16--1--2020
1) Libertà tradizionali e libertà nuove:
Enormi problemi si presentarono al popolo italiano alla fine della guerra, ma il primo e più importante era quello di ricostruire le fondamenta giuridiche dello Stato, andate anch'esse distrutte insieme con i beni materiali , poiché nessuno Stato può agire, e nemmeno sussistere , senza salde istituzioni che lo reggono e l'amministrano.
Fu lo spirito della Resistenza che in un popolo accasciato dalle sventure e politicamente senza guida fece risorgere la speranza e la volontà . Caduto il fascismo , molti incominciarono a fare un "esame di coscienza" domandandosi il perché di tanti disastri , che non potevano non attribuire all'errore e alla colpa d'aver permesso la soppressione delle libertà statuarie e d'aver consentito a una tirannia incontrollata.
Questo esame di coscienza portava al riconoscimento del valore della libertà : bisognava creare uno strumento adatto a ridare vita alle libertà soppresse e a meglio difenderle contro attentati futuri ; si trattava in altre parole di dare espressione giuridica a uno stato d' animo e a una convinzione, di fissare in una carta costituzionale i doveri e le libertà civili e di dar vita a una struttura statale così congegnata da impedire che potessero di nuovo essere distrutte.
Questo problema della difesa della liberà si univa con quello, considerato altrettanto importante e urgente di fare delle nostre istituzioni politiche anche il presupposto e lo strumento della soluzione di molti problemi economici e sociali e lo strumento per raggiungere un'effettiva uguaglianza anche in questi campi.
Le libertà civili furono dichiarate nei"Principi fondamentali " e nella 1° parte della Costituzione . Esse discendono dalla necessità di difesa dell'individuo contro gli abusi del potere governativo , e garantiscono un certo numero di diritti considerati essenziali per la libera esplicazione delle attività della persona.
Data questa estesa garanzia delle libertà civili, la nostra Costituzione è liberale poiché riconosce ad ogni cittadino una zona d'azione privata , un dominio protetto in cui lo Stato non può penetrare , e che anzi lo Stato garantisce contro ogni violenza(stato di diritto). Ma nello stesso tempo la nostra Costituzione , aderendo a nuove concezioni dei doveri e dei compiti dello Stato e anche a concezioni , d'influenza marxista, circa l'effettiva libertà ed uguaglianza dei cittadini, volle introdurre accanto a quei principi tradizionali di libertà civile e politica , anche nuovi interventi dello Stato e nuovi diritti dei cittadini in materia sociale ed economica.
2)I tre problemi della libertà:
Si possono distinguere tre gruppi di problemi della libertà: il religioso, il politico, l'economico.
1)= La separazione del potere politico e del potere religioso è stato un fatto decisivo nello sviluppo dell'idea della limitazione dei poteri dello Stato.
Uno stato, in cui il potere religioso e civile si confondono , non può accettare limitazioni di sorta; dove invece un potere laico si pone di fronte a una religione organizzata , incontra un limite proprio in questa. Si trova qui la ragione della lotta dei teologi medievali contro gli Stati nazionali sorgenti , lotta che beneficamente gettò le prime basi della limitazione dei poteri, in quanto fu sostenuto che il potere dello Stato doveva esser tenuto a freno dalle esigenze della morale religiosa.
Una diversa posizione della Chiesa si ebbe più tardi di fronte allo Stato liberale. Le dottrine razionalistiche e liberali diffusesi nei secoli 18° e 19° poterono trovarsi d'accordo col pensiero cristiano in un punto solo : l'uomo rimane sempre il valore supremo . Ma , mentre per la Chiesa la ribellione alla legge religiosa è ribellione alla legge di Dio, e il ribelle deve essere ricondotto in ogni modo sulla retta via, con ciò legittimandosi anche estreme forme d'intolleranza; per lo Stato veramente liberale invece, il quale si dichiara neutrale in materia religiosa, l'intolleranza è grave offesa ai principi di libertà e di parità su cui esso si fonda. Lo stato liberale vuole essere la casa comune di tutti i cittadini, ammette per tutti le medesime garanzie di libertà, assicura a tutti , senza discriminazioni derivanti dalla religione o dall'ideologia professate , uguale trattamento legale.
2)= Il secondo problema della libertà ha origine dall'assolutismo monarchico. L'oppressione e il disprezzo dell'individuo costituivano in questo periodo il carattere dello Stato : l'uomo, come ancora riaffermavano i giudici del Parlamento di Parigi nel 1776, era a completa disposizione dello Stato, " sia col suo denaro , sia col suo lavoro gratuito (corvée)"; il popolo , specialmente delle campagne , era pressoché schiavo e non contava politicamente nulla.
Le dottrine liberali del secolo 18° sono state elaborate dalla borghesia mercantile, industriale , e intellettuale, la classe che con lo sviluppo della tecnica si era arricchita , ma era tuttavia oppressa dallo Stato . Le leggi che difendevano i privilegi dei nobili la mantenevano in una condizione d'inferiorità politica che essa non poteva più sopportare; l'assolutismo monarchico non le consentiva una libertà intellettuale sufficiente e non garantiva le libertà della persona ; inoltre le restrizioni alla libera iniziativa mantenute dalle antiche corporazioni inceppavano il suo slancio economico. Per questa classe borghese , essere libera voleva dire limitare l'azione dello Stato.
3)= Infine , il liberalismo economico del "700" deriva direttamente dalle teorie economiche , allora dominanti, di Adamo Smith, le quali si fondavano sul postulato della superiorità nel campo economico dell'iniziativa privata in confronto dell'azione statale . L' intervento dello Stato era considerato senz'altro un male, e doveva ammettersi soltanto eccezionalmente.
Era per tal modo stabilito un altro freno all'azione dello Stato. Le precedenti limitazioni si fondavano sul valore supremo dell'uomo nella società, sui suoi diritti naturali , ed avevano un contenuto religioso o morale, queste ultime invece avevano un contenuto essenzialmente utilitario e pratico; tuttavia, per rafforzare e proteggere l'istituto fondamentale di questa economia libera , il diritto di proprietà , lo si rivestì d'una maestà quasi religiosa, ed è sintomatico che questo sia l'unico diritto proclamato "sacro e inviolabile" dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo.
3) La libertà strumento di controllo dell'autorità:
La dottrina liberale portava così a due conseguenze : da un lato la libertà era costituita da una zona d'azione riservata agli individui ; dall'altra , all'interno stesso del campo d'azione riservato allo stato, la libertà forniva gli strumenti per opporsi al governo nel caso d'una sua attività abusiva.
