Cerca nel blog

giovedì 31 ottobre 2024

Gabriele D'Annunzio=Le Laudi(Elettra)

 31--10--2024
...Come  l'onda   alterna 
dei  mari  fu  il suo  canto
intorno   al mondo , per  le genti umane .
E  noi,  nell'ardor   santo ,
ci nutrimmo di lui  come  del pane .
Ci nutrimmo  di lui  come l'aria 
libera  ed infinita
cui  dà la terra  tutti  i suoi  sapori.
La bellezza e la  forza di sua  vita,
che  parve  solitaria,
furon  come su  noi  cieli canori.
Egli  trasse  i suoi  cori,
dall'imo gorgo  dell'ansante folla.
Diede  una  voce  alle  speranze  e ai  lutti.
Pianse  ed  amò per tutti...

A tutte le coppie

31--10--2024
Signore , ti prego  per il  mistero dell'unione  intima  degli esseri , per  il mistero  della donna  , affinché  sia  rispettata  come   un'icona vivente dell'amore  materno  di Dio  per l'umanità ,  per  l'impossibile  amore  del Padre  verso  la sua creatura  divenuto  possibile  attraverso  l'unione  nelle nozze  di Cristo  con la Chiesa . Concedi  a tutte  le coppie  di capire  che il loro centro  è in te , fonte  di ogni  amore, di ogni  paternità e di ogni   vita. Mostra  loro  il significato  profondo  ed  elevato  di questa  vocazione  che li supera. 

Rainer Maria Rilke=I sonetti per Orfeo

 31--10--2024

Seconda parte

            23
Tu  chiamami in quell'ora  del tuo  giorno
che  ostinatamente  ti  resiste:
vicina   e supplichevole  come l'occhio  dei cani,
ma pronta  sempre  a volgerti le spalle

quando credevi di afferrarla  ormai .
L'ora  che così  sfugge  è la più  tua.
Noi  siamo  liberi . E  ci rifiutarono
dove credevamo  bene  accolti.

Chiediamo  ansiosi  un  sostegno sicuro,
noi,  per il vecchio mondo talora troppo giovani ,
troppo  vecchi  per  ciò  che  mai  fu.  Giusti  soltanto

se  tuttavia  celebriamo  le cose,
perché  noi  siamo  il ramo ed  anche  l'ascia,
e  il dolce  del  pericolo  che matura.

domenica 27 ottobre 2024

Nedo Nari= Con la maschera e senza (dalla "Gazzetta dello sport" )

