1--7--2026
Smarrita in una selva
invocando una guida
ho ascoltato il grido
di un lupo ferito
rannicchiato su un tumulo
un tempo stimato sacro
I suoi lamenti solitari
attraversavano
la notte vibrante
spingendo il vento
confondendo i miei sensi
oscurati dall'inquietudine
Quando d'improvviso ho sentito
una presenza benevola
con un movimento così lieve
da non calpestare
la festa delle forme
la splendida simmetria
il caleidoscopio
di felci e fiori
Il cielo irradiava un campo
dove fiorivano luci distanti.
Il vento immobile sussurrò
Qui camminò Francesco
mite come il respiro degli agnelli
Ecco! Ritorna
per consolare e calmare
il lupo disperato
che ribolle di solitudine
Un coro di campanelli
intimava che tutto va bene
dolce come una ninna nanna
Non ero più smarrita
Il muschio si offrì come giaciglio
l'albero dell'amore come riparo
Rimasi ad ascoltare la pioggia
sebbene non piovesse più
La natura piangeva ,
supplicando con tutta la sua anima
con desiderio virtuoso
Francesco , vieni, ritorna ,
mentre i suoi passi si allontanavano.
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