Si dà così a quelle che furono chiamate libertà-limite, limite, cioè , posto ai governanti , e tali sono le libertà personali :protezione contro l'arresto e la detenzione arbitrari, inviolabilità del domicilio , libertà di locomozione , libertà della corrispondenza ,libertà di pensiero, libertà religiosa e d'espressione artistica e letteraria. Ed inoltre le libertà economiche , pur esse da considerarsi un'espressione insopprimibile della personalità umana , quali il diritto di proprietà privata , di commercio e d'industria , di libera circolazione delle merci, seguendo le leggi della concorrenza.
Occorre poi che i cittadini siano messi in grado di opporsi (libertà -opposizione) all'attività stessa consentita ai governanti , ogni volta che questa esorbiti o diventi minacciosa o violenta . La maggior parte delle libertà politiche , che hanno provocato aspre battaglie nel secolo 19° rientrano in questa categoria: la libertà di stampa (che è poi libertà di critica ai governanti), la libertà di riunione , la libertà d'associazione .
Tutte queste libertà sono ancor oggi gelosamente custodite e difese e tenute in gran conto nelle democrazie occidentali , dove permane il concetto che esse soltanto assicurano , nel conflitto sempre possibile col principio d'autorità , che la personalità umana non sia isterilita e ridotta a un automa obbediente. La libertà d'informazione è una libertà fondamentale , il presupposto d'ogni altra , soltanto se il governo e la maggioranza che lo sostiene in parlamento sanno che gli elettori mantengono gli occhi aperti, saranno trattenuti dal fare cattivo uso della forza. Là dove invece le fonti d'informazione dipendono dal governo , questo non avrà a temere il giudizio dell'opinione pubblica e potrà sottrarsi a quello che è pur sempre il più efficace controllo.
4)La distinzione giacobina e marxista fra libertà formali e reali:
Una prima critica all'accettazione pura e semplice delle libertà tradizionali la si trova nelle teorie giacobine che, ispirandosi al Rousseau, proclamarono che, ogni individuo essendo sovrano , partecipa alla formazione della volontà generale:" Organizzare un popolo significa trasformare ogni individuo , che per se stesso è un tutto perfetto e isolato , in parte d'un tutto più grande". La libertà dunque consiste nella struttura democratica dello Stato, nella partecipazione d'ogni cittadino alle decisioni dei governanti.
Ma ben più decisiva nei riguardi dell'evoluzione del concetto di libertà fu la critica apportata dalla dottrina marxista.
Lo sviluppo del proletariato industriale , nell'ultimo secolo, attirò l'attenzione sul problema dell'esercizio concreto delle libertà che le leggi attribuiscono agli individui. Che cosa è la libertà del domicilio per il senza--tetto o per l'abitante d'una catapecchia ? Che cosa è la libertà di stampa , se le condizioni economiche sono tali per cui tutti i giornali sono in mano delle potenze del denaro? Che cosa è la libertà del pensiero per coloro che, curvi sul lavoro fin dall'infanzia , non hanno modo di ricevere un'istruzione e un'educazione che li eserciti a pensare? Insomma , le libertà dei liberali erano le libertà di pochi.
Se, alla fine del secolo 18° , una borghesia che riuniva in se tutte le condizioni materiali adatte all'esercizio delle libertà , non poteva goderne a causa degli ostacoli politici e giuridici posti dallo Stato assoluto, a mezzo del secolo 19° la situazione si presentava inversa per le masse popolari: ufficialmente fornite di libertà dalle leggi e dalle costituzioni, non potevano poi praticamente esercitarle, date le loro condizioni di vita. Se l'oppressione contro cui si era combattuto un tempo era politica , adesso era essenzialmente economica. Il marxismo dà di questa oppressione un'analisi rigorosa ,mostrando come i proprietari degli strumenti di produzione " sfruttino" i lavoratori , e come questi siano portati con ciò a un'alienazione d'una parte di loro stessi. La libertà umana consiste per il marxismo innanzi tutto nell'abolire questa oppressione , questo "sfruttamento dell'uomo sull'uomo".
Nello stesso tempo il marxismo fa una critica acerba delle libertà politiche , quali le intendevano i liberali del secolo 19° . Non soltanto esse sono libertà senza un fondamento reale , ma servono a mascherare agli occhi del proletariato l'oppressione di cui è vittima . Si dà agli operai una scheda di voto , ma la propaganda elettorale è nelle mani dei capitalisti ; si finge d'accordare loro di formare sindacati e partiti, ma i capitalisti ne conservano il controllo. Per un marxista non possono esservi libertà reali fino a quando non sia soppresso il sistema capitalista; soltanto questa soppressione permette la liberazione dell'uomo.
5) Il pensiero moderno sui limiti dell'intervento statale:
Come abbiamo già accennato , gli economisti liberali discepoli di Adamo Smith giudicavano nocivo ogni intervento dello Stato nella vita economica : essi pensavano che l'iniziativa privata aveva una naturale superiorità sull'intervento pubblico.
Questi postulati fondamentali sono ormai rigettati dal pensiero economico moderno. Nessuno crede più, oggi, anche fra i non marxisti, che l'iniziativa privata sia sempre un bene e che l'intervento dello Stato sia sempre un male. Un'analisi equanime e rigorosa delle strutture economiche moderne ha dimostrato che il libero giuoco delle iniziative private non permette da solo uno sviluppo armonico del corpo sociale , e che l'intervento della forza statale , per esempio per mezzo di pianificazioni, è spesso l'unica via per evitare gli errori dell'iniziativa privata , errori che si traducono nelle crisi economiche dei sistemi liberali.
L'aumento della popolazione e dei consumi , l'enorme sviluppo delle strade e dei mezzi di trasporto , l'ampiezza e la complessità delle aziende produttive, quasi sempre connesse con un interesse collettivo e dipendenti da ricerche costose, che quasi mai i privati potrebbero compiere con le loro forze , sono tutti fatti che da soli spiegano ,indipendentemente da considerazioni politiche , la necessità crescente dell'intervento statale. D'altra parte, qualora lo Stato non intervenisse, si troverebbe di fronte a complessi capitalisti di tale potenza da metterlo in loro balia.
Senza dubbio le opinioni non sono concordi sull'ampiezza di questo intervento. Per certi regimi , esso deve venir sviluppato e intensificato quanto più è possibile , lasciando una parte assai esigua all'economia privata; l'economia viene ad essere interamente collettivizzata. Negli Stati capitalistici, l'intervento pubblico è invece limitato: si vuole che prevenga le crisi ,mantenga l'equilibrio della moneta , orienti gli investimenti.
