La chiesa di Santa Maria Bambina, si trova a Milano , in via Santa Sofia; il progetto è dell'architetto Giovanni Muzio. Il progetto è come ricostruzione post bellica del 1951 , 1953
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domenica 31 ottobre 2021
Santa Maria Bambina Milano
La chiesa di Santa Maria Bambina, si trova a Milano , in via Santa Sofia; il progetto è dell'architetto Giovanni Muzio. Il progetto è come ricostruzione post bellica del 1951 , 1953
sabato 30 ottobre 2021
Giosue Carducci "Feste ed oblii"
30--10--2021
Urlate , saltate, menate gazzarra,
Rompete la sbarra ---del muto dover;
Da ville e da borghi, da valli e pendici,
Plaudite a i felici --di oggi e di ier.
Su , vergini e spose, bramose , baccanti,
Spogliate l'Italia di lauri e di fior,
Coprite di serti, di sguardi fiammanti
Le glorie in parata de i nostri signor.
Deh come cavalca su gli omeri fieri
De' baldi lancieri---la nostra virtù!
O sole di luglio , tra i marmi latini
A gli aurei spallini ---lusinghi anche tu .
E mobili flutti di fanti e cavalli
Risuonan pe 'l clivo su 'l foro latin ,
E il canto superbo di trombe e timballi
Insulta i silenzi del sacro Aventin.
Ahi sola de' voti d'un dì la severa
Mia musa, o Caprera , ---riparla con te ,
E, sola e sdegnata , de l'orgia romana,
Deserta Mentana,---ti chiede mercé.
Là il vino , la luce, la nota che freme,
Ne i nervi , nel sangue risveglian l'ardor;
Qui trema a la luna con l'aura che geme
Lo stelo riarso d'un povero fior.
E altrove la luna del raggio suo puro
Illumina il giuro---rianima il sì,
Che mormora a un altro laguente vezzosa
La vedova sposa ---del morto ch'è qui,
O empie insolente la camera mesta
Svegliando a le cure del dubbio diman
La madre che in questo bel giorno di festa
In vano pe' trivi chiedeva del pan
mercoledì 27 ottobre 2021
Loreto Ballester
27---10--2021
Molte espressioni della Bibbia ruotano intorno allo sguardo e alla vista . Per loro mezzo, Iahvè, nell' Antico Testamento("Dio guardò la condizione degli Israeliti ", Es 2,27 ), e Gesù nel Nuovo Testamento(" Egli vide una grande folla e sentì compassione per loro..", Mt 14,14; "Allora Gesù , fissatolo , lo amò" Mc 10,21), si rivelano a noi come un Dio vicino , attento alle situazioni storiche, che parla agli uomini e vuole poter contare su di loro per condurre a termine la sua missione . Ma non sempre coloro che sono passati vicini a Gesù l'hanno riconosciuto ; la chiave del riconoscimento è la fede . Vivere la propria fede significa prendere un cammino di comunione e di esperienza di Dio , dove la nostra fede si adatti progressivamente alla sua, " fino a che Cristo sia formato in voi"(Gal4,19),e che facciamo nostri i suoi sentimenti , i suoi criteri , i suoi interessi.
Sul cammino della fede proviamo la gioia di colui che riconosce un dono . "La fede della mia anima è una luce molto chiara e forte . Se attenuo nel mio intimo il dono della mia fede, è perché questo dono possiede una luce , un colore . un'intensità che non so descrivere . E la mia fede cresce. I miracoli non mi stupiscono , quello che mi stupisce è che non ce ne siano , o , meglio, che noi non ci accorgiamo degli innumerevoli miracoli che il Signore realizza intorno a noi" . Ecco quello che scriveva Josefa Segovia , una donna del nostro secolo responsabile dell'insegnamento scolastico e formatrice di educatori. Anche noi conduciamo questa questua che ci fa' gridare come il cieco :" Figlio di Davide ,Gesù , abbi pietà di me " e:"Signore , che io riabbia la vista !", e per mezzo della Chiesa , prendiamo coscienza dei fenomeni che minacciano l'esperienza della fede nel nostro mondo.
