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lunedì 8 febbraio 2021

"L'io di uno, l'io di noi due" di : Emanuele D'Aniello

8---2--2021
---L'intimità, può  richiedere di  superare alcune  paure  ataviche  quali  il panico eccessivo  di una  fusione-confusione , la  paura  di  scoprire troppo  o di  cadere  in balia  di questa  droga  affettiva. Al  contrario  un'intimità matura  ha  come  base  una  forte  autonomia  personale . Entrare   nell'intimità  significa  mettersi  nella  pelle  dell'altro  senza  smarrire  il senso  della  propria  identità. Vuole  dire  ricevere  l'altro  nel  proprio  campo  intimo senza  sentirsi  occupati  o contaminati. -------------------------------------L'intimità  ha bisogno  che  le persone  mettano  in comune  un"  area  intermedia",  composta  dall'ascolto  ,  vicendevole  ed  autentico  di  risonanza  intima  , conoscendo  in parte  la  scienza  dell'altro e inoltre  nei diversi lavori poter  vedere  i valori che si manifestano.........

sabato 6 febbraio 2021

LA SCHOAH : SEMPLICEMENTE , LA PUNTA DI UN ECEBERG

 6--2--2021
Razzismo,  Antisemitismo, Maschilismo,   Xenofobia,  Omofobia, sono  espressioni , che  indicano , lo stesso  malessere , che  poi  si traduce in un  male terribile.
I  cambiamenti, epocali ,  nella storia  umana , comportano inevitabilmente  . la formazione  di,  scarti  umani.
Emarginati,  cioè  , persone che non riescono ad integrarsi nella  società , l'ignoranza , è  la base comune  di tutti i mali dell'umanità ,la quale può giungere  al fanatismo. Che  non è  solo di stampo   religioso  , può  essere intriso di  ideologie , come  ad esempio  , il  nazismo , e  non solo , perché il male  non ha un solo  colore.
Dalla  1°  guerra  mondiale, fino  alla fine  della seconda guerra mondiale , si assiste  all'avanzata  di una  immensa  ombra nera , fatta  di orrore , nella quale  è presente  non solo l'antisemitismo.  Una negazione  della dignità umana , che si esprime con  un  odio, che porta  alla sistematica  soppressione  , di uomini , donne  e bambini. Un  odio, un fanatismo, ideologico, che   va  da Auschwitz, alle  fobie, passando  per le fosse Ardeatine. Ma  bisogna , aggiungere , che  negli  ultimi anni del secolo scorso , lo stesso sistematico odio , ha portato  allo sterminio  di uomini, donne e bambini:  nell'ex Iugoslavia, nell'America Latina, ma dobbiamo  includere, nella  storia umana  degli orrori  , i  più recenti  in Medio Oriente.
Il cambiamento  epocale , che  viviamo, avviene  con una velocità , inimmaginabile , nel  contesto del nostro ricco  e pacifico  mondo, creando  una  considerevole folla  di scarti sociali.  Se una  parte della società , ha iniziato  il nuovo  percorso(giovani dei ceti  sociali ambienti);  una fetta  considerevole  , rimane emarginata , perché  svantaggiata  per mancanza  dei mezzi  necessari, per  potersi inserire nel contesto  della società. Emarginazione , che  certo  non può  essere risolta , con  pseudoassistenza.
Rabbia , odio , sono , sentimenti , che  accrescono le frustrazioni  e che  portano ad  una  violenza  non  solo  verbale , e molte  volte , come  abbiamo visto , non controllabile.
Non ci si può fermare alla condanna, di comportamenti sociali, che oso definire  patologici, ma con l'aiuto  delle discipline scientifiche , che li studiano, trovare la  via, per curare , prevenire , orrori , come   è accaduto nel passato.
Il mio primo incontro  , con la  shoah, avvenne  con la lettura di: "  Diario di Anna Frank"  da ragazzina, 12--13  anni,  molte cose sono però non comprensibili a  quella età.  Da  adulta,  condanno  tutte le  forme di violenza , ed  affermo con  profonda convinzione , che un vero cristiano non può essere antisemita,  e non può odiare l'umanità.

giovedì 4 febbraio 2021

"Libertà per gli uomini e le merci entro la Comunità economica europea" Da( una conferenza del prof. Giuseppe Petrilli, Commissario della Comunità economica europea, il 6 giugno 1959)

