Cerca nel blog

mercoledì 9 luglio 2025

Ippolito Nievo= Le confessioni d'un Italiano

9--7--2025
=Quel popolo  di Napoli  , che  armato  in campo  erasi   sperperato  dinanzi  ad un  pugno  di Francesi  per  la  complicatissima   ignoranza  del barone   Mack, quel  popolo  stesso   abbandonato  dal Re  , dalla  Regina  e da  Acton , rovina  del Regno , venduto  dal vice-re Pignatelli  ad un  armistizio   vile   e   precipitoso , senz'armi   e senz'ordine  in una  città   vastissima  e   aperta  d'ogni lato , si difese  due  giorni  contro  la cresciuta baldanza   dei vincitori . Si  ritrasse  nelle sue  tane  vinto  ma  non   scoraggiato; e Championnet , entrando   trionfalmente  il   ventidue   gennaio  millesettecentonovantanove , sentì sotto  i piedi   il suolo  vulcanico  che  rimbombava . Sorse  un nuova  Repubblica  Partenopea , insigne  per  una singolare  onestà  fortezza  e  sapienza  dei capi , compassionevole  per l'anarchia , per   le passioni  spietate  e perverse  che la  dilaniarono , sventurata  e mirabile per la tragica  fine. 
Non  erasi  ancora  stabilito  a dovere  il nuovo  governo  che il  Cardinal   Ruffo  colle  sue  bande  sbarcava  di Sicilia  nelle   Calabrie  e poneva   in grave pericolo  l'autorità   repubblicana  in  quell'estremo  lembo  d'Italia . Alcune  terre  lo accoglievano come liberatore , altre  lo  ributtavano  come  assassino , e   fortunatamente  si difendevano  , o  venivano  prese , arse ,  smantellate .  Masnade  di briganti   capitanate da   Mammone ,  da  Scarpa , da  Fra  Diavolo  secondavano  le mosse  del  Cardinale.  Sette  emigrati  corsi , spacciando uno di loro  per  principe ereditario  , avevan  bastato per levar  a romore  buona  parte degli Abruzzi ; ma i  francesi  si  opponevano   gagliardamente , e ne  impiccavano  taluni  con  esempio  solenne  di   giustizia  . Non  era  quella  una   guerra  tra  uomini  , ma  uno   sbranarsi  tra  fiere . Si  attendeva  in Napoli  a rafforzare   il governo , ad  instillare  nel popolo   sentimenti   repubblicani , a fargli   insegnare  un vangelo   democratico  tradotto  in dialetto   da un  cappuccino  , a dargli  ad intendere  che San Gennaro   era  diventato  democratico . Ma  da lontano   strepitavano  le armi  russe  di  Suwarow  e le austriache   di  Kray accennando   all' Italia; la flotta di Nelson , vincitrice  di Abouckir, e  le flotte   russe e ottomane  , padrone  delle isole   Jonie , correvano l'Adriatico  ed il Mediterraneo . Bonaparte  , il  beniamino   della   vittoria  , si  divertiva   a trinciarla  da  profeta   col  Beduini  e  coi   Mamalucchi ; con  lui  la fortuna avea   disertato  le  bandiere   francesi  , e  il solo  valore   le  difendeva  ancora  sulle  terre   straniere ov'egli , fulmineo  vincitore  , le  aveva  piantate . Dopo alcuni mesi  si  avverò quanto  si temeva: Macdonald  succeduto   a Championnet  fu  richiamato  nell'alta Italia  contro  gli   Austro-Russi  che  l'avevano  invasa  ; lasciata qualche  piccola guarnigione  nel Castello  Sant'elmo , a  Capua  , a Gaeta , egli   dovette  aprirsi  il passo  coll'armi  alla mano  , tanto   la ribellione   imbaldanziva  oggimai anche  sui confini  dello stato romano.

=l'unità d'Italia non è stata una passeggiata, e molti anni sono stati vissuti fra rivolte , guerre , fino al momento storico dell'unità, questo deve oggi farci comprendere , come la democrazia, e la libertà , ha sempre bisogno di vigilanza , e di difesa , morale , culturale, educativa.
Napoli, ha sempre nei momenti più tragici della nostra storia, dato esempio di coraggio ,anche se oggi un luogo comune . c'è la fa apparire , poco lodevole, ma bisogna comprendere la complessità e quindi la difficoltà della sua amministrazione.

Nessun commento:

Posta un commento