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sabato 31 gennaio 2026

Giuseppe Ungaretti=Sentimento del tempo

 31--1--2026

O  notte    1919

    Dall'ampia  ansia dell'alba
    Svelata  alberatura.

Dolorosi risvegli.

Foglie , sorelle foglie,
Vi  ascolto nel  lamento.

Autunni ,
Moribonde dolcezze.

O gioventù ,
Passata  è appena l'ora  del distacco.

Cieli  alti  della  gioventù ,
Libero  slancio.

E  già  sono deserto .

Perso in questa  curva  malinconia.

Ma la notte sperde  le lontananze .

Oceanici  silenzi,
Astrali nidi d'illusione,

O notte.

Il libro dei Proverbi

 31--1--2026
        Nuova raccolta  dei  Saggi

Pagliuzze  d' oro
    Anche  queste  sono parole  dei saggi.
Far   preferenze  in giudizio  non è bene.
Chi  dice  all'empio :"Tu  sei giusto",
lo  maledicono  i popoli , lo  odiano  lenazioni.
Ma  a coloro  che fanno  giustizia  andrà bene,
su  di loro  scenderà  una benedizione  lieta.
Dà  un  bacio  sulle  labbra 
chi  parla  con  franchezza .
Fissa  prima  ciò  di cui  hai  bisogno ,
preparalo  quindi  nel tuo  campo 
e poi  costruirai  la tua casa.
Non  testimoniare  a cuor  leggero  contro  il prossimo,
non ingannare  con le labbra .
Non dire :" Come  ha fatto  a me  , farò  a lui;
io  gli  renderò  secondo  quel  che ha fatto! ".  

venerdì 30 gennaio 2026

Alfred Adler= Il temperamento nervoso

 30---1--2026
=S tratta  , di impulsi e istinti  che formano , per così dire  , un ponte tra  il  primitivo  sentimento  di malsicurezza , generato dall'inferiorità  costituzionale o immaginaria , e  l'ideale di personalità  fittizio e irrealizzabile . Ma questi impulsi  e istinti , senza  sparire , si trasformano  sotto l'influenza  delle circostanze e del programma  di vita  adottato  dal soggetto : ciò   avviene  particolarmente  col sadismo,  con  le  perversioni  , con  la libido sessuale , ecc, che sono  altrettante  espressioni  della   protesta virile , e che  pur  avendo  le loro  radici  nella prima infanzia ,  si ricollegano  , per  tramite  delle  modalità  che esse  rivestono , al  modo  nel quale  l'ammalato  concepisce  la vita.
è in una  delle fasi   precoci  della   nevrosi  , anteriore  alla disfatta , che è  possibile  scoprire  il sadismo  dietro  i  dispositivi  nevrotici , ricollegarlo   a certe  astuzie  misteriose  e incoscienti.
Qualora si voglia  comprendere  la portata  delle  disposizioni nevrotiche  che costituiscono  le esagerazioni  affettive, l'aggressività  e la sensibilità  esagerate , bisogna  , anziché  tentare  di giustificarle come azione di" fattori costituzionali di impulsi innati" , disintricarle  proprio  dallo stato  di esagerazione , di ipertensione , nella  quali  esse  si trovano , e che  non può  che falsare  il loro  aspetto  e la  loro  apparenza . Altrettanto si può dire  delle  inclinazioni perverse , qualora  esse  compaiono  di buon'ora  durante  una nevrosi  , esse  non esistono  che a titolo  di  formazione di  compromesso  illusorio , destinato  a mascherare  la paura  che il soggetto  prova   davanti  a decisioni che deve  prendere  , di qualsiasi  natura  esse siano. Il sentimento  d'inferiorità  e la tendenza  a deprezzare   formano  , esattamente   come  le loro  analoghe  manifestazioni sessuali (sadismo , masochismo , feticismo , omosessualità , fantasie   incestuose , esagerazione o indebolimento  dell'impulso  sessuale ), la base della nevrosi , ma  non della psiche umana.