L'evoluzione dei diritti di libertà non opera dunque solamente nel campo socialista , ma fa sentire la sua influenza anche là dove non perde terreno l'idea della limitazione del potere statale; da ciò sorge un conflitto alla cui soluzione è ormai rivolta l'attenzione e l'azione del potere governativo in quasi tutte le nazioni occidentali. La nozione dei diritti di libertà non sparisce ,ma ormai tutti sentono che deve essere profondamente trasformata : appare agli occhi di tutti , così da non poterlo negare né liberali puri né conservatori, un nuovo campo di diritti di libertà , e questa nuova visione è penetrata anche in tutte le Costituzioni moderne.
6) Il nuovo campo dei diritti nella nostra Costituzione:
La nostra Costituzione, come si è detto , dopo aver affermato nei "Principi fondamentali" i principi tradizionali di libertà e d'uguaglianza, vi pone accanto una serie di diritti economici e sociali a cui dedica i titoli 2 e 3 della prima parte.
Questi diritti economici e sociali nascono dall'intento d'assicurare a tutti i cittadini quelle condizioni materiali , e pratiche che consentono di fruire delle altre libertà. è dunque proclamato il "diritto al lavoro "(art. 4) ; il diritto a un salario che assicuri un'esistenza libera e dignitosa(art. 36 , 1 comma); la protezione contro i rischi , le malattie , l'invalidità, e la vecchiaia a cui lo Stato si impegna quando non vi provvedano altri istituti (art. 38), ecc. L'art. 41 pone un freno all'iniziativa privata quando questa possa essere in contrasto con l'utilità sociale , un freno dunque , in sostanza , a monopoli, trusts, cartelli; art.43 prevede la nazionalizzazione di imprese di grande interesse pubblico(servizi pubblici, utilizzazione di fonti d'energia); l'art. 44 impone vincoli alla proprietà terriera , l'espropriazione dei latifondi , ecc. Questa immissione dei diritti economici e sociali in una costituzione non è del tutto nuova: il diritto al lavoro , per esempio , era già proclamato nella costituzione francese del 1793 ispirata dai Giacobini.
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giovedì 16 gennaio 2020
martedì 14 gennaio 2020
LETTERATURA ITALIANA DEL 900 Mario Moretti
14--1--2019
La domenica dei cani randagi
Chinar la testa che vale?
e che val nova fermezza ?
Io sento in me la stanchezza
del giorno domenicale,
lentamente camminando
per la città sconosciuta
dove nessun mi saluta
fuor che un cane a quando a quando.
Nessuno pensa ch'io posso
essere il triste mendico
che chiede , invece che un tozzo
di pane , un palpito amico;
nessuno sa che io mi lagno
e vago senza perché ,
nessuno forse fuorché
tu, mio raccolto compagno!
Tu che hai sul ciglio due buone
lacrime ancor da seccare;
che forse cerchi un padrone
come io cerco un focolare;
tu che mi segui sperando
ch'io possa darti l'avanzo
d'un malinconico pranzo
o una carezza o un comando;
tu che hai l'aspetto burlone
d'un tale che mi ammonì
e fosti il mite Leone,
o fosti il molle Jolì ;
tu che avesti per amico
l'organo di Barberia
che dona al cuore mendico
un soldo di nostalgia;
tu che dimeni la coda
alle mie lorde calcagna
quasi ch'io fossi una cagna,
una cagnetta alla moda;
tu che cerchi d'annusare
le mie scarpe tratto tratto
perché vuoi lor dimandare
quanti chilometri han fatto.
La domenica dei cani randagi
Chinar la testa che vale?
e che val nova fermezza ?
Io sento in me la stanchezza
del giorno domenicale,
lentamente camminando
per la città sconosciuta
dove nessun mi saluta
fuor che un cane a quando a quando.
Nessuno pensa ch'io posso
essere il triste mendico
che chiede , invece che un tozzo
di pane , un palpito amico;
nessuno sa che io mi lagno
e vago senza perché ,
nessuno forse fuorché
tu, mio raccolto compagno!
Tu che hai sul ciglio due buone
lacrime ancor da seccare;
che forse cerchi un padrone
come io cerco un focolare;
tu che mi segui sperando
ch'io possa darti l'avanzo
d'un malinconico pranzo
o una carezza o un comando;
tu che hai l'aspetto burlone
d'un tale che mi ammonì
e fosti il mite Leone,
o fosti il molle Jolì ;
tu che avesti per amico
l'organo di Barberia
che dona al cuore mendico
un soldo di nostalgia;
tu che dimeni la coda
alle mie lorde calcagna
quasi ch'io fossi una cagna,
una cagnetta alla moda;
tu che cerchi d'annusare
le mie scarpe tratto tratto
perché vuoi lor dimandare
quanti chilometri han fatto.
COSA ACCADE NELLA CHIESA CATTOLICA? di: Pina Maria Speranza Raciti
14---1--2019
Ho seguito con interesse il servizio giornalistico di RAI 3 sulla situazione drammatica , ma pure stupida di "attacco al papa"; sono solidale con il nostro Pontefice e mi auguro che la maggioranza dei cattolici lo siano. Ho notato seguendo la Santa Messa della Veglia di Natale in diretta che il Santo Padre era come dire molto provato, stanco.
Sono una credente cristiana della chiesa di Roma, ma non sono una beghina, né tanto meno una beghina attaccata alla sottana del parroco; quando parlo di demoni, ho preso in prestito da un grande scrittore , questo termine, mi riferisco ai: " I demoni" di Dostoevskij, e in questo periodo storico di demoni ne vengono fuori molti al giorno. Un periodo di transizione, dove il passato non vuole morire, ne sono esempi tutte le stupidate , di politici mediocri, vecchi rimbambiti che non hanno il coraggio di andare in pensione, e non vedono come il mondo sta camminando per proprio conto.
Fariseo: la figura presente nel Vangelo, definisce una persona egocentrica chiusa dentro il cerchio del proprio IO, dove esiste un dio a propria dimensione, una vita fatta di osservanze fredde, e che viene definita " perfetta"; mentre l'imperfezione sta fuori dal proprio cerchio. Un uomo di questa meschinità non solo non conosce Dio , ma costruisce un muro che gli impedisce di vederlo.
