Cerca nel blog

sabato 30 novembre 2024

Alfred Adler = Il temperamento nervoso

30--11--2024
Il punto di riferimento  e  la meta  , assolutamente  indispensabili   all'orientamento  ed  alla sicurezza  dell'azione  ,  vengono posti  tanto  più in alto   quanto  più  il sentimento  d'inferiorità  vissuto  dal bambino  è stato  penoso  e prolungato  ; essi   devono  venir  ipostatizzati  , proclamati sacri , divini .  Da  un lato si trovano   le condizioni  e i  movimenti  reali  del soggetto  , dall'altro  , in   quanto  effetto  compensatore  di un  sentimento  d'inferiorità , Dio,  l'idea   direttrice  , concentrata  in una persona , in un  avvenimento  . Questo  punto   ideale  agisce  ormai  come  se tutta  la forza  motrice  emanasse  da esso. è così che  noi  chiamiamo  la vita  psichica  nasce dalla vita organica , oggettiva  , dal riflesso  , dall'istinto,   dalla  vita  impulsiva. 
In questo  sistema  si svolgono  tutti  i passi  del bambino  ; ed  è questo  il  sistema  che dirige .  Durante tutto il corso dello sviluppo , il bambino  non   fa  che conformarsi  all'ideale  , riferirvi  tutti  i suoi  atti,  e non  giudica  e non  apprezza  i suoi  tentativi  , le sue  esitazioni  , i suoi  preparativi  e le sue   disposizioni  che  nella misura  nella quale  essi  sono  atti  ad avvicinarlo  a questo  ideale  . Egli   si paragona  tanto  all'uomo   quanto  alla donna ;   e servendosi  della   "opposizione" dei sessi  come  di una linea   secondaria , egli  si sente  tanto  più   attratto  verso  il termine  maschile  di questa  opposizione   quanto  più  se ne   sente  lontano  e quanto  più  per questa  ragione  la  maschilità  gli sembra   più   estranea  al suo  essere , quasi  come se  fosse  ostile  .
Nel  bambino  , che abbia   una  predisposizione  alla nevrosi, la tendenza  verso   la sicurezza , nata  a   titolo  compensatorio  dal  sentimento  di malsicurezza   rinforzato  , ha  per   effetto  di far   convergere  , in virtù  d'un  grande  sforzo  d'attenzione  , tutte  le  linee  d'orientamento  , accentuate   dalla nevrosi  , verso  la protesta  virile   portata  al massimo  grado  d'eccitazione  . Più  l'opposizione     dei sessi   appare   spiccata  , più  presto  e con  maggiore   insistenza  , il bambino  si sente  attratto   verso il sesso   che non  è il suo  ;   particolarmente  quando  ,e questo  è il caso  delle  persone  nevrotiche, il carattere  eminentemente  maschile  dell'ideale reagisce  sul sentimento  d'inferiorità , facendo  apparire  come  una  manifestazione  puramente  femminile.

Edgar Allan Poe=Poesie

 30--11--2024

La  valle  dell'inquietudine

Un  tempo  sorrideva silenziosa
una valle  dove  nessuno  abitava:
la sua  gente  era partita per le guerre
lasciando  al  mite  sguardo  delle  stelle ,
nella notte  , dalle  alte  torri  azzurre,
di custodire la distesa   dei fiori
dove  per  tutto  il giorno  pigramente  
giaceva  il rosso  splendore  del sole .
Adesso  gli occhi  del viandante  vedono 
che  non c'è  pace  nella  triste valle.
Più  nulla  laggiù  resta  immobile  ,
più  nulla  o forse  l'aria  soltanto 
che sovrasta  la solitudine  magica.
Nessun  vento  sommuove  questi  alberi 
che  palpitano   come  le gelide  onde 
intorno  alle  Ebridi  coperte di nebbia.
Nessuno   vento  sospinge  le nuvole  
che  strisciano  nel cielo  inquiete 
senza  riposo , dal  mattino  alla sera ,
sulle  viole  abbandonate  che sembrano  
miriade  di forme  d'occhi  umani  
e sui  gigli  che  ondeggiano  e piangono  
sopra  una  tomba  che  non  ha  nome!
Ondeggiano :  dalle cime  profumate 
cadano  gocce  di rugiada  immortali  .
Piangono  : dagli steli   delicati 
scendono  come gemme  eterne  lacrime.

venerdì 29 novembre 2024

Rainer Maria Rilke= I sonetti a Orfeo

29--11--2024

Seconda parte 
        26

Come  ci turba   il grido  degli uccelli.....
Qualsiasi    grido  della creatura .
Ma già , giocando all'aperto  ,  i fanciulli
gridano  e non   attingono  la realtà al grido.

Gridano  il caso.  Dentro  gl'interstizi  
del  grande  spazio  ( dove  intanto  penetra 
il grido  degli uccelli  come  nei sogni  gli uomini)
figgono  i cunei  dei loro  stridi. 

Ma  il nostro  posto  , ov' è ? Sempre  più liberi,
come  aquiloni strappati  alla mano
a mezza  altezza  erriamo  , con  frange che  sghignazzano

lacere  ai venti  ---Ordina  i gridi  agli  uomini,
o Dio  del canto!  E si  destino  , portando,
--fiume  che scroscia  --il tuo  capo  e la lira.