Dove trovare Dio , quale via prendere per affermare la nostra fede? Vivere la fede quaggiù richiede un procedimento costante di personalizzazione , di progressivo approfondimento di questa esperienza al contatto con la Parola Divina . Per la Chiesa , che , in quanto comunità di credenti , celebra la fede , la fratellanza vissuta in comunità come i primi cristiani , la fede deve incarnarsi e trasformare il lavoro quotidiano , la vita di famiglia di tutti i giorni, le relazioni umane, le strutture sociali . è inquietandoci nel corso della storia e degli avvenimenti mondiali , impegnandoci al fianco di coloro che vivono personalmente queste situazioni difficili , così diffuse oggi , di emarginazione e di ingiustizia , che noi ci apriamo al mistero del Dio vivo , e ci metteremo alla sua ricerca . E per questa ricerca è necessario che il nostro sguardo sia rivolto all'interno, verso la dimora che è per Santa Teresa d' Avila il simbolo della presenza di Dio nel cuore dell'uomo , verso la preghiera , nella solitudine e nel silenzio .
martedì 26 ottobre 2021
I fiori del male Charles Baudelaire "Spleen e ideale "
26--10--2021
T'adoro come la volta notturna,
o vaso di tristezza , o grande taciturna,
e più più ti amo bella, quanto più mi sfuggi
e mi sembri accumulare , ornamento
delle mie notti , più ironicamente
leghe su leghe a quelle che dividono
le mie braccia dall'azzurro infinito.
All'attacco striscio e mi arrampico
come un coro di vermi all'assalto
d'un cadavere , e --belva implacabile e crudele!--
amo di te perfino questo gelo
per il quale ai miei occhi sei bella!
I fratelli Karamazov Fedor Dostoevskij
26----10--2021
--"Non ridere , Rakitin, non prenderti gioco , non parlare del defunto ; egli è al di sopra di tutti quelli che sono sulla terra!" gridò Alesa col pianto nella voce . "Non mi sono messo a parlare con te come un giudice , ma come l'ultimo degli accusati . Chi sono io di fronte a lei? Sono venuto qui per perdermi , e dicevo ;" Che sia pure così!" e questo per mia pochezza d'animo , mentre lei, dopo cinque anni di tormenti , è bastato che le si mostrasse il primo venuto e le dicesse una parola sincera, e tutto ha perdonato , tutto ha dimenticato , e piange! L'uomo che l'ha sedotta ha fatto ritorno , la chiama , e lei gli perdona tutto , e corre da lui con gioia , e non prende il coltello , non lo prende ! No , io non sono così! Non so come tu sia , Misa , ma io non sono così! Oggi , poco fa, ho ricevuto questa lezione..... Lei , nell'amore , ci è superiore .... Hai ascoltato da lei , prima , quel che ha raccontato? No, non l'hai ascoltato ; se l'avessi ascoltato , avresti capito da un pezzo .....e anche quella che è stata offesa ieri l'altro , che anche lei la perdoni! E la perdonerà , quando saprà ...e lo saprà ... Quest'anima non è ancora riconciliata , bisogna averne riguardo ...in quest'anima può racchiudersi un tesoro....-----------------------------------------
"Ma forse ancora non ho perdonato ," disse in modo come minaccioso , dopo aver abbassato gli occhi a terra , come se stesse parlando tra se . " Può darsi che il mio cuore stia solo pensando di perdonare . E io lotterò ancora col mio cuore . Sai , Alesa , mi sono affezionata terribilmente alle lacrime di questi cinque anni .....Io forse , mi sono affezionata soltanto all'offesa subita, e non a lui!"
Ancora una volta , come in altri romanzi Dostoevskij, contrappone due figure femminili, qui abbiamo Grusen'ka, , donna vittima di una società maschilista e ipocrita, contrapposta a Katerina Ivanovna, dove benessere ed orgoglio vanno di pari passo. Ma dove il riscatto sociale della prima passerà attraverso l'amore, ma soprattutto il perdono e la riconciliazione totale nella fede. Ancora una volta l'autore pone in primo piano una figura femminile come la peccatrice del Vangelo. Colei che ha troppo amato e troppo sofferto.