=nella mia volontà a pubblicare , tratti interessanti del testo di Adler, mi ritrovo a rileggere ,e a comprendere , alcuni aspetti. Prima di tutto , desidero mettere in evidenza, come comunemente , consideriamo , psicopatie ,  patologie di pertinenza  psichiatrica . Non bisogna confondere , la clinica psichiatrica , con comportamenti psicopatologici , che troviamo nella vita , apparentemente normale, la nevrosi è un esempio, spesso consideriamo , i segni clinici di una nevrosi, come i tratti caratteriali " normali" di un individuo. Quando si parla di femminicidio, di violenza sulle donne , si fanno molte valutazioni, non corrette.
La  violenza sulle donne è un  aspetto che ha da sempre accompagnato la società , maschilista  umana. Ma oggi , questa violenza è uscita , da molto tempo dai binari di un'apparente normalità, per diventare un fenomeno molto diffuso, se prima questo fenomeno era presente negli strati sociali molto bassi, oggi e ubiquitario, ma la cosa terribile, che ha investito il modo di essere dei giovani. Al mio avviso , non è l'educazione sessuale che può affrontare il fenomeno. Bisogna comprendere fino in fondo cosa sta ' accadendo nella nostra società, che bisogna avere il coraggio di vederla come un ammalato.
L'educazione sessuale, ha un altro compito, e deve necessariamente essere, attuata da figure professionali come: il sessuologo, e lo psicologo. Essa si inscrive nel progetto di formazione dell'individuo , che è compito della scuola. Il bambino da 6 anni , fino al giovane di 18 anni, deve essere seguito da una scuola che lo forma, come cittadino, accompagnandolo nel suo normale sviluppo somato-psichico.
La  violenza , invece deve essere, necessariamente affrontata come sintomo di una malattia, malessere sociale molto vasto e complesso, e attraverso un cammino psicoanalitico.
Le misure giuridiche , penali messe in atto nel caso di violenza , da sole hanno portato a fallimenti; è necessario un intervento di tipo clinico, con un cammino di psicoterapia, e quando è necessario anche con un TSO.