giovedì 28 novembre 2024

Alessandro Manzoni= I promessi sposi

 28--11--2024
    Addio  , monti  sorgenti  dall'acque  , ed  elevati  al cielo;   cime  ineguali ,   note  a chi  è cresciuto  tra voi  , e  impresse  nella  sua  mente,  non meno  che lo   sia  l'aspetto    de'  suoi  più   familiari  , torrenti  , de'  quali  distingue  lo scroscio ,   come  il suono  delle voci  domestiche  ; ville   sparse  e biancheggiate  sul pendio ,  come  branchi  di pecore  pascenti ; addio!  Quanto  è tristo  il passo  di  chi,  cresciuto  tra  voi, se  ne  allontana!  Alla  fantasia  di quello stesso  che se  ne  parte  volontariamente , tratto  dalla speranza   di  fare  altrove  fortuna  , si  disabbelliscono , in  quel  momento  , i sogni  della  ricchezza ;  egli  si meraviglia  d'essersi   potuto  risolvere  , e  ritornerebbe  allora  indietro  , se  non  pensasse  che,  un   giorno  , tornerà dovizioso  . Quanto  più  s'avanza  nel piano  , il suo  occhio  si   ritira , disgustato  e stanco , da  quell'ampiezza  uniforme  ;   l'aria   gli par   gravosa  e morta  ;    s'inoltra  mesto  e disattento  nelle città  tumultuose ;   le case  aggiunte  a case ,  le strade  che sboccano  nelle strade , pare  che gli  levino  il respiro  ; e   davanti  agli edifici  ammirati  dallo  straniero  , pensa   con desiderio inquieto, al   campicello   del suo  paese  , alla  casuccia  a cui  ha  già  messi  gli occhi  addosso,  da gran tempo  , e che  comprerà  , tornando  ricco  a' suoi  monti.
    Ma   chi  non   aveva   spinto   al di là  di quelli  neppure  un desiderio  fuggitivo , chi  aveva  composti  in essi  tutti  i disegni   dell'avvenire  , e  n'è  sbalzato lontano  , da  una  forza  perversa!  Chi,  staccato a un  tempo  dalle  più  care   abitudini  , e  disturbato  nelle  più  care  speranze  , lascia  que' monti, per  avviarsi  in  traccia  di  sconosciuti  che  non  ha  mai  desiderato di conoscere , e  non  può  con l'immaginazione  arrivare  a un  momento  stabilito per  il ritorno! Addio ,  casa natia  , dove  , sedendo  , con  un  pensiero  occulto  , s'imparò a  distinguere   dal   rumore  de' passi  comuni  il rumore  d'un  passo   aspettato con un  misterioso  timore . Addio  , casa  ancora  straniera , casa  sogguardata  tante  volte  alla sfuggita , passando  , e  non  senza  rossore  ;   nella  quale la mente si  figurava  un  soggiorno   tranquillo  e  perpetuo  di sposa  . Addio  , chiesa  , dove  l'animo  tornò  tante volte   sereno  , cantando le lodi al Signore ;   dov'era  promesso  , preparato  un  rito; dove  il sospiro  segreto  del cuore  doveva  essere  solennemente  benedetto  , e  l'amore  venir  comandato  e  chiamarsi santo ;  addio!

mercoledì 27 novembre 2024

Giovanni Pascoli= Poesie

27--11--2024

                Il naufrago

    Vengono e  vanno in un  sussurro l'onde.
Sembra  che  l'una  dopo  l'altra salga
per  veder  meglio . E  chiede  una,  risponde

        l'altra , spiando tra, quei  mucchi  d' alga.....

--Chi   è?  Non so . Chi  sei?   Che  fai?  Più nulla.
Dorme?  Non so. Si:  non si  muove. E  il mare
perennemente  avanti  lui si culla.
 

Giovanni Pascoli=Poesie

 27--11--2024

                La  Befana

La  Befana  sta  sul monte.
Ciò  che  vede  e ciò  che  vide:
c'è  chi piange , c'è  chi ride :
essa  ha  nuvoli  alla fronte ,
            mentre sta  sul  bianco  monte.

Giosue Carducci=Poesie

27--11--2024

Alla stazione  in una   mattina  d'autunno

    Oh  qual  caduta  di foglie , gelida,
continua  , muta  , greve, su  l'anima!
io credo  che solo  , che  eterno ,
che per  tutto  nel mondo  è novembre. 

domenica 24 novembre 2024

34° domenica del tempo ordinario= Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo

 24--11--2024
Ci sono diverse  verità : quelle  degli insegnanti, dei  sapienti , dei filosofi , dei  politici , dei saggi, degli ideologi. Al  di sopra   di tutte  queste  , vi  è una  verità di cui  è testimone  Cristo: quella   della salvezza . Il  mondo  non  l'ha  ancora  capita ;   perciò  questa  verità  continua  ad  essere  accusata,  incoronata  di  spine e crocifissa  . Signore Gesù  , testimone fedele della  verità  divina  , aiutami  a rispondere  a questa  verità con  la fede  e con  la fedeltà al tuo  amore . Vorrei  ascoltare la verità  dalle   tue labbra  . Vorrei  che questa  verità  fosse  la luce  che  illumina  il mio cammino  e  la gioia  della mia vita . Io  aspiro  non   solo  a conoscerla  , ma  anche  a servirla  col cuore  e con  lo spirito , a  dedicarle  le mie  capacità e il mio entusiasmo.

= un pensiero va all'orrore che stiamo vivendo:  una guerra in Ucraina che non  si chiude, con una pace; un Putin , che minaccia , la distruzione del mondo.
una guerra condotta , con una follia che va dalla schizofrenia , alla paranoia, da parte di uno stato che in nome della sua sicurezza, ha violato tutte le normative internazionali, e che ancora trova , appoggio in una classe politica discutibile: parlo di Israele. Fermare  i vertici politici e militari di quel paese , è una prerogativa !
Pace e giustizia , per il popolo ucraino, che ormai è sfinito !
Pace e giustizia per un popolo che , sta vivendo il proprio sterminio , pace per il popolo israeliano.

