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venerdì 3 aprile 2020

UN CARO SALUTO ALL'ITALIA, CHE COMBATTE IN PRIMA LINEA

3---4---2020
Salmo  17
Ti amo, Signore , mia forza
Signore, mia  roccia, mia  fortezza, mio liberatore.
Mio Dio , mia rupe , in cui  trovo riparo;
mio scudo e  baluardo, mia potente  salvezza.
Invoco  il Signore, degno di lode,
e sarò  salvato  dai  miei nemici.

Mi  circondavano flutti di morte,
mi  travolgevano  torrenti impetuosi;
già  mi  avvolgevano  i lacci  degli inferi,
già  mi stringevano  agguati  mortali.

Nel mio affanno invocai il Signore,
nell'angoscia  gridai al mio Dio;
dal suo  tempio ascoltò  la mia voce,
al suo orecchio pervenne il mio grido.

Un saluto, ed un augurio per una serena serata, a tutta l'Italia; in particolare a  coloro che in prima linea, lavorano per salvare vite umane, i medici ed il personale paramedico, alle forze di polizia e carabinieri, ai volontari della protezione civile . Un saluto ed un augurio di guarigione ai malati, un saluto di conforto e speranza ai loro famigliari.
Un saluto a coloro che nel mondo stanno combattendo la stessa battaglia.

giovedì 2 aprile 2020

DISCORSO DI BENIAMINO FRANKLIN ALLA CONCLUSIONE DEI LAVORI DELLA CONVENZIONE COSTITUENTE DI FILADELFIA 1787

2--4--2020
Una  costituzione  quasi perfetta:
Accetto  la Costituzione  con  tutti  i  suoi  difetti, se pure ne ha. Sono convinto della  necessità  d'avere un  governo comune e  sono convinto che  questa forma di governo , se bene applicata  , sarà la  benedizione  del popolo .  Penso che  essa lo sarà per  un  certo numero di anni e che  cadrà  nel  dispotismo quando il popolo diverrà così   corrotto da  meritarsi solo un  governo dispotico.  Sono  sicuro  che  nessuna  Convenzione avrebbe raggiunto  miglior  risultato . Quando  si  convoca un  gruppo di uomini per  porre in  collaborazione la  loro  saggezza, bisogna ricordarsi  che  insieme  alla  saggezza questi uomini portano i  loro  pregiudizi, le loro  passioni , i loro  egoismi, i loro interessi di parte.  è logico  attendersi in questo caso la perfezione? Sono perciò  sinceramente meravigliato di constatare come questo  progetto sia  tanto  vicino alla perfezione.

mercoledì 1 aprile 2020

LETTERATURA DEL 900: Mario Luzi

1--4---2020
Nella casa  di  N. compagna di infanzia
Il vento è un aspro  vento di  quaresima,
geme  dentro  le crepe , sotto  gli usci,
sibila  nelle  stanze invase , e fugge;
fuori lacera a  brano  a brano i nastri
delle  stelle  filanti, se qualcuna
impiglia  nei  fili  fiotta  e vibra ,
l'incalza  , la  rapisce nella  briga.
Io sono qui, persona  in  una  stanza ,
uomo nel  fondo  di una casa , ascolto
lo stridore che  fa  la fiamma , il cuore
che  accelera  i suoi moti , siedo ,  attendo.
Tu dove sei?  sparita  anche  la traccia.....
Se  guardo qui la  furia e se più oltre
l'erba , la  povertà grigia  dei monti.


Osteria
L'autunno affila le montagne, il vento
fa  sentire le vecchie pietre d'unto,
spande dal  forno un  fumo di fascine
a  fiotti tra  le case e  le  topaie.
Son  dietro questi  vetri d'osteria
uno che  un  nome effimero  distingue
appena  , guardo . La mattina scorre ,
invade a grado a grado l'antro. L'oste
numera , scrive giovedì  sul  marmo,
la donna  armeggia intorno  al fuoco, sbircia
verso la porta se entra l'avventore.

