10--3--2020
La guerra è dichiarata
" Edizione della sera! Della sera! Della sera!
Italia! Germania! Austria".
E sulla piazza , lugubremente listata di nero,
si effuse un rigagnolo di sangue purpureo!
Un caffé infranse il proprio muso a sangue,
imporporato da un grido ferino:
"Il veleno del sangue nei giuochi del Reno!
I tuoni degli obici sul marmo di Roma!".
Dal cielo lacerato contro gli aculei delle baionette
gocciolavano lacrime di stelle come farina in uno staccio,
e la pietà, schiacciata dalle suole, strillava:
"Ah, lasciatemi, lasciatemi, lasciatemi!".
I generali di bronzo sullo zoccolo a faccette
supplicavano:"Sferrateci , e noi andremo !".
Scalpitavano i baci della cavalleria che prendeva commiato,
e i fanti desideravano la vittoria--assassina.
Alla città accatastata giunse mostruosa nel sogno
la voce di basso del cannone sghignazzante,
mentre da occidente cadeva rossa neve
in brandelli succosi di carne umana.
La piazza si gonfiava , una compagnia dopo l'altra,
sulla sua fronte stizzita si gonfiavano le vene.
"Aspettate , noi asciugheremo le sciabole
sulla seta delle cocottes nei viali di Vienna!".
Gli strilloni si sgolavano :" Edizione della sera!
Italia! Germania! Austria!"
E dalla notte, lugubremente listata di nero,
scorreva , scorreva un rigagnolo di sangue purpureo.
Cerca nel blog
martedì 10 marzo 2020
LA DANZA DEL VERSO POETICO IN MUSICA E DELLA MUSICA NEL VERSO POETICO di Heike Otterson (pedagogista)
10--3--2020
Poesia formativa: mentre rifletto su questo termine, provo una grande gioia.
Si tratta per il poeta di preparare le condizioni affinché "la pratica-della-poesia" si faccia in piena consapevolezza . In verità noi non sappiamo più cantare "poetando" e la poesia non risulta più essere parte integrante della vita quotidiana di ciascuno.
Il linguaggio delle emozioni profonde è assopito a tal punto che quando domando ai partecipanti dei miei seminari di scrivere solo ciò che è conforme alla loro natura più autentica, essi mi guardano disorientati. Ma quando vedo le persone manifestare più tranquillamente se stessi, accettare di far danzare la penna sul foglio bianco senza panico o censure, di restare nudi davanti alla verità che affiora , allora penso che la poesia sia un momento sacro di concentrazione interiore una meditazione semplice che permette ad ognuno di sentire l'unità dentro e con le persone intorno a sé.
Il ruolo di "ascolto" del poeta che lavora in funzione di una "scrittura formativa" è fondamentale ; permette di trovare ogni volta un nuovo linguaggio che passa anche attraverso il teatro , la musica , la danza, la pittura, la meditazione, ma soprattutto è comunicazione, "pedagogica" da cuore-a-cuore".
Il cambiamento che si avvera nelle persone coinvolte in questo "poetare a ritmo di cuore" si può definire "stato di nuova consapevolezza".
In quest'ottica, la sensibilità dell'artista -formatore consiste nell'essere disponibile in ogni momento a parlare un linguaggio diverso , affinché ci sia "creazione" tanto per il formatore che per l'allievo. In tal senso, la "poesia formativa"secondo la prospettiva taoistica si rivolge soprattutto a una persona il cui obiettivo non è il risultato tecnico-estetico-letterario, bensì l'espressione del suo essere "umano" in quell'istante.
La "poesia formativa" pertanto diventa ponte per creare equilibrio ed armonia:
-- un ponte tra corpo e mente
--un ponte tra arte e formazione
-- un ponte tra maestro e allievo
---un ponte tra chi scrive e chi legge
---un ponte tra contemplazione ed educazione
Nell'umile consapevolezza che non c'è nulla da formare, nessuno che forma:, poiché compito della poesia è la poesia ed essa è un percorso che si fa insieme con la nascita di un linguaggio comune ad entrambi.
Poesia formativa: mentre rifletto su questo termine, provo una grande gioia.
Si tratta per il poeta di preparare le condizioni affinché "la pratica-della-poesia" si faccia in piena consapevolezza . In verità noi non sappiamo più cantare "poetando" e la poesia non risulta più essere parte integrante della vita quotidiana di ciascuno.
Il linguaggio delle emozioni profonde è assopito a tal punto che quando domando ai partecipanti dei miei seminari di scrivere solo ciò che è conforme alla loro natura più autentica, essi mi guardano disorientati. Ma quando vedo le persone manifestare più tranquillamente se stessi, accettare di far danzare la penna sul foglio bianco senza panico o censure, di restare nudi davanti alla verità che affiora , allora penso che la poesia sia un momento sacro di concentrazione interiore una meditazione semplice che permette ad ognuno di sentire l'unità dentro e con le persone intorno a sé.
Il ruolo di "ascolto" del poeta che lavora in funzione di una "scrittura formativa" è fondamentale ; permette di trovare ogni volta un nuovo linguaggio che passa anche attraverso il teatro , la musica , la danza, la pittura, la meditazione, ma soprattutto è comunicazione, "pedagogica" da cuore-a-cuore".
Il cambiamento che si avvera nelle persone coinvolte in questo "poetare a ritmo di cuore" si può definire "stato di nuova consapevolezza".
