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giovedì 11 giugno 2020

EMILY DICKINSON LE POESIE

11----6----2020

564

Era  giunto  il mio tempo di pregare   -
Ogni  altra  arte  --inutile  --
mancava  un  rudimento  alla  mia  tattica--
eri--Creatore--tu?

A  grandi  altezze cresce Dio ---chi  prega 
deve scalare orizzonti --così
m'incamminai  diretta  verso  nord
per  incontrare   questo  strano  amico--

Non  c'eran  segni  di una  sua dimora--
né  camino--né  porta che  aiutasse
a  conciliare  la sua  residenza--
Praterie  vaste  d'aria  non  interrotte  da  un  solo  colono--
fu  tutto  ciò  che  vidi--
Infinita --non  avevi tu  un  volto--
ch'io  potessi  guardarti?

563

Una  singola angoscia --in una folla--
sembra  una  circostanza  irrilevante--
ma  in  quell'unica  cerva
accerchiata  dai  veltri

si  consuma  il medesimo  terrore
che  legioni  d'allarme  in  fitta  schiera
balzando  sull'esercito  scatenato--
Molte  unità  compongono uno  sciame--

Negli  organi  vitali --sanguisuga--
la  scheggia nel polmone---
un'arteria  slabbrata---sono  mali
di per sé  non paurosi---

ma  possenti---se messi  in  relazione
a quella  situazione  irrevocabile--
un  processo  che  non  si può  arrestare 
dal  primo  moto che fu il suo  principio--

mercoledì 10 giugno 2020

IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di: Alberto Romagnoli "Il Presidente della Repubblica"

10---6---2020

2)   Elezione  del Presidente(  artt,   83----84)

Il  Capo  dello  Stato  viene  eletto  dai  deputati  e senatori  in  seduta  comune , ai  quali   si  aggiungono  tre  delegati per  ogni regione  eletti  dal  Consiglio  regionale in modo che  sia  assicurata  la  rappresentanza delle  minoranze . La  Valle  d'Aosta  ha  un solo delegato.
L'elezione  ha  luogo  per  scrutinio  segreto  a  maggioranza   di  due  terzi  dell'Assemblea. Con  questa  maggioranza   qualificata  e con  l'integrazione  con  membri  estranei al  Parlamento  e pur  essi  elettivi  , si  è  voluto  che  l'elezione non  fosse  in  balia  della  contingente  maggioranza parlamentare. Non  è infatti  da  sottovalutare il  pericolo che il  Parlamento  o,  per meglio  dire, la maggioranza  del Parlamento, assuma un  potere  eccessivo  , così  da  sboccare  in  quello che  fu  chiamato "regime  parlamentare". Il compito  precipuo  del Presidente  della Repubblica  è  proprio  quello di  salvaguardare  l'equilibrio  fra  i vari  poteri dello Stato ,  di sorvegliare l'eventuale  disarmonia  fra  l'attività  del  Parlamento e i sentimenti e  le esigenze  espresse  dal popolo,  di  decidere l'appello  al popolo stesso, quando  vi  siano elementi  per ritenere  che  questa  disarmonia  persista.   Soltanto  quando  per due  volte  consecutive  non  si  sia  raggiunta  la maggioranza di due  terzi  , l'elezione  avviene a maggioranza  semplice.
Non  è  prescritta  nessuna  condizione  del  limite d'età  fissato  in  cinquant'anni  , e  il  requisito , s'intende , del  godimento  dei  diritti  civili e politici , richieste  per tutti  i  preposti  a pubbliche  funzioni. Non  si è  esclusa  la  rieleggibilità , "  data  anche  la difficoltà  di trovare  personalità  idonee, e  privarsi  così  di capacità  convalidate  dalla  prova  data , mentre d'altra  parte  i  freni  posti  alla  possibilità  d'un' azione  autonoma  del Parlamento dovrebbero garantire da  quelle  velleità  dittatoriali  , ad  evitare  le quali si suole  escludere  la  rieleggibilità"(Mortati).
Il  Presidente  dura  in carica  sette  anni,  mentre  , come sappiamo , la durata  della  Camera dei  deputati  è  di  cinque e quella  del Senato  di sei. Si  è  pensato  che  questa  diversa durata  svincola  ancor  di più il Presidente dalla  maggioranza che  l'ha  eletto , e  dà  luogo  a un  miglior  equilibrio costituzionale  , non  facendo  coincidere  del  tutto  , per  il  momento  e la situazione  politica , l'elezione  dei tre organi supremi  dello Stato.