Seguo la luce che si  sposta, il vento;
aspetto chiunque  verrà  qui
di fretta  e  siederà  su  queste panche .
Il bracconiere , altri non  può essere
chi s'aggira  per  queste terre avare
dove  la lepre   ad  un  tratto lampeggia,
o  il  venditore  ambulante se  alcuno,
raro , si  spinge fin  quassù  alle  fiere
ed  ai  mercati  dei villaggi intorno,
Altri non è  da  attendere . Chi viene
porta  e  chiede notizie  si  ristora,
riparte in  mezzo  alla  bufera, spare.

Che  dura  è  un  suono di stoviglie smosse:
guardo  verso  la  macchia  e  più  lontano
dove solo la  pecora  fa  ombra,
mi  reggo  tra  passato  ed  avvenire
o  com'è  giusto o come  il cuore  tollera.

martedì 31 marzo 2020

IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di: Alberto Romagnoli " Il sistema rappresentativo"

31---3---2020
3)   La  sovranità popolare  e  la  rappresentanza  politica:
l'art.  1   della Costituzione , dopo aver  proclamato  che  l'Italia  è una  repubblica  democratica , afferma  che  la  sovranità  appartiene  al  popolo, il  quale la  esercita nelle forme  e nei  limiti della Costituzione.
Dichiarando  che  la sovranità  appartiene  al popolo , si è  voluto  insistere sulla  forma  democratica dello Stato , e stabilire  che l'esercizio  dei  poteri supremi , dei poteri  cioè  a cui  è  assoggettata  la direzione  dello Stato e  l'attività  degli altri, è  attribuita  al popolo , che non potrà  mai venire  spogliato.
Per  popolo, dato  che  si  tratta  d'esercizio di  diritti, si  deve intendere la  parte  della popolazione in  grado  di  essere  politicamente  attiva, che,  se  una volta fu più o meno  limitata nel numero, sulla  base  di varie  considerazioni,  quali  il grado  d'istruzione  e il censo, si è  estesa oggi a tutti  coloro  che  siano  forniti  della  capacità  naturale  ad esercitare  diritti. Con  ciò  si è  attuato il suffragio  universale, che  ammette  effettivamente tutto il popolo alla  funzione elettiva.
Negli Stati moderni l'attuazione del principio  democratico non è  concepibile altrimenti che  attraverso organi di  rappresentanza  politica: il popolo , tutto  il popolo , è rappresentato  dai suoi  eletti. Con  la funzione elettiva  si  tende ad ottenere l'adesione , per  quanto  possibile completa, dell'apparato  statale alle  esigenze della  comunità ;  ma  non si  vuole  con essa  determinare la  volontà  dello Stato , bensì  soltanto  procedere alla  scelta  delle  persone  che  poi assumeranno gli  uffici  più  eminenti , fra  cui  è  da  collocare per  primo quello di formare le leggi. Si pensa che  la scelta popolare  normalmente indicherà  sempre  i migliori  e i  più adatti, "politicamente, ben  inteso", come  dice l'Orlando, il quale  aggiunge  :" Si  dimentica che  tutte  le  attitudini sono  speciali, e  che  un illustre  avvocato o giurista o letterato potrà  riuscire un pessimo uomo politico, come, viceversa ,un uomo privo  di cultura elevata  e che ha  fatto cattiva  prova  in una professione , può  riuscire un uomo di Stato eminente".(non sono molto d'accordo)

L'evoluzione delle forme democratiche ha    accentuato , come  si riscontra anche  nella Costituzione italiana, l'influenza  dei cittadini sull'azione dei  poteri supremi dello Stato: alle precedenti forme  della democrazia rappresentativa  se ne  sono aggiunte   altre che  chiamasi di democrazia  diretta. Questa risiede :
1) nel fatto  che  oggi non  si  concepisce lo  svolgimento delle  votazioni popolari altrimenti che  attraverso l'organizzazione e  l'azione dei partiti  politici, i qual non operano soltanto nel momento delle elezioni, ma controllano poi le decisioni degli eletti;
2) nel  concorso diretto  dei cittadini alla  formazione di atti di  competenza degli organi legislativi, sia  con l'iniziativa  delle  leggi , sia  col  referendum(art.75).
Cittadini politicamente attivi si  possono considerare , oltre a coloro che  usufruiscono del  diritto elettorale , anche tutti  quelli che  in qualche  modo contribuiscono a  formare  l'opinione  pubblica o  che, con  l'appartenenza a  partiti , sindacati , circoli , o a così detti  "gruppi di  pressione "o d'agitazione , contribuiscono a  promuovere , sostenere o combattere gli orientamenti  della politica  statale.

