11--10--2024
L'abbeveratoio era in fondo al gran prato , accanto al pozzo perenne , oggetto di molta invidia dei vicini in quelle terre siccicose. La fila delle bestie sciolte s' avviava lentamente dove le chiamava il boaro con certo verso e fischio lungo , pacato , suasivo , che le invitava a bere . Camminavano saggie , con quella loro andatura che sembra inceppata , a testa bassa ; e il sole basso sfiorava con un raggio tenero le schiene , bianche per la più parte . Immergevano il muso fino alle froge nell'acqua , e bevevano adagio alla loro discreta maniera . Poi lo levavano stillante , e si riavviavano alla stalla , sempre da sole , pacifiche e senza ruzzare , mansuete e sazie . Il cane di casa, abbaiando , fingeva per giuoco di assalire questa o quella , senza che neanche lo guardassero , senza che neppure muovessero le pendule code, senza che distogliessero l'occhio tondo e lucente da quel segno , a cui intendon lo sguardo , e che a noi sembra nascosto e smarrito . E nell'occhio smemorato e dolce , nella stessa corpulenza placida e tarda , i bovini parevano raccogliere il segreto vero dell'esistenza naturale , della semplice innocenza brutale . Rientrarono ad una ad una nella stalla le bestie . Era tramontato il sole.
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