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lunedì 4 aprile 2022

Sant'Agostino

 4--4--2022
La  legge  aveva  comandato  di lapidare  le adultere . Ora  , la legge  non poteva  prescrivere un'ingiustizia; e  se  qualcuno  parlava   contro  ciò  che la legge  comandava  era  colpevole   di iniquità . Così  si dissero  fra  di  loro  i farisei  a proposito  di Gesù :" Egli  ha  fama  di essere   vero,  emana  dolcezza ; è sulla giustizia che dobbiamo  attaccarlo  . Portiamogli  una  donna  colta  in flagrante  delitto  di adulterio , e  diciamogli  ciò  che  comanda  la legge a  questo proposito "....
Che  cosa  risponde  il Signore  Gesù? Cosa  risponde  colui   che è la Verità?  Cosa  risponde  colui  che è   la Saggezza? Cosa  risponde  colui  che è  la Giustizia  stessa  così chiamata in   causa?  Gesù non dice: "Ella   non sia  lapidata", poiché  non vuole   dare   l'impressione  di parlare   contro  la legge . Eppure  si  guarda bene  dal dire:" Sia  lapidata" , poiché  egli  non  è venuto  per  perdere  ciò  che è stato  ritrovato , ma  per  cercare  ciò   che è perduto  . Allora  che  cosa  risponde ?  Guardate  come  egli  sia  pieno  di giustizia , di saggezza  , e di verità !  "Chi  di voi  è senza  peccato  , scagli  per primo  la pietra contro  di lei". Risposta  luminosa!  Come  li  fa  tornare  in se  stessi!  Le  loro  azioni  erano  esterne , ma  essi  non  guardavano  a fondo  nel  proprio cuore . Essi  vedevano  l'adulterio , ma  non  osservavano  se stessi ....
Ora  , chiunque  , si  osservi  attentamente  si  scopre  peccatore .  è inevitabile . Dunque  , o  rendete  la libertà  a   questa donna , o subirete  con lei  il castigo  della legge . Se  Gesù  avesse detto:" Non  si lapidi l'adultera  ", sarebbe  stato  colpevole  d'ingiustizia . Se  avesse  detto:" Sia lapidata", sarebbe  sembrato  privo  di dolcezza . Egli  dirà  dunque ciò  che  deve   dire  il dolce  e il giusto :"Chi  è senza peccato scagli  per  primo  la pietra contro  di lei". è la  voce   della giustizia. Che  la   colpevole  sia punita , ma  non  dai colpevoli ; che  la legge  sia   fatta  osservare , ma  non da coloro  che  violano  la legge. è  esattamente  la voce  della giustizia  . Colpiti  da questa   giustizia  come  dal ferro  di una  lancia  , essi  tornarono  in se  stessi  e,  scoprendosi   peccatori  , "  se ne  andarono  uno  per uno".