4--2--2021

Qual' è  il compito  della Comunità?  Il  passaggio  graduale  a  una  nuova  dimensione. Ho  detto  graduale;  infatti  il trattato  impone  che il  periodo  transitorio  sia  di dodici anni ,  diviso  in  tre  tappe  di  quattro  anni  ciascuna,  e che  in caso  eccezionale   il    Consiglio  dei  ministri   deliberando  all'unanimità  alla  fine  di  ciascuna  tappa  , possa  prolungarlo di un anno,  prevedendo  un  massimo  di quindici  anni per  la  instaurazione perfetta del  mercato  comune.  Dodici  o quindici  anni  sono  molti  evidentemente, per  realizzare  la piena  unione  doganale e giungere  gradualmente  , senza   scosse  , alla  fase  finale . C' è anzitutto  l'abolizione  delle  tariffe interne  doganali  fra  i sei  stati  della  Comunità . Il   1°  gennaio  di quest'anno è  infatti  scattata  la  molla  che  sta  per  abbassare  il primo  diaframma , cioè  vi è  stata  una   riduzione  dl  10% dei dazi  doganali , non  solo   senza  inconvenienti , ma  con  un  aumento  notevole  del  commercio  fra  i sei  paesi. è  molto  interessante  a questo  proposito  tener  presente un altro  dato: attualmente  il  commercio  mondiale  dei sei  paesi  della Comunità  rappresenta il  21,8%  di tutto  il commercio del mondo;   quindi  la  Comunità  rappresenta  la seconda  potenza  commerciale  del mondo  dopo gli Stati  Uniti .  Vi  sarà   poi  l'abolizione    di    ogni  restrizione  quantitativa e,  ciò  che  più  conta,  nel  momento  finale , cioè  nel momento  in cui  gli Stati  avranno  abolito  fra  loro  restrizioni  agli scambi  e le tariffe  doganali, avranno  altresì creata  una  tariffa  esterna comune,   nel  suo  interno  , ma  sarà  ugualmente  difesa  verso  l'esterno da una  tariffa comune.
......Sorgono  poi  alcun  problemi  di fondo  , per  esempio il  problema  della  libera  circolazione  degli  uomini , che  è il  problema  particolarmente  interessante per gli italiani. Il   trattato  dice  che  alla fine del  periodo  transitorio il cittadino  europeo  potrà  liberamente  spostarsi nei  sei paesi della Comunità , senza   passaporti , visti né  permessi  di soggiorno  , per  rispondere  ad  offerte di lavoro liberamente .
Occorre  quindi  prima  di tutto  una  sana  politica  economica  che  crei  i  posti  di lavoro ed  in  secondo  luogo si devono  preparare   gli uomini per  i  nuovi  posti  di lavoro  , perché  purtroppo in Italia  la mano  d' opera  attuale  non è  preparata  ad  occupare  i  posti  che  la Comunità  le  offrirà  certamente .  Ci  saranno  certamente  dei posti: ho parlato  circa  due  mesi  fa  con  il  ministro   del lavoro  tedesco  , il quale  mi ha  detto  che  ha  un'estrema   preoccupazione  per  quello che  avverrà  in Germania  fra  tre   anni,  fra tre anni compiremo  vent'anni dal  periodo della guerra  e quindi  vi sono  i non  nati  di vent'anni  fa,  un vuoto  di tre  milioni  di persone , in Germania , in  un'espansione  economica  che  richiede   continuamente  mano d' opera . Mi  è stato  domandato  molto  semplicemente: è  l'Italia  in condizioni  di mandarci ,  non  sterratori  , ma  operai  qualificati?  Ecco perché  tutto  lo sforzo  del nostro  Paese  deve essere  di preparare  gli uomini  ad  occupare  posti  sempre  più  difficili  perché  le tecnologie  avanzano.
.....Ora  , noi  dovremo  assolutamente  mutare  indirizzo ,  praticando  non  la politica  del  cantiere,  ma la politica  della   preparazione  seria  degli uomini .  Non  si  deve  più  parlare  di emigranti  nell'ambito  della Comunità;  l'emigrante  era  un povero  disoccupato  affamato  , il  quale  era  disposto  a  recarsi  ovunque , in  evidente  condizione  d'inferiorità  rispetto  ai  compagni  della  zona  che  lo riceveva . Si  spiegava  la resistenza  alla  emigrazione degli  stessi  sindacati degli altri paesi, perché  arrivava questa  mano  d'opera  squalificata , pronta  a vendersi al primo  offerente , che  naturalmente  falsava  le condizioni  del  mercato di  lavoro . Viceversa il cittadino  europeo  potrà  liberamente  spostarsi  nell'ambito  della Comunità  per  rispondere  all'offerta  di lavoro  in piena  e riconosciuta  parità  di diritti  e  d'impegni ,  come  lavoratore  europeo . Il  trattato  prevede che  per  preparare  questi  spostamenti  noi  possiamo  favorire  lo  scambio  dei  giovani  lavoratori  fra  imprese dei  diversi  paesi  per  prepararli  rispetto  alla  lingua  , alle tradizioni , ai costumi.