giovedì 29 gennaio 2026

Italo Calvino= Ultimo viene il corvo

 29--1--2026
        La casa  degli alveari
è difficile  vederla  da lontano e  anche  uno  che c'è  già  stato  una volta  non  ricorda  la strada per tornarci , un  sentiero   c'era  e l'ho  distrutto a  vangate , coprendolo  di rovi  che   attecchissero  e cancellassero ogni traccia . Casa  mia  me  la   son scelta  bene,  perduta  su  questa  riva  di ginestre , bassa un   piano che  non  è  vista  da valle  , bianca  per un  intonaco   calcinoso  , ròsa  dai  buchi  delle  finestre  come  un osso. Terra   avrei  potuto  lavorarmene  intorno e non  l'ho fatto , mi basta  un  quadrato  di  semenzaio dove  le lumache   rodano  lattuga  e un  giro  di terrazza  da  rincalzare  a colpi  di    bidente , per  farne  uscire  patate  germogliate  e viola . Non  ho  bisogno  di  lavorare  più  di quanto  mangio , perché  non  ho   nulla  da spartire  con nessuno.
E  non  scaccio  i roveti  , quelli   che stanno  montando sul   tetto  della  casa e quelli   che già  calano  sul  coltivato  come   una valanga  lenta  ; mi  piacerebbe  seppellissero  tutto,  me  compreso . Poi  ,  ramarri han  fatto  il nido  negli  interstizi dei   muri , sotto  i mattoni  del  pavimento  le formiche  hanno   scavato  città  porose  e ora  escono  a  file.  Io guardo  ogni   giorno  contento  se  m'accorgo  d'una nuova  crepa che  s'apre e penso  alle  città   del genere umano quando  soffocheranno  inghiottite  dalle  piante   selvatiche  calate  a valle.  Sopra la mia casa  ci sono  strisce  di prato  duro  dove  lascio  girare  le mie capre . Sull'alba , alle volte  ci passano  dei   cani  battendo uste  di  lepri; io  li caccio  con pietre . Odio  i   cani,  quella  loro servile  fedeltà  all'uomo  , odio  gli  animali  domestici , il loro  fingere  di capire  il genere umano   per leccare  gli avanzi  dei  suoi  piatti  bisunti. Solo  le capre  sopporto , perché  non danno  confidenza  e non  ne  prendono.
Non ho bisogno  di cani  incatenati  che mi  facciano  la  guardia. E  nemmeno di siepi e chiavistelli , mostruose  macchine  umane. Nel mio campo  sono alveari  posati  su  un   assito tutt'intorno  , e  un  volo d'api  come  una siepe  spinosa  che solo  io traverso . A  notte  le api  dormono  nelle  cartilagini dei favi , ma  a casa  mia  non s'avvicina  nessun uomo ;  hanno  paura  di me  e hanno  ragione . Hanno  ragione, dico ,  non perché  certe  storie  che raccontano  di me  siano  vere ;  menzogne, sono , degne di loro , ma  ad aver  paura  di me  fanno  bene  e è ciò  che voglio.
Al mattino , girato  il dorso  del crinale , sotto  , vedo  la  vallata che scende  e il  mare  altissimo , tutt'intorno  a me  e  al  mondo.  E  ai  piedi   del mare  vedo la case del genere umano  pigiate , naufragante  nella loro  falsa  fraternità , la città  fulva  e calcinosa , vedo  , il  baluginare dei suoi  vetri e il fumo  dei  suoi fuochi. Un  giorno  roveti  ed erbe  ricopriranno  le sue  piazze , e  salirà  il mare  a modellare in  rocce le rovine delle  loro case. Solo le api , sono  con me , ora; brulicano intorno alle  mie  mani senza  pungermi quando  tolgo  il miele  dalle loro  arnie, e  mi si  posano addosso  come  una  barba  vivente , amiche  api ,  dalla  ragione  antica e senza storia . Da  anni  vivo  per questa  ripa di  ginestre , con  capre  ed api :  facevo  un segno sul  muro  ad ogni  anno  passato  , prima  ora  i roveti  soffocano  ogni  cosa, questo  loro  assurdo  tempo umano  . Poiché  in fondo  dovrei  stare  con gli uomini  e lavorare  per  loro? Ho  schifo  delle loro  mani  sudate , dei  loro riti  selvaggi, balli  e chiese ,  della  saliva acida  delle loro  donne. Ma  quelle  storie  ,  credetemi , non son vere, sempre  hanno  raccontato storie  di me,  razza  bugiarda.  Non  do  e non  debbo  nulla  se  a notte piove , per  le ripe  al mattino striano grosse  lumache  che  io  cuocio  e mangio , nel bosco  i funghi  molli  e umidi  bucano  il terriccio . Il  bosco  mi dà  tutto  quello  che mi  manca  legna  e pigne  per  ardere , e castagne ;  poi catturo bestie  , coi  lacci , lepri  e tordi ,  non crediate   che io  ami  le bestie  selvatiche , che  sia  un   adoratore  idillico  della natura , assurda  ipocrisia degli uomini.     
