3---4---2020
Salmo 17
Ti amo, Signore , mia forza
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore.
Mio Dio , mia rupe , in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti impetuosi;
già mi avvolgevano i lacci degli inferi,
già mi stringevano agguati mortali.
Nel mio affanno invocai il Signore,
nell'angoscia gridai al mio Dio;
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
al suo orecchio pervenne il mio grido.
Un saluto, ed un augurio per una serena serata, a tutta l'Italia; in particolare a coloro che in prima linea, lavorano per salvare vite umane, i medici ed il personale paramedico, alle forze di polizia e carabinieri, ai volontari della protezione civile . Un saluto ed un augurio di guarigione ai malati, un saluto di conforto e speranza ai loro famigliari.
Un saluto a coloro che nel mondo stanno combattendo la stessa battaglia.
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venerdì 3 aprile 2020
giovedì 2 aprile 2020
DISCORSO DI BENIAMINO FRANKLIN ALLA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELLA CONVENZIONE COSTITUENTE DI FILADELFIA 1787
2--4--2020
Una costituzione quasi perfetta:
Accetto la Costituzione con tutti i suoi difetti, se pure ne ha. Sono convinto della necessità d'avere un governo comune e sono convinto che questa forma di governo , se bene applicata , sarà la benedizione del popolo . Penso che essa lo sarà per un certo numero di anni e che cadrà nel dispotismo quando il popolo diverrà così corrotto da meritarsi solo un governo dispotico. Sono sicuro che nessuna Convenzione avrebbe raggiunto miglior risultato . Quando si convoca un gruppo di uomini per porre in collaborazione la loro saggezza, bisogna ricordarsi che insieme alla saggezza questi uomini portano i loro pregiudizi, le loro passioni , i loro egoismi, i loro interessi di parte. è logico attendersi in questo caso la perfezione? Sono perciò sinceramente meravigliato di constatare come questo progetto sia tanto vicino alla perfezione.
Una costituzione quasi perfetta:
Accetto la Costituzione con tutti i suoi difetti, se pure ne ha. Sono convinto della necessità d'avere un governo comune e sono convinto che questa forma di governo , se bene applicata , sarà la benedizione del popolo . Penso che essa lo sarà per un certo numero di anni e che cadrà nel dispotismo quando il popolo diverrà così corrotto da meritarsi solo un governo dispotico. Sono sicuro che nessuna Convenzione avrebbe raggiunto miglior risultato . Quando si convoca un gruppo di uomini per porre in collaborazione la loro saggezza, bisogna ricordarsi che insieme alla saggezza questi uomini portano i loro pregiudizi, le loro passioni , i loro egoismi, i loro interessi di parte. è logico attendersi in questo caso la perfezione? Sono perciò sinceramente meravigliato di constatare come questo progetto sia tanto vicino alla perfezione.
mercoledì 1 aprile 2020
LETTERATURA DEL 900: Mario Luzi
1--4---2020
Nella casa di N. compagna di infanzia
Il vento è un aspro vento di quaresima,
geme dentro le crepe , sotto gli usci,
sibila nelle stanze invase , e fugge;
fuori lacera a brano a brano i nastri
delle stelle filanti, se qualcuna
impiglia nei fili fiotta e vibra ,
l'incalza , la rapisce nella briga.
Io sono qui, persona in una stanza ,
uomo nel fondo di una casa , ascolto
lo stridore che fa la fiamma , il cuore
che accelera i suoi moti , siedo , attendo.
Tu dove sei? sparita anche la traccia.....
Se guardo qui la furia e se più oltre
l'erba , la povertà grigia dei monti.
Osteria
L'autunno affila le montagne, il vento
fa sentire le vecchie pietre d'unto,
spande dal forno un fumo di fascine
a fiotti tra le case e le topaie.
Son dietro questi vetri d'osteria
uno che un nome effimero distingue
appena , guardo . La mattina scorre ,
invade a grado a grado l'antro. L'oste
numera , scrive giovedì sul marmo,
la donna armeggia intorno al fuoco, sbircia
verso la porta se entra l'avventore.
Seguo la luce che si sposta, il vento;
aspetto chiunque verrà qui
di fretta e siederà su queste panche .
Il bracconiere , altri non può essere
chi s'aggira per queste terre avare
dove la lepre ad un tratto lampeggia,
o il venditore ambulante se alcuno,
raro , si spinge fin quassù alle fiere
ed ai mercati dei villaggi intorno,
Altri non è da attendere . Chi viene
porta e chiede notizie si ristora,
riparte in mezzo alla bufera, spare.
Che dura è un suono di stoviglie smosse:
guardo verso la macchia e più lontano
dove solo la pecora fa ombra,
mi reggo tra passato ed avvenire
o com'è giusto o come il cuore tollera.
Nella casa di N. compagna di infanzia
Il vento è un aspro vento di quaresima,
geme dentro le crepe , sotto gli usci,
sibila nelle stanze invase , e fugge;
fuori lacera a brano a brano i nastri
delle stelle filanti, se qualcuna
impiglia nei fili fiotta e vibra ,
l'incalza , la rapisce nella briga.
