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lunedì 13 settembre 2021

Poesie Emily Dickinson

 13---9--2021

728
Giochiamo a ieri-
io- l'alunna a scuola-
tu  e  l'eternità-
la  favola taciuta-

A saziar   la mia fame
il  dizionario-
bevanda---i  logaritmi-
un vino  un poco  amaro-

Dev'esserci  qualcosa  di diverso -
i  sogni  dipingono il sonno-
ai  rossi  maliziosi del mattino
anche  il cieco  sussulta-

Ancora  dentro  l'uovo-
scaldavo  il guscio--quando
tu  disturbasti l'ellisse-
e  cadde  l'uccellino-

Si dice che  non badi  alle  catene
chi  è libero  da poco-
per me  la libertà
non  sarà  mai abitudine-

l'ultimo  grazie -a notte-
quando  m'addormentavo-
ed   il primo  miracolo
quando  spuntava  il giorno-

Può  l'allodola  ritornare al guscio
rassegnata per aver visto  il cielo?
Non  sarebbero  i vincoli 
più  gravosi di ieri?

La  prigione  è   tormento più  cocente
se  il prigioniero ha  goduto di un  solo
sorso di libertà
e  di nuovo subisce  la condanna-

Dio delle carceri-
Dio  dei  redenti-
non mi privare mai 
della mia libertà-

giovedì 9 settembre 2021

Fraternizzare anche nell'incertezza di: Franco Colizzi 5° festival della cooperazione all'insegna dell'arte di vivere insieme

 9--9--2021

La  5° edizione  del Festival  della  cooperazione  internazionale  si  svolgerà  ancora una volta  in un periodo  di grande  incertezza. Lo scorso anno  ci siamo  interrogati  sulle  possibili  lezioni  che si possono  trarre  dalla  pandemia, quest'anno  vogliamo indicare  le necessità  di un'arte  di vivere  insieme  durante  e dopo  la pandemia . Per  la  RIDS  ,   la   Reta  italiana  disabilità  e sviluppo  (AIFO , FISH , DPI , EducAid , OVCI), promotrice  della manifestazione questa  necessità  è presente  già da tempo  nell'umanità  ed è dunque universale.  Nel corso della manifestazione, la linea guida  è  rappresentata  dall'Agenda  ONU  2030  con i  suoi  17  Obiettivi  di sviluppo  sostenibile , ma  vorrebbero  soprattutto  contribuire  ad alimentare  una speranza  che  si opponga  all'attesa  passiva  del futuro  .
Stiamo vivendo  dentro una  sindemia , un evento  di proporzioni  catastrofiche  che è insieme  personale, sociale  ed ambientale.  Viviamo  tempi  di grandi  cambiamenti  ( la  quarta  rivoluzione   industriale  segnata  dalla  digitalizzazione , i  cambiamenti  climatici   planetari  che  reclamano  una  rivoluzione  ecologica)  e  di inattesi  mutamenti  (lo shock  del terrorismo  islamico  globale , lo shock economico -finanziario del 2008--2009  che ha fatto traballare  il mito  della crescita che  sembrava  vincente secondo  la narrazione  della globalizzazione). In  questi  ultimi  venti anni è aumentata  l'incertezza e in  parte  si è  incrinata  la fiducia  su cui  si regge  l'ordine sociale.
Con  l'arrivo  della  sindemia  , che  ha  aggiunto  tanta  insicurezza   alla nostra  nuda  vita, corriamo  il rischio  che  si rafforzi   la spinta  verso  quella  che  Martha  Nussbaum definisce "  la monarchia   della paura" . Una  paura  che  si mescola  facilmente con diversi  sentimenti  tossici  , come  la rabbia,   il  risentimento , la colpa e l'invidia  , tutti    ostacoli  per la costruzione  cooperativa  di un futuro  migliore e induttori  di errori anche gravi  nella  vita democratica.  Il  Covid 19  ha  rilanciato  la   fragilità  come  una delle  questioni  centrali per l'agenda  dei prossimi   anni.  Gli  anziani  sono  fragili in particolare  nella  salute , i giovani  lo sono  specialmente  nell'economia . Ma  c'è  di più  .  La  scienza , come  scrive  Telmo  Pievani , aveva  già  svelato  la  finitudine  di tutte  le cose . Oggi  però  possiamo  imparare  che  la  finitudine  non  comporta  necessariamente  nichilismo , ma  anzi  può  suscitare  solidarietà , rivolta  ,  ricerca di una vita  piena , pur  sospesa  tra fragilità  e libertà . Insomma , hanno  ragione  Chiara  Giaccardi  e  Mauro Magatti a farci   riflettere  a fondo  sul  fatto  che "  nella  fine  è l'inizio" . Ci  occorre  per questo  una  consapevolezza  profonda  un nuovo  pensiero  e una  vera  e  propria  arte  del sapere  vivere  insieme  nonostante  la grande  incertezza nella  quale  siamo  gettati.
Nel cammino  verso  questo  orizzonte  possiamo  farci  accompagnare  dalle  grandi  visioni  di  speranza  , come  quella  che Raoul   Follereau  ha  condensato  nella  frase"  l'unica  verità  è amarsi"  e  come  l'approccio  del  convivialismo  che  ci ricorda  innanzitutto  la nostra  comune  naturalità  , il  nostro  essere  in un  rapporto  essenziale di  interdipendenza    con  la Natura . Le  esperienze   di speranza  di cui  è ricca  la  genuina  cooperazione  internazionale valorizzano  anche  la  comune  umanità  e la comune  socialità  di ogni  essere  umano,  riconoscendone  il bisogno  legittimo  di individualizzazione e di  opposizione  creatrice  . Ecco  allora  che  la cooperazione  internazionale  si  presenta  a tutti  noi  come  un grande  patrimonio  di  pratiche  di  speranza , al  cui  interno  possono  fiorire  visioni  di giustizia  sociale  , movimenti  di protesta  e  di  volontariato , religiosità  inclusive  , il  pensiero  critico  e le  arti  espressive  della  diversità  umana.