Il fariseismo, è stato sempre presente dentro la chiesa cristiana, è la somma della superbia, dell'ignoranza, che sta alla base del percorso negativo della chiesa cristiana d'occidente. Frutti brutti sono stati nel corso storico: la santa inquisizione, è da essa che nascono: l'omofobia, antisemitismo, e la vittima maggiore è stata la donna; la controriforma, l'ignoranza del popolo di Dio è una diretta conseguenza.
Noi chiesa cristiana d'occidente siamo gli scismatici, e la presenza di uno stato pontificio è stata un'eresia; la breccia di porta Pia, la grazia per la chiesa di Roma; ma esiste ancora lo stato Vaticano!
Il primo gesto stupendo che ha fatto il nostro Pontefice , è vivere fuori dal Vaticano; il potere politico della chiesa vuol dire che essa è governata da Giuda l'Iscariota. Un potere politico nel corso della storia ha solo portato fango dentro la chiesa e non bene , uscire da questa dimensione vuol dire riportare la chiesa cristiana di Roma alle sue origini, purificata dal fango che nei secoli, ed oggi ancora si stratifica in essa
Benedetto 16° non è il Pontefice, con molto coraggio si è dimesso perché non all'altezza del momento storico, questo significa che non solo non deve essere considerato un pontefice ,ma lui deve ubbidienza al Santo Padre . Non si può parlare di dimissioni di un Pontefice, o di altre stupidate come quelle dichiarate da americani USA, il Pontefice non è il presidente di uno stato; ma bensì di ubbidienza al Pontefice del popolo di Dio.
Il Pontificato di Papa Francesco è molto difficile , perché il suo compito è traghettare la chiesa cattolica nel terzo millennio, una chiesa viva che si proietti nelle condizioni storiche nuove, e nello stesso tempo con coraggio chiuda il passato con tutte i suoi errori. Una chiesa che ritorni alle sue origini, priva di potere politico, vivificata dalla Luce Evangelica, in colloquio con i fratelli cristiani, per una sua vera unità,una chiesa che diventi veramente cristiana, in un cammino universale, perché il cristiano è cittadino del mondo. Credo che sia questo in sintesi il cammino oggi della chiesa cristiana di Roma. Voglio ricordare, che il titolo vero e più importante del Santo Padre è Vescovo di Roma, perché è il vero unico titolo che le spetta di diritto,e con il quale la chiesa cristiana d'Occidente può dialogare con tutto il popolo di Dio e con il mondo.
Ho ascoltato con grande attenzione il servizio giornalistico , incominciamo dalle interviste in USA, di demoni oggi ce ne sono molti , ma non ho mai sentito discorsi così demenziali, una ignoranza che va al di là del fariseismo, mi ricordano due affermazioni: una del mio padre spirituale: " meglio essere atei"; l'altra di un sacerdote che stimo molto:"molti cristiani sono dei battezzati che non solo non conoscono Gesù ,ma non sanno dove sta di casa". Ignoranza, arroganza, mi chiedo ma la chiesa cattolica USA , in cosa consiste la sua fede , e la sua formazione? I Sacerdoti fra pedofilia e questa spazzatura, i seminari cosa formano? Certo il mio riferimento cattolico americano è solo limitato a Thomas Merton, quello che ho visto in televisione è terribile.
In Italia , fariseismo, con molta ignoranza e arroganza, da paura , poi c'è un pericolo nuovo gente che è di una ignoranza , di una arroganza da fare paura, che ha trasformato una fede in un neonazismo, in nome di un razzismo , che mette in evidenza frustrazioni e condizioni sociali da brivido, riguardo a Salvini , che posso dire, bisogna essere idioti ,ignoranti, per trovare una via di uscita per il proprio potere, attaccando la figura che non dovrebbe essere attaccata mai, poi che attraverso la rete si fa carico delle imbecillità che gente analfabeta le invia come figurine di San Padre Pio, le voglio ricordare che queste figurine le usano le zingare.
Ho seguito con interesse il servizio giornalistico di RAI 3 sulla situazione drammatica , ma pure stupida di "attacco al papa"; sono solidale con il nostro Pontefice e mi auguro che la maggioranza dei cattolici lo siano. Ho notato seguendo la Santa Messa della Veglia di Natale in diretta che il Santo Padre era come dire molto provato, stanco.
Sono una credente cristiana della chiesa di Roma, ma non sono una beghina, né tanto meno una beghina attaccata alla sottana del parroco; quando parlo di demoni, ho preso in prestito da un grande scrittore , questo termine, mi riferisco ai: " I demoni" di Dostoevskij, e in questo periodo storico di demoni ne vengono fuori molti al giorno. Un periodo di transizione, dove il passato non vuole morire, ne sono esempi tutte le stupidate , di politici mediocri, vecchi rimbambiti che non hanno il coraggio di andare in pensione, e non vedono come il mondo sta camminando per proprio conto.
Fariseo: la figura presente nel Vangelo, definisce una persona egocentrica chiusa dentro il cerchio del proprio IO, dove esiste un dio a propria dimensione, una vita fatta di osservanze fredde, e che viene definita " perfetta"; mentre l'imperfezione sta fuori dal proprio cerchio. Un uomo di questa meschinità non solo non conosce Dio , ma costruisce un muro che gli impedisce di vederlo.
Il fariseismo, è stato sempre presente dentro la chiesa cristiana, è la somma della superbia, dell'ignoranza, che sta alla base del percorso negativo della chiesa cristiana d'occidente. Frutti brutti sono stati nel corso storico: la santa inquisizione, è da essa che nascono: l'omofobia, antisemitismo, e la vittima maggiore è stata la donna; la controriforma, l'ignoranza del popolo di Dio è una diretta conseguenza.
Noi chiesa cristiana d'occidente siamo gli scismatici, e la presenza di uno stato pontificio è stata un'eresia; la breccia di porta Pia, la grazia per la chiesa di Roma; ma esiste ancora lo stato Vaticano!
Il primo gesto stupendo che ha fatto il nostro Pontefice , è vivere fuori dal Vaticano; il potere politico della chiesa vuol dire che essa è governata da Giuda l'Iscariota. Un potere politico nel corso della storia ha solo portato fango dentro la chiesa e non bene , uscire da questa dimensione vuol dire riportare la chiesa cristiana di Roma alle sue origini, purificata dal fango che nei secoli, ed oggi ancora si stratifica in essa
Benedetto 16° non è il Pontefice, con molto coraggio si è dimesso perché non all'altezza del momento storico, questo significa che non solo non deve essere considerato un pontefice ,ma lui deve ubbidienza al Santo Padre . Non si può parlare di dimissioni di un Pontefice, o di altre stupidate come quelle dichiarate da americani USA, il Pontefice non è il presidente di uno stato; ma bensì di ubbidienza al Pontefice del popolo di Dio.
