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domenica 8 marzo 2020

DONNE E DEMOCRAZIA-----8 MARZO di: Pina Maria Speranza Raciti

8--3--2020
Da  donna  ,  amo il processo di emancipazione della donna.  Ricordo con un  sentimento di gratitudine, le donne  pioniere , in un lungo  e  difficoltoso  cammino storico, che  ci porta  , al presente. Basta  ricordare, le suffragette, per le  quali  , oggi    noi    donne  abbiamo  il diritto  al voto, e quindi  direttamente,il nostro  coinvolgimento,  nella  vita  della  res-pubblica.
Immagino le prime donne, che con  grande difficoltà, sono  entrate, all'università, in  quelle  facoltà, e  di conseguenza in quei ruoli, prettamente  maschili; medicina,  giurisprudenza, ingegneria, astrofisica, economia ecc.
Ma,  non è  così, fuori  dal  contesto, delle  nostre  realtà  sociali.
Ho letto  un  libro  edito  dalla Sellerio, scritto  da una donna intellettuale  siriana, non  è  un romanzo, ma  il racconto  veritiero, di un gruppo   di donne  , della borghesia siriana, che   in   questi anni terribili , hanno combattuto  , per la democrazia nel loro paese.
    [Samar  Yazbek  Diciannove   donne----Sellerio]
Sono appena  300  pagine  ma, io ho impiegato  quasi un anno per  completare  la lettura.  Sono pagine  di difficile  lettura, per  gli orrori  descritti.  Un  popolo  pacificamente , ha chiesto, democrazia, diritti civili, votazioni libere, e destituzione  del dittatore:al-Assad.  E   la risposta del potere  è stata  una carneficina; un inferno; un potere   che  per  conservarsi , ha  massacrato  senza pietà il proprio popolo.  L'uomo, quando  perde la propria umanità, diventa un mostro,infatti è l'unico essere vivente capace di  generare  il male  e  l'orrore.
Davanti  , all'inferno e  all'orrore  del popolo  siriano, provo  una  profonda  vergogna,  come europea, ed una grande impotenza. Recandomi in chiesa, ho pregato, e prego , per  le vittime, per tutto il popolo siriano; ma io sono  una sciocca nullità, e non  posso fare nulla.
Complicanze  conflittuali, da  una parte, per  gli stati  medio-orientali,  perché  una democrazia  in Siria, significherebbe un terremoto, in  quell'aria, ha  determinato  la svolta  , verso  le armate  islamiche. Ma un interesse, dei  paesi  non  islamici, continua  a svolgere un ruolo  negativo. La Siria, è di fatto , divenuta , in questi  anni , terra di nessuno, dove  interessi molteplici si  contendono,  la vita di milioni di esseri umani.
Questo  8 marzo, desidero dedicarlo  al popolo siriano, mi auguro,  che nel cuore di ciascuno  di loro, nasca la sete e la fame  di pace e giustizia, e nei loro cuori  ogni sentimento di odio e di vendetta  possa lasciare il posto al perdono, e alla speranza.
Desidero ricordare alle donne siriani di essere forti e comprendere che da loro possa nascere la nuova Siria.
A tutte le donne , auguri!

sabato 7 marzo 2020

IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di Alberto Romagloili "Le libertà economiche nella Costituzione"