In quest'ottica, la sensibilità dell'artista -formatore consiste nell'essere disponibile in ogni momento a parlare un linguaggio diverso , affinché ci sia "creazione" tanto per il formatore che per l'allievo. In tal senso, la "poesia formativa"secondo la prospettiva taoistica si rivolge soprattutto a una persona il cui obiettivo non è il risultato tecnico-estetico-letterario, bensì l'espressione del suo essere "umano" in quell'istante.
La "poesia formativa" pertanto diventa ponte per creare equilibrio ed armonia:
-- un ponte tra corpo e mente
--un ponte tra arte e formazione
-- un ponte tra maestro e allievo
---un ponte tra chi scrive e chi legge
---un ponte tra contemplazione ed educazione
Nell'umile consapevolezza che non c'è nulla da formare, nessuno che forma:, poiché compito della poesia è la poesia ed essa è un percorso che si fa insieme con la nascita di un linguaggio comune ad entrambi.
domenica 8 marzo 2020
DONNE E DEMOCRAZIA-----8 MARZO di: Pina Maria Speranza Raciti
8--3--2020
Da donna , amo il processo di emancipazione della donna. Ricordo con un sentimento di gratitudine, le donne pioniere , in un lungo e difficoltoso cammino storico, che ci porta , al presente. Basta ricordare, le suffragette, per le quali , oggi noi donne abbiamo il diritto al voto, e quindi direttamente,il nostro coinvolgimento, nella vita della res-pubblica.
Immagino le prime donne, che con grande difficoltà, sono entrate, all'università, in quelle facoltà, e di conseguenza in quei ruoli, prettamente maschili; medicina, giurisprudenza, ingegneria, astrofisica, economia ecc.
Ma, non è così, fuori dal contesto, delle nostre realtà sociali.
Ho letto un libro edito dalla Sellerio, scritto da una donna intellettuale siriana, non è un romanzo, ma il racconto veritiero, di un gruppo di donne , della borghesia siriana, che in questi anni terribili , hanno combattuto , per la democrazia nel loro paese.
[Samar Yazbek Diciannove donne----Sellerio]
Sono appena 300 pagine ma, io ho impiegato quasi un anno per completare la lettura. Sono pagine di difficile lettura, per gli orrori descritti. Un popolo pacificamente , ha chiesto, democrazia, diritti civili, votazioni libere, e destituzione del dittatore:al-Assad. E la risposta del potere è stata una carneficina; un inferno; un potere che per conservarsi , ha massacrato senza pietà il proprio popolo. L'uomo, quando perde la propria umanità, diventa un mostro,infatti è l'unico essere vivente capace di generare il male e l'orrore.
Davanti , all'inferno e all'orrore del popolo siriano, provo una profonda vergogna, come europea, ed una grande impotenza. Recandomi in chiesa, ho pregato, e prego , per le vittime, per tutto il popolo siriano; ma io sono una sciocca nullità, e non posso fare nulla.
Complicanze conflittuali, da una parte, per gli stati medio-orientali, perché una democrazia in Siria, significherebbe un terremoto, in quell'aria, ha determinato la svolta , verso le armate islamiche. Ma un interesse, dei paesi non islamici, continua a svolgere un ruolo negativo. La Siria, è di fatto , divenuta , in questi anni , terra di nessuno, dove interessi molteplici si contendono, la vita di milioni di esseri umani.
Questo 8 marzo, desidero dedicarlo al popolo siriano, mi auguro, che nel cuore di ciascuno di loro, nasca la sete e la fame di pace e giustizia, e nei loro cuori ogni sentimento di odio e di vendetta possa lasciare il posto al perdono, e alla speranza.
Desidero ricordare alle donne siriani di essere forti e comprendere che da loro possa nascere la nuova Siria.
A tutte le donne , auguri!
Da donna , amo il processo di emancipazione della donna. Ricordo con un sentimento di gratitudine, le donne pioniere , in un lungo e difficoltoso cammino storico, che ci porta , al presente. Basta ricordare, le suffragette, per le quali , oggi noi donne abbiamo il diritto al voto, e quindi direttamente,il nostro coinvolgimento, nella vita della res-pubblica.
Immagino le prime donne, che con grande difficoltà, sono entrate, all'università, in quelle facoltà, e di conseguenza in quei ruoli, prettamente maschili; medicina, giurisprudenza, ingegneria, astrofisica, economia ecc.
Ma, non è così, fuori dal contesto, delle nostre realtà sociali.
Ho letto un libro edito dalla Sellerio, scritto da una donna intellettuale siriana, non è un romanzo, ma il racconto veritiero, di un gruppo di donne , della borghesia siriana, che in questi anni terribili , hanno combattuto , per la democrazia nel loro paese.
[Samar Yazbek Diciannove donne----Sellerio]
Sono appena 300 pagine ma, io ho impiegato quasi un anno per completare la lettura. Sono pagine di difficile lettura, per gli orrori descritti. Un popolo pacificamente , ha chiesto, democrazia, diritti civili, votazioni libere, e destituzione del dittatore:al-Assad. E la risposta del potere è stata una carneficina; un inferno; un potere che per conservarsi , ha massacrato senza pietà il proprio popolo. L'uomo, quando perde la propria umanità, diventa un mostro,infatti è l'unico essere vivente capace di generare il male e l'orrore.
Davanti , all'inferno e all'orrore del popolo siriano, provo una profonda vergogna, come europea, ed una grande impotenza. Recandomi in chiesa, ho pregato, e prego , per le vittime, per tutto il popolo siriano; ma io sono una sciocca nullità, e non posso fare nulla.
