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mercoledì 4 dicembre 2024

Giosue Carducci= Il Cesarismo

 4--12--2024
Leggendo  la  introduzione alla vita  di  Cesare scritta  da Napoleone 3°

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Giove ha Cesare in cura . Ei  dal delitto
Svolge  il diritto , e   dal  misfatto   il fatto.
Se   un  erario  al bisogno  è  scassinato  
O  un cittadino  per errore trafitto ,

Tutto  si   sanerà   con un  editto.
A  sua  gloria   e per  forza  ei  ci ha  salvato.
Chi  ebbe  tenga  , e quel  ch'è   stato  è stato.
Nuovo  ordine  di cose in cielo è scritto.--

Così  diceva , senator  da  ieri ,
Il  ladro  fuggitivo  servo  Mena;
E  la plebe  a Labien  sassi  gittava .

Ma  la legione  undecima  cantava :
---Trionfo!  quattro  nivei  destrieri,
Divin  trionfo , al  divin Giulio  infrena!--

            2
Quattro  al dio  Giulio , o  dio  Trionfo , infrena,
Come  al buon  Furio  già , nivei  cavalli:
Leghi  al carro  d'avorio aurea catena
L' Egitto  e il  Ponto  e gli  Africani  e i Galli.

Cracco  , la  plebe  tua  straniere  valli
Ari  a un  suo  cenno;  e tu  curva  la schiena ,
Sangue  Cornelio , e  a'  senator da' gialli
Crin  la via  mostra  che  a  la  curia  mena.

Dittator  universo , anche  la  vaga 
Lingua  d 'Ennio  ei  fermò; l'anno ha costretto
Errante già  per la siderea plaga.

Ma  fra  tant'inni  il mondo  ode su 'l petto
Santo  di Cato  stridere la  piaga
E  scricchiolar  di Nicomede  il letto.

=Nemico  e nemico  implacabile in quegli anni , di ogni passata  e presente  tirannia , in  questi  sonetti del  1868 il  Carducci fu  ispirato  dalla  Vita  di Giulio Cesare  scritta  da Napoleone 3°  :
dell'esaltazione  , cioè , di  un tiranno di ieri  compiuta  da  un  tiranno  di oggi.
Due  , sono i bersagli  , anche  se a  campeggiare  è la  figura  dell'antico  :  prima  ironicamente  esecrata  e infine ingiuriata  con  sarcasmo  plebeo.

Ferdinando Martini= Confessioni e Ricordi

 4--12--2024
Firenze era  capitale  del regno  . I deputati legiferavano  nel salone del  Savonarola.  Quel  giorno , discutendosi di lavori pubblici , il  rappresentante di  un collegio  elettorale del  Mezzogiorno    continentale  prese  a  dimostrare insufficienti  al traffico  le vie di comunicazione  fra  la sua  e le  provincie  limitrofe .  Descriveva  minutamente  il territorio  . Dopo  una breve  pausa, soggiunse :
"Qui  la strada  si forbisce..."
Omeriche  risate   l'interruppero . Fra  un generale   confuso  mormorio , qualche voce si levò  , non  alta  abbastanza :
"Biforca, biforca..."
L'oratore  , meravigliato  , si  guardò   intorno  , protese  il capo  , come  offrendo l'orecchio  a un  invocato  interprete  di quel  brusio  ; ma  , ora  tutti  tacendo  , riprese:
"Come  ho detto ..."
Ricordandosi  d'essere  a Firenze  , la città  delle   pedanterie  linguaiole ,  immaginò  fosse  l'interruzione  cagionata  da parole   non comprese o mal  comprese , e ,  trovata alla  oscurità  del testo  primitivo  variante di sicura  evidenza  ,  sorridente continuò:
"Come ho detto  , qui la strada  si forbisce ; o, se per  meglio  intendersi si    vuole  ch'io  mi esprima  altrimenti , dirò  che la strada  qui  si  desvia".
Un'altra  volta,  esaminandosi  un  progetto  di nuovi   ordinamenti   militari ,  l'onorevole  Mellana , deputato   di Casale  , propose  si  mandasse  un saluto   all'esercito  "Onoriamo ,  onorevoli  colleghi  , il soldato  italiano  , che,   stretto  nel    pugno  il vessillo  della Patria  , con  in mano   il fucile  pronto  a difenderla ,    quando  una sciagura  lo chiami  ,  stende la  mano pietosa ..."
Qui fu il   Presidente  a interrompere : " Onorevole   Mellana  , il soldato   italiano  , per valoroso  che sia,  non   ha anche lui   che  due mani sole!".