martedì 9 giugno 2020

DON CHIACIOTTE DELLA MANCIA di: Miguel De Cervantes parte seconda capitolo 53 discorso di Sancio Panza

962020
----Fatemi  largo, signori  miei, e  lasciatemi  tornare  alla  mia  antica  libertà:   lasciatemi  andare  a  ricercare  la  mia  vita  passata, per  resuscitare  da questa   morte presente. Io  non  son  nato  per  fare  il governatore né per difendere  isole  e città  assalite dai nemici. Io  son più  adatto  per arare ,   zappare  e  propagginar le  viti, che  per far leggi e difender provincie  e regni.  San  Pietro  sta  bene a Roma; e con  questo  voglio dire che  ognuno deve  fare  il mestiere per cui  è nato. A me  mi sta   meglio in mano  una falce  che  uno  scettro da  governatore ; preferisco  empirmi di panzanella che  star  soggetto  alle  piccinerie  d'un  medico impertinente che mi  fa  morir  di fame ; e preferisco  mettermi  all'ombra  di una  quercia  nell'estate, e insaccarmi , in un giubbone  di pelle  nell'inverno   ma in piena libertà, che  distendermi coi  pensieri  del  governo  in  dei  lenzuoli  di tela  d' Olanda, e  vestirmi di  martora e   zipillino. Addio  , dunque  , signori miei, e  dicano al  Duca , mio signore , che  nudo  mi  trovo e nudo son nato: non  ho  perduto né  guadagnato . Voglio dire  che  son  venuto  al  governo senza  un soldo  e  senza  un soldo  me ne vo ;  tutto  al contrario  di come  son  soliti  ad andarsene   i  governatori  delle  altre isole .

lunedì 8 giugno 2020

LETTERATURA ITALIANA DEL 900 Gabriele D'Annunzio

8---6---2020

Io  nacqui  ogni  mattina

Io  nacqui  ogni mattina.
Ogni  mio  risveglio
fu  come  un'improvvisa
nascita  nella  luce:
attoniti  i miei  occhi
miravano  la luce
e  il mondo,  Chiedea  l'inganno:
"Perché  ti  meravigli?"
Attonito  io  rimirava
la  luce e  il mondo. Quanti
furono  i miei  giacigli!

Giacque  su  la bica flava
udendo  sotto  il mio peso
stridere  l'aride  ariste.
Giacqui  su  i  fragranti
fieni  , su  le sabbie  calde,
su  i carri  , su  i navigli ,
nelle  logge  di marmo  ,
sotto  le pergole , sotto
le tende , sotto  le querci.
Dove  giacqui, rinacqui .

Mi  persuase  i sonni
il  canto della  trebbia ,
il canto  dei   marinai,
il canto  delle  sartie  al vento,
l'odore  della  pece ,
l'odore  degli  orti,
l'odore  dei  rosai,
il gemito del  siero
giù   dai  vimini sospesi
nella  cascina  , la  vece
delle  spole  nei  telai
notturna  , il  ruggir  cupo
dei  forni  accesi,
il  favellar  leggero
dell'acque pei  botri ,
il battere  della  maciulla 
 nell'aia.  E  parvemi   talora
su  quei  familiari
suoni  farsi  un  alto  silenzio
e  riudire  il  lontano
canto  della  mia culla.
...............................
Mi  destò  il  Sole
raggiandomi  la faccia.
Vidi  per   le trame
delle  mie  palpebre  il   fulgore
del mio  sangue  . Il  mozzo
pendulo  dal   cordame
gittò  a  me  supino
il suo  grido  , il suo  grido
annunziatore ;
e rise  il  lieve  lido
come  un  labbro  su  la  bonaccia.
Le  secchie  all'alba  nel pozzo
traboccanti  d'acqua  ghiaccia
con  lor  croscio  argentino
suscitaron  nel mio  vigore
nudo  il brivido  salubre
del  lavracro  matutino.
Le  allodole   gloriose
in  alto  in alto   in  alto
dalla  rocca  dell 'Azzurro
mi  chiamarono al  grande  assalto.

