero  della  Chiesa . Infatti , attraverso la  vita  sacramentaria  la Chiesa attua  questo  atto  liturgico  culminante  nell'Eucarestia  in un  regime  di segni sensibili  ed  efficaci  della  grazia , appunto  i sacramenti  , di cui  il Battesimo , la Cresima e l'Eucarestia sono  i  punti  chiavi  della  "iniziazione"  cristiana in  quanto  permettono  di  partecipare  del Corpo  Mistico  con  una  vita  cristiana  impegnata.
L'oblato vive  della  Liturgia  in quanto  momento  d'incontro  tra  Dio e  l'uomo.  Per  mezzo  degli  atti  di culto  il fedele esercita  il suo  sacerdozio nella  triplice  dimensione : regale , profetica , sacerdotale (LC  34, 35, 36). Nella  Liturgia  Dio  parla  agli uomini  e  Cristo  continua  a proclamare il  suo Vangelo ;  in essa  tutto  parla  di Dio e della  storia della  nostra  redenzione;  il  piano  di salvezza di Dio  su  tutto  il mondo (Col.  1, 14); la  restaurazione  e  il  ricapitolamento  di tutte  le cose in Cristo (Col. 1, 20).   Sia  gli oblati (SC14)  che  i laici (AA4)   devono  essere formati  alla  Liturgia e  istruiti  su  come  conformare la loro  vita  in modo  liturgico , e  partecipare attivamente  alla  Liturgia;  infatti  non ci  può essere  vero  frutto duraturo  dell'azione  liturgica  se non  si partecipa  in modo  attivo . La  Liturgia inoltre  opera  una  sintesi  meravigliosa tra il sacro  e il profano del cielo ;  ponte tra  due  realtà  :  una visibile e l'altra  invisibile , eppure  così  presente . Il mondo  viene  trasformato  e santificato  dall'azione divina che  la Liturgia riversa  in coloro  che  la  vivono  con  impegno . Tutta  la  giornata  dell'oblato  è  continua liturgia  perché  egli  s'immola  sull'altare  della  propria esistenza  ; e  in questo  donarsi  quotidiano  offre  le sue  opere  e se stesso ;  in attesa  dell'azione  redentrice  del Cristo , da  cui  scaturiscono tutte  le grazie necessarie  a vivere  più  liturgicamente  la propria  oblazione.

domenica 26 luglio 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana " L'OBLATO BENEDETTINO SECOLARE "

26--7--2020

a)  L'oblazione  nello spirito   della Regola  di  S. Benedetto

2)  Punti  salienti  della  Regola  di  S. Benedetto

       CRISTOCENTRICA:  (  dal punto di vista  teologico)

S. Benedetto   ricorda    all'oblato  che  questa  ricerca  di Dio sarà  condotta  attraverso  Cristo   Gesù  che  ha detto:"  Nessuno  viene  al Padre  se  non  per  me"(Gv.  14,6) ;  ecco  perché  la Regola  di S. Benedetto  è  essenzialmente  cristocentrica, per  cui  egli  dice:"Nulla  preferire  all'amore di Cristo"  (RSB  cc.  4, 72). S. Benedetto  conduce  il suo  discepolo sotto  la  guida  dello Spirito  il  vero Maestro (Mt. 23, 8) . La  traccia  di questa  strada  maestra  si  trova  articolata  per  tutta  la Regola ;  essa  tuttavia  viene  condensata  nei  cinque  punti  spiritualmente  più  qualificati  della  vita  monastica  : la Sacra  Scrittura  , la  Lectio  Divina  , la  Liturgia  , l'Ufficio Divino

