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martedì 9 novembre 2021

Fedor Dostoevskij " I fratelli Karamazov"

 9--11--2021

"Mai  , mai  , non  crederò  mai,"  cinguettava  Nastja   infervorata , "che  la  levatrice trovi  i bimbi  piccoli  nell'orto, tra  i cavoli. Adesso ormai  è inverno , e non  ci sono  cavoli , e  la  vecchietta  non  avrebbe  potuto  portare  una  figliolina  a Katerina "
"Fiuuu!"  mormorò tra  se     Kolja.
"Oppure  è così  che  va: li portano  da qualche  parte , ma  solo  a quelle  sposate"
Kostja  guardava  fisso  Nastja, ascoltava  con aria  saccente  e ragionava.
"Nastja,  come sei  stupida , " disse  alla fine , con  fermezza  e sena accalorarsi , " com'è  possibile  che Katerina abbia  un bimbetto se non è  sposata?"
Nastja  s'accalorò  terribilmente .
"Non  capisci niente" , tagliò  corto con irritazione, "forse un marito ce l'ha avuto, solo  che magari  è in prigione , ed  ecco che lei  ha  avuto  il bambino".
"Ma  possibile  che suo   marito  sia  in prigione" s'informò con estrema  serietà  il pratico  Kostja.
"Oppure  è così",  Nastja  l'interruppe  d'impeto , rinunciando  e  dimenticando  completamente la prima ipotesi, "lei  il marito  non ce l'ha , in  questo hai  ragione tu,  ma  ha una   gran voglia  di sposarsi  , e quindi  s'è  messa  a pensare  che  si   sposava  , e  ha pensato  , pensato , e  ha pensato  al punto  che invece di un marito le è  saltato  fuori  un bimbetto".
"Forse  è così ",  ammise  Kostja , del tutto  sopraffatto , " ma questo  prima  non l'avevi detto, come  facevo  a saperlo?".

=Amo molto queste  pagine , perché mi portano alla mia infanzia, quante volte da   bambini abbiamo parlato , e ragionato, così?

