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venerdì 7 agosto 2020

UN PENSIERO AL LIBANO "BEIRUT"

7---8---2020


O   Madre  di Dio , o  misericordiosa

Madre  di pietà  e  soccorso,

tu  sei  il nostro rifugio

e  la  nostra  speranza,

Proteggici , o Vergine,

e  abbi  pietà  dei  nostri defunti.

O Vergine  Madre anche  se  

il tuo corpo  è lontano  da noi,

la  tua  intercessione  ci accompagna  e ci protegge.

Da  colui  che  ti ha  esaltata

sopra  ogni  creatura

nel  prendere  da te  un corpo,

ottieni  ai peccatori   il perdono   continuamente.

Tu  sei  nostra  madre e nostra  speranza,

nostro vanto  e  nostro rifugio,

intercedi  per noi presso il tuo  Figlio

ché  perdoni  i nostri  peccati   per  sua  misericordia.

Non  ci  abbandonare,

buona  e piena  di grazia,

Salva  i tuoi  servitori,

che  ti  possiamo ringraziare  nei secoli  dei secoli.


un pensiero , una preghiera,  una speranza, per il popolo libanese, per Beirut, in questo momento drammatico.

 

giovedì 6 agosto 2020

FEDERICO GARCIA LORCA POESIE "ROMANCERO GITANO"

6---8---2020

San   Gabriele
        (Siviglia)                          A. D.  Agustin   Vinuales

1
Un     bel  bambino di giunco,
larghe  spalle  , vita  snella,
pelle  di mela notturna,
bocca  triste  e  grandi  occhi,
nervo  di  argento caldo
va su  e giù  nella  via  deserta.
Le  sue  scarpe  di vernice 
rompono  le  dalie   del vento
con  i due  ritmi che  cantano 
brevi  lutti  celesti.
Sulla  riva  del mare 
non  c'è  palma  che  lo  uguagli,
né  imperatore  coronato,
né  stella  filante .
Quando  piega  la testa
sul petto  di  diaspro ,
la notte  cerca  pianure
perché  vuole inginocchiarsi.
Le  chitarre  suonan  sole
per  l' Arcangelo  Gabriele,
domatore  di colombe
e  nemico dei salici.
San  Gabriele  il bambino piange
nel  ventre  di sua madre.
Non  dimenticare che i  gitani
ti   regalarono  il vestito.

2
Annunziata   dai  Re,
ben  lunata  e  mal  vestita,
apre  la porta  alla  stella
che  per  la strada  le veniva incontro.
L'  Arcangelo   Gabriele ,
tra  giglio  e sorriso,
pronipote  della  Giralda,
veniva  in  visita .
Sul  corsetto  ricamato
grilli occulti  palpitavano.
Le  stelle  della notte 
divennero  campanelle.
San  Gabriele;   eccomi 
con  tre  chiodi  di allegria.
Il tuo  fulgore  apre  gelsomini
sul  mio  volto  infiammato.
Dio ti salvi. Annunziata.
Bruna  meravigliosa.
Avrai  un bambino più bello
degli steli  della  brezza.
Ah,   San  Gabriele degli occhi miei,
San  Gabriele della  mia vita!
Per farti  sedere  sogno
un divano  di garofani.
Dio ti salvi , Annunziata ,
ben lontana e mal vestita!
Tuo figlio  avrà  sul petto  
un neo   e tre ferite.
Ah!   San  Gabriele che  risplendi,
San  Gabriele della mia vita!
In fondo  ai miei  seni
già  nasce il latte  tepido.
Dio  ti salvi, Annunziata,
madre  di  cento dinastie .
Aridi  brillano  i tuoi  occhi,
paesaggi  di  cavallaro.
Il   bambino  canta  sul seno 
di Annunziata  stupita.
Tre  confetti  di mandorla  verde
tremano  nella sua  vocina.

