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venerdì 25 ottobre 2024

Torquato Tasso= Gerusalemme liberata

25--10--2024
    Torna  l'ira  ne ' cori , e li trasporta,
benché  debili  in guerra . Oh  fera pugna!
u' l'arte  in  bando , u' già  la forza  è morta,
ove  in vece  d'entrambi il furor pugna.
Oh  che  sanguigna  e spaziosa  porta
fa  l'una  e l'altra spada , ovunque  giugna,
nell'armi  e nelle  carni, e  la vita  
non  esce , sdegno tienla al  petto unita. 

    Qual l'alto Egeo , perché  aquilone  o noto
cessi , che  tutto  prima  il  volse  e scosse ,
non  s'accheta  ei  però , ma 'l suono e 'l moto
ritien  de l'onde  anco  agitate  e grosse ;
tal  , se  ben  manca  in lor  co ' l  sangue  voto
quel  vigor  che  le braccia  a i  colpi mosse ,
serbano  ancor  l'impeto primo  e vanno
da   quel  sospinti a giunger  danno  a danno.

    Ma  ecco  ormai  l'ora  fatale  è giunta ,
che  il viver  di Clorinda  al  suo  fin deve .
Spinge  egli  il ferro  nel  bel  sen  di punta,
che  vi s'immerge  , e  il sangue  avido  beve,
e  la veste  , che  d'or  vago  trapunta
le  mammelle  stringea  tenera  e leve
l'empie  d'un  caldo  fiume .  Ella  già  sente 
morirsi , e  'l pie ' le  manca  egro  e  languente .
    
    Segue   egli  la vittoria , e  la  trafitta
vergine  minacciando  incalza   e preme.
Ella  , mentre  cadea , la voce  afflitta 
movendo  , disse le parole  estreme :
parole  ch'a  lei  novo  un  spirto ditta,
spirto de fe' , di carità , di speme ;
virtù  ch'or Dio  le infonde , e  se   rubella
in vita  fu,  la vuole  in morte  ancella.

    "Amico , hai  vinto : io  ti perdon ...; perdona
tu  ancora : al   corpo no, che nulla  pave,
a  l'alma si: deh!  per lei  prega ;  e dona
battesimo  a me  ch'ogni  mia colpa   lave".
In queste  voci  languide  risuona 
un  non  so che flebile  e soave 
ch'al  cor  gli scende  ed  ogni  sdegno  ammorza ,
e gli  occhi  a  lagrimar  gl'invoglia  e forza. 

    Poco  quindi  lontan  nel  sen  del monte
scaturia  mormorando un  picciol  rio.
Egli  v'accorse  e l'elmo  empié nel  fonte ,
e tornò  mesto  al grande  ufficio e pio .
Tremar  sentì  la man  , mentre  la fronte 
non  conosciuta  ancor  sciolse  e  scoprio.
La  vide , e  la conobbe  ; e  restò  senza 
e voce  e moto . Ahi vista!  ahi conoscenza!

    Non  morì già ;  ché  sue  virtuti accolse 
tutte  in quel  punto  , e  in guardia  al  cor  le  mise;
e,  premendo il suo  affanno  , a  dar  si volse 
vita  con  l'acqua  a chi  col  ferro  uccise .
Mentre   egli  il suon  de' sacri  detti  sciolse ,
colei  di gioia  tasmutossi , e rise;
e,  in  atto  di morir  lieto  e vivace ,
dir  parea :" S'apre  il cielo  ;   io  vado  in pace".

    D'un  bel  pallor  ha  il bianco  volto asperso,
come  a gigli  sarian  miste  viole :
e gli  occhi  al ciel  affisa ;   e in  lei  converso 
sembra  per   la  pietate  il cielo  e 'l sole :
e  la man  nuda  e fredda  alzando verso  
il cavaliere , in  voce  di parole  
gli  dà pegno  di pace .  In  questa  forma  
passa  la bella  donna , e  par  che dorma.

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