venerdì 1 aprile 2022

Credere " Un cristiano in lotta per la giustizia e la pace" 2

 1--4--2022
La  svolta  arrivò  dunque  nel  1986  , con  l'approvazione  da parte  del Sinodo -il supremo  organo  di governo della Chiesa  riformata  olandese-- di un documento che, con  un  linguaggio  più  teologico  che politico  , affermava  che  la Bibbia  non è  un  manuale  politico , e  pertanto da essa  non  si possono  dedurre  modelli  politici . "Ogni  sistema  che  in pratica  funzioni in termini discriminatori  " si  leggeva, " è  inaccettabile alla luce  della Scrittura e della  coscienza  cristiana e deve  essere  respinto  come  peccaminoso . Ogni  tentativo da parte  di una Chiesa di  difendere  questo  sistema  biblicamente  ed eticamente  deve  essere  considerato  un grave  errore  , vale   a dire  in conflitto con  la  Bibbia....La  Chiesa  riformata  olandese vuole  affermare  chiaramente  che condanna  tutte  le  forme di discriminazione e oppressione dei  popoli e con  tutto  il cuore  desidera  che  tutti  siano  liberi  di condividere  i privilegi della  patria  e  ricevano  ragionevoli  ed eguali  opportunità  di acquisire  prosperità  e ricchezza".  Era  un'affermazione teologica  , ma  la sua  conseguenza  politica fu  dirompente.    
Perso il  suo puntello  teologico  , il regime  razzista non  aveva  più giustificazioni   morali e  la storia  corse  veloce :  nel 1990  ,dopo 27 anni di  carcere e senza  alcun omicidio a carico  , fu  rilasciato Nelson  Mandela e l'African  National  Congress (Anc),  il partito  che  con più  continuità aveva  condotto  la lotta  contro l'apartheid  , uscì  dalla  clandestinità in  cui  era  stato  costretto . Nel 1994 si  svolsero  le prime  elezioni libere del Sudafrica che  si  conclusero  con  la  schiacciante  vittoria  dell'Anc  e l'elezione  di Nelson Mandela  a capo  dello Stato.
"Che  cosa  farà  quel giorno ?", chiesi  a  Desmond  Tutu  nel corso  di una  intervista  che  mi  concesse nel suo studio , in Sudafrica . Mi  rispose :"Ballerò tutto il giorno ". E  per dare  forza  alle  sue parole  si alzò e si mise  letteralmente  a  ballare. Questo  è il personaggio.
Ma   le elezioni furono  solo una tappa  del processo di  democratizzazione del Paese . Il Sudafrica  doveva  ancora  fare i conti con i fantasmi  del  razzismo , delle   torture , delle violenze e degli  atti di terrore . Al  crollo  di altri  regimi  violenti  , si  era  cercata  la strada  della  pacificazione  mediante  un'amnistia , una  sorta  di colpo  di spugna  che  cancellava  torti  e ragioni e  azzerava  la  memoria  collettiva  di un Paese  lacerato . In Sudafrica questa  strada  sarebbe  stata  molto  rischiosa : troppi  gli odi  reciproci  , troppe  le tragedie umane  e collettive , troppe  le divisioni per  immaginare che  d'incanto il Paese  potesse  incamminarsi  sulla  strada  della  riconciliazione . Lo  strumento  giuridico  adottato per costruire  un  "nuovo  Sudafrica"  fu  quello  di una  Commissione  denominata  "Verità  e  riconciliazione " , costruita  nel  1995 sotto  la   presidenza  di Desmond  Tutu  . L'idea che  l'animò  fu  propriamente  teologica e si  deve  allo  spirito  evangelico di Tutu  e allo  spessore  umano  di Mandela  l'ideazione di un inedito strumento  giudiziario  certamente  orientato  a favorire  un  processo  di riconciliazione  nazionale che  però  non  poteva  prescindere dall'accertamento  della verità . 
Chi   faceva richiesta d' amnistia  doveva   ammettere  la propria  responsabilità riguardo  ai  fatti  che  l'avevano  spinto  a richiederla  : questo  superava  il problema  dell'immunità . Inoltre , chi  richiedeva  l'amnistia  doveva  affrontare  un'udienza  pubblica , ammettere  le proprie  responsabilità di fronte a tutti.  "Noi  ci  riferiamo a una  giustizia  che abbia  a che fare con  il  ristabilimento  di un'equità " , spiegava Tutu , " con  la  ricomposizione  di  un'armonia e con  l'importanza  di una  riconciliazione .  Ci  riferiamo  a una giustizia  che  sia  focalizzata  sull'esperienza   della vittima e sulla  conseguente necessità di un suo  risarcimento , una  giustizia  che  noi  chiamiamo  riparativa . Fare  giustizia  significa innanzitutto  risanare  le ferite  , correggere  gli  squilibri ,ricucire  le fratture  dei  rapporti  , cercare di riabilitare tanto  le vittime  quanto i criminali ,ai quali  va data  l'opportunità di reintegrarsi nella  comunità  che  il loro  crimine ha offeso".
Per dare  la misura  della  rilevanza del  processo  svolto  dalla  Commissione  Verità e  Riconciliazione,  ricordiamo qualche  cifra:  le vittime  che si  sono  presentate spontaneamente  per raccontare  le gravi  violazioni  dei diritti umani  subite  sono  state  22.500. Tra  le  1.700 e le  2.500 le  persone  , appartenenti  sia  al National  Party e alle   forze  dell'ordine , che  all'Anc e agli  altri  gruppi  di liberazione , che  hanno  chiesto  l'amnistia, molte  delle  quali  per  più  di un reato  . Hanno  beneficiato di un provvedimento d'amnistia  totale  1.167 richiedenti , d'amnistia parziale 1.453. La  transizione dall'apartheid alla democrazia  non è stata  né  facile  né  indolore  ma  ha  consentito  al grande   Paese  sudafricano  di ritrovare la sua  anima. Ci  è riuscito grazie  a un'ispirazione  cristiana  ma anche -ed  è proprio  Tutu ad affermarlo--al concetto  della filosofia  africana tradizionale   che si esprime  nella  parola "ubuntu";  "L'umanità  di ciascuno ",  intende  affermare  questo concetto, "è  inestricabilmente  collegata  alla tua  , esiste  di pari  passo  con la tua ". In altre   parole , "  una  persona  è  tale  attraverso  altre  persone ",  "io sono  perché noi  siamo" .
E  così  i  torturatori  e i massacratori  furono  portati  sul banco  degli imputati . E  su  quel banco  ,  guardando  in faccia le loro vittime o i loro  parenti , potevano  confessare le loro responsabilità e chiedere la clemenza  della Corte . Fu  un passaggio  dolorosissimo che  in tre  anni , dal  1995  al 1998,  consentì  di  ricostruire  migliaia  di reati  e di  valutare altrettante  domande  di amnistia . Tutu fu l'anima  di questo  processo  che  aveva  implicazioni anche  teologiche ed etiche . "Siamo fratelli e sorelle di una stessa famiglia ", disse Tutu a  conclusione  delle udienze, "la famiglia di Dio , la  famiglia  umana . Avendo guardato  negli occhi la  bestia  del passato , avendo  chiesto e ricevuto perdono  e avendo  espiato  , chiudiamo la porta  sul passato , non per dimenticare ma  per non  lasciarci  imprigionare  da esso. Muoviamoci  verso il glorioso  futuro  di un nuovo  tipo di società in cui  le persone contano  non per  le loro  irrilevanti caratteristiche biologiche o altri  attributi esteriori , ma perché  sono persone preziose create  a immagine e somiglianza  di Dio".