I  poledri  violenti
su  la prateria  molle,
irsuti  il pel  selvaggio,
coperti  di  rugiade
come  i  bruchi  villosi
in fondo  alle  corolle,
m'annitrirono  su  i  venti
che   parean  recarmi  il sentore
degli  ippòmani     favolosi
forte  come  un  beveraggio.
Cantò:" Ben  venga  maggio!"
dal  colle  di ginestre  
chiaro la  teoria
coronata  di  canestre
votive  , e  per  le contrade 
e  per  l'anima mia
trionfò  Proserpina in  veste  
tosca  obliando Ade.
Quante  voci, quanti  richiami ,
quanti  inviti  nell'aurore
belle  !   Ma  ebbi  altri risvegli.
.......................................


domenica 7 giugno 2020

CRISTIANI: "TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE" di: Alferio Caruana 1° -----TEOLOGIA DEL LAICATO

7---6---2020

a)   Il  laico  cristiano:
Il  termine  laico,  oggi  tanto   ambiguo, è  di derivazione  greca: laos =popolo, passato poi  al latino come  laicus ed infine  all'italiano laico. Questo  equivoco  sorge  dal fatto  che  il termine laico viene adoperato   spesso in  riferimento  a coloro  che  non  professano  alcuna  religione; mentre  in  questo  caso  si tratta  di  coloro  che  sono  stati  battezzati  in nome  della  SS. Trinità, e fanno  parte  dell'ovile  di Cristo oltre a essere  inseriti  con  diritto  nella comunità  ecclesiale  che  li  ha  accolti  nel  momento  del loro  battesimo; col  nome  di laici  si  intendono  qui  tutti  i fedeli esclusi i membri dell'ordine sacro e dello  stato  religioso  sancito  nella  Chiesa;   i fedeli cioè, che,  dopo  essere  stati  incorporati  a Cristo  col  battesimo e  costituiti  Popolo  di Dio , e  nella  loro  misura  , resi  partecipi dell'ufficio sacerdotale , profetico e  regale  di Cristo,  compiono nella  Chiesa  e nel mondo, la missione  propria  di tutto  il popolo  cristiano"(AA 31).
Laico, in virtù  del  suo  battesimo , ha  il dovere di  conoscere  bene la sua  vocazione  di cristiano  e di  lanciarsi  nella  missione evangelizzatrice della Chiesa :" Per  loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno  di  Dio trattando  le cose  temporali e ordinandole secondo  Dio. Vivono nel  secolo, cioè  implicati  in tutti  e singoli  i doveri e affari  del mondo e nelle ordinarie  condizioni della  vita  familiare e sociale , di cui la loro esistenza è come  intessuta  . Ivi sono  da Dio chiamati  a  contribuire , quasi  all'interno  a modo  di  fermento  , alla  santificazione  del mondo mediante l'esercizio del proprio ufficio e sotto  la guida  dello  spirito  evangelico, e  in  questo  modo,  a  manifestare Cristo agli  altri , principalmente con  la  testimonianza  della  loro  stessa  vita , e come  fulgore  della  loro fede , della  loro  speranza  e carità. A  loro  quindi  spetta  particolarmente  illuminare o  ordinare   tutte le  cose temporali , alle  quali  sono  strettamente legati , in modo che  sempre  siano  fatte secondo  Cristo , e  crescano  e siano  di lode al  Creatore  e Redentore"(AA 31).
Il Signore stesso  ha  avuto  cura  dei  laici  frequentandoli  per  ricuperarli a sé  . Il  santo  Vangelo ne  è  pieno  , per  esempio Marta , Maria e Lazzaro erano  amici  di Gesù (Gv.11,5); le pie  donne che  seguivano il Signore  con  i loro  beni (Lc. 8,3) e sotto  la croce  (Gv.19,25);  era  amico  dei  pubblicani e dei peccatori Mt. 9,11); la moltitudine  che  non  lo lasciava mai,  ammirato dal suo  insegnamento e  dai suoi  prodigi(Gv. 7, 46); Lc. 7,16) nelle  parabole  Gesù  parla  pure  dei  sacerdoti: gli operai  della  vigna (Mt.  20,64),  dei  trafficanti  di talenti (Mt.25, 15); dei morti tornati a vita : Lazzaro(Gv. 11,43) , il figlio della  vedova  di  Naim(Lc . 7,14),  la figlia  di  Giairo(Mc. 5,41) e così via.