Martin E.P. Seligman " La costruzione della felicità" 1

9--11--2021

----Un  edonista desidera  quanti  più  momenti  positivi  e quanti  meno  momenti  negativi  è  possibile  , nella  propria vita , e  la semplice  teoria  edonistica sostiene  che la quantità  della  sua vita  equivale  alla differenza tra  momenti positivi  e momenti  negativi .-------Ma  tutto  è destinato  a risolversi  in una  delusione , perché la   somma  totale  delle nostre  sensazioni  momentanee  si rivela  una misura  assai  approssimativa  di quanto  positivo  o  negativo  noi  giudichiamo  un episodio  --film, una vacanza , un matrimonio   ecc. 
---Nella  vita  dovreste dunque  badare  soprattutto  alla  conclusione  delle  esperienze  , perché  il suo colore tingerà  per sempre il  vostro ricordo dell'intera  vicenda e determinerà una  maggiore  o  minore  disponibilità a ripeterla.
--Noi  non vogliamo soltanto  sensazioni  positive  :  vogliamo  aver diritto  alle nostre sensazioni  positive . E  tuttavia  abbiamo  escogitato una miriade  di scorciatoie  per   procurarci delle sensazioni piacevoli : le  droghe , la  cioccolata , il  sesso  senza amore , lo shopping, la  masturbazione  e la televisione. La  convinzione di poter  ricorrere  a scorciatoie per  procurarsi  felicità , gioia,  euforia,  benessere, ed estasi, anziché  aver  diritto  a queste  sensazioni attraverso  l'esercizio  di potenzialità  personali e virtù, guida intere  schiere  di persone , che  nella  nostra   civiltà  stracolma  di ogni  possibile  bene materiale muoiono di  fame  spirituale.  L'emozione positiva  alienata  dall'esercizio  del  carattere  conduce  alla superficialità, all'inautenticità, alla  depressione e,  man mano  che invecchiamo  , alla  tormentosa  consapevolezza  che  stiamo soltanto  agitandoci  vanamente in  attesa  della morte. La sensazione positiva suscitata dall'esercizio delle potenzialità e virtù --anziché  dalle  scorciatoie --è  autentica.----
Una  matricola diciottenne  della  Virginia  University    ha riferito  per esempio la seguente , tipica  storia di elevazione:
Una notte stavamo  tornando  a casa  dopo  aver  prestato  servizio  in un  ricovero  dell'Esercito   della  Salvezza.   Nevicava forte  . Passammo  davanti  a una  donna  anziana  che  spalava  la neve  dal vialetto di casa.  Uno  dei ragazzi  chiese  al  conducente  di farlo scendere . Pensavo volesse  solo prendere  una  scorciatoia  per tornarsene  a casa.   Ma   quando  lo vidi  prendere  la pala  dalle mani  della donna  , beh, sentii un nodo, alla gola  e mi  venne  da piangere . Volevo  raccontarlo a tutti. Mi ha colpito  davvero molto.
Qualcuno dei miei studenti si  domandava  se  la  felicità  nascesse  più  facilmente  dall'esercizio  della  bontà  che  non  dal  piacere  o dal  divertimento .---------
Il ricordo  dell'attività  "piacevole "  (un'uscita  con gli amici , un film  , un  gelato) impallidiva difronte agli  effetti  di una  buona  azione. Quando i nostri atti  filantropici  erano  stati  spontanei  , e  avevano  fatto  appello  alle nostre  potenzialità personali, l'intera  giornata  ne era  stata  trasformata  positivamente .  Una matricola  raccontò  che  suo nipote  le aveva  telefonato  per farsi dare un aiuto  in aritmetica . Dopo  un'ora  di esercizi , la  studentessa  aveva  scoperto  con  sorpresa  che "per  il resto  della  giornata  ero  riuscita  a seguire  meglio  le lezioni , ero  più  dolce  e  piacevo  alla gente molto  più  del solito".  L'esercizio  della bontà  , dell'umanità  , della  cordialità sono  gratificazioni  , diverse dal  semplice piacere .  In quanto gratificazioni , esse  fanno  appello  alle potenzialità  dell'individuo , le  attivano  e le  mettono  alla prova . La  cordialità  non è  accompagnata  da  un flusso  a sé  stante  di emozioni positive , come  la gioia ;  consiste  piuttosto  in un  coinvolgimento  totale  e in  una  perdita  di  consapevolezza  di sé. I l tempo si ferma.  Uno studente di   Economia ha confessato  di essersi iscritto  all'Università della  Pennsylvania  per imparare come  fare un sacco di soldi e  così  essere felice , ma  di aver  scoperto  con stupore  che provava  più  piacere  ad aiutare  il prossimo  che  non  a fare  shopping.
Per comprendere il segreto del vero benessere , dunque  ,  dobbiamo   comprendere  le potenzialità  personali  e le  virtù  ,----Se  il benessere deriva dall'impiego delle nostre   potenzialità e virtù ,  allora la nostra vita è permeata  di autenticità.









lunedì 8 novembre 2021

Charles Baudelaire "I fiori del male" Al lettore

8--11-2021
Se  lo  stupro,  il veleno  , il  pugnale , l'incendio,
di fregi suggestivi non hanno  ancora  trapunto
la  trama  banale  dei nostri  avviliti destini,
è che  l'anima  , ahimè !  non ha  coraggio  a tal  punto.