sabato 23 novembre 2024

Giuseppe Cesare Abba= Da Quarto al Volturno

 23--11--2024
                            Nino Bixio
    Mi  si era  fitto  in mente  che  questo  capitano  del  Lombardo  fosse  un  Francese. L'aria , gli  atti, il tono  suo  di comandare , lo  mostrano  uomo  che  in sé  ne  ha   per dieci . A  capo  scoperto  , scamiciato,  iracondo  , sta  sul   castello come   schiacciasse  un nemico .   Si vede  che  sa  far  tutto  da sé  .  Fosse  in mezzo  all'oceano , abbandonato  su  questa  nave  lui  solo,   basterebbe  a cavarsela . Il  suo profilo  taglia  come  una   sciabolata  ;   se  aggrotta  le ciglia  , ognuno  cerca   di farsi piccino . Visto  di fronte  non   si regge  al suo sguardo . Eppure  , a tratti  , gli  si esprime  in faccia  una  grande  bontà .  Che  capriccio  fu quello  di chiamarlo  Nino?---Bixio!  Ecco  il nome  che gli  sta!  Almeno  rende  qualcosa  come  un guizzo  di folgore....
Il caporale  Plona  si lasciò  sfuggire  non so  che  brutte  parole  , e Bixio giù!  gli   scaraventò un piatto  in faccia  . Ne  venne  un po'  di subbuglio  . Come  un  razzo   Bixio  fu  sula castello  gridando:--Tutti a poppa  , tutti a  poppa!---E tutti  ad   affollarsi  a poppa  rivolti  a lui ,   ritto  lassù  che pareva  li  per  annientarci. E parlò :
--Io  sono giovane  , ho  trentasette  anni  ed ho  fatto  il giro del  mondo. Sono   stato  naufrago  e prigioniero ;   ma sono  qui  , e qui  comando  io!  Qui  io  sono tutto  ,   lo  Czar, il Sultano, il Papa  , sono  Nino Bixio !  Dovete  ubbidirmi  tutti;  guai  chi   osasse  un'alzata  di spalla  , guai  chi  pensasse  di ammutinarsi  !  Uscirei  colla  mia sciabola   , con  le mie  decorazioni , e  vi ucciderei  tutti!  Il Generale  mi ha lasciato  ,  comandandomi  di  sbarcarvi  in Sicilia . Vi  sbarcherò . Là  mi  impiccherete al primo  albero che  troveremo ; ma - e  misurò  con lo sguardo  lento  la calca , ---ma in Sicilia,  ve lo giuro  , vi  sbarcherò!
--Viva  Nino Bixio , viva  , viva,  viva!  E  mille  braccia  si alzarono  a lui  , che  stette  lassù  fiero  un poco  ;  ma poi  impallidì , gli  balenarono gli   occhi  e ci volse  le   spalle  . Dall'alto  dell'alberatura  i marinai  applaudivano.

Jiddu Krishnamurti

 23--11--2024

"La  più  alta  forma  di intelligenza  umana
è   la capacità   di  osservare  senza giudicare."

giovedì 21 novembre 2024

Giosue Carducci= Rime nuove

21--11--2024

        Nostalgia
    Tra  le nubi  ecco  il turchino
cupo  ed  umido  prevale:
sale  verso  l'Appennino 
brontolando il temporale .
Oh  se  il turbine  cortese 
sovra  l'ala aquilonar
mi  volesse  al bel  paese 
di Toscana  trasportar 

mercoledì 20 novembre 2024

Stephen Littlword

 20--11--2024
"La felicità  è una  scelta  quotidiana . Non la trovi  in assenza  di
 problemi : la trovi nonostante i problemi.

Giovanni Pascoli= Myricae -- Alba

 20--11--2024
    Odoravano  i fior  di vitalba
per via , le  ginestre nel greto ;
    aliavano  prima  dell'alba
le rondini  nell'uliveto.

    Aliavano  mute  con  volo
nero, agile  , di pipistrello ;
    e  tuttora  gemeva l'assiolo ,
che  già  spincionava  il fringuello.

    Tra  i  pinastri  era  l'alba che  i  rivi
mirava discendere giù:
    guizzò  un raggio  , soffiò  su  gli ulivi ;
vrb....disse  una  rondine ; e fu 

    giorno  :  un giorno  di pace  e lavoro ,
che l'uomo mieteva il suo grano ,
    e  per tutto  nel cielo sonoro
saliva  un cantare lontano.
  

martedì 19 novembre 2024

Rainer Maria Rilke=I sonetti a Orfeo

 19--11--2024
Parte seconda
        
        25
Ascolta  , i   primi  rastrelli al  lavoro
s'odono;  si  ripete il ritmo umano
nel silenzio   contratto della  terra tenace
che  attende  primavera . Mai  prima  assaporata
  
sembra  l'ora  che viene  , e  l'ora   tanto  spesso 
già  venuta  ti  sembra  ritornare  
con   volto  nuovo  . Sempre  l'hai  sperata,
mai posseduta . E  ora  ti possiede.

Fin  le foglie  di quercia  provate  dagli  inverni 
mostrano  a sera  il bruno  d'un  colore  futuro .
Le brezze  a volte  si scambiano  segni.

Neri  i cespugli  . Ma  più  denso  il nero
del  letame  ammucchiato  in riva  al fiume.
Ogni  ora  se ne va si fa  più  giovane.

lunedì 18 novembre 2024

Giuseppe Parini=Il giorno

18--11--2024

La  vergine  cuccia

Tal ei  parla, o Signore ;   e sorge  intanto
al suo  pietoso  favellar  dagli occhi 
de la   tua   Dama  dolce  lagrimetta 
pari  a le  stille  tremule  , brillanti  ,
che  a la  nova  stagion   gemendo  vanno 
da i palmiti di Bacco entro  commossi 
al  tiepido  spirar  de le  prim'aure 
fecondatrici  . Or  le sovviene  il giorno  ,
ahi  fero  giorno!  allor  che  la sua  bella  
vergine  cuccia  de le  Grazie   alunna,
giovenilmente  vezzegiando  , il  piede  
villan  del servo  con  l'erburneo  dente 
segnò  di lieve  nota  :   ed egli  audace  
con  sacrilego  piè  lanciolla  : e quella 
tre volte  rotolò  ; tre   volte  scosse 
gli  scompigliati peli  , e  da  le  molli  
nari  soffiò  la polvere  rodente .
Indi  i gemiti   alzando  :   Aita , aita,
parea dicesse ;   e da  le aurate  volte 
a lei  l'impietosita  Eco  rispose :
e  dagl'infimi  chiostri  i  mesti  servi
asceser  tutti ;  e da  le somme  stanze  
le  damigelle  pallide  , tremanti ,
precipitaro . Accorse  ognuno ;  il volto
fu  spruzzato  d'essenze a la  tua  Dama.
Ella  rinvenne  alfin  : l'ira  , il  dolore 
l'agitavano  ancor;  fulminei  sguardi 
gettò  sul servo  , e  con  languida  voce 
chiamò  tre volte  la sua  cuccia  : e questa 
 al sen  le corse ;   in suo  tenor  vendetta 
chieder  sembolle :  e tu  vendetta  avesti,
vergine cuccia , de le Grazie  alunna.
L'empio  servo  tremò ;   con gli occhi  al suolo
udì  la sua condanna . A  lui  non valse 
merito  quadrilustre ;   a lui  non valse  
zelo  d'arcani  ufici :  in  van  per lui 
fu pregato  e promesso ; ei   nudo  andonne,
dell'assisa  spogliato  , ondìera  un giorno
venerabile  al vulgo  . In  van  novello  
signor  sperò  ;  ché le pietose  dame
inorridiro , e  del misfatto atroce 
odiar  l'autore . Il  misero si giacque 
con  la  squallida  prole  , e  con  la nuda 
consorte  a lato  , su  la via  spargendo
al passeggiere inutila  lamento;
e tu,  vergine cuccia , idol  placato 
da  le vittime  umane , isti  superba.