=  molta storia  è  trascorsa  , dal tempo di questo  discorso;   l'Europa   ha fatto passi da gigante, molto c'è  ancora da fare  per poter  dire unità europea. L'Italia, oggi più che ieri è fondamentale, che la scuola, l'università  abbia un  potenziamento non solo di risorse , ma anche di serietà. Oggi  , più di ieri esiste un  possibile  confronto fra i laureati europei. Ma  il pericolo è sempre dietro l'angolo, si tratta della dispersione scolastica, oggi non è possibile , l'analfabeta  ed ignoranza. Dispersione che vuol dire, emarginazione, e quindi formazione di scarti. Gli scarti sono pericolosi, perché l'emarginazione crea frustrazioni, e violenza. Nel meridione la dispersione scolastica vuol dire criminalità  organizzata.
Non è con il reddito di cittadinanza che  si combatte  la presenza di una cospicua  frangia di popolazione che costituisce quello che  una volta si chiamava sottoproletariato.
I vecchi emigranti italiani dispersi nel mondo, si erano poveri , ignoranti, ma  avevano un'esperienza  secolare come contadini,  operai, artigiani, ed hanno fatto per  questo la ricchezza di molti paesi dove sono andati. In fondo oggi possiamo dire che la ricchezza di certi paesi oltre l'Atlantico si sono costruite sulle spalle degli italiani.  Non è possibile fare il paragone con la spazzatura che viene dall'Africa.

mercoledì 3 febbraio 2021

"LETTERE SULL' EDUCAZIONE ESTETICA DELL'UOMO" Friedrich Schiller LETTERA SESTA (quarta parte)