Ma  in mezzo  agli  sciacalli , le pantere , le  linci, 
le scimmie  , gli avvoltoi  , gli  scorpioni , i serpenti ,
fra  i mostri  strepitanti , urlanti, grugnenti, striscianti,
nel  serraglio infame  di tutti  i nostri  vizi,

uno  ce  n'è più  orribile  , più  malvagio , più  immondo!
Benché  non lanci  alte  grida  né  faccia   grandi gesti,
ridurrebbe  la terra  a un  misero  resto
e  in  uno  sbadiglio  inghiottirebbe il mondo;

è la  Noia!--L'occhio  di pianto  un  incongruo rovello
gli  colma  ,  fuma  l'houka sognando  patiboli.
Lo  conosci  , lettore , questo mostro  sensibile,
---ipocrita lettore ---mio simile--fratello!

Giosue Carducci "Brindisi funebre"

8--1--2021

Su  'l  viso  de  l'amore
La  rosa  illanguidì,
Senza  lasciarmi  un  fiore
La  gioventù  fuggì

Lo  stuol  de   l'ore  danza  
Lontano  omai  da me ;
Con esse è  la speranza ,
L'illusion,  la fé.

Gli   affetti  alti  ed  intensi  
Cui  fu  negato  il fin,
I  desideri  immensi 
Irrisi  dal  destin,

Tutti  nel mio  pensiero 
Tutti   io  gli  ho;
E  al fosco  cimitero
Custode  fosco  io sto.

Ma   i nervi  ancora  ho forti:
Beviam, beviamo ancor:
Beviam  , beviamo  a i  morti;
Con  essi  sta  il mio cuor.

Sotto  la terra nera
Giacciono ad aspettar;
La   primavera
Forse  li  fa  svegliar.

Senton  de i  freschi  venti
L'alito  ed il  sospir,
Senton  fra  l'ossa algenti
La  verde erba  salir.

Lo  senti  il dolce  aprile ,
Il  sol  lo vedi tu?
O  pargolo  gentile ,
Solo  tu  sei laggiù?

Dal  suo  lontano  avello
Ti  parla  , o  fanciullin ,
Il bianco  mio fratello
Dal  bel  castaneo  crin?

Gli  avi  ne  i giorni foschi 
Ti  vengono  a cullar ,
L'uno  da i colli toschi,
L'altro  dal  tosco mar?

O sola  e mesta  al petto 
La  madre  mia ti  tien?
Riposa  , o fanciulletto,
Sopra  il fidato  sen.

Beviam  . Ahi  che  nel cielo
Impallidisce il sol ,
E mi  circonda  il gelo,
E  si sprofonda  il suol.

Come  uno  stuol  di gufi 
A  vecchio  monaster ,
Tra  gli umidicci  tufi
Singhiozzano i pensier.

Per  questo  buoi  fondo
Chi  è  chi è  che va?
Esiste  ancora  il mondo,
La  gioia  e la  beltà?

Ne'  lucidi  paesi
Ancora  esiste  amor?
Io  giù  tra morti  scesi
Ed  ho sepolto  il cuor.














 

venerdì 5 novembre 2021

Fedor Dostoevskij "I fratelli Karamazov"

