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lunedì 11 maggio 2020

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA di Miguel De CERVANTES

      11---5---2020
PARTE  SECONDA    CAPITOLO    XX :
La  candida Aurora  aveva  appena  dato  tempo  allo splendente  Febo  di  rasciugarle  le  liquide  perle  dei  suoi  capelli  d'oro  col  calore  dei  suoi ardenti raggi,  quando  Don  Chisciotte  scuotendo  la  pigrizia  dalle  sue membra  , si  alzò  per  richiamare  il suo  scudiero  Sancio,  che  russava  ancora  tranquillamente.    Ciò  vedendo  ,  prima di destarlo  Don Chisciotte disse:
-----Felice  te sopra  tutti quelli che vivono sulla  superficie  della terra !  Poiché  senza  invidia  e senza  essere  invidiato  dormi con  l'anima  tranquilla,  e non  ti  perseguitano gli  incantatori, né ti  preoccupi degli  incantesimi.  Dormi , ti  ripeto  e ti  ripeterò cento  volte , senza  che la gelosia  per  la tua donna  ti  tenga in  continua veglia né ti  desti  il pensiero dei  debiti in   scadenza  da pagare  , o  quello del  da farsi l'indomani per provvedere  il vitto  per te  e per  la tua  piccola  e  sbigottita  famigliuola.  L'ambizione  non  ti  inquieta , né  il  vano  fasto  del mondo  ti attira  , poiché  i limiti dei  tuoi desideri non si  estendono più  in là del  pensiero del tuo  giumento , e  quello  della  tua  persona lo hai  deposto  sulle mie  spalle  , come  un  giusto  contrappeso  che la natura e l'uso impongono ai signori . Dorme il servo e veglia il padrone, pensando  come  nutrirlo , come migliorare  la sua sorte , come  dargli  la dovuta  mercede . L'angoscia  di vedere  un  cielo  di bronzo  che  nega  alla  terra  la  vivificante  rugiada, non  affligge  il servo , ma il padrone, che  deve  nutrire durante  la carestia  e  la fame colui  che lo servì  durante la  fertilità  e l'abbondanza.

domenica 10 maggio 2020

BUONA DOMENICA FIABE POPOLARI INGLESI a cura di: Katharine Briggs

10--5---2020
Il venditore  ambulante  di  Swaffham

Viveva  un  tempo  a  Swaffham,  secondo  la  leggenda  , un  venditore  ambulante , e costui  sognò che  se fosse  andato  a  Londra e  fosse rimasto  un  pò  sul  ponte  di Londra avrebbe  avuto  delle  ottime notizie.   L'ambulante dapprima  non ci  fece gran  caso , ma  quando  il sogno  si  presentò una  seconda  e poi  una terza  volta , decise di metterlo  alla prova, così  se ne  andò  a Londra e  rimase per  due  o tre  giorni sul ponte , a  guardarsi attorno, ma non sentì  proprio  niente che  potesse  tornargli  utile o piacevole .  Alla  fine , un calzolaio che  aveva  il negozio  lì  davanti , dopo averlo  guardato  per un pò   stare lì  inutilmente , senza vendere  mercanzie  né  chiedere  la carità , gli  si avvicinò  , e gli  chiese molto   urbanamente  come mai  era lì, e  di cosa  si occupava. L'ambulante  rispose  sinceramente di aver  sognato  che se fosse  venuto  a Londra  e fosse  rimasto  a lungo  sul ponte avrebbe  avuto  delle  buone notizie .  Il calzolaio rise  di gran cuore , gli  chiese  se davvero  era stato  tanto  sciocco  da mettersi  in  viaggio  per  un  motivo del  genere,  e aggiunse :
--Senti qua, bravo  campagnolo , l'altra  notte io ho  sognato  che ero a Swaffham   nel  Norfolk,  un posto  che  non conosco  per  niente , e  stavo  in un frutteto  dietro  la casa  di un certo  venditore ambulante  , e  scavavo  sotto  una  grande  quercia   e trovavo un tesoro  da  non  dirsi!  E  ti  pare  che  sono   tanto scemo  da partire  per un viaggio   del genere  su  istigazione   di uno  stupido  sogno?  No  no,  la  so più lunga  , io .  Perciò  , amico,  impara da me  , torna  a casa  tua  , e  occupati  dei  tuoi  affari -.L'ambulante  aveva  ascoltato  molto   attentamente il     racconto     del  sogno,   e si  era reso  conto  che parlava   di lui , perciò eccole  qua  le buone notizie.  Tutto  contento  , tornò  a casa di  gran fretta , scavò, e trovò  un tesoro davvero  prodigioso e   prezioso , grazie  al quale  divenne   straordinariamente  ricco , e siccome   la chiesa   di Swaffham  era  quasi  completamente crollata , assunse  degli operai e  la fece sontuosamente riedificare a sue  spese, e ancora  oggi  dentro  c'è  la sua statua, tutta  di pietra , col  fagotto  sulle spalle e il  cane vicino,  E  la stessa  immagine  compare a  ricordarlo su  vetrate  e insegne di taverne  in tutta la città.