lunedì 2 dicembre 2024

Io e: la mia famiglia


Ho seguito  in TV--RAI: " Ragazze ", mi sono ritrovata con la scrittrice Sveva Casati Modigliani, quando ha affermato,  il valore della casa in cui vive ,  la  quale parla dei  suoi cari. Un'affermazione  di questo genere, mi riporta in mente Virginia Woolf, quando parla della presenza dell'assente; vivo nella mia casa,  che è stata , la dimore della mia famiglia, una casa che parla, della famiglia del mio papà perché è la casa paterna. La casa costruita dai miei nonni paterni, quando si sono sposati, che ha visto nascere , mio padre , e i suoi fratelli, che ha  accompagnato la vita della mia nonna , rimasta vedova, molto giovane. Ma è anche la casa della vita della mia famiglia. Ci ha  accompagnato dall'infanzia , alla maturità.
La nostra casa , si suddivide poi , in modo semplice in due appartamenti, quello in cui vivo, costruito da papà, alla fine degli anni sessanta ,  racconta la vita di noi , la nostra crescita, gli studi , gli ospiti che  hanno condiviso con noi , ore di serenità, di affetto e di stima. Ogni giorno , tutto mi parla dei miei genitori, dei momenti di vita quotidiana,  vissuta con i mie fratelli, i nostri bisticci, i nostri momenti di comunione , di discorsi , di progetti. 
Nella mia famiglia non è mai esistito il cosiddetto  "patriarcato  e\o il matriarcato",  mamma e papà, vivevano la loro vita insieme in armonia, con rispetto l'uno dell'altro, e con compiti distinti ma sempre complementari; se papà era colui che  si preoccupava dell'amministrazione delle cose più grandi e importanti, la mamma era sempre presente , nella gestione ordinaria della famiglia e della casa.  Noi figli siamo stati educati e seguiti sin da piccoli; ma se papà si occupava , con maggiore  impegno nel seguire , Giorgio ed Antonio, la mamma si interessava di me . Il momento di unione era il pranzo e la cena, dove si stava insieme , si parlava, ma sempre di noi, la famiglia; non è mai entrata nella nostra vita, il mormorio esterno, il bla bla su quello o quell'altro. Anzi  era severamente proibito prenderne parte.
Io  ho avuto  da sempre ,  in modo realistico un ruolo nel contesto della mia famiglia , sin da 17\ 18  anni, per volontà dei miei genitori, dei miei zii, avevo in mano la relazione  con tutta la famiglia, mi preoccupavo della corrispondenza , le lettere , poi il telefono, gli auguri di Natale e di Pasqua, degli onomastici ecc.Il legame con  la famiglia paterna e materna , era nelle mie mani. I miei fratelli sono stati sempre fuori dalla famiglia , loro erano  immersi nei giuochi, con i loro compagni, nella  loro comitiva, e quindi negli interessi inerente alla vita in comitiva. 
Avevano una comitiva sin  dall'adolescenza, univa i ragazzi : la scuola, la parrocchia Cristo Re , lo sport, mio fratello Giorgio , era giocatore di palla a volo, nella squadra di Belpasso, mentre mio fratello Antonio era, segna punti, insieme ad un amico comune , Mimmo Signorello che era arbitro. Inoltre , i ragazzi avevano la passione per la moto.  Mi ricordo , la moto comprata da mio fratello Giorgio: un giubileo 98, Gilera. Una moto che con l'aiuto dello zio Ulderico , hanno imparato a smontare , e a trasformare in un 124 Gilera. Poi , mio fratello Antonio , trasferitosi a Milano , ha potuto , andando ogni anno al mercato delle vecchie moto,  ripristinare il giubileo, e  costruirne un secondo.
Sin da piccola, molto unita alla nonna, ascoltavo le storie della sua vita , e di quella di tutta la famiglia, come pure ben presto ho iniziato ad ascoltare , sia papà , che  gli  zii , Carmelo e  Peppina, sulle storie della famiglia di Papà. Ciò mi ha portato , ad amare , custodire la memoria della mia famiglia.