=la colonizzazione, di molte parti del mondo, basta pensare ai nuovi continenti, attuata  dagli europei, portò con se il bene ed il male dell'Europa. La  colonizzazione delle Americhe ad esempio avvenne con  un'azione di violenza, mediante la quale gli europei sottrassero le terre ai natii. L'evangelizzazione , con la quale  si tentò di nobilitare tante azioni violenti in effetti aveva solo lo scopo di mettere a tacere la coscienza. Non a caso  molte popolazioni indigene sia dell 'America del nord che di quella del sud, furono massacrati o ridotte in schiavitù. 

Da "Credere" Un cristiano in lotta per la giustizia e la pace 1

 1--4--2022
Tra  i  mostri  del  xx  secolo  vi è stato  indubbiamente  l'apartheid  , un sistema  culturale  e giuridico  di separazione tra i gruppi  etnici ,in vigore in Sudafrica dal  1948  al  1993.  "Sviluppo  separato" voleva  essere  , ma in realtà fu  soltanto  un sistema  di segregazione  e di  oppressione  della  maggioranza  della  popolazione di colore , oltre  l'80% del totale . Per  legge  il potere  si  concentrava  nelle  mani dei  bianchi;  la scuola  obbligatoria  per  i neri  si  esauriva  alla  seconda  elementare ;  i neri  avevano  l'obbligo di portare  con sé  una  tessera  d'identificazione  per  poter  transitare nelle aree riservate ai bianchi ,soltanto in determinati  giorni  e a  determinate ore ,  e unicamente  per ragioni  di lavoro. Per  legge  era  vietato  il matrimonio e qualsiasi  altra  relazione  tra  membri  di diverse  "razze" . Tra  le misure più  odiose  , la  concentrazione  dei neri  nei" bantustan" ,  sorta  di ghetti  dal quale  non ci  si  poteva  trasferire  e,  all'opposto , l'obbligo  di trasferirsi   quando  le autorità  bianche  varavano  nuovi  piani   abitativi  e residenziali . Eccezionali  anche i  limiti  all'organizzazione politica e sociale , sostanzialmente  limitata  alla possibilità  di frequentare un  luogo  di  culto.   Non a caso  , per  la popolazione  nera le chiese  divennero  così i  principali centri  di organizzazione dell'opposizione al regime  dell'apartheid  . La  polizia  , inoltre , aveva poteri  pressoché  illimitati  e poteva  trattenere  una persona  in carcere  per mesi ,  senza  alcuna  giustificazione .  Era  questo  lo "sviluppo separato ".
Le radici  di questo  demone  che istituzionalizzava il razzismo  furono  teologiche  e la chiesa  riformata  olandese ne fu  per decenni  l'ostinata  interprete . Era  la chiesa "dei  bianchi" , figli di coloni  olandesi che  nella prima  metà  del  19°  secolo colonizzarono  vaste  zone  di quella  che  poi  divenne  la Repubblica  sudafricana . Molti di loro  erano  profughi  europei  , scappati  dall'Europa  al  tempo  delle guerre  di religione  , convinti  di essere il nuovo  Israele  che,  fuggendo  dall'oppressione  del faraone , con  l'aiuto  e la benedizione di Dio  avrebbe  conquistato  la terra  promessa . Fu  una  colonizzazione  blasfema , compiuta  nel nome  di Dio  e senza  alcun  riguardo  nei confronti  dei  diritti  delle  popolazioni  indigene  che furono  espropriate  della  loro terra . "Quando  arrivarono  i colonizzatori  ",   raccontano  spesso  i capi  delle Chiese   cristiane  indigene  , "noi  avevamo  la terra e loro  la Bibbia . Poi  ci hanno  convinto  a chiudere  gli occhi  per pregare ,  e quando  li abbiamo  aperti noi  avevamo  la Bibbia  e  loro  avevano  la terra".
