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mercoledì 13 novembre 2024

Bruno Cicognani= La Velia (La casa abbandonata)

 13--11---2024

Tutte  le finestre  della  villetta , persiane  e vetri  , erano spalancate ;  e i  muri  di fuori  ,   per quanto  macchiati  scuri  d'umido  antico  , si  risvegliavano  , come  se fosse  per tornare  il   tempo  in cui  avevan  l'intonaco  bianco:  i bei  tempi  che  allora , come  abbagliavano ,  tostoché il sole  della mattina  faceva  tanto  da  batterci  , non  si  potevan  fissare.
Anche  l'uscio  di casa  , in cucina a  quattro scalini , era  aperto  : tutt'è due  i battenti . Il   rigido  della  casa  disabitata :--la casa  era stata   tutto  l'inverno  al gelo  , sola  senza  il   respiro  d'un  corpo  vivo:   ora  hanno  aperto  tutte le finestre , ma sembra  ormai  invano . La cucina  è spenta , e,  si direbbe  , per  sempre : nel   camino  basso  e grande  c'è  una  panca  e  una seggiola , vuote , e tra  gli alari  la cenere  fredda  del fuoco  che quando  finì  , da  allora  la casa  rimase  , disanimata . E  nelle  stanze  i  mobili  come  nei  racconti  delle fate quando  uno   entra  dove  fu  fatto  l'incanto  che tutte  le cose  pigliassero  sonno , e ancora  sono  immerse   nel sonno  : i mobili  quali  si veggono  nelle ville  che  s'affittano  per la villeggiatura  --si  veggono  soltanto  là  e sembrano  da per tutto  i medesimi  , e tra  loro  non c'è  uno  che  sia   dello stesso  stile d'un  altro , ma  ormai  a forza  di tempo  tutti  gli stili  si son  conciliati : hanno preso  un aspetto  essenziale  uniforme : pensionati   decrepiti --quand' è   che  non  sono stati così? Tutti lo stesso  colore  di polvere intrisa  e  buttan  tutti  lo stesso  puzzo  speciale di muffa . Quei  canapè  ricoperti  le mai  tante  volte  e poi  non  ne  meritò  più  il conto, e ora  si scopron  le varie stoffe  come  tante  bucce  ;   quelle tavole  ovali  che  perché  non  traballino  è necessario  scosciarle   e allora  stanno  in piano  , a  pendio , con  le gambe  che   sembran  puntelli  ;   quelle stampe  che  non si sa  più  , tutt'una  macchia  d'umido  , che  cosa   abbiano  rappresentato  :   e non   c'è  un pezzo  di stoffa  che  non sia  sbiadito  , sgorato , con   tappezzature  d'una malinconia  di pagliacci in miseria , e basta  urtar  qualche  cosa di legno  perché  tu vegga  come  da  un crivello  versar  tante  fontanine  di polvere  di tarlo.  Eppure  ,  ancora  , per  immensurabile tempo  continueranno a viver così.

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