C'è  un seguito  alla vicenda:
"La  cassetta  che  conteneva  il tesoro  aveva  un'iscrizione  latina sul  coperchio, che  naturalmente  l'ambulante  non  era  in grado di  decifrare . Allora  inserì  il coperchio  nella  finestra  , e  ben  presto  sentì  alcuni  studenti  che traducevano  la frase in inglese:
      Sotto  di me  un  altro  troverai
        e  più ricco ancora  sarai.
e lui  si mise al lavoro , e  scavò  più a fondo e trovò  un  tesoro  più ricco del primo".

Buona  domenica  , a  tutti i bambini, soprattutto  a coloro  che   sono ospedalizzati;
Buona domenica, a tutti a bambini che si trovano in campi  profughi;
Buona  domenica , ai bambini che vivono in condizione di  indecenza fisica e psichica.


sabato 9 maggio 2020

SAN BENEDETTO E IL MONACHESIMO IN ITALIA OPUS DEI\ OPUS MANUUM \ LECTIO DIVINA di: p. Ambrogio Montani osb

8---5--2020

Parlando dell'Italia  , non si può dimenticare  una  grande figura che l'ha  illustrata agli albori  della sua storia.
Dopo  la caduta dell'impero romano (476), nel 480  nasce  quest'uomo destinato a lasciare una  profonda traccia  del  suo umanesimo --monastico in  tutta   Europa, e  in  particolare nella nostra  Italia.
Erano  tempi difficili , segnati dalle   migrazioni delle  popolazioni  germaniche , in cerca di nuove terre . Stilicone ,  generale  vandalo , al sevizio di  Bisanzio , aveva  cercato di  trattenerli oltre i  confini , ma  alla  sua   morte , queste  popolazioni erano dilagate in tutte  le terre dell'impero.
San  Gregorio  Magno , è  il  geniale  biografo  di Benedetto da  Norcia . Quando  muore  quest'ultimo nel  547, Gregorio (540--604),ha appena  sette anni , quindi abbastanza  in grado  di capire i suoi  tempi, perché  egli stesso vive  con  cuore  angosciato . Ha  potuto  conoscere alcuni discepoli del santo,  dai quali si è  fatto  raccontare  gli avvenimenti più  importanti della  sua  vita, che  ci  narra  nel  Libro  2  dei  Dialoghi. Ne risulta  una  splendida   biografia , redatta  da un  grande  cuore di  monaco, pienamente in grado di  comprendere la ricchezza interiore  di Benedetto .
Questa vita, senza date  e senza riferimenti precisi , quel distacco  dagli uomini e dai fatti , dagli  interessi  politici del tempo, non sono un  difetto della  fonte  angiografica, bensì la  più  profonda  verità  dell'esistenza del   santo  e della  sua  fondazione.
Senza  che  Benedetto abbia mai  lasciato il monastero , Montecassino  è  divenuto un  punto di  convergenza , per  tanti  uomini e tanti  avvenimenti  che  ruotano  attorno  alla figura  del santo  . Anche  Totila, re  dei  Goti , lo  vuol vedere  ; e dopo  aver  vanamente tentato il suo  spirito  profetico, si prostra ai suoi  piedi,  riconoscendone la  santità.   Ciò  accadeva  nel  546. Un  anno  dopo  nel  547, il  santo  moriva e veniva  sepolto  nell'oratorio   di San  Giovanna Battista, venuto alla luce  durante  gli scavi del 1950.
Celebre  divenne nella  storia della  mistica  la visione in cui  si  presentò  al santo ;  Omnis  etiam  mundus , velut sub  uno  solis   radio  collectus  (Tutto  il mondo  raccolto  in  un  solo  raggio  di sole); giacché :  Videnti  Creatorem  angusta  est  omnis creatura(a  chi  vede  il Creatore  , piccola  diventa  ogni  creatura). Anche  Dante nel  suo  Paradiso  , si  ispirerà  a questa  visione , quando  dall'alto del  cielo  dei  Gemelli , questa terra  gli  apparirà  come  l'aiuola  che  ci  rende   tanto  feroci.
E questa è l'eredità  tanto  bella  che Benedetto  ha  lasciato ai  suoi  monaci , e  che  è  stato  elemento  di  trasformazione e di  elevazione per  tutto  il Medioevo;  guardare  tutta  la realtà  terrena  nella  prospettiva   di Dio , questa  allora  acquista  la sua   giusta  dimensione .