Complicanze conflittuali, da una parte, per gli stati medio-orientali, perché una democrazia in Siria, significherebbe un terremoto, in quell'aria, ha determinato la svolta , verso le armate islamiche. Ma un interesse, dei paesi non islamici, continua a svolgere un ruolo negativo. La Siria, è di fatto , divenuta , in questi anni , terra di nessuno, dove interessi molteplici si contendono, la vita di milioni di esseri umani.
Questo 8 marzo, desidero dedicarlo al popolo siriano, mi auguro, che nel cuore di ciascuno di loro, nasca la sete e la fame di pace e giustizia, e nei loro cuori ogni sentimento di odio e di vendetta possa lasciare il posto al perdono, e alla speranza.
Desidero ricordare alle donne siriani di essere forti e comprendere che da loro possa nascere la nuova Siria.
A tutte le donne , auguri!
sabato 7 marzo 2020
IL SISTEMA DEMOCRATICO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA di Alberto Romagloili "Le libertà economiche nella Costituzione"
7--3--2020
2) La libertà sindacale e la libertà di sciopero:
La libertà sindacale e la libertà di sciopero sono garantite dagli art. 39 e 40. La prima di queste libertà fa parte del riconoscimento della libertà d'associazione, ma è stata conseguita attraverso una lotta ancor più lunga e aspra di quella sostenuta per ottenere la seconda. Le rivoluzioni dell'Ottocento , che pur avevano conquistato tante libertà , si erano dichiarate fieramente contrarie ad ogni forma di coalizione padronale o operaia, in cui temevano il risorgere delle antiche corporazioni, divenute enti chiusi e privilegiati. I primi riconoscimenti si ebbero solamente verso la metà dell'ottocento.
I sindacati sono coalizioni formate per la tutela degli interessi dei lavoratori , e furono senza dubbio il più valido strumento di redenzione del lavoro salariato dalle condizioni a questo create per la rigida applicazione della legge domanda e dell'offerta. Mediante i sindacati i lavoratori non si presentano isolati dinanzi ai detentori dei mezzi di produzione , ma fanno valere la volontà dell'associazione , che potrà raggiungere un pacifico accordo con la stipulazione di contratti collettivi di lavoro o ricorrerà all'arma dello sciopero.
Il fascismo aveva soppresso la libertà sindacale per sostituirla con un ordinamento corporativo controllato dallo Stato, il quale riconosceva soltanto l'esistenza dei sindacati fascisti , e aveva vietato lo sciopero. L'attuale Costituzione ha invece posto come caposaldo dell'ordinamento del lavoro la libertà sindacale , e con questa ha posto il problema del pluralismo sindacale , contro la tendenza a dare la preponderanza all'associazione più forte. La libertà si riferisce tanto ai singoli , liberi d 'iscriversi ad uno o ad un altro dei sindacati esistenti, o anche di non iscriversi a nessuno , quanto alla possibilità di crearne di nuovi, attenendosi ai criteri organizzativi ritenuti meglio opportuni, per categoria di mestiere o d'impresa, per ambito territoriale , nome , sede, funzioni da assumere.
Le associazioni sindacali sono enti di diritto privato sui quali è escluso ogni controllo dello Stato; unica condizione ad essi imponibile è la loro registrazione presso uffici locali o centrali , a norma di legge ,registrazione che consente di partecipare alla formazione di contratti collettivi.
Si esige inoltre che le organizzazioni sindacali si diano un ordinamento interno a base democratica , e cioè che le assemblee degli iscritti vengano periodicamente convocate, con diritto di ciascuno di partecipare alle discussioni e alle votazioni, con voto segreto, per le cariche direttive.
Lo sciopero è l'altra arma di difesa dei lavoratori . Garantendo la Costituzione , ne deriva che il lavoratore scioperante non può subire altro danno fuorché la decurtazione del salario ,e mantiene il diritto di riprendere il posto che già prima occupava. La regola dunque oggi accettata è che un conflitto di lavoro possa arrivare a questo estremo confronto delle forze delle due parti e che lo Stato non intervenga autoritariamente a risolvere il conflitto, quantunque avvenga che organi ministeriali offrano la loro opera conciliativa ogni volta che se ne presenti l'opportunità.
2) La libertà sindacale e la libertà di sciopero:
La libertà sindacale e la libertà di sciopero sono garantite dagli art. 39 e 40. La prima di queste libertà fa parte del riconoscimento della libertà d'associazione, ma è stata conseguita attraverso una lotta ancor più lunga e aspra di quella sostenuta per ottenere la seconda. Le rivoluzioni dell'Ottocento , che pur avevano conquistato tante libertà , si erano dichiarate fieramente contrarie ad ogni forma di coalizione padronale o operaia, in cui temevano il risorgere delle antiche corporazioni, divenute enti chiusi e privilegiati. I primi riconoscimenti si ebbero solamente verso la metà dell'ottocento.
I sindacati sono coalizioni formate per la tutela degli interessi dei lavoratori , e furono senza dubbio il più valido strumento di redenzione del lavoro salariato dalle condizioni a questo create per la rigida applicazione della legge domanda e dell'offerta. Mediante i sindacati i lavoratori non si presentano isolati dinanzi ai detentori dei mezzi di produzione , ma fanno valere la volontà dell'associazione , che potrà raggiungere un pacifico accordo con la stipulazione di contratti collettivi di lavoro o ricorrerà all'arma dello sciopero.
