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giovedì 16 gennaio 2020

IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di Alberto Romagnoli "Varie idee e correnti confluenti nella nostra costituzione"

16--1--2020

1)   Libertà  tradizionali  e  libertà  nuove:
Enormi  problemi  si  presentarono al  popolo italiano  alla  fine  della  guerra, ma  il primo  e più importante  era  quello  di ricostruire le  fondamenta  giuridiche  dello Stato,  andate  anch'esse  distrutte  insieme  con  i beni  materiali , poiché   nessuno  Stato può  agire,  e nemmeno  sussistere , senza  salde  istituzioni  che  lo reggono  e  l'amministrano.
Fu  lo  spirito  della  Resistenza  che  in  un popolo  accasciato  dalle sventure  e politicamente  senza  guida  fece  risorgere  la speranza  e la  volontà  .  Caduto  il fascismo , molti  incominciarono  a fare  un  "esame  di coscienza"  domandandosi  il  perché  di tanti  disastri  ,  che  non potevano  non  attribuire  all'errore  e alla  colpa  d'aver permesso  la  soppressione  delle  libertà statuarie  e  d'aver  consentito  a   una  tirannia  incontrollata.
Questo esame di coscienza  portava  al  riconoscimento  del valore  della  libertà :  bisognava  creare  uno  strumento  adatto  a  ridare  vita  alle libertà   soppresse  e a  meglio  difenderle  contro  attentati  futuri  ;  si  trattava  in  altre  parole  di dare  espressione   giuridica  a  uno  stato  d' animo  e a  una  convinzione,  di  fissare  in una  carta  costituzionale  i doveri  e le  libertà  civili  e di  dar  vita  a  una  struttura  statale  così    congegnata  da  impedire  che  potessero  di nuovo  essere  distrutte.
Questo problema  della  difesa  della  liberà  si  univa  con  quello,  considerato  altrettanto  importante  e urgente  di  fare  delle nostre istituzioni  politiche  anche  il  presupposto  e  lo strumento  della  soluzione  di molti  problemi  economici  e sociali  e lo  strumento  per  raggiungere  un'effettiva  uguaglianza  anche  in  questi  campi.
Le  libertà civili  furono  dichiarate  nei"Principi  fondamentali  " e  nella  1°  parte  della  Costituzione . Esse   discendono   dalla  necessità  di difesa  dell'individuo  contro  gli  abusi   del potere   governativo , e  garantiscono  un  certo  numero  di  diritti  considerati  essenziali  per  la libera  esplicazione delle  attività della  persona.
Data  questa  estesa  garanzia  delle libertà  civili,  la  nostra  Costituzione è liberale  poiché  riconosce ad  ogni  cittadino  una  zona  d'azione  privata ,  un  dominio  protetto  in cui  lo Stato  non può  penetrare , e  che  anzi  lo  Stato  garantisce  contro  ogni  violenza(stato  di diritto).  Ma  nello stesso tempo  la  nostra  Costituzione  , aderendo  a  nuove  concezioni  dei  doveri  e dei  compiti  dello Stato  e anche  a  concezioni , d'influenza    marxista, circa  l'effettiva  libertà  ed  uguaglianza  dei cittadini, volle  introdurre  accanto  a  quei  principi  tradizionali  di libertà  civile  e  politica  , anche  nuovi  interventi  dello Stato  e  nuovi  diritti  dei  cittadini  in materia  sociale  ed  economica.