mercoledì 8 settembre 2021

8----settembre 2021


 Oggi  :  Natività  della  Beata  Vergine  Maria.

Alla  tua  nascita o Purissima ,  Gioacchino e Anna, figli  di Abramo e Sara , sono stati  liberai  dal  disonore  di una  vita  spirituale  apparentemente  sterile , divenendo la fonte di una  nuova  generazione  di uomini  e di  donne. O Immacolata  ,  Adamo  ed Eva  vedono  levarsi  l'alba  dell'affrancamento  dalla  corruzione  e dalla  morte  . Il   tuo popolo  , che  festeggia  questa  nascita , liberato  dal peso  del peccato  , grida  verso   di te;  colei che era sterile  ha  messo al mondo  la  madre  di Dio ,  nutrice  della  nostra   vita.  La  tua nascita  , o Madre  di Dio , ha  annunciato  la gioia  a tutto  l'universo , poiché  da te  si è  levato  il Sole  di giustizia , Cristo  nostro  Dio che , togliendo la  maledizione e annientando  la morte  , ci  ha donato  la vita eterna.

=  Questa  celebrazione , che  ricalca  sul  Cristo  le prerogative  della  Madre  , è stata  introdotta  dal Papa  Sergio 1°  (sec. 7°)  nel solco  della tradizione  orientale.