Io so  che al  mondo  bisogna  mangiare uno con  l'altro e che  vale  la legge  del più forte : uccido  le bestie  che voglio  mangiare , non  altre , con trappole , non con le armi , per  non  aver  bisogno  di cani  o servitori che  le scovino. Alle  volte  incontro  uomini nel bosco , se non  faccio  in   tempo  a scansarmi al loro lugubre  rumore , asce  che   abbattano i trochi uno  per uno . Fingo di non  vederli . I poveri  alla domenica  vengono  a far  legna  nei  boschi  che  si  spelano  come  teste  chiazzate  d'alopecia: i tronchi  trascinati con  corde formano  piste scoscese dove  la pioggia  roglia nei  temporali provocando frane . Così tutto  rovinasse  sulle  città  del genere umano , potessi  un giorno  andando  vedere  emergere  cime  di  fumaioli  dalla terra , incontrare gomiti  di  strade  interrotte in mezzo  a dirupi , e nel fondo di foreste  radure  di  binari. Pure  voi  vorrete  sapere  se io  non  senta  mai  questa  solitudine pesarmi , se  io  una  sera  , uno  di quei  tramonti  lunghi  , uno  di quei  primi tramonti  lunghi di primavera non   sia  sceso  , senz'un'idea precisa , verso  le case  del  genere umano . Ci  scesi  , era  un tramonto  tiepido , verso  quei loro   muri  che cintano  gli orti , scavalcati  dalle  cime  dei nespoli , ci scesi  , e  quel  ridere  di donne  che  sentii , quel  chiamare  un   bambino lontano , ecco  che io  sono  tornato  , è  stata  l'ultima volta , quassù  solo . Questo : a me  come a voi prende  ogni  tanto paura di sbagliarmi . E  allora  , come  voi, continuo . Ora  voi  avete  paura  di me e avete  ragione . Non  per quel   fatto  , però  . Quel  fatto , successo  o non  successo , fu  di tanti   anni fa, io  ancora  allora , ormai  non conta.
Quella donna , io  ero  da poco venuto  quassù , quella donna  nera  venuta  a falciare  , io  ancora carico d'affetti  umani , quella donna  nera la vidi  che falciava  alta  sulla  ripa  e mi   salutò  e io  non la salutai  e passai  via.  Poi,  , io  ero carico  d'affetti  umani  ancora  e d'una  vecchia  ira , io  mi  avvicinai  senza che lei  sentisse , una vecchia  ira  avevo,  non contro  lei,  non ricordo  neppure  più  il suo viso. Ora  la storia  come  la raccontano gli altri  è certo falsa  perché  era  sul  tardi  e nessun  essere  umano  era  nella vallata e io la tenevo con la mano  alla gola e nessuno ha  sentito . Perché  io  dovrei  raccontarvi  la mia  storia  dal  principio  e  allora voi  capireste.
Ecco  , non parliamo  più  di quella  sera , io  vivo  qui   dividendo le mie  lattughe  con  le lumache  che  ne traforano le  foglie e  conosco  tutti  posti  dove  fanno  i funghi e le  specie  buone  da quelle velenose :  non  penso  più  alle donne , ai  loro veleni , essere casti  non  è che  un'abitudine . L'ultima  , quella donna  nera  della  falce . Il  cielo  era   carico  di nuvole , ricordo , nuvole  scure che  correvano   correvano . Ecco : sotto  la  corsa  del cielo  , per  la ripa brucata  dalle   capre , le prime  nozze umane , io so  che  negli incontri  umani  , non  ci può  essere che spavento e vergogna uno  dell'altro. Questo  io  le chiedevo: spavento  e vergogna , nient'altro  che spavento  e vergogna negli occhi , solo  per questo io  con lei , credetemi.
Nessuno  mi ha  mai detto  niente , mai :  perché  non  possono  dirmi niente , la vallata  era  deserta quella sera . Ma ogni notte , quando  le colline  sono perdute  nel buio e io  non  riesco  a seguire il ragionamento  d'un  vecchio  libro  al lume   della lanterna , e  la città  del genere umano   con  le sue  luci  e   le sue musiche  è giù   in fondo  , io sento  le voci  di voi  tutti  che m'accusate .
Eppure  nessuno  era là  a vedermi  nella vallata  , quella  donna  non tornò  più  a casa perciò  dicono, ma non è vero  che  nelle  strisce  di prato  sopra  la mia casa  ci sia  il cadavere  di quella donna  seppellito. E se  quei cani  che passano  si fermano  a annusare   sempre  in un punto  e ululano e scavano  la terra  con le zampe ,  è perché  c'è  una vecchia  tana  di talpe , là sotto  , ve lo  giuro,  una vecchia  tana di talpe.

