9--4--2025
Defunti su montagne
Poche cose mi restano visibili
E, per sempre , l'aprile
Trascinante la nuvola insolubile ,
Ma d'improvviso splendido :
Pallone , al Colosseo
Su estremi fumi emerso ,
Col precipizio alle orbite
D'un azzurro che sorte più non eccita
Né turba.
Come nelle distanze
Le apparizioni incerte trascorrenti
Il chiarore impegnando
A limiti d'inganni ,
Da pochi passi apparsi
I passanti alla base di quel muro
Perdevano statura
Dilatando il deserto dell'altezza ,
E la sorpresa se, ombre , parlavano .
Agli echi fondi attento
Dello strano tamburo ,
A quale ansia suprema rispondevo
Di volontà , bruciante
Quanto appariva esausta?
Non da remoti eventi sobbalzando,
M'allettavano , ancora familiari
Nel ricordo , i pensieri dell'orgoglio:
Non era nostalgia , né delirio ;
Non invidia di quiete inalterabile .
Allora fu che, entrato in San Clemente ,
Dalla crocifissione di Masaccio
M'accolsero , d'un alito staccati
Mentre l'equestre rabbia
Convertita giù in roccia ammutoliva ,
Desti dietro il biancore
Delle tombe abolite ,
Defunti , su montagne
Sbocciate lievi da leggere nuvole .
Da pertinaci fumi risalito
Fu allora che intravvidi
Perché m'accende ancora la speranza.
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