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martedì 8 ottobre 2019

IO PINA MARIA SPERANZA RACITI

8--10--2019
Il termine  "Signora",  nella  storia della società  civile definisce, una donna  coniugata.  Il termine  viene usato da tutte  le  società civili del pianeta terra;
Per  il popolino  siciliano, fuori  dagli usi corretti del mondo civile, utilizza  questo vocabolo, per definire la vita  di alcova.Un popolo ,carnale  che vive la propria  vita nel ciclo vitale di : nascita , accoppiamenti, riproduzione  morte, la vita sociale  e di relazione si svolge tutta all'interno di questo ciclo.
Sono  per nascita  una borghese, la mia famiglia appartiene, alla vecchia borghesia  siciliana; non mi turba essere  chiamata :"Signora"  perché lo sono per nascita, e non certo per alcova, ma  non posso ne' perdonare , ne' accettare di essere chiamata signora, per una volgare vita di alcova che io non ho mai vissuto!  Sono stanca  della persecuzione di cui sono vittima da molti anni ormai, so di combattere contro una realtà di mafia e di fango.

OSSI DI SEPPIA di: Montale( 1920---1927) 2°

8--10--2019

Quasi  una   fantasia

Raggiorna,  lo  presento
da un albore  di frusto
argento  alle  pareti:
lista  un  barlume  le  finestre  chiuse.
Torna  l'avvenimento
del  sole  e  le  diffuse
voci,  i  consueti  strepiti non  porta.

Perché?  Penso ad  un  giorno  d'incantesimo
e delle   giostre  d'ore  troppo uguali
mi  ripago.  Traboccherà  la  forza
che  mi  turgeva ,  incosciente  mago,
da  grande  tempo . Ora  m'affaccerò,
subisserò  alte   case, spogli  vitali.

Avrò  di  contro un  paese  d'intatte  nevi
ma  lievi  come  viste  in n arazzo.
Scivolerà  dal  cielo  bioccoso  un  tardo  raggio.
Gremite  d'invisibile  luce  selve e  colline
mi  diranno  l'elogio degl'ilari  ritorni.

Lieto  leggerò i neri 
segni  dei rami  sul  bianco
come  un  essenziale  alfabeto.
Tutto  il  passato  in  un  punto
dinanzi   mi  sarà  comparso.
Non  turberà  suono  alcuno
quest' allegrezza  solitaria.
Filerà nell'aria
o scenderà  s'un  paletto
qualche  galletto  di marzo.

Falsetto

Esterina, i vent'anni  ti  minacciano,
grigiorosea   nube
che  a  poco in se'  ti  chiude.
Ciò  intendi  e   non  paventi.
Sommersa  ti  vedremo
nella   fumea  che  il vento
lacera o  addensa, violento.
Poi  dal  fiotto  di  cenere  uscirai
adusta  più  che  mai,
proteso  a  un'avventura  più  lontana
l'intento  viso  che  assembra
l'arciera  Diana.
Salgono  i venti  autunni,
t'avviluppano  andate  primavere;
ecco  per te rintocca
un  presagio  nell'elisie sfere.
Un  suono  non  ti  renda
qual  d'incrinata  brocca
percossa!; io  prego  sia
per te  concerto  ineffabile
di  sonagliere.

La  dubbia  dimane  non  t'impaura.
Leggiadra  ti  distendi
sullo  scoglio  lucente  di sale
e  al  sole  bruci  le  membra.
Ricordi  la  lucertola
ferma  sul  masso  brullo;
te  insidia  giovinezza,
quella  il  lacciolo d'erba del  fanciullo.
L'acqua  è  la  forza  che  ti  tempra
nell'acqua  ti  ritrovi  e ti  rinnovi;
noi  ti  pensiamo  come  un'alga, un ciottolo,
come  un'equorea  creatura
che  la  salsedine  non  intacca
ma  torna  al  lito  più  pura.

Hai  ben  ragione tu! Non turbare
di ubbie  il  sorridente  presente.
La tua  gaiezza  impegna  già  il futuro
ed  un  crollar  di spalle
dirocca i  fortilizi
del  tuo  domani oscuro.
T'alzi  e  t'avanzi  sul  ponticello
esiguo,  sopra il  gorgo  che  stride:
il tuo  profilo  s'incide
contro  uno sfondo di  perla.
Esiti  a  sommo  del  tremulo  asse,
poi  ridi,  e   come  spiccata  da  un vento 
t'abbatti  fra  le  braccia
del  tuo  divino amico  che  t'afferra.