Il Pontificato di Papa Francesco è molto difficile , perché il suo compito è traghettare la chiesa cattolica nel terzo millennio, una chiesa viva che si proietti nelle condizioni storiche nuove, e nello stesso tempo con coraggio chiuda il passato con tutte i suoi errori. Una chiesa che ritorni alle sue origini, priva di potere politico, vivificata dalla Luce Evangelica, in colloquio con i fratelli cristiani, per una sua vera unità,una chiesa che diventi veramente cristiana, in un cammino universale, perché il cristiano è cittadino del mondo. Credo che sia questo in sintesi il cammino oggi della chiesa cristiana di Roma. Voglio ricordare, che il titolo vero e più importante del Santo Padre è Vescovo di Roma, perché è il vero unico titolo che le spetta di diritto,e con il quale la chiesa cristiana d'Occidente può dialogare con tutto il popolo di Dio e con il mondo.
Ho ascoltato con grande attenzione il servizio giornalistico , incominciamo dalle interviste in USA, di demoni oggi ce ne sono molti , ma non ho mai sentito discorsi così demenziali, una ignoranza che va al di là del fariseismo, mi ricordano due affermazioni: una del mio padre spirituale: " meglio essere atei"; l'altra di un sacerdote che stimo molto:"molti cristiani sono dei battezzati che non solo non conoscono Gesù ,ma non sanno dove sta di casa". Ignoranza, arroganza, mi chiedo ma la chiesa cattolica USA , in cosa consiste la sua fede , e la sua formazione? I Sacerdoti fra pedofilia e questa spazzatura, i seminari cosa formano? Certo il mio riferimento cattolico americano è solo limitato a Thomas Merton, quello che ho visto in televisione è terribile.
In Italia , fariseismo, con molta ignoranza e arroganza, da paura , poi c'è un pericolo nuovo gente che è di una ignoranza , di una arroganza da fare paura, che ha trasformato una fede in un neonazismo, in nome di un razzismo , che mette in evidenza frustrazioni e condizioni sociali da brivido, riguardo a Salvini , che posso dire, bisogna essere idioti ,ignoranti, per trovare una via di uscita per il proprio potere, attaccando la figura che non dovrebbe essere attaccata mai, poi che attraverso la rete si fa carico delle imbecillità che gente analfabeta le invia come figurine di San Padre Pio, le voglio ricordare che queste figurine le usano le zingare.
sabato 11 gennaio 2020
EBRAISMO "LA DANZA DELLA GIOIA NELLA TRADIZIONE CHASSIDICA" di:Heike Otterson, pedagogista
11--1--2020
La mistica ebraica, in quanto conoscenza ed esperienza delle cose divine , ha radici molto antiche , anche se legata alla tensione spirituale dei singoli. La tradizione rabbinica la fa risalire a Ezechiele con la sua visione del "carro--trono"(Ez 1). Il misticismo ebraico , come fenomeno collettivo , parte invece dalle forme assunte durante il Medioevo , dal secolo 12° col nome di "Qabbalà"(misticismo sefardita). Tra la metà dei secoli 12° e 13° fiorisce in alcune città della Renania un movimento mistico detto" chassidismo" che si diffonderà nei secoli successivi (dal 13° al 14°) in Polonia e Ucraina.
Il chassidismo renano (chassidismo ashkenazita) diventerà pertanto la risposta mistica alle persecuzioni e agli eccidi eseguiti dai crociati nelle comunità tedesche da un lato e, dall'altro , risposta al razionalismo infiltratosi nell'esegesi religiosa tradizionale.
I quattro momenti mistici che caratterizzano nel chassidismo la ricerca e l'esperienza del divino si possono così sintetizzare:
a) HITLAHABUT, ossia l'estasi, in cui passato e futuro si fondano col presente;
b)'ABODAH, il servizio a D-o' nel tempo e nello spazio;
c)KAWANNAH, l'intenzione , il mistero dell'anima tesa verso un meta di redenzione del mondo;
d) SHIFLUT, l'umiltà come sentimento e testimonianza , senza alcuna costrizione o sottomissione. Si aiuta gli altri per amore e comunione di vita.
Condividendo il pensiero di Lea Sestieri, il Chassidismo supera la Qabbalà , in quanto fa del misticismo ashkenazita il movimento ebraico più diffuso e restituisce , inoltre all'ebraismo la freschezza e la semplicità della "teologia della terra", rispetto a secoli di intellettualismo rabbinico, isolamento e persecuzione.
Il Chassidismo , pienamente inserito nel quotidiano (si potrebbe definirlo un "ora et labora" ebraico), da movimento mistico si trasforma in fenomeno sociale , in un'esplosione vitale di amore , umiltà e fiducia . Purtroppo l'entusiasmo eccessivo del "servire D-o' con allegria" , fu anche la causa del ripiegamento del Chassidismo dell'Europa orientale ,causando il ritorno del razionalismo e le dispute rabbiniche . Il Chassidismo si diffuse anche nell' America del nord, dove però la natura semplice e mistica della spiritualità chassidica venne gradualmente sostituita dall'ortodossia rabbinica.
I centri Chassidici europei con la Sho'ah vengono completamente distrutti ; si intravede tuttavia oggi un tentativo di restaurazione del movimento in Israele e negli Stati Uniti. Ce ne dà testimonianza diretta lo scrittore Elie Wiesel (Premio Nobel per la pace, 1986) in visita ai "Chassidim" di Brooklin:
" I Chassidim , in estasi , cantano , gridano,urlando , battendo le mani , ringraziando il Signore di aver dato loro la passione della vita e della preghiera; il canto , potente e lancinante , diviene per loro memoria e rifugio. Un chassid che non canta e non danza , non è un chassid."
L ' essenza della mistica chassidica consiste nel provocare la "Shekinah", cioè la presenza e l'ispirazione divina mediante la gioia che si manifesta attraverso il canto e la danza . Una metafora può esserci d'aiuto per visualizzare il giubilo che D-o' esige da noi:" solo con la gioia si trasmette la santità come il fuoco che attraversa la notte" . La persona , impegnata in un cammino di santificazione, nell'ambito della spiritualità chassidica , non si lamenta, ma crea la gioia cantando e danzando.
