Cerca nel blog

martedì 1 aprile 2025

Ippolito Nievo= Le confessioni d'un Italiano

1--4--2025

= Si  chiamavano   1786   , 1787,  1788;   tre cifre  che fanno  numero  al pari  delle altre , e  che pure  nella  cronologia  dell'umanità resteranno  come  i segni  d'uno  de' suoi  principali  rivolgimenti . Nessuno crede ora  che  la rivoluzione  francese  sia stata  la pazzia  d'un  sol popolo . La  Musa  imparziale   della storia  ci ha  svelato  le larghe  e  nascoste  radici  di quel   delirio  di libertà , che  dopo avere   lungamente  covato  negli spiriti  , irruppe  negli  ordini   sociali ,  cieco  sublime  inesorabile  . Dove  tuona  un fatto  , siatene  certi, ha lampeggiato  un'idea . Soltanto la nazione  francese ,  spensierata  e impetuosa , precipita  prima delle altre  dalla   dottrina  all'esperimento : fu  essa  chiamata  il capo  dell'umanità , e  non  ne è  che la mano;  mano ardita , destreggiatrice ,  che sovente  distrusse l'opera  propria , mentre nella mente  universale  dei popoli se ne  maturava  più saldo il disegno . A Venezia  come ogni  altro  stato  d'Europa  cominciavano  le opinioni  a sgusciare dalle  nicchie  famigliari per  aggirarsi nella cerchia  più vasta  dei  negozi civili; gli uomini si  sentivano cittadini , e  come  tali interessati al buon governo della  patria ;   sudditi e governanti  , i primi si vantavano capaci di  diritti , i secondi s'accorgevano  del legame   dei  doveri . Era   un guardarsi  in cagnesco  , un atteggiarsi  a battaglia  di due   forze  fino  allora  concordi ; una  nuova  baldanza da un lato ,  una  sospettosa  paura dall'altro. 
Ma a Venezia meno  che   altrove gli  animi  eran  disposti  a sorpassare  la misura delle  leggi: la Signoria fidava  giustamente nel  contento sonnecchiare  dei popoli ; e  non a torto un  principe del nord  capitatovi in  quel  torno ebbe  a dire  d'averci  trovato  non  uno  stato  ma una famiglia . Tuttavia  quello  che  è  provvida  e  naturale   necessità  in una famiglia , può  essere  tirannia  in una   repubblica;  le  differenze  di età  e d'esperienza che inducono  l'obbedienza  della prole  e la tutela  paterna non si   riscontrano  sempre  nelle condizioni  varie dei governanti  e delle   autorità . Il buon  senso si matura  nel popolo , mentre  la  giustizia   d'altri  tempi gli rimane   dinanzi  come un  ostacolo . Per   continuar la metafora , giunge il momento che i  figliuoli  cresciuti di forza  di ragione  e d'età hanno  diritto  d'uscir di  tutela  : quella famiglia  nella quale  il diritto   di pensare  , concesso  ad un  ottuagenario , lo  si negasse  ad un uomo  di  matura  virilità, non sarebbe   certamente  disposta  secondo  i desideri della natura , anzi  soffocherebbe  essa  il più santo  dei  diritti umani , la libertà
Venezia  era  il sepolcro  ove Giulietta  si addormenta  sognando  gli   abbracciamenti  di Romeo  ; morire colla felicità  della  speranza  e   le rosee illusioni   della  gioia  parrà  sempre  il punto  più   delizioso  della vita . Così  nessuno  si  accorgeva  che i luoghi  e  chiassosi  carnovali altro  non erano  che  le  pompe  funebri  della regina del mare . Al 18-febbraio 1788 moriva  il doge  Paolo  Renier ; ma  la sua morte  non  si pubblicò fino  al dì  secondo  di marzo , perché il pubblico lutto non  interrompesse  i tripudii  della  settimana  grassa . Vergognosa  frivolezza  dinotante  che  nessun  amore nessuna  fede  congiungevano  i sudditi  al principe , i  figliuoli  al padre .
Viva  e muoia  a suo grado purché  non turbi l'allegria  della  mascherate , e  i divertimenti del  Ridotto cotali erano  i sentimenti  del popolo , e  della  nobiltà che  si  rifaceva  popolo solo  per godere  con minore spese , e con  più sicurezza 

Nessun commento:

Posta un commento