7--3--2020
2)  La  libertà sindacale  e la libertà  di sciopero:
La  libertà  sindacale  e  la  libertà  di sciopero  sono  garantite  dagli art.  39  e  40. La  prima   di queste  libertà  fa  parte del  riconoscimento  della  libertà  d'associazione, ma è  stata  conseguita  attraverso  una  lotta  ancor  più  lunga e aspra di   quella  sostenuta  per ottenere la  seconda.   Le  rivoluzioni  dell'Ottocento  , che  pur  avevano  conquistato  tante  libertà , si  erano dichiarate  fieramente contrarie  ad  ogni forma  di coalizione  padronale o operaia, in cui  temevano  il risorgere delle  antiche  corporazioni, divenute enti  chiusi  e privilegiati.  I primi riconoscimenti  si  ebbero solamente  verso  la metà  dell'ottocento.
I sindacati  sono coalizioni formate  per  la tutela  degli interessi  dei  lavoratori , e  furono senza  dubbio  il più  valido strumento  di  redenzione  del  lavoro  salariato  dalle  condizioni a  questo  create  per  la rigida  applicazione  della  legge  domanda  e  dell'offerta.  Mediante  i sindacati  i  lavoratori  non  si  presentano  isolati  dinanzi ai  detentori dei  mezzi di produzione , ma  fanno  valere  la volontà  dell'associazione , che  potrà  raggiungere  un  pacifico accordo con  la stipulazione  di contratti  collettivi  di lavoro  o  ricorrerà all'arma dello sciopero.
Il fascismo aveva  soppresso  la libertà sindacale per  sostituirla  con  un  ordinamento  corporativo  controllato  dallo Stato, il quale  riconosceva soltanto l'esistenza dei sindacati fascisti , e   aveva  vietato  lo sciopero.  L'attuale  Costituzione ha  invece   posto  come  caposaldo  dell'ordinamento  del lavoro  la libertà  sindacale , e  con  questa  ha  posto  il problema   del  pluralismo sindacale , contro  la  tendenza  a dare  la  preponderanza  all'associazione  più forte. La libertà  si  riferisce tanto  ai singoli ,  liberi d 'iscriversi ad  uno  o  ad  un altro  dei sindacati  esistenti, o  anche  di  non iscriversi  a nessuno , quanto  alla  possibilità  di crearne  di  nuovi, attenendosi  ai criteri organizzativi ritenuti  meglio opportuni, per  categoria   di  mestiere o d'impresa, per  ambito  territoriale  , nome , sede, funzioni da assumere.
Le  associazioni  sindacali sono  enti  di diritto  privato  sui  quali  è  escluso  ogni controllo dello Stato; unica  condizione ad  essi  imponibile  è  la loro registrazione  presso  uffici  locali o centrali , a  norma  di  legge ,registrazione che  consente  di  partecipare alla  formazione di  contratti  collettivi.
Si  esige  inoltre  che  le organizzazioni  sindacali si  diano  un  ordinamento  interno  a base  democratica , e  cioè  che  le assemblee  degli  iscritti  vengano  periodicamente  convocate,  con  diritto  di  ciascuno  di partecipare  alle   discussioni e alle  votazioni, con  voto  segreto, per  le cariche  direttive.
Lo sciopero  è l'altra  arma  di difesa  dei  lavoratori .  Garantendo  la Costituzione  , ne  deriva  che  il lavoratore  scioperante  non  può subire  altro  danno fuorché  la  decurtazione  del  salario ,e  mantiene  il diritto  di  riprendere il posto  che  già  prima  occupava. La regola  dunque oggi   accettata  è  che  un conflitto di lavoro  possa  arrivare  a  questo  estremo confronto  delle forze delle due  parti  e  che  lo Stato  non  intervenga  autoritariamente  a  risolvere  il  conflitto, quantunque  avvenga  che  organi  ministeriali  offrano  la loro  opera  conciliativa  ogni volta  che  se ne  presenti l'opportunità.