2)I  tre  problemi  della  libertà:
Si  possono  distinguere  tre  gruppi  di problemi  della  libertà:  il religioso, il politico,  l'economico.
1)=   La  separazione  del potere  politico  e del  potere religioso  è stato  un fatto  decisivo  nello  sviluppo  dell'idea  della   limitazione  dei  poteri  dello Stato.
Uno  stato,  in cui  il potere  religioso  e civile  si  confondono  , non può  accettare  limitazioni  di sorta;  dove  invece un potere  laico  si  pone  di fronte  a  una  religione  organizzata , incontra  un limite proprio  in questa.  Si  trova  qui  la  ragione  della  lotta   dei  teologi  medievali  contro  gli  Stati  nazionali  sorgenti  , lotta  che  beneficamente  gettò  le prime  basi  della  limitazione  dei  poteri, in  quanto  fu  sostenuto  che il potere  dello Stato  doveva  esser  tenuto  a  freno  dalle  esigenze  della  morale  religiosa.
Una  diversa   posizione  della Chiesa  si  ebbe  più  tardi  di fronte  allo Stato  liberale.  Le  dottrine  razionalistiche  e liberali  diffusesi  nei  secoli  18°  e  19°  poterono  trovarsi  d'accordo  col  pensiero  cristiano  in  un punto  solo  : l'uomo  rimane  sempre  il valore  supremo  .  Ma , mentre  per la  Chiesa  la  ribellione  alla  legge religiosa  è  ribellione  alla  legge di Dio,  e  il  ribelle  deve  essere  ricondotto  in  ogni  modo  sulla  retta  via,  con  ciò  legittimandosi  anche  estreme  forme  d'intolleranza;  per lo Stato  veramente  liberale  invece, il quale   si dichiara  neutrale  in materia  religiosa, l'intolleranza  è grave  offesa  ai  principi  di libertà  e  di parità  su  cui  esso  si fonda.  Lo stato  liberale  vuole  essere  la casa  comune  di tutti  i cittadini,  ammette per  tutti  le  medesime  garanzie  di libertà, assicura  a  tutti  ,  senza  discriminazioni  derivanti  dalla  religione  o dall'ideologia  professate , uguale   trattamento  legale.
2)=  Il  secondo  problema  della  libertà  ha  origine dall'assolutismo  monarchico.  L'oppressione  e il  disprezzo  dell'individuo  costituivano  in  questo periodo  il  carattere  dello Stato  : l'uomo,  come  ancora  riaffermavano  i  giudici  del Parlamento  di Parigi  nel 1776,  era  a  completa  disposizione  dello Stato, " sia  col  suo  denaro  , sia  col  suo lavoro  gratuito  (corvée)"; il popolo  ,  specialmente  delle campagne , era  pressoché schiavo  e non  contava  politicamente nulla.
Le  dottrine liberali del secolo 18° sono  state  elaborate  dalla  borghesia  mercantile, industriale , e intellettuale, la classe  che  con  lo sviluppo  della  tecnica  si  era  arricchita  , ma  era  tuttavia  oppressa  dallo Stato .  Le leggi  che  difendevano  i privilegi  dei  nobili  la  mantenevano in  una  condizione  d'inferiorità  politica che  essa  non poteva  più  sopportare; l'assolutismo  monarchico  non  le  consentiva  una libertà  intellettuale  sufficiente  e non  garantiva  le libertà  della  persona ; inoltre  le  restrizioni  alla libera  iniziativa  mantenute  dalle  antiche  corporazioni  inceppavano  il suo  slancio economico. Per  questa  classe  borghese ,  essere  libera  voleva  dire  limitare  l'azione  dello Stato.
3)=  Infine , il liberalismo  economico  del  "700"  deriva  direttamente  dalle  teorie  economiche  , allora  dominanti, di  Adamo  Smith,  le quali  si  fondavano  sul  postulato della  superiorità  nel  campo  economico  dell'iniziativa  privata  in  confronto  dell'azione  statale . L' intervento  dello Stato  era  considerato  senz'altro  un male, e  doveva  ammettersi  soltanto  eccezionalmente.
Era  per  tal  modo stabilito  un  altro  freno  all'azione  dello Stato. Le  precedenti  limitazioni  si fondavano  sul  valore  supremo  dell'uomo  nella  società, sui  suoi  diritti naturali , ed  avevano  un  contenuto  religioso o  morale, queste  ultime  invece  avevano  un  contenuto  essenzialmente  utilitario  e pratico; tuttavia, per  rafforzare  e proteggere  l'istituto  fondamentale  di  questa  economia  libera  , il diritto  di proprietà  , lo  si  rivestì  d'una  maestà  quasi religiosa, ed  è  sintomatico  che  questo  sia  l'unico  diritto  proclamato "sacro e inviolabile" dalla  Dichiarazione  dei  diritti dell'uomo.

3)  La  libertà  strumento  di controllo  dell'autorità:
La  dottrina  liberale  portava  così  a due  conseguenze : da  un  lato  la  libertà  era  costituita  da  una  zona  d'azione riservata  agli  individui ;  dall'altra  , all'interno  stesso del  campo  d'azione  riservato allo stato,  la  libertà  forniva  gli  strumenti  per  opporsi  al governo  nel  caso  d'una  sua  attività abusiva.
Si  dà  così  a quelle  che  furono  chiamate  libertà-limite, limite, cioè , posto  ai  governanti  , e  tali  sono le libertà  personali :protezione  contro  l'arresto  e la  detenzione  arbitrari,  inviolabilità  del  domicilio  , libertà  di  locomozione , libertà  della  corrispondenza  ,libertà  di  pensiero, libertà religiosa e d'espressione  artistica e letteraria. Ed  inoltre  le  libertà  economiche , pur  esse  da  considerarsi  un'espressione  insopprimibile  della  personalità  umana ,  quali  il diritto  di proprietà  privata  , di  commercio e  d'industria  , di  libera  circolazione  delle  merci, seguendo le leggi  della  concorrenza.
Occorre  poi  che i  cittadini  siano  messi  in grado  di  opporsi (libertà  -opposizione) all'attività  stessa  consentita  ai  governanti  , ogni  volta  che  questa  esorbiti  o diventi  minacciosa  o violenta . La  maggior  parte  delle  libertà  politiche , che  hanno  provocato  aspre  battaglie  nel  secolo  19° rientrano  in  questa  categoria: la  libertà  di stampa  (che  è  poi  libertà  di critica  ai  governanti),  la  libertà  di riunione  , la  libertà  d'associazione .
Tutte  queste  libertà  sono  ancor  oggi  gelosamente  custodite  e difese  e tenute  in gran  conto  nelle  democrazie  occidentali , dove  permane  il concetto  che  esse  soltanto  assicurano  , nel  conflitto  sempre  possibile  col  principio  d'autorità  , che  la  personalità  umana  non  sia  isterilita    e ridotta  a  un  automa  obbediente. La  libertà  d'informazione    è  una  libertà  fondamentale  , il  presupposto  d'ogni  altra  , soltanto se  il governo  e la  maggioranza  che  lo  sostiene   in parlamento  sanno  che  gli  elettori  mantengono  gli occhi  aperti, saranno  trattenuti  dal fare  cattivo  uso  della  forza.  Là  dove  invece  le fonti  d'informazione  dipendono dal governo  , questo  non  avrà  a temere  il giudizio  dell'opinione  pubblica e  potrà   sottrarsi  a quello  che  è  pur  sempre  il più  efficace  controllo.