27--10--2024
Chi  ricorda  Verderber?  Non  i giovani  che mi  leggono  ,  sanno  chi fosse . Anch'io  sopraffatto  dagli eventi  che da  vent'anni  a questa  parte  mi vedono  attore e spettatore , avevo  relegato  Verderber  nell'ultima  casella  del mio cervello quando  a Vienna  , or è  poco,  me lo son  visto  di fronte , tutt'ossa   e tutt'oro . Non  lo riconobbi ;   dovetti  chiedere  a un  conoscente  il suo nome . Verderber !  Mi  sentii  ad un  tratto  di esser  tornato  fanciullo ,  il cuore  mi pulsò  più  forte  : rividi   Vienna  con  gli stessi  occhi  di quindici  anni , una  ridda   di nomi  mi frullò  per la testa  , rievocar in un attimo lo stadio  di Stoccolma, mi  balenavano  alla mente  le ansie  e le gioie  , ritrovai  le pietre  miliari  del mio  passato  e prima  ancora   di   correre  con  la mano  tesa  verso  quest'uomo  a cui  tanti  ricordi  felici  mi legavano , mi   volsi  agli  amici,  ai compagni.
--Verderber --dissi  --quello  è Verderber.
Qualcuno  volse  gli sguardi  verso  la persona  che  indicavo  , ma  nessuno  si  scosse , nessuno  fu  partecipe  della mia  ansia..... 
...Eppure  quell'uomo  era  stato  qualcuno  sulle  pedane  internazionali. In  un famoso torneo  che nel  1908   mi fece  arrivare  là , dove  mai  avrei  osato  supporre  ,  Verderber  era  con  Neralich  e con  altri  pochi  il rappresentante  della  imperial  regia  scherma  austriaca ,  allora  temuta  nel mondo. Gli  ungheresi  non erano  ancora   nati :   cominciavano  qua e  là a   farsi  largo  con  qualche  uomo  d'eccezione , ma  era  come  il balbettio   d'un'arte , le radici   della quale  eran  destinate  a far  germogliare  la selva  che oggi  dilaga  . I francesi  e i belgi  da una parte , gli austriaci  dall'altra ; in mezzo gli italiani . Verderber  al  fioretto , Neralich  ed   Herschmann  alla sciabola , erano  nomi  che dicevano  qualcosa . Alla    spada   ci pensava   soltanto il diavolo.
Razzino  quindicenne   arrivai  alla  fossa  dei leoni  senza  smarrirmi . L'Olimpiade  di   Londra  non mi volle , quella  di Stoccolma  mi tollerò . Partii senza  pretese , solo  con la  mia   volontà  ed il mio  giovanile  ardimento . La nostra  miseria  era spaventosa  , povera  la nostra  organizzazione , scarse  le nostre risorse . Di  abbondante  non v'era  che il nostro  appetito .  Centinaia   di campioni  piovuti  da tutto il mondo si  contendevano  il primato   della scherma. Che  potevamo  far  noi?  Che  potevo  far io?  L'Italia   non aveva   mai vinto  all'Olimpiade ,   pure  man mano  che l'eliminazione   si svolgeva  , le speranze  crescevano . Ieri  mi  contentavo  di non  esser  subito  eliminato  , oggi  mi bastava  di superare  una   semifinale , domani   volevo  arrivare  all'ultima  battaglia  . Giunto   al girone  finale  insieme   a due  compagni  italiani  , ogni  audacia   era  permessa . La  luce   della vittoria   mi abbagliava  , ma  non   mi  intimoriva . Tutto   bisognava  tentare  per il mio  orgoglio e per  la mia  bandiera  , anche  se un  uomo  si ergeva  minaccioso  sul mio  cammino:  Verderber.
Finché  le mie  speranze  erano  soltanto  i sogni  d'un  ardito  fanciullo , guardavo   Verderber  come si  guarda  il colosso  che  non si può   scalfire , ma  la mia  ansia  man  mano  cresceva , le  mie forze  si moltiplicavano, la mia  audacia  ingigantiva.
Le sorti  della battaglia  volgevano  a mio favore  , ma  restava  l'ultimo   avversario : Verderber . La  febbre  non  m'aveva  consumato: il  giovanetto  che  niente  aveva  da  perdere  era  più  calmo  dell'anziano  . A   noi , amico . Una  volontà  contro  una  volontà,  gli  occhi  fissi  negli occhi ,  giocammo  bravamente , la  nostra partita  finché il  tricolore garrì  al vento sullo  Stadio   svedese.

venerdì 25 ottobre 2024

Torquato Tasso= Gerusalemme liberata

25--10--2024
    Torna  l'ira  ne ' cori , e li trasporta,
benché  debili  in guerra . Oh  fera pugna!
u' l'arte  in  bando , u' già  la forza  è morta,
ove  in vece  d'entrambi il furor pugna.
Oh  che  sanguigna  e spaziosa  porta
fa  l'una  e l'altra spada , ovunque  giugna,
nell'armi  e nelle  carni, e  la vita  
non  esce , sdegno tienla al  petto unita. 

    Qual l'alto Egeo , perché  aquilone  o noto
cessi , che  tutto  prima  il  volse  e scosse ,
non  s'accheta  ei  però , ma 'l suono e 'l moto
ritien  de l'onde  anco  agitate  e grosse ;
tal  , se  ben  manca  in lor  co ' l  sangue  voto
quel  vigor  che  le braccia  a i  colpi mosse ,
serbano  ancor  l'impeto primo  e vanno
da   quel  sospinti a giunger  danno  a danno.

    Ma  ecco  ormai  l'ora  fatale  è giunta ,
che  il viver  di Clorinda  al  suo  fin deve .
Spinge  egli  il ferro  nel  bel  sen  di punta,
che  vi s'immerge  , e  il sangue  avido  beve,
e  la veste  , che  d'or  vago  trapunta
le  mammelle  stringea  tenera  e leve
l'empie  d'un  caldo  fiume .  Ella  già  sente 
morirsi , e  'l pie ' le  manca  egro  e  languente .
    