Io sono qui, persona in una stanza ,
uomo nel fondo di una casa , ascolto
lo stridore che fa la fiamma , il cuore
che accelera i suoi moti , siedo , attendo.
Tu dove sei? sparita anche la traccia.....
Se guardo qui la furia e se più oltre
l'erba , la povertà grigia dei monti.
Osteria
L'autunno affila le montagne, il vento
fa sentire le vecchie pietre d'unto,
spande dal forno un fumo di fascine
a fiotti tra le case e le topaie.
Son dietro questi vetri d'osteria
uno che un nome effimero distingue
appena , guardo . La mattina scorre ,
invade a grado a grado l'antro. L'oste
numera , scrive giovedì sul marmo,
la donna armeggia intorno al fuoco, sbircia
verso la porta se entra l'avventore.
Seguo la luce che si sposta, il vento;
aspetto chiunque verrà qui
di fretta e siederà su queste panche .
Il bracconiere , altri non può essere
chi s'aggira per queste terre avare
dove la lepre ad un tratto lampeggia,
o il venditore ambulante se alcuno,
raro , si spinge fin quassù alle fiere
ed ai mercati dei villaggi intorno,
Altri non è da attendere . Chi viene
porta e chiede notizie si ristora,
riparte in mezzo alla bufera, spare.
Che dura è un suono di stoviglie smosse:
guardo verso la macchia e più lontano
dove solo la pecora fa ombra,
mi reggo tra passato ed avvenire
o com'è giusto o come il cuore tollera.
martedì 31 marzo 2020
IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di: Alberto Romagnoli " Il sistema rappresentativo"
31---3---2020
3) La sovranità popolare e la rappresentanza politica:
l'art. 1 della Costituzione , dopo aver proclamato che l'Italia è una repubblica democratica , afferma che la sovranità appartiene al popolo, il quale la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Dichiarando che la sovranità appartiene al popolo , si è voluto insistere sulla forma democratica dello Stato , e stabilire che l'esercizio dei poteri supremi , dei poteri cioè a cui è assoggettata la direzione dello Stato e l'attività degli altri, è attribuita al popolo , che non potrà mai venire spogliato.
Per popolo, dato che si tratta d'esercizio di diritti, si deve intendere la parte della popolazione in grado di essere politicamente attiva, che, se una volta fu più o meno limitata nel numero, sulla base di varie considerazioni, quali il grado d'istruzione e il censo, si è estesa oggi a tutti coloro che siano forniti della capacità naturale ad esercitare diritti. Con ciò si è attuato il suffragio universale, che ammette effettivamente tutto il popolo alla funzione elettiva.
Negli Stati moderni l'attuazione del principio democratico non è concepibile altrimenti che attraverso organi di rappresentanza politica: il popolo , tutto il popolo , è rappresentato dai suoi eletti. Con la funzione elettiva si tende ad ottenere l'adesione , per quanto possibile completa, dell'apparato statale alle esigenze della comunità ; ma non si vuole con essa determinare la volontà dello Stato , bensì soltanto procedere alla scelta delle persone che poi assumeranno gli uffici più eminenti , fra cui è da collocare per primo quello di formare le leggi. Si pensa che la scelta popolare normalmente indicherà sempre i migliori e i più adatti, "politicamente, ben inteso", come dice l'Orlando, il quale aggiunge :" Si dimentica che tutte le attitudini sono speciali, e che un illustre avvocato o giurista o letterato potrà riuscire un pessimo uomo politico, come, viceversa ,un uomo privo di cultura elevata e che ha fatto cattiva prova in una professione , può riuscire un uomo di Stato eminente".(non sono molto d'accordo)
L'evoluzione delle forme democratiche ha accentuato , come si riscontra anche nella Costituzione italiana, l'influenza dei cittadini sull'azione dei poteri supremi dello Stato: alle precedenti forme della democrazia rappresentativa se ne sono aggiunte altre che chiamasi di democrazia diretta. Questa risiede :
1) nel fatto che oggi non si concepisce lo svolgimento delle votazioni popolari altrimenti che attraverso l'organizzazione e l'azione dei partiti politici, i qual non operano soltanto nel momento delle elezioni, ma controllano poi le decisioni degli eletti;
2) nel concorso diretto dei cittadini alla formazione di atti di competenza degli organi legislativi, sia con l'iniziativa delle leggi , sia col referendum(art.75).
Cittadini politicamente attivi si possono considerare , oltre a coloro che usufruiscono del diritto elettorale , anche tutti quelli che in qualche modo contribuiscono a formare l'opinione pubblica o che, con l'appartenenza a partiti , sindacati , circoli , o a così detti "gruppi di pressione "o d'agitazione , contribuiscono a promuovere , sostenere o combattere gli orientamenti della politica statale.
3) La sovranità popolare e la rappresentanza politica:
l'art. 1 della Costituzione , dopo aver proclamato che l'Italia è una repubblica democratica , afferma che la sovranità appartiene al popolo, il quale la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Dichiarando che la sovranità appartiene al popolo , si è voluto insistere sulla forma democratica dello Stato , e stabilire che l'esercizio dei poteri supremi , dei poteri cioè a cui è assoggettata la direzione dello Stato e l'attività degli altri, è attribuita al popolo , che non potrà mai venire spogliato.