Dai primi passi d'Israele fino ai giovani nostri , la danza è strettamente legata a due cicli fondamentali:
a) ciclo della vita;
b)ciclo dell'anno e delle feste.
Durante l'era biblica le danze accompagnavano eventi solenni. Esse facevano parte integrante del culto e della vita quotidiana e si suddividevano in danze per la festa della natura , per le celebrazioni di vittorie belliche , per il culto e la preghiera , per il divertimento nei giorni non festivi , per circostanze legate al ciclo dell'esistenza (nascita , circoncisione , maturità religiosa \Barmithwar, fidanzamento , nozze, morte).
Nel Medioevo le comunità ebraiche della diaspora , per evitare contaminazioni, codificarono una serie di proibizioni, come per esempio le danze femminili in presenza di uomini e le danze miste tra ebrei e gentili. In questo periodo tuttavia compaiono le prime scuole di danza ebraica e spettacoli coreici per i matrimoni.
Il Rinascimento è un periodo fecondo ed espansivo della danza , tanto nelle comunità sefardite che ashkenazite,ma è soprattutto il Chassidismo che provoca una svolta nella danza , introducendo il tipico"odulamento" cadenzato durante la preghiera . E come"religione--del--cuore" dà alla danza circolare ebraica il significato mistico di "gioia del cuore", espressione della propria adesione a D-o' nell'amore per la vita e per i propri simili. Nella Bibbia , un Salmo che esprime bene lo spirito della "danza dei Chassidim" è il 30(29), in particolare il versetto 12:
"Hai mutato il mio lamento in danza , la mia veste di sacco in abito di gioia , perché io possa cantare senza posa."
C'è un sentimento di grande gioia in tutto il Salmo: sullo sfondo il ricordo del dolore passato e in primo piano l'esultanza del presente , espresso con una danza sacra , progetto di una nuova preghiera di lode, sintesi corporea, mentale , emotiva e spirituale (Ger 31,4; 31,13).
Il verbo "Mahu^l" del versetto 12,significa "muoversi in tondo, ruotare "(Salmo 87,7). Armonia e ritmo , dunque , esprimono l'esuberanza dello spirito e manifestano la salute del corpo. La fatica della danza ,con dei movimenti non legati all'"utile", esprime la riconoscenza a D-o', per cui la gestualità non risulterà mai rappresentazione, bensì vita, cioè "cammino dell'Esodo" cammino del Cantico.
=D--o',sta a indicare l'impronunciabilità del nome divino in qualunque lingua esso venga scritto.
=Israele , liberato dall'Egitto presso il Mar Rosso celebra la vittoria con la danza , col canto e con l'uso di strumenti La danza è parte legittima del culto. Sentimenti di gioia e di trionfo includono passi di danza e movimenti ritmici. Quando D--o riveste l'essere umano di gioia , gli dona un abito nuovo. La danza sacra esprime la "simchat"(Torah), cioè la "letizia" e si accompagna al canto e agli strumenti (Sal 100,2 , 137,3 ; 68,4 ; Ger 31,7).
La danza ebraica , secondo i riferimenti biblici e talmudici è estremamente ricca di "giri", "salti", "marce", "cortei", "vortici" secondo i quattro punti cardinali ".
Una tipica danza allelujatica è descritta nel salmo cosmico 150, in cui si celebra la gloria del Signore con grande entusiasmo coreico . La danza ebraica antica ha subito l'influenza delle grandi culture limitrofe araba, egizia, assiro--babilonese, medio--orientale ,mentre con la diaspora , la danza ebraica assimila elementi iberici(danza seferdita) e mitteleuropei (danza ashkenazita)
La mistica ebraica, in quanto conoscenza ed esperienza delle cose divine , ha radici molto antiche , anche se legata alla tensione spirituale dei singoli. La tradizione rabbinica la fa risalire a Ezechiele con la sua visione del "carro--trono"(Ez 1). Il misticismo ebraico , come fenomeno collettivo , parte invece dalle forme assunte durante il Medioevo , dal secolo 12° col nome di "Qabbalà"(misticismo sefardita). Tra la metà dei secoli 12° e 13° fiorisce in alcune città della Renania un movimento mistico detto" chassidismo" che si diffonderà nei secoli successivi (dal 13° al 14°) in Polonia e Ucraina.
Il chassidismo renano (chassidismo ashkenazita) diventerà pertanto la risposta mistica alle persecuzioni e agli eccidi eseguiti dai crociati nelle comunità tedesche da un lato e, dall'altro , risposta al razionalismo infiltratosi nell'esegesi religiosa tradizionale.
I quattro momenti mistici che caratterizzano nel chassidismo la ricerca e l'esperienza del divino si possono così sintetizzare:
a) HITLAHABUT, ossia l'estasi, in cui passato e futuro si fondano col presente;
b)'ABODAH, il servizio a D-o' nel tempo e nello spazio;
c)KAWANNAH, l'intenzione , il mistero dell'anima tesa verso un meta di redenzione del mondo;
d) SHIFLUT, l'umiltà come sentimento e testimonianza , senza alcuna costrizione o sottomissione. Si aiuta gli altri per amore e comunione di vita.
Condividendo il pensiero di Lea Sestieri, il Chassidismo supera la Qabbalà , in quanto fa del misticismo ashkenazita il movimento ebraico più diffuso e restituisce , inoltre all'ebraismo la freschezza e la semplicità della "teologia della terra", rispetto a secoli di intellettualismo rabbinico, isolamento e persecuzione.
Il Chassidismo , pienamente inserito nel quotidiano (si potrebbe definirlo un "ora et labora" ebraico), da movimento mistico si trasforma in fenomeno sociale , in un'esplosione vitale di amore , umiltà e fiducia . Purtroppo l'entusiasmo eccessivo del "servire D-o' con allegria" , fu anche la causa del ripiegamento del Chassidismo dell'Europa orientale ,causando il ritorno del razionalismo e le dispute rabbiniche . Il Chassidismo si diffuse anche nell' America del nord, dove però la natura semplice e mistica della spiritualità chassidica venne gradualmente sostituita dall'ortodossia rabbinica.
I centri Chassidici europei con la Sho'ah vengono completamente distrutti ; si intravede tuttavia oggi un tentativo di restaurazione del movimento in Israele e negli Stati Uniti. Ce ne dà testimonianza diretta lo scrittore Elie Wiesel (Premio Nobel per la pace, 1986) in visita ai "Chassidim" di Brooklin:
" I Chassidim , in estasi , cantano , gridano,urlando , battendo le mani , ringraziando il Signore di aver dato loro la passione della vita e della preghiera; il canto , potente e lancinante , diviene per loro memoria e rifugio. Un chassid che non canta e non danza , non è un chassid."
