Cerca nel blog

giovedì 10 ottobre 2024

Guelfo Civinini= Odor d'erbe buone

10--10--2024

Era  un  bimbo  esile  e sbiancato  , col  viso  pieno  di lentiggini e gli occhi celesti   pieni  di stupidità  e di sgomento . Era  infatti  un po' scemo  e quanto  mai  forastico ,  e non  parlava  con  nessuno  , neanche  con me , per  quanti  approcci  avessi  fatti, e  gli   avessi  regalato  vecchi  pennini  e figurine  di  scatole  di fiammiferi.
Un giorno   all'uscita  un  maschiettaccio della seconda  gli  diede  uno   scapaccione  e gli  sputò  addosso.  Avvilito ,  non seppe  reagire  e si buttò  in terra  a piangere . L'altro  sghignazzando  lo ingiurò.  Io  mi  sentii allora  diventare pallido e mi  slanciai . Fu  la mia  prima  zuffa  e mi  andò  bene . Il  maschiettaccio  batté in ritirata  col viso  sgraffiato  e sanguinante . Io   non avevo  avuto  che  un calcio  in uno stinco.
Fu  quello  il mio  primo  amico : a casa  non  ne   parlai  mai, per  la gran  paura   che  me  ne  allontanassero . Non  ci si  vedeva  che a scuola  , e quando  s'usciva  , se   non c'era  nessuno  ad  aspettarmi  , si  faceva  un pezzo  di strada  insieme , presi  per   la mano  come  il primo giorno  della nostra  amicizia  , silenziosi e assorti  . Una  volta  mi regalò  un  passerottino  di nido  . Spesso  mi portava  rametti  d'erbe  odorose  che   erano  la mia passione : cedrina  e basilico.
Non  mi ricordo  come  si chiamasse .
Una  mattina  non venne  a scuola  e da  allora  non  lo vedemmo più .
Passarono   le  settimane  ;   venne  la primavera  e m'alleggerì la malinconia  che   m'era  rimasta  chiusa  dentro . Una  volta  che  ritornavo  a casa  dalla scuola  , svagato ,  col naso  all'aria  ,  guardando le rondini  , per  una  strada  solitaria , una donna  mi  si   mise  a camminare  accanto  ; e   accordando  il suo  passo  col mio , a  un  tratto  mi  posò   lieve  lieve  la mano  su  una spalla .
--Senti  , bimbo ....
La  guardai  , stupito  e un po'  intimorito . Camminava  tutta  serrata  in  uno   scialle  scuro  e aveva  un povero  viso  magro  e disfatto , in cui  ardevano  due  grandi   occhi  neri  sotto  una  massa  di capelli  di rame.
--Tu  sei  Civinini, vero?
Accennai  di si  , e  mi fermai .
--Il mio  bimbo  morto  ti manda  questo  , dalla  sua  fossa.....
Aprì  lo scialle  , si  staccò  dal seno  un rametto  di cedrina , me  la porse , si chinò   ratta  su me , mi  sfiorò  con un bacio   il capo  ricciuto  , ritornò  indietro  , scantonò  ,    disparve.

Nessun commento:

Posta un commento