Per popolo, dato che si tratta d'esercizio di diritti, si deve intendere la parte della popolazione in grado di essere politicamente attiva, che, se una volta fu più o meno limitata nel numero, sulla base di varie considerazioni, quali il grado d'istruzione e il censo, si è estesa oggi a tutti coloro che siano forniti della capacità naturale ad esercitare diritti. Con ciò si è attuato il suffragio universale, che ammette effettivamente tutto il popolo alla funzione elettiva.
Negli Stati moderni l'attuazione del principio democratico non è concepibile altrimenti che attraverso organi di rappresentanza politica: il popolo , tutto il popolo , è rappresentato dai suoi eletti. Con la funzione elettiva si tende ad ottenere l'adesione , per quanto possibile completa, dell'apparato statale alle esigenze della comunità ; ma non si vuole con essa determinare la volontà dello Stato , bensì soltanto procedere alla scelta delle persone che poi assumeranno gli uffici più eminenti , fra cui è da collocare per primo quello di formare le leggi. Si pensa che la scelta popolare normalmente indicherà sempre i migliori e i più adatti, "politicamente, ben inteso", come dice l'Orlando, il quale aggiunge :" Si dimentica che tutte le attitudini sono speciali, e che un illustre avvocato o giurista o letterato potrà riuscire un pessimo uomo politico, come, viceversa ,un uomo privo di cultura elevata e che ha fatto cattiva prova in una professione , può riuscire un uomo di Stato eminente".(non sono molto d'accordo)
L'evoluzione delle forme democratiche ha accentuato , come si riscontra anche nella Costituzione italiana, l'influenza dei cittadini sull'azione dei poteri supremi dello Stato: alle precedenti forme della democrazia rappresentativa se ne sono aggiunte altre che chiamasi di democrazia diretta. Questa risiede :
1) nel fatto che oggi non si concepisce lo svolgimento delle votazioni popolari altrimenti che attraverso l'organizzazione e l'azione dei partiti politici, i qual non operano soltanto nel momento delle elezioni, ma controllano poi le decisioni degli eletti;
2) nel concorso diretto dei cittadini alla formazione di atti di competenza degli organi legislativi, sia con l'iniziativa delle leggi , sia col referendum(art.75).
Cittadini politicamente attivi si possono considerare , oltre a coloro che usufruiscono del diritto elettorale , anche tutti quelli che in qualche modo contribuiscono a formare l'opinione pubblica o che, con l'appartenenza a partiti , sindacati , circoli , o a così detti "gruppi di pressione "o d'agitazione , contribuiscono a promuovere , sostenere o combattere gli orientamenti della politica statale.
lunedì 30 marzo 2020
UN SALUTO ED UN AUGURIO A CHI LAVORA IN PRIMA LINEA IN QUESTA EMERGENZA
31--3--2020
SALMO 22
Il Signore è il mio pastore; non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille, mi conduce .
Mi rinfranca , mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcuno male , perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissime anni.
Un saluto,un grazie, un augurio, a chi in prima linea , affronta ogni giorno , questa emergenza.
Un saluto, e un buon lavoro , a tutti , dal corpo medico e sanitario in generale, alle forze di polizia, e carabinieri, alla protezione civile, ai volontari.
SALMO 22
Il Signore è il mio pastore; non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille, mi conduce .
Mi rinfranca , mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcuno male , perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissime anni.
Un saluto,un grazie, un augurio, a chi in prima linea , affronta ogni giorno , questa emergenza.
Un saluto, e un buon lavoro , a tutti , dal corpo medico e sanitario in generale, alle forze di polizia, e carabinieri, alla protezione civile, ai volontari.
domenica 29 marzo 2020
LA PASQUA EBRAICA di: Ettore Finzi
29--3--2020
L'istituzione di questa festa risale ai tempi dell'esodo del popolo d'Israele sotto la guida di Mosè (15°13° secolo a.C.),ed è quindi antichissima. Cosa accadde tra il 10 e il 14 del mese di Nisan quando le tribù d'Israele abbandonarono l'Egitto? La risposta a questa domanda si trova in Es 12. Il Signore aveva deciso di liberare il suo popolo dalla schiavitù e così parlò a Mosè e ad Aron , suo fratello:
Questo mese di Nisan è per voi il primo mese dell'anno. Nel decimo giorno di questo mese ogni capo famiglia si procuri un agnello . Se la famiglia è piccola da non poter mangiare tutto l'animale , si unisca a un'altra famiglia. Terrete l'agnello fino al quattordicesimo giorno e poi tutta la comunità lo scannerà nel pomeriggio. Quindi si spargerà del suo sangue sui due stipiti e sull'architrave della porta delle case. Di sera si mangerà l'agnello arrostito insieme con le azzime e le erbe amare . Se non lo mangerete tutto , bruciate ciò che rimane . Siate vestiti , pronti a partire col vostro bastone , mangiate in piedi.
Io percorrerò l'Egitto quella notte e colpirò ogni primogenito nel paese sia dell'uomo che degli animali , e farò giustizia di tutte le divinità egiziane.