4)La  distinzione  giacobina  e  marxista  fra  libertà  formali  e reali:
Una  prima  critica  all'accettazione  pura  e semplice  delle  libertà  tradizionali  la  si trova  nelle  teorie  giacobine   che,  ispirandosi    al Rousseau,  proclamarono che,  ogni individuo  essendo  sovrano , partecipa  alla  formazione  della  volontà  generale:" Organizzare  un popolo  significa  trasformare  ogni  individuo  , che  per  se stesso  è  un  tutto  perfetto  e  isolato  , in  parte  d'un  tutto più  grande". La  libertà  dunque  consiste  nella  struttura  democratica  dello Stato, nella  partecipazione  d'ogni  cittadino  alle  decisioni  dei  governanti.
Ma  ben  più   decisiva  nei  riguardi  dell'evoluzione  del  concetto  di libertà  fu  la  critica  apportata  dalla  dottrina  marxista.
Lo sviluppo   del  proletariato  industriale  ,  nell'ultimo  secolo, attirò  l'attenzione  sul  problema  dell'esercizio  concreto  delle  libertà  che  le leggi attribuiscono  agli  individui. Che  cosa  è  la  libertà  del  domicilio  per  il senza--tetto o per  l'abitante  d'una catapecchia ? Che  cosa è  la  libertà  di stampa  , se  le condizioni economiche  sono  tali per  cui  tutti  i giornali  sono  in mano  delle  potenze  del  denaro? Che  cosa   è   la  libertà  del pensiero  per coloro  che,  curvi sul lavoro  fin  dall'infanzia  , non  hanno  modo  di  ricevere  un'istruzione  e  un'educazione che  li  eserciti  a  pensare? Insomma  , le libertà  dei   liberali  erano  le libertà  di pochi.
Se,  alla  fine del secolo  18°  , una  borghesia  che  riuniva  in se  tutte  le condizioni  materiali  adatte  all'esercizio  delle libertà  , non  poteva  goderne  a  causa  degli  ostacoli  politici  e giuridici  posti  dallo Stato  assoluto,  a  mezzo  del  secolo  19°  la  situazione  si  presentava  inversa  per  le masse  popolari:  ufficialmente  fornite  di libertà  dalle leggi  e dalle   costituzioni, non  potevano  poi  praticamente  esercitarle, date  le loro  condizioni  di vita. Se  l'oppressione  contro cui si era  combattuto  un tempo  era  politica  , adesso  era  essenzialmente  economica. Il marxismo  dà  di  questa  oppressione  un'analisi  rigorosa  ,mostrando  come  i  proprietari  degli  strumenti  di produzione  " sfruttino"  i lavoratori , e come  questi  siano  portati  con  ciò  a  un'alienazione  d'una  parte  di  loro  stessi. La  libertà  umana  consiste  per  il marxismo  innanzi  tutto  nell'abolire  questa  oppressione  , questo  "sfruttamento  dell'uomo  sull'uomo".
Nello stesso tempo  il marxismo  fa  una  critica  acerba delle  libertà  politiche  , quali  le  intendevano  i liberali  del  secolo  19°  . Non  soltanto  esse sono libertà  senza  un  fondamento  reale  , ma servono  a  mascherare   agli  occhi del  proletariato  l'oppressione  di cui  è vittima  . Si  dà  agli  operai  una scheda  di voto  , ma  la propaganda  elettorale  è  nelle mani  dei capitalisti ;  si  finge  d'accordare  loro  di  formare  sindacati  e partiti, ma  i capitalisti  ne  conservano  il controllo. Per  un  marxista  non  possono  esservi  libertà  reali  fino  a quando  non  sia  soppresso  il sistema  capitalista; soltanto  questa  soppressione  permette  la  liberazione  dell'uomo.

5) Il pensiero  moderno  sui  limiti dell'intervento  statale:
Come  abbiamo  già  accennato  , gli  economisti  liberali discepoli  di Adamo  Smith  giudicavano  nocivo  ogni  intervento  dello Stato  nella  vita  economica : essi  pensavano  che  l'iniziativa   privata  aveva  una  naturale  superiorità  sull'intervento  pubblico.
Questi  postulati  fondamentali  sono  ormai  rigettati  dal  pensiero  economico  moderno.  Nessuno  crede  più, oggi,  anche  fra  i non marxisti, che  l'iniziativa  privata  sia  sempre  un bene e  che  l'intervento  dello Stato  sia  sempre un male. Un'analisi  equanime  e rigorosa  delle strutture  economiche  moderne  ha  dimostrato  che  il libero  giuoco  delle  iniziative  private  non  permette  da  solo  uno  sviluppo  armonico  del  corpo sociale , e  che  l'intervento  della  forza statale  , per  esempio per  mezzo  di  pianificazioni, è spesso  l'unica  via  per  evitare  gli errori  dell'iniziativa  privata , errori  che  si  traducono  nelle  crisi  economiche dei  sistemi  liberali.
L'aumento  della  popolazione  e dei  consumi , l'enorme  sviluppo  delle  strade  e dei  mezzi  di trasporto ,  l'ampiezza  e  la  complessità  delle  aziende  produttive, quasi  sempre connesse  con un  interesse collettivo e  dipendenti  da  ricerche  costose, che  quasi  mai  i privati  potrebbero compiere  con  le loro forze , sono  tutti  fatti  che  da  soli  spiegano  ,indipendentemente  da  considerazioni politiche , la  necessità  crescente  dell'intervento  statale.  D'altra  parte, qualora   lo Stato  non intervenisse, si  troverebbe  di fronte a complessi  capitalisti  di tale  potenza  da  metterlo  in loro  balia.
Senza  dubbio  le opinioni  non  sono  concordi  sull'ampiezza  di  questo  intervento. Per certi  regimi  , esso  deve venir  sviluppato  e  intensificato  quanto  più è  possibile ,  lasciando  una  parte  assai esigua  all'economia  privata; l'economia  viene  ad  essere  interamente  collettivizzata.  Negli Stati  capitalistici, l'intervento  pubblico  è  invece  limitato: si  vuole  che  prevenga  le crisi ,mantenga  l'equilibrio  della moneta , orienti  gli  investimenti.
L'evoluzione   dei  diritti  di libertà  non  opera  dunque solamente  nel  campo  socialista , ma  fa  sentire  la sua  influenza  anche là dove  non perde  terreno  l'idea  della  limitazione  del potere statale;  da ciò  sorge  un  conflitto  alla  cui  soluzione  è ormai rivolta  l'attenzione  e l'azione  del  potere  governativo  in  quasi  tutte  le nazioni occidentali.  La  nozione  dei diritti  di libertà  non  sparisce  ,ma  ormai  tutti  sentono  che  deve  essere  profondamente  trasformata : appare  agli  occhi  di tutti  , così  da non  poterlo  negare  né  liberali  puri  né  conservatori, un nuovo  campo di diritti   di libertà , e  questa  nuova  visione  è  penetrata  anche  in tutte  le Costituzioni moderne.

