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lunedì 21 aprile 2025

Ippolito Nievo= Le confessioni d'un Italiano

21--4--2025
=Dicevano male  di questi  con quelli  e di quelli  con questi , fra  loro  poi  si beffavano  di questi  e di quelli  , veri  antesignani di   quel   medio  ceto  senza  cervello  e senza  cuore  che  si  credette  poi   democratico  perché  incapace  di ubbidire  validamente  al  pari  che di  comandare  utilmente. 
Intanto  i rivolgimenti  francesi  venivano  a smuovere  in   qualche   maniera  i vuoti  e frivoli   talenti  di quella   scolaresca . Il sangue bolle  e vuol bollire  ad ogni  costo nelle vene  giovanili ; i giovani  son  come  le mosche   che senza  capo  seguitano   a volare  , a ronzare  . Fra i  patrizi  s'ebbero  i novatori   scolastici  che  applaudirono, e  i timidi  chietini  che  si  spaventarono , dei  plebei  qualcuno   ruggì  alla  Marat , ma   gli Inquisitori   gli  insegnarono  la creanza  ; la  maggior  parte  , impecorita  nell'adorazione   di San Marco , tumultuava  contro  i Francesi  lontani , solita  braveria  di chi  ossequia  poi  e serve  i  presenti . Quelli  di mezzo  aspettavano  , speravano  , gracchiavano , pareva  loro  che dai  nobili  il governo  dovesse  cader  in loro  per  naturale  pendio  delle  cose; acchiappato  che  lo avessero  , si  argomentavano   bene  di non  lasciarlo cadere più  in giù  . Ma  non gridavano  a  piena  gola; soffiavano,  bisbigliavano  come  chi  serba  la voce  e la  pelle  a miglior  momento  .  Gl'Inquisitori  , si  può  ben   credere , guardavano  con  mille  occhi  questo  vario   brulichio  di opinioni  , di lusinghe , di  passioni:
ogni tanto  un  calabrone  che  strepitava  troppo  , cadeva  nell' agguato  tesogli  da qualche  ragno . Il calabrone  era  trasportato  in  burchio  a Venezia  , e  passato  il ponte dei  Sospiri  nessuno lo udiva  nominare  mai più . Con  questi  sotterfugi  e giochetti  di mano  , ottimi  a spaventare  l'infanzia  d'un popolo ,  credevano   salvar  la Repubblica  dall'eccidio  soprastante.

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