Desmond  Tutu  , personaggio chiave  della lotta   contro  l'apartheid  , corregge  questo  racconto  e  precisa  :"  è vero  che i  missionari  sono  giunti  coi  coloni ,ne  sono  anzi  stati l'avanguardia  . Ma  quasi  tutti  noi  che  facciamo  parte  della comunità  nera  dobbiamo  la nostra  istruzione  a quelli  indomiti europei  . E  anche  le cure mediche e molto altro.  Ma  soprattutto  dobbiamo  a loro  la Bibbia, un libro  che è  più  radicale  e più  rivoluzionario  di qualunque  manifesto  politico.   Era  come se la Bibbia  fosse  stata  scritta  apposta  per sostenere  la nostra  particolare  lotta  contro l'apartheid  . Se  si  vuole  sottomettere  e  opprimere  qualcuno ,l'ultima   cosa da fare  è mettergli  in mano  la Bibbia".
Perché  è questo  il paradosso  della  storia  del Sudafrica  dell'apartheid  : che i  cristiani  bianchi  cercavano  nella Bibbia  le ragioni  per  la "separazione   delle razze", ritenendo  che  quella fosse la volontà  di Dio ; al contrario i cristiani  di colore  e qualche  piccola  voce  bianca  controcorrente  giudicavano  lo "sviluppo  separato" incompatibile  con il messaggio  evangelico.   Dagli  anni  '30 in poi , pertanto  , la  comunità  cristiana  sudafricana  subì una  lacerante polarizzazione  che,  a partire  dagli anni  '60, divenne  un vero  e proprio  scontro  di teologie . Nel  1960  il  massacro di Sharpeville, quando  la polizia   sparò  contro  i neri  che  manifestavano  pacificamente  uccidendone  69 , segnò  un vero  e proprio  spartiacque . Le  proteste , che  sino  ad  allora  avevano   avuto  un carattere  non violento  , esplosero  sempre  più  acute  . Fu  il momento  delle  scelte .
è  in questo  contesto  che  crebbe  Desmond Tutu, un  pastore  anglicano  consacrato  al  ministero  proprio in quel  drammatico  1960. Dopo  la consacrazione completò  i suoi  studi  in Inghilterra  per  essere  nominato  vescovo  nel  1976.  Un  altro anno  drammatico  , perché  nella  township di  Soweto  erano  scoppiati  violenti  scontri  a causa  dell'imposizione  della lingua  afrikaaner  in tutte  le scuole  del Sudafrica.  Era  un  provvedimento  simbolico  ma umiliante , con  il quale  si voleva  negare  l'identità  stessa  della popolazione indigena  per  assimilarla  alla cultura  dei bianchi . Gli scontri  ripresero  ancora  più violenti  e,  da una parte  e  dall'altra , vi  furono  anche  atti  di terrore.
Nei giorni  più neri  della  storia   del  Sudafrica   moderno  , nel  1978  , Desmond  Tutu  fu eletto  a capo  del  Consiglio  delle Chiese  del  Sudafrica e, da quel momento , non perse  occasione per chiedere il  boicottaggio  economico del  Paese, convinto che soltanto  l'isolamento commerciale e finanziario avrebbe potuto  frantumare i pilastri dell'apartheid.   Al boicottaggio   economico, però,  si  aggiunse  anche   quello  ecumenico ; nel 1982  , infatti, l'Alleanza riformata  mondiale  --della  quale la Chiesa  olandese  sudafricana era membro--dichiarò  l'apartheid    una  "eresia  teologica" . In  un certo  senso  fu  l'inizio  perché  , solo  quattro  anni dopo  ,  all'interno  della   Chiesa  riformata  olandese  iniziò  un  processo    di  ripensamento  critico   dell'apartheid  , fino  a  compiere  una  pubblica  confessione  di peccato per ciò  che  aveva  rappresentato  per  la popolazione  di colore  del Sudafrica, Artefice  di questo  cambio  di  direzione  fu  il moderatore  della Chiesa  , il  pastore  e  teologo  Johannes  Heyns, ucciso  più tardi  , nel  1994, da un  estremista  bianco  che  lo riteneva  colpevole   della fine  del " suo  mondo" nutrito  da una  miscela  di  fondamentalismo biblico  e razzismo.