lunedì 30 marzo 2020

UN SALUTO ED UN AUGURIO A CHI LAVORA IN PRIMA LINEA IN QUESTA EMERGENZA

31--3--2020
SALMO   22
Il Signore è il mio pastore; non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille, mi conduce .
Mi  rinfranca , mi guida per  il giusto cammino,
per  amore del  suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcuno male , perché tu  sei  con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza

Davanti a me  tu  prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.

Felicità e  grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia  vita,
e  abiterò nella casa del Signore
per  lunghissime anni.

Un  saluto,un grazie, un augurio, a chi in prima linea , affronta ogni giorno , questa emergenza.
Un saluto, e un buon lavoro , a tutti ,  dal corpo medico e sanitario in generale, alle forze  di polizia, e carabinieri, alla protezione civile, ai volontari.

domenica 29 marzo 2020

LA PASQUA EBRAICA di: Ettore Finzi

29--3--2020
L'istituzione di questa  festa  risale ai tempi dell'esodo del popolo d'Israele sotto  la  guida di Mosè (15°13° secolo a.C.),ed  è  quindi  antichissima.  Cosa  accadde tra  il  10 e  il  14  del mese di Nisan  quando  le tribù  d'Israele abbandonarono l'Egitto? La risposta a questa  domanda si  trova  in  Es  12. Il  Signore aveva  deciso di  liberare il  suo popolo dalla  schiavitù e  così  parlò a Mosè e  ad  Aron , suo  fratello:

Questo  mese  di Nisan  è  per voi il  primo mese  dell'anno. Nel decimo  giorno di questo  mese  ogni capo  famiglia si  procuri un agnello . Se la  famiglia è piccola  da  non  poter mangiare tutto l'animale  , si unisca  a  un'altra  famiglia. Terrete  l'agnello fino al  quattordicesimo giorno  e poi tutta  la  comunità  lo  scannerà  nel pomeriggio.  Quindi si  spargerà  del suo  sangue sui  due  stipiti  e  sull'architrave della  porta  delle case.  Di  sera si  mangerà l'agnello arrostito  insieme  con  le  azzime e  le erbe amare .  Se  non lo mangerete tutto , bruciate ciò  che  rimane  . Siate  vestiti , pronti a  partire col vostro  bastone , mangiate  in piedi.
Io  percorrerò  l'Egitto quella  notte e colpirò ogni  primogenito nel paese  sia  dell'uomo che  degli animali , e  farò  giustizia di tutte le divinità egiziane.
Il sangue  di  cui  saranno tinte le case dove abitate mi servirà di segno .Riconosciuto questo segno "Io  passerò oltre" e  il mio flagello  colpirà soltanto gli Egiziani. Questo  giorno sarà  da  voi  ricordato e  lo celebrerete quale festa  in onore  del Signore. Sia festa  d'istituzione perenne . Per sette giorni  mangerete le azzime , e  prima che  arrivi il primo giorno , togliete dalle  vostre  case ogni cibo  lievitato. Chi  non  osserverà questo  precetto verrà  espulso dalla comunità. Il  primo e il  settimo giorno saranno considerati "sacra  convocazione", nessuno lavoro si  farà in questi   due giorni, si potrà soltanto  cucinare .Osserverete questa  festa   per  tutte  le generazioni,quale  statuto eterno , dal   14 al  21  del mese di Nisan.