Noi siamo non solo la storia biologica dei nostri cari, ma anche quella  culturale, quella che permette la formazione del nostro carattere, il nostro modulo di vita, trasmesso,  soprattutto , con l'esempio, con l'educazione.
La mia nonna  materna, quando ancora eravamo piccoli, disfatta completamente la casa , iniziò la sua nuova vita , dividendosi fra Bologna in inverno, e Belpasso in estate; così tutti i mobili furono , in piccola parte distribuiti fra lo zio , e mia zia Iole, qualche pezzo regalato a qualche amica, ma il più rimase in casa nostra con tutto il corredo . Alcune cose , furono da noi bambini vandalizzati , perché utilizzati come giocattoli, come il bel orologio, della mia nonna in argento, che lei porta al collo con una lunga catena in una foto. Oggi desidero tanto trovare un orafo capace di lavorare l'argento per in parte recuperare almeno la cassa ,  molto lavorata.   La biblioteca del nonno fu in diverse riprese distrutta.
Diversi oggetti della casa della nonna , hanno accompagnato la mia vita sin da bambina, come lo scialle di seta da  sposa della mia bisnonna, che  divenne un bel copriletto,, quando i miei fratelli mi hanno spodestato dalla culla, e   mi è stato organizzato il mio primo lettino. Poi ci sta  il corredo della mia nonna Palma, che fino ad oggi in parte è giunto a me. Ma  ci sono anche piccoli oggetti che mi ricordano , la mia nonna paterna,  addirittura le mie prozie , la famiglia di mio nonno Concetto.
Questi oggetti , mi sono cari , perché mi raccontano , del vissuto , dei miei cari, anche di coloro che non  ho mai conosciuto; e nello stesso momento mi rivelano, le mie radici, perché  coloro  che mi hanno preceduto , sono le mie vere radici, e sono parte del mio carattere, dicono ciò che io sono .
Ed ora desidero raccontare una mia pena che mi rode l'anima, da molto tempo: 
Anni fa , mentre camminavo per via Etnea a Catania in compagnia di Maria Luisa Trovato, una persona anziana , che faceva parte degli oblati, una ex consacrata di (Pro Sanctitate), mi sono fermata a guardare  una vetrina di vestiti da sposa, lei , mi aggredì , come non mai,  con le seguente parole:" come puoi pensare di sposarti, tu con una vita da fango , e del fango della tua famiglia". Fino ad oggi queste parole sono una ferita profonda nel mio cuore. La mia è una faglia borghese , perbene ed onesta, e la mia vita è luce.  Oggi voglio denunciare questo accaduto, perché desidero conoscere la squallida persona che l'ha creato; nel frattempo saranno i belpassesi ad essere denunciati come responsabile.  Spesso riflettendo penso , che la causa di ciò è da fare risalire al modo , orrendo come in Sicilia , si fanno la guerra per il matrimonio, le donne del popolo. Così è da pensare che questa infamia aveva lo scopo di allontanare da me un presunto ragazzo, che certo io non conosco. Il gesto mette in evidenza la malvagità di chi l 'ha formulato.  Ciò che mi fa male , ancora oggi è : questa persona odia me , e per colpirmi ha aggredito anche la mia famiglia.
A questo, desidero aggiungere un aneddoto, che ha fatto sempre ridere tutti in famiglia:( la mia mamma si è sposata senza corredo, e  non sapeva ricamare). Mia madre aveva una passione per il ricamo , come la zia Filippa, la sorella di mia  nonna,  Conosceva molti tipi di ricami anche i più  pregiati come il punto ago e il veneziano. A casa non solo, si trova parte del suo corredo, ma tutto il mio corredo ricamato da lei, e che desidero vendere. Ma  la cosa più intricante è come  questa, stupidità è giunta a San Benedetto. Segno di squallore di chi l'ha creata e di chi l'ha portata  in monastero.

