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giovedì 3 luglio 2025

Ippolito Nievo = Le confessioni d'un Italiano

3--7--2025

=O Venezia  , o madre  antica  di sapienza  e di libertà !  ben   lo spirito  tuo  era  allora  più   sparuto e più  nebbioso  dell'aspetto !  Egli  svaniva  oggimai  in quella  cieca  oscurità  del   passato  che distrugge  perfino  le orme  della vita  ; restano   le   memorie , ma  altro  non  sono  che  fantasmi  ;  resta   la speranza  , il lungo  sogno  dei  dormienti .  T'aveva  io  amato   moribonda e decrepita ?  ...Non so , non  voglio  dirlo .-Ma   quando  ti vidi  ravvolta  nel  sudario  del sepolcro  , quando  ti   ammirai  bella  e maestosa  fra  le braccia   della morte , quando  sentii  freddo  il  tuo  cuore  e spento  sulle  labbra  l'ultimo  alito  ,  allora una tempesta  di dolore  di dispiacere  di rimorso   mi   sollevò  le profonde passioni  dell'anima ! ....Allora  provai  la   rabbia  del  proscritto  , la  desolazione  dell'orfano,  il  tormento   del  parricida ! ....Parricidio , parricidio!   gridano  ancora  gli   echi  luttuosi  del Palazzo Ducale . Potevate  lasciarsi   addormentare  in pace  la vostra  madre  che moriva , sulle   bandiere  di Lepanto  e della  Morea : invece la  strappaste   con   nefanda  audacia  da quel  letto  venerabile  , la  metteste  a  giacere   sul  lastrico  , le  danzaste  intorno  ubbriachi  e  codardi  , e  porgeste   ai  suoi  nemici  il  laccio  per soffocarla !...V'hanno  certi  momenti   supremi  nella vita  dei popoli  che  gli  inetti  son    traditori  , quando  si  arrogano  i diritti  del  valore   e della   sapienza . Eravate  impotenti  a salvarla?  Perché  non  lo avete   confessato   alla  faccia del mondo ?  Perché  vi siete  mescolati  coi  suoi   carnefici  ?  Perché  alcuni  tra  voi  dopo  avere  inorridito  del   nefando  mercato  stesero  la mano  alle  elemosine dei   compratori?   -Pesaro  fu solo  nella virtù  ; ma  primo e  più  vile  di tutti   nell'umiliarsi  , ebbe  molti  ebbe troppi  imitatori. Ora  io  non   accuso  ma   vendico,   non  insulto  ma confesso  . Confesso  quello  che  avrei  dovuto  fare   e non feci  , quello  che  poteva   e non  volli  vedere  ;   quello  che  commisi  per  avventatezza  e  deplorerò   sempre  come  un vile  delitto  . Il  Direttorio  e Buonaparte   ci tradirono  , è  vero ; ma   a quel  modo  si  lasciano  tradire  solamente  i codardi  . Buonaparte   usò  con  Venezia   come   coll'amica  che intende   l'amore  per  servitù  e bacia  la mano   di chi  la  percote . La   trascurò   in principio , la  oltraggiò  poi , godette  in seguito  d'ingannarla , di  sbeffeggiarla , da  ultimo   se la pose  sotto i piedi  , la calpestò  come  un baldracca , e   le disse  schernendola  --Vatti  , cerca  un altro padrone!---

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