6)  Il  nuovo  campo  dei diritti  nella  nostra Costituzione:
La  nostra  Costituzione, come  si è detto  , dopo  aver  affermato nei  "Principi  fondamentali"  i  principi  tradizionali  di libertà  e  d'uguaglianza, vi  pone  accanto  una  serie  di diritti  economici  e sociali a cui  dedica  i titoli  2  e 3  della prima parte.
Questi  diritti  economici  e sociali  nascono  dall'intento  d'assicurare  a tutti i cittadini  quelle  condizioni  materiali ,  e pratiche   che  consentono  di fruire   delle  altre  libertà. è dunque   proclamato  il "diritto  al lavoro "(art. 4) ; il diritto  a un salario  che  assicuri  un'esistenza  libera  e  dignitosa(art. 36 , 1  comma); la  protezione  contro  i rischi , le malattie , l'invalidità, e la vecchiaia a cui  lo Stato  si  impegna  quando  non vi  provvedano  altri  istituti  (art. 38), ecc.  L'art. 41  pone un freno  all'iniziativa  privata  quando  questa  possa  essere  in  contrasto  con  l'utilità sociale  , un freno  dunque  , in  sostanza  , a  monopoli,   trusts, cartelli; art.43 prevede  la  nazionalizzazione  di imprese  di  grande  interesse  pubblico(servizi  pubblici, utilizzazione  di fonti  d'energia); l'art.  44 impone  vincoli  alla  proprietà  terriera , l'espropriazione  dei  latifondi , ecc. Questa  immissione  dei  diritti economici  e sociali in una  costituzione  non è del tutto  nuova: il diritto al  lavoro , per esempio  , era  già  proclamato  nella  costituzione  francese del  1793 ispirata dai  Giacobini.

martedì 14 gennaio 2020

LETTERATURA ITALIANA DEL 900 Mario Moretti

14--1--2019

La  domenica  dei  cani  randagi
Chinar  la testa  che  vale?
e  che  val  nova  fermezza ?
Io  sento  in  me  la stanchezza
del giorno  domenicale,

lentamente  camminando
per  la città  sconosciuta
dove nessun  mi saluta
fuor  che un  cane  a  quando  a  quando.

Nessuno  pensa  ch'io  posso
essere  il  triste  mendico
che  chiede  , invece che  un  tozzo
di pane  , un  palpito  amico;
nessuno  sa  che  io  mi  lagno
e  vago  senza  perché  ,
nessuno  forse  fuorché
tu,  mio  raccolto  compagno!

Tu  che  hai  sul  ciglio  due  buone
lacrime ancor  da  seccare;
che  forse  cerchi  un  padrone
come  io  cerco  un focolare;

tu che  mi  segui sperando
ch'io  possa  darti  l'avanzo
d'un  malinconico   pranzo
o  una  carezza o un  comando;

tu  che  hai  l'aspetto  burlone
d'un  tale  che  mi  ammonì
e  fosti  il mite  Leone,
o fosti  il molle Jolì ;

tu che  avesti  per  amico
l'organo  di Barberia
che  dona  al cuore  mendico
un  soldo  di nostalgia;

tu  che  dimeni  la coda
alle  mie  lorde  calcagna
quasi  ch'io  fossi  una  cagna,
una  cagnetta  alla  moda;

tu  che cerchi  d'annusare
le mie  scarpe  tratto  tratto
perché  vuoi  lor  dimandare
quanti  chilometri  han fatto.