Ti  guardiamo  noi, della  razza
di chi  rimane a  terra.


EPIGRAMMA

Sbarbaro,  estroso  fanciullo, piega  versicolori
carte  e  ne  trae  navicelle  che  affida  alla  fanghiglia
mobile  d'un  rigagno;  vedile  andarsene  fuori.
Sii  preveggente  per  lui,  tu  galantuomo che  passi:
col  tuo  bastone  raggiungi  la   delicata   flottiglia,
che  non  si  perda;  guidata  a  un  porticello  di sassi.


lunedì 7 ottobre 2019

LA PREGHIERA DEI SALMI di: Thomas Merton 3°

7---10--2019
Quando  lodiamo  Dio,  dice  sant 'Agostino,  ci   dev'essere  ordine  nella  nostra  lode.  Essa  dev'essere  intelligente,  spirituale.  Non  dobbiamo  lasciarci  trasportare  dall'emotività. Ne'  d'altro  canto  dovremmo essere  così  "obiettivi"  da  eliminare  qualsiasi aspetto  personale  nella   nostra  preghiera a   Dio.  Per restare  sulla  strada  giusta, senza  deviare ne'  a  destra  ne' a sinistra,"il modo migliore è  cercare la  maniera  in cui le Scritture  lodano  Dio---Melius  iter  laudis in  Scriptura  Dei  quaerimus".
Sant'Agostino aggiunge  che  Dio  ci ha   insegnato a  lodarlo, nei salmi,  non  perché voglia ottenere  qualcosa  da  questa  lode, ma   affinché  noi  siamo  resi  migliori  da lui. Lodando Dio  con  le   parole  dei salmi  possiamo  arrivare  a  conoscerlo  meglio. Conoscendolo  meglio,  lo ameremo  di più, amandolo  di più   troveremo in lui  la  nostra  felicità."Siccome  [Dio]  sapeva  che  l'amarlo  sarebbe  stato  per  noi  un  vantaggio,  si pone  a  lodare se stesso".  Queste  parole , prese dal   commento  di sant'Agostino  al  Sal 144, sono  integrate  da  altre nel  suo  De  doctrina  christiana,  dove  dice:"Se  [Dio]  vuole  essere  amato, non è perché  la cosa  torni  a suo vantaggio  ma  perché  sia  conferito  un  premio  eterno  a  coloro  che  lo amano, e questo  premio  è lui stesso  che  essi  amano(De  doct. christ.1,29).
La  contemplazione  che  impariamo  dal  salterio  non è  semplice  "elucubrazione".I  salmi   non  sono  trattazioni  astratte  sulla  natura  divina. In  essi  impariamo  a  conoscere  Dio non analizzando  vari  concetti  sulla  sua  divinità, bensì  lodandolo  e  amandolo.  Essendo  inni  di lode, i salmi manifestano il loro significato  pieno  soltanto  a  coloro  che li  usano  per  lodare  Dio.
Per  capire i salmi,  dobbiamo  esperimentare  nei nostri cuori  i sentimenti che  essi esprimano. Dobbiamo  cantarli  a  Dio e fare nostro  tutto il loro  contenuto.
Perciò--conclude  sant'Agostino--la  nostra  vita eterna  di lode deve  cominciare  qui  sulla  terra,  nel  tempo. Tutti  i nostri  pensieri,  la  nostra  "meditazione" in  questa vita, dovrebbero  incentrarsi  sulla  lode  a  Dio," poiché l'eterno  giubilo  della  nostra  vita futura sarà la lode  di Dio, e  nessuno  può  essere  in  grado  di vivere  la  vita  futura  se  al  presente  non  vi  si sarà  allenato"(Commento  al Salmo 148)."  Non  passi  un solo  giorno  in cui  io  non ti  benedico",aggiunge  sant'Agostino.  Dobbiamo  lodarlo  tanto  nel  dolore  quanto nella   gioia. "Se  al  contrario  non  interromperai[ la tua  lode],  anche  se  ti  sembra  che  le cose  vadano  male, trattandosi  d'un giorno  infelice, in realtà  dinanzi  a Dio  ti va  bene"(Commento  al Salmo 144).
Perché   questo? Perché i salmi non  soltanto  conformano  le  nostre  menti secondo  la mente  della  chiesa non  solo orientano i  nostri  pensieri  e le  nostre  affezioni  a  Dio , ma  ci  stabiliscono in Dio , ci uniscono a lui in  Cristo. Ma lo  fanno  soltanto  se  i nostri  cuori risalgono,  attraverso i pensieri  e le  parole  dei  salmi, alla  fonte  ispirata  dalla  quale  essi  ci  raggiungono.  Perciò  i sentimenti del salmista,  che  sono  i pensieri  e i  sentimenti  di Dio stesso  nella  sua  chiesa,  devono  condurci  al  santuario  nascosto  di Dio.  Dov'è  il nostro  tesoro, là  sarà  il nostro  cuore.  La  funzione  del  salmo  è  di  rivelarci  Dio  come  il "tesoro" che  amiamo  perché  lui  ci  ha  amati per primo, e di  nasconderci ,  cuore  e  anima,  nelle profondità della  sua  Luce  infinita.  I  salmi  perciò  ci  conducono alla  contemplazione.