=il poeta , sembra approvare  e giustificare  il comportamento  della nobile  dama  nei   confronti  del servo  che  aveva  osato  colpire  col piede  la cagnolina  , ma  ,   soprattutto  nell'ultima  parte , non riesce  a trattenersi  e  biasima   apertamente  , e con  disprezzo  , la  disumana  incomprensione  della classe nobile e corrotta. 

Giovanni Pascoli= Myricae

18--11--2024
        Notte
    Siedon   fanciulle  ad arcolai  ronzanti,
e la  lucerna  i biondi  capi  indora:

    i  biondi  capi, i neri  occhi  stellanti  ,
volgono  alla finestra ad  ora  ad ora:

    attendon  esse  a  cavalieri erranti 
che varcano  la tenebra sonora?

    Parlan  d'amor , di  cortesie  , d'incanti:
così  parlando  aspettano  l'aurora. 

domenica 17 novembre 2024

Bruno Cicognani = Viaggio nella vita

 17--11--2024
        Le ore d' autunno
    Nell'aria c'è la  quiete  della terra  che ha  ricevuto  la semina  ed è assorta   nel compiersi  della  generazione  entro   il suo   alvo materno . Tutti  gli aspetti  delle cose,  le sensazioni  che esse  danno  , son  forse  un riflesso  di questa  condizione   della terra . Forse  per questo  è così  tepido  e commovente  il sole  che io   godo  qui  seduto  sullo    scalino , e mi  dà tenerezza  il rosso della capinera e par  chi  sa  che  il bianco  dei  panni  tesi  al sole.
In  certe  ore  c'è  un languore  caldo  che  fa  dimenticare  come  la stagione  sia   inoltrata : bisogna  fare  uno  sforzo  per  rendersene   conto. E  infatti  , quasi  non  più  insetti  nell'aria , rade  formiche , qualche  lucertola , le  ultime  mosche  che  sono  agli  estremi . Anche  la vita  degli  insetti  è ormai  raccolta  sotto  la  crosta  della  terra, sotto le  pietre  .  E  a stare   a lungo  al sole  si  beccano  certi  cimurri che  poi  a   levarseli   di dosso  ce ne  vuole . Appena  poi  andato  giù  il sole  , subito  il  cenerino  caliginoso  spegne  tutti  i colori  , e  un umido  , una  melanconia  ,uno  struggimento  penetran  nell'ossa  e stringono  il cuore  . Le   sere  sono  eterne . E  in quelle  interminabili  ore  la  solitudine  della  casina  con  le stanze  che  buttano  il rigido  non  è  sostenibile . Il  pensiero  si fissa  in  idee  tristi  che  invecchiano l'anima.
Perciò  alla fine  , ci  siamo  decisi.
Domani  ritorneremo  in città  . Meglio  tornare  serbando  un'impressione  gioiosa ,  con  la fantasia  ancora  piena  d'immagini  di fecondità e di  mistero.

venerdì 15 novembre 2024

Giovanni Pascoli=Myricae

 15--11--2024
        Mare

M'affaccio  alla finestra, e vedo  il mare :
vanno  le stelle , tremolano l'onde.
Vedo  stelle  passare  , onde  passare :
un guizzo  chiama  , un  palpito  risponde .

Ecco  sospira l'acqua  , alita il vento :
sul mare  è apparso  un bel  ponte  d'argento .
Ponte  gettato  sui  laghi sereni ,
per chi  dunque  sei  fatto  e dove  meni?

Giacomo Leopardi=Canti

 15--11--2024

Ultimo canto  di Saffo

Placida  notte , e  verecondo  raggio
Della  cadente luna ; e  tu  che  spunti
Fra  la tacita  selva  in su  la rupe ,
Nunzio del giorno  ; oh  dilettose  e care 
Mentre  ignote  mi fur  l'erinni e il fato ,
Sembianze  agli  occhi  miei , già non arride 
Spettacol     molle  ai  disperati affetti .
Noi  l'insueto  allor  gaudio ravviva 
Quando  per  l'etra  liquido si  volse
E  per  li  campi  trepidanti  il  flutto
Polveroso  de' Noti , e  quando  il  carro ,
Grave   carro  di Giove  a noi  sul  capo ,
Tonando , il  tenebroso  aere  divide .
Noi  per le  balze  e le profonde  valli 
Natar  giova  tra' nembi, e  noi  la vasta 
Fuga  de'  greggi  sbigottiti , o  d'alto 
Fiume  alla  dubbia  sponda
Il  suono  e la  vittrice  ira  dell'onda.

Bello  il tuo  manto  , o divo  cielo, e bella
Sei   tu,  rorida  terra  . Ahi  di  cotesta 
Infinita beltà  parte  nessuna
Alla  misera  Saffo  i numi  e l'empia 
Sorte  non fenno . A' tuoi  superbi  regni 
Vile,  o natura , e grave  ospite  addetta,
E  dispregiata  amante  , alle  vezzose 
Tue  forme  il core  e le pupille  invano 
Supplichevole intendo . A  me non  ride 
L'approccio margo ,  e dall'eterea  porta 
Il  mattutino albor ; me non il  canto
De' colorati  augelli , e non  de' faggi
Il  murmure saluta : e dove  all'ombra 
Degl'inchinati  salici  dispiega
Candido  rivo  il  puro  seno  , al mio
Lubrico  piè  le flessuose  linfe
Disdegnando  sottragge,
E  preme  in fuga  l'odorate  spiagge.