Così  apprendiamo che  il nome della  festa  "Pesach" deriva dal verbo "pasach"  che significa "passo oltre" o "passo  su  qualche cosa" e questo  nome  ,  secoli dopo , diventò  Pasqua in tutte  le lingue europee, senza  conservare però  il significato originario. Apprendiamo anche  che  il Signore non  colpì le case che  avevano sugli  stipiti il segno tracciato  con  il sangue  dell'agnello.  Questo  segno si  può  vedere ancora oggi sugli  stipiti delle  porte  d'ingresso  delle case abitate da  ebrei,  ma  ha  cambiato aspetto. è un  astuccio metallico  o di  legno che  contiene  un  rotolino di  pergamena  sulla  quale  sono  scritti alcuni versetti del Deuteronomio:  che si chiama"la  Mezuzà".
Poiché  gli Israeliti  che  stavano per  fuggire dall'Egitto  non avevano avuto  il tempo di far  lievitare  l'impasto per il pane , essi mangiarono pane  non lievitato che  si  chiama "mazzot",  pane  azzimo. E   da questo  fatto  deriva  che  la Pasqua ha anche il nome di  Festa degli Azzimi.
Il sacrificio  dell'agnello durò  attraverso la  storia   secolare d'Israele seguendo le modalità descritte nel capitolo 12 dell'  Esodo fino  all'anno 70  d.C. In  questo anno terminò la  prima guerra  giudaica (dal  66 al  73 d.C.)  con  la  distruzione  , da parte  dei Romani ,di Gerusalemme e  del  suo Tempio.
Quando  esisteva  ancora  il  Tempio , il rito  era  rigorosamente seguito e si svolgeva  nel  modo antico. Nel  pomeriggio del 14 di Nisan gli  agnelli offerti  dai  pellegrini , provenienti  da tutte  le parti del Paese e da  fuori  , venivano presentati  ai  sacrificatori , e  uno  squillo di tromba annunciava l'inizio del sacrificio . Il sangue raccolto dal  sacerdote veniva versato davanti all'altare e da qui , per mezzo  di un  sistema  di  condutture  , scorreva verso la valle di  Cedron, valle  che  si  trova tra  Gerusalemme e  il Monte degli ulivi. Questo gigantesco sacrificio era chiamato "Apparecchiatura della  Pasqua".  Le  viscere e il  grasso degli animali immolati  venivano bruciati  mentre la  carne  veniva restituita ai  donatori per  il  pasto rituale che  si  consumava nelle  loro  case . L'agnello veniva  cotto sulla  brace e  quando era  cotto si  doveva aver cura  di non rompere alcun osso.
All'inizio  del pasto s'intingeva  un pezzo di  azzimo in  una  salsa chiamata "Haroshet" e si  beveva  una coppa  di vino  pronunciando una  benedizione  al Signore , dopo  di che  si  recitava il  salmo 78 che  ricorda l'uscita dall'Egitto. In  seguito si beveva un  sorso di acqua salata a significare le lacrime versate dagli avi in schiavitù . A questo punto si  cominciava a mangiare  l'agnello con  le erbe amare e si beveva la seconda coppa di vino . Allora i  partecipanti al bacchetto  intonavano il "Hallel", composto  dai  salmi 113  e  114 , che  è  un  osanna al Signore, bevendo la  terza coppa di vino . Nel  momento in cui echeggiava il versetto"Benedetto chi  viene nel nome del Signore", si  beveva la quarta  coppa di vino  che  era  di  solito l'ultima.
La  comunità aveva  il dovere di dare  ai  poveri il denaro necessario per  poter celebrare  la Pasqua o di  invitarli nelle proprie  case.
Dopo la distruzione  del Tempio , la  celebrazione della Pasqua  ha subito molte modificazioni:  la principale è  quella  del  sacrificio  dell'agnello,  che  è rimasto  in uso  soltanto  presso i Samaritani.
Il grande maestro dell 'Accademia  rabbinica di  Yavne, Gamaliel (circa 1°  secolo d.C.),  stabilì per  la celebrazione della  Pasqua  tre capisaldi principali.