San  Gregorio  concludendo  la  biografia  su  san benedetto  ,  presenta  la regola  con queste  parole:
"Egli  scrisse  la Regola  dei  monaci  ,  insigne  per  discrezione  , chiara  per  esposizione,  Questa  Regola  attraverso i secoli si è  imposta  proprio  per  la sua  discrezione  e  umana  comprensione,  e per  la chiarezza e semplicità della sua parola , e  della  dottrina  accessibile  a tutti  ; e ha educato  e  formato  allo spirito  del vangelo una  larga  schiera  di  monaci  e,  per mezzo di essi , i popoli dell'intera  Europa.
I valori essenziali  della spiritualità  della  Regola , sono  gli  stessi  della  tradizione  monastica.  San  Benedetto non    si   ritiene  un   fondatore  o un  iniziatore  di un nuovo   genere di vita , ma  semplicemente  il suo  punto  più  alto.  Il  monaco  benedettino , come  del resto  ogni  monaco  , non  ha  la  pretesa  di  sentirsi  migliore  dei  cristiani che  restano  nel mondo ;  intende  solo  vivere  il messaggio  evangelico , in  una  forma  e con  uno  spirito  più  coerente e integrali.
Paolo 6° nel Discorso  tenuto  a  Montecassino , il 24 ottobre 1964  , quando  ha  proclamato  san Benedetto  patrono  d'Europa , ha  queste  significative  parole  sull'umanesimo  cristiano  , che  i monaci  hanno  trasmesso  all'Europa :  Il   monastero  ci offre  il quadro , di  una  piccola  società  ideale, dove  finalmente regna  l'amore , la  libertà delle  cose e  l'arte  di  bene  usarle,  la  prevalenza  dello  spirito ,  [....] in  una  parola il Vangelo.
I  cardini  sui  quali  si  muove  la  spiritualità  monastica  ,  sono la preghiera e  il lavoro , secondo  il tradizionale detto :"  Ora  et  Labora".  Il  motto così  formulato  , non  è  a rigore  di san Benedetto; ma  la  posterità  ha  felicemente  sintetizzato  in esso ,  il programma  della  vita  sociale  , concepito  dal  Patriarca  cassinese. Non  due  compiti  paralleli  e indipendenti , ma  organici  e  armoniosamente  fusi:  soprattutto  per  il tramite  della  "Lectio  divina".
Alla  preghiera  nell'ordinamento  monastico viene  riservata  buona  parte  della  giornata  e  qualche  ora  della notte . I Salmi   costituiscono  la fonte  principale  a cui  si  ispira  la preghiera  comunitaria,  detta  da  san  Benedetto "Opus  Dei", opera  di Dio per  eccellenza . Nella  scala  dei  valori la Regola  mette al primo  posto  la  preghiera liturgica , con  quella famosa  affermazione : Nihil  operi  Dei  proeponatur(nulla  si  anteponga  all'opera  di Dio).
Questa  atmosfera  di preghiera  , ha  dato  ai  monaci  la possibilità di essere  "luce e sale"  dei popoli  , lungo     il corso  dei  secoli ; di  segnalarsi  soprattutto  nell'educare  e  ammansire  i  barbari . Il  pontefice  Gregorio  Magno  inviava  alla  regina  Teodolinda , sposa  di  Agilulfo  , re  dei  Longobardi , in dono  i Dialoghi  che  parlano delle  virtù dei  monaci italici, stimolando  così  la regina  a  favorire  la vita   religiosa e a  impedire  almeno  la  continuazione  dei  disordini e  delle  distruzioni.
L'opera  di Gregorio  avrà  il suo effetto  : uno dei  principi  longobardi  entrerà  come monaco a Montecassino;  e  un  altro  insigne  longobardo , Paolo  Diacono ,  anche  lui  monaco nella  stessa  abbazia,  scriverà  la Historia  Langobardorum,  dove  tenta  di  difendere il  suo popolo dalle  accuse  di crudeltà.
Lo  spirito  monastico  ha  fatto  da catalizzatore  , per  integrare i  nuovi  popoli  con  il vecchio  ceppo latino, dando  origine  al nuovo popolo  italico.