sabato 5 ottobre 2019

LA VIA SEMPLICE DI CHUANG TZU di : Thomas Merton 2°

5--10--2019

La  conoscenza  superiore

La  conoscenza  superiore
vede  tutto  come  se  fosse uno.
La  conoscenza  inferiore
lo  sgretola  in tanti  frammenti.

Quando  il corpo  dorme,
l'anima  è  assorbita  dall'uno.
Quando  il corpo si sveglia,
i suoi fori  cominciano  a funzionare.
Risuonano   di ogni  incontro,
delle  varie  attività  della  vita,
degli  aneliti  del cuore;
gli  uomini  sono  inibiti , perplessi, dubbiosi.
Le  piccole  paure  rodono  la  pace  del  loro cuore.
Quelle grandi  lì  inghiottono  tutti  interi.
Frecce  scagliate  contro  il bersaglio:
colpito  e  mancato,
giusto  e sbagliato.
è questo  che  gli uomini  chiamano
giudizio, decisione.
Le  loro  sentenze   sono  definitive
quanto  i trattati  fra  imperatori.
Oh, sono  ben  capaci
di dimostrare  che  hanno ragione!

Eppure  le ragioni  che adducono
cadono  più in fretta e con meno  forza
che non le foglie  morte
in autunno  e  in inverno.
I  loro  discorsi  scorrono  come  piscio
e  non si recuperano più.
Alla  fine  stanno  in piedi, bloccati,
legati  e  imbavagliati,
ingorgati  come  tubi di  scarico  vecchi.
La  mente  vacilla.
Non vedrà  mai  più la luce.

Piacere  e  rabbia
tristezza   e gioia
speranza  e  rimpianto
mutamento  e  stabilità
debolezza  e  determinazione
impazienza  e  indolenza:
sono tutti  suoni  dello   stesso  flauto,
tutti  funghi  della  stessa  muffa umida.
Il  giorno e  la  notte  si  alternano
e ci    piombano addosso
senza  che noi li vediamo   spuntare!

Basta! Basta!
Presto  o tardi incontriamo  il "quello"
da  cui  nascono  tutti  i "questi"!
Se  non  ci  fosse  il "quello"
non  ci sarebbe  il "questo".
Se  non  ci  fosse  il  "questo"
tutti  questi  venti non  avrebbero  nulla
da  far  risuonare.
Fin  qui  ci  possiamo  arrivare.
Ma  come  faremo  a  capire
qual  è  la  causa  di tutto?

Si può  supporre  che  ci  stia  dietro
il Vero  Governatore.
Che   una  simile  Potenza  sia  all'opera
sono pronto  a  crederlo.
Ma non  posso  vederne  la  forma.

Egli  agisce  , ma  non  ha  forma.

L'uomo  con  un  piede  solo   
                    e il fagiano  di palude

Kung  Wen  Hsien  vide  un funzionario  mutilato
a   cui  era  stato  amputato  un piede:
fare  politica  può  costare caro!

"Che   genere  di uomo",  esclamò,
"questo  strano essere  con  un  piede solo!
Come  si è ridotto  così?
Sono  stati gli uomini  o il cielo?"

"Il  cielo", rispose , "ciò  viene  dal cielo,
non  dagli uomini.
Quando il  cielo  ha  dato  la  vita  a  quest'uomo,
ha   stabilito
che  doveva  distinguersi dagli altri
e  l'ha  fatto  entrare in politica
perché raggiungesse questo scopo.
Guarda!  Un  piede  solo!
Quest'uomo è davvero  diverso!"