L ' essenza della mistica chassidica consiste nel provocare la "Shekinah", cioè la presenza e l'ispirazione divina mediante la gioia che si manifesta attraverso il canto e la danza . Una metafora può esserci d'aiuto per visualizzare il giubilo che D-o' esige da noi:" solo con la gioia si trasmette la santità come il fuoco che attraversa la notte" . La persona , impegnata in un cammino di santificazione, nell'ambito della spiritualità chassidica , non si lamenta, ma crea la gioia cantando e danzando.
Dai primi passi d'Israele fino ai giovani nostri , la danza è strettamente legata a due cicli fondamentali:
a) ciclo della vita;
b)ciclo dell'anno e delle feste.
Durante l'era biblica le danze accompagnavano eventi solenni. Esse facevano parte integrante del culto e della vita quotidiana e si suddividevano in danze per la festa della natura , per le celebrazioni di vittorie belliche , per il culto e la preghiera , per il divertimento nei giorni non festivi , per circostanze legate al ciclo dell'esistenza (nascita , circoncisione , maturità religiosa \Barmithwar, fidanzamento , nozze, morte).
Nel Medioevo le comunità ebraiche della diaspora , per evitare contaminazioni, codificarono una serie di proibizioni, come per esempio le danze femminili in presenza di uomini e le danze miste tra ebrei e gentili. In questo periodo tuttavia compaiono le prime scuole di danza ebraica e spettacoli coreici per i matrimoni.
Il Rinascimento è un periodo fecondo ed espansivo della danza , tanto nelle comunità sefardite che ashkenazite,ma è soprattutto il Chassidismo che provoca una svolta nella danza , introducendo il tipico"odulamento" cadenzato durante la preghiera . E come"religione--del--cuore" dà alla danza circolare ebraica il significato mistico di "gioia del cuore", espressione della propria adesione a D-o' nell'amore per la vita e per i propri simili. Nella Bibbia , un Salmo che esprime bene lo spirito della "danza dei Chassidim" è il 30(29), in particolare il versetto 12:
"Hai mutato il mio lamento in danza , la mia veste di sacco in abito di gioia , perché io possa cantare senza posa."
C'è un sentimento di grande gioia in tutto il Salmo: sullo sfondo il ricordo del dolore passato e in primo piano l'esultanza del presente , espresso con una danza sacra , progetto di una nuova preghiera di lode, sintesi corporea, mentale , emotiva e spirituale (Ger 31,4; 31,13).
Il verbo "Mahu^l" del versetto 12,significa "muoversi in tondo, ruotare "(Salmo 87,7). Armonia e ritmo , dunque , esprimono l'esuberanza dello spirito e manifestano la salute del corpo. La fatica della danza ,con dei movimenti non legati all'"utile", esprime la riconoscenza a D-o', per cui la gestualità non risulterà mai rappresentazione, bensì vita, cioè "cammino dell'Esodo" cammino del Cantico.
=D--o',sta a indicare l'impronunciabilità del nome divino in qualunque lingua esso venga scritto.
=Israele , liberato dall'Egitto presso il Mar Rosso celebra la vittoria con la danza , col canto e con l'uso di strumenti La danza è parte legittima del culto. Sentimenti di gioia e di trionfo includono passi di danza e movimenti ritmici. Quando D--o riveste l'essere umano di gioia , gli dona un abito nuovo. La danza sacra esprime la "simchat"(Torah), cioè la "letizia" e si accompagna al canto e agli strumenti (Sal 100,2 , 137,3 ; 68,4 ; Ger 31,7).
La danza ebraica , secondo i riferimenti biblici e talmudici è estremamente ricca di "giri", "salti", "marce", "cortei", "vortici" secondo i quattro punti cardinali ".
Una tipica danza allelujatica è descritta nel salmo cosmico 150, in cui si celebra la gloria del Signore con grande entusiasmo coreico . La danza ebraica antica ha subito l'influenza delle grandi culture limitrofe araba, egizia, assiro--babilonese, medio--orientale ,mentre con la diaspora , la danza ebraica assimila elementi iberici(danza seferdita) e mitteleuropei (danza ashkenazita)
venerdì 10 gennaio 2020
Libertà ai negatori di libertà? C. A. JEMOLO "I problemi pratici della libertà"
10--1--2020
Come ci si deve comportare in una democrazia di fronte a quei partiti che negano la libertà? Le risposte sono varie: c'è chi risponde che anche la democrazia ha senz'altro diritto di difendersi e di negare la libertà a chi la vuole sopprimere ; c'è chi pensa invece che il principio di libertà , che è ammissione e discussione d'ogni idea, non debba mai venire offeso.
Storia non troppo remota è quella dell'affermarsi vittorioso del liberalismo nel secolo scorso, (800)allorché ancora abbondavano gli assertori delle dottrine assolutistiche (non larvati,come oggi sogliono); allora nessun governo liberale ritenne di porre una censura sulla stampa o di disporre sequestri , per impedire la diffusione delle opere di Donoso Cortes o di padre Taparelli, che negavano il principio della sovranità popolare , il diritto dei popoli di scegliersi il regime politico che preferiscono. Precedente a cui altri obietterà che i governi liberali dell'ottocento avevano il sicuro intuito di trovarsi di fronte a nostalgici, da cui nulla avessero da temere; e che si può scorgere nel loro comportamento piuttosto l'effetto della felice intuizione del politico che non crea inutilmente vittime , che non l'enunciazione di un principio dottrinale da seguire in ogni caso.
Vano per questo , come per altri problemi , ricercare una soluzione che s'imponga a tutti con la forza dell'evidenza. Peraltro a nostro avviso non si può , senza colpire nella sua essenza il principio di libertà , voler impedire la libertà di propaganda ai sostenitori di dottrine volte a negare tale principio . Regime liberale può dirsi soltanto quello che sul terreno giuridico e legale assicuri un trattamento unico per ogni associazione od organizzazione politica , quale sia la dottrina che essa professi(va da sé che , sarà invece nettamente da escludere che lo Stato riconosca qualsiasi efficacia nel proprio diritto alle regole interne di società particolari contrastanti col principio di libertà , alle rinuncia del singolo alla propria libera determinazione).