Il fascismo aveva soppresso la libertà sindacale per sostituirla con un ordinamento corporativo controllato dallo Stato, il quale riconosceva soltanto l'esistenza dei sindacati fascisti , e aveva vietato lo sciopero. L'attuale Costituzione ha invece posto come caposaldo dell'ordinamento del lavoro la libertà sindacale , e con questa ha posto il problema del pluralismo sindacale , contro la tendenza a dare la preponderanza all'associazione più forte. La libertà si riferisce tanto ai singoli , liberi d 'iscriversi ad uno o ad un altro dei sindacati esistenti, o anche di non iscriversi a nessuno , quanto alla possibilità di crearne di nuovi, attenendosi ai criteri organizzativi ritenuti meglio opportuni, per categoria di mestiere o d'impresa, per ambito territoriale , nome , sede, funzioni da assumere.
Le associazioni sindacali sono enti di diritto privato sui quali è escluso ogni controllo dello Stato; unica condizione ad essi imponibile è la loro registrazione presso uffici locali o centrali , a norma di legge ,registrazione che consente di partecipare alla formazione di contratti collettivi.
Si esige inoltre che le organizzazioni sindacali si diano un ordinamento interno a base democratica , e cioè che le assemblee degli iscritti vengano periodicamente convocate, con diritto di ciascuno di partecipare alle discussioni e alle votazioni, con voto segreto, per le cariche direttive.
Lo sciopero è l'altra arma di difesa dei lavoratori . Garantendo la Costituzione , ne deriva che il lavoratore scioperante non può subire altro danno fuorché la decurtazione del salario ,e mantiene il diritto di riprendere il posto che già prima occupava. La regola dunque oggi accettata è che un conflitto di lavoro possa arrivare a questo estremo confronto delle forze delle due parti e che lo Stato non intervenga autoritariamente a risolvere il conflitto, quantunque avvenga che organi ministeriali offrano la loro opera conciliativa ogni volta che se ne presenti l'opportunità.
giovedì 5 marzo 2020
FEDE CRISTIANA di Pina Maria Speranza Raciti
5---3---2029
A chi mi ha aggredito, riguardo il mio cammino spirituale, desidero farle comprendere, che calpestando me, sono stati calpestati, i miei educatori, che sin dall'infanzia mi hanno guidato. Ed indirettamente, è stata disprezzata la chiesa di Catania.
Il termine : " cattolico" definisce tutta la chiesa cristiana, perché vuole significare" universale", e la chiesa cristiana è universale; è stato oggetto di contesa fra la chiesa d'oriente e quella d'occidente di Roma. Ma oggi, credo che le dispute, le incomprensioni, fra le chiese cristiane, siano appianate, su molti punti.
Per la chiesa occidentale di Roma(cattolica) , il termine cattolico, non vuole dire "statue" o adorazioni di statue. Sebbene, per chi guarda da fuori , può dare questa impressione.
Il cristianesimo, attraverso, la predicazione degli apostoli, esce dalla Palestina, e si diffonde, nel mondo allora conosciuto, in una civiltà, dove esisteva una religione, che definiamo:" pagana".Dopo l'editto di Costantino, la chiesa cristiana si sviluppa, cresce alla luce del sole, sostituendo, via, via la preesistente religione. Così, il culto, alle divinità pagane viene sostituito dal culto cristiano;ed inizia il culto ai Santi.
Attraverso un processo di cristianizzazione del paganesimo vengono inseriti, nel cristianesimo modalità di culto, che appartengono alle religioni pagani. Oggi queste modalità definiscono:" la pietà popolare. o devozioni popolari" In questo modo si è avuto un vero inquinamento della fede cristiana. Amo molto, il cristianesimo nelle sue prime fasi, quando era presente l'autenticità dello stesso.
Dal mio punto di vista , le "Icone" e la "Croce" sono l'espressione autentica del cristianesimo; come segni di testimonianza per il credente cristiano sono:il "segno della croce" e l'invocazione a Maria come:"Santa Madre di Dio"
La fede cristiana nasce dall'innamoramento per Cristo.
Amo Sant'Agata ma non la festa che la città di Catania , organizza per Agata.
Per il vasto popolo dei devoti di Agata, nutro un profondo affetto , ed un sentimento di pietà; ho imparato a conoscerli nelle corsie d'ospedale, ed in altre occasioni, sono un popolo non curato , né amato , abbandonato sia dalle istituzioni civili che religiosi, loro hanno solo la loro amata
"Sant'Agata". Ma , fino a quando non vedrò, il popolo dei devoti di Sant'Agata, trasformati nel popolo di Dio, con un cuore ricco dell'amore per Cristo , e di conseguenza per Agata, continuerò a giudicare paganesimi ciò che loro rappresentano. Senza Cristo, i Santi non hanno valore!
Il busto di Sant'Agata è un reliquario!
Milano, Sant 'Ambrogio , il 7 dicembre, il popolo milanese si stringe attorno al Santo, con compostezza, classe ed eleganza. Sant'Ambrogio, e non una statua!
Nel terzo millennio,nel mondo globale, come vogliamo vivere la nostra fede cristiana? Non certo con l'ignoranza, le superstizioni, le devozioni popolari, e con le statue.
A chi mi ha aggredito, riguardo il mio cammino spirituale, desidero farle comprendere, che calpestando me, sono stati calpestati, i miei educatori, che sin dall'infanzia mi hanno guidato. Ed indirettamente, è stata disprezzata la chiesa di Catania.
Il termine : " cattolico" definisce tutta la chiesa cristiana, perché vuole significare" universale", e la chiesa cristiana è universale; è stato oggetto di contesa fra la chiesa d'oriente e quella d'occidente di Roma. Ma oggi, credo che le dispute, le incomprensioni, fra le chiese cristiane, siano appianate, su molti punti.
Per la chiesa occidentale di Roma(cattolica) , il termine cattolico, non vuole dire "statue" o adorazioni di statue. Sebbene, per chi guarda da fuori , può dare questa impressione.