Il  piccolo  fagiano  di palude
deve  compiere  dieci  saltelli
per  procurarsi  un  boccone di grano
Deve  fare  cento passi
per trovare un  sorso  d'acqua.
Eppure  non  desidera  essere  chiuso
in un pollaio
anche se  potrebbe  avere  a  disposizione
tutto  ciò  che  vuole.

Preferisce  correre
e  cercarsi  quel  poco  che  gli serve
per vivere  in piena  libertà.

giovedì 3 ottobre 2019

MALATTIE CARDIOVASCOLARI "CARDIOPATIA ISCHEMICA"

3102019
In  tutti  i paesi  sviluppati  le  malattie  cardiovascolari  costituiscono  la  principale   causa di morte  e  sono  responsabili  di  una  quota  considerevole   della  morbosità  e  dell'invalidità   permanente.  Sotto l'aspetto  epidemiologico  sono di grande importanza  le seguenti  malattie.
CARDIOPATIA  ISCHEMICA:
IPERTENSIONE ARTERIOSA;
MALATTIE   CIRCOLATORIE  DELL'ENCEFALO --ICTUS
Il  grande interesse  rivolto  alle  malattie   cardiovascolari  deriva  non solo dalla  loro  elevata  frequenza, ma  anche  dalla   concreta  possibilità  che  si ha  oggi  di  attuare  la  prevenzione.
Esistono  grandi  differenze  nei  tassi  di mortalità , anche  nell'ambito dei paesi sviluppati, che  non  possono essere  spiegati  da  diversità  razziali , ma che si spiegano  molto  bene  con differenze nell'insieme  delle  caratteristiche  socio-familiari e  comportamentali che rientrano in quello che  si  definisce " stile di vita".
Sono stati individuati fattori  di rischio  modificabili , che  hanno maggiore   importanza  nel determinare  l'insorgenza  e  l'evoluzione  delle  malattie   cardiovascolari.  La  modificazione  dei fattori  di rischio  a  seguito  di interventi  pianificati  su  alcune  popolazioni  ha  determinato  la  riduzione  dei tassi  di mortalità.

CARDIOPATIA  ISCHEMICA :