Ma  San  Gabriele  già  sale
una  scala  nell'aria
Le stelle  della notte 
diventano  semprevivi.

mercoledì 5 agosto 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana " 2---L0OBLATO BENEDETTINO SECOLARE"

5---8---2020

a)  L'oblazione  nello spirito  della Regola  di S. Benedetto

2)  Punti  salienti  della Regola  di S. Benedetto

                      Contemplativa(dal punto di vista  ascetico--mistico)

i)  Silenzio

Altra  virtù  necessaria  non solo per il monaco  ma per  tutti coloro  che  desiderano  avanzare  nella vita spirituale  è il silenzio  : atmosfera  di Dio  e condizione  per ascoltare la Sua voce :" la condurrò  nel deserto  e lì parlerò  al suo cuore"(Os. 2,  14). Tanta  è  la gravità  del silenzio che bisogna   guardarsi  anche  dalle  cose  buone  come  dice il Profeta :" Custodirò  le mie vie  per non  peccare  con  la mia lingua  .  Posi  sotto  guardia  la mia bocca ....ammutolii   e mi   umiliai, e  di  cose  anche  buone  non  parlai"(Sal.   39, 2-3).  Il perché  ?  "Nel  molto  parlare  non  si sfugge  il  peccato"(Prov.  10,  19),  e  anche  :"  La  morte  e la vita  sono in potere  della lingua"  (Prov.  18, 21) .     è  dunque  oltremodo  prudente  misurare  e ponderare le parole , poiché  abbandonarsi  alle  chiacchiere  non è  da saggi , infatti:" L'uomo dalle  molte  chiacchiere   cammina  senza  direzione sulla  terra"(Sal.  139,12). Il parlare  troppo  può  ridurre  il tempo  per  riflettere sulla  Parola , sul  mondo , su se stessi . Ma  la  ricerca  va  oltre  , verso  il silenzio interiore  nella  lotta con  il  persistere del  "chiacchierio" che  risiede in ogni  essere;   e S. Benedetto  chiede  che :" In  ogni  tempo  il monaco  deve  conservare il silenzio" (RSB  c. 42); dire  poche  e assennate  parole 8c. 7, 119  ; l'uomo saggio lo si conosce  dalle  poche  parole (ibid.)  ; ed  è  caratteristico  di questa  filosofia nonché  teologia  monastica il fatto  che  diverse  statue  raffigurano  S. Benedetto con l'indice  sulle labbra.
Sin  dal Prologo S. Benedetto  avverte a stare  attenti  ai  peccati  della   lingua:" Chi  non  dice inganno con  la sua  lingua"(Sal. 14, 3) condizioni per abitare nella tenda  del Signore degli eserciti. Poi ai  capitoli 4; 7, 9-11;  49 indica il silenzio come  un momento  d'ascesi  intensa ; in  altri (cc. 3, 38,  42, 48, 52, 68)  viene  chiesto  il silenzio per motivi pratici e di  carità,  oppure  , quando  viene  ingiustamente vessato  e provato , il monaco tace  confidando nell'aiuto di Dio(cc. 7, 4, 68).


martedì 4 agosto 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana " 2 ---L'OBLATO BENEDETTINO SECOLARE"

4---8---2020

a)  L'oblazione  nello spirito  della Regola  di S. Benedetto

2)  Punti  salienti  della  Regola  di  S. Benedetto

                        Contemplativa (  dal punto di vista  ascetico-mistico)