Il cristianesimo, attraverso, la predicazione degli apostoli, esce dalla Palestina, e si diffonde, nel mondo allora conosciuto, in una civiltà, dove esisteva una religione, che definiamo:" pagana".Dopo l'editto di Costantino, la chiesa cristiana si sviluppa, cresce alla luce del sole, sostituendo, via, via la preesistente religione. Così, il culto, alle divinità pagane viene sostituito dal culto cristiano;ed inizia il culto ai Santi.
Attraverso un processo di cristianizzazione del paganesimo vengono inseriti, nel cristianesimo modalità di culto, che appartengono alle religioni pagani. Oggi queste modalità definiscono:" la pietà popolare. o devozioni popolari" In questo modo si è avuto un vero inquinamento della fede cristiana. Amo molto, il cristianesimo nelle sue prime fasi, quando era presente l'autenticità dello stesso.
Dal mio punto di vista , le "Icone" e la "Croce" sono l'espressione autentica del cristianesimo; come segni di testimonianza per il credente cristiano sono:il "segno della croce" e l'invocazione a Maria come:"Santa Madre di Dio"
La fede cristiana nasce dall'innamoramento per Cristo.
Amo Sant'Agata ma non la festa che la città di Catania , organizza per Agata.
Per il vasto popolo dei devoti di Agata, nutro un profondo affetto , ed un sentimento di pietà; ho imparato a conoscerli nelle corsie d'ospedale, ed in altre occasioni, sono un popolo non curato , né amato , abbandonato sia dalle istituzioni civili che religiosi, loro hanno solo la loro amata
"Sant'Agata". Ma , fino a quando non vedrò, il popolo dei devoti di Sant'Agata, trasformati nel popolo di Dio, con un cuore ricco dell'amore per Cristo , e di conseguenza per Agata, continuerò a giudicare paganesimi ciò che loro rappresentano. Senza Cristo, i Santi non hanno valore!
Il busto di Sant'Agata è un reliquario!
Milano, Sant 'Ambrogio , il 7 dicembre, il popolo milanese si stringe attorno al Santo, con compostezza, classe ed eleganza. Sant'Ambrogio, e non una statua!
Nel terzo millennio,nel mondo globale, come vogliamo vivere la nostra fede cristiana? Non certo con l'ignoranza, le superstizioni, le devozioni popolari, e con le statue.
martedì 3 marzo 2020
LETTERATURA DEL 900 VINCENZO CARDARELLI
3--3--2020
Adolescente
Su te, vergine adolescente,
sta come un' ombra sacra.
Nulla è più misterioso
e adorabile e proprio
della tua carne spoglia.
Ma ti recludi nell'attenta veste
e abiti lontano
con la tua grazia
dove non sai chi ti raggiungerà.
Certo non io. Se ti veggo passare
a tanta regale distanza,
con la chioma sciolta
e tutta la persona astata,
la vertigine mi si porta via.
Sei l'imporosa e liscia creatura
cui preme nel suo respiro
l'oscuro gaudio della carne che appena
sopporta la sua pienezza.
Nel sangue, che ha diffusioni
di fiamma sulla tua faccia,
il cosmo fa le sue risa
come nell'occhio nero della rondine.
La tua pupilla è bruciata
dal sole che dentro vi sta.
La tua bocca è serrata .
Non sanno le mani tue bianche
il sudore umiliante dei contatti.
E penso come il tuo corpo
difficoltoso e vago
fa disperare l' amore
nel cuor dell'uomo!
Pure qualcuno ti disfiorerà,
bocca di sorgiva.
Qualcuno che non lo saprà,
un pescatore di spugne,
avrà questa perla rara.
Gli sarà grazia e fortuna
il non averti cercata
e non sapere chi sei
e non poterti godere
con la sottile coscienza
che offende il geloso Iddio.
Oh si, l'animale sarà
abbastanza ignaro
per non morire prima di toccarti.
E tutto è così.
Tu anche non sai chi sei.
E prendere ti lascerai,
ma per vedere come il gioco è fatto,
per ridere un poco insieme.
Come fiamma si perde nella luce,
al tocco della realtà
i misteri che tu prometti
si disciolgono in nulla.
Inconsumata passerà
tanta gioia!
Tu ti darai , tu ti perderai,
per il capriccio che non indovina
mai, col primo che ti piacerà.
Ama il tempo lo scherzo
che lo seconda,
non il cauto volere che indugia.
Così la faciullezza
fa ruzzolare il mondo
e il saggio non è che un fanciullo
che si duole di essere cresciuto.
Adolescente
Su te, vergine adolescente,
sta come un' ombra sacra.
Nulla è più misterioso
e adorabile e proprio
della tua carne spoglia.
Ma ti recludi nell'attenta veste
e abiti lontano
con la tua grazia
dove non sai chi ti raggiungerà.
Certo non io. Se ti veggo passare
a tanta regale distanza,
con la chioma sciolta
e tutta la persona astata,
la vertigine mi si porta via.
Sei l'imporosa e liscia creatura
cui preme nel suo respiro
l'oscuro gaudio della carne che appena
sopporta la sua pienezza.
Nel sangue, che ha diffusioni
di fiamma sulla tua faccia,
il cosmo fa le sue risa
come nell'occhio nero della rondine.
La tua pupilla è bruciata
dal sole che dentro vi sta.
La tua bocca è serrata .
Non sanno le mani tue bianche
il sudore umiliante dei contatti.
E penso come il tuo corpo
difficoltoso e vago
fa disperare l' amore
nel cuor dell'uomo!