è noto  che  il nuovo  diritto canonico pubblicato nel  1983  ha,  per  così dire  stravolto  una mentalità  legislativa  che risaliva , a  dir  poco , al  codice di diritto  canonico precedente (1917) in cui  i laici  non erano  che  una  appendice  della  Chiesa , intesa come  struttura  gerarchica . Il  nuovo diritto canonico , invece, ha  dato  una  svolta  fondamentale parlando proprio dei "Christifidelis  laici",  con  cui  incomincia  anche  l'esortazione  apostolica post--sinodale  di Giovanni Paolo 2° sulla  vocazione  e missione dei laici nella  Chiesa e nel mondo. Al  laico  è stato  così  restituito  quel  posto acquisito  col  sacramento del battesimo.
L' inserimento  del  laico  "nelle  cose  della Chiesa"non è  un'indebita ingeneranza  , ma un  suo  dovere  all'interno  dell'assemblea  cristiana  che  l'ha  tenuto  a battesimo . Nello  stesso  tempo  non  deve essere né  clericalizzato  né  emarginato, ma  di  aiuto  alla Chiesa e al clero come collaboratore  qualificato :" La  Chiesa [infatti] non  si  può  considerare realmente costituita  , non  vive  in maniera  piena  , non  è segno  perfetto  della  presenza di Cristo  tra  gli uomini, se alla gerarchia  non  si  affianchi e  collabora un  laicato  autentico. Non  può  infatti  il Vangelo penetrare  ben  a dentro nella   mentalità  , nel costume  , nell'attività  di un popolo, se  manca  la  presenza  dinamica  dei laici. Perciò fin  dal  periodo di  fondazione di una  Chiesa , bisogna  dedicare  ogni  cura  alla formazione di un maturo  laicato cristiano"(AG 21).
La  sua  propria  indole di  secolare gli permette di penetrare nel mondo e soprattutto  in aree  precluse al sacerdote :"L'indole secolare del fedele laico  non è  quindi  da definirsi soltanto in  senso  sociologico , ma  soprattutto in senso  teologico. La  caratteristica  secolare va  intesa alla luce dell'atto  creativo e  redentivo  di Dio , che  ha  affidato  il mondo agli  uomini e  alle donne , perché  essi  partecipano  all'opera della  creazione , liberano la  creazione stessa  dall'influsso  del peccato e santifichino se stessi nel  matrimonio e nella vita celibe, nella  famiglia , nella  professione e nelle  varie attività  sociali"(CL  15). Inoltre  come  talvolta avviene  , "vengono  privati[i sacerdoti] della dovuta  libertà  di ministero , e  senza l'opera dei laici la Chiesa  a  stento  potrebbe essere  presente e operante (AA Proemio).
In  questo   contesto  egli  assume  un ruolo di  intermediario tra  il  sacerdote e i  cosiddetti  lontani o avversari . Il  posto intermedio di cui si parla compete  ai laici e  fa  di  loro un  punto di collegamento tra  le due  sponde : clero e cristiani lontani dalla Chiesa o avversari.  Per  questo  il laico deve tenere  alta  la considerazione del suo  battesimo e lavorare con  dignità e  competenza  in  seno alla chiesa e nella  società:  argomentando,  redarguendo  ,  ammonendo (cfr. 2  Tim. 4,2);  votandosi anima e corpo all'aiuto  ai fratelli nello spirito  del Vangelo.
Al  contempo è  chiamato a prendere la sua  parte di croce , come  Simone il Cireneo , per  portare  avanti la causa  della Chiesa nel mondo:" Tutti i fedeli saranno  ogni  giorno più  santificati nelle  loro  condizioni di vita , nei  loro  doveri  e circostanze , e  per  mezzo  di  tutte  queste  cose, se  tutti le  prendono con  fede dalla  mano  del Padre celeste , e  cooperano con  la  volontà  divina , manifestando  a tutti , nello stesso servizio temporale la carità  con  la quale  Dio ha  amato  il mondo"(AA 41).
