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giovedì 4 giugno 2026

Italo Calvino= Marcovaldo

 3--6--2026

Il bosco  sull'autostrada
Il freddo ha mille  forme  e mille  modi  di muoversi nel  mondo : sul  mare  corre  come  una  mandria di cavalli , sulle   campagne  si getta  come  uno sciame  di locuste , nelle  città  come lama  di coltello  taglia  le vie  e infila   le fessure delle   case  non riscaldate . A  casa  di Marcovaldo  quella  sera  erano finiti  gli ultimi  stecchi  e la famiglia  , tutta  incappottata , guardava  nella stufa  impallidire  le braci , e  dalle  loro   bocche  le nuvolette  salire  a ogni respiro .  Non dicevano  più niente , le  nuvolette  parlavano per loro : la moglie  le cacciava  lunghe  lunghe  come sospiri ,i figliuoli le soffiavano  assorti  come  bolle   di sapone , e Marcovaldo le  sbuffava   verso l'alto  a scatti  come lampi  di genio  che    subito  svaniscono .
Alla fine   Marcovaldo  si decise -Vado  per legna ; chissà  che non  ne trovi - Si  cacciò  quattro   o cinque  giornali  tra  la giacca  e la camicia  a fare  da corazza  contro  i colpi   d'aria,  si nascose  sotto  il cappotto  una  lunga  sega  dentata , e  così  uscì  nella notte , seguito  dai  lunghi  sguardi  speranzosi  dei familiari , mandando  fruscii  cartacei  ad ogni  passo  e   con la sega  che  ogni  tanto  gli spuntava   dal bavero. Andare  per legna  in città  una  parola!  Marcovaldo  si   diresse   subito  verso  un pezzetto  di giardino  pubblico  che  c'era  tra due   vie.  Tutto  era deserto . Marcovaldo  studiava   le nude piante   a una  a una   pensando   alla famiglia  che lo  aspettava  battendo i denti ......
Il piccolo  Michelino , battendo  i denti  , leggeva  un libro  di fiabe , preso in prestito  alla biblioteca  della scuola . Il libro  parlava  d'un bambino   figlio   di un  taglialegna , che  usciva  con l'accetta   , per  far  legna  nel bosco .- Ecco  dove   bisogna   andare ,-disse Michelino , - nel bosco! Lì  si  che   c'è la legna!- Nato  e cresciuto  in città  , non aveva  mai  visto  un bosco  neanche  di lontano. Detto  fatto , combinò  coi fratelli  uno prese  un'accetta , uno  un gancio , uno  una corda , salutarono la mamma  e  andarono in cerca  di un bosco .
Camminavano  per  la città illuminata   dai  lampioni , e non  vedevano  che case  ; di boschi , neanche  l'ombra . Incontravano  qualche  raro  passante , ma  non  osavano chiedergli  dov'era  un bosco . Così  giunsero  dove  finivano  le case  della città  e la strada  diventava  un'autostrada. Ai lati  dell'autostrada,   i bambini  videro  il bosco :  una   folta  vegetazione  di strani  alberi  copriva  la vista  della   pianura . Avevano  i trochi  fini fini  , diritti  o obliqui ; e  chiome  piatte  e  estese , dalle  più  strane  forme  e dai  più  stani  colori , quando un'auto  passando  le illuminava  coi  fanali . Rami  a forma  di  dentifricio , di  faccia, di formaggio , di  mano  , di rasoio , di bottiglia , di  mucca  , di  pneumatico , costellate  da un  fogliame  di  lettere  dell'alfabeto.
-Evviva !-disse Michelino , - questo  è il  bosco!
E i  fratelli  guardavano  incantati  la luna  spuntare  tra  quelle  strane  ombre:- Com'è  bello .
Michelino li  richiamò  subito  allo  scopo  per cui  erano   venuti  lì : la legna. Così  abbatterono  un  alberello  a forma  di  fiore  di primula  gialla , lo  fecero  in pezzi  e lo  portarono   a casa. 
Marcovaldo  tornava  col  suo magro  carico  di rami  umidi ,  e trovò  la stufa  accesa .
--Dove  l'avete  preso?-esclamò  indicando i resti   del  cartello  pubblicitario  che,  essendo  di legno  compensato, era bruciato  molto in fretta .
-Nel bosco!-fecero  i bambini .
-E  che bosco?
-Quello  dell'autostrada. C'è il  pieno!
Visto  che era  così  semplice , e che c'era  di nuovo   bisogno di legna , tanto  valeva  seguire  l'esempio  dei bambini . Marcovaldo  tornò  a uscire   con  la sua sega , e andò  sull'autostrada.
L'agente  Astolfo della  polizia  stradale  era  un po '  corto  di vista , e  la notte  correndo  in moto per il suo  servizio ,   avrebbe avuto bisogno degli occhiali;  ma non lo diceva, per paura  d'averne  un danno  nella  sua carriera .
Quella sera , viene  denunciato  il fatto  che  sull'autostrada   un branco di monelli  stava  buttando  giù  i cartelloni   pubblicitari . L'agente  Astolfo  parte  d'ispezione .
Ai  lati  della  strada  la selva  di strane  figure  ammonitrici   e  gesticolanti  accompagna  Astolfo , che  le  scruta  a una a  una  , strabuzzando  gli occhi  miopi . Ecco  che,  al lume  del  fanale  della  moto  , sorprende  un  monellaccio   arrampicato   su  un cartello. Astolfo  frena -Ehi! che fai  lì , tu?  Salta  giù  subito!  - Quello  non si muove  e gli  fa  la lingua . Astolfo  si avvicina  e vede  che è  la réclame  d'un formaggino , con  un   bamboccione che lecca  le labbra .- Già  , già  -fa Astolfo , e riparte  a gran  carriera.
Dopo  un po'  ,nell'ombra di un  gran  cartellone  , illumina una  trista  faccia spaventata- Alto là!  Non  cercate di  scappare! - Ma  nessuno  scappa  è  un viso  umano  dolorante  dipinto  in mezzo   a un  piede  tutto  calli  la réclame di un  callifugo. -Oh , scusi  ,- dice   Astolfo  , e  corre via.
Il cartellone  di una   compressa  contro  l'emicrania  era  una gigantesca  testa  d'uomo , con  le mani  sugli  occhi  dal  dolore . Astolfo  passa , e  il fanale  illumina  Marcovaldo  arrampicato  in cima , che  con  la sua sega  cerca  di tagliarsene  una fetta . Abbagliato  dalla  luce  , Marcovaldo  si fa  piccolo  piccolo  e resta  lì immobile  , aggrappato  a un  orecchio del  testone, con la sega che è  già  arrivata  a mezza  fronte.  Astolfo  studia  bene, dice:- Ah , si : compresse  Stappa! Un cartellone  efficace ! Ben  trovato!  Quell'omino lassù  con  quella  sega  significa  l'emicrania  che taglia  in due  la  testa! L'ho subito capito! -E se ne  riparte  soddisfatto. Tutto  è silenzio  e gelo . Marcovaldo dà  un sospiro  di  sollievo , si riassetta  sullo scomodo  trespolo  e riprende  il suo lavoro . Nel  cielo illuminato  dalla luna  si propaga  lo  smorzato  gracchiare della sega  contro il legno.

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