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venerdì 11 ottobre 2024

Riccardo Bacchelli = Il mulino del Po

 11--10--2024
L'abbeveratoio era  in fondo  al gran  prato , accanto  al pozzo  perenne , oggetto  di molta  invidia  dei vicini  in quelle  terre  siccicose.  La fila  delle  bestie  sciolte  s' avviava  lentamente  dove  le  chiamava  il  boaro  con  certo  verso  e fischio  lungo ,  pacato  , suasivo  , che  le  invitava  a bere  . Camminavano saggie , con   quella  loro   andatura  che sembra  inceppata  , a  testa  bassa  ; e  il  sole  basso  sfiorava  con  un raggio   tenero  le schiene  , bianche  per  la più  parte  . Immergevano  il muso  fino  alle  froge  nell'acqua  , e bevevano  adagio  alla  loro  discreta  maniera . Poi  lo  levavano  stillante ,  e si  riavviavano  alla  stalla  , sempre  da sole , pacifiche  e senza  ruzzare , mansuete e   sazie . Il cane  di casa,  abbaiando  , fingeva  per giuoco  di assalire  questa  o quella  , senza  che neanche  lo  guardassero  , senza  che neppure   muovessero  le  pendule  code, senza   che distogliessero  l'occhio  tondo  e lucente  da quel  segno  , a cui  intendon  lo sguardo ,  e che  a noi  sembra  nascosto  e smarrito  . E  nell'occhio  smemorato  e dolce  , nella   stessa  corpulenza  placida  e tarda  , i  bovini  parevano  raccogliere  il segreto  vero   dell'esistenza  naturale  , della  semplice  innocenza  brutale  . Rientrarono  ad una  ad una   nella stalla  le bestie  . Era  tramontato  il sole.

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