h) Umiltà

Legata  all'obbedienza  è la  virtù  dell'umiltà.  S. Benedetto  dice che il  primo  gradino  dell' umiltà  è l'obbedienza  senza  indugio  di coloro  che non hanno  nulla  di più caro  a  Cristo(RSB c. 5). Anche qui  S. Benedetto  rafforza  ciò  che  insegna  al discepolo con le  Scritture :"  Chi si umilia  sarà  esaltato  e chi  si esalta  sarà umiliato"  (Lc. 14, 11);  l'umiltà  è verità , "la   saggezza  è  degli umili" (Prov. 11,2); bisogna  davvero  guardarsi  dal  rincorrere  il vanto  disprezzando  l'umiltà.  Convinto  del bene  immenso  che  è l'umiltà S. Benedetto la  vede  raggiungibile salendo una scala  di dodici gradini , scala  i cui poli  sono il corpo e l'anima (cfr.  Gen. 28, 12; S. Bernardo , De  gradibus  humilitatis   et  superbiae) .      
S. Benedetto è certo che  la  conversione  dell'uomo vecchio (metanoia)  passa  attraverso  questa  virtù fondamentale  dell'ascesi  cristiana , dove  la  compunzione (la  consapevolezza dei  propri  falli, peccati ecc.) è  la forma  più  palese all'occhio  di Dio.  
L'umiltà  essenzialmente  si pone  in questi  precisi termini: l'uomo deve  convincersi  delle sue  velleità  nei  confronti di Dio, e  di  non poter mai essere  completamene indipendente  ed autonomo  da Dio da  giungere a  dichiararne la morte; poiché  questo  passaggio  è  fondamentale per  aprire  un dialogo  con Dio interrotto  il giorno  in cui  Adamo  credette di poter  fare a meno  di Dio e della  sua legge trasgredendola. Si  potrà  ancora  colloquiare con Dio nel  momento in cui l'uomo accetterà  la  supremazia  di  Dio su di sé . Il monaco  e l'oblato  devono  giungere  a questa  consapevolezza  confidando  in Dio che  non inganna(Lc. 5,5).
Nei  primi  sette  gradini  dell'umiltà  ( o " indizi"  come  li chiama  Cassino),  S. Benedetto  cerca  di formare  l'interno del suo   discepolo illuminato  dalla fede con  un crescendo  dello Spirito , ma  tuttavia  non sempre  in  continua  ascensione  a causa  della  natura umana con  la sua  tendenza  al   regresso  e a  incominciare  daccapo. I  gradini non  sono  tanto una scalata quanto un cammino a  tastoni (appunto nel buio della fede), non  un cammino  ascensionale  , verticale quanto  un cammino  quasi  orizzontale .  Dall' ottavo  al dodicesimo  gradino  S. Benedetto  traccia anche la  fisionomia del monaco per  quanto  riguarda  il suo  atteggiamento  esterno ,  specchio   dell'interno.
I gradini  dell'umiltà  spingono  fino  all'eroismo  dell'abnegazione  , riecheggiando  l'ammonimento  del Signore ."Se qualcuno  vuol  venire  dietro  a me rinneghi se stesso, prenda  la sua croce e mi segua"(Mt.  16, 24).  Queste  sono  le  condizioni  indispensabili per imitare fruttuosamente  il  Signore  : una  morte  quotidiana  a se stessi(1  Cor.  15,31). In  tali condizioni il Signore  è disposto  a scendere  per  conversare  con  l'uomo che  diventa  l'amico  di Dio , l'uomo di Dio (Sal. 138). All'atteggiamento dimesso  dell'umiltà subentra  quello  filiale dell'amore (RSB c. 7);  coronamento  di tutto  è l'atto supremo  della  follia  della croce(1 Cor. 1,23)

lunedì 3 agosto 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana " 2--L'OBLATO BENEDETTINO SECOLARE"