Qual  fallo  mai,  qual  si  nefando  eccesso
Macchiommi  anzi  il natale, onde  sì torvo
Il ciel mi fosse  e di  fortuna  il volto?
In  che  peccai bambina , allor che ignara 
Di  misfatto è la vita  , onde  poi  scemo
Di giovinezza , e   disfiorato  , al fuso
Dall'indomita  Parca  si  volesse
Il ferrigno  mio stame? Incaute voci
Spande il tuo  labbro : i destinati eventi 
Move arcano  consiglio . Arcano  è tutto  ,
Fuor  che  il nostro  dolor . Negletta  prole 
Nascemmo al  pianto , e  la ragione  in grembo
De'  celesti  si  posa  . Oh  cure , oh speme 
De'   più  verd'anni !  Alle sembianze  il Padre ,
Alle  amene   sembianze  eterno  regno 
Diè nelle  genti  , e  per  virili  imprese ,
Per  dotta  lira  o canto ,
Virtù non luce in disadorno  ammanto.

Morremmo . Il  velo  indegno a terra sparto,
Rifuggirà  l'ignudo  animo  a Dite,
E  il crudo  fallo emenderà del  cieco
Dispensator  de' casi . E  tu  cui  lungo 
Amore  indarno  , e  lunga  fede , e  vano 
D'implacato  desio furor  mi strinse ,
Vivi  felice , se  felce  in terra 
Visse nato  mortal  . Me  non asperse 
Del  soave  licor  del  doglio avaro 
Giove  , poi   che  perir  gl'inganni  e il  sogno 
Della  mia fanciullezza . Ogni  più lieto 
Giorno  di nostra  età primo  s'invola .
Sottentra il morbo , e  la vecchiezza , e  l'ombra 
Della  gelida  morte . Ecco  di tante 
Speranze  palme e dilettose errori ,
Il  Tartaro m'avanza ;  e il  prode  ingegno 
Han  la  tenaria  Diva,
E  l'altra notte, e la silente riva.

=  Fu  composta  a Recanati  nel maggio 1822,  fu pubblicata  nell'edizione  bolognese  delle Canzone del  1824.
Attraverso la figura di  Saffo , poetessa  greca  del  7°  --6°  sec. a.C. ,ma  leggendariamente  interpretata, la  Canzone "intende  di  rappresentare  l'infelicità  di un animo  delicato, tenero,  sensitivo, nobile e   caldo , posto  in un  corpo  brutto e giovane .

Giosue Carducci=Odi barbare

 15--11--2024
        Nevicata

Lenta  fiocca  la neve pe 'l cielo cinereo: gridi,
suoni  di vita  più  non salgono  da la città,

non  d'erbaiola  il grido  o  corrente rumore di  carro,
non  d'amor  la canzone  ilare  e di  gioventù.

Da  la torre  di piazza  roche  per  l'aere  le ore 
gemon , come sospir d'un  mondo  lungi  dal di.

Picchiano  uccelli  raminghi a' vetri  appannati : gli amici
spiriti  reduci  son  ,  guardano e chiamano a me.

In  breve , o cari , in breve --tu calmati , indomito  cuore--
giù al silenzio verrò , ne  l'ombra riposerò.

mercoledì 13 novembre 2024

Bruno Cicognani= La Velia (La casa abbandonata)

 13--11---2024

Tutte  le finestre  della  villetta , persiane  e vetri  , erano spalancate ;  e i  muri  di fuori  ,   per quanto  macchiati  scuri  d'umido  antico  , si  risvegliavano  , come  se fosse  per tornare  il   tempo  in cui  avevan  l'intonaco  bianco:  i bei  tempi  che  allora , come  abbagliavano ,  tostoché il sole  della mattina  faceva  tanto  da  batterci  , non  si  potevan  fissare.
Anche  l'uscio  di casa  , in cucina a  quattro scalini , era  aperto  : tutt'è due  i battenti . Il   rigido  della  casa  disabitata :--la casa  era stata   tutto  l'inverno  al gelo  , sola  senza  il   respiro  d'un  corpo  vivo:   ora  hanno  aperto  tutte le finestre , ma sembra  ormai  invano . La cucina  è spenta , e,  si direbbe  , per  sempre : nel   camino  basso  e grande  c'è  una  panca  e  una seggiola , vuote , e tra  gli alari  la cenere  fredda  del fuoco  che quando  finì  , da  allora  la casa  rimase  , disanimata . E  nelle  stanze  i  mobili  come  nei  racconti  delle fate quando  uno   entra  dove  fu  fatto  l'incanto  che tutte  le cose  pigliassero  sonno , e ancora  sono  immerse   nel sonno  : i mobili  quali  si veggono  nelle ville  che  s'affittano  per la villeggiatura  --si  veggono  soltanto  là  e sembrano  da per tutto  i medesimi  , e tra  loro  non c'è  uno  che  sia   dello stesso  stile d'un  altro , ma  ormai  a forza  di tempo  tutti  gli stili  si son  conciliati : hanno preso  un aspetto  essenziale  uniforme : pensionati   decrepiti --quand' è   che  non  sono stati così? Tutti lo stesso  colore  di polvere intrisa  e  buttan  tutti  lo stesso  puzzo  speciale di muffa . Quei  canapè  ricoperti  le mai  tante  volte  e poi  non  ne  meritò  più  il conto, e ora  si scopron  le varie stoffe  come  tante  bucce  ;   quelle tavole  ovali  che  perché  non  traballino  è necessario  scosciarle   e allora  stanno  in piano  , a  pendio , con  le gambe  che   sembran  puntelli  ;   quelle stampe  che  non si sa  più  , tutt'una  macchia  d'umido  , che  cosa   abbiano  rappresentato  :   e non   c'è  un pezzo  di stoffa  che  non sia  sbiadito  , sgorato , con   tappezzature  d'una malinconia  di pagliacci in miseria , e basta  urtar  qualche  cosa di legno  perché  tu vegga  come  da  un crivello  versar  tante  fontanine  di polvere  di tarlo.  Eppure  ,  ancora  , per  immensurabile tempo  continueranno a viver così.