mercoledì 28 gennaio 2026

Alfred Adler= Il temperamento nervoso

28--1--2026

=Nella nevrosi sviluppata  si trovano   tracce  di ricordi in  rapporto alla crudeltà , alla criminalità, nonché alla sessualità ,tracce esagerate ,raggruppate e mantenute  tendenziosamente. Esagerando  gli scrupoli  di coscienza e il sentimento  di colpa , il soggetto  nella sua  protesta virile  si   allontana   dall'aggressione  rettilinea e s'impegna   in una  strada  traversa , che   è quella  della bontà  d'animo . Ma l'antico scopo  continua ad esistere , e  ne abbiamo la prova nelle passioni  che insorgono  durante l'analisi , in certi  tratti  di carattere i quali  , come succede   spesso  all'esplosione  di una psicosi , mostrano  un solo   piccolo  sintomo , ed infine , malgrado  la sua  apparente sottomissione , il soggetto  riesce  a tirannizzare il suo ambiente , a infliggere  vere e proprie  torture  agli altri , con  le penitenze  che  egli  infligge  a se stesso. Si aggiunge che , certe manifestazioni  occasionali  dell'aggressività  rettilinea  primitiva , non è   una  finzione  antica  , ma  una  nuova forma  di questa finzione.
Dopo un periodo  di aggressività esplicita  , in seguito  ad una disfatta reale  o al  presentimento di una disfatta , si vede  spesso   sorgere  un'istanza  fittizia ; la coscienza con i suoi scrupoli  , con l'aiuto della quale lo psichismo  dello psicopatico  subisce  una evoluzione  di grande   ampiezza : adducendo   a pretesto  la rinuncia  ai  suoi  tratti  psicopatici  anteriori ,  quali  rapacità , brutalità , violenza , egli  , con  il suo  comportamento , si   riavvicina  alla morale  corrente  e sembra  attenersi con  una  certa   ostentazione  e  una certa   insistenza  , senza  dubbio  perché  egli  vi trova  un vantaggio  maggiore.
è il suo sentimento  di inferiorità  che  aveva dato origine  al suo  malvolere  egocentrico  che spinge il nevrotico, a concepire  il piano  della sua vita , fino  al momento  nel quale  , dirigendo  lo sguardo  sull'abisso che  si apre  ai suoi  piedi ,  è costretto  a moltiplicare  le misure  di  protezione  e di sicurezza.  Sotto  la pressione  della tendenza  di sicurezza , l'ammalato  crea  ciò  che noi  chiamiamo   scrupolo di coscienza , utilizzando  i dati  più semplici che gli forniscono le sue   anticipazioni , ed  il giudizio  che egli  dà  di se stesso .  In  seguito  egli attribuisce  a   questo giudizio  il segno  della potenza  e lo  erige  a divinità .  Ciò gli permette  di stabilire  un accordo  apparente  tra  le sue  aspirazioni  e le sue  esigenze  sociali , di  orientarsi  più facilmente  nel caos  d'incertezze  che  presenta la realtà , di opporre  un dubbio  protettore  al fascino  che esercita  su  di lui la sua   volontà  di potenza. Il nervoso  è incessantemente  attratto  dall'inefficacia  , dalla   sterilità  degli scrupoli  di coscienza , dal pentimento  , dal  dispiacere  , e ciò   perché  la loro  apparenza  ingannatrice  sembra  elevarlo  , nobilitarlo ,  aumentare  la sua bellezza. 
"Gli scrupoli di coscienza  sono  un'indecenza" , diceva   Nietzsche. Colui  che esagera il sentimento  di nobiltà , colui  che  spinge  lo   spirito cavalleresco e gli scrupoli  di coscienza  a un grado  che va  al di là di  ciò  che si può  esigere  da una  qualsiasi  persona  in circostanze normali , deve essere  considerato come un soggetto sospetto.