Accanto  alla preghiera  il lavoro  della  mente e delle  braccia .  Il lavoro  manuale , detto  anche  "opus  manuum " è  considerato  con  sommo onore dal  monaco  e legislatore  Benedetto,  benché  nato  dalla  nobile  "Gens Anicia", dove  certo  il lavoro  manuale veniva  lasciato  volentieri agli schiavi, secondo la mentalità del mondo classico. Egli  lo  apprezza non  in senso puramente  negativo , come  rimedio  all'ozio. Con  senso  pratico romano e  insieme  profondamente  cristiano  , egli  pensa  e vuole  il lavoro manuale in  tutta la sua  nobiltà,  serietà e positiva  efficienza ; lavoro  ben  definito, ben  ordinato , ben  temperato secondo  le  persone , i luoghi , i bisogni ;  lavoro  fecondo e salutare.
Nella  giornata  del monaco, non  poteva  mancare un  terzo elemento la " lectio  divina".
A mensa  ci  sia sempre  uno che  legge ,  e  da tutti  si faccia  "summum  silentium",in  modo  che  si  senta  la voce  di chi  legge; perché  mentre  si  nutre  il corpo , non manchi  il nutrimento  dello  spirito.  La  "Lectio"  deve  quindi  educare  sul  piano  umano e morale  il monaco.
La  Regola  stabilisce dei  tempi :
Otiositas inimica est animaoe ; et ideo  certis temporibus  ,  occupari debent fratres in  labore  manuum , certis iterum horis in  lectione divina( l'ozio è  nemico  dell'anima; quindi  i fratelli devono in  alcune  determinate ore occuparsi  nel  lavoro  manuale  ,  e in  altre  ore  anch'esse ben  fissate , nello studio  delle  cose divine).
Lectio  divina  quindi  è  la lettura  , o  meglio  lo studio  delle  cose  sacre o spirituali della  Bibbia e dei  Padri  .  Ma  basta  pensare  allo studio  necessario  per  preparare  tutti  a saper  leggere  e  comprendere  tali  testi  , per  scorgere nella  stessa  lectio divina  , il germe  di quello  studio  dei  classici  profani,  a cui  pure  attesero  tranquillamente  i monaci ;  e di  quella  mirabile fioritura di scuole ,di  opere  erudite  , di  studi sacri e scientifici , che  trovarono sempre  nei   monasteri benedettini asilo  fecondo  e pacifico.
Vi  è poi  un tempo particolare , la Quaresima , nel  quale  ogni  monaco  , con  pubblica  e  solenne  cerimonia , riceve  dall'abate un libro , con  l'impegno di leggerlo "  per  ordinem ex  integro"; quindi  non  a brani qua  e là , da  dilettante.
La  serietà  , la  diligenza , la  pazienza , hanno  creato  il tipo tradizionale  del  benedettino studioso;  con la   grandiosa  mole di  opere ,  da  quelle  antiche  :  san Beda ,  Alcuino,  Paolo Diacono, san  Pier Damiani, sant'Anselmo d'Aosta , san  Bernardo....a   quelle  dei  Maurini (Mabillon..) e  degli  attuali  centri benedettini di cultura e  studio (Montecassino , Solesmes ,  Beuron , Maria--Laach, Maredsous,   Monserrat...).
Per  tutto  questo lavoro  erano  necessarie  le biblioteche  :  ogni monastero  ne  era  riccamente  fornito . Inoltre lavoravano intensamente  gli  "scriptoria"  , officine  da cui  uscivano  quegli  splendidi  codici  miniati, tanto  ammirati  dagli  studiosi  , e  che  andavano  ad  arricchire  le biblioteche  stesse . L 'amore  dei libri e dello  studio ha  dato  origine  a quel  detto "claustrum  sine  armario , quasi  castrum  sine  armamentario"(un  monastero  senza  libri  è come  una fortezza senza  armi).
L'equilibrato accordo  di questa  triplice  manifestazione di  vita  sociale  : preghiera , lavoro e studio , ha  generato  il  grandioso e   vario  complesso  di opere  che  formano  lo stupore  di chi  studia  la  storia benedettina: lo   splendore   del culto  ; la creazione di templi , di melodie  e di inni : le biblioteche e gli scriptoria  ai quali si  è  accennato ,  dove  sono  stati  trascritti  e trasmessi alle  generazioni posteri  tanti  tesori , della  cultura  religiosa e  classica profana  , che altrimenti  sarebbero  andati  perduti.
Alla corte di Carlo Magno   fiorì  una scuola  palatina , per  opera  del monaco  Alcuino, di cui  fu  allievo  lo stesso  imperatore , benché in età  ormai  matura . Anche a Parma  si  sono avuti  nomi di  eruditi  illustri , come  Benedetto Bacchini  e Vittorio  Siri.
Il dissodamento, la  bonifica,  la  coltivazione  dei campi , erano altre  opere  a cui  i monaci  hanno  dedicato  le loro  energie:  basti  ricordare  il monastero  di San  Benedetto Polirone (Po), dove  ancora  oggi  si  possono  vedere le grandi  opere  di ingegneria  idraulica compiute  dai  monaci, che  hanno  trasformato acquitrini in fertili  campi.
Anche  nell'opera  di evangelizzazione  e di  educazione delle genti  germaniche  , i monaci  si sono distinti.  Il  pontefice  Gregorio Magno , convertì  i  Longobardi a una  vita  più  civile , inviò  il  monaco Agostino in Inghilterra , con  quaranta  monaci , e condusse gli  Angli  e i Sassoni a  un  modo di vivere più  sereno.
Tutta  l'opera dei monaci, grandiosa  e pacifica , compiuta quasi  nel silenzio , ha  dato  risultati prodigiosi,  che  hanno sempre destato  l'attenzione e  l'ammirazione di ogni serio studioso della  storia  e della  cultura.