3--8---2020

a)  L'oblazione  nello spirito  della  Regola  di S.  Benedetto

2)  Punti  salienti  della Regola  di S. Benedetto
                 
                Contemplativa  (dal punto di vista  ascetico-mistico)
g)   Obbedienza

Al  capitolo  5  S. Benedetto  ritorna  a  parlare  dell'obbedienza  (cfr.Prologo),  certamente  non in  termini  di servilismo o  di  fatalismo ma  teologicamente  per cui chi  obbedisce  al suo  abate  lo fa  come  fosse  Dio  : "Chi  ascolta  voi  ascolta  me"(Lc. 10, 16), offrendo  la propria volontà :"Non  venni  a fare  la mia  volontà  ma  di Colui che  mi ha  mandato" (Gv.  5, 30);  così  come  la strada  che  conduce  a  Dio  non è facile :" Stretta  è la  via  che  conduce  a Dio"(Mt.  7, 14)   .  Già  al Prologo  S.  Benedetto  ha  parlato  al discepolo  (figlio)  della  via  che  conduce  alla Vita   contrapposta  a quella  che  conduce  alla  perdizione . Questa    della  sottomissione al superiore  è  propria  del monaco (RSB c.  5)  ,  e l'oblato  deve  naturalmente  cogliere  lo  spirito  del  pensiero  benedettino .  è significativo  il fatto  che  nella  professione  monastica  (c. 58)  S. Benedetto  parla  solo  dell'obbedienza  con  il  cambiamento  dei  costumi  ;  quindi  per  l'oblato  che  non ha  il voto  di obbedienza    sarà  il servizio dei  fratelli  l'essere  più  docile   agli ordini  dei propri  superiori (St  . 13)  sia  per  nascita  che  per grado (LG  36).  Nella  vita  l'oblato  , sia  come  superiore  che come  dipendente  , dovrà  aiutare  il prossimo ad essere  obbediente  e lui esserlo  con umiltà in ogni  momento; di  tutto  questo  la  ricompensa  sarà  Dio  stesso  (Lc.  6, 23) ,  S.  Benedetto avverte  anche  contro la cattiva  esecuzione  dell'obbedienza  ; cioè  quando  è  accompagnata  da  mormorazioni,  lamentele  , dinieghi più o meno  velati, se  non con imprecazioni:  in questi  casi  l'obbedienza  perde   tutta  la sua  efficacia  e non  è più  reputata  a mercede  ma a castigo proprio  dei mormoratori(RSB c.  5) . La  mormorazione  è  un male  pernicioso che  serpeggia nell'anima di colui  che  non serve Dio con gioia(Sal. 99), S Benedetto era  molto  severo  su  questo  pessimo  vizio  che  può  facilmente  attecchire sugli altri;  anche  perché  l'oblato  come  il monaco  non  hanno motivo  di  mormorare , basta  che  guardino  a  Gesù  che  si fece  "obbediente  fino  alla morte e alla morte  di croce"(Fil. 2, 8;  cfr. RSB  cc.  5, 7, 4, 68).

domenica 2 agosto 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA SECOLARE di: Alferio Caruana " 2--L'OBLATO BENEDETTINO SECOLARE"

2--8--2020

a) L'  oblazione  nello spirito  della Regola   di S. Benedetto

2)  Punti  salienti  della  Regola  di  S. Benedetto

              Contemplativa   (  dal punto di vista  ascetico-mistico)
f)   Prologo  e   capitolo  4

Come  dice  l'Apostolo  :" non siate  solo  uditori  della  Parola"(Gc. 1,2); infatti  sia  il monaco  che  l'oblato  dopo  aver  assaporato  la  Parola , dopo  averla  meditata  e celebrata  nella   Liturgia  devono  toccare  il punto  più  alto: la  contemplazione  (RSB  CC.  6,66).  Si  può  anche  chiedere  fino  a  che  punto  il monaco  debba  essere   contemplativo  ; e qui  S. Benedetto  crea  un  equilibrio  onde  evitare  un'eventuale  conflittualità  tra  le due  "attività" , otium  et  negotium.  L'equilibrio doveva  essere frutto  non di  compromesso,  ma  dalla  carità  di Cristo  che  ci  sprona (2 Cor.  5,14).  I monaci  lungo i secoli  sono stati  presenti  in  tutti  i settori  della  vita  dal  sociale all'economico  a  quello  della  cultura; oggi  si  chiede  che  i benedettini  siano  in  questo mondo  ,  disastrato , la  testimonianza  di una  seria  ricerca  di Dio , anche  attraverso  il campo  della  meditazione .  Il fatto  che S. Benedetto non  parli  di contemplazione  in  modo  esplicito  testimonia  non   solo la  libertà  che lascia  al monaco  nel  campo spirituale , ma  al  contempo  denota quanto  sia  importante  per il monaco  un'autodisciplina e un  rigore  propri nel  condurre  vita spirituale.
La  Regola  è  introdotta  da  un Prologo  in cui  S.Benedetto  parla  al suo discepolo  in modo  abbastanza  familiare dandogli l'appellativo  di  "figlio"; e dove  gli prospetta  subito  lo stato  spirituale  in cui  versa  tutto  il  genere  umano  a causa  del peccato  , ma  offrendogli  allo  stesso tempo il  rimedio  ;  il ritorno  a  Dio  agli  ordini  di Cristo  Re  . Il  monastero per  il  monaco  e il mondo  per  l'oblato  saranno  così  i luoghi  prescelti  dalla  Provvidenza per  condurre  la battaglia  della  fede  tra  i pericoli  , quali  l'accidia , la  distrazione  dalle cose  spirituali ;  la  vigilanza  è  d'obbligo(Mt. 25, 11-13).
Il ritorno   a  Dio  si effettua  sul campo  di battaglia  impegnati  fino  all'ultimo  sangue ;  il  capitolo  4  della  Regola  precisa  l'estensione  e la  profondità  del duello tra  la vita  e la  morte; dove  gli strumenti delle  buone  opere sono  una  serie  di armi"lucentissime",e il  discepolo un soldato  coraggioso . Le armi  lucentissime   sono  una  serie  di  ammonimenti  dalle Scritture   e fanno  da  guida  sicura  al monaco che  vuol  verificare la sua  consistenza  e  profitto  spirituale, e se  davvero  cerca  Dio  con  cuore  sincero . Questi  strumenti  probabilmente non  serviranno tutti , insieme , ma  andranno presi  nei  momenti  opportuni . Tra  gli strumenti troviamo il decalogo,  le opere  di misericordia, e una  sequenza  di virtù monastiche  ;mentre  l'elenco termina con  "mai  disperare della misericordia di Dio e  un'esortazione alla  perseveranza in  monastero , o nel  mondo  per l'oblato.