Pure qualcuno ti disfiorerà,
bocca di sorgiva.
Qualcuno che non lo saprà,
un pescatore di spugne,
avrà questa perla rara.
Gli sarà grazia e fortuna
il non averti cercata
e non sapere chi sei
e non poterti godere
con la sottile coscienza
che offende il geloso Iddio.
Oh si, l'animale sarà
abbastanza ignaro
per non morire prima di toccarti.
E tutto è così.
Tu anche non sai chi sei.
E prendere ti lascerai,
ma per vedere come il gioco è fatto,
per ridere un poco insieme.
Come fiamma si perde nella luce,
al tocco della realtà
i misteri che tu prometti
si disciolgono in nulla.
Inconsumata passerà
tanta gioia!
Tu ti darai , tu ti perderai,
per il capriccio che non indovina
mai, col primo che ti piacerà.
Ama il tempo lo scherzo
che lo seconda,
non il cauto volere che indugia.
Così la faciullezza
fa ruzzolare il mondo
e il saggio non è che un fanciullo
che si duole di essere cresciuto.
lunedì 2 marzo 2020
"Senso religioso: Accettare Dio , ubbidire a Dio" pensieri di un oblato di: Ugo Greci
2--3--2020
Una delle cose più significative caratterizzanti la nostra epoca rispetto alle precedenti, sta senza dubbio nella estrema accessibilità in relazione a comunicazioni e spostamenti. Stampa , televisione e mazzi di trasporto hanno raggiunto un livello qualitativo tale da permettere praticamente a tutti di averne libero accesso. Il mondo è diventato più piccolo , così che, tra l'altro , ideologie e religioni, un tempo prerogativa ognuna di una determinata area del pianeta , tendono a sconfinare e ad amalgamarsi tra loro.
Il nostro paese, tradizionalmente roccaforte del Cristianesimo, non si sottrae a questo processo che, in aria di ecumenismo e dialogo inter religioso, può essere visto come una nota positiva . Ci sarà molto da prendere e dare in quanto a conoscenze ed esperienze, così che, ognuno , potrà avere modo di attingere "perle" che potrebbero rivelarsi preziose al fine della propria crescita spirituale. Ma è risaputo : a ogni processo , pur positivo che sia, non è mai disgiunto un più o meno corrispondente effetto collaterale . Chi si sente Cristiano o in qualche modo avesse a cuore la nostra tradizione religiosa , probabilmente non potrà non tenere conto.
Nel tessuto sociale , in conseguenza al cospicuo aumento di gruppi religiosi o pseudo tali, inizia a farsi sentire un corrispondente aumento di atteggiamenti critici in buona fede e no, non solo nei confronti della classe clericale (fattore umanamente più comprensibile ) ma , e qui la situazione si aggrava , dell'essenza stessa del messaggio Cristiano. Si può avvertire da parte di qualcuno nei nostri confronti un compiangere: rei , i Cristiani , di non avere ancora capito che l'Università della verità trascendenti sta in altre parti della terra, presumibilmente in India o Giappone. Di fatto , si relega così il Cristo a una sorta di profeta minore.
L'iconografia che da un paio di millenni accompagna la tradizione cristiana testimonierebbe, attraverso il marcato atteggiamento di compunzione dei santi e della stessa Madre di Dio , una religione atta a suscitare sensi di colpa e conseguente atteggiamento annichilente ogni volontà individuale; questo anche perché, sempre secondo il punto di vista di qualcuno , il nostro più vistoso errore consisterebbe proprio nel delegare a un Dio al di fuori di noi stessi problematiche e speranze che altro non dovrebbero essere se non rivolte dentro di noi.
La proiezione di colpe e responsabilità sul mondo esterno che andrebbero ricercate soprattutto all'interno e nel più intimo di noi stessi , è questione di enorme importanza ,per lo più nulla o poco compresa , ma il trattarla in questo contesto ci porterebbe troppo lontano . Interessante ci sembra invece l'aspetto opposto e complementare a questo atteggiamento; quello che ci porta ad acquisire e gestire il POTERE.
Se ci si prendesse la briga di analizzare i vari problemi che per lo più attanagliano la gente , si scoprirebbe che quasi tutti potrebbero essere ridotti a un denominatore comune: il potere. In forme più o meno raffinate è comunque sempre il potere che tormenta l'uomo. In passato esso si strutturava in modo più grossolano e chiaro, nella vita odierna più sfumato e sublimato, divenuto a volte quasi irriconoscibile. Una delle tecniche attuali più frequenti per esercitare il potere è la malattia . La malattia garantisce al singolo uno spazio libero e non criticabile per i suoi inconsci desideri di potere. Per questo motivo in genere i malati non desiderano affatto liberarsi delle loro malattie. è tuttavia ovvio che il malato crede di voler guarire , ma questo avviene solo perché la motivazione del suo stato non gli è affatto chiara . Una volta che dovesse decidere tra la malattia e la rinuncia al potere , la scelta sarebbe in genere molto difficile.