lunedì 28 marzo 2022

Da : AIFO "Il futuro della nostra salute" a cura di Federica Donà (intervista al dr. Federico Fama presidente del: SISM-APS)

 28--3--2022
=Come  può  essere  tutelata  la salute in  un periodo  come  quello  in cui  stiamo  vivendo?

\\  Il   periodo  in cui  stiamo vivendo  è  espressione  di  come  la tutela  della salute oggigiorno  sia  fondata  su  radici  precarie  e fragili . La  strategia  globale  promossa  per fronteggiare  Covid-19 ha dimostrato  quanto   possa essere  fallimentare cercare soluzioni a problemi di sanità  pubblica  interpretando  questi  ultimi  soltanto in termini  di malattie da guarire , trasmissioni  di patogeni  da  interrompere , vaccini  e  cure  efficaci da individuare . Questi  elementi  sono  senza  dubbio  indispensabili nel breve  termine ,ma non  sono  sufficienti  a caratterizzare a lungo termine un sistema  in grado  di tutelare  il Diritto  alla salute di ogni individuo . La tutela della salute  deve quindi rimettere  al centro l'interazione sinergica  che si sviluppa  tra  malattie e condizioni sociali ed  economiche , così  da poter  rispondere non solo alle  minacce  infettive , ma  anche  all'epidemia di malattie croniche , realizzando   e garantendo la Copertura  Sanitaria  Universale.

= Come  si  implementa veramente  la  salute  di base e da cosa  dipende?

\\ La  primary  health  care  viene  istituita  formalmente  nella  Conferenza  di Alma  Ata  del 1978,  quando  emerse  la necessità di abbandonare  l'approccio attendista , ovvero quello  su cui si basa  il paradigma biomedico . Nel  sistema  di assistenza proposto ad Alma Ata  l'oggetto  non avrebbe  più dovuto essere  il trattamento  delle patologie che  si sono già  manifestate ,ma  un approccio  onnicomprensivo di tutte  le  variabili che influenzano  la salute delle  persone  e delle  comunità, oltrepassando  l'ambito  prettamente  sanitario  individuale.

=Cosa  significa  oggi  prendersi cura  dell'essere  umano  e cosa  c'entrano  i  determinanti sociali  e la  globalizzazione?

\\Prendersi  cura  dell'essere  umano è un gesto  complesso , trasversale  a numerosi ambiti di  conoscenza  e competenza . Esiste  una  correlazione tra  la posizione sociale  di un individuo  e la sua  esposizione  a fattori  di rischio  per la salute , la  sua  vulnerabilità e l'esito  della  progressione  di  eventuali  malattie  che possono  colpirlo . Le recenti  sfide  di   Sanità Pubblica dimostrano  inoltre  come  lo stato di  benessere  di ciascuno di noi sia  legato  in modo  indissolubile   a quello  della  collettività ;  qualsiasi  strategia  volta  a sconfiggere  le disuguaglianze  di salute  si rivela  fallimentare  se  non  viene  realizzata con  la  consapevolezza  della  cornice  globale che  la  circonda e con  il superamento  dei  punti  di vista  e degli  interessi  dei singoli  Stati  e delle singole  comunità.