1) è  dovere di ogni ebreo ricordare ai  figli le  ragioni per  le quali si  mangiano le  azzime, l'agnello e le erbe amare.
2)L' ebreo  deve considerare se stesso come  uscito  dall'Egitto perché  la  liberazione  degli avi è  contemporaneamente  nostra  e dei nostri figli.
3)L'ebreo deve elevare al Signore inni di  ringraziamento e  terminare con  l'augurio che  presto  avvenga  la  redenzione  finale.
                                              IL    SEDER
Il Seder  è  la cerimonia del  pasto  pasquale che  si  tiene  nelle sere del  14 e 15  di Nisan durante  la quale  si  legge  ad alta  voce la  "Haggadàh". Il Seder è dominato da  tale lettura , il cui testo  costituisce la guida di  tutta  la cerimonia. Infatti  nel  libro  sono descritti  l'ordine dello svolgimento del Seder , la  spiegazione dei  numerosi simboli , il racconto delle  persecuzioni da parte del faraone che  costrinsero gli Israeliti a lasciare l'Egitto , di  come il Signore colpì il Paese con  le  dieci piaghe . Vengono citati  inoltre molti brani  tratti  dal Deuteronomio , dall 'Esodo , dalla  Genesi, dal  Talmud e molti salmi.
Tutti  gli Israeliti  sparsi  per  il mondo  e quelli  abitanti in Israele  leggono la Haggadàh in  quelle  sere . Ancora oggi si  recita un  brano  in aramaico che  i nostri  avi  pronunciarono quando erano  in esilio  a Babilonia. Il brano suona così:

Questo è il pane  dell'afflizione che  i nostri  padri  mangiarono in  terra  d'Egitto, chi  ha fame  venga  e mangi e faccia  Pasqua. Quest'anno  siamo qui , l'anno  prossimo saremo  in  Terra  d'Israele .

Chi  conosce la storia  degli  ebrei che  sono  vissuti nei   ghetti dell'Europa centro-orientale può  comprendere a fondo il significato di queste parole.

Il rito che  si svolge prima  della  festa è molto  laborioso . Tutte le stoviglie , i piatti , i bicchieri , le  posate...e  altro, devono essere nuovi  e  accuratamente lavati . Ogni cibo lievitato o che  è stato  a contatto  con  cibo lievitato  deve essere portato  fuori  di casa . La  notte prima della  Pasqua  si procede   alla ricerca del  lievitato che, nel caso che  se ne trovi , viene bruciato.
Le  benedizioni col  vino sono numerose , almeno  quattro , la tradizione prescrive che  si  lasci la porta di casa aperta  affinché  "chi ha fame venga  e mangi " e  perché si  spera che  entri il profeta Elia per  il quale si è  posto  sul  tavolo del Seder un  bicchiere  vuoto. Questo è il segno dell'auspicio che  un giorno ritornerà sulla  terra il profeta Elia per  annunciare la redenzione , la  liberazione da tutto  ciò  che si oppone  alla  giustizia  e alla pace.
Questo  misterioso personaggio sarebbe vissuto al tempo del re   d'Israele  Aqab(9°  secolo a.C.) e non  è  stato  dimenticato dai cristiani, infatti  nel  Vangelo secondo Matteo , al  capitolo 17 troviamo  scritto un episodio molto significativo si  racconta della  trasfigurazione di Gesù di Nazareth  avvenuta su  un monte in  presenza di tre discepoli ; Pietro,  Giacomo e Giovanni. Essi  vedono apparire , in  una  luce  irreale  , accanto a Gesù , i profeti Mosè ed Elia . Pochi istanti dopo questi  ultimi scompaiono . Gesù , rimasto solo , raccomanda ai  discepoli di non  parlare con  nessuno della  visione fino a  quando Egli non  sarà risuscitato.
I discepoli chiedono a Gesù: Perché gli scribi dicono che prima  deve  venire Elia? Egli  risponde : Certo Elia deve  venire e  ristabilire ogni cosa . Ma io  vi dico  che Elia  è già venuto e  non l'hanno riconosciuto; l'hanno  fatto  soffrire , come  faranno  con me.
Questo passo  di Matteo si  presta  a  interpretazioni sulle  quali non  spetta  a me  addentrarmi ; ho  voluto  ricordarlo perché il  mistero di Elia è collegato  alla Pasqua  ebraica.
Del resto , anche  Gesù  celebrò la Pasqua e ciò  è confermato dagli  evangelisti. Matteo(26,17)ricorda :"Il primo giorno degli Azzimi i discepoli dissero  a Gesù :"Dove vuoi  che  ti  prepariamo  da  mangiare la Pasqua?".
Viene  poi  descritto  l'ultimo Seder di Gesù  che, per i cristiani , sarà  l'ultima cena.
Sono trascorsi secoli e secoli e oggi esiste  uno Stato  d'Israele. Per Pasqua  arrivano da ogni  parte del mondo turisti  cristiani ed ebrei per  godersi la  vista dei Luoghi Santi e il  meraviglioso spettacolo della fioritura di primavera. Gli ebrei  si recano al Muro Occidentale (non è più il Muro  del  Pianto)  per recitare una preghiera o soltanto per vedere quell'enorme  complesso di grosse pietre che è  rimasto  in piedi dopo la distruzione del Tempio di Erode . Ora il Muro  Occidentale è accessibile a  tutti. La Pasqua ebraica , che  cade sempre in primavera , è  anche una  festa per l'agricoltura ed  è  ricordata come  una  delle  tre feste dei  Pellegrinaggi (Dt 16,16--17).  Questo  aspetto viene sottolineato particolarmente nelle  colonie agricole. Tutti gli abitanti di queste colonie  si riuniscono in  un  campo coltivato a orzo all'inizio della Pasqua per  tagliare "l'Omer". Questa è un' unità  di misura per i cereali. Nel  Libro del Levitico (23, 10--13)   si  racconta che  all'inizio del  raccolto dell'orzo , ogni famiglia ne offriva un  Omar che  portava al Tempio il secondo giorno di Pasqua.
I trattori , i carri e  le altre macchine agricole vengono decorate con  drappi e  nastri variamente colorati. Sul campo si  recitano inni di ringraziamento al Signore che  ha  donato il raccolto e, alla fine della   falciatura dell'Omer eseguita come nel  passato, col  falcetto dagli anziani , i giovani iniziano le danze.
Di  sera tutti si  riuniscono nella  grande sala da pranzo della colonia dove ha luogo il Seder . Ancora oggi si  termina la  lettura della  Haggadàh  con  l'augurio : L'anno  prossimo a Gerusalemme. Ma  il significato dell'augurio è oggi diverso per  gli Israeliani: Oggi siamo  a Gerusalemme , auguriamo di  essere  vivi e sani per  poterci ritornare il prossimo  anno!