    Segue   egli  la vittoria , e  la  trafitta
vergine  minacciando  incalza   e preme.
Ella  , mentre  cadea , la voce  afflitta 
movendo  , disse le parole  estreme :
parole  ch'a  lei  novo  un  spirto ditta,
spirto de fe' , di carità , di speme ;
virtù  ch'or Dio  le infonde , e  se   rubella
in vita  fu,  la vuole  in morte  ancella.

    "Amico , hai  vinto : io  ti perdon ...; perdona
tu  ancora : al   corpo no, che nulla  pave,
a  l'alma si: deh!  per lei  prega ;  e dona
battesimo  a me  ch'ogni  mia colpa   lave".
In queste  voci  languide  risuona 
un  non  so che flebile  e soave 
ch'al  cor  gli scende  ed  ogni  sdegno  ammorza ,
e gli  occhi  a  lagrimar  gl'invoglia  e forza. 

    Poco  quindi  lontan  nel  sen  del monte
scaturia  mormorando un  picciol  rio.
Egli  v'accorse  e l'elmo  empié nel  fonte ,
e tornò  mesto  al grande  ufficio e pio .
Tremar  sentì  la man  , mentre  la fronte 
non  conosciuta  ancor  sciolse  e  scoprio.
La  vide , e  la conobbe  ; e  restò  senza 
e voce  e moto . Ahi vista!  ahi conoscenza!

    Non  morì già ;  ché  sue  virtuti accolse 
tutte  in quel  punto  , e  in guardia  al  cor  le  mise;
e,  premendo il suo  affanno  , a  dar  si volse 
vita  con  l'acqua  a chi  col  ferro  uccise .
Mentre   egli  il suon  de' sacri  detti  sciolse ,
colei  di gioia  tasmutossi , e rise;
e,  in  atto  di morir  lieto  e vivace ,
dir  parea :" S'apre  il cielo  ;   io  vado  in pace".

    D'un  bel  pallor  ha  il bianco  volto asperso,
come  a gigli  sarian  miste  viole :
e gli  occhi  al ciel  affisa ;   e in  lei  converso 
sembra  per   la  pietate  il cielo  e 'l sole :
e  la man  nuda  e fredda  alzando verso  
il cavaliere , in  voce  di parole  
gli  dà pegno  di pace .  In  questa  forma  
passa  la bella  donna , e  par  che dorma.

giovedì 24 ottobre 2024

Giovanni Marradi=Ballate

 24--10--2024
            Autunno

    Non  più  di  utili argentee risonanze 
per  la montagna . In  voce  di lamento ,
geme  la selva , cui  rapisce  il  vento
le prime  foglie  e l'ultime fragranze .

        Quando il pallido  Autunno  d'improvvise
tristezze aduggia  e  scolorisce  il mondo ,
e  piangono  le piogge  alla  campagna ,
tutta l'alpestre via di fango  intrise
copron le foglie  , che stormian  giocondo 
l'inno all'albe  in vetta  alla montagna .
E,  al  faticoso viator , cui  bagna  
di  pianto  gli occhi  una  stanchezza  nova,
ad ogni  passo, che  in quel  fango  ei  muova,
sembra  di calpestar sogni e speranze.

mercoledì 23 ottobre 2024

Rainer Maria Rilke= I sonetti a Orfeo

 24--10--2024
Seconda parte 
        
        22
Nonostante  il destino : oh gli  splendidi rigogli
della nostra  esistenza  , traboccanti  nei parchi --
o come cariatidi , a reggere  i balconi 
ai  due  lati  di altri  portali  erette!

Oh,  la  campana  bronzea  che  a ogni  alba  risolleva 
contro  l'ottuso  scorrere  dei giorni  il suo  battaglio .
O  l'unica  colonna  , la  colonna  di Karnak
che  sopravvive  a templi  quasi  eterni.

Oggi  quelle  eccedenze  , frettolosi torrenti ,
dal giallo  , piatto  giorno  s'inabissano 
nell'eccesso  di luci  che  abbacina  la notte.

Ma  senz'orma  la furia   si dissipa .
Curve  del volo  in aria  e chi  le traccia  , nessuna 
forse  è vana  . Ma  solo  come  cosa  pensata.