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sabato 20 giugno 2026

Georg Groddeck= Il libro dell'Es -Lettere di psicoanalisi ad un'amica

 20--6--2026=
=L'uomo non  piange  i suoi  morti , non è vero che  lo faccia . E  se veramente  li piange nel  suo  intimo  non lo dà a vedere . Ma  anche  in  questo  caso  c'è  da  chiedersi  se il  suo lutto  si riferisce  al morto  o se  invece  il suo Es  non  sia  triste  per qualche  altro motivo ,  e si  serva  del  decesso  solo  come  pretesto per  razionalizzare  la tristezza , per  giustificarla  agli occhi  della  signora  Morale.
Ma perché  si usa  portare il lutto  per  un  intero  anno? In parte  a causa  della gente  , ma  soprattutto ,  farisaicamente , per farsi  belli  di fronte  a se stessi  , per   autoingannarsi . Si  giura  al morto  e a se stessi di   essergli  fedeli  per sempre  , di non  dimenticarlo mai, e  poche ore  dopo  il decesso  cominciamo già  a dimenticarlo. è bene dunque  ricordarlo a noi  stessi  con gli  abiti neri , con gli annunci funebri , circondandoci  delle  immagini  del defunto e portando  sul cuore  una  ciocca  dei suoi capelli . Ci  si sente  così buoni  quando si piange  un morto!
Posso  dirLe  una  cosina  all'orecchio ? Osservi  un po ' il dolore dell'afflitto  superstite  due anni  dopo  la morte  del coniuge : o è morto  anche lui , come  non di rado  avviene , oppure  la vedova  è una signora  fiorente  e soddisfatta , e il  vedovo  è  di nuovo uno sposo felice.

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