La  cardiopatia  ischemica ( o cardiopatia  coronarica) è  :"l'insufficienza  cardiaca , acuta  o cronica, derivante  dalla  riduzione  o  dall'arresto  dell'apporto  di sangue  al  miocardio in associazione  con  processi  patologici  nel   sistema  delle arterie  coronarie"
La  riduzione  di apporto  di sangue  è  in genere  conseguenza di lesioni  aterosclerotiche  delle   arterie  coronarie ,  che  insorgono  per  il  lento  e prolungato  deposito  lipidico  nella  parete  arteriosa  con  progressivo  restringimento  del lume  vasale. Il restringimento critico può essere causato o da un ateroma  ,o da  uno spasmo; in questi casi  si produrrà  uno stato ischemico  con  conseguente  infarto  in un  settore  del miocardio. Le  sindromi  più  tipiche  e  meglio definite  sono:
1) angina  pectoris;
2)  infarto del miocardio,
3)  morte improvvisa.
La  cardiopatia  ischemica  è una  delle  più frequenti  cause di morte nei paesi sviluppati, ma notevoli  differenze   di frequenza  si osservano   da  un paese  all'altro. In tutti i paesi i tassi di mortalità  sono notevolmente  più elevati fra i maschi  rispetto alle  femmine. La  morte  per  cardiopatia  ischemica è  estremamente  rara  prima   dei  30  anni di età, ma la  sua  frequenza  cresce  con  un  andamento  di tipo  esponenziale dai  45  anni  in   poi   negli uomini  e  dai  55  anni  in poi   nelle  donne,  pur  restando  un  costante distacco  fra  i due  sessi, che  solo  dopo  i  75  anni tende  ad  annullarsi .  Tale  tipo  di distribuzione  non  si è molto modificata  col passare  degli anni  ed è uniforme  in tutti  i paesi.
L' intervento  di fattori   ambientali (fattori  sociali  e  comportamentali) nella  storia  naturale  della  cardiopatia ischemica  è suggerita  dall'insieme  dei dati  epidemiologici; i quali  hanno permesso di individuare  una  serie  di fattori  di rischio e di definire il ruolo  causale  che  essi hanno  nella  patogenesi della  cardiopatia  ischemica.
Fattori  di rischio   maggiori   o fattori  causali  sono:
   fumo di  tabacco;  ipertensione ;  colesterolo.
Essi  hanno  un ruolo  eziologico  preminente. Poiché  essi  sono  fattori  modificabili, oltre  ad  avere  valore  predittivo, perché  consentono  di  individuare  le   persone e  le  popolazioni  con  rischio  elevato , hanno  anche  valore  preventivo  ,perché  la  loro  rimozione  ha  azione  protettiva  per  la  singola  persona  ed  abbassa la  frequenza  della  malattia nella  popolazione.
Indici di rischio:  età  e sesso
Sono predittivi di rischio maggiore  frequenza  di malattia  con  l'avanzare   dell'età, maggiore  frequenza di malattia  negli uomini, sono fattori non modificabili , essi non hanno  interesse  dal punto di vista  preventivo.
Fattori   di rischio minore:
Fattori comportamentali  propri dello stile di vita, come le  abitudini alimentari.
a)  Fumo  di tabacco:
I  meccanismi  attraverso cui il fumo  di tabacco   interviene  nella   patogenesi  della   cardiopatia  ischemica  sono  molteplici. La nicotina  agisce   direttamente  sul muscolo  cardiaco  aumentandone  la contrattilità e  la richiesta  di ossigeno, facilita  le  manifestazioni  di aritmia  cardiaca, aumenta   la  pressione  arteriosa  e  determina  spasmi  delle   arterie  coronarie.Gli effetti  cardiaci  sulla funzionalità  cardiaca sono aggravati  dalla  riduzione  del  trasporto  di ossigeno da parte  dell'emoglobina, riduzione che  può   giungere  fino al 15% per la  formazione  di  carbossiemoglobina. Altri effetti  negativi  del fumo  si  hanno sulla  coagulabilità  del sangue , per l'aumento  del fibrinogeno e dell'aggregabilità  delle  piastrine, e  sulle  lipoproteine   con  diminuzione  del  livello  di  HDL ed  aumento  delle  LDL . Il fumo di tabacco, interagisce  con altri   fattori di rischio  come   l'ipercolesterolemia  e  l'effetto  dell'associazione   dei due fattori  non è  di semplice  somma , ma di potenziamento.  Il rischio è proporzionale  al   numero   di sigarette fumate , ma  anche agli anni  di durata  del fumo, sicché   è  particolarmente elevato  nei forti fumatori  che  hanno iniziato precocemente   a  fumare. Al contrario , negli  ex-fumatori  il rischio  è tanto  più basso  quanto maggiore  è il numero  di anni trascorso dall'abbandono  del fumo, fino ad uniformarsi  a quello dei non fumatori.
b)Ipertensione:
Sia  la pressione  arteriosa  sistolica , sia la diastolica sono positivamente correlate  con  il rischio  di cardiopatia  ischemica;cioè  più elevato  è il  valore  pressorio  e  maggiore  è  il rischio di malattia e di morte. L'ipertensione  è un fattore  eziologico  di  particolare  importanza , il cui peso  è  indipendente  da  quello  degli  altri fattori di rischio maggiore.
c)  Colesterolo:
L'importanza  del colesterolo  ematico come  fattore  di rischio  deriva  dai  risultati  di  estese  indagini  epidemiologiche  e dalle conoscenze del  suo ruolo  nell'aterogenesi.
I  livelli  di  colesterolo   totale  e  della  quota LDL, legata  alle  lipoproteine  a  bassa  densità(Low  Densty  Lipoprotein) sono  determinate  da  una dieta  ricca  in calorie , grassi  (specialmente  grassi  saturi) e colesterolo  e  povera  di fibre.  Diversi studi epidemiologici  hanno   dimostrato non  solo  che  in tutte  le  popolazioni in cui  la dieta  è ipercalorica  ed  iperlipidica  i tassi  di mortalità  per  cardiopatia  coronarica  sono  proporzionalmente  più elevati rispetto alle popolazioni  la  cui dieta  è meno ricca  ,  ma  che  la modificazione  della  dieta produce  la riduzione  della  colesterolemia e del rischio di cardiopatia  ischemica.
La frazione  HDL(High  Density  Lipoprotein) è correlata  inversamente  con il rischio  di   cardiopatia  ischemica: cioè quanto  più  elevato  è  il livello  di  HDL , tanto  minore  è il  rischio  di  cardiopatia  ischemica.
Con la riduzione  delle calorie  e dei  grassi  saturi  introdotti  con  gli  alimenti e  con  l'abbandono del fumo  di sigaretta  si ottiene  l'elevazione del livello  di HDL . Esse  hanno una funzione  chiave  nel trasporto e nella  rimozione  del colesterolo, come  accettore di colesterolo libero dalle  cellule.  Il rischio correlato con il colesterolo presenta un andamento continuo, nel senso  che esso è tanto minore  quanto  più  bassi  sono i valori  sierici.