Il  laico deve  essere  per   i popoli come  il lievito  per  la pasta(Mt.13,33) testimoniando  così  la sua  appartenenza  a Cristo  e alla  Chiesa. Inoltre  , presentandosi  quale  alternativa  al mondo e alle  sue  lusinghe egli  cerca di  proporre  una  soluzione , finalmente , non solo ideale , ma pratica  ai  problemi  del mondo. In  tutti  i secoli la storia  dell'uomo ha  contribuito sia  alla  sua  elevazione sociale , culturale e spirituale , sia  ad  offuscare e a far  regredire ogni sorta di  progresso nei  vari  campi. Gli  ultimi grandi  avvenimenti mondiali , quali  la caduta  del muro di Berlino  e la  fine  del  comunismo , ancor  più  ci  portano a meditare profondamente sulla  coscienza  civile  dei popoli nella  speranza  verso un futuro  dell'umanità dove ai  valori  prettamente umani  si  vengono ad  aggiungere  il pensiero e il  modello cristiani  per  un  cammino parallelo verso  l'amore  e la pace universali.
E  qui  si  delinea  la figura  del cristiano  chiamato  a far  santificare tutto ciò  che  vi è  nel mondo , non schivandolo  ma  conciliandolo con  Dio in Cristo :"  Né  la cura  della famiglia né  gli  altri impegni devono essere  estranei  all'orientamento spirituale della vita[....] L'unità  della  vita dei fedeli laici  è di  grandissima  importanza :essi  , infatti  , debbono santificarsi  nella  ordinaria  vita  professionale e sociale . Perché possono rispondere alla  loro vocazione, dunque  , i fedeli  laici debbono  guardare alle  attività  della  vita  quotidiana  come  occasione  di unione con  Dio e di compimento  della  sua  volontà,  e anche  di sevizio  agli  altri uomini, portandoli alla  comunione  con  Dio  in Cristo[...]. Le Chiese  locali  e soprattutto  le  cosiddette  Chiese  più giovani  debbono riconoscere  attentamente  fra  i propri  membri  quegli  uomini e quelle donne  che  hanno  offerto  in  tali  condizioni  (le  condizioni quotidiane  del mondo e  lo stato  coniugale) la testimonianza  della  santità  e che  possono  essere  di esempio  agli altri, affinché  , se  si dia  il caso  , li  propongano per  la  beatificazione  e la  canonizzazione(CL17).
Tutto  questo  non   è  che  il corollario  di quel  famoso  atteggiamento  cristiano  supremo   immortalato  dall'altrettanto  famosa  frase  di S.  Leone  Magno:"Agnose, o  Christiane , dignitatem   tuam"(Sermo  21, 35. Ch. 22bis 7   2). Ciò  deve spingere il laico  cristiano ad  andare  in fondo  nella  sua  opera  evangelizzatrice  per condurre  la società  verso  traguardi  mai raggiunti:"  Grava  quindi  su tutti  i laici  il  glorioso  peso  di lavorare , perché il divino  disegno di salvezza raggiunga  ogni  giorno di più  tutti gli uomini  di tutti  i tempi  e di  tutta  la terra .  Sia  perciò  loro  aperto qualunque  via  affinché  , secondo  le loro  forze e la  necessità  dei tempi , anch'essi attivamente partecipano all'opera salvifica della Chiesa"(LG 33) 
La   preghiera  di Gesù  nell'ultima  cena  è molto  evocativa  di questa  missione\ vocazione  del laico  cristiano nel mondo." Io  ho  comunicato  loro  la tua  parola  , e  il mondo  li ha  odiati  , perché  non sono  del mondo,  come  neanch'io  sono  del mondo.  Non  chiedo  che  tu  li levi  dal mondo, ma che  tu li  guardi  dal male, Essi  non  sono  del mondo  come  neppure  io  sono  del mondo.  Santificali nella  verità.  La tua  parola  è verità. Come tu  hai  mandato  me  nel mondo , così'  io  ho  mandato  nel mondo essi".