Il sangue di cui saranno tinte le case dove abitate mi servirà di segno .Riconosciuto questo segno "Io passerò oltre" e il mio flagello colpirà soltanto gli Egiziani. Questo giorno sarà da voi ricordato e lo celebrerete quale festa in onore del Signore. Sia festa d'istituzione perenne . Per sette giorni mangerete le azzime , e prima che arrivi il primo giorno , togliete dalle vostre case ogni cibo lievitato. Chi non osserverà questo precetto verrà espulso dalla comunità. Il primo e il settimo giorno saranno considerati "sacra convocazione", nessuno lavoro si farà in questi due giorni, si potrà soltanto cucinare .Osserverete questa festa per tutte le generazioni,quale statuto eterno , dal 14 al 21 del mese di Nisan.
Così apprendiamo che il nome della festa "Pesach" deriva dal verbo "pasach" che significa "passo oltre" o "passo su qualche cosa" e questo nome , secoli dopo , diventò Pasqua in tutte le lingue europee, senza conservare però il significato originario. Apprendiamo anche che il Signore non colpì le case che avevano sugli stipiti il segno tracciato con il sangue dell'agnello. Questo segno si può vedere ancora oggi sugli stipiti delle porte d'ingresso delle case abitate da ebrei, ma ha cambiato aspetto. è un astuccio metallico o di legno che contiene un rotolino di pergamena sulla quale sono scritti alcuni versetti del Deuteronomio: che si chiama"la Mezuzà".
Poiché gli Israeliti che stavano per fuggire dall'Egitto non avevano avuto il tempo di far lievitare l'impasto per il pane , essi mangiarono pane non lievitato che si chiama "mazzot", pane azzimo. E da questo fatto deriva che la Pasqua ha anche il nome di Festa degli Azzimi.
Il sacrificio dell'agnello durò attraverso la storia secolare d'Israele seguendo le modalità descritte nel capitolo 12 dell' Esodo fino all'anno 70 d.C. In questo anno terminò la prima guerra giudaica (dal 66 al 73 d.C.) con la distruzione , da parte dei Romani ,di Gerusalemme e del suo Tempio.
Quando esisteva ancora il Tempio , il rito era rigorosamente seguito e si svolgeva nel modo antico. Nel pomeriggio del 14 di Nisan gli agnelli offerti dai pellegrini , provenienti da tutte le parti del Paese e da fuori , venivano presentati ai sacrificatori , e uno squillo di tromba annunciava l'inizio del sacrificio . Il sangue raccolto dal sacerdote veniva versato davanti all'altare e da qui , per mezzo di un sistema di condutture , scorreva verso la valle di Cedron, valle che si trova tra Gerusalemme e il Monte degli ulivi. Questo gigantesco sacrificio era chiamato "Apparecchiatura della Pasqua". Le viscere e il grasso degli animali immolati venivano bruciati mentre la carne veniva restituita ai donatori per il pasto rituale che si consumava nelle loro case . L'agnello veniva cotto sulla brace e quando era cotto si doveva aver cura di non rompere alcun osso.
All'inizio del pasto s'intingeva un pezzo di azzimo in una salsa chiamata "Haroshet" e si beveva una coppa di vino pronunciando una benedizione al Signore , dopo di che si recitava il salmo 78 che ricorda l'uscita dall'Egitto. In seguito si beveva un sorso di acqua salata a significare le lacrime versate dagli avi in schiavitù . A questo punto si cominciava a mangiare l'agnello con le erbe amare e si beveva la seconda coppa di vino . Allora i partecipanti al bacchetto intonavano il "Hallel", composto dai salmi 113 e 114 , che è un osanna al Signore, bevendo la terza coppa di vino . Nel momento in cui echeggiava il versetto"Benedetto chi viene nel nome del Signore", si beveva la quarta coppa di vino che era di solito l'ultima.
La comunità aveva il dovere di dare ai poveri il denaro necessario per poter celebrare la Pasqua o di invitarli nelle proprie case.
Dopo la distruzione del Tempio , la celebrazione della Pasqua ha subito molte modificazioni: la principale è quella del sacrificio dell'agnello, che è rimasto in uso soltanto presso i Samaritani.
Il grande maestro dell 'Accademia rabbinica di Yavne, Gamaliel (circa 1° secolo d.C.), stabilì per la celebrazione della Pasqua tre capisaldi principali.
1) è dovere di ogni ebreo ricordare ai figli le ragioni per le quali si mangiano le azzime, l'agnello e le erbe amare.
2)L' ebreo deve considerare se stesso come uscito dall'Egitto perché la liberazione degli avi è contemporaneamente nostra e dei nostri figli.
3)L'ebreo deve elevare al Signore inni di ringraziamento e terminare con l'augurio che presto avvenga la redenzione finale.