5--11---2021
=le  parole degna di  pietà  confortano  l'anima...senza di esse il dolore  sarebbe  troppo  pesante per gli uomini. --------------------------------"E,  venuto  a mancare  il vino , la Madre  di Gesù  gli dice  queste parole :"  non hanno  vino"...udì  Alesa .
"Ah  , si , ho  perduto l'inizio  , e non  volevo perderlo, amo  questo  punto;  sono le nozze di Cana  di Galilea , il  primo  miracolo ....Ah  , questo  miracolo, ah , questo  dolce miracolo!   Non il  dolore , ma  la gioia  degli uomini  Cristo  visitò  , compiendo  per la  prima volta  un miracolo , portò  gioia  agli  uomini ..."Chi  ama  gli uomini , ama  anche  la loro gioia ..."  Lo  ripeteva  il defunto , di continuo , era  uno  dei suoi  pensieri  fondamentali ...Senza  gioia  non è  possibile  vivere  , dice  Mitja  ...Si  , Mitja...Tutto  quel  che  è  vero  e meraviglioso  è sempre  pronto  al perdono , anche  questo  , diceva....
"....Gesù  le dice :Che  cosa  ha  a che fare  con me  e con te , donna? Non è  ancora   venuta  la mia  ora. La Madre di lui  dice ai servi:  quello che lui  vi dirà  , voi  lo farete".
"Lo farete ....La   gioia , la gioia per quella  povera  , povera   gente ....Povera  , certo,  perché  persino  per  le nozze  non  aveva   abbastanza vino .....Scrivono  gli storici  che  nei pressi  del lago di  Genezareth  , e  in tutti  quei luoghi , dimorava   all'epoca  la   popolazione  più  misera  che  si potesse   soltanto  immaginare ...E  il grande  cuore  di quell'altra  grande creatura che   allora  gli era  accanto  , il cuore  di sua madre , sapeva   che Egli  non era  venuto  laggiù  soltanto  per  compiere  la sua  sublime  , terribile missione , ma  che  il suo cuore  era  accessibile anche   alla semplice   e ingenua allegria  di esseri  ignoranti , ignoranti e privi di malizia , che  con  affetto  l'avevano  , invitato  alle  loro nozze . "Non  è ancora  venuta  la mia ora , dice con  un  dolce  sorriso  (di sicuro  sorrise  , mansueto)...E  in  effetti è  forse  possibile  che fosse  venuto  sulla  terra  per  moltiplicare  il vino a delle povere nozze?  E  invece  venne  , e lo fece ,  assecondando  la preghiera  di lei.  Ah  ecco,  legge  di nuovo .
"....Dice  loro Gesù : Colmate  gli otri  di acqua , e loro  li  colmarono fino all'orlo.
E disse loro  di nuovo: Ora  attingete  e  portatene  al  maestro  di tavola . Ed essi  gliene  portarono.
E  come  ebbe  assaggiato  l'acqua  diventata  vino , il maestro  di tavola  , che  non  sapeva  di dove  venisse  (ma  lo  sapevano  i servi che avevano  attinto  l'acqua ),  chiamò  lo sposo .   E  gli disse:
  Tutti  servono  da principio  il vino  buono  e,  quando  gli  ospiti  hanno  già bevuto  , quello  meno  buono  ; tu  invece  hai  conservato  fino a ora  il vino buono".
"Ma  che è questo  ,  che  è?  Perché  la stanza oscilla?  Ah , si  , sono le  nozze , il matrimonio ..si  , certo  . Ecco anche  gli ospiti  , ecco  i giovani seduti  , e la  folla allegra , e.. dov'è mai  il saggio   maestro  di tavola?  Ma chi  è questo ? Chi?   Di nuovo  la stanza  ha oscillato  ... Chi  si alza  laggiù  dalla  grande tavola?  Come... Anche  lui qui?  Ma  lui è  dentro la bara.. Eppure  è anche  qui .. Si  è alzato  , mi  ha visto  , sta  venendo  qui...Signore!....