I  laici  dunque  sullo stesso  piano  dei religiosi  e dei  sacerdoti  :"  La  novità  cristiana  è il fondamento  e il  titolo  dell'eguaglianza  di tutti  i battezzati    in    Cristo,   di tutti  i membri  del  popolo di Dio  : comune  è  la dignità  dei membri  per  la loro  rigenerazione  in Cristo  , comune  la grazia   dei  figli ,  come  la vocazione  alla   perfezione  , una  sola  salvezza , una  sola  speranza e  indivisa  carità  . In  forza  della  comune  dignità  battesimale il fedele laico è  corresponsabile , insieme  con  i ministri  ordinati  e con  i religiosi  e le  religiose , della  missione  della  chiesa"(CL 15). Ad  ognuno  il proprio  compito.  S. Paolo  direbbe: "Alius  sic,  alius vero  sic"(1Cor.7,7), parlando dei carismi , ma  tutti  sono  complementari degli  altri , infatti  , come dice  S. Gregorio  Magno:"Nella  santa Chiesa ognuno è  sostegno  degli altri e  gli altri  sono  suo sostegno"(Homiliae in  Ev.||,    |, 5;CCL 142,211).    Quel  che  risulta  molto  chiaro  è  il fatto  che  mai  , come oggi in  particolare , il laico  cristiano  può  starsene  ozioso(Mt. 20,6--7)  o bearsi  di vivere isolato  , dice  a questo  riguardo  Giovanni Paolo 2°:"  il fedele  laico non può  mai  chiudersi  in se stesso, isolandosi  spiritualmente  dalla  comunità,ma deve vivere  in  un  continuo scambio con  gli altri, con  un  vivo  senso di fraternità,  nella  gioia  di una uguale  dignità e nell 'impegno  di far  fruttificare  insieme  l'immenso  tesoro  ricevuto  in eredità. Lo Spirito  del Signore dona  a lui  , come agli altri , molteplici  carismi , lo invita a  differenti ministeri e  incarichi, gli ricorda ,  come  anche  lo ricorda  agli  altri  in  rapporto  con  lui  , che  tutto  ciò  che  lo distingue  non è  un  di più di  dignità ma  una  speciale  e  complementare abilitazione al servizio.  Così  , i carismi , i   ministeri, gli  incarichi ed  i servizi  del  Fedele  Laico esistono nella  comunione  e per  la comunione . Sono ricchezze complementari  a favore  di tutti, sotto  la saggia guida  dei  Pastori(Omelia  alla solenne concelebrazione Eucaristica  per chiusura  della  7° Assemblea del Sinodo dei vescovi, 30  ottobre 1987).
Chi  non  si sente  coinvolto almeno  in parte a questa  chiamata  pecca di  autenticità  come cristiano  , proprio   perché  non missionario:" L'apostolato dei laici  è quindi  partecipazione  alla  stessa  salvifica  missione della  Chiesa  e a  questo  apostolato  sono  tutti  destinati  dal Signore stesso  per mezzo  del battesimo e della  confermazione . Dai  sacramenti poi, e specialmente  dalla  sacra  Eucarestia , viene  comunicata e alimentata  quella carità  verso Dio e gli uomini, che  è  l'anima  di tutto  l'apostolato. Ma  i  laici  sono  soprattutto  chiamati  a rendere presente e  operosa  la Chiesa in  quei luoghi  e in  quelle  circostanze , in cui  essa  non  può  diventare  sale  della terra  se  non  per loro mezzo. Così  ogni  laico  , per  ragione    degli  stessi  doni  ricevuti , è  testimonio  e insieme  vivo  strumento della  missione della Chiesa stessa"secondo  la misura  con cui  Cristo  gli  ha dato  il suo  dono"(Ef.  4,7),  (LG   33),  " Infatti i laici  che  hanno  vero  spirito  apostolico, ad  esempio di quegli  uomini e di quelle  donne  che  aiutavano  Paolo nella diffusione  del Vangelo(cfr. At.  18, 18--26;  Rm  16,3) suppliscono a  quello  che  manca  ai  loro  fratelli e danno  ristoro  all'animo sia  dei  Pastori sia  degli  altri  membri  del popolo fedele (cfr. 1 Cor. 16,  17--18),  (AA10).La    missionarietà  del  santo  popolo di Dio è  insita  nella  sua  vocazione al battesimo :" Andate  in