Assunzione  di sale:
La richiesta  fisiologica  di sale (cloruro di sodio) dell'organismo umano è  di  1-2 g al giorno. Gli effetti  dell'eccesso  di sodio  sulla pressione  arteriosa  sono ben noti ; si può dire  che  i valori  pressori  medi sono più  bassi  nelle  popolazioni  che  fanno  un uso moderato  del sale  e tendono  a salire  in  rapporto  al consumo  che  ne viene fatto.

Estrogeni:
Prima  della menopausa le donne sono  soggette ad  un rischio  di cardiopatia  ischemica  nettamente  inferiore  a quello  degli uomini, mentre  presentano  livelli  di HDL,mediamente superiori.  Dopo la  menopausa  la frequenza  della  cardiopatia  ischemica  tende  progressivamente ad avvicinarsi nei due  sessi, anche se resta sempre più elevata  per gli uomini. Mentre aumentano nelle donne  i livelli di  LDL e diminuiscono quelli di HDL. Da ciò  se deduce che  gli estrogeni  svolgono un ruolo protettivo  nei riguardi  della  cardiopatia ischemica  mediante l'incremento  dei livelli di HDL.
L'assunzione di contraccettivi  orali  estro-progestinici aumenta il rischio  di  tromboembolia, di  infarto del miocardio e  di ictus cerebrale. Nelle giovani donne  che prendono estro -progestinici a scopo contraccettivo  si osservano più elevati  livelli di  colesterolo, più ridotta tolleranza al glucosio.  Viceversa, la  somministrazione  di estrogeni  dopo  la  menopausa  aumenta  i livelli di HDL e  diminuisce  le LDL. Ma    determina  aumento del rischio di  CA endometriale e della mammella.
PREVENZIONE:
Prevenzione primaria:
Ridurre  il livello  medio  della  colesterolemia  nella  popolazione  adulta  a meno di  200mg\dl.;
Limitare  l'introduzione  di cloruro di sodio  con gli  alimenti a non più di 5g  al giorno;
Eliminare il fumo di sigaretta;
Aumentare  l'attività fisica.
La prevenzione primaria  (prevenzione  dei  fattori di rischio) consiste  nell'evitare l'acquisizione  al fumo e  nell'alimentazione   normocalorica, varia , ricca  di  alimenti  di origine  vegetale ,  con moderata  presenza  di grassi  saturi e di  cloruro di sodio.   Importante  è il  recupero   delle  tradizionali  abitudini  alimentari  del   meridione"dieta  mediterranea" che  privilegiano  il consumo  di  pasta, pane, legumi, pesce, olio di oliva, ortaggi , agrumi  ed  altra  frutta.
è essenziale  che l'educazione  alla  salute  inizi  nei  primi  anni  di  vita , quando  si  può  più  facilmente  indurre  la scelta  di  uno stile di vita  che,  senza nulla  togliere  alla gioia  dell'esistenza, sia sanitariamente  vantaggioso.
Prevenzione  secondaria:
Consiste  nella  rimozione o nella  riduzione  dei  fattori  di rischio  già  instaurati.

mercoledì 2 ottobre 2019

LUNA DI FRONTE(1923) di. Jorge Luis Borges

2--10--2019

Montevideo

Scivolo  per  la  tua  sera  come  la  stanchezza  per  la  pietà  di  un  declivio.
La  notte  nuova  è  come  un'ala  sui  tuoi  terrazzi.
Sei  la  Buenos  Aires che  avemmo , quella  che  negli anni  si  allontanò  quietamente.
Sei  nostra  e  festaiola, come  la stella  che  duplicano le  acque.
Porta  falsa  nel  tempo   ,  le  tue  strade   guardano  il  passato  più  lieve.
Chiarore  da  dove  il mattino  ci  giunge  , sulle  dolci  acque  torbide.
Prima  di  illuminare  la  mia  persiana  il tuo  basso  sole  rende  felici  le tue  ville.
Città  che  si  ascolta  come  un  verso.
Strade  con  luce  di patio.

Manoscritto  trovato  in un libro  di  Joseph  Conrad

Nelle  tremule  terre  che  esalano  l'estate,
Il  giorno  è  invisibile  tanto  è bianco .  Il  giorno
è una  striatura  crudele  in  una  persiana,
Un  fulgore  nelle  coste  e  una  febbre  nella  pianura.