lunedì 6 settembre 2021

Divina Commedia Dante Alighieri "Inferno" Canto 1

 6--9--2021
    Nel  mezzo  del  cammin di nostra  vita
mi   ritrovai  per  una  selva  oscura,
ché  la  diritta  via  era  smarrita.
        Ahi  quanto  a dir  qual  era  è  cosa  dura
esta  selva  selvaggia  e aspra  e forte 
che  nel  pensier  rinova  la paura!
        Tant'è  amara  che poco  è  più morte;
ma  per  trattar  del bene  ch'i'  vi trovai,
dirò  de  l'altre  cose  ch'i'  v'ho  scorte.
        Io  non so  ben  ridire  com'i' v'intrai,
tant'era  pien  di  sonno  a quel  punto
che  la  verace  via  abbandonai.
        Ma  poi  ch'i'  al piè d'un  colle  giunto,
là  dove  terminava quella  valle
che  m'avea  di paura   il cor   compunto,
        guardai  in alto  e vidi  le sue  spalle
vestire  già  raggi  del  pianeta
che  mena  dritto  altrui  per ogni  calle.
        Allor  fu  la paura un poco  queta,
che  nel lago  del cor  m'era  durata
la notte  ch'i'  passai  con tanta  pieta.
        E come  quei  che  con lena   affannata ,
uscito  fuor  del  pelago a la riva,
si volge a l'acqua  perigliosa e guata ,
        così  l'animo  mio,  ch'ancor  fuggiva,
si volse  a retro  a  rimirar lo passo 
che  non lasciò  già  mai  persona viva.
        Poi  ch'èi  posato  un poco  il corpo lasso,
ripresi via  per  la piaggia diserta,
sì che  'l'  piè   fermo  sempre  era  'l più  basso.
        Ed  ecco  ,  quasi  al  cominciar  de  l'erta,
una lonza    leggiera  e  presta  molto,
che  dì  pel  macolato  era coverta;
        e  non mi  si  partia  dinanzi al volto,
anzi  'mpediva  tanto  il mio  cammino ,
ch'i'  fui  per  ritornar  più  volte   volto.
        Temp'era  dal  principio  del  mattino,
e  'l  sol  montava  'n sù con  quelle  stelle 
ch'eran  con  lui  quando  l'amor  divino 
        mosse  di prima  quelle  cose  belle;
si  ch'a bene  sperar  m'era  cagione 
di  quella  fiera  a la  gaetta  pelle
        l'ora  del tempo  e la  dolce  stagione ;
ma  non  sì  che  paura  non mi desse
la vista  che  m'apparve  d'un  leone .
        Questi  parea  che  contra  me  venisse
con  la  test'alta  e con  rabbiosa  fame,
sì che  parea  che  l'aere  ne  tremasse.
        Ed   una lupa  , che  di tutte  brame
sembra  carca  ne la  sua magrezza,
e molte genti  fé già  viver  grame,
        questa  mi porse  tanto  di gravezza
con  la paura  ch'uscia  di sua  vista,
ch'io  perdei  la speranza de  l'altezza.
        E  qual  è  quei  che  volentieri  acquista ,
e giunge  'l tempo  che   perder  lo face,
che  'n  tutt'i  suoi  pensier  piange  e s'attrista;
        tal  mi fece  la bestia  sanza  pace,
che,  venendomi  'ncontro  , a poco a poco
mi  ripigneva  là  dove  'l sol   tace.
        Mentre  ch'i'  rovinava in basso loco,
dinanzi  a li  occhi  mi  si fu  offerto
chi  per  lungo  silenzio parea   fioco.
        Quando  vidi  costui  nel  gran  diserto ,
"Miserere di me!, gridai  a lui,
"qual  che tu sii , od  ombra  od omo certo!".
        Rispuosemi  :" Non  omo, omo già fui,