giovedì 7 maggio 2020

IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di: Alberto Romagnoli "IL PARLAMENTO"

7---5---2020

Lavoro legislativo

Secondo  lo Statuto  albertino la  durata di vita delle  Camere  dei deputati si  chiamava legislatura e  ogni legislatura era  solennemente  inaugurata  col  discorso  della Corona. Non  può  dirsi  oggi, data  anche  la diversa durata prevista per le  due  Camere , che  si  abbia  un  inizio e  una   fine      di legislatura ,  ma  indubbiamente le Camere , che  succedono  alle precedenti, si  considerano un  corpo nuovo e il  lavoro legislativo iniziato , ma  non  perfezionato , viene annullato.
Le  due Camere  sono  organi  che  operano  ad  intermittenza , hanno  cioè periodi  d'attività che  s'iniziano con  la convocazione e  terminano  con  l'aggiornamento .  "Le  Camere si riuniscano di  diritto  il primo  giorno  non  festivo di  febbraio e  d'ottobre".  Ma  ciascuna Camera può  essere  convocata  in  via  straordinaria  per  iniziativa  del suo  Presidente  o del  Presidente  della Repubblica o  di un  terzo  dei suoi  componenti.

L'iniziativa  delle leggi

L'iniziativa  delle leggi , vale  a dire la  presentazione  dei  disegni  di legge , spetta ,  secondo  l'art. 71 della  Costituzione: 1) al  Governo ; 2) a ciascuno membro  delle Camere ;  3) al popolo ;  4)  al Consiglio  nazionale  dell'economia e  del  lavoro;  5)  ai  Consigli  regionali.
Più  frequentemente  l'iniziativa  parte  dal  governo , che è l'organo  meglio in grado  di valutare , in relazione all'indirizzo  politico da  lui seguito,  l'opportunità di  provvedimenti  legislativi. La  presentazione  d'un  disegno di  legge  da parte  del governo deve  essere  deliberata  dal  Consiglio dei  ministri  , e  autorizzata  con apposito  atto  del Presidente  della Repubblica.
Frequente  è  l'iniziativa  parlamentare , la  quale si  ha  anche nel caso in cui  si tenda  a modificare i   disegni di legge  governativi.
L'iniziativa  popolare può  , a  norma  del'art. 71, esercitarsi mediante  proposta  da parte di almeno  50.000 elettori, di un progetto  redatto  in articoli. è questo  uno  strumento  di democrazia  diretta.
Il  lavoro  legislativo , secondo  l'ordinamento  del  Parlamento  italiano , si svolge in due modi: o in  seduta  plenaria o  nelle Commissioni  legislative. Con  la creazione di  queste  commissioni  si  è  ottenuta in Italia  una  soluzione originale , che  ha  dato  ottima  prova  ed è  studiata  anche  da altri  paesi, al  problema    della  lentezza dell'iter  legislativo . Se  tutte le leggi  dovessero  seguire il lungo  cammino della discussione e  dell'approvazione davanti  a ciascuna Camera  riunita , il lavoro legislativo  , tanto  vasto  in  uno  Stato  moderno, sarebbe  insufficiente al bisogno.