Si  , è  a lui  , a lui che  s'avvicina  , il vecchietto  smagrito , con rughe  minute  sul volto , gioioso , con  un dolce  sorriso  .  La  bara  non c'è  , e lui indossa  la stessa  veste  con la quale   ieri  sedeva  assieme  a loro  , quando  s'erano riuniti  da lui  gli ospiti . Il volto  è scoperto , gli occhi  risplendono . Ma  come,  allora  anche lui   è al banchetto , anche lui è stato  invitato  alle nozze di Cana  di Galilea....
"Anche tu , caro, anche tu sei  stato  invitato  , sei  stato  chiamato,"   si  leva  su  di lui   una voce  calma.  "Perché ti sei  nascosto  quaggiù  , che  non ti si vede ...vieni  anche tu  da  noi".
La sua voce  , la voce  dello starec  Zosima  ....E  come  potrebbe  non essere  lui , se  lo sta  chiamando  ?  Lo starec   ha teso  la mano  verso Alesa , e questi  si è  alzato  da terra  , dov'era  inginocchiato .   "Rallegriamoci ", continua il vecchietto smagrito  , "beviamo  il vino nuovo , il vino della gioia  nuova , grande ; vedi  quanti  ospiti?  Ecco  anche  lo sposo , e  la sposa  , ecco anche  il saggio  maestro  di tavola , sta  assaggiando il vino  nuovo. Perché   ti  meravigli di me?  Io  ho  donato  una  cipollina  , ed  ecco  che anch'io   sono qui . E  in  molti  tra  quelli  che  sono  qui   hanno  dato  solo  una cipollina.......Che  sono  le nostre  opere?  E tu  , mio  dolce  , e tu  , mio mite  ragazzo  , anche  tu  oggi  hai  saputo  dare  una cipollina a  un'affamata . Dai  inizio  , caro  , dai  inizio  alla  tua  opera! ...E lo vedi il nostro  sole , lo  vedi?"
        "Ho paura ...... non oso guardare ...." sussurrò Alesa.
        "Non  aver  paura  di Lui. è  terribile  per  la Sua  grandezza  dinnanzi  a noi , ci  atterrisce  con  la Sua  altezza , ma  infinita  è la  Sua  misericordia , per  amore  s'è fatto simile a noi, e  con   noi  si rallegra , l'acqua  tramuta in vino affinché la gioia  degli   ospiti  non  abbia  a venir  meno  , aspetta nuovi  ospiti , ne  chiama   sempre  di nuovi , e questo  nei  secoli  dei secoli.  Ed ecco  che  portano  del nuovo vino, lo vedi , portano  i recipienti  ....."----------------------------------------------------------------------La sua anima piena  di entusiasmo   estatico  agognava  la libertà , lo spazio , la vastità . Su  di lui  ampia , sconfinata  , si rovesciò  la cupola  celeste , colma  di quiete  stelle   scintillanti. Dallo  zenit  fino  all'orizzonte si biforcava  la Via Lattea , ancora  indistinta . Una  notte fresca e tranquilla , fino  quasi  a essere  immobile  ,avviluppava  la terra . Le  torri  bianche  e le cupole  dorate  della  cattedrale  rilucevano  nel  cielo  di zaffiro . I  fastosi  fiori  autunnali  delle  aiuole  attorno  alla casa  s'erano  assopiti fino  al mattino.    Il silenzio  della  terra  s'era  come  unito  al silenzio  del cielo , il  mistero  della  terra  sfiorava  quello  delle stelle ...Alesa era fermo  , in piedi , osservava , e  all'improvviso  , come  di schianto  , si  prosternò  a terra .  Non sapeva  perché  la stesse   abbracciando  , non  si dava  ragione  del perché  volesse  così  irresistibilmente  baciarla ,  baciarla tutta , ma  la baciava , piangendo  , singhiozzando  e   spargendo  le sue lacrime  , e frenetico giurava di amarla , di  amarla  nei secoli  dei secoli. "Bagna  la terra  con  le lacrime  della tua  gioia  , e ama  queste  tue lacrime ..."  risuonava   nell'anima sua.