=Medicina di comunità  e  partecipazione  come  questo  metodo  può  essere  implementato?

\\Abbiamo  dovuto  subire  la catastrofe  della pandemia da Covid-19  per aprire  gli occhi  sull'inadeguatezza  di un sistema  centrato  sull'ospedale e,  di conseguenza  , sulla  risoluzione delle  patologie  acute . La sfida  della  sanità  del prossimo  futuro  deve  necessariamente  ripartire  da un cambio  di  paradigma  che sposti  la narrazione  sulla  comunità , sulla  promozione  della salute e su  un approccio globale  alle  condizioni  di vita  delle  persone . La medicina  di  comunità  può  rappresentare  il punto  conclusivo  del   primo  atto  di questo  cambiamento , che  deve  essere condotto attraverso  un processo democratico e partecipativo.

=Come  può  migliorare  il  percorso  di  studi  di medicina  per  formare  nuovi  medici  attenti  , capaci  e innovatori  per  la tutela  della salute  di tutto  il mondo?

\\La  nostra  visione  ci porta  a  immaginare un  percorso  di studi di Medicina e Chirurgia in cui  si  introduca  un approccio di " Global Health  in  all  coueses"; riteniamo infatti  che  non sia  sufficiente  introdurre uno  o più  corsi  in cui  si trasmettano  , anche  se  efficacemente , i concetti  base . Anche  in questo  caso, si rende necessario un cambio di paradigma che  porti  all'interno  di ogni materia  di insegnamento biomedico l'aspetto  di globalità  della  condizione di  salute  e malattia degli  individui e delle  comunità.

== Il  principale  obiettivo del  SISM-APS  è quello  di  riuscire  a rendere i futuri  professionisti  della salute  consapevoli  del loro  ruolo che rivestono nella  società e di come le moderne sfide  del mondo della salute debbano  essere  affrontate  con  un 'ottica  multidisciplinare  ed olistica ,in poche  parole  con  un approccio  di Salute  Globale . Per far ciò ,  è  fondamentale  poter  collaborare  con  altre  realtà che hanno  interessi  e competenze  differenti  ma  che condividono  con  il SISM  lo stesso  ideale di salute.

=Sono da sempre una sostenitrice  di una medicina  preventiva, che si basa  su una formazione ottimale dei medici, che porti  ad  una adeguata  formazione professionale , del medico di base, il quale è la figura prossimale di riferimento per la società.
In questa pandemia, avrebbe dovuto avere un ruolo principale il medico di base , come educatore , e guida  per i suoi assistiti, nella gestione, della malattia. Ho sempre trovato deprimente , un medico di base che si riduca ad uno scrivano, con  funzioni di trascrizione di ricette.
Una reale preparazione della classe medica, con una maggiore serietà sia da parte degli studenti, come pure dei professori, come primo  passo verso una medicina più efficace.

sabato 26 marzo 2022

Giosue Carducci "Primavere Elleniche " 3 Alessandrina

 26--3--2022
Gelido  il vento pe'  lunghi  e candidi
Intercolonnii  feria ; su tumuli 
Di  garzonetti  e spose
Rabbrividian  le rose

Sotto  la pioggia  che,  lenta  , assidua  ,
Sottil  , da un  grigio  cielo di maggio 
Battea con faticoso 
Metro  il piano fangoso;

Quando   , percossa  d'un  lieve  tremito,
Ella  il bel velo  d'intorno a  gli omeri
Raccolto  al seno avvinse
E  tutta  a me  si strinse; 

Voluttuosa  ne  l'atto  languido 
Tra  i  gotici  archi , quale  tra'  larici
Gentil  palma  volgente
Al  nativo oriente.

Guardò  serena  per entro i lugubri
Luoghi  di morte ; levò  la tenue 
Fronte  , pallida   e bella,
Tra  le  floride  anella.

Che  a  l'agil  collo scendendo  incaute 
Tutta  di molle  fulgore la irradiano;
E  piovvemi  nel cuore 
Sguardi  e accenti  d'amore

Lunghi  , soavi , profondi ; eolia
Cetra  non  rese  più  dolci  gemiti
Mai  né   sì  molli  spiriti
Di  Lesbo un  dì  tra i  mirti.