giovedì 5 marzo 2020

FEDE CRISTIANA di Pina Maria Speranza Raciti

5---3---2029
A  chi  mi  ha  aggredito, riguardo  il mio cammino  spirituale, desidero farle  comprendere, che  calpestando me,  sono stati  calpestati, i miei educatori, che  sin  dall'infanzia mi hanno  guidato.  Ed indirettamente,   è stata  disprezzata   la chiesa di Catania.
Il termine  :  " cattolico" definisce tutta la chiesa  cristiana, perché  vuole significare" universale", e la  chiesa  cristiana  è universale; è  stato  oggetto  di contesa fra  la chiesa  d'oriente e  quella  d'occidente di Roma. Ma  oggi,  credo  che  le dispute, le incomprensioni, fra  le chiese cristiane, siano appianate, su molti punti.
Per  la chiesa  occidentale  di Roma(cattolica) ,  il termine cattolico, non vuole dire "statue" o adorazioni di statue. Sebbene, per chi  guarda  da fuori  , può  dare questa  impressione.
Il cristianesimo, attraverso, la predicazione degli apostoli, esce  dalla Palestina, e  si diffonde, nel  mondo allora conosciuto, in una  civiltà, dove  esisteva  una religione, che  definiamo:" pagana".Dopo l'editto di Costantino, la chiesa cristiana si sviluppa, cresce alla luce  del sole,  sostituendo, via, via la  preesistente  religione. Così, il culto,  alle divinità  pagane viene sostituito  dal  culto  cristiano;ed inizia  il culto ai Santi.
Attraverso  un processo  di  cristianizzazione del  paganesimo vengono inseriti, nel  cristianesimo  modalità di culto, che  appartengono alle religioni  pagani. Oggi  queste  modalità definiscono:" la pietà  popolare. o  devozioni  popolari"  In questo modo si è avuto un vero inquinamento  della fede cristiana. Amo molto, il cristianesimo nelle sue  prime fasi, quando era presente l'autenticità  dello stesso.
Dal mio punto di vista ,  le  "Icone"  e la "Croce"  sono l'espressione autentica del  cristianesimo; come  segni di testimonianza per il credente   cristiano sono:il "segno della croce"  e l'invocazione a Maria come:"Santa Madre di Dio"
La fede cristiana nasce dall'innamoramento per Cristo.
Amo Sant'Agata ma non la  festa  che la città  di Catania  ,  organizza  per  Agata.
Per  il  vasto popolo dei devoti  di Agata,  nutro un profondo affetto , ed un sentimento di pietà; ho imparato a conoscerli nelle corsie d'ospedale, ed in altre occasioni,  sono un popolo non curato , né amato , abbandonato sia dalle istituzioni civili che religiosi, loro hanno solo la loro amata 
"Sant'Agata".  Ma , fino  a  quando  non vedrò, il popolo dei devoti  di Sant'Agata, trasformati  nel popolo di Dio, con un cuore ricco dell'amore per Cristo , e di conseguenza per Agata, continuerò a giudicare  paganesimi ciò che loro rappresentano.  Senza  Cristo, i Santi  non hanno valore!
Il busto di Sant'Agata  è un reliquario!
Milano, Sant 'Ambrogio , il  7  dicembre, il popolo milanese si stringe attorno al Santo, con compostezza, classe ed eleganza. Sant'Ambrogio, e non una statua!
Nel terzo  millennio,nel mondo globale, come vogliamo  vivere  la nostra fede cristiana?  Non certo  con  l'ignoranza, le superstizioni,   le  devozioni popolari, e con le statue.

martedì 3 marzo 2020

LETTERATURA DEL 900 VINCENZO CARDARELLI

3--3--2020

Adolescente
Su  te,  vergine  adolescente,
sta  come  un' ombra  sacra.
Nulla  è  più  misterioso
e  adorabile e  proprio
della  tua  carne  spoglia.
Ma  ti  recludi  nell'attenta  veste
e abiti  lontano
con  la  tua  grazia
dove non  sai  chi  ti  raggiungerà.
Certo  non io. Se  ti veggo passare
a  tanta  regale  distanza,
con  la chioma  sciolta
e tutta  la persona astata,
la  vertigine  mi  si  porta  via.
Sei  l'imporosa  e liscia creatura
cui  preme  nel  suo  respiro
l'oscuro  gaudio  della  carne  che  appena
sopporta  la sua  pienezza.
Nel  sangue, che  ha  diffusioni
di fiamma  sulla  tua  faccia,
il cosmo fa  le sue  risa
come  nell'occhio nero  della rondine.
La  tua  pupilla  è bruciata
dal sole che  dentro  vi  sta.
La  tua  bocca è serrata .
Non  sanno  le mani tue  bianche
il sudore  umiliante  dei  contatti.
E  penso  come  il tuo  corpo
difficoltoso  e vago
fa  disperare l' amore
nel  cuor  dell'uomo!