mercoledì 3 novembre 2021

Fiaba: un pensiero per tutti i bambini del mondo " Il giardino di Rosalinda"

 3--2021
Rosalinda, è una   pacifica  , solitaria , tartaruga , che  vive  in un  giardino , un po'  poco curato  , dove,  l'estate  torrida , della  terra  di Sicilia , si manifesta  , in tutta  , la sua arcana  aridità.  Non c'è  erbetta  fresca , né  altri  tipi  di verdura,  e i pochi fori  non sono  commestibili , e  non  portano  molta frescura. Gli alberi , di agrumi  , hanno  molta  sete, e dipendono  , per  la loro  sopravvivenza , dalla disponibilità  , della loro  padrona. Rosalinda , ha  un  bel rifugio , sotto  la frescura  , di una  piantagione  di fichi . Ogni  mattina  , esce  dal suo rifugio , per andare  alla ricerca  di cibo, e di acqua , e fare  una bella  passeggiata .  In primavera  ,  al suo  risveglio  , dal  lungo  sonno  invernale , trova  le fresche  ortiche. Poi,  nei  primi mesi   estivi, Rosalinda, trova  delle vere  leccornie , come  le  albicocche , che  generosamente  , un  maestoso  albero  , gli  offre , ed  i buonissimi  fichi , mielosi e succulenti ,  una  vera  manna. Nei giorni   aridi  , di agosto , la sua   giovane  padrona  , le porta  un po'  di  spaghetti  , o  un po'  di carne  o di molliche  di  pane . E   l'acqua  fresca , viene  rinnovata  ogni mattina, nella ciotola , posta all' ombra  di un roseto di rose rampicanti. Il  suo mondo  ,  è limitato da una cinta di  mura; ma Rosalinda, conosce  tutto il giardino ,con , tutte  le  meraviglie, ed i segreti che esso nasconde . Inoltre , sono presenti  due bambini , uno vivace , che  spesso , la  solleva,  capovolgendola , non comprendendo  che  il suo  gesto  affettuoso , fa  battere  tumultuosamente ,il cuoricino , alla tartaruga.
Era  , una fresca alba di  un agosto , afoso, quando  Rosalinda,  uscendo dal suo rifugio , per  la sua  consueta  passeggiata  , si  trovò  difronte ,a degli intrusi ." dei gattini"
Erano tre , uno  nero, e due  soriani, con  un bel  mantello  grigio  tigrato  nero , e  la loro  mamma.  Rosalinda, tartaruga  pacifica , accettò  i nuovi ospiti  , che  a quell'ora  , giocavano  mettendo  sottosopra  tutto  il giardino .   I nuovi ospiti, furono  salutati  con  festosa  , meraviglia dalla  giovane padrona, e  dai due bambini.
Sul lato esterno  del giardino, si trova una casa , dove abita  una strega. La quale  , è  molto  brutta  ,  ma anche  molto cattiva, ed odia  tutti  gli animali , in  special modo , i gatti . Perché  , spinta  dalla  sua cattiveria  , e dalla  profonda ignoranza  , è  convinta  che  i gatti, sono  untori, cioè  sono  apportatori  , di  tante malattie . Quindi ,la vista  dei tre  gattini , mise  di  umore  nero  , la strega , che iniziò  , a  pensare  come  ucciderli.  
I gattini ,ignari del pericolo  , crescevano  forti  e sani.
Paulo, quello nero , il  più discolo ,  e spericolato, saliva   sugli alberi, per poi  gettarsi  giù  a picco, Rosa  e  Gardenia , erano  femminucce  e quindi più  savie  , e più  timide . La  strega cattiva,  pensò  di cacciare  via i  gattini, con la violenza , e così  , una mattina  , invitò  a casa sua , un suo nipote, ancora  più brutto e cattivo  , della strega.   Il quale,  iniziò   a cacciare  i  gattini  con una mazza  di ferro, al fine  di ucciderli; ma   non ci riuscì  , perché  , i  gattini fuggirono  ,  e si nascosero in un  luogo  sicuro, dove  il  bambino cattivo  , non poteva  trovarli.