martedì 27 gennaio 2026

Alfred Adler= Il temperamento nervoso

 27--1--2026

"La  crudeltà esaltata , spinta all'eccesso , ha  come scopo  immediato di impedire  le manifestazioni sempre  possibili di debolezza , di pietà , di amore , considerate  come  incompatibili con l'ideale  virile . La  gioia  del   male altrui , questo  sentimento  apparentemente "inoffensivo", ci mostra  meglio  degli altri sentimenti  della stessa categoria  , a quale  punto  sia  giunto   questo desiderio  di virilità, di essere superiore  agli altri.
La nostra  civiltà  reagisce  con i suoi  imperativi morali  contro le  manifestazioni  di questa crudeltà virile, il soggetto , per  sfuggire  ai pericoli  ed  alle disgrazie  che  per questa  ragione  lo minacciano , è obbligato  a mascherare  le sue azioni  e a  dissimulare  i suoi  desideri .  Egli ricorre  nella  maggior parte dei casi  a raggiri  e a vie  traverse , lungo  le quali il suo  sadismo  viene   fortemente  attenuato  , a  meno  che  non  sparisca  completamente .  In questo caso il nevrotico  si accorge  che  può ottenere  il risultato desiderato , di  dominare  i più deboli , usando  dolcezza  e tenerezza ; ciò  a meno che  , seguendo  la  sua nuova linea , egli  non acquisti  un'abilità  particolare  che  gli permetta  di  ridiventare  aggressivo  più o  meno  impunemente , con un atteggiamento   che   in se  non ha nulla  di  riprovevole .
Si vedono nevrotici ossessivi  abbandonare  la direzione  sadica , per  darsi  a   esercizi  di pentimento , che hanno carattere  ossessivo e che  sono altrettanto  penose  per l'ambiente  quanto  lo furono  le disposizioni  affettive    precedenti. Negli attacchi grave si parla di" epilessia affettiva", dell'isterismo , della  nevralgia  del trigemino , dell'emicrania , noi abbiamo uno di questi raggiri dei quali si serve  il desiderio di  dominazione  virile, raggiro nevrotico  che infligge  all'ambiente  , impotente e  desolato  , sofferenze  altrettanto gravi come l'ira e  l'ostilità aperte  che appariranno  di quando in quando  , negli intervalli.
Il loro spirito ostile,  anti-sociale , li rende  settari  e li spinge  spesso  a contestare  con veemenza  i meriti  altrui , senza  prove,  per puro semplice  partito preso  . Ignorando  la tolleranza  verso gli altri , ciò   che non impedisce  loro  di reclamare  ad alta voce  la tolleranza  per se stessi.
Se il soggetto fallisce  seguendo  la linea direttiva  principale  , egli ricorre   a raggiri  nevrotici , e  l'"esplosione " della nevrosi  e della  psicosi  si producono  con l'aiuto  di un cambiamento  di forma   e di  un aumento  di intensità  della  finzione  direttiva.

lunedì 26 gennaio 2026

Il libro dei Proverbi

26--1--2026

Parole dei  Saggi
        24
Massime di vita pratica
    Non  invidiare i malvagi 
e non  desiderare  di stare  con loro,
che  il loro cuore  medita rovina,
le loro  labbra parlano  di misfatti .
Con   la saggezza si  edifica  la casa ,
con l'intelligenza  si sostiene 
e  con la scienza  si  riempiono le stanze 
d'ogni  ricchezza  pregevole  e piacevole .
Val  più   un uomo  saggio  che  uno forte ,
un uomo  di scienza  che  uno  valido  di muscoli ;
che  con saggi  consigli si può  far  la guerra  
e la  salvezza  sta  nel numero  dei consiglieri.
Una  montagna  è  per lo stolto  la sapienza ;
alla  porta  non  apre  mai  la bocca.
Colui  che pensa  a fare  il male 
lo si  chiama  intrigante  raffinato .
Trama  dello  stolto  è il peccato ,
obbrobrio  degli uomini è il beffardo .
Se  ti lasci  andare  nel giorno  dell'angoscia ,
il tuo  coraggio  si riduce  a poco .
Libera   i destinati  alla morte ,
salva  coloro  che vanno  al supplizio .
Che  se dici: "Ecco  , non  lo  sapevamo !",
forse  chi  pesa  i cuori  non  ha  intelligenza?
Colui  che custodisce  la  tua anima  non lo sa?
Egli  darà  a ciascuno  secondo  le sue opere .
Mangia , figlio mio, il miele  , perché  è buono ;
una goccia  di miele  è dolce al tuo  palato;
così , devi  saperlo  , è la sapienza per  la tua  anima;
se tu  la trovi  ci sarà  un  domani;
la tua  speranza  non sarà  distrutta .
Non  insidiare  , malvagio,  l'abitazione  del giusto,
non  saccheggiare  dove  si  riposa ;
che  sette  volte  il  giusto  cade  e si  rialza ,
invece  gli empi  piombano  nella sventura .
Quando  il tuo  nemico  cade  , non  gioire,
quando  vacilla  , il tuo  cuore  non  esulti!
Che  non  veda  il Signore e gli  dispiaccia 
e allontani  da lui la sua  ira!
Non ti  scaldare  per chi  fa il male ,
non irritarti  per  gli empi ;
per il  malvagio  non  c'è  avvenire ,
la lampada  degli  empi  si estingue .
Temi  il Signore , figlio mio , e  il  monarca ;
con  i  novatori non  aver  che fare ;
all'improvviso  infatti  si leva  la loro  sventura 
e  la rovina d'ambedue chi  la conosce?