Giacomo Leopardi= I Canti

 13--11--2024
    Dolce  e chiara  è la  notte  e senza  vento,
e questa  sovra  i tetti  e in  mezzo  agli  orti
posa  la luna  , e  di lontan  rivela 
serena  ogni  montagna.....

Enrico Panzacchi= Poesie

 13--11--2024
        Inverno

    Sull'alba , è  intatta  al  suolo
la grande   nevicata
che  fioccò tutta la notte.
        Poi   sul bianco lenzuolo  
appar  qualche pedata ;
piè  grandi  e  scarpe rotte.
        Soffre   la  vita  o dorme.
Ai  bimbi  il  verno è crudo 
come  all'età  cadente.
        Veggo  , fra  l'altre , l'orme
d'un  picciol  piede  ignudo
che  m' attrista la mente.....
        Ahi , ahi , chi  vi  ristora ,
o  tremanti  piedini 
di fanciullo errabondo?
        E  vi son  dunque  ancora 
dei  poveri  bambini 
che  van,  scalzi , pe 'l mondo?

= un pensiero ai bambini , vittime dell'orrore di una guerra , da forsennati;  un pensiero  ai bambini che vivono in campi profughi;  e un pensiero per  , quei  bambini, che  vengono sfruttati , ancora oggi dagli adulti , nel mondo del lavoro.

martedì 12 novembre 2024

Rainer Maria Rilke =I sonetti di Orfeo

 12--12--2024

Seconda parte
         24

O gioia sempre  nuova  di creare  dalla  tenera argilla!
Quasi  nessuno  li  aiutò , i primi  che  osarono .
Città  tuttavia sorsero  lungo  golfi felici,
acqua  e  olio  colmarono  le brocche   tuttavia.

Gli  dei,  li progettiamo  prima  in  abbozzi audaci
che  l'ispido  destino  nuovamente  ci distrugge .
Ma  Essi   sono immortali. E  a noi   è dato  tenderci
in  ascolto  a Colui  che  ci esaudisce infine.

Noi, una  stirpe  sola  nei millenni: madri e padri
sempre  più  gravidi  di quel  futuro  figlio
che  un giorno  , superandoci , sconvolga il nostro essere.

E  quanto  tempo   abbiamo  , noi gettati  nell'azzardo infinito!
Chi  siamo  , lo  sa solo   la morte taciturna,
e sa quale  guadagno  ne trae  quando  ci  presta.

= Dedico questi versi , alle due giovane vite morte , vittime di una  società, atrocemente , malata.
Erano sole delle  ragazzine , con tanta vita davanti e tanti progetti nel loro cuore.

Seneca

12--11--2024

Ti indicherò  un filtro  amoroso  senza veleni , senza  erbe,  
senza  formule magiche :
    se vuoi essere  amata  , ama. 

domenica 10 novembre 2024

Esseri cristiani

 10--11--2024
Da  Vangelo  secondo Marco
In quel tempo  , Gesù  diceva  alla folla  mentre  insegnava  :
" Guardatevi dagli  scribi  , che  amano  passeggiare  in   lunghe  vesti, ricevere  saluti  nelle piazze  , avere  i primi   seggi  nelle sinagoghe e i  primi  posti  nei  banchetti  . Divorano  le  case  delle vedove  e ostentano  di fare  lunghe  preghiere ; essi  riceveranno  una condanna  più grave".

= Mi chiedo quanti scribi e farisei , abbiamo nella chiesa cristiana?
L'ipocrisia , l'apparire , è un vizio proprio della natura umana, liberarsene è profondamente difficile, perché conversione dei costumi , è difficile  rifletterlo su se stessi, soprattutto se l'albagia è profondamente  presente nel carattere.
L'essere cristiani , è un prendere coscienza , che la propria vita inscritta nel battesimo, viene vissuta con un Presenza, la quale  , deve necessariamente , cambiare  la nostra prospettiva , di vita , nella società nella quale viviamo.

Corano

10--11--2024

E  l'angelo  Israfel!  le corde del  cui  cuore
sono  un liuto  , possiede  la più  dolce  voce
fra  tutte  le creature di Dio. 

Edgar Allan Poe= Poesie--Terra di fate

 10--11--2024
Valli  di nebbia , fiumi tenebrosi
e  boschi  che somigliano alle nuvole :
poi  che  tutto  è coperto dalle  lacrime
nessuno  può  distinguere  le forme.
Enormi  lune  sorgono  e tramontano 
ancora  , ancora,  ancora...in ogni  istante
della notte inquete , in un mutare
incessante  di luogo . E  così  spengono  
la luce  delle stelle  col  sospiro
del  loro  volto pallido . Poi  viene 
mezzanotte  sul  quadrante  lunare
ed  una più  sottile  delle altre 
-(  di  una specie che dopo  lunghe   prove
fu giudicata   la migliore) scende
giù , sempre  giù, ancora  giù, fin  quando 
il suo  centro  si  posa  sulla  cima
di una  montagna  , come  una  corona,
mentre  l'immensa  superficie , simile 
a un razzo  , s'adagia sui   castelli
e sui borghi ( dovunque  essi  si trovino)
e si  distende   su  strane  foreste ,
sulle  ali  dei  fantasmi  , sopra  il mare,
sulle  cose  che  dormono  e un  immenso  
labirinto  di luce  le ricopre .
Allora   si fa  profonda  -profonda! -
la passione   del  sonno  in ogni  cosa.
Al  mattino  , nell'ora  del  risveglio ,
il velo  della  luna  si  distende 
lungo   i cieli   in  tempesta  e,  come  tutte
le cose , rassomiglia  ad  un gallo  albatro.
Ma  quella  luna  non  è più  la stessa :
più  non sembra  una  tenda  stravagante .
A poco   a poco  i suoi  esili   atomi 
si  disciolgono  in pioggia  : le  farfalle 
che  dalla  terra  salgano  a cercare 
ansiose  il cielo  e subito  discendono 
-(creature insoddisfatte !)  ce ne  portano
solo  una goccia  sulle  ali  tremanti.

venerdì 8 novembre 2024

Giosue Carducci

 8--11--2024
    Passa  la nave  mia  con  vele  nere,
con  vele nere  pe 'l  selvaggio mare

Stornello popolare

 8--11--2024
    Fiore  di pepe,
tutte  le fontanelle  son seccate ;
povero  amor  mio1 muore  di sete.