Pure  qualcuno  ti  disfiorerà,
bocca  di sorgiva.
Qualcuno che  non  lo saprà,
un  pescatore  di spugne,
avrà  questa  perla  rara.
Gli  sarà  grazia e fortuna
il  non  averti  cercata
e non  sapere chi  sei
e  non  poterti  godere
con  la sottile coscienza
che  offende  il geloso Iddio.
Oh si, l'animale  sarà
abbastanza ignaro
per  non  morire  prima di toccarti.
E   tutto  è così.
Tu  anche  non  sai chi sei.
E  prendere ti  lascerai,
ma  per  vedere come  il gioco  è fatto,
per  ridere un  poco  insieme.
Come  fiamma  si  perde nella  luce,
al  tocco  della  realtà
i  misteri  che  tu  prometti
si  disciolgono in  nulla.
Inconsumata  passerà
tanta  gioia!
Tu  ti  darai , tu  ti  perderai,
per  il capriccio  che  non  indovina
mai, col  primo che ti piacerà.
Ama  il tempo lo scherzo
che  lo seconda,
non  il cauto volere che  indugia.
Così  la  faciullezza
fa  ruzzolare il mondo
e  il saggio non  è  che  un fanciullo
che  si duole di  essere cresciuto.

lunedì 2 marzo 2020

"Senso religioso: Accettare Dio , ubbidire a Dio" pensieri di un oblato di: Ugo Greci