tutto il  mondo e predicate il Vangelo"(Mc. 16,)  Dopo  il  Concilio  Vaticano 2°  vi è  stato  un  pullulare  di associazioni  cristiane  come,  per esempio , i gruppi  spontanei  , sorti  inizialmente come  gruppi  ecclesiali  di varia  estrazione  e con  diversa  programmazione :" accanto  all'associazionismo  tradizionale , e  talvolta  alle  sue  radici  , sono  germogliati  movimenti  e sodalizi  nuovi  , con  fisionomia  e finalità  specifiche: tanta  è la  ricchezza  e la  versatilità  delle  risorse che  lo Spirito  alimenta  nel  tessuto  ecclesiale, e  tanta  è pure  la capacità  d'iniziativa  e la  generosità  del  nostro laicato"(CL29).  Il ruolo  del laicato  nella  Chiesa  post--conciliare  deve  esser  riconosciuto  e organizzato per   incidere  meglio e più  efficacemente  nell'ambiente  in cui  vive  ed opera  . tuttavia  esso  deve  sempre  dipendere  dalle  direttive  dei  propri superiori  ecclesiastici in  materia  di pastoralità:" Spetta  alla Gerarchia  promuovere l'apostolato medesimo al  bene comune della Chiesa , vigilare affinché  la dottrina e  l'ordine  siano  rispettati"(AA 24).  "D'altra  parte  i Pastori  riconoscono e  promuovano  la dignità  e la  responsabilità dei laici  nella Chiesa  ; si  servano  volentieri  del loro  prudente  consiglio , con  fiducia  affidino loro degli uffici  in  servizio  della Chiesa e lasciano  loro  libertà  e campo di agire  , anzi li  incoraggiano  perché  intraprendono  delle  opere anche  di propria  iniziativa. Considerano  attentamente  e con  paterno  affetto  in Cristo  le iniziative , le  richieste  e i  desideri  proposti  dai laici  . Da  questi  familiari  rapporti  tra  i  laici  e i Pastori  si  devono  attendere  molti  vantaggi  per  la  Chiesa ; in questo  modo  infatti  è fortificato  nei  laici il  senso  della  propria  responsabilità  , ne  è favorito  lo slancio e le  loro  forze  più  facilmente vengono  associate all'opera dei  Pastori. E  questi  aiutati  dall'esperienza  dei laici  possono  giudicare con  più  chiarezza e  opportunità  sia  in  cose spirituali  che temporali  ; e  così  tutta  la Chiesa  sostenuta  da tutti  i suoi  membri, compie  con  maggiore  efficacia  la sua  missione  per  la vita  del  mondo"(LG  
37)"Che   se i parroci  non  possono  raggiungere alcuni ceti di persone, ricorrano  all'opera  di altri,  perché  li aiutino nel campo dell'apostolato"(CD  30).   A  questo proposito  anche  il papa Giovanni Paolo 2° nell'omelia di conclusione  del Sinodo dei vescovi dice:" Ringraziamo per il fatto  che  nel corso  del Sinodo  abbiamo  potuto  non  solo  gioire per  la partecipazione  dei laici  (auditore  e  auditrices), ma  ancor  di più  perché  lo svolgimento delle discussioni sinodali  ci ha  permesso  di ascoltare la voce  degli   invitati  , i rappresentanti  del laicato   proveniente  da tutte  le parti del mondo, dai  diversi paesi , e  ci  ha  consentito  di  profittare   delle loro  esperienze, dei  loro consigli , dei  suggerimenti  che  scaturiscono dal  loro  amore per  la causa  comune"(CL  2).
Da  tutto ciò  si  desume  chiaramente  che la  Chiesa  ha  dato  il suo "placet"  nel  servirsi  dell'aiuto  dei laici  ; va  da sé  , che  i laici  ora  non  possono  più  portare  attenuanti  per  il loro  mancato  intervento  nell' azione  missionaria  della Chiesa. Come  nel cielo  vi  sono tante  mansioni  (Gv.14, 2),così  nella  Chiesa  vi è  posto  per tutti. I  carismi diranno qual  posto  ogni  laico  battezzato  deve  occupare  per  la crescita  della Chiesa e del  bene delle anime  sparse  per tutto  il mondo.