COSA ACCADE NELLA CHIESA CATTOLICA? di: Pina Maria Speranza Raciti

14---1--2019
Ho   seguito  con  interesse  il servizio  giornalistico di  RAI  3   sulla situazione  drammatica  , ma pure stupida  di  "attacco al papa"; sono solidale  con  il nostro Pontefice  e  mi auguro  che la maggioranza dei cattolici lo  siano. Ho notato seguendo la Santa  Messa  della Veglia di Natale  in diretta  che il Santo Padre  era come dire molto provato, stanco.
Sono  una  credente cristiana  della chiesa  di Roma, ma non sono una beghina, né tanto meno  una beghina attaccata alla sottana del parroco; quando parlo di demoni, ho  preso in prestito  da un grande scrittore  , questo termine, mi riferisco  ai: " I demoni"  di  Dostoevskij, e in questo periodo storico di demoni  ne  vengono fuori  molti al giorno. Un periodo di transizione, dove  il passato  non vuole morire, ne sono esempi tutte le stupidate , di politici mediocri,  vecchi  rimbambiti   che non hanno il coraggio  di andare in pensione, e non vedono come il mondo  sta camminando  per proprio conto.
Fariseo:  la  figura  presente nel Vangelo, definisce  una persona  egocentrica  chiusa dentro il cerchio del proprio IO, dove  esiste  un dio a propria dimensione, una vita fatta di osservanze fredde, e  che  viene definita " perfetta"; mentre l'imperfezione  sta fuori dal proprio cerchio. Un  uomo di questa meschinità  non solo non conosce  Dio , ma costruisce un muro che  gli impedisce  di vederlo.
Il fariseismo, è stato sempre presente dentro la chiesa  cristiana, è  la somma della superbia,  dell'ignoranza, che sta alla base  del percorso negativo della chiesa cristiana d'occidente. Frutti  brutti sono stati nel corso storico:  la santa inquisizione, è da essa  che  nascono:  l'omofobia,  antisemitismo, e la vittima maggiore è stata la donna;  la controriforma, l'ignoranza  del popolo di Dio     è una diretta conseguenza.
Noi  chiesa  cristiana d'occidente  siamo gli scismatici,  e la presenza  di uno  stato pontificio è stata un'eresia;  la breccia di porta Pia, la grazia  per la chiesa di Roma; ma esiste ancora lo stato Vaticano!
Il primo gesto stupendo che  ha fatto il nostro Pontefice , è vivere fuori dal Vaticano; il potere politico della chiesa vuol dire che essa è governata da Giuda l'Iscariota. Un potere politico nel corso della storia ha solo portato fango dentro la chiesa e non bene , uscire da questa dimensione vuol dire  riportare la chiesa  cristiana di Roma  alle sue origini, purificata dal fango che nei secoli, ed oggi ancora si stratifica in essa
Benedetto 16°  non è il Pontefice, con molto coraggio si è dimesso perché  non all'altezza  del momento storico, questo  significa  che  non solo non deve essere considerato un pontefice  ,ma lui deve ubbidienza  al Santo Padre . Non  si può parlare  di dimissioni di un Pontefice, o di altre stupidate  come quelle  dichiarate da americani USA,  il Pontefice  non è il presidente di uno stato; ma  bensì  di ubbidienza  al Pontefice del popolo di Dio.
Il Pontificato  di  Papa Francesco  è  molto difficile  , perché il suo compito è  traghettare   la chiesa cattolica  nel terzo millennio, una chiesa viva  che  si proietti  nelle  condizioni storiche nuove, e nello stesso tempo con coraggio chiuda  il passato con tutte  i suoi errori.  Una chiesa  che ritorni alle sue origini, priva di potere politico, vivificata dalla Luce  Evangelica, in colloquio  con  i fratelli cristiani, per una sua vera unità,una chiesa  che diventi veramente cristiana, in un  cammino universale, perché il cristiano è cittadino del mondo. Credo  che sia questo in sintesi il cammino oggi  della chiesa  cristiana di Roma. Voglio ricordare, che  il titolo vero e più importante  del Santo Padre è  Vescovo di Roma, perché è il vero unico titolo che le spetta di diritto,e con il quale  la chiesa cristiana d'Occidente può dialogare con tutto il popolo di Dio e con il mondo.
Ho ascoltato con grande attenzione il servizio giornalistico  , incominciamo dalle interviste  in USA, di demoni  oggi ce ne sono molti , ma non ho  mai sentito discorsi  così demenziali, una ignoranza  che  va al di là del fariseismo, mi ricordano  due affermazioni: una del mio padre spirituale: "  meglio essere atei";  l'altra  di un sacerdote che stimo molto:"molti cristiani sono dei battezzati che non solo non conoscono Gesù ,ma non sanno dove sta di casa". Ignoranza, arroganza, mi chiedo ma la chiesa cattolica USA  , in cosa consiste la sua fede , e la sua formazione? I Sacerdoti  fra  pedofilia  e questa  spazzatura, i seminari cosa formano? Certo  il mio riferimento cattolico americano è solo limitato a Thomas  Merton, quello che ho visto in televisione è terribile.
In Italia , fariseismo, con molta ignoranza e arroganza, da paura , poi c'è un pericolo nuovo gente  che  è di una ignoranza , di una arroganza da fare paura, che ha trasformato una fede in un neonazismo, in nome di  un razzismo , che mette in evidenza frustrazioni  e condizioni sociali da brivido, riguardo a Salvini , che posso dire, bisogna essere  idioti ,ignoranti, per trovare una via di uscita per il proprio potere, attaccando la figura che non dovrebbe essere attaccata mai, poi  che  attraverso la rete si  fa carico delle imbecillità che gente analfabeta le invia  come figurine  di San Padre Pio, le voglio ricordare che queste figurine le usano le zingare.

sabato 11 gennaio 2020

EBRAISMO "LA DANZA DELLA GIOIA NELLA TRADIZIONE CHASSIDICA" di:Heike Otterson, pedagogista