e li  parenti  miei  furon  lombardi,
mantoani per  patria  ambedui.
        Nacqui  sub  Iulio,  ancor  che fossi  tardi,
e vissi  a  Roma  sotto  'l buono  Augusto
nel  tempo  de  li  dei  falsi  e bugiardi.
        Poeta  fui,  e cantai  di quel  giusto 
figliuol  d'Anchise  che  venne  di Troia ,
poi  che  'l  superbo  Iliòn fu combusto.
        Ma  tu perché  ritorni  a tanta noia?
perché  non sali il  dilettoso monte
ch'è   principio  e cagion  di tutta  gioia?".
        "Or  se'   tu  quel Virgilio  e quella  fonte 
che spandi  di parlar  sì  largo  fiume?".
rispuos'io  lui   con vergognosa  fronte.
           "O  de  li  altri  poeti  onore  e lume,
vagliami  'l lungo  studio e 'l grande  amore
che  m'ha  fatto  cercar lo tuo  volume.
        Tu  se' lo mio  maestro  e 'l mio  autore ,
tu  se' solo  colui  da cu'  io  tolsi 
lo bello  stilo  che  m'ha  fatto onore.
        Vedi  la bestia  per cu'  io mi volsi;
aiutami  da lei  , famoso saggio,
ch'ella  mi fa  tremar  le vene e i polsi ".
        "A  te  convien  tenere  altro viaggio",
rispuose  , poi  che  lagrimar  mi vide,
"se   vuo' campar  d'esto  loco  selvaggio;
        ché  questa  bestia,  per la qual  tu gride,
non  lascia  altrui passar  per  la  sua  via,
ma  tanto  lo 'mpedisce  che l'uccide;
        e  ha  natura  sì malvagia  e ria,
che   mai  non  empie  la   bramosa  voglia,
e dopo  'l   pasto  ha  più  fame  che  pria.
        Molti  son  lì  animali  a cui  s'ammoglia,
e  più  saranno  ancora  , infin  che  'l veltro
verrà  , che  la farà  morir  con doglia.
        Questi  non  ciberà  terra  né peltro,
ma sapienza  , amor  e  virtute,
e sua  nazion sarà  tra  feltro  e feltro.
        Di  quella  umile  Italia  fia  salute
per  cui  morì  la vergine  Cammilla,
Eurialo   e  Turno e Niso  di  ferute.
        Questi   la  caccerà per ogni  villa,
fin  che  l'avrà  rimessa  ne  lo  'nferno,
là  onde  'nvidia  prima  dipartilla.
        Ond'io  per  lo tuo  me'  penso e discerno
che  tu mi segui , e io  sarò  tua  guida,
e  trarrotti   di qui  per loco etterno,
        ove  udirai  le disperate  strida ,
vedrai li  antichi  spiriti dolenti,
ch'a  la seconda  morte  ciascun  grida;
        e vedrai  color  che  son  contenti
nel foco , perché  speran  di venire
quando  che  sia  a le  beate genti .
        A le quai poi  se tu  vorrai  salire ,
anima fia  a ciò  più  di me degna:
con lei  ti  lascerò  nel mio partire ;
        ché quello  imperador  che  là  sù  regna,
perch'i'   fu'  ribellante  a sua legge,
non  vuol che  'n sua  città  per me  si vegna.
        In  tutte  parti  impera  e quivi regge;
quivi  è la  sua città  e l'alto  seggio;
oh  felice colui  cu' ivi elegge!".
        E  io  a  lui:" Poeta  , io ti  richeggio
per  quello  Dio  che  tu  non conoscesti,
acciò  ch'io  questo  male  e peggio ,
        che  tu mi meni  là  dov'or  dicesti,
sì  ch'io  veggia  la porta di san Pietro
e  color  cui  tu  fai  cotanto  mesti".
        Allor  si mosse , e io  li  tenni  dietro 