Solennità della Santissima Trinità anno A "PROFESSIONE DI FEDE" di Paolo 6°

7----6---2020
Noi  crediamo  in  un  solo  Dio  , Padre , Figlio e Spirito  Santo, creatore  delle   cose  visibili, come  questo mondo  ove  trascorre  la nostra  vita fuggevole,  delle cose invisibili  quali  sono  i  puri  spiriti  , chiamati  altresì  angeli, e  Creatore   in  ciascun  uomo dell'anima spirituale  e  immortale.
Noi  crediamo  che  questo  unico Dio è  assolutamente uno  nella  sua  essenza  infinitamente santa  come in  tutte  le sue  perfezioni, nella  sua  onnipotenza  ,  nella   sua  scienza  infinita,nella  sua  provvidenza  , nella  sua volontà  e nel  suo amore .  Egli  è Colui che   è, come  egli  stesso  lo ha  rivelato a Mosè (cf Es 3,14), ed egli  è Amore , come ce  lo insegna l'apostolo  Giovanni(cf 1  Gv 4,8); cosicché questi  due nomi ,  Essere  e Amore,  esprimono   ineffabilmente la stessa  Realtà divina  di  colui  che  ha  voluto darsi  a conoscere a   noi,   e  che  " abitando in una  luce  inaccessibile  "(cf 1 Tm 6,16) è in se  stesso al  di sopra  di ogni  nome , di tutte  le  cose  e di ogni  intelligenza creata. Dio  solo può  darci  la conoscenza giusta  e piena di se stesso, rivelandoci  come  Padre , Figlio e Spirito Santo, alla  cui  eterna  vita  noi  siamo  chiamati  per  grazia  di lui a partecipare , quaggiù  nell'oscurità  della fede e,  oltre  la morte , nella  luce  perpetua , l'eterna  vita .  I  mutui  vincoli , che  costituiscono eternamente  le tre  Persone , le  quali  sono  ciascuna  l'unico  e identico  Essere  divino , sono la beata vita  intima  di Dio tre  volte  santo, infinitamente  al di là  di tutto  ciò  che  noi  possiamo  concepire  secondo  l'umana  misura  . Intanto  rendiamo  grazie  alla Bontà  divina per  il fatto  che  moltissimi  credenti possono  attestare con  noi, davanti  agli uomini,  l'Unità di  Dio, pur  non  conoscendo  il  mistero  della Santissima  Trinità. Noi  dunque  crediamo  al Padre  che  genera eternamente il Figlio ; al Figlio , Verbo di Dio , che  è eternamente  generato ; allo Spirito Santo , Persona increata  che  procede dal Padre e  dal Figlio come  loro eterno Amore .  In tal modo, nelle  tre  Persone  divine ,  coaeternae   sibi  et  coaequales,  sovrabbondano e si  consumano, nella  sovra eccellenza  e nella  gloria proprie  dell'Essere  increato  , la  vita  e  la  beatitudine  di Dio perfettamente  uno;  e sempre  "deve  essere  venerata  l'Unità  nella  Trinità  e la  Trinità  nell'Unità.

sabato 6 giugno 2020

JORGE LUIS BORGES "L' ORO DELLE TIGRI"

6---6---2020

TANKA
               
        1
Alto  sul monte
Tutto  il  giardino  è luce
Di  luna  d'oro,
Più  prezioso  è il  contatto
Del  tuo  labbro  nell'ombra.

              2
Cinta  di    buio  
La  voce  dell'uccello
è  ammutolita.
Vai  per  il tuo  giardino.
Qualcosa  , so,  ti manca.

                3
La  coppa  altrui,
La  spada  che  fu  spada 
In  altra mano,
La  luna  della strada,
Dimmi , forse  non  bastano?

                      4
Sotto   la  luna
La  tigre  d'oro  e  d'ombra
Si  guarda  le unghie.
Non  sa  che  oggi  sull'alba
Hanno  squarciato  un  uomo.

              5
Triste  la pioggia
Che  bagna  il marmo, triste
Essere  terra,  
Non  essere   più  i giorni
Dell'uomo, il  sonno , l'alba.

               6
Non  sono  morto
Come  altri  del mio sangue,
Nella  battaglia.
Sono chi  nella  vana 
Notte  conta  le sillabe.

SUSANA  BOMBAL

Alta  nella  sera ,  altera  e lodata,
Attraversa  il  casto  giardino e sta  nell'esatta
Luce  dell' istante  irreversibile e puro
Che  ci  dà  questo  giardino e  l'alta  immagine
Silenziosa . La  vedo  qui e adesso,
Ma  la vedo  anche  in un  antico
Crepuscolo  di Ur  dei  Caldei
Oppure  scendere  i lenti  gradini
Di  un  tempio , che  è polvere  innumerevole
Del  pianeta  e  che  fu  pietra  e superbia,
O  decifrare  il magico  alfabeto
Delle  stelle  di  altre  latitudini
O  aspirare  una  rosa  in Inghilterra.
Lei  è  dovunque  c'è  musica nel  lieve
Azzurro , nell'esametro  del  greco,
Nelle nostre  solitudini  che  la cercano,
Nello specchio  d' acqua  della  fontana,
Nel  marmo  del  tempo , in una  spada,
Nella  serenità  di una  terrazza 
Che  scorge  tramonti e giardini.

E  dietro  i miti  e le  maschere ,
L'anima  , che è  sola.