11--1--2020
La  mistica  ebraica, in  quanto  conoscenza  ed  esperienza  delle  cose  divine , ha  radici molto  antiche , anche se  legata alla  tensione  spirituale  dei singoli.  La  tradizione  rabbinica  la  fa  risalire a Ezechiele  con  la  sua  visione  del  "carro--trono"(Ez 1).  Il misticismo ebraico  , come  fenomeno  collettivo  , parte  invece  dalle  forme   assunte  durante  il  Medioevo , dal  secolo  12° col  nome  di "Qabbalà"(misticismo  sefardita). Tra  la  metà  dei secoli  12°  e  13° fiorisce  in  alcune  città  della  Renania  un  movimento  mistico detto" chassidismo" che  si  diffonderà  nei  secoli  successivi  (dal  13°  al  14°)  in   Polonia e  Ucraina.
Il  chassidismo  renano  (chassidismo  ashkenazita) diventerà  pertanto  la  risposta  mistica  alle  persecuzioni  e  agli  eccidi  eseguiti  dai crociati  nelle  comunità  tedesche  da  un  lato  e,  dall'altro  ,  risposta  al razionalismo  infiltratosi  nell'esegesi  religiosa  tradizionale.
I quattro  momenti  mistici  che  caratterizzano  nel  chassidismo  la  ricerca  e  l'esperienza  del divino  si  possono  così  sintetizzare:
a)  HITLAHABUT,  ossia  l'estasi, in  cui  passato  e  futuro  si  fondano  col  presente;

b)'ABODAH,  il servizio  a  D-o'   nel  tempo  e  nello spazio;

c)KAWANNAH,  l'intenzione  ,  il  mistero  dell'anima  tesa  verso un  meta  di  redenzione del mondo;

d) SHIFLUT,  l'umiltà  come  sentimento  e  testimonianza  ,  senza  alcuna costrizione  o  sottomissione. Si  aiuta  gli altri  per  amore  e  comunione di vita.

Condividendo  il  pensiero  di  Lea  Sestieri, il  Chassidismo  supera  la   Qabbalà  , in     quanto  fa  del  misticismo  ashkenazita  il  movimento  ebraico  più  diffuso  e  restituisce  , inoltre  all'ebraismo  la  freschezza  e  la semplicità  della "teologia  della   terra",  rispetto  a secoli di  intellettualismo  rabbinico,  isolamento  e persecuzione.
Il  Chassidismo , pienamente  inserito  nel  quotidiano (si  potrebbe  definirlo  un  "ora et  labora"  ebraico), da  movimento mistico  si trasforma   in  fenomeno  sociale , in  un'esplosione  vitale  di  amore , umiltà  e  fiducia . Purtroppo  l'entusiasmo  eccessivo  del  "servire  D-o'  con  allegria"  , fu  anche  la  causa  del  ripiegamento  del Chassidismo  dell'Europa  orientale ,causando  il ritorno  del  razionalismo  e  le  dispute  rabbiniche  .  Il  Chassidismo  si   diffuse  anche  nell'   America  del nord, dove  però  la  natura  semplice  e  mistica  della  spiritualità  chassidica  venne   gradualmente  sostituita  dall'ortodossia  rabbinica.
I  centri Chassidici  europei  con  la  Sho'ah  vengono completamente    distrutti ;  si  intravede  tuttavia  oggi  un  tentativo  di  restaurazione  del  movimento  in Israele  e negli Stati Uniti. Ce  ne  dà  testimonianza  diretta  lo  scrittore  Elie  Wiesel  (Premio  Nobel  per la pace, 1986)   in visita  ai  "Chassidim" di  Brooklin:
"  I Chassidim  , in  estasi  , cantano , gridano,urlando , battendo  le  mani , ringraziando  il Signore di  aver  dato loro  la  passione  della  vita e della  preghiera;  il canto  , potente  e  lancinante  ,  diviene  per loro  memoria  e rifugio.  Un  chassid  che  non canta  e non danza  , non è  un  chassid."
L ' essenza  della  mistica  chassidica  consiste  nel provocare la  "Shekinah", cioè  la presenza  e  l'ispirazione  divina  mediante  la  gioia  che  si  manifesta  attraverso  il canto  e  la  danza . Una  metafora  può  esserci  d'aiuto  per  visualizzare  il  giubilo  che  D-o' esige  da  noi:"  solo  con  la  gioia  si trasmette  la  santità  come  il fuoco  che  attraversa  la  notte" .   La  persona  , impegnata  in un  cammino  di  santificazione, nell'ambito  della  spiritualità  chassidica  , non si  lamenta, ma crea  la  gioia  cantando  e  danzando.
Dai  primi passi  d'Israele  fino  ai giovani nostri , la danza è  strettamente  legata  a  due  cicli  fondamentali:

a)  ciclo  della  vita;
b)ciclo  dell'anno  e delle feste.
Durante l'era  biblica le danze  accompagnavano eventi  solenni. Esse  facevano  parte integrante  del  culto  e della  vita  quotidiana e si suddividevano  in  danze  per  la festa  della  natura  , per  le  celebrazioni  di  vittorie  belliche  , per il culto  e la  preghiera , per  il  divertimento  nei  giorni  non  festivi , per  circostanze  legate  al ciclo dell'esistenza (nascita , circoncisione  , maturità  religiosa \Barmithwar, fidanzamento , nozze, morte).
 Nel  Medioevo le comunità  ebraiche  della  diaspora , per  evitare     contaminazioni, codificarono  una serie  di  proibizioni, come per esempio le danze  femminili in presenza  di uomini  e  le danze  miste tra  ebrei  e  gentili. In questo  periodo  tuttavia  compaiono  le prime  scuole  di  danza  ebraica e  spettacoli  coreici  per  i matrimoni.
Il Rinascimento  è  un  periodo  fecondo  ed  espansivo della  danza , tanto  nelle  comunità  sefardite  che  ashkenazite,ma  è  soprattutto  il  Chassidismo  che  provoca  una svolta  nella  danza  , introducendo  il tipico"odulamento"  cadenzato  durante  la  preghiera .  E   come"religione--del--cuore"   dà  alla danza  circolare  ebraica  il significato mistico  di  "gioia del cuore",  espressione  della  propria  adesione  a  D-o'  nell'amore  per  la  vita  e per  i propri  simili. Nella  Bibbia  , un Salmo  che  esprime  bene  lo spirito  della  "danza  dei  Chassidim"  è il  30(29), in  particolare il versetto  12:
"Hai  mutato  il mio  lamento  in danza , la mia  veste  di sacco in abito  di gioia , perché  io  possa  cantare  senza  posa."
C'è  un  sentimento  di  grande  gioia  in tutto  il Salmo: sullo sfondo  il ricordo  del dolore  passato  e  in primo  piano   l'esultanza  del  presente , espresso  con  una  danza  sacra , progetto  di una  nuova  preghiera  di lode, sintesi  corporea,  mentale  , emotiva  e spirituale (Ger 31,4; 31,13).
Il  verbo  "Mahu^l" del versetto  12,significa "muoversi in  tondo, ruotare "(Salmo 87,7).  Armonia  e ritmo  , dunque , esprimono l'esuberanza  dello spirito  e  manifestano  la salute  del corpo. La  fatica  della danza  ,con  dei  movimenti  non  legati  all'"utile", esprime la riconoscenza a D-o',  per  cui  la  gestualità  non  risulterà  mai  rappresentazione, bensì  vita, cioè  "cammino  dell'Esodo"  cammino del  Cantico.

=D--o',sta  a  indicare  l'impronunciabilità    del  nome  divino   in  qualunque  lingua  esso  venga scritto.

=Israele  , liberato  dall'Egitto  presso  il Mar  Rosso  celebra   la vittoria  con  la  danza  , col  canto  e con  l'uso  di strumenti La  danza  è parte  legittima  del culto.  Sentimenti di gioia e  di trionfo  includono  passi  di danza  e  movimenti  ritmici. Quando  D--o riveste  l'essere umano  di gioia , gli  dona  un  abito  nuovo. La  danza  sacra  esprime  la  "simchat"(Torah), cioè   la  "letizia"  e si  accompagna  al canto  e agli  strumenti (Sal 100,2 , 137,3 ;  68,4 ; Ger  31,7).
La danza  ebraica  , secondo  i riferimenti biblici  e  talmudici è  estremamente  ricca  di "giri", "salti", "marce",  "cortei",  "vortici"  secondo  i quattro  punti   cardinali ". 
Una tipica  danza  allelujatica  è  descritta  nel  salmo  cosmico  150, in cui si  celebra  la gloria  del Signore   con  grande  entusiasmo   coreico . La  danza  ebraica antica ha  subito  l'influenza  delle  grandi  culture  limitrofe  araba, egizia, assiro--babilonese,  medio--orientale ,mentre con  la diaspora  ,  la danza ebraica  assimila elementi iberici(danza seferdita)  e  mitteleuropei (danza ashkenazita)

venerdì 10 gennaio 2020

Libertà ai negatori di libertà? C. A. JEMOLO "I problemi pratici della libertà"

10--1--2020
Come  ci si  deve   comportare  in una democrazia  di fronte a  quei  partiti   che  negano  la  libertà?  Le  risposte  sono  varie:  c'è   chi  risponde  che  anche  la  democrazia  ha  senz'altro  diritto  di  difendersi  e di  negare  la  libertà  a  chi  la  vuole  sopprimere  ;  c'è  chi pensa  invece  che  il  principio  di libertà  , che  è  ammissione  e  discussione  d'ogni  idea, non  debba  mai  venire  offeso.

Storia  non  troppo remota  è quella  dell'affermarsi  vittorioso  del  liberalismo  nel  secolo  scorso,  (800)allorché  ancora  abbondavano  gli  assertori  delle dottrine  assolutistiche   (non  larvati,come   oggi  sogliono); allora  nessun  governo  liberale  ritenne  di  porre  una  censura  sulla  stampa  o  di  disporre  sequestri  , per  impedire  la  diffusione  delle  opere  di  Donoso  Cortes   o di  padre  Taparelli,  che  negavano  il principio  della  sovranità popolare , il diritto  dei  popoli  di  scegliersi  il regime  politico  che  preferiscono.  Precedente  a  cui altri  obietterà  che  i governi  liberali  dell'ottocento  avevano  il  sicuro  intuito   di trovarsi  di fronte   a  nostalgici, da cui  nulla  avessero  da  temere;  e  che  si  può  scorgere  nel   loro  comportamento  piuttosto  l'effetto  della  felice  intuizione  del  politico  che  non crea   inutilmente   vittime  , che  non l'enunciazione  di un  principio  dottrinale  da  seguire  in  ogni  caso.
Vano  per questo  ,  come  per altri  problemi  ,  ricercare  una  soluzione  che  s'imponga  a tutti  con  la forza  dell'evidenza. Peraltro  a  nostro  avviso  non  si  può  ,  senza  colpire   nella  sua  essenza  il  principio  di  libertà  , voler  impedire  la  libertà  di  propaganda   ai  sostenitori  di  dottrine  volte  a  negare  tale  principio .   Regime  liberale  può  dirsi  soltanto  quello  che  sul  terreno  giuridico  e  legale  assicuri  un  trattamento  unico per  ogni  associazione   od  organizzazione   politica , quale  sia  la  dottrina che  essa  professi(va  da  sé  che  , sarà  invece  nettamente  da  escludere che  lo Stato  riconosca  qualsiasi  efficacia   nel  proprio  diritto  alle  regole  interne  di  società  particolari  contrastanti   col  principio  di libertà , alle  rinuncia  del  singolo  alla  propria  libera  determinazione).
La  sola  difesa  che,  qui  come  altrove  , un  Governo  potrà adottare  ,  sarà  contro  i  tentativi  di  suggestionare   le  masse , di fare  appello  non  alla  ragione  , non ai  titoli  di  preferenza di  una dottrina  politica  , bensì  agli  istinti, all'irrazionale.