Edmondo De Amicis=L'idioma gentile

 8--11--2024
Alla  tua  età  ,  quando  s'ha  da scrivere , si  suol  commettere  l'errore d'incominciar  subito  e in  qualunque  modo, con  la risoluzione di chi  spicca la corsa incontro a un pericolo  , per  non lasciar tempo  alla paura di  saltargli  addosso  . S'entra  d'un  salto  nell'argomento  senza  un'idea  preconcetta,   pensando  che  l'ispirazione  ci  giungerà per la via  , che  le  idee  sorgeranno  sul  nostro cammino  l'una  dall'altra, come  le bolle  in  acqua  agitata.
è un calcolo  sbagliato  della pigrizia, che  rifugge  dal  lavoro preparatorio  della  composizione . Quanto  meno  avrai  pensato  prima  , più  faticherai  dopo , e  con minor  frutto  . Quanto  più  ti sarai  voltato e rivoltato  per  la mente  il soggetto  avanti  di scrivere , con  maggior  rapidità scriverai;    e questa  rapidità  non sarà  precipitazione  ma impeto  spontaneo,   che andrà  tutto  a vantaggio  della  vivacità  della  espressione  e della  fluidità dello stile .
Noi  pensiamo   a  frammenti  e a  ritocchi . Poche  idee  ci nascono  nella  mente  chiare  e vestite di un'espressione  che  possa  esser  messa  tal  quale   sulla carta  . Al  primo  sorgere  , l'idea  ci si  presenta  quasi  sempre  come   un'ombra  presso  che informe  ; poi  si disegna  , ma a  linee  mal  determinate  e qua  e là  spezzate  e manchevoli  ;   poi  piglia  una  forma  compiuta e  netta.  Tu  getti  per lo più  , l'idea  sulla  carta  , quando  è ancora  nel  primo  o nel  secondo stato  . Aspetta il terzo!
Ci sono  idee  che si svolgono  con  un  lungo giro  misterioso  nei  labirinti  del cervello . Tu  devi  lasciar  che  compiano  il giro . Se  le   prendi   a  mezzo cammino , non prendi  che un embrione  di idea . E  non  pensare  che   certe  espressioni  felici  che  tu trovi  negli  scrittori  siano  sempre  ---come   ti paiono --effetto di un'ispirazione  spontanea  ; tali  possono  esser  parse   allo scrittore  medesimo  nell'atto  che  le  scriveva , ma  sono  in realtà  quasi   sempre  l'ultimo  effetto  d'un  lavoro  precedente  nel suo  pensiero.
Avvezzati  dunque  a ordinare  e a  esprimere  le tue  idee , a  prendere   appunti  , a cancellare  , a correggere  , a  rifare  le   cose  tue  mentalmente . Tu   rimarrai  meravigliato nel riconoscere   quanto  si fortifichi , anche  con  un  breve  esercizio  , la  facoltà  che da  principio  è debolissima in tutti  , di  fare  "minute mentali" . Da  una  volta  all'altra che  ti  proverai  , ti  riuscirà di   farle  con minor fatica , sempre  più lunghe , più  particolareggiate , più   chiare , più  vicine  alla forma  definitiva .  Quando  avrai in mente  ben  chiaro  e ordinato  quello  che vuoi  scrivere , il tuo  pensiero  ,franco   e sicuro   di sé  farà  correre  la penna  diritta e svelta  senza  lasciarle  il tempo  né   modo  di  fuorviare  , di  serpeggiare  , di  perdersi in  minuzie  e in  fregi  inutili e  falsi.

giovedì 7 novembre 2024

Paulo Coelho

 7--11--2024
"Non puoi  domare  un cavallo  selvaggio, 
lo uccideresti e gli  toglieresti la libertà
di essere  com'è.
Però,  se vuoi , puoi imparare  a corrergli  
affianco  , imparando  cosa  sia
quell'infinito brivido  chiamato libertà"