Il potere di affermazione dell'io, è il tentativo di non sottomettersi a regole, di imporre agli altri la propria volontà . Il motivo per cui in paradiso fu dato a un certo punto il motivo al frutto , deve avere stretta connessione con la tematica "potere",in quanto questo significato non sottomettersi alla legge , ma sapere personalmente che cosa è buono e che cosa è cattivo. Pur di detenere questo potere, l'uomo è sempre stato disposto a pagare un prezzo molto alto. Per ottenere il potere l'uomo continua in diversi modi a vendere l'anima al diavolo, stabilendo di fatto patti con lui. è indubbiamente questo uno dei significati impliciti nelle tentazioni di Gesù nel deserto: il diavolo invita in effetti Gesù a mettere le sue capacità al servizio soltanto di innocui e addirittura utili cambiamenti , ma egli non era un riformatore , una specie di "Marx" come avrebbe sperato la massa, era il Figlio di Dio venuto soltanto ad additarci la via di ritorno al Padre , facendosi così portatore e realizzatore del progetto divino:" Non sono venuto a fare la mia volontà, ma quella di colui che mi ha mandato e realizzare la sua opera" (Giv 4,34). Intralciare l'uomo in questo cammino è di fatto l'unico motivo che sta a cuore al demonio.
Il termine Religione , dal latino "religio", esprime un significato molto affine a "relegare"; rilegare che cosa se non il perfetto rapporto con il divino? Ovviamente le varie tradizioni religiose hanno espresso significati analoghi con termini diversi , in conformità al fatto che la divinità si è manifestata in luoghi e modi differenti in relazione al tipo di società a cui doveva via via essere indirizzata. Così che, per esempio , la parte materiale dell'uomo o corpo fisico potrebbe essere definita "io" , o "piccolo sé" , contrapposta al Sé interiore corrispondente ad anima e corpo per noi cristiani.
Ogni vera religione insegna da sempre la strada che da uno stato di consapevolezza polarizzato sull'io conduce al Sé. Per dirla in modo poetico , potremmo affermare che come un fuggiasco ricondotto in carcere sulla via della realizzazione divina è anch'esso scortato da due guardie : una si chiama egoismo e l'altra attaccamento ; in altre parole , il proprio io, cioè se stesso . Ogni "io voglio io desidero" è espressione della brama di potere , mentre il polo opposto di potere si chiama Umiltà. Il Marmion nella sua opera Cristo ideale del monaco mette in risalto che la S. Scrittura, parlando degli orgogliosi nella loro relazione con Dio, adopera una singolare espressione :"Dio resiste ai superbi"(GC 4,6). Dovremmo dedurre a questo punto come , di fronte a insegnamenti atti a indurre l'uomo a confidare sulle proprie forze e capacità, non si possa parlare di vera religione , si tratterà tuttalpiù di filosofia più o meno valide sotto qualche punto di vista . Lapidario il Cristo:" Senza di me voi non potete fare niente".
Ed è a questo punto che si presenta un eterno dilemma per l'uomo : predestinazione o libero arbitrio? La paradossale verità è questa: solo chi sottostà alla Legge è libero! Tentare di raggiungere la libertà attraverso l'arbitrio conduce automaticamente alla perdita della libertà stessa. L'uomo , come una stella , possiede un'orbita che deve seguire nel suo ritorno verso la casa del Padre : questa orbita però deve conoscerla, altrimenti avverte l'attrito del percorso sbagliato sotto forma di dolore.
Il nostro santo Padre Benedetto per prima cosa ci esorta ad ASCOLTARE(RB, Prologo) gli insegnamenti che devono aiutarci a trovare la nostra orbita, dimensione che , un volta trovata , dobbiamo seguire ATTIVAMENTE.
Questa attività dovrebbe però derivare dalla fede , non dal predominio dell'ego, non dal concetto :"Io lo voglio , quindi lo faccio". Raggiungeremo la nostra massima libertà quando potremo finalmente pronunciare con l'Apostolo :" Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me".
Una delle cose più significative caratterizzanti la nostra epoca rispetto alle precedenti, sta senza dubbio nella estrema accessibilità in relazione a comunicazioni e spostamenti. Stampa , televisione e mazzi di trasporto hanno raggiunto un livello qualitativo tale da permettere praticamente a tutti di averne libero accesso. Il mondo è diventato più piccolo , così che, tra l'altro , ideologie e religioni, un tempo prerogativa ognuna di una determinata area del pianeta , tendono a sconfinare e ad amalgamarsi tra loro.
Il nostro paese, tradizionalmente roccaforte del Cristianesimo, non si sottrae a questo processo che, in aria di ecumenismo e dialogo inter religioso, può essere visto come una nota positiva . Ci sarà molto da prendere e dare in quanto a conoscenze ed esperienze, così che, ognuno , potrà avere modo di attingere "perle" che potrebbero rivelarsi preziose al fine della propria crescita spirituale. Ma è risaputo : a ogni processo , pur positivo che sia, non è mai disgiunto un più o meno corrispondente effetto collaterale . Chi si sente Cristiano o in qualche modo avesse a cuore la nostra tradizione religiosa , probabilmente non potrà non tenere conto.
Nel tessuto sociale , in conseguenza al cospicuo aumento di gruppi religiosi o pseudo tali, inizia a farsi sentire un corrispondente aumento di atteggiamenti critici in buona fede e no, non solo nei confronti della classe clericale (fattore umanamente più comprensibile ) ma , e qui la situazione si aggrava , dell'essenza stessa del messaggio Cristiano. Si può avvertire da parte di qualcuno nei nostri confronti un compiangere: rei , i Cristiani , di non avere ancora capito che l'Università della verità trascendenti sta in altre parti della terra, presumibilmente in India o Giappone. Di fatto , si relega così il Cristo a una sorta di profeta minore.
L'iconografia che da un paio di millenni accompagna la tradizione cristiana testimonierebbe, attraverso il marcato atteggiamento di compunzione dei santi e della stessa Madre di Dio , una religione atta a suscitare sensi di colpa e conseguente atteggiamento annichilente ogni volontà individuale; questo anche perché, sempre secondo il punto di vista di qualcuno , il nostro più vistoso errore consisterebbe proprio nel delegare a un Dio al di fuori di noi stessi problematiche e speranze che altro non dovrebbero essere se non rivolte dentro di noi.