Ma  l'antica notte  è  profonda  come  un  vaso
Di  acqua  concava . L'acqua   si apre a  infinite  orme,
E in  oziose  canoe,  davanti  alle  stelle,
L'uomo  misura  il vago tempo con  il  sigaro.

Il  fumo  ombreggia di  grigio  le  costellazioni
Remote. L' immediato perde  preistoria e nome.
Il mondo  è  alcune  tenere impressioni,
Il fiume  ,  il  primo  fiume.  L'uomo, il primo uomo.

Navigazione

Il  mare  è una  spada innumerabile e  una  pienezza  di  povertà.
La  fiammata  è  traducibile in ira, la  sorgente  in  tempo, e  la  cisterna  in  chiara  accettazione.
Il  mare  è  solitario  come  un  cieco.
Il mare  è  un  antico  linguaggio  che  già  non  riesco  a  decifrare.
Nella  sua  profondità , l'alba  è  un  umile  muretto  imbiancato.
Dal  suo  confine  sorge  il chiarore, simile  a  una  fumata .
Impenetrabile  come  pietra  scolpita
persiste  il  mare  davanti ai  molti  giorni.
Ogni  sera  è  un  porto.
Il nostro sguardo flagellato  di  mare  cammina per   il suo  cielo.
Ultima  spiaggia  soffice  , celeste  argilla  delle  sere.
Che  dolce  intimità  quella  del crepuscolo sul  corrucciato  mare!
Chiare  come  una  festa  brillano  le  nubi.
La  luna  nuova  si è  aggrovigliata a  un  pennone.
La  stessa  luna  che  lasciammo  sotto  un  arco  di pietra  e   la  cui  luce  abbellirà  i  salici.
Sulla  coperta ,  quietamente  , io  divido la sera  con mia  sorella, come  un  pezzo  di pane.

martedì 1 ottobre 2019

IL CAMMINO DELL'UOMO E IL "TU" DI DIO NELLA FILOSOFIA DIALOGICA DI MARTIN BUBER di:Franca Ciccolo Fabris 2°

1--10--2019

Chi  è  l'altro  nella  relazione?