La sola difesa che, qui come altrove , un Governo potrà adottare , sarà contro i tentativi di suggestionare le masse , di fare appello non alla ragione , non ai titoli di preferenza di una dottrina politica , bensì agli istinti, all'irrazionale.
Come ci si deve comportare in una democrazia di fronte a quei partiti che negano la libertà? Le risposte sono varie: c'è chi risponde che anche la democrazia ha senz'altro diritto di difendersi e di negare la libertà a chi la vuole sopprimere ; c'è chi pensa invece che il principio di libertà , che è ammissione e discussione d'ogni idea, non debba mai venire offeso.
Storia non troppo remota è quella dell'affermarsi vittorioso del liberalismo nel secolo scorso, (800)allorché ancora abbondavano gli assertori delle dottrine assolutistiche (non larvati,come oggi sogliono); allora nessun governo liberale ritenne di porre una censura sulla stampa o di disporre sequestri , per impedire la diffusione delle opere di Donoso Cortes o di padre Taparelli, che negavano il principio della sovranità popolare , il diritto dei popoli di scegliersi il regime politico che preferiscono. Precedente a cui altri obietterà che i governi liberali dell'ottocento avevano il sicuro intuito di trovarsi di fronte a nostalgici, da cui nulla avessero da temere; e che si può scorgere nel loro comportamento piuttosto l'effetto della felice intuizione del politico che non crea inutilmente vittime , che non l'enunciazione di un principio dottrinale da seguire in ogni caso.
Vano per questo , come per altri problemi , ricercare una soluzione che s'imponga a tutti con la forza dell'evidenza. Peraltro a nostro avviso non si può , senza colpire nella sua essenza il principio di libertà , voler impedire la libertà di propaganda ai sostenitori di dottrine volte a negare tale principio . Regime liberale può dirsi soltanto quello che sul terreno giuridico e legale assicuri un trattamento unico per ogni associazione od organizzazione politica , quale sia la dottrina che essa professi(va da sé che , sarà invece nettamente da escludere che lo Stato riconosca qualsiasi efficacia nel proprio diritto alle regole interne di società particolari contrastanti col principio di libertà , alle rinuncia del singolo alla propria libera determinazione).
La sola difesa che, qui come altrove , un Governo potrà adottare , sarà contro i tentativi di suggestionare le masse , di fare appello non alla ragione , non ai titoli di preferenza di una dottrina politica , bensì agli istinti, all'irrazionale.
mercoledì 8 gennaio 2020
da:" ARGO IL CIECO" Gesualdo Bufalino
8--1--2020
PREGHIERA , DIETRO LE QUINTE:
Tu, poca, misteriosa vita,che posso dire di te? Se m'hai sempre esibito quest'aria di bambolina truccata ; se non hai fatto mai nulla per persuadermi d'essere vera.....Odiabile , amabile vita! Crudele ,misericordiosa. Che cammini , cammini. E sei ora fra le mie mani: una spada , un'arancia,una rosa . Ci sei, non ci sei più: una nube,un vento, un profumo....Vita, più il tuo fuoco langue più l'amo. Gocciola di miele , non cadere. Minuto d'oro , non te ne andare.
PREGHIERA , DIETRO LE QUINTE:
Tu, poca, misteriosa vita,che posso dire di te? Se m'hai sempre esibito quest'aria di bambolina truccata ; se non hai fatto mai nulla per persuadermi d'essere vera.....Odiabile , amabile vita! Crudele ,misericordiosa. Che cammini , cammini. E sei ora fra le mie mani: una spada , un'arancia,una rosa . Ci sei, non ci sei più: una nube,un vento, un profumo....Vita, più il tuo fuoco langue più l'amo. Gocciola di miele , non cadere. Minuto d'oro , non te ne andare.
LETTERATURA ITALIANA DEL 900 : Sergio Corazzini
8--1--2020
Per un organo di Barberia
Elemosina triste
di vecchie arie sperdute,
vanità di un' offerta
che nessuno raccoglie!
Primavera di foglie
in una via diserta!
Poveri ritornelli
che passano e ripassano
e sono come uccelli
di un cielo musicale!
Ariette d'ospedale
che ci sembra domandino
un'eco in elemosina!
Vedi : nessuno ascolta.
Sfogli la tua tristezza
monotona davanti
alla piccola casa
provinciale che dorme;
singhiozzi quel tuo brindisi
folle di agonizzanti
una seconda volta,
ritorni su' tuoi pianti
ostinati di povero
fanciullo incontentato,
e nessuno ti ascolta.
Desolazione del povero poeta sentimentale
Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio,
Perché tu mi dici: poeta?
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni,
Le mie gioie furono semplici,
semplici così , che se io dovessi confessarle a te arrossirei,
Oggi io penso a morire.
Io voglio morire , solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angìoli
su le vetrate delle catedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perché , io sono , ormai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta.
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.
Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente , un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare , così, come canta e come dorme.
Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio,
Questa notte ho dormito con le mani in croce,
Mi sembrò essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.
Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi , a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.
Oh , io sono, veramente malato!
E muoio , un poco , ogni giorno.
Vedi: come le cose .
Non sono , dunque , un poeta:
io so che per esser detto : poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire,
Amen.
Per un organo di Barberia
Elemosina triste
di vecchie arie sperdute,
vanità di un' offerta
che nessuno raccoglie!
Primavera di foglie
in una via diserta!
Poveri ritornelli
che passano e ripassano
e sono come uccelli
di un cielo musicale!
Ariette d'ospedale
che ci sembra domandino
un'eco in elemosina!
Vedi : nessuno ascolta.
Sfogli la tua tristezza
monotona davanti
alla piccola casa
provinciale che dorme;
singhiozzi quel tuo brindisi
folle di agonizzanti
una seconda volta,
ritorni su' tuoi pianti
ostinati di povero
fanciullo incontentato,
e nessuno ti ascolta.
Desolazione del povero poeta sentimentale
Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio,
Perché tu mi dici: poeta?
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni,
Le mie gioie furono semplici,
semplici così , che se io dovessi confessarle a te arrossirei,
Oggi io penso a morire.
Io voglio morire , solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angìoli
su le vetrate delle catedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perché , io sono , ormai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta.
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.
Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente , un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare , così, come canta e come dorme.
Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio,
Questa notte ho dormito con le mani in croce,
Mi sembrò essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.
Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi , a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.
Oh , io sono, veramente malato!
E muoio , un poco , ogni giorno.
Vedi: come le cose .
Non sono , dunque , un poeta:
io so che per esser detto : poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire,
Amen.
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