17--10--2024
Io conosco uno di questi spaccapietre , splendido esemplare di carne da lavoro . Oh! Ma questo che conosco io è sempre stato un signore , il Creso degli Spaccapietre , perché fino a sessant'anni sonati, stomaco di cammello e muscoli di leone , ha guadagnato sempre il massimo che può fruttare il suo lavoro , e la polenta gialla o il pane bigio non sono mai spariti che per eccezione dalla sua tavola.
E i suoi colleghi lo rammentano con ammirazione , e raccontano , ai loro amici attoniti , come tutto l'inverno del '57 fu capace di spezzare due metri cubi arditi di pietra ogni giorno che Dio metteva in terra , senza mai fumare , senza bere un dito di vino e senza ammalarsi.
Ma le sue mani paiono due pezzi informi di carne callosa , il suo viso , screpolato piuttosto che solcato da rughe , pare un pezzo di pane da cani, e i suoi occhi , dopo tanti anni di sole , di polvere e d'umidità , sono contornati di rosso e gli lacrimano di continuo sulle occhiaie infiammate , che la notte gli bruciano e non gli danno riposo . Ha le gambe torte e rigide dal lungo starsi a sedere, la schiena fortemente curvata , il corpo intero di mummia , lo spirito consumato dai dolori.
= con i morti sul lavoro, siamo tornati ai tempi , quando non esistevano diritti per i lavoratori.
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