a)Sacra   Scrittura
I Libri  sacri  contengono la  storia  della  Rivelazione  del  piano  di  salvezza che Dio  ha  preparato  per  l'uomo , esso  viene  portato  a termine  alla  fine  dei tempi   prestabiliti  (Gal. 4,4)  da Cristo , figlio di  Dio  . Egli  porta questa Parola di salvezza sotto forma  di messaggio  (kerigma)  della  buona  novella: egli   stesso  è la  Parola  (verbum  , logos),  che  si è  manifestata  agli  uomini sotto  carne  umana  per  riscattare  quelli che  erano  sotto  la legge (Gal.  3, 5) .  Il messaggio  di salvezza  è  rivolto  agli  uomini  di buona volontà   che  vogliono aderire  al suo  piano  di amore,piano  esteso  a tutti  gli uomini . Il Vecchio  Testamento  è  una  sequenza  di avvenimenti  che  preludono all'avvento  del Cristo ; mentre  il Nuovo  Testamento  ne è  il  compimento  . I  vangeli  contengono  questa  Parola  di vita  nuova  , elaborazione  dall'insegnamento  di Cristo  . S. Benedetto  stesso  era  molto  addentrato  alla  sacra scrittura  e le  citazioni  numerose  di  ambedue  i testamenti  ne sono  conferma.   Egli insiste  perché  il monaco  , e  quindi  l'oblato ,  abbiano  tra  le mani  i sacri testi  ; e   al  capitolo  42  della  Regola  accenna  alla  loro  lettura  . La    sacra Scrittura  deve  essere  il libro  preferito  dall'oblato  ;  in  esso  egli  trova  il modello  divino  da  imitare (Cristo  , Ideale  del monaco--D. Colomba  Marmion).  Non  sono  proibiti  naturalmente  altri  libri  a sfondo  spirituale  ma  le Scritture  devono  essere  preferite  agli altri libri. "Ignoranza  delle Scritture[.....] è  ignoranza  di Cristo, diceva  S. Girolamo (DV 25);  L'oblato  non  lo può  assolutamente  ignorare  , così  come  tutti i  fedeli(DV  22; AA32)  e   coloro  che  vogliono  partecipare  del  messaggio divino.

b)  Lectio  divina
Nel  proporre  la lectio  divina al monaco  , e  quindi  all'oblato  , S. Benedetto rimane  nella  linea  della  tradizione  monastica . Questa  santa  lettura  era  tanto  vasta  quanto  impegnativa  per  il fatto  che  si  estendeva dalla  semplice  lettura  spirituale   fino  allo studio  impegnativo  della  teologia , comprendente  le Scritture  , i Padri , i Salmi (RSB   c,8) , intorno  ai   temi  spirituali  e  liturgici  .  La  lectio  divina  riempie  il tempo  lasciato  libero  dalla  recita  dell'Ufficio  divino  e dall'eventuale  lavoro  manuale  e  intellettuale  ;  essa  era  un  notevole  contributo  nell'esercizio  di un  lavoro  più  mentale che manuale. Ma  il  profitto  che  ne  doveva  trarre  il monaco  era molto , infatti  la vita  monastica  deve  essere  improntata  dalla  lettura   divina che  tanto  merito ha  nel rendere  la persona  meditativa  e  riflessiva . Sono  noti  i  momenti  classici  della  lectio divina: lectio(lettura), oratio(orazione),  meditatio (meditazione) e  contemplatio(contemplazione).  Il  segreto  della  lectio  sta  soprattutto  nell'attento  ascolto  della  voce  dello Spirito  che  si  comunica  durante  la lettura  ;  pertanto   l' ansia di leggere molti libri  o addirittura  in fretta  è  nemica  della  lectio (RSB c. 49). S.Benedetto  fa capire    questo  atteggiamento  meditativo  nella  lettura  quando  ammonisce  il suo  discepolo di leggere il libro  che  gli  si  dona  all'inizio di Quaresima "da capo a fondo"(c.49). Questa  dote  di  concentrazione ha  fatto  si che  "la  serietà , la  diligenza, la  pazienza  hanno  creato  il tipo tradizionale  del  benedettino studioso  (Lentini) . Fedeltà  alla  lectio  è  fedeltà  alla propria  vocazione. Di  S.  Beda il Venerabile  , monaco  benedettino illustre del  7°  8°  secolo , nonché  dottore  della  Chiesa , di  origine  sassone , si dice  che spese  tutta  una vita  leggendo  , meditando , insegnando e soprattutto  vivendo  la Parola.