Su  i muti  intanto  marmi  la serica 
Vesta  strisciava  con  legger  sibilo,
Spargermi al viso  i venti
Le  sue  chiome  fluenti .

Non  mai  le  tombe sì belle apparvero 
A me  ne  i primi  sogni  di gloria .
Oh  amor, solenne  e  forte 
Come  il  suggel di morte!

Oh  delibato  fra  i sospir  trepidi
Su  i cari  labri fiore de l'anima
E  intraviste  ne'  baci 
Interminate paci!

Oh  favolosi  prati d'Elisio ,
Pieni  di  cetre  , di  ludi  eroici
E  del  purpureo  raggio 
Di  non fallace maggio,

Ove  in  disparte bisbigliando errano
(Né patto  umano  né  destin  ferreo
L'un  da  l'altra  divelle)
I poeti  e le nelle!

giovedì 24 marzo 2022

Giosue Carducci " Primavere elleniche" 2 Dorica

24--3--2022 

Sai  tu  l'isola bella, a le  cui rive 
Manda  il  Ionio i  fragranti  ultimi baci,
Nel  cui sereno  mar  Galatea vive
E  su'  monti Aci?

De  l'ombroso  pelasgo  Erice  in vetta 
Eterna  ride  ivi Afrodite  e impera ,
E freme  tutt'amor  la benedetta
Da  lei  costiera.

Amor  fremono  , amore,  e colli e prati ,
Quando  la Ennea  da'  raddolciti  inferni 
Torna  co  'l  fior  de'  solchi  a i  lacrimati 
Occhi  materni.

Amore  , amor, susurran  l'acque ;  e Alfeo
Chiama  ne'  verdi  talami Aretusa
A i  noti  amplessi ed  al  concento acheo
L'itala  musa.

Amor , amore,  de' poeti  a i canti 
Ricantan  le  cittadi , e  via pe'  fòri
Doriesi  prorompono baccanti
Con  cetre  e fiori.

Ma  non  di Siracusa o  d'Agrigento 
Chied'io  le  torri: quivi  immenso  ondeggia 
L'inno  tebano  ed ombrano ben  cento
Palme  la reggia.

La valle ov'è  che  i bei  Nebrodi  monti
Solitaria  coronano  di  pini,
Ove  Dafni  pastor  dicea tra  i fonti
Carmi  divini?

--Oh  di  Pelope re  tenere  il suolo.
Oh  non  m'avvenga  , o  d'aurei  talenti
Gran  copia   , e  non  de  l'agil  piede  a volo
Vincere  i venti!

Io  vo'  da questa  rupe  erma  cantare,
Te  fra  le braccia  avendo  e via  lontano
Calar  vedendo  l'agne  bianche al  mare
Siciliano.--

Cantava  il dorio  giovine  felice ,
E  tacen  gli usignoli . A   quella  riva,
O  chiusa  in un  bel  vel  di Beatrice
Anima  argiva,

Ti  rapirò  nel verso ; e tra  i  sereni 
Ozi  de  le campagne a mezzo  il giorno ,
Tacendo  e  rifulgendo  in  tutti  i seni
Ciel , mare,  intorno,

Io  per te  sveglierò  da  i colli  aprichi
Le  Driadi  bionde  sovra  il piè  leggero 
E  ammiranti  a le  tue  forme gli antichi 
Numi  d' Omero.

Muoiono  gli altri  dèi  ;  di Grecia  i numi 
Non  sanno  occaso ;  ei  dormon ne'  materni
Tronchi  e ne'  fiori, sopra  i monti i fiumi
I mari  eterni.

A  Cristo in faccia irrigidì  ne i  marmi 
Il  puro  fior  di lor  bellezze ignude;
Ne  i carmi  , o Lina,  spira  sol  ne  i carmi
Lor gioventude;

E,  se  gli  evoca d'una  bella  il viso
Innamorato  o d'un  poeta  il core,
Da  la santa natura  ei  con  un  riso
Lampeggian  fuore..

Ecco  danzan  le  Driadi , e --Qual  etade --
Chieggon  le  Oreadi--ti  portò  sì bella?
Da  quali  vieni  ignote  a noi  contrade,
Dolce  sorella?

Mesta  cura  a te  siede in fra  le  stelle
De  gli occhi  . Forse  ti ferì  Ciprigna?
Crudel  nume  è Afrodite ed  a le  belle
Forme  maligna.