La proiezione di colpe e responsabilità sul mondo esterno che andrebbero ricercate soprattutto all'interno e nel più intimo di noi stessi , è questione di enorme importanza ,per lo più nulla o poco compresa , ma il trattarla in questo contesto ci porterebbe troppo lontano . Interessante ci sembra invece l'aspetto opposto e complementare a questo atteggiamento; quello che ci porta ad acquisire e gestire il POTERE.
Se ci si prendesse la briga di analizzare i vari problemi che per lo più attanagliano la gente , si scoprirebbe che quasi tutti potrebbero essere ridotti a un denominatore comune: il potere. In forme più o meno raffinate è comunque sempre il potere che tormenta l'uomo. In passato esso si strutturava in modo più grossolano e chiaro, nella vita odierna più sfumato e sublimato, divenuto a volte quasi irriconoscibile. Una delle tecniche attuali più frequenti per esercitare il potere è la malattia . La malattia garantisce al singolo uno spazio libero e non criticabile per i suoi inconsci desideri di potere. Per questo motivo in genere i malati non desiderano affatto liberarsi delle loro malattie. è tuttavia ovvio che il malato crede di voler guarire , ma questo avviene solo perché la motivazione del suo stato non gli è affatto chiara . Una volta che dovesse decidere tra la malattia e la rinuncia al potere , la scelta sarebbe in genere molto difficile.
Il potere di affermazione dell'io, è il tentativo di non sottomettersi a regole, di imporre agli altri la propria volontà . Il motivo per cui in paradiso fu dato a un certo punto il motivo al frutto , deve avere stretta connessione con la tematica "potere",in quanto questo significato non sottomettersi alla legge , ma sapere personalmente che cosa è buono e che cosa è cattivo. Pur di detenere questo potere, l'uomo è sempre stato disposto a pagare un prezzo molto alto. Per ottenere il potere l'uomo continua in diversi modi a vendere l'anima al diavolo, stabilendo di fatto patti con lui. è indubbiamente questo uno dei significati impliciti nelle tentazioni di Gesù nel deserto: il diavolo invita in effetti Gesù a mettere le sue capacità al servizio soltanto di innocui e addirittura utili cambiamenti , ma egli non era un riformatore , una specie di "Marx" come avrebbe sperato la massa, era il Figlio di Dio venuto soltanto ad additarci la via di ritorno al Padre , facendosi così portatore e realizzatore del progetto divino:" Non sono venuto a fare la mia volontà, ma quella di colui che mi ha mandato e realizzare la sua opera" (Giv 4,34). Intralciare l'uomo in questo cammino è di fatto l'unico motivo che sta a cuore al demonio.
Il termine Religione , dal latino "religio", esprime un significato molto affine a "relegare"; rilegare che cosa se non il perfetto rapporto con il divino? Ovviamente le varie tradizioni religiose hanno espresso significati analoghi con termini diversi , in conformità al fatto che la divinità si è manifestata in luoghi e modi differenti in relazione al tipo di società a cui doveva via via essere indirizzata. Così che, per esempio , la parte materiale dell'uomo o corpo fisico potrebbe essere definita "io" , o "piccolo sé" , contrapposta al Sé interiore corrispondente ad anima e corpo per noi cristiani.
Ogni vera religione insegna da sempre la strada che da uno stato di consapevolezza polarizzato sull'io conduce al Sé. Per dirla in modo poetico , potremmo affermare che come un fuggiasco ricondotto in carcere sulla via della realizzazione divina è anch'esso scortato da due guardie : una si chiama egoismo e l'altra attaccamento ; in altre parole , il proprio io, cioè se stesso . Ogni "io voglio io desidero" è espressione della brama di potere , mentre il polo opposto di potere si chiama Umiltà. Il Marmion nella sua opera Cristo ideale del monaco mette in risalto che la S. Scrittura, parlando degli orgogliosi nella loro relazione con Dio, adopera una singolare espressione :"Dio resiste ai superbi"(GC 4,6). Dovremmo dedurre a questo punto come , di fronte a insegnamenti atti a indurre l'uomo a confidare sulle proprie forze e capacità, non si possa parlare di vera religione , si tratterà tuttalpiù di filosofia più o meno valide sotto qualche punto di vista . Lapidario il Cristo:" Senza di me voi non potete fare niente".
Ed è a questo punto che si presenta un eterno dilemma per l'uomo : predestinazione o libero arbitrio? La paradossale verità è questa: solo chi sottostà alla Legge è libero! Tentare di raggiungere la libertà attraverso l'arbitrio conduce automaticamente alla perdita della libertà stessa. L'uomo , come una stella , possiede un'orbita che deve seguire nel suo ritorno verso la casa del Padre : questa orbita però deve conoscerla, altrimenti avverte l'attrito del percorso sbagliato sotto forma di dolore.
Il nostro santo Padre Benedetto per prima cosa ci esorta ad ASCOLTARE(RB, Prologo) gli insegnamenti che devono aiutarci a trovare la nostra orbita, dimensione che , un volta trovata , dobbiamo seguire ATTIVAMENTE.
Questa attività dovrebbe però derivare dalla fede , non dal predominio dell'ego, non dal concetto :"Io lo voglio , quindi lo faccio". Raggiungeremo la nostra massima libertà quando potremo finalmente pronunciare con l'Apostolo :" Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me".
Iscriviti a:
Post (Atom)