IL SEDER
Il Seder è la cerimonia del pasto pasquale che si tiene nelle sere del 14 e 15 di Nisan durante la quale si legge ad alta voce la "Haggadàh". Il Seder è dominato da tale lettura , il cui testo costituisce la guida di tutta la cerimonia. Infatti nel libro sono descritti l'ordine dello svolgimento del Seder , la spiegazione dei numerosi simboli , il racconto delle persecuzioni da parte del faraone che costrinsero gli Israeliti a lasciare l'Egitto , di come il Signore colpì il Paese con le dieci piaghe . Vengono citati inoltre molti brani tratti dal Deuteronomio , dall 'Esodo , dalla Genesi, dal Talmud e molti salmi.
Tutti gli Israeliti sparsi per il mondo e quelli abitanti in Israele leggono la Haggadàh in quelle sere . Ancora oggi si recita un brano in aramaico che i nostri avi pronunciarono quando erano in esilio a Babilonia. Il brano suona così:
Questo è il pane dell'afflizione che i nostri padri mangiarono in terra d'Egitto, chi ha fame venga e mangi e faccia Pasqua. Quest'anno siamo qui , l'anno prossimo saremo in Terra d'Israele .
Chi conosce la storia degli ebrei che sono vissuti nei ghetti dell'Europa centro-orientale può comprendere a fondo il significato di queste parole.
Il rito che si svolge prima della festa è molto laborioso . Tutte le stoviglie , i piatti , i bicchieri , le posate...e altro, devono essere nuovi e accuratamente lavati . Ogni cibo lievitato o che è stato a contatto con cibo lievitato deve essere portato fuori di casa . La notte prima della Pasqua si procede alla ricerca del lievitato che, nel caso che se ne trovi , viene bruciato.
Le benedizioni col vino sono numerose , almeno quattro , la tradizione prescrive che si lasci la porta di casa aperta affinché "chi ha fame venga e mangi " e perché si spera che entri il profeta Elia per il quale si è posto sul tavolo del Seder un bicchiere vuoto. Questo è il segno dell'auspicio che un giorno ritornerà sulla terra il profeta Elia per annunciare la redenzione , la liberazione da tutto ciò che si oppone alla giustizia e alla pace.
Questo misterioso personaggio sarebbe vissuto al tempo del re d'Israele Aqab(9° secolo a.C.) e non è stato dimenticato dai cristiani, infatti nel Vangelo secondo Matteo , al capitolo 17 troviamo scritto un episodio molto significativo si racconta della trasfigurazione di Gesù di Nazareth avvenuta su un monte in presenza di tre discepoli ; Pietro, Giacomo e Giovanni. Essi vedono apparire , in una luce irreale , accanto a Gesù , i profeti Mosè ed Elia . Pochi istanti dopo questi ultimi scompaiono . Gesù , rimasto solo , raccomanda ai discepoli di non parlare con nessuno della visione fino a quando Egli non sarà risuscitato.
I discepoli chiedono a Gesù: Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia? Egli risponde : Certo Elia deve venire e ristabilire ogni cosa . Ma io vi dico che Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; l'hanno fatto soffrire , come faranno con me.
Questo passo di Matteo si presta a interpretazioni sulle quali non spetta a me addentrarmi ; ho voluto ricordarlo perché il mistero di Elia è collegato alla Pasqua ebraica.
Del resto , anche Gesù celebrò la Pasqua e ciò è confermato dagli evangelisti. Matteo(26,17)ricorda :"Il primo giorno degli Azzimi i discepoli dissero a Gesù :"Dove vuoi che ti prepariamo da mangiare la Pasqua?".
Viene poi descritto l'ultimo Seder di Gesù che, per i cristiani , sarà l'ultima cena.
Sono trascorsi secoli e secoli e oggi esiste uno Stato d'Israele. Per Pasqua arrivano da ogni parte del mondo turisti cristiani ed ebrei per godersi la vista dei Luoghi Santi e il meraviglioso spettacolo della fioritura di primavera. Gli ebrei si recano al Muro Occidentale (non è più il Muro del Pianto) per recitare una preghiera o soltanto per vedere quell'enorme complesso di grosse pietre che è rimasto in piedi dopo la distruzione del Tempio di Erode . Ora il Muro Occidentale è accessibile a tutti. La Pasqua ebraica , che cade sempre in primavera , è anche una festa per l'agricoltura ed è ricordata come una delle tre feste dei Pellegrinaggi (Dt 16,16--17). Questo aspetto viene sottolineato particolarmente nelle colonie agricole. Tutti gli abitanti di queste colonie si riuniscono in un campo coltivato a orzo all'inizio della Pasqua per tagliare "l'Omer". Questa è un' unità di misura per i cereali. Nel Libro del Levitico (23, 10--13) si racconta che all'inizio del raccolto dell'orzo , ogni famiglia ne offriva un Omar che portava al Tempio il secondo giorno di Pasqua.
I trattori , i carri e le altre macchine agricole vengono decorate con drappi e nastri variamente colorati. Sul campo si recitano inni di ringraziamento al Signore che ha donato il raccolto e, alla fine della falciatura dell'Omer eseguita come nel passato, col falcetto dagli anziani , i giovani iniziano le danze.
Di sera tutti si riuniscono nella grande sala da pranzo della colonia dove ha luogo il Seder . Ancora oggi si termina la lettura della Haggadàh con l'augurio : L'anno prossimo a Gerusalemme. Ma il significato dell'augurio è oggi diverso per gli Israeliani: Oggi siamo a Gerusalemme , auguriamo di essere vivi e sani per poterci ritornare il prossimo anno!