mercoledì 6 novembre 2024

Alfred Adler= Il temperamento nervoso

 6--11--2024
In   seguito ad un'osservazione prolungata   di sogni   di persone  sane  e di persone  ammalate , sono arrivato  alle seguenti conclusioni:
1)Il sogno è un  riflesso  sommario  d'attitudini  psichiche   e rivela  all'osservatore  il modo  caratteristico  nel quale  il sognatore  si comporta  rispetto  a un  dato problema .
2)Nei sogni   si manifestano  egualmente  in modo  più  o meno  astratto  l'atteggiamento  del sognatore  verso i suoi simili , i suoi tratti di carattere , e le loro  deviazioni nevrotiche .   Il carattere  astratto  del pensiero  in sogno  deve   essere  considerato  come  un'espressione della tendenza  verso  la sicurezza  , che  tenta  di risolvere  un problema  semplificandolo , riportandolo  a   problemi  più elementari dell'epoca  dell'infanzia. è vero  che il pensiero  normale  procede  allo stesso modo , esiste  però  la differenza  che il  sogno  porta   molto  più avanti  questo  lavoro  di riduzione  e di semplificazione , servendosi   della memoria  tendenziosa  , ricorrendo  a immagini  e analogie  ,all'evocazione   allucinatoria   di ricordi  spaventosi  o stimolanti  .  Ciò che rende   ancora più astratto il pensiero  nel sogno  è  l'isolamento  nel quale  il soggetto  si  trova  rispetto alla realtà, ciò che esclude qualsiasi  correzione  possibile  delle illusioni   sensorie  che si producono  durante il sonno .
3)Per sua natura il  sogno  è una  finzione che riflette  i  tentativi  e le  prove  antecedenti  , con  l'aiuto  dei quali  la prudenza  e lo  spirito   di  precauzione  tendono  ad assicurare  al soggetto  il dominio d'una  situazione  futura .
I sogni  di persone  nervose  ci  rivelano  con precisione  assoluta  , assieme  al modo  d'appercezione  nevrotico , cioè  conforme  al principio  d'una  forte opposizione, il sentimenti d'inferiorità che il soggetto prova, nonché  l'idea  di personalità  che domina  sulle  sue  aspirazioni. Se  durante  il giorno  il soggetto  fa prova  di zelo  e di  attività. i suoi sogni  notturni  al contrario  lo mostrano  in preda  ai dubbi.
4)L'idea direttiva  rinforzata  dalla  nevrosi  si manifesta  sempre  nei  sogni  dei nervosi  , molto  frequentemente  sotto  forma  di una  aspirazione  "ascendente"  o di protesta  virile.
5)  Nei sogni ricorrenti  , che  hanno  sempre  lo stesso  contenuto  , e  nei   ricordi di sogni  infantili  , la linea  d'orientamento  fittizia  si manifesta  nel modo  più chiaro.  Gli uni e gli altri si  dispongono  in  uno  schema  già pronto  o  riconosciuto come  utilizzabile ,che  si sviluppa dallo  scopo  finale fittizio,    ed è  mantenuto  da questo. Quando  nella  stessa  notte  sopravvengono  parecchi  sogni  , bisogna  vedervi  altrettanti  tentativi  di soluzione , nonché  la prova   d'una  incertezza  molto superiore  a quella  normale.
6)Il simbolismo  e l'analogia   dei  quali  il sogno  si serve  costituiscono  il   contenuto  formale  col quale  si manifesta  un dinamismo  effettivo  rinforzato .  Costituiscono la  superstruttura   psichica  che  corona  una combinazione   di una  situazione  psichica  con  un ricordo il quale  , evocato  in modo  tendenzioso  e nella  maggioranza  dei casi  sofisticato  , è  destinato  ad introdurre  la risonanza  che esige  la  "dea".
Contrariamente  a ciò che afferma Freud , non  sono dunque  le  realizzazioni di desideri  infantili e le regressioni che noi  incontriamo  nei nostri sogni  ,  ma un semplice  tentativo  anticipato  di conquistare  la sicurezza  , tentativo  nel   quale  si ricorre  all'uso  di ricordi  raggruppati  tendenziosamente  , e che  non   hanno  nulla   a che vedere  coi  desideri  libidici  o sessuali  dell'infanzia.
Ciò che  distingue  essenzialmente  la  nevrosi  coi  suoi  sogni  e   le sue  divagazioni , dallo stato  normale  , è  la tendenza  rafforzata   dalla  finzione  , rafforzata  anche  quest'ultima   , a  scegliere  i ricordi  che  sono  stati  resi  efficaci  in un  tempo  precedente ;

Alessandro Manzoni= I promessi sposi

6--11--2024
Era  , in  quel  momento  ritta  vicino  alla grata , con  una mano appoggiata  languidamente a quella  , e  le  bianchissime  dita intrecciate  ne'  voti ;  e  guardava  fissa  Lucia , che  veniva  avanti  esitando .--Reverenda  madre , e  signora  illustrissima, --disse il  guardiano  , a capo  basso , e  con la mano  al petto:- questa è  quella  povera  giovine , per  la quale  m'ha  fatto  sperare  la sua  valida  protezione ;  e   questa  è la madre .
Le  due  presentate  facevano  grandissimi  inchini : la signora  accennò loro  con  la mano  , che  bastava  , e  disse , voltandosi  al padre :-- è  una fortuna  per me  il  poter  fare  un piacere a' nostri  buoni  amici  i padri  cappuccini . Ma ,--continuò ;-mi dica un po ' più  particolarmente il caso di questa  giovine , per  veder meglio  cosa  si possa fare  per lei.
Lucia diventò  rossa  , e  abbassò  la testa .
--Deve  sapere , reverenda  madre ...-incominciava  Agnese ;  ma il guardiano  le troncò  , con  un'occhiata , le parole  in bocca , e  rispose :-questa giovine , signora  illustrissima , mi  vien  raccomandata , come  le ho detto, da  un mio  confratello . Essa   ha dovuto  partir  di  nascosto dal suo  paese  ,  per  sottrarsi  a de'  gran  pericoli  ;   e ha bisogno ,per qualche tempo, d'un asilo  nel quale possa vivere sconosciuta ,e  dove  nessuno  ardisca  venire  a disturbarla  , quand'anche ....
-----Quali pericoli? --interruppe  la signora --Di  grazia  , padre  guardiano , non mi  dica  la cosa  così  in  enimma . Lei  sa che  noi  altre  monache  , ci piace  di sentir  le storie  per  minuto.
--Sono  pericoli  , -rispose  il guardiano , che  all'orecchie  purissime  della   reverenda madre  devon  esser  appena leggermente  accennati....
--Oh certamente , ---disse  in fretta  la signora , arrossendo alquanto .
Era  verecondia? Chi  avesse  osservata  una rapida  espressione  di dispetto  che   accompagnava  quel rossore  , avrebbe  potuto  dubitare ; e tanto  più  se l'avesse  paragonato  con quello  che  di tanto  in tanto   si spandeva  sulle gote  di Lucia .
 

Giovanni Alfredo Cesareo=La locomotiva

 6--11--2024
Dietro
qualche 
vetro,
qualche 
viso 
bianco,
                        qualche
                        viso
                        stanco
                        qualche
                        gesto
                        lesto.....

martedì 5 novembre 2024

Francesco Ugolini= Grammatica italiana

5--11--2024

La storia di ciao è così  interessante che merita  davvero  di essere  brevemente ritracciata  . Ciao, una volta  adoperato  esclusivamente  nell'Alta  Italia  , ma  che ora  si ode   di frequente  come formula amichevole di saluto  anche  su labbra  toscane  o romane , è  un   minuscolo  contributo  dei dialetti  settentrionali  , più  particolarmente  di uno  di essi ,  del Veneto  , alla  lingua  parlata  . In  una così breve  e fuggevole  paroletta  chi  riconoscerebbe  a   prima vista  l'italiano  schiavo? Eppure  , proprio  di "schiavo" si tratta  , e  di schiavo  travestito  alla veneta . Sclavus nel latino medioevale  significò dapprima  semplicemente  Slavo,  poi  , soprattutto   per il fatto  che  nell'alto  Medio Evo dei  gruppi  di Slavi  furono  ridotti  in   Germania  allo stato  di servi , sclavus