sabato 4 settembre 2021

Poesie Emily Dickinson

4--9---2021 

726
Abbiamo  prima  sete--è  l'atto  di natura;
e dopo  , quando stiamo   per morire ,
chiediamo  supplichevoli  un  po' d'acqua
a  dita  che ci  passano   vicine.

Ed  è  figura  di un bisogno più alto,
la cui  risposta  adeguata 
sono  le grandi acque  occidentali
chiamate eternità.

giovedì 2 settembre 2021

I fratelli Karamazov Fedor Dostoevskij

2--9---2021
=Giovane, non  dimenticare  le preghiere . Ogni volta  nella  tua preghiera , se  essa  è sincera ,  balena  un nuovo  sentimento , e  in esso  c'è  anche  un  nuovo pensiero , che  in precedenza  tu non  conoscevi e  che  di nuovo  ti infonderà   coraggio  e  capirai  che  la preghiera ti educa  . Ricorda ancora  ogni  giorno , e quando  appena  potrai  , ripeti  tra te :"Signore , abbi  pietà  di tutti  quelli  che oggi  sono  comparsi dinnanzi a Te". Poiché a ogni  ora  e in  in qualsiasi  istante  migliaia  di uomini  abbandonano  la loro vita  su questa  terra , e  le loro  anime si   presentano  al cospetto del Signore ; e quanti  di loro  hanno   lasciato  la terra  in solitudine  , senza  che  nessuno  lo sapesse , nella  tristezza  e nell'angoscia  perché  nessuno  lì   avrebbe  rimpianti  e persino  avrebbe  saputo  se erano  vissuti o  meno.  Ed  ecco  che forse  , all'altro  capo  della terra  , salirà  al Signore per il suo  suffragio  proprio  la tua preghiera, anche  se tu  non lo conoscevi affatto,  né  lui  conosceva  te. Come   si  commuoverà la sua anima  , che  se  ne sta  in preda   al terrore  al cospetto del Signore , sentendo  in quell'istante  che anche  per lei c'è  qualcuno  che prega , che  sulla  terra   è rimasto  un essere  che  vuole bene  anche a lei.  E  anche  Dio  vi guarderà  con benevolenza , a tutti  e due , poiché se tu   hai  avuto tanta  pietà  di quell'uomo , quanta  più  ne avrà  Lui  , che  è  infinitamente  più misericordioso  e capace   d'amore di te. E lo perdonerà grazie a te.
Fratelli , non  temete  il  peccato  degli uomini , amate  l'uomo  anche  nel peccato , poiché questa  parvenza  di amore  divino è  il punto  più alto  dell'amore  sulla terra . Amate  tutto   ciò  che è stato  creato  da Dio , tanto  nel  suo  insieme  che  il singolo  granello  di sabbia  . Amate  ogni  fogliolina, ogni  raggio  del sole di Dio. Amate gli animali , amate  le piante ,  amate ogni  cosa . Amerai  ogni cosa , e  nelle  cose coglierai  il   mistero  di Dio. Lo  coglierai  una volta  , e già  comincerai  a   riconoscerlo senza posa , sempre  di più  , ogni  giorno.   E  alla fine   amerai  il mondo intero  di un amore  totale  , universale . Amate  gli animali ; a  loro Dio   ha dato  il principio del pensiero e  una placida  gioia. Non  turbatela , non  tormentateli , non  privateli  della  gioia  ,non  opponetevi  al pensiero di Dio. Uomo ,non  porti  al  di sopra degli animali  ;   sono senza  peccato, e tu , con  la tua  grandezza , corrompi  la terra  con  la tua  sola   apparizione , e  lasci  dietro  di te  la tua  traccia  di  corruzione , e  così  , ahimè  , fa  quasi  ciascuno di noi !  In  particolare  amate  i  bambini , poiché  anch'essi sono senza  peccato  , come  gli   angeli , e  vivono per  la nostra tenerezza, per  la purificazione dei nostri cuori  e per  noi  sono un monito.   Guai a chi  offende  un bimbo!-------------------A volte   sarai  perplesso , soprattutto vedendo  il peccato  degli uomini , e  ti chiederai :" Usare  la forza, o  ricorrere  all'umile amore?---------------------------------------
Fratelli , l'amore  è  un maestro  , ma  bisogna  saperlo  conquistare , poiché  esso  è   difficile  da conquistare , lo  si  compra  a  caro prezzo  , con  un   lungo  lavoro , e  dopo  lungo  tempo  , poiché  non bisogna   amare  solo  per un  momento casuale , ma  per tutto il tempo . Perché  in modo  casuale  chiunque  è in grado  di amare  , e anche  il malvagio lo può fare.----------------------
Amici miei, chiedete  a  Dio  la gaiezza . Siate  gai come  i  bambini , come  gli uccellini del cielo. E non  vi turbi  il  peccato  degli uomini nel vostro agire ,non    abbiate  paura  che  rovini  l'opera  vostra,  e  non  le permetta  di realizzarsi ,non  dite:" Forte  è il peccato , forte  è l'empietà , forte  il cattivo  ambiente , e  noi  siamo  soli   e  impotenti , il  cattivo ambiente  ci  rovinerà e non  ci  permetterà  di realizzare l'opera buona.  Rifuggite  l' avvilimento  , figli miei! C'è solo  un   mezzo per  salvarsi : prendi su di te tutti i peccati  umani e  renditene  responsabili . Amico,  è davvero  così , poiché  appena  ti  renderai  responsabile  per tutto  e per tutti  , sinceramente , allora subito  vedrai  che  così  è in  affetti  e che  tu  sei  davvero  colpevole per tutti  e per tutto.  E  con lo scaricare  invece  la propria  pigrizia  e la  propria  impotenza sugli  uomini si finisce  con  l'unirsi  all'orgoglio satanico, e  a  mormorare contro Dio.------------------------------------------------------------------------------------------------
Molto  sulla terra  ci è  celato , ma  in cambio ci è  donata la misteriosa e  arcana  sensazione del nostro  legame   vivo con  un  altro  mondo, con  il mondo  celeste e superiore , e  le radici  dei  nostri  pensieri  e sentimenti  non  sono  quaggiù , ma  in  quell'altro mondo. Ecco perché  i  filosofi dicono  che l'essenza delle cose  non può  essere  concepita sulla  terra . Dio  ha preso  i semi  da altri  mondi , e  ha  seminato questa  terra , e  ha  coltivato  il suo  giardino  , ed è  spuntato  tutto  quel   che poteva  spuntare  , ma  ciò  che è  stato  coltivato vive ed è  vivo  solo  grazie  al sentimento  di intimo  contatto  con mondi  misteriosi , se  in te  questo  sentimento  si  indebolisce o   s'annulla  , allora  morirà anche  quel  che  in te è stato  coltivato . Allora  diventerai  indifferente  alla  vita  e arriverai persino  a  odiarla.