Buber  distingue  tre  mondi:  la  natura ( inanimata  e  vivente);  gli  altri  uomini,  naturalmente;  il mondo  delle  "essenze  spirituali",  l'arte , la  idee ecc.
Sottesa  a  ogni  relazione  Io-tu, origine e anche  punto  di   convergenza  di tutte , è la  relazione  fondamentale  ed  essenziale,  quella  al Tu  eterno, cui  è dedicata  la  terza  parte del libro.
"Le   linee    delle  relazioni,  prolungate  , si  intersecano nell'eterno  Tu. Ogni singolo  Tu  è un  canale  d'osservazione  verso  il Tu  eterno,  attraverso  ogni  singolo  Tu  la  parola   base  si  indirizza  all'eterno[....] colui  che  pronuncia la  parola   Dio   e  allude   veramente al Tu, pronuncia  anche ,  quale  che  sia l'illusione in cui  vive,  il vero Tu della  sua  vita  ; quello  che  non  può  essere  limitato da  nessun altro  Tu  e  verso  il quale   si  sia  in  una  relazione  che   comprende  tutte  le  altre"
L'"incontro   supremo", reso  possibile da  quel  movimento che  ha  portato  l'Io  a  incontrare  un Tu , è  difficilmente descrivibile!  è certo  che  "qualcosa  accade   veramente[....] l'uomo non  esce uguale  dall'incontro. A volte  è  come  un soffio  , a  volte  è come  una dura  lotta; sempre  è  qualcosa  che  accade.
In  questo  incontro , inoltre ,  i termini della  relazione non  si confondono  mai, l'uno  non è  assorbito  dall'altro. Ne', per  vivere  l'incontro, si deve abbandonare  il mondo; anzi , è solo  passando attraverso il mondo  , il proprio mondo,  che  si  incontra  Dio:   "Colui  che  veramente esce incontro  al mondo, esce anche  verso Dio". è ,questo , un "misticismo  realista", come   dirà  Buber  qualche  anno dopo.  Infine e sopratutto,  la relazione   con  il Tu  eterno è , per l'uomo, assegnazione  di un  compito, invito  a  collaborare  con Dio  nella redenzione  del mondo, tramite  l'incontro  delle  azioni  di  Dio e  di quelle  degli uomini.
"Sempre  tu  sai  nel  tuo  cuore  che  hai   bisogno  di Dio   più  di  ogni  altra  cosa; ma  non  sai  anche  che  Dio  ha  bisogno  de te,  nella   pienezza  della  sua  eternità?  Come  esisterebbero  uomini  , come esisteresti  tu  stesso  se  Dio  non  avesse  bisogno  di  voi?  Tu  in   quanto  hai  bisogno  di Dio  e  Dio  ha  bisogno  di te appunto  per  ciò  che  è  il significato  della  vita".
è , questo  del  compito , uno  dei temi  centrali  dell'umanesimo di Buber, e  dell'altro  "piccolo  libro" .   La  lettura  di  Io-Tu  è  coinvolgente  emotivamente  e   provocatoria a livello  intellettuale.
Siamo indotti  a  ripensare  il percorso  della  cultura   dell'uomo , per  cogliere  somiglianze  , differenze ,  scoprire  derivazioni  e  influenze ; soprattutto  per  verificare  fino  a  che  punto  quel  che ci  pare  timbro   di attualità  , abbia  effettiva  ragion d'essere.
Del resto , Buber  stesso  ha  sentito  il bisogno  di fare  questo  percorso, quando, nel  1938, ha  scelto come  tema  del  suo  primo  corso   universitario, a  Gerusalemme, proprio  "il  problema dell'uomo" (poi  pubblicato  con  questo  titolo).
Armido  Rizzi, nell ' introduzione  alla  seconda   edizione  italiana  di quest'opera, analizza con  grande  acutezza  il  contesto  storico (la crisi del dopo  guerra) e  culturale (  il  personalismo  filosofico-teologico, cristiano ,  da un lato  e  il  messianismo  di un certo  ambiente  ebraico, dall'altro) in cui  si  sviluppa  la  concezione   buberiana   dell'uomo, mostrandone  le  derivazioni  e i rapporti. Finisce  tuttavia per  riconoscere  la  validità  teoretica , al di là  dell'attualità storica;  legge  infatti  questa  concezione  come  appello  alla  responsabilità  e  nei  riguardi  di Dio  e  nei riguardi  degli uomini.
Anche   Pietro  Stefani, in  un suo  saggio  sulla  fortuna  di Buber  in Italia,  mentre  riconosce  in  Levinas  e  Rosenzweig, più  che  in Buber, le  voci  ebraiche  più  incisive  del   nostro tempo--soprattutto  in riferimento  al tema  del  ruolo  di  Dio  nella  storia  degli  uomini  e  del   suo  popolo , un Dio  che  si  auto  occulta, pittosto  che  , come  dice  Buber , si "eclissa",  e rivela  così il  suo  volto debole  e  impotente--,Stefani,    mette  in  rilievo della  visione  buberiana  dell'uomo e  della  comunità  che  la relazione  autentica crea ,  la  vena  fortemente  utopica:  l'utopia  della   responsabilità"  quell'utopia  più  prossima  all'esistenza di  ciascuno,  in quanto  tutti  sono  chiamati  a  guardare  come  ad  un  Tu quelli  che stanno  loro accanto".
Sotto  questo  aspetto  sia  Pietro  Stefani che  Armido Rizzi,  riprendono  la  posizione  di  altri  studiosi  di Buber , vedono strettamente correlato  alla  concezione  dialogica di Buber il suo interesse  per  il chassidismo"profezia, e  non  calata  storica  nel passato", e vi  riconoscono  la  speranza  messianico-escatologica"che  in  ogni momento pone  la  preparazione  della  redenzione, in misura  non  determinabile ,alla  portata  del  potere  di   decisione  di  ciascun individuo  al quale  si rivolge".
In altra  prospettiva, meno etico--politica e più  teoretica, si  collocano  alcune  posizioni   della  più  recente   filosofia  italiana  contemporanea, volte a sottolineare  come  il dialogo e  la   comunicazione sono  possibili  e  fondate teoricamente solo  se  si  va  oltre il  piano  dell'analisi dei  significati  del  discorrere e si  coglie  ciò  che   ne  è  l'origine  e la  fonte ; cioè  la  primigenia  rivelazione  dell'Essere  all'uomo  che  ascolta  e  reagisce  con  cenni  e  nomi, per  cui il  Suo parlare  è  in  realtà  un rispondere.
Impossibile non  risentire  l'eco  di  uno dei  più  ricorrenti  temi   della  filosofia  dialogica  di Buber : il dialogo è  risposta  a   un  appello. la  parola  dell'uomo è  eco e costruzione  a  partire dalla  parola  di Dio.