Un giorno , Paulo, mentre  sedeva  su un ramo  dell'albero   di albicocco, vide , la strega  , uscire  dalla  propria abitazione , munita  di archibugio.   Lo sguardo , della strega era attento, ad  individuare  i  gatti, ed  il suo viso un po'  crucciato era ancora  più brutto.    Così ,non vide  una corda tesa , che  Rosa  e Gardenia  tenevano ,  ai due lati  con  i dentini, e la  strega  inciampando  cadde  a testa  in giù e gambe  in aria. Mentre  ,l'archibugio , sfuggendo  dalle   sue mani sparò  un colpo in aria :" Pum !  Pum!, senza  per fortuna  arrecare  danno  ad alcuno.    Così, la strega , ancora più arrabbiata  e più  sporca   di prima  , perché  ricoperta  di terra  pasticciata   con foglie  secche , ritornò  , sconfitta  a casa.  I  giorni  , scorrevano  sereni , in  quell'estate  torrida  , ed  i nostri  amici  a quattro  zampe  crescevano  divenendo  sempre  più belli e più  birichini.
Dopo  un lungo,  periodo  di  tregua ,  durante il quale  sembrava  , che la strega  avesse deciso  di lasciare  tranquilli , i gattini, accadde  un nuovo  e decisivo  evento. 
Era un pomeriggio  sereno,  fresco, dopo l'arsura dei  giorni passati , la  strega uscì  di casa  , scese nel   giardino  , scrutò  attentamente  per vedere se ci  fosse qualcuno , costatando  che  c'era  assoluto  silenzio  e  non si vedeva  alcuno  degli abitanti  ; scese , pian  piano  , le scale  , e lentamente  si inoltrò  fra  gli  alberi  del giardino  , portava  con se  un cesto  pieno  di  -------------------------------.
Prese  una piccola  zappa  che  si  trovava  , nella  casetta  degli attrezzi , e  incominciò   a   fare  delle piccole    buche , che  riempiva  con  il  contenuto  del suo cesto . Alla  fine  dell' operazione , con  aria  soddisfatta ritornò  a casa . Ma , ben  quattro  paia di  occhi  , nascosti fra  le piante , avevano  seguito  l'operazione , della  strega. Era  stata  Rosalinda , ad  avvertire , i gattini , della  presenza , in giardino , della strega.  Piano, piano, Paulo, andò  a vedere cosa  avesse  depositato , la strega , nelle buche. Visto, tornò  al suo  gruppo e riferì:  "  c'erano delle bombe, con carica ad orologeria".
I  quattro gattini, Rosalinda,  spaventati  ma  decisi a difendere  , il loro  spazio vitale  , tennero  consiglio . Era  necessario  , sbarazzarsi  una  volta per sempre  della cattiva strega.  
Così,  Rosalinda, che era  la  più  anziana e  la più  saggia  , prese  la parola , suggerì :
" Prendere le bombe , con  molta cautela , e  disporle  davanti  all'uscio  , della  casa  della strega e tutto intorno .  Ed agire  in  modo  che  la strega  non  se  ne  avvedesse ".
Così, Paulo,  Rosa  , e  Gardenia  , essendo  giovani e coraggiosi ,iniziarono  , il  recupero  delle  bombe, che  ad  una  , ad una    furono  sistemate  in  altrettanto  piccole  ed  invisibili  buche  , attorno  alla casa  della strega.
A  notte  fonda , la  strega  sicura  , del  suo operato , andò ad  azionare  la  macchina  che aveva  a casa, facendo  esplodere  le bombe .  Nel cuore  della notte  , si  sentì  un violento  boato  , e si  vide  una  grande  luce ,la casa  della strega  cattiva  andò  in frantumi , e la strega,  venne  catapultata  lontano  nell'oceano, dove   non sapendo  nuotare  affogò  . Ed  il giardino liberato  per sempre  dall'ospite  malvagio  ospitò  i nostri  amici, che vissero   felici.


Giosue Carducci San Martino

 3--11--2021

La  nebbia  a  gl'irti  colli
Piovigginando  sale,
E  sotto  il maestrale 
Urla  e biancheggia   il mar;

Ma  per  le  vie   del borgo
Dal  ribollir  de'  tini
Va  l'aspro  odor  de i vini 
L'anime  a rallegrar .

Gira  su' ceppi  accesi 
Lo spiedo scoppiettando :
Sta  il cacciator  fischiando
Su  l'uscio a rimirar

Tra  le  rossastre  nubi
Stormi d'uccelli   neri,
Com'esuli pensieri,
Nel  vespero  migrar.