Indro Montanelli= Corriere della sera , 6 maggio 1949-Milano

 2--12--2024
    Il disastro di Superga

Oggi , affacciandomi  alla finestra , non ho  visto  giocare   al calcio   i ragazzini in piazza  San  Marco , sulla  quale  guarda   la mia casa , tra  i resti  delle bancarelle  che  vi  tengono   mercato  il lunedì e il giovedì . In  genere  , ce  n'è  una  nuvolaglia  , affaccendati  a correre  dietro   palle , di  tutte  le categorie  e di  tutte  le età :  scolari  delle scuole  medie  con cartella  dei   libri  abbandonata  in un  angolo  e  le dita  macchiate  d'inchiostro  , garzoni  di fabbro  con   la tuta  sudicia  di  morchia  ,  apprendisti  parrucchieri  con  la chioma  lustra  di brillantina  . Li   conosco  tutti  dai  nomi  di battaglia  che si  son dati  :" Mazzola" è  un  tracagnotto  biondastro   dalla faccia  larga  e ridente ; " Gabetto"  un bruno  esile  e nervoso  che  ha  la   specialità  di non  scomporsi  i capelli  nemmeno  nelle  fasi  più  acute  del giuoco; "Bacigalupo" è  quello  che,  in genere  , difende  la porta ,  sorprendentemente  agile   per  la sua  rotonda  corporatura  ;   eppoi  "Castigliano", "Menti " , "Loik" , "Ballarin"  , "Maroso" , e così via . Ci  sono  stati  tutti  i giorni  in piazza  San Marco  , a  giuocare  :   non so  da quando  ,  forse  da sempre  . Si  allenano  per  la grande  partita  della domenica , quando  si mettono  in   maglia  e mutandine  , e allora  ai  margini, si raccoglie  anche il pubblico  dei passanti   a   guardare  . In  una  di queste  partite  , uno  di essi  , che  si chiama "Grezar" , fu  degradato  sul campo:   cioè  i compagni  gli tolsero  quel  nome , e  gliene  diedero  un altro , più   modesto.
Oggi la  degradazione  è  stata  generale  . Sparpagliati  a gruppetti  , ai  quattro  angoli   della  brulla  piazza  , a  semicerchio  intorno  a uno  che leggeva  un giornale  gualcito , i  ragazzini   di San Marco  avevano  ripreso  ognuno  il proprio  nome  di tutti  i giorni  , quello  col   quale  il maestro  , a scuola  , li  chiama  a recitare  la poesia   di Aleardi  e il  padrone  della   bottega  li iscrive  nel sindacato  dei "  praticanti" . E  così  "Mazzola"  non  era più  che   Dubini Mario , alunno  della " quarta B". Era  lui  che leggeva  il giornale  ai  compagni    sedutigli  attorno  in  semicerchio , e ogni  tanto  approfittava  della  ciocca  di capelli  che  gli   scendeva  sulla  fronte  per  ritirarsela  su  e passarsi  , intanto  , la mano  sugli occhi  . I suoi   compagni   più  piccoli , quelli  che,  in genere  , venivano  adibiti  , nelle  partite  della domenica  , a  raccogliere  le palle  che uscivano  in  "fallo laterale"  ( quante  volte  ho rabbrividito ,  alla finestra , vedendoli  guizzare  fra  un tram  e un'automobile!)  e  che  aspiravano  a diventare  ,   a loro volta  , Loik , Gabetto, Bacigalupo  e  Maroso ,  stendevano  , a  una  a una  , per  terra , come  un generale  distende  la sua  truppa  , le  figurine  dei popolari  giocatori , di cui  ognuno   di essi  è , più   o meno  , ricco  collezionista. C'era un po'  di vento , e il pulviscolo di rena, che esso  trascinava nella sua cora, ogni tanto  ricopriva  una  di quelle  figurine , minacciando di sotterrarla; ma subito il collezionista   la  spazzava  via,  passando  col  dorso  della   mano  una lieve  carezza  sul  cartoncino  e poi  soffiandoci  sopra , puntualmente . E  le figurine   che  li  rappresentano nell'atto  di calciare  la palla  o  di ghermirla  al volo   continuano  ad   essere  oggetto  di un  affettuoso  e reverente  mercato  , seguitano  a passare  di mano in mano , come  vivificare  per l'eternità  dalla  rispettosa  ammirazione  che  suscitano nei  loro  giovani  emuli.
Triste  è piazza San Marco , calva  di alberi  , con  le sue  gialle  chiazze  di terra   senz'erba , con  i suoi  gruppetti  di ragazzi  spogliati  dei loro  nomi di battaglia  e senza  palla ,  solo  con  le figurine  allineate  tra  le  pozzanghere . Le  due  squadre  che  vi   giuocheranno   domenica  hanno  deciso  di portare  il lutto:  un  segno  nero  al braccio , sulla  maglia  . I  passanti  si fermeranno  , come  sempre  , a  guardare  : ma  invano  tenderanno  l'orecchio  per   udire :" Forza   Maroso ...bravo  Bacigalupo ..." nelle  fasi  salienti  della partita . Domenica  i giocatori  si chiameranno  soltanto  Dubini  Mario , Rossi  Francesco  , Bianchi  Giuseppe , e  giuocheranno  in silenzio , senza  apostrofarsi.