sabato 1 agosto 2020

I GIUDICI POPOLARI ---Riduzione da: Domenico Carutti, del libero pensiero, Firenze (1861)

1---8---2020
Il  giudizio  per mezzo  dei  giurati  diffonde  fra  i cittadini l'idea  del  diritto  , e  inspira  il rispetto  della  legge e della   cosa  giudiziaria; esso  insegna  e costringe l'uomo, osserva  Alessio   Tocqueville  , ad  assumere  la  responsabilità  delle  proprie  azioni, gli  fa    sentire  che  ha  doveri  verso  la società  e che  partecipa  al  suo governo;  obbliga  gli uomini ad  occuparsi  di  cose  che  non  sono  i propri  affari  e  combatte   in tal  guisa  l'egoismo  individuale,  ruggine  roditrice  delle   società  moderne. Lo  stesso  Tocqueville  osserva  molto   saviamente  che  i  giurati  in  materia  civile sono  quelli  che  servono  principalmente  a  perfezionar  l'istituzione, ed  a  farla  penetrare  e metter  radice  nei  costumi  e nello spirito  del popolo , perché    vedendola  ogni dì  in  atto  ed  applicata a  tutti  i suoi  interessi  , viene  a  considerarla  come  inseparabile  dall'amministrazione della giustizia; e l'ufficio  di   giurato  , specialmente  in  materia  civile ,  conferisce al cittadino parte  delle  abitudini  del giudice,  le quali  sono  ottimo  apparecchio   a libertà.
Le  opposizioni  che  incontra  il giudizio  per mezzo  dei  giurati , riguardano  sopra  tutto  l'inettitudine  delle  popolazioni ad  esercitare  l'ufficio  . Certo  è  che  nell'introduria  fa  d'uopo procedere  cautamente  e con  la maggior  prudenza  , a  andar  più  stretti  che  correnti  nell'allargar  la lista  di chi  dee    parteciparvi;  la qual  cosa  per  altro  non significa  che  debbasi  menomar la  fiducia  che merita  una  guarentigia  politica  reputata  di tanto  rilievo  dai  popoli liberi. 



=   In Italia  i giurati  , o giudici  popolari  ,  soppressi  per  un breve  periodo  durante il fascismo , sono chiamati  soltanto  nei  giudizi         penali  di Corte  d'Assise  a  esprimere  il verdetto  , vale  a dire  a dichiarare la  sussistenza  o meno  dei fatti  imputati.