LETTERATURA DEL 900 Vittorio Sereni

29---3--2020
Inverno  a  Luino

Ti  distendi  e  respiri nei colori,
Nel  golfo  irrequieto,
nei  cumuli di carbone  irti  al  sole
sfavilla  e  s'abbandona
l'estremità  del  borgo.
Colgo  il  tuo  cuore
se  nell'alto  silenzio mi  commuove
un  bisbiglio di  gente per  le strade.
Morto in  tramonti  nebbiosi d'altri  cieli
sopravvivo  alle  tue  sere celesti,
ai  radi  battelli del  tardi
di  luminarie fioriti.
Quando  pieghi  al sonno
e  dài  suoni di zoccoli  e canzoni
e  m'attardo  smarrito  ai  tuoi bivi.
m'accendi nel buio  d' una  piazza
una  luce  di calma, una  vetrina.

Fuggirò  quando  il  vento
investirà  le tue rive;
sa  la gente del porto  quant'è  vana
la  difesa  dei  limpidi  giorni.

Di  notte  il paese  è  frugato  dai  fari,
lo borda  un'insonnia  di fuochi
vaganti  nella  campagna,
un fioco  tumulo  di lontane
locomotive  verso  la  frontiera.

Saba

Berretto  pipa  bastone, gli  spenti
oggetti  di un ricordo.
Ma  io  li vidi  animati  indosso  a  uno
ramingo  in  un'Italia  di macerie  e  di  polvere.
Sempre  di sé parlava  ma  come lui  nessuno
ho  conosciuto  che  di sé parlando
e  ad altri  vita  chiedendo  nel  parlare
altrettanta  e  tanta  più ne  desse
a  chi  stava  ad  ascoltarlo.
E un  giorno , un giorno o  due dopo il 18 aprile,
lo vidi  errare  da  una  piazza  all'altra
dall'uno  all'altro   caffè di Milano
inseguito  dalla  radio.
Porca--vociferando---porca. Lo  guardava
stupefatta  la gente.
Lo diceva  all'Italia.  Di  schianto, come  a una donna
che ignara  o no a morte  ci  ha  ferito.