martedì 5 maggio 2020

IL CINQUE MAGGIO ALESSANDRO MANZONI

5---5--2020

Ei  fu  .  Siccome  immobile,
dato  il  mortal  sospiro,
stette  la spoglia   immemore
orba  di tanto  spiro,
così  percossa   ,  attonita
la  terra  al nunzio  sta,
muta  pensando  all'ultima
ora  dell 'uom  fatale;
né sa  quando  una  simile
orma  di  piè mortale
la  sua  cruenta  polvere
a calpestar  verrà.
     Lui  folgorante  in  solito
vide  il mio  genio  e tacque;
quando , con  vece  assidua,
cadde  , risorse e  giacque,
di mille  voci  al  sònito
mista la  sua  non ha;
    vergin  di servo encomio
e  di  codardo  oltraggio,
sorge or commosso al  sùbito
sparir  di tanto  raggio;
e  scioglie all'urna  un cantico
che  forse  non morrà.
    Dall' Alpi   alle  Piramidi,
dal  Manzanarre   al Reno,
di quel  securo  il fulmine
tenea dietro  al  baleno;
scoppiò  da  Scilla  al  Tanai,
dall'uno  all'altro  mar.
     Fu  vera  gloria?  Ai  posteri 
l'ardua   sentenza;  nui
chiniam  la  fronte  al Massimo
fattor ,  che  volle  in lui
del  creator  suo  spirito
più  vasta  orma  stampar.
     La  procellosa  e trepida
gioia  d'un  gran  disegno,
l'ansia  d'un  cor  che  indocile
serve  pensando  al regno;
e il giunge  , e  tiene un  premio
ch'era  follia  sperar;
       tutto  ei  provò: la gloria
maggior  dopo  il periglio,
la fuga  e la vittoria,
la reggia  e il tristo  esilio;
due  volte nella  polvere,
due  volte  sull'altar.
      Ei  si nomò:  due  secoli,
l'un  contro  l'altro  armato,
sommessi  a lui  si  volsero,
come  aspettando  il fato ;
ei  fe'  silenzio , ed  arbitro
s'assise in mezzo  a lor.
     E  sparve , e i dì nell'ozio
chiuse in sì  breve  sponda,
segno d'immensa  invidia
e  di  pietà  profonda,
d' inestnguibil   odio
e  d'indomato  amor.
          Come  sul  capo  al naufrago
l'onda  s'avvolve  e pesa ,
l'onda  su  cui  del  misero,
alta  pur  dianzi  a  tesa,
scorrea  la vista  a  scernere
prode  remote  invan;
     tal  su  quell'anima  il cumulo
delle  memorie  scese.
Oh  quante  volte  ai  posteri
narrar  se stesso imprese,
e  sull' eterne  pagine
cadde la stanca  man!
Oh  quante volte  ,  al  tacito
morir d'un  giorno  inerte,
chinati  i rai  fulminei,
le  braccia  al sen conserte,
stette  , e  dei  dì che  furono
l 'assalse  il  sovvenir!
       E  ripensò  le  mobili
tende  , e  i  percossi valli,
e  il lampo  de'  manipoli,
e  l'onda  dei  cavalli,
e il  concitato  imperio
e il  celere  ubbidir,
     Ahi!   forse a  tanto strazio
cadde lo spirto  anelo,
e  disperò ;  ma  valida
venne  una  man  dal  cielo,
e  in  più  spirabil  aere
pietosa  il trasportò;
       e  l'avviò, pei  floridi
sentier  della speranza ,
ai  campi  eterni, al  premio
che  i desideri  avanza ,
dov'è silenzio e tenebre
la  gloria  che passò.
      Bella  Immortal  !   benefica
Fede ai  trionfi  avvezza!
Scrivi  ancor  questo  , allegrati;
ché  più  superba  altezza
al  disonor    del  Golgota
giammai  non  si  chinò.
       Tu  dalle  stanche  ceneri
sperdi  ogni  ria  parola:
il   Dio    che   atterra  e suscita,
che  affanna  e che  consola,
sulla  deserta  coltrice
accanto  a lui  posò.