Sola  tra  voi  mortali  Elena  argea
Di  nepente  a gli  eroi  le  tazze  infuse;
Ma  noi  sappiam  quanti  misteri  Gea
Nel  sen  racchiuse.

Noi  coglierem  per  te    balsami arcani
Cui  lacrimar  le  trasformate  vite,
E  le perle  che  lunge  a  i duri  umani
Nutre  Anfitrite.

Noi  coglierem  per te  fiori  animati,
Esperti  de   la gioia  e de  l'affanno ;
Ei  le storie  d'amor  de' tempi  andati
Ti  ridiranno;

Ti  ridiranno  il gemer  de la rosa
Che  di  desio su  'l tuo  bel  petto manca,
E  gl'inni  , nel  tuo crin , de  la  fastosa 
Sorella bianca.

Poi  nosco  ti  addurrem  ne le  fulgenti 
De  l'ametista  grotte e del cristallo,
Ove  eterno  le forme  e gli  elementi
Temprano un  ballo.

T' immergerem ne  i fiumi ove  il  concento
De '   cigni  i cori  de  le Naidi  aduna;
Su  l'acque i fianchi  tremolan  d'argento
Come  la luna.

Ti  leverem su  i  gioghi al ciel vicini
Che  Zeus  , il  padre  , più  benigno mira,
Ove  d'Apollo  freme  entro  i divini 
Templi  la lira.

Ivi  , raccolta  ne  le  aulenti  sale 
Nostre  , al  bell'Ila ti  farem  consorte,
Ila che  noi  rapimmo a la brumale
Ombra  di  morte.--

Ahi , da  che  tramontò  la vostra  etate
Vola  il dolor su  le terrene culle!
Questo  raggio  d'amor no 'l  m'invidiate,
Greche  fanciulle.

La  cura  ignota  che  il bel  sen  le morde
Io   tergerò  co 'l  puro  mèle  ascreo,
L'addormirò  co' le  tebane corde.
Se  fossi  Alceo,

La  persona  gentil  ne  lo spirale
Fulgor  de  gl'inni irradiar  vorrei,
Cingerle  il molle  crin co'  l'immortale
Fior  de gli  dèi,

E,  mentre  nel  giacinto  il braccio  folce
E  del mio lauro  la protegge un ramo  ,
Chino su  'l  cuore  mormorarle---O  dolce
Signora , io  v'amo.

Giosue Carducci "Primavere elleniche" 1 EOLIA

24--3--2022

Lina, brumaio torbido  inclina,
Ne  l'aer  gelido  monta  la sera;
E  a me  ne  l'anima fiorisce , o Lina,
La  primavera. 

In   lume  roseo, vedi, il nivale
Fedriade  vertice sorge  e sfavilla,
E  di  Castalia  l'onda vocale 
Mormora  e brilla.

Delfo a'  suoi  tripodi  chiaro  sonanti
Rivoca  Apolline  co'  nuovi  soli,
Con  i  virginei  peana  e i canti
De'  rusignoli.

Da  gl'iperborei  lidi al pio  suolo 
Ei  riede , a'  lauri  dal  pigro  gelo;
Due  cigni  il traggono  candidi  a volo;
Sorride il cielo.

Al  capo  ha  l'aurea  benda di Giove,
Ma  nel crin  florido l'aura  sospira 
E con  un tremito  d'amor gli  move
In  man  la lira.

D'intorno  girano  come  in leggera 
Danza  le  Cicladi  patria  del nume ,
Da  lungi  plaudano  Cipro  e  Citera
Con  bianche  spume.

E  un lieve  il  séguita  pe  'l grande  Egeo
Legno  , a  purpuree  vele ,  canoro ;
Armato  règgelo per  l'onde  Alceo
Dal  plettro  d'oro.

Saffo  dal candido  petto  anelante 
A  l'aura  ambrosia  che  dal  dio  vola,
Dal  riso  morbido , da  l'ondeggiante
Crin  di  viola,

In  mezzo  assidesi , Lina , quieti
I   remi  pendono  ;   sali  il naviglio .
Io  , de  gli  eolii sacri  poeti
Ultimo  figlio,

Io  meco  traggoti per  l'aure  achive;
Odi  le  cetere tinnir ;  montiamo;
Fuggiam le  occidue macchiate  rive ,
Dimentichiamo.