2--3--2020
Una  delle cose più  significative  caratterizzanti  la nostra epoca  rispetto  alle precedenti, sta  senza  dubbio  nella  estrema  accessibilità in relazione a  comunicazioni  e spostamenti. Stampa , televisione e mazzi di trasporto  hanno  raggiunto un livello qualitativo  tale  da  permettere  praticamente a tutti  di  averne libero accesso. Il mondo  è diventato più  piccolo ,  così che,  tra  l'altro , ideologie e religioni, un tempo prerogativa  ognuna di una  determinata area  del pianeta , tendono a  sconfinare e ad  amalgamarsi  tra loro.
Il nostro  paese, tradizionalmente roccaforte  del  Cristianesimo, non si sottrae a questo  processo  che,  in  aria  di  ecumenismo e  dialogo inter  religioso,  può  essere visto  come  una  nota  positiva . Ci sarà  molto  da prendere e dare in quanto a  conoscenze  ed  esperienze, così  che,  ognuno , potrà  avere modo di  attingere "perle" che  potrebbero rivelarsi preziose al fine della  propria  crescita spirituale. Ma è  risaputo  :  a  ogni processo , pur  positivo che sia, non  è  mai  disgiunto  un  più  o meno corrispondente effetto collaterale . Chi  si sente Cristiano o in qualche  modo avesse a cuore  la nostra tradizione religiosa , probabilmente non potrà non  tenere  conto.
Nel tessuto sociale , in conseguenza al cospicuo aumento di  gruppi religiosi o pseudo  tali, inizia  a farsi sentire un  corrispondente  aumento  di atteggiamenti critici in  buona  fede e no, non solo nei  confronti della classe clericale (fattore umanamente più comprensibile ) ma , e  qui  la situazione si  aggrava , dell'essenza  stessa del messaggio  Cristiano. Si   può  avvertire da parte di  qualcuno nei  nostri  confronti  un  compiangere: rei , i Cristiani , di non  avere ancora  capito che  l'Università  della  verità  trascendenti  sta  in  altre  parti della terra, presumibilmente in India  o Giappone.  Di  fatto  , si   relega  così  il  Cristo  a  una  sorta  di profeta  minore.
L'iconografia  che  da  un paio  di millenni  accompagna la  tradizione  cristiana  testimonierebbe, attraverso il  marcato  atteggiamento di  compunzione  dei santi  e  della  stessa Madre di Dio , una  religione atta  a suscitare sensi  di colpa e  conseguente  atteggiamento  annichilente  ogni  volontà  individuale; questo anche perché, sempre secondo il punto di vista di qualcuno , il nostro più  vistoso errore   consisterebbe proprio  nel delegare a un Dio al  di fuori  di noi stessi  problematiche  e speranze che  altro non  dovrebbero essere se non  rivolte  dentro  di noi.
La  proiezione di colpe e   responsabilità sul  mondo esterno  che  andrebbero  ricercate soprattutto  all'interno  e nel più  intimo di noi stessi , è  questione di  enorme importanza ,per  lo  più  nulla o  poco  compresa , ma il trattarla  in  questo  contesto ci  porterebbe troppo lontano . Interessante  ci  sembra  invece l'aspetto opposto e  complementare  a questo  atteggiamento; quello  che  ci porta ad  acquisire e  gestire il POTERE.
Se  ci  si  prendesse la briga  di  analizzare i vari  problemi che per lo più  attanagliano  la gente , si  scoprirebbe che   quasi  tutti  potrebbero essere ridotti  a un  denominatore comune: il potere. In forme  più  o meno  raffinate è  comunque sempre il potere che  tormenta l'uomo. In  passato  esso si  strutturava  in modo più  grossolano e  chiaro, nella  vita  odierna più  sfumato  e sublimato, divenuto a volte  quasi  irriconoscibile. Una delle tecniche  attuali più  frequenti  per esercitare il potere è la malattia .  La malattia  garantisce al singolo uno spazio libero e non criticabile  per  i suoi inconsci  desideri di potere. Per questo  motivo in  genere i malati non  desiderano affatto  liberarsi delle  loro malattie. è tuttavia  ovvio che  il  malato  crede di voler  guarire ,  ma  questo  avviene  solo  perché  la   motivazione del  suo  stato  non  gli è  affatto  chiara . Una volta  che  dovesse  decidere tra  la malattia  e  la rinuncia al potere , la scelta sarebbe in genere molto difficile.