mercoledì 8 gennaio 2020

da:" ARGO IL CIECO" Gesualdo Bufalino

8--1--2020

PREGHIERA    , DIETRO   LE  QUINTE:
Tu, poca,  misteriosa  vita,che  posso  dire  di te?  Se  m'hai  sempre  esibito  quest'aria  di  bambolina  truccata  ; se  non  hai  fatto  mai  nulla  per  persuadermi  d'essere  vera.....Odiabile  , amabile  vita!  Crudele ,misericordiosa.  Che  cammini ,  cammini.  E sei ora  fra le mie  mani:  una spada ,  un'arancia,una rosa . Ci sei, non  ci sei più:   una  nube,un vento, un profumo....Vita, più  il tuo  fuoco  langue  più  l'amo. Gocciola  di miele  ,  non  cadere. Minuto  d'oro , non  te  ne  andare.

LETTERATURA ITALIANA DEL 900 : Sergio Corazzini

8--1--2020
Per  un  organo  di   Barberia

Elemosina  triste
di  vecchie  arie  sperdute,
vanità  di un' offerta
che  nessuno  raccoglie!
Primavera  di foglie
in  una  via  diserta!
Poveri  ritornelli
che  passano  e  ripassano
e  sono  come  uccelli
di  un  cielo  musicale!
Ariette  d'ospedale 
che  ci  sembra  domandino
un'eco  in elemosina!

Vedi :  nessuno  ascolta.
Sfogli  la  tua  tristezza
monotona davanti
alla  piccola  casa
provinciale  che  dorme;
singhiozzi  quel  tuo  brindisi
folle  di  agonizzanti
una  seconda  volta,
ritorni  su'   tuoi  pianti
ostinati  di povero
fanciullo  incontentato,
e nessuno  ti ascolta.

Desolazione  del  povero  poeta  sentimentale

Perché  tu  mi  dici:  poeta?
Io  non sono  un  poeta.
Io  non sono  che  un piccolo  fanciullo  che  piange.
Vedi:  non ho  che  le  lagrime  da  offrire  al  Silenzio,
Perché  tu mi  dici:  poeta?

Le   mie  tristezze  sono  povere  tristezze  comuni,
Le  mie  gioie  furono  semplici,
semplici  così  , che  se io  dovessi  confessarle a te  arrossirei,
Oggi  io penso a morire.

Io voglio morire , solamente, perché  sono stanco;
solamente  perché  i  grandi  angìoli
su  le vetrate  delle  catedrali
mi fanno  tremare  d'amore e di  angoscia;
solamente  perché  , io  sono , ormai,
rassegnato  come  uno  specchio,
come  un  povero  specchio  melanconico.

Vedi  che io  non  sono un  poeta.
sono  un fanciullo  triste  che  ha  voglia  di morire.


Oh,  non  maravigliarti  della  mia  tristezza!
E  non  domandarmi;
io  non saprei  dirti  che  parole  così  vane,
Dio mio,  così  vane,
che  mi  verrebbe  di  piangere  come  se  fossi  per  morire.
Le  mie  lagrime  avrebbero  l'aria
di  sgranare  un  rosario  di tristezza
davanti  alla  mia  anima  sette  volte  dolente
ma  io  non  sarei  un poeta;
sarei, semplicemente  , un dolce  e  pensoso  fanciullo
cui  avvenisse  di  pregare , così, come   canta e come  dorme.

Io  mi  comunico  del silenzio,  cotidianamente, come  di Gesù.
E i  sacerdoti  del silenzio  sono  i  romori,
poi  che  senza  di essi io  non  avrei  cercato  e  trovato  il Dio,

Questa  notte  ho  dormito  con le  mani  in croce,
Mi  sembrò  essere  un piccolo  e  dolce  fanciullo
dimenticato  da tutti  gli umani,
povera  tenera  preda  del  primo  venuto;
e  desiderai  di essere  venduto,
di essere  battuto
di essere   costretto  a  digiunare
per  potermi  mettere  a  piangere  tutto  solo,
disperatamente  triste,
in un  angolo  oscuro.

Io  amo  la  vita  semplice  delle cose.
Quante  passioni  vidi  sfogliarsi  , a poco  a poco,
per  ogni  cosa  che  se  ne  andava!
Ma  tu  non mi  comprendi  e sorridi.
E  pensi  che  io sia  malato.
Oh , io sono,  veramente  malato!
E  muoio  , un poco  , ogni  giorno.
Vedi:  come  le cose .
Non  sono  ,  dunque  , un  poeta:
io  so  che  per  esser  detto  :  poeta, conviene
viver  ben altra vita!
Io  non  so,  Dio mio, che  morire,
Amen.