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lunedì 2 dicembre 2024

Riccardo Bacchelli= Il mulino del Po

2--12--2024

Avevan  preso  una  prima  refezione di pane  e cipolla  con  sale grosso , e d'una  fetta  di pecorino ; a  molcere  la  sete  dei cibi  pungenti  e  del sudore ,   bevevano  terzanello  , dal  fiascone  assettato  al fresco   dentro  l'erba d'un  fosso  .   Col  crescere  del sole  , e mentre  l'aria  si  faceva  pesante  , e il  sole  , più  che  scaldare , bruciava , la luce  s'infoscava  come  d'un'invisibile   nebbiosità , e l'aria  era  madida sul  prato  pingue  di linfe , d'umori  e piogge recenti  .
Le  falci  volavano  , librate  nelle  mani  agili  e  ferme  ;  vibravan  le punte   nello spessore  dell'erba , tondevano  raso  terra  , leggere  e sicure ed avide  ,   nel tratto  di giro  a cui  le  liberava l'impulso  del braccio  e della spalla  , come   si dà  moto  ad un  pendolo  . Chi  sa  il mestiere  , lascia  fare  alla falce,  e  per  governarla  , indirizzata  che l'ha  , più  che  condurla l'asseconda . E  la richiama  ,   quand'è  alla fine  della  corsa  , mentre   avanza il piede  di  mezzo  passo  ,  riconducendola  addietro  , con  moto  alterno  , cadenzato  sul respiro.   
Finito   il tratto  d'ogni  segata,  si  rifacevan  da capo  , né  tardi  né  frettolosi . Le  più volte  prima  di riattaccare , traevano  dalla  custodia  di corno  , appesa  alla   cinghia  dei pantaloni  , entro  la qual  stava  in  molle  nell'acqua  , la  pietra  , e   ripassavano  il filo  della lama  . Larga  e lunga  e sottile  , la  lama  falcata  , sotto  la   pietra  andante  vibrava  , ravvivandosi  . Si  sentiva  il rumore  della  pietra  sulla  lama per tutto  il Ronco . E  i falciatori   saldi  sulle  gambe  aperte  , erti in vita ,   incline  la spalla  , riprendevano  uno dietro l'altro quel  moto  alterno  e  ondulato  , che  appoggia  e cade  regge  e richiama  , con  l'abbrivo  e la  cadenza  che  regolano  e alleviano  la fatica.

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