=un grande giornalista!  E Milano ha fatto bene  a ricordarlo. 
Non sono una tifosa di calcio , ma oggi il calcio è solo fango! , Troppi soldi, a mettere in evidenza , come in questo periodo di decadenza , il centro di tutto: è il dio denaro. Troppi soldi dati ad uomini che non sanno neppure scrivere , ma solo calciano un pallone. Ed infine il calcio , il rifugio di una popolazione di emarginati , di quella che si definisce : la spazzatura della società. Sarebbe un'utopia ridimensionare tutto ciò?

Riccardo Bacchelli= Il mulino del Po

2--12--2024

Avevan  preso  una  prima  refezione di pane  e cipolla  con  sale grosso , e d'una  fetta  di pecorino ; a  molcere  la  sete  dei cibi  pungenti  e  del sudore ,   bevevano  terzanello  , dal  fiascone  assettato  al fresco   dentro  l'erba d'un  fosso  .   Col  crescere  del sole  , e mentre  l'aria  si  faceva  pesante  , e il  sole  , più  che  scaldare , bruciava , la luce  s'infoscava  come  d'un'invisibile   nebbiosità , e l'aria  era  madida sul  prato  pingue  di linfe , d'umori  e piogge recenti  .
Le  falci  volavano  , librate  nelle  mani  agili  e  ferme  ;  vibravan  le punte   nello spessore  dell'erba , tondevano  raso  terra  , leggere  e sicure ed avide  ,   nel tratto  di giro  a cui  le  liberava l'impulso  del braccio  e della spalla  , come   si dà  moto  ad un  pendolo  . Chi  sa  il mestiere  , lascia  fare  alla falce,  e  per  governarla  , indirizzata  che l'ha  , più  che  condurla l'asseconda . E  la richiama  ,   quand'è  alla fine  della  corsa  , mentre   avanza il piede  di  mezzo  passo  ,  riconducendola  addietro  , con  moto  alterno  , cadenzato  sul respiro.   
Finito   il tratto  d'ogni  segata,  si  rifacevan  da capo  , né  tardi  né  frettolosi . Le  più volte  prima  di riattaccare , traevano  dalla  custodia  di corno  , appesa  alla   cinghia  dei pantaloni  , entro  la qual  stava  in  molle  nell'acqua  , la  pietra  , e   ripassavano  il filo  della lama  . Larga  e lunga  e sottile  , la  lama  falcata  , sotto  la   pietra  andante  vibrava  , ravvivandosi  . Si  sentiva  il rumore  della  pietra  sulla  lama per tutto  il Ronco . E  i falciatori   saldi  sulle  gambe  aperte  , erti in vita ,   incline  la spalla  , riprendevano  uno dietro l'altro quel  moto  alterno  e  ondulato  , che  appoggia  e cade  regge  e richiama  , con  l'abbrivo  e la  cadenza  che  regolano  e alleviano  la fatica.