Il potere di affermazione dell'io, è  il tentativo  di non sottomettersi  a regole,  di imporre agli  altri  la propria  volontà . Il  motivo per cui  in  paradiso  fu  dato  a un certo punto  il motivo al  frutto , deve avere  stretta  connessione con  la tematica "potere",in quanto questo  significato non  sottomettersi  alla legge , ma sapere personalmente  che  cosa  è buono  e che  cosa  è cattivo. Pur  di detenere  questo  potere, l'uomo è  sempre stato  disposto  a pagare un prezzo  molto alto. Per  ottenere il potere  l'uomo  continua in diversi modi  a vendere l'anima al diavolo, stabilendo  di  fatto patti con  lui. è  indubbiamente questo  uno  dei significati  impliciti  nelle    tentazioni  di Gesù nel deserto: il diavolo  invita  in effetti  Gesù a   mettere  le sue capacità  al servizio  soltanto di innocui  e addirittura  utili  cambiamenti  , ma  egli  non era  un riformatore , una  specie di  "Marx" come  avrebbe  sperato  la massa, era  il Figlio di Dio  venuto soltanto ad additarci  la via  di ritorno al Padre , facendosi così  portatore   e  realizzatore  del  progetto  divino:" Non sono  venuto  a  fare la mia volontà, ma  quella  di colui che  mi  ha  mandato  e  realizzare   la sua opera" (Giv 4,34). Intralciare  l'uomo in questo  cammino è di fatto  l'unico  motivo che  sta  a cuore  al demonio.
Il termine Religione , dal latino  "religio", esprime un  significato molto  affine a "relegare";  rilegare  che  cosa  se  non il perfetto  rapporto con il divino?  Ovviamente  le varie  tradizioni religiose  hanno espresso  significati  analoghi con  termini diversi , in  conformità  al  fatto  che  la  divinità  si è  manifestata  in luoghi e modi  differenti in relazione  al  tipo  di società  a cui  doveva  via  via  essere indirizzata. Così  che,  per esempio , la parte  materiale dell'uomo o corpo fisico potrebbe  essere definita "io" , o  "piccolo sé" , contrapposta  al Sé interiore   corrispondente ad  anima  e corpo per  noi  cristiani.
Ogni vera  religione  insegna  da sempre la strada che  da  uno stato  di consapevolezza  polarizzato  sull'io  conduce  al Sé. Per dirla in modo  poetico  , potremmo  affermare  che  come  un  fuggiasco ricondotto in carcere sulla  via della  realizzazione divina è  anch'esso scortato  da due  guardie : una  si chiama egoismo  e l'altra attaccamento ; in altre parole ,  il proprio io,  cioè se  stesso  . Ogni  "io voglio io desidero"  è espressione  della brama di  potere , mentre il polo opposto  di potere si chiama  Umiltà.  Il Marmion nella  sua  opera  Cristo  ideale  del  monaco mette in risalto  che  la  S.  Scrittura, parlando  degli orgogliosi  nella  loro  relazione con Dio,  adopera  una  singolare  espressione :"Dio resiste ai superbi"(GC  4,6).  Dovremmo  dedurre  a  questo  punto  come  , di  fronte  a  insegnamenti  atti  a  indurre  l'uomo  a  confidare  sulle  proprie  forze e capacità, non si  possa  parlare  di vera  religione , si  tratterà  tuttalpiù di filosofia  più  o meno  valide  sotto  qualche  punto di vista . Lapidario il Cristo:"  Senza  di me  voi non  potete  fare  niente".
Ed è  a questo  punto che  si  presenta  un  eterno dilemma per l'uomo : predestinazione  o libero arbitrio? La  paradossale   verità  è  questa:  solo chi  sottostà  alla  Legge  è libero!  Tentare di  raggiungere la libertà  attraverso l'arbitrio  conduce  automaticamente  alla  perdita  della  libertà  stessa.  L'uomo , come  una  stella  , possiede un'orbita  che  deve  seguire nel  suo  ritorno  verso  la casa  del Padre : questa  orbita  però  deve  conoscerla, altrimenti avverte l'attrito  del  percorso  sbagliato  sotto forma  di  dolore.
Il  nostro  santo Padre Benedetto  per  prima  cosa  ci  esorta ad  ASCOLTARE(RB, Prologo) gli  insegnamenti  che   devono aiutarci a  trovare la nostra  orbita, dimensione  che  , un volta  trovata , dobbiamo seguire ATTIVAMENTE.
Questa  attività  dovrebbe  però  derivare dalla fede , non  dal  predominio dell'ego, non  dal  concetto  :"Io lo voglio , quindi lo faccio". Raggiungeremo  la nostra  massima  libertà  quando  potremo  finalmente  pronunciare con l'Apostolo :" Non  sono   più io che  vivo ma è Cristo che vive  in me".

