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giovedì 5 dicembre 2024

Edgar Allan Poe= Racconti

 5--12--2024
    Il  demone della  perversità
-Ci  troviamo  dinanzi  a un  compito che  richiede il  più  sollecito adempimento . Sappiamo  che ogni  indugio  sarebbe  rovinoso .  è la crisi  più  importante  della  nostra  vita che reclama da noi , con  l'imperiosità  d'uno  squillo di tromba  , immediata azione  ed energia . Bruciamo  , siamo  consumati  dall'impazienza  di cominciare il lavoro , l'aspettativa  dei  cui  gloriosi  risultati ci  mette  l'anima  in fiamme. Deve , dovrebbe  essere intrapreso  oggi,  e tuttavia lo rimandiamo  a domani ; e perché?  Non  c'è  risposta  , eccetto  che noi  sentiamo , il   rimandarlo ,  perverso ;  e usiamo  la parola  senza  comprensione  del  principio . L'indomani arriva  , e  con esso  una   più  impaziente  ansietà di fare il nostro  dovere , ma  insieme  a questo  accrescersi  dell'ansia  ecco  nascere  anche  un desiderio senza nome , e  positivamente  spaventoso,  perché  impenetrabile  , di  rimandare  di nuovo  . Più  i   momenti  volano  e più  questo  desiderio acquista  forza ,  si impone . Si  giunge  all'ultima ora  per l'adempimento  di quel  compito . Tremiamo  nella  violenza  del  nostro   conflitto  interiore , del  definito  contro  l'indefinito , della  sostanza contro  l'ombra . Ma , se la lotta  è giusta è giunta a  tanto, sarà  l'ombra  a prevalere , e  noi  ci  affanniamo  invano . L'ora  scocca  , ed  è  la  campana  a  morto  della  nostra  prosperità .   è   anche  il canto  di gallo  del   fantasma  che  ci ha  dominati  per tanto tempo . Esso  ora   dilegua  , scompare , siamo  liberi . L'antica  energia  ritorna  . Lavoreremo , adesso. Ma  ahimè, è  troppo   tardi! 
  Siamo  sull'orlo  di  un  precipizio . Vi  gettiamo dentro un'occhiata , e  malessere  e vertigini ci colgono.  Il nostro primo  impulso è  di tirarci  via dal pericolo . Nondimeno , inesplicabilmente  , restiamo . A poco  a poco il nostro  malessere , la vertigine , l'orrore  sfumano dentro  la nuvola di una  sensazione ineffabile . A  gradi  ancora più  impercettibili  questa  nuvola  assume  una  forma  ,  come  il vapore  di quella   bottiglia dalla  quale  uscì un genio , nella  Mille e una notte. Ma  questa  nostra  nuvola  sull'orlo  del  precipizio si  condensa  in una  forma  assai  più  terribile  di  qualsiasi  genio  o demonio da racconto  , in  nient'altro    che  un'idea , ma  paurosa  idea , in  un'idea  che  ci agghiaccia  il midollo delle  ossa   con  la feroce  voluttà  del  suo  orrore  . Ed  è semplicemente  l'idea  delle  sensazioni  che  proveremmo   durante  il rovinoso  precipitare  di una  caduta  da simile  altezza. Questa  caduta  e  l'annientamento  fulmineo  che  ne  conseguirebbe  , noi cominciamo  a desiderarli ardentemente  ;  e perché ?  Perché  per l'appunto  implica  la   più  spaventevole  e odiosa  tra  le più   odiose  e spaventevoli immagini  di  morte  e  di agonia  che mai  si  siano  presentate  alla nostra  immaginazione  . E  siccome  la  ragione  ci distoglie  con   violenza  dall'orlo  dell'abisso , ecco  che,  con  tanto  più  impeto  , lo  avviciniamo . Non   c'è  nella  natura  passione  più  diabolicamente  impaziente di questa  per la quale  uno,  pur  rabbrividendo  sull'orlo  del  precipizio  , medita  in  tal  modo  di  buttarsi  . Ch'egli  , anche  solo  per  un momento , si  permetta di pensare  e sarà  inevitabilmente  perduto;  poiché  appunto  nella  riflessione  che  lo spinge  a ritirarsi troverà  l'impossibilità  di  farlo . Se  un  braccio amico non  lo  trattiene  , o  se non  riesce  con  uno  sforzo improvviso a  tirarsi  indietro , precipiterà e sarà  annientato.
Esaminiamo  tutte  le azioni  di questo   genere   e  troveremo  sempre  che derivano  unicamente  dallo spirito  di perversità , che  cioè noi  le commettiamo  solo  in  quanto  sentiamo  che  non dovremmo  commetterle.

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