 3---2----2021
=Per   sviluppare  le  molteplici  disposizioni  naturali  dell'uomo non  vi era altro  mezzo  che  contrapporle  le  una  alle  altre. Questo  antagonismo  di forze  è  il grande  strumento  della  cultura , ma  è anche  solo  uno  strumento;  perché  fin  quando   questo  dura , si  è solo  sulla  via  verso  di quella. Per  il solo  fatto  che  nell'uomo  le  singole  forze  si  isolano  e  pretendono  di dare  una  legislazione esclusiva  , esse  entrano  in conflitto con  la verità  delle  cose e costringono  il senso  comune, che  altrimenti   riposa  con  un' indolenza senza  pretese sull'apparenza del fenomeno , a  penetrare  nella  profondità  degli  oggetti . Finché  l'intelletto  puro  usurpa  un'autorità  nel  mondo  sensibile , e quello  empirico  cerca  di  sottomettere  il primo alle  condizioni  dell'esperienza  , ambedue  le  facoltà  raggiungono  il loro  maggior  sviluppo  possibile  ed  esauriscono  l'intera  estensione  della  loro sfera . Mentre  da una  parte l'immaginazione  osa  sconvolgere  col  suo  arbitrio  l'ordine  del  mondo,  costringe   dall'altra  la  ragione  a salire  alle  supreme  sorgenti  della  conoscenza  e a  chiamare  in  aiuto  contro  di lei la  legge  della necessità.
L' unilateralità  nell'esercizio delle  facoltà  conduce  perciò inevitabilmente  l'individuo  all'errore , ma  la specie alla  verità. Solo  col fatto  che  noi  raccogliamo  tutta  l'energia dal    nostro  spirito  in  un  punto  cruciale e  concentriamo tutto  il   nostro  essere  in un'unica  forza  , diamo  ali, per  così  dire  , a questa  forza singola e la  conduciamo  artificialmente  molto  oltre i confini  che  la natura  sembra  averle  posti . Come  è  certo  che  tutti  gli uomini  presi  collettivamente  non  avrebbero  mai  potuto  , con  la forza  visiva  avuta  dalla natura  ,  scorgere  un satellite   di Giove ,che  il telescopio  scopre  all'astronomo , così  è  altrettanto  sicuro  che  la forza  del pensiero  umano  non  avrebbe  mai  prodotto  un'analisi   dell'infinito  o  una critica  della  ragion  pura , se  nei  singoli individui  a ciò  chiamati  la ragione  non  si  fosse  isolata , svincolata  da ogni  materia  , e  mediante  la più  intensa   astrazione  non  avesse  armato  il loro  sguardo  per  penetrare  nell'assoluto. Ma  può  un tale  spirito  , scomposto  per  così  dire  in  pura  ragione e  in  pura  intuizione , essere  capace  di  abbandonare le rigide catene   della logica  per  il  libero  slancio  della  facoltà poetica e di  afferrare   con  senso  fedele e casto  l'individualità  delle  cose? Qui  la natura  pone  anche  al genio  universale  un  limite  che  esso  non  può  superare  , e  la verità  farà  martiri finché  la filosofia  dovrà avere  per  suo  compito  principale  la lotta  contro  l'errore.
Per  quanto  dunque questo   separato  perfezionamento  delle  facoltà  umane  possa  essere vantaggioso  alla  totalità  del  mondo  , non  si può  negare  che  gli  individui  che  vi sono  soggetti soffrono   della  maledizione  di questo  scopo  mondiale.  Mediante  esercizi  ginnastici  si formano  si  corpi  atletici  , ma  solo  col  libero  e  armonico  gioco  delle  membra  si  ha  la  bellezza . Allo  stesso  modo  la  forte  tensione  di singole  facoltà  spirituali  può  si produrre  uomini straordinari  , ma  solo  l'armonica  temperanza  di tutto  può  dare  uomini  felici e  perfetti . E  in   quale  rapporto  saremmo noi  dunque  con  le  età  passate  e future , se  il  perfezionamento  della  natura  umana rendesse necessario  un  tale  sacrificio?  Saremmo  stati  i servi  dell'umanità;  avremmo  compiuto  per  essa  durante  alcuni  millenni un lavoro  da  schiavi  e impresso   nella  nostra  natura  mutilata  le  tracce  vergognose  di questa  servitù, affinché  le generazioni  future  potessero  attendere  in un  ozio  beato  alla loro  salute  morale e sviluppare  liberamente tutta  la loro  umanità.
Ma  l'uomo  può  essere  destinato  a trascurare  se stesso per  uno  scopo  qualsiasi? Avrebbe  potuto  la natura privarci  per i suoi  fini  di una  perfezione  che  la ragione  ci  prescrive  con  i fini  propri? Dev'essere   dunque  falso  che  il  perfezionamento  delle singole  facoltà  rende necessario  il sacrificio  della  loro totalità;  oppure  , se  anche  la legge  della  natura  tendesse  a questo  , dev'essere  possibile  a noi  di  ristabilire nella  nostra  natura  ,  per mezzo  di  un'arte  più  alta,  questa  totalità  che  l'arte  ha  distrutto.

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Secondo  Kant  le disposizioni  naturali  devono  raggiungere  un  completo  sviluppo  solo  a livello della  specie  , non   nell'individuo . Schiller   cerca  una giustificazione  storica  di questa  lacerazione  dell'uomo , ma non  rileva  abbastanza le condizioni   materiali  in cui  si è  realizzata . Ispirandosi  ad  Humboldt   tratteggia  tre  successivi  atteggiamenti  storici  :  in  un   primo periodo  (Greci)  l'oggetto  è  totale   ma confuso  di fronte  al soggetto umano;  in un secondo periodo (tempo presente)  la conoscenza  è più  precisa  , ma  molto  limitata  , prescinde  dal  tutto, il terzo  periodo  si  riferisce  ad  un ipotetico  futuro  ;  sarà  ricomposta  la totalità , e  si  conosceranno  chiaramente  le  varie  parti. 
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Anche  se la  natura  tendesse ad  eliminare  la  totalità  in  un  certo  periodo  , l'uomo  deve  essere  capace  di ristabilirla.  Si  sviluppa  così  una  prospettiva  storica  dialettica  in cui  l'uomo  si realizza  sviluppando  le   sue  scelte , imponendo  la sua  intelligenza , controllando  la natura . Egli  è sempre  individualmente  e socialmente  responsabile  . In  questa  dimensione  storica  la società  si  realizza  come  una  totalità  in cui  ogni  individualità  è pienamente  sviluppata . Schiller  condanna  il sacrificio  dell'individuo  per  un ipotetico  vantaggio  della specie,  non  esiste  la   società  al di  fuori  di ogni  individuo  . Non  si tratta di un  nuovo  individualismo , ma  di un  riconoscimento  dell'equivalenza fra  reale  sviluppo  individuale  e  realizzazione sociale.