L'istituzione di questa festa risale ai tempi dell'esodo del popolo d'Israele sotto la guida di Mosè (15°13° secolo a.C.),ed è quindi antichissima. Cosa accadde tra il 10 e il 14 del mese di Nisan quando le tribù d'Israele abbandonarono l'Egitto? La risposta a questa domanda si trova in Es 12. Il Signore aveva deciso di liberare il suo popolo dalla schiavitù e così parlò a Mosè e ad Aron , suo fratello:
Questo mese di Nisan è per voi il primo mese dell'anno. Nel decimo giorno di questo mese ogni capo famiglia si procuri un agnello . Se la famiglia è piccola da non poter mangiare tutto l'animale , si unisca a un'altra famiglia. Terrete l'agnello fino al quattordicesimo giorno e poi tutta la comunità lo scannerà nel pomeriggio. Quindi si spargerà del suo sangue sui due stipiti e sull'architrave della porta delle case. Di sera si mangerà l'agnello arrostito insieme con le azzime e le erbe amare . Se non lo mangerete tutto , bruciate ciò che rimane . Siate vestiti , pronti a partire col vostro bastone , mangiate in piedi.
Io percorrerò l'Egitto quella notte e colpirò ogni primogenito nel paese sia dell'uomo che degli animali , e farò giustizia di tutte le divinità egiziane.
Il sangue di cui saranno tinte le case dove abitate mi servirà di segno .Riconosciuto questo segno "Io passerò oltre" e il mio flagello colpirà soltanto gli Egiziani. Questo giorno sarà da voi ricordato e lo celebrerete quale festa in onore del Signore. Sia festa d'istituzione perenne . Per sette giorni mangerete le azzime , e prima che arrivi il primo giorno , togliete dalle vostre case ogni cibo lievitato. Chi non osserverà questo precetto verrà espulso dalla comunità. Il primo e il settimo giorno saranno considerati "sacra convocazione", nessuno lavoro si farà in questi due giorni, si potrà soltanto cucinare .Osserverete questa festa per tutte le generazioni,quale statuto eterno , dal 14 al 21 del mese di Nisan.
Così apprendiamo che il nome della festa "Pesach" deriva dal verbo "pasach" che significa "passo oltre" o "passo su qualche cosa" e questo nome , secoli dopo , diventò Pasqua in tutte le lingue europee, senza conservare però il significato originario. Apprendiamo anche che il Signore non colpì le case che avevano sugli stipiti il segno tracciato con il sangue dell'agnello. Questo segno si può vedere ancora oggi sugli stipiti delle porte d'ingresso delle case abitate da ebrei, ma ha cambiato aspetto. è un astuccio metallico o di legno che contiene un rotolino di pergamena sulla quale sono scritti alcuni versetti del Deuteronomio: che si chiama"la Mezuzà".
Poiché gli Israeliti che stavano per fuggire dall'Egitto non avevano avuto il tempo di far lievitare l'impasto per il pane , essi mangiarono pane non lievitato che si chiama "mazzot", pane azzimo. E da questo fatto deriva che la Pasqua ha anche il nome di Festa degli Azzimi.
Il sacrificio dell'agnello durò attraverso la storia secolare d'Israele seguendo le modalità descritte nel capitolo 12 dell' Esodo fino all'anno 70 d.C. In questo anno terminò la prima guerra giudaica (dal 66 al 73 d.C.) con la distruzione , da parte dei Romani ,di Gerusalemme e del suo Tempio.
Quando esisteva ancora il Tempio , il rito era rigorosamente seguito e si svolgeva nel modo antico. Nel pomeriggio del 14 di Nisan gli agnelli offerti dai pellegrini , provenienti da tutte le parti del Paese e da fuori , venivano presentati ai sacrificatori , e uno squillo di tromba annunciava l'inizio del sacrificio . Il sangue raccolto dal sacerdote veniva versato davanti all'altare e da qui , per mezzo di un sistema di condutture , scorreva verso la valle di Cedron, valle che si trova tra Gerusalemme e il Monte degli ulivi. Questo gigantesco sacrificio era chiamato "Apparecchiatura della Pasqua". Le viscere e il grasso degli animali immolati venivano bruciati mentre la carne veniva restituita ai donatori per il pasto rituale che si consumava nelle loro case . L'agnello veniva cotto sulla brace e quando era cotto si doveva aver cura di non rompere alcun osso.
All'inizio del pasto s'intingeva un pezzo di azzimo in una salsa chiamata "Haroshet" e si beveva una coppa di vino pronunciando una benedizione al Signore , dopo di che si recitava il salmo 78 che ricorda l'uscita dall'Egitto. In seguito si beveva un sorso di acqua salata a significare le lacrime versate dagli avi in schiavitù . A questo punto si cominciava a mangiare l'agnello con le erbe amare e si beveva la seconda coppa di vino . Allora i partecipanti al bacchetto intonavano il "Hallel", composto dai salmi 113 e 114 , che è un osanna al Signore, bevendo la terza coppa di vino . Nel momento in cui echeggiava il versetto"Benedetto chi viene nel nome del Signore", si beveva la quarta coppa di vino che era di solito l'ultima.
