4--12--2024
Firenze era capitale del regno . I deputati legiferavano nel salone del Savonarola. Quel giorno , discutendosi di lavori pubblici , il rappresentante di un collegio elettorale del Mezzogiorno continentale prese a dimostrare insufficienti al traffico le vie di comunicazione fra la sua e le provincie limitrofe . Descriveva minutamente il territorio . Dopo una breve pausa, soggiunse :
"Qui la strada si forbisce..."
Omeriche risate l'interruppero . Fra un generale confuso mormorio , qualche voce si levò , non alta abbastanza :
"Biforca, biforca..."
L'oratore , meravigliato , si guardò intorno , protese il capo , come offrendo l'orecchio a un invocato interprete di quel brusio ; ma , ora tutti tacendo , riprese:
"Come ho detto ..."
Ricordandosi d'essere a Firenze , la città delle pedanterie linguaiole , immaginò fosse l'interruzione cagionata da parole non comprese o mal comprese , e , trovata alla oscurità del testo primitivo variante di sicura evidenza , sorridente continuò:
"Come ho detto , qui la strada si forbisce ; o, se per meglio intendersi si vuole ch'io mi esprima altrimenti , dirò che la strada qui si desvia".
Un'altra volta, esaminandosi un progetto di nuovi ordinamenti militari , l'onorevole Mellana , deputato di Casale , propose si mandasse un saluto all'esercito "Onoriamo , onorevoli colleghi , il soldato italiano , che, stretto nel pugno il vessillo della Patria , con in mano il fucile pronto a difenderla , quando una sciagura lo chiami , stende la mano pietosa ..."
Qui fu il Presidente a interrompere : " Onorevole Mellana , il soldato italiano , per valoroso che sia, non ha anche lui che due mani sole!".
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