domenica 3 maggio 2020

BUONA DOMENICA

3--5---2020

PIONIERI

Non  potete  più  stare fermi
ad  aspettare  pazientemente?
L'inverno  non è  ancora  finito!
Dai  fianchi  della  strada  a  quale cenno
vi  siete  tutti   alzati  in canto?
O  pazze  viole , o deliranti  mughetti,
a  chi  correte  incontro
tanto  ansiosi  e impazienti?

Voi siete  la prima  schiera
sulla  via  della  morte
e  non  v'importa se  il tempo è  opportuno.
Il  vostro  impeto  sparge colori  e profumi
di  ramo  in  ramo nella  foresta.
Incitando  ad  alte  risa
avanti  a tutti  sbocciaste:
numerosi  siete  caduti  spezzati.

La  primavera verrà  in  marzo
portata  dall'alta  marea
dell'aria  di mezzogiorno .
Non  siete stati  a  contare  i suoi  giorni,
innanzi  nel  tempo  avete suonato il flauto .
Come potete  giungere prima  della  notte
alla  fine  del cammino?
In  pianto  e riso  spargeste sulla  via  quanto  avevate .

O  spensierati, o  inconsiderati,
siete  impazziti  solo al suono,
ancora  lontano, dei  suoi passi.
Con  la vostra  morte , sulla  polvere   della strada,
avete  steso  un soffice  tappeto  all'Ospite  che viene.
Non  vi  fermate  a  guardarLo  con  i vostri  occhi:
senza  vederLo, senza sentirLo
caddero  spezzati i vostri legami.

Calcutta, 22 gennaio  1915, da  Balaka        Rabindranath   Tagore

Buona domenica,   a  tutta l'europa , in particolare all'Italia,  con gli auguri di una cauta ripresa;
Buona   domenica, a tutti coloro  che hanno combattuto in prima linea  l'emergenza, un meritato riposo, per un recupero del corpo e dello spirito;
Buona domenica, ai pazienti, non solo della pandemia;
Buona domenica, ai politici  , un augurio di un cammino fatto di saggezza, e maturità  politica per il bene comune;
Buona domenica, ai clinici, ai ricercatori, che possano insieme  comprendere, ed aiutare l'umanità ad uscire da quest'incubo;
Nel mio cuore c'è gioia  per la decisione dell'EU  ne progetto di ricerca per il COVID-19;
il mio augurio è quello di vedere la scienza, la ricerca mondiale, unita in un lavoro comune, per il bene dell'umanità,  e libera da legami politici.

venerdì 1 maggio 2020

FERVORE DI BUENOS AIRES JORGE LUIS BORGES

1--5--2020

ASSENZA

Dovrò  rialzare  la vasta  vita
che  ancora  adesso è il tuo  specchio:
ogni mattina dovrò  ricostruirla.
Da  quando  ti  allontanasti,
quanti  luoghi sono diventati  vani
e senza senso, uguali
a  lumi  nel  giorno .
Sere che  furono nicchia della  tua  immagine,
musiche in  cui  sempre mi  attendevi,
parole  di quel  tempo ,
io  dovrò  frantumarle  con  le mie   mani.
In  quale  profondità  nasconderò  la mia  anima
perché  non  veda  la tua  assenza
che  come un  sole  terribile , senza occaso,
brilla  definitiva  e spietata?
La tua  assenza  mi  circonda
come  la corda  la gola
il mare  chi  sprofonda.

LA  NOTTE  DI  SAN  GIOVANNI

Il  ponente implacabile di splendori
tagliò  a filo di spada le distanze .
Soave come  un  saliceto è la notte .
Rossi  crepitano
i  mulinelli dei  bruschi  falò ;
legna sacrificata
che  si  dissangua  in  alte fiammate,
bandiera  viva e cieca ragazzata.
L'ombra è mite come una  lontananza ;
oggi  le strade  ricordano
che  furono campagna un  giorno.
Tutta la santa notte la solitudine pregando
il suo  rosario di stelle sparse.