La comunità aveva il dovere di dare ai poveri il denaro necessario per poter celebrare la Pasqua o di invitarli nelle proprie case.
Dopo la distruzione del Tempio , la celebrazione della Pasqua ha subito molte modificazioni: la principale è quella del sacrificio dell'agnello, che è rimasto in uso soltanto presso i Samaritani.
Il grande maestro dell 'Accademia rabbinica di Yavne, Gamaliel (circa 1° secolo d.C.), stabilì per la celebrazione della Pasqua tre capisaldi principali.
1) è dovere di ogni ebreo ricordare ai figli le ragioni per le quali si mangiano le azzime, l'agnello e le erbe amare.
2)L' ebreo deve considerare se stesso come uscito dall'Egitto perché la liberazione degli avi è contemporaneamente nostra e dei nostri figli.
3)L'ebreo deve elevare al Signore inni di ringraziamento e terminare con l'augurio che presto avvenga la redenzione finale.
IL SEDER
Il Seder è la cerimonia del pasto pasquale che si tiene nelle sere del 14 e 15 di Nisan durante la quale si legge ad alta voce la "Haggadàh". Il Seder è dominato da tale lettura , il cui testo costituisce la guida di tutta la cerimonia. Infatti nel libro sono descritti l'ordine dello svolgimento del Seder , la spiegazione dei numerosi simboli , il racconto delle persecuzioni da parte del faraone che costrinsero gli Israeliti a lasciare l'Egitto , di come il Signore colpì il Paese con le dieci piaghe . Vengono citati inoltre molti brani tratti dal Deuteronomio , dall 'Esodo , dalla Genesi, dal Talmud e molti salmi.
Tutti gli Israeliti sparsi per il mondo e quelli abitanti in Israele leggono la Haggadàh in quelle sere . Ancora oggi si recita un brano in aramaico che i nostri avi pronunciarono quando erano in esilio a Babilonia. Il brano suona così:
Questo è il pane dell'afflizione che i nostri padri mangiarono in terra d'Egitto, chi ha fame venga e mangi e faccia Pasqua. Quest'anno siamo qui , l'anno prossimo saremo in Terra d'Israele .
Chi conosce la storia degli ebrei che sono vissuti nei ghetti dell'Europa centro-orientale può comprendere a fondo il significato di queste parole.
Il rito che si svolge prima della festa è molto laborioso . Tutte le stoviglie , i piatti , i bicchieri , le posate...e altro, devono essere nuovi e accuratamente lavati . Ogni cibo lievitato o che è stato a contatto con cibo lievitato deve essere portato fuori di casa . La notte prima della Pasqua si procede alla ricerca del lievitato che, nel caso che se ne trovi , viene bruciato.
Le benedizioni col vino sono numerose , almeno quattro , la tradizione prescrive che si lasci la porta di casa aperta affinché "chi ha fame venga e mangi " e perché si spera che entri il profeta Elia per il quale si è posto sul tavolo del Seder un bicchiere vuoto. Questo è il segno dell'auspicio che un giorno ritornerà sulla terra il profeta Elia per annunciare la redenzione , la liberazione da tutto ciò che si oppone alla giustizia e alla pace.
Questo misterioso personaggio sarebbe vissuto al tempo del re d'Israele Aqab(9° secolo a.C.) e non è stato dimenticato dai cristiani, infatti nel Vangelo secondo Matteo , al capitolo 17 troviamo scritto un episodio molto significativo si racconta della trasfigurazione di Gesù di Nazareth avvenuta su un monte in presenza di tre discepoli ; Pietro, Giacomo e Giovanni. Essi vedono apparire , in una luce irreale , accanto a Gesù , i profeti Mosè ed Elia . Pochi istanti dopo questi ultimi scompaiono . Gesù , rimasto solo , raccomanda ai discepoli di non parlare con nessuno della visione fino a quando Egli non sarà risuscitato.
I discepoli chiedono a Gesù: Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia? Egli risponde : Certo Elia deve venire e ristabilire ogni cosa . Ma io vi dico che Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; l'hanno fatto soffrire , come faranno con me.
Questo passo di Matteo si presta a interpretazioni sulle quali non spetta a me addentrarmi ; ho voluto ricordarlo perché il mistero di Elia è collegato alla Pasqua ebraica.
Del resto , anche Gesù celebrò la Pasqua e ciò è confermato dagli evangelisti. Matteo(26,17)ricorda :"Il primo giorno degli Azzimi i discepoli dissero a Gesù :"Dove vuoi che ti prepariamo da mangiare la Pasqua?".
Viene poi descritto l'ultimo Seder di Gesù che, per i cristiani , sarà l'ultima cena.
