18--10--2024
La torpida romanza che cantare
col capo sonnolento e l'ali chiuse
ama , fra il tremolar di verdi fronde ,
di qualche ombroso lago sulla spera,
un variopinto pappagallo è stata
per me -un uccello familiare -
che a ripetere m'ha appreso l'alfabeto
e a balbutire le prime parole ,
al tempo che abitavo la foresta ,
fanciullo dall'occhio sagace.
Ma ora fan vibrar lo stesso cielo
stagioni eterne , battono ali
di condor , con fragore d'uragano .
Non c'è tempo per futili cure
mentre vado spiando il cielo , inquieto .
E quando un'ora ha l'ali più tranquille
e sull'animo posa le sue piume
morbide.....
stolto sarebbe spendere quell'ora
fuggita col canto e con la rima
-infidi arnesi! -a meno ch'esso , il cuore ,
non tremolasse con le corde.
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