domenica 1 dicembre 2024

Tempo di Avvento

 1--12--2024
"Avvento"  è una  trascrizione  del latino "adventus"  ,  che  indica  il termine  dell'azione  di arrivare  , l'essere  giunto  ;   i poeti  latini  hanno  parlato  dell'"arrivo  del giorno" . La  Chiesa   celebra  la venuta  di Gesù  Cristo  Nostro  Signore  ;  già  il nome  di  questo  tempo  di preparazione  , che  ben  potrebbe  designare  anche  il Natale  stesso  , mostra  sufficientemente  la  relazione   che lo lega  alla  celebrazione  e al  tempo  della  Natività .   Il  ciclo  liturgico  si  è  concluso  con  il ricordo  del Cristo---Re;  esso  comincia  con  una  meditazione  sulla  seconda  venuta , la "parusia"  , che  segnerà la fine  dei  tempi  (prima  domenica)     e procede  fino  alla  celebrazione  della venuta  del Cristo  nella  carne (Natale).
L'idea  di preparazione  alla  venuta  di Cristo  conferisce  al   tempo  dell'Avvento  una  somiglianza  particolare  con  tutto  il  periodo  che  ha  preparato  la venuta  di Cristo  , l'Antico  Testamento  :"I profeti  l'annunciavano  da  quattromila  anni",  celebrava  il vecchio  Cantico  . Si  rileggeranno  allora  i passi  profetici  della Bibbia  , che  sono  in rapporto con  la venuta  del   Messia  in particolare  quelli  di Isaia  , di  Michea   , di  Malachia . Un'altra  caratteristica  propria  dell'Avvento  sarà   quella  di   ricordare  che  la preparazione  è  diretta  non  alla nascita propriamente  detta , ma  alla  manifestazione  di Cristo  nella  sua   missione  pubblica  ; l'Avvento  darà  grande  spazio  anche  a  colui  che prepara  la  via: San  Giovanni  Battista.
Più  propriamente  ed  intimamente  , l'attesa  si fa  con  la Vergine , che  ha portato  il Bambino  nel suo grembo  e,  come  tutte   le madri , ha  vissuto  con lui  in stretta  comunione  , nella  fede  alle  parole  dell'angelo Gabriele :"Beata colei  che  ha creduto ".  All'avvicinarsi  di Natale  , si  ricorderà  il concepimento   verginale  , la  visita  ad Elisabetta , lo  stupore  di Elisabetta , il   canto  di ringraziamento  di Maria , il Magnificat  . Con  lei  l'attesa  è raccolta e,  insieme  , piena  di gioia .
A  partire   dal 17   dicembre ,  comincia  un'attesa  di otto  giorni  ,   più  intensa  :  preparazione  attiva,  mediante  la gioia  e il   desiderio , all'avvicinarsi  di Cristo  e alla sua  venuta  nella  vita   di ciascuno  . La  liturgia   dell'Avvento   comporta  una  parte  di  penitenza  , contraddistinta  dal  colore  liturgico  , il viola , ma   domina l'attesa  piena di gioia.

sabato 30 novembre 2024

Alfred Adler = Il temperamento nervoso

30--11--2024
Il punto di riferimento  e  la meta  , assolutamente  indispensabili   all'orientamento  ed  alla sicurezza  dell'azione  ,  vengono posti  tanto  più in alto   quanto  più  il sentimento  d'inferiorità  vissuto  dal bambino  è stato  penoso  e prolungato  ; essi   devono  venir  ipostatizzati  , proclamati sacri , divini .  Da  un lato si trovano   le condizioni  e i  movimenti  reali  del soggetto  , dall'altro  , in   quanto  effetto  compensatore  di un  sentimento  d'inferiorità , Dio,  l'idea   direttrice  , concentrata  in una persona , in un  avvenimento  . Questo  punto   ideale  agisce  ormai  come  se tutta  la forza  motrice  emanasse  da esso. è così che  noi  chiamiamo  la vita  psichica  nasce dalla vita organica , oggettiva  , dal riflesso  , dall'istinto,   dalla  vita  impulsiva. 
In questo  sistema  si svolgono  tutti  i passi  del bambino  ; ed  è questo  il  sistema  che dirige .  Durante tutto il corso dello sviluppo , il bambino  non   fa  che conformarsi  all'ideale  , riferirvi  tutti  i suoi  atti,  e non  giudica  e non  apprezza  i suoi  tentativi  , le sue  esitazioni  , i suoi  preparativi  e le sue   disposizioni  che  nella misura  nella quale  essi  sono  atti  ad avvicinarlo  a questo  ideale  . Egli   si paragona  tanto  all'uomo   quanto  alla donna ;   e servendosi  della   "opposizione" dei sessi  come  di una linea   secondaria , egli  si sente  tanto  più   attratto  verso  il termine  maschile  di questa  opposizione   quanto  più  se ne   sente  lontano  e quanto  più  per questa  ragione  la  maschilità  gli sembra   più   estranea  al suo  essere , quasi  come se  fosse  ostile  .
Nel  bambino  , che abbia   una  predisposizione  alla nevrosi, la tendenza  verso   la sicurezza , nata  a   titolo  compensatorio  dal  sentimento  di malsicurezza   rinforzato  , ha  per   effetto  di far   convergere  , in virtù  d'un  grande  sforzo  d'attenzione  , tutte  le  linee  d'orientamento  , accentuate   dalla nevrosi  , verso  la protesta  virile   portata  al massimo  grado  d'eccitazione  . Più  l'opposizione     dei sessi   appare   spiccata  , più  presto  e con  maggiore   insistenza  , il bambino  si sente  attratto   verso il sesso   che non  è il suo  ;   particolarmente  quando  ,e questo  è il caso  delle  persone  nevrotiche, il carattere  eminentemente  maschile  dell'ideale reagisce  sul sentimento  d'inferiorità , facendo  apparire  come  una  manifestazione  puramente  femminile.