sabato 29 febbraio 2020

IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA DI: Alberto Romagloli "Le libertà economiche nella Costituzione"

29--2--2020
1)  La  tutela  del lavoro
Il titolo 3  tratta dei  Rapporti  economici . Con  questi  articoli , dal  35 al  47, si  entra  nel campo  di quei  diritti  che  secondo  le nuove  concezioni  vogliono raggiungere libertà concrete e  assicurare  una giustizia  distributiva  ignorata  dalle  vecchie  costituzioni. Dalla  lettura   di questi  articoli appare  l'impegno  di  dare  a  questa  materia  una  sistemazione  per quanto  possibile  completa, tale  cioè  da  immettere un  contenuto  sostanziale  nell'affermazione  del  1°   articolo  :"L'Italia  è una  repubblica  democratica , fondata sul lavoro".  All'art.  35  essa  viene  ribadita  e  riaffermata :"La  Repubblica  tutela il lavoro  in  tutte  le sue  forme  e applicazioni".
Si  ricordi  che la nostra Costituzione , come  del resto altre del  secondo  dopoguerra , si è prefissata  una  soluzione dei  grandi  problemi  nascenti  dai  rapporti di lavoro tale  da  accordare  le due  concezioni  delle Libertà  economiche :  l'antica  concezione  del  laisser-faire  e  la  concezione  per la quale  lo Stato  deve  intervenire  per  dirigere  l'azione  economica  laddove  l'iniziativa  privata  risulti insufficiente, e  proteggere  gli individui  contro  i rischi  che  incontrano nello svolgimento  dei  loro compiti  sociali. In  questo  titolo 3  troviamo  dunque  l'affermazione dei  nuovi  diritti  economici e sociali , ma  insieme  l'affermazione del  rispetto  dell'iniziativa  e  della  proprietà privata, affermazione, questa  , attenuata  da  numerose restrizioni  rivolte  alla considerazione del'interesse  della  società, già  espresso, ed in modo  assai rigoroso,  dal  codice civile,  che arriva  a sanzionare l'espropriazione  del  proprietario  che  trascuri o  lasci  improduttivi  i suoi beni(Cod. civ.art.838).
La Costituzione vuole  che  l'attività  produttiva affidata  ai privati("L'attività  produttiva  è libera") non possa  svolgersi  in  contrasto  con  l'utilità sociale, o in modo da  recar  danno alla  sicurezza, alla  libertà, alla  dignità umana.  In  altre  parole , lo Stato vuole  che  l'attività produttiva  affidata  ai  privati non  si  sottragga all'obbligo di contribuire  allo sviluppo  e  all'elevazione  della  persona dei lavoratori.  Da ciò  deriva  il favore  con  cui  si  guarda  a quegli assetti  produttivi  che  uniscano  nelle  stesse mani lavoro  e mezzi  di  produzione (come avviene  per  gli  agricoltori che  coltivano il proprio fondo, e per  gli  artigiani), alle forme  di cooperazione e  ad  altri modi  d'associazione di datori  di lavoro  e operai(art.45 e 46).
Dalla  stessa  volontà  derivano altre affermazioni: art,36 afferma  che"il lavoratore   ha  diritto  ad  una  retribuzione  proporzionale  alla  quantità  e qualità  del  suo  lavoro  e in ogni  caso  sufficiente ad  assicurare a se e alla  famiglia un'esistenza libera e dignitosa".  Il  salario non  deve  dunque esser tale  da  assicurare il minimo  vitale , ma  bensì  anche  da creare  le condizioni  per  esercitare le altre libertà  pubbliche , che,  ripetiamo ,  vanamente  sarebbero  offerte  a chi  non sia in grado  di provvedere ai  primi bisogni. Ma che  significa  tutto  questo  per  il  disoccupato? La nostra Costituzione  ha  affermato  il diritto  al lavoro(art.4), ma  purtroppo  , in molti  casi questo diritto  si   risolve  nel  diritto  a un sussidio  temporaneo a chi  lavoro  non trova o  all'assistenza  a chi  si ammala  o che  sia  o divenga inabile.  Nell'assolvimento di questo  compito  lo Stato  è coadiuvato da istituti  assicurativi e ospedalieri a ciò predisposti.
L'art.  37  assicura  alle donne  lavoratrici  gli stessi  diritti  , a parità  di lavoro, e le stesse  retribuzioni  dei  lavoratori , e tutela il lavoro dei minori

giovedì 27 febbraio 2020

EPIDEMIA, PAURA E PSICOSI

27--2--2020
Il mio pensiero, il mio cuore, la mia preghiera, a tutti coloro  che, nel mio paese   si trovano in una situazione speciale per via dell'epidemia in corso;
Al personale medico e paramedico, che sta lavorando in prima line in questa emergenza;
Ai politici ai quali auguro buon senso , unità , e responsabilità;
Una preghiera  per coloro che  non ci sono più fra di noi ,  a causa della malattia;
Un augurio che possa essere scientificamente affrontata  l'emergenza , e al più presto possibile;
Un augurio di possibile  riuscita al fine  di ridurre e circoscrivere il fenomeno al popolo cinese;
L'augurio che  a  livello delle nazioni , predomini il buon senso e la responsabilità,  e la collaborazione.