Sono trascorsi secoli e secoli e oggi esiste uno Stato d'Israele. Per Pasqua arrivano da ogni parte del mondo turisti cristiani ed ebrei per godersi la vista dei Luoghi Santi e il meraviglioso spettacolo della fioritura di primavera. Gli ebrei si recano al Muro Occidentale (non è più il Muro del Pianto) per recitare una preghiera o soltanto per vedere quell'enorme complesso di grosse pietre che è rimasto in piedi dopo la distruzione del Tempio di Erode . Ora il Muro Occidentale è accessibile a tutti. La Pasqua ebraica , che cade sempre in primavera , è anche una festa per l'agricoltura ed è ricordata come una delle tre feste dei Pellegrinaggi (Dt 16,16--17). Questo aspetto viene sottolineato particolarmente nelle colonie agricole. Tutti gli abitanti di queste colonie si riuniscono in un campo coltivato a orzo all'inizio della Pasqua per tagliare "l'Omer". Questa è un' unità di misura per i cereali. Nel Libro del Levitico (23, 10--13) si racconta che all'inizio del raccolto dell'orzo , ogni famiglia ne offriva un Omar che portava al Tempio il secondo giorno di Pasqua.
I trattori , i carri e le altre macchine agricole vengono decorate con drappi e nastri variamente colorati. Sul campo si recitano inni di ringraziamento al Signore che ha donato il raccolto e, alla fine della falciatura dell'Omer eseguita come nel passato, col falcetto dagli anziani , i giovani iniziano le danze.
Di sera tutti si riuniscono nella grande sala da pranzo della colonia dove ha luogo il Seder . Ancora oggi si termina la lettura della Haggadàh con l'augurio : L'anno prossimo a Gerusalemme. Ma il significato dell'augurio è oggi diverso per gli Israeliani: Oggi siamo a Gerusalemme , auguriamo di essere vivi e sani per poterci ritornare il prossimo anno!
LETTERATURA DEL 900 Vittorio Sereni
29---3--2020
Inverno a Luino
Ti distendi e respiri nei colori,
Nel golfo irrequieto,
nei cumuli di carbone irti al sole
sfavilla e s'abbandona
l'estremità del borgo.
Colgo il tuo cuore
se nell'alto silenzio mi commuove
un bisbiglio di gente per le strade.
Morto in tramonti nebbiosi d'altri cieli
sopravvivo alle tue sere celesti,
ai radi battelli del tardi
di luminarie fioriti.
Quando pieghi al sonno
e dài suoni di zoccoli e canzoni
e m'attardo smarrito ai tuoi bivi.
m'accendi nel buio d' una piazza
una luce di calma, una vetrina.
Fuggirò quando il vento
investirà le tue rive;
sa la gente del porto quant'è vana
la difesa dei limpidi giorni.
Di notte il paese è frugato dai fari,
lo borda un'insonnia di fuochi
vaganti nella campagna,
un fioco tumulo di lontane
locomotive verso la frontiera.
Saba
Berretto pipa bastone, gli spenti
oggetti di un ricordo.
Ma io li vidi animati indosso a uno
ramingo in un'Italia di macerie e di polvere.
Sempre di sé parlava ma come lui nessuno
ho conosciuto che di sé parlando
e ad altri vita chiedendo nel parlare
altrettanta e tanta più ne desse
a chi stava ad ascoltarlo.
E un giorno , un giorno o due dopo il 18 aprile,
lo vidi errare da una piazza all'altra
dall'uno all'altro caffè di Milano
inseguito dalla radio.
Porca--vociferando---porca. Lo guardava
stupefatta la gente.
Lo diceva all'Italia. Di schianto, come a una donna
che ignara o no a morte ci ha ferito.
Inverno a Luino
Ti distendi e respiri nei colori,
Nel golfo irrequieto,
nei cumuli di carbone irti al sole
sfavilla e s'abbandona
l'estremità del borgo.
Colgo il tuo cuore
se nell'alto silenzio mi commuove
un bisbiglio di gente per le strade.
Morto in tramonti nebbiosi d'altri cieli
sopravvivo alle tue sere celesti,
ai radi battelli del tardi
di luminarie fioriti.
Quando pieghi al sonno
e dài suoni di zoccoli e canzoni
e m'attardo smarrito ai tuoi bivi.
m'accendi nel buio d' una piazza
una luce di calma, una vetrina.
Fuggirò quando il vento
investirà le tue rive;
sa la gente del porto quant'è vana
la difesa dei limpidi giorni.
Di notte il paese è frugato dai fari,
lo borda un'insonnia di fuochi
vaganti nella campagna,
un fioco tumulo di lontane
locomotive verso la frontiera.
Saba
Berretto pipa bastone, gli spenti
oggetti di un ricordo.
Ma io li vidi animati indosso a uno
ramingo in un'Italia di macerie e di polvere.
Sempre di sé parlava ma come lui nessuno
ho conosciuto che di sé parlando
e ad altri vita chiedendo nel parlare
altrettanta e tanta più ne desse
a chi stava ad ascoltarlo.
E un giorno , un giorno o due dopo il 18 aprile,
lo vidi errare da una piazza all'altra
dall'uno all'altro caffè di Milano
inseguito dalla radio.
Porca--vociferando---porca. Lo guardava
stupefatta la gente.
Lo diceva all'Italia. Di schianto, come a una donna
che ignara o no a morte ci ha ferito.
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