mercoledì 1 settembre 2021

Simbolismo Gustav Klimt (1862--1918)

 1--9---2021
="è  un tempio  la natura  ove  viventi  Pilastri a volte  confuse  parole  Mandano fuori; la attraversa  l'uomo   Tra  foreste  di simboli dagli  occhi Familiari.  I  profumi e i colori e i suoni si rispondono come echi..."
Si rifanno  a questi celebri versi di  Corrispondenze (I fiori del male 4) di Charles   Baudelaire  gli  artisti  e gli scrittori  simbolisti che  si ribellano a quanto  di superficiale  e di frammentario  c'era  nel  realismo , in nome di  una  esigenza  di unità  integrale.  Essi  rifiutano  i limiti  della natura , credono al  valore  universale  della  emozione soggettiva e in  "ciò  che  sta  al di là delle  cose".
"Sul  piano  dell'espressione  ... rifiutare  i limiti della  natura  significa   rifiutare  la retorica  e il  realismo ed  eccitare i valori della  grafia ,la continuità  e la  nitidezza  del  disegno ,la  puntigliosa  ricerca  di sensazioni materiche  raffinate e preziose, di pimentazioni inedite ; significa infine  sollecitare al limite dello  impossibile  l'apparizione  dell'insolito!.( Carluccio).

=Klimt   guardò  nello stesso  tempo  alla pittura  giapponese e  ai mosaici  bizantini.
Nella  pittura  di Klimt, " le  figure  esistono  in una  sfera   astratta  nella  quale sembrano  muoversi  liberamente , in  un erotismo tragico , a volte  voluttuoso."