lunedì 1 febbraio 2021

SEMPLICEMENTE UNA RIFLESSIONE di: Silvestro Bejan

 1---2--2021

=Luigi  Pirandello:
"Non   possiamo  comprendere  la vita se  in  qualche  modo  non  ci  spieghiamo  la morte ...il  lume deve  venirci  dalla morte."
Le  storie    d'incontri  ci  ricordano  sempre  che  i  tesori  che  raccogliamo  nella  vita  non stanno  nel nostro  cuore  ma  nel  cuore  degli altri ! il più vero ricordo  e  il più  bello  è  vivere  amando  , e sentirsi  amati.
Distinguere  non  significa  separare  o  escludere   ma percorrere  una  prova  di riconoscimento  del diverso , del  peculiare  , del  prossimo......................
Apprezzare  il diverso  , significa  arricchirsi  nel  contatto  con  lui e nello  stesso  tempo  scoprirsi  somigliante.

Eugenio Montale " MEDITERRANEO"

1--2--2021

Antico,  sono  ubriacato  dalla  voce
ch'esce  dalle  tue   bocche  quando  si schiudono
come  verdi  campane  e si  ributtano 
indietro  e si  disciolgono.
La  casa  delle  mie  estati  lontane,
t'era  accanto  , lo sai,
là  nel paese  dove  il sole  cuoce
e  annuvolano  l'aria  le zanzare.
Come allora  oggi  in  tua   presenza  impietro,
mare,  ma non  più  degno
mi  credo  del  solenne  ammonimento
del  tuo  respiro . Tu  m'hai  detto  primo
che  il  piccino  fermento
del mio  cuore  non era  che  un  momento
del tuo;  che  mi era  in fondo
la   tua  legge  rischiosa; esser  vasto  e diverso
e insieme  fisso;
e   svuotarmi  così  d'ogni  lordura
come  tu fai  che  sbatti  sulle  sponde
tra  sugheri  alghe  asterie
le  inutili  macerie  del tuo abisso.

"IL DISACCORDO SUI VALORI" di: Emanuele D'Aniello

1---2---2021

L'amore   può  durare  tutta  la vita  purché  si  accetti  che   possa  attraversare  momenti  di conflitto,  stanchezza, allontanamento, ritorni.
I  conflitti  sui  valori  indeboliscono l'unità  quando  essi  non  sono  condivisi  dalla  coppia  , quando  è  diminuita  la  reciprocità , l'intimità ,  valori  essenziali   per  il bene  comune . La  situazione  si  aggrava  quando  un  valore  di uno  è  schernito  dall'altro o uno  dei due  rimane  indifferente.
Qualsiasi  valore  che l'altro   vive  non ha  diritto  di essere  svalutato . I  conflitti sulla  attuazione  sono  provvidenziali.  Aiutano   la crescita , sviluppano  una  sana  tensione  verso  il  rinnovamento.
I conflitti  interni  sono  nocivi. Essi  rappresentano  le difficoltà  delle  persone nel rapporto  tra loro . Nella  coppia  vi  può  essere  la  competizione tra  le  persone  per cui  una  vince  e l'altro  perde; oppure  chi si allontana  per  far  pesare  la sua assenza  affermando  la propria  superiorità  ecc.  Purtroppo  in  queste  dinamiche  non è  la persona  sola  a perderci ma  soprattutto  il "NOI"  a   rimetterci  .    I  conflitti   con l'esterno  sono  positivi  in quanto  favoriscono  la  pluralità  e rafforzano  le  convenzioni  personali......