Dedico questa pagina del mio post , a tutte quelle donne che hanno troppo amato e troppo sofferto.
lunedì 25 ottobre 2021
Lettere sull'educazione estetica dell'uomo Friedrich Schiller " Lettera nona"
25--10--2021
--La cultura teorica deve produrre quella pratica , e le pratica deve essere, tuttavia , condizione della teorica? Ogni miglioramento politico deve prendere le mosse dalla nobilitazione del carattere; ma come può il carattere nobilitarsi sotto l'influenza di una costituzione politica barbara? Si dovrebbe dunque cercare a questo scopo uno strumento che non sia fornito dallo stato , e scoprire sorgenti che si conservino pure e limpide in mezzo ad ogni corruzione politica.
---Questo strumento è l'arte bella, queste sorgenti si manifestano nei suoi capolavori immortali.
Come la bellezza , l'arte è libera da tutto ciò che è positivo ed introdotto da convenzioni umane, ed ambedue godono di assoluta " immunità" dagli arbitrii degli uomini. Il legislatore politico può avversare il loro regno , ma non può dominare in esso . Può bandire l'amico della verità, ma la verità permane ; può umiliare l'artista , ma non può falsare l'arte . Invero nulla è più comune che vedere l'arte e la scienza rendere omaggio allo spirito del tempo , e il gusto che crea ricevere la legge da quello che giudica . Dove il carattere diventa energico e si consolida ,noi vediamo che la scienza custodisce rigorosamente i suoi confini e l'arte procede stretta nei vincoli delle regole ; dove il carattere si allenta e si rilascia , la scienza tende a piacere e l'arte a divertire. Per interi secoli filosofi e artisti si sono affaccendati a far penetrare la verità e la bellezza nelle profondità dell'umanità comune ; quelli vi periscono , ma queste riemergono vincitrici con la loro indistruttibile forza vitale.
L'artista è certamente figlio del suo tempo ,ma guai a lui se ne è del pari l'alunno o, peggio , il favorito! Una benefica divinità strappi per tempo il poppante dal seno di sua madre , lo nutra col latte di un tempo migliore e lo faccia maturare fino all'età virile sotto il lontano cielo della Grecia. Quando poi è diventato uomo , ritorni egli nel suo secolo come straniero ; non per rallegrarlo con la sua apparizione , ma , terribile come il figlio di Agamennone , per purificarlo . Egli prenderà certamente la materia dal presente , ma la forma da un tempo più nobile , anzi al di là di ogni tempo , dall'assoluta immutabile unità del suo essere . Qui dal puro etere della sua natura celeste sgorga la sorgente della bellezza , incontaminata dalla corruzione delle generazioni e dei tempi , che turbinano profondamente in cupi vortici sotto di lei . Il capriccio può disonorare la sua materia, così come l'ha nobilitata , ma la casta forma è sottratta ad ogni mutamento. Il Romano del primo secolo aveva già da tempo piegato il ginocchio davanti ai suoi imperatori , quando le statue degli dei stavano ancora ritte; i templi rimanevano ancora sacri all'occhio , quando già da lungo tempo gli dei erano oggetto di scherno , e alle infamie di un Nerone o di un Commodo gridava vergogna il nobile stile dell'edificio che le accoglieva . L'umanità ha perduto la sua dignità , ma l'arte l'ha salvata e custodita in marmi ricchi di significato ; la verità continua a vivere nell'illusione , e dalla copia sarà ricostruito l'originale . Come la nobile arte sopravvisse alla nobile natura , così anche la precede nell'ispirazione , plasmando ed eccitando . Prima ancora che la verità mandi la sua luce vittoriosa nelle profondità dei cuori , la forza della poesia ne raccoglie i raggi , e le vette dell'umanità risplenderanno, quando ancora la notte umida regnerà nelle valli.
Ma come può l'artista salvarsi dalla corruzione del suo tempo, che lo circonda da ogni parte? Disprezzandone il giudizio . Guardi in alto verso la dignità e la legge , e non in basso verso la felicità ed il bisogno . Ugualmente libero dal vano affaccendarsi che vorrebbe imprimere la sua impronta all'istante fuggevole , e dalle impazienze di uno spirito visionario , che applica al misero parto del tempo la misura dell'assoluto ; abbandoni la sfera del reale all'intelletto, che ivi è nel suo regno, e tenda invece a produrre l'ideale dall'unione del possibile col necessario . Egli imprima questo ideale nell'illusione e nella verità , nei giochi della sua fantasia e nella serietà delle sue azioni , in tutte le forme sensibili e spirituali , e lo lanci poi tacitamente nel tempo infinito.
Ma non a ciascuno , cui arde nell'anima questo ideale , è concessa la calma del genio creatore e il senno grande e paziente , per imprimere l'ideale nella pietra muta o trasfonderlo nella parola fredda e confidarlo poi nelle mani fedeli del tempo . Troppo impetuoso per procedere attraverso questo mezzo tranquillo , spesso il divino istinto creatore si precipita immediatamente sul presente e sulla vita attiva , e si accinge a trasformare la materia informe del mondo morale . All'uomo insensibile parla l'infelicità del genere umano , e più ancora la sua degradazione ; l'entusiasmo si infiamma e l'ardente desiderio delle anime forti tende con impazienza all'azione . Ma si è egli domandato se questi disordini nel mondo morale offendono la sua ragione o non piuttosto il suo amor proprio ? Se l'ignora può riconoscerlo dall'ardore con cui egli si sforza di raggiungere determinati e precipitati effetti. Il puro istinto morale è diretto all'assoluto ; per esso non esiste tempo e l'avvenire gli diventa presente non appena deve necessariamente svilupparsi dal presente . Per una ragione senza limiti , indirizzarsi ad un fine è nello stesso tempo raggiungerlo ; e la via è percorsa non appena vi ci siamo incamminati.
Perciò ad un giovane amico della verità e della bellezza, che voglia sapere da me come debba soddisfare il nobile istinto che è nell'animo suo malgrado tutta la resistenza del secolo , risponderò dunque: da al mondo su cui agisci la "direzione" verso il bene , e il tranquillo ritmo del tempo porterà il risultato . Gli avrai dato questa direzione, se insegnando innalzi i suoi pensieri al necessario e all'eterno, se operando e creando trasformi il necessario e l'eterno in un oggetto dei suoi istinti. Cadrà l'edificio dell'illusione e dell'arbitrio , deve cadere ; anzi è già caduto , non appena tu sei sicuro che esso vacilla ; esso può vacillare nell'uomo interiore , non solo in quello esteriore . Educa la verità trionfante nel silenzio pudico dell'animo tuo, manifestala fuori di te nella bellezza , affinché non solo il pensiero le renda omaggio , ma anche il senso accolga onorevolmente la sua apparizione.
E affinché non ti accada di ricevere dalla realtà il modello che tu devi dare a lei, non avventurarti nella sua pericolosa compagnia prima di esserti assicurata una scorta ideale nel tuo cuore. Vivi col tuo secolo , ma non essere la sua creatura ; lavora per i tuoi contemporanei , ma in quello di cui essi hanno bisogno , non in quello che lodano. Senza aver diviso la loro colpa , dividi con nobile rassegnazione i loro castighi , e piegati con libertà sotto il giogo che ugualmente male essi portano o non portano. Col coraggio costante con cui tu disprezzi la loro felicità dimostrerai loro che non ti sottoponi alle loro sofferenze per viltà . Pensa gli uomini come dovrebbero essere , se devi agire su di loro , ma come sono , se sei tentato di operare per essi . Cerca la loro approvazione dalla loro dignità, ma misura la loro felicità dalla loro indegnità ; da una parte così la tua nobiltà susciterà la loro , dall'altra la loro viltà non frustrerà il tuo scopo . La severità dei tuoi principi li allontanerà da te spaventati , ma nel gioco li tollereranno ancora ; il loro gusto è più casto del loro cuore e da questo lato tu devi afferrare il fuggiasco pauroso . Invano combatterai le loro massime , invano ne condannerai le azioni , ma potrai sperimentare la tua mano educatrice nel loro ozio. Scaccia l'arbitrio , la frivolezza , la rozzezza dai loro divertimenti ; così inavvertitamente bandirai questi difetti anche dalle loro azioni e finalmente dai loro sentimenti . Dovunque li trovi , circondali di forme nobili , grandi , geniali ; accerchiali da ogni parte di simboli dell'eccellente , finché la parvenza vinca la realtà, e l'arte la natura.
sabato 23 ottobre 2021
Una simpatica canaglia
23--10--2021
Il mondo popolare siciliano , è ricco di una umanità variegata; un mondo di essere , di esistere, che attrae , e che la penna dei grandi scrittori siciliani, ha reso universale, raccontando, vizi e virtù.
Immagini, di una umanità sofferente , chiusa in un destino inesorabilmente avverso , come :Rosso Malpelo, Nedda, verghiani; Ciaula , pirandelliano; figure di commedia , vere caricature dei vizi e virtù di questo popolo , come nelle commedie popolari di Nino Martoglio.
In tutti è presente , la Sicilia , che diventa così metafora della vita umana.
Il quartiere del " Carmine" di Belpasso, era ,nella mia infanzia , ricco di umanità ,uomini e donne che sembravano ,uscire , dai romanzi , dei grandi scrittori ,siciliani. Oggi, il quartiere , senza queste persone , è vuoto, silenzioso, svuotato, dalla vita, morto!
Ho vissuto , la mia infanzia , come spettatrice , di un palcoscenico, costituito dalla strada. Una commedia umana, dove il testo ,era costituito , dallo svolgersi della vita quotidiana , dei protagonisti. Allegria, bambini che giocavano, litigi di adulti. Di tutti i personaggi, la figura che spiccava ,quella che dava l'impronta , profonda , originale , alla commedia , era lei:" Micia la fuliara". La ricordo, come una donna non giovane , alta, che da giovane doveva essere piacente . Ricordo , il suo volto ,il suo sorriso , i suoi occhi , il suo sguardo , che diceva a tutti , che lei era l'unica , incontrastabile , regina del quartiere ; colei ,che furbacchiona sapeva , gestire , la sua vita, e quella del quartiere. Era l'immagine , di una signora volpe astuta.
Erano , famosi, e quasi attesi da tutti ,nel quartiere, le sue continue , riconciliazioni , alternati da violenti litigi, e conseguenti separazioni , con il marito, il buon Michele, e la madre di lui, cioè la suocera.
Le riconciliazioni, coincidevano, con la presenza di notevoli somme di denaro, nelle mani , o del marito o della suocera, ed i litigi , quando i soldi finivano.
Ricordo, nelle giornate calde , di quelle belle estati siciliani, di altri tempi, il chiasso , nelle ore calde, e alla sera , davanti al suo uscio , con tante persone sedute tranquille; e poi all'improvviso , la sua voce adirata, e ad alto volume , e l'inizio delle scene di litigi, con quelli , che erano sedute , con lei. Erano , uniche , le litigate con altre donne del quartiere , perché erano movimentate, da una corsa e rincorsa , come fanno i ragazzi quando litigano.
Era una donna , in grado di affrontare , progetti tetanici, e di portarli a compimento , anche senza capitali , perché lei aveva il dono, di sapere truffare , gabbare tutti. Nonostante tutto, lei riusciva a suscitare , una simpatia tale , da indurre a perdonare le sue malefatte. è stato, grande lo stupore , di tutti, quando , questa donna in tarda età , si avvicinò alla chiesa , ed in particolare alla chiesetta del Carmine. Nessuno credette , ad una sua conversine ; ma questo nuovo ruolo finì per essere accettato da tutti , con le dovute riserve; dopo tutto , il grande capo , incontrastato , del quartiere era lei.
Così , divennero , attese, perché inevitabili, le sue litigate , nel corso della quindicina della Madonna del Carmelo.
Ciò che mi fa sorridere, non è tanto lei, per la quale ho da sempre nutrito , una simpatia; ma l'elogio funebre , ed il ricordo , che i sacerdoti hanno presentato , per Micia detta " la fuliara" , divenuta , la signora Costanzo.
Un 'immagine , che mi porta ad una famosa pagina del " Decamerone" del Boccaccio. E con molta probabilità , dall'al di là la nostra astuta volpe , si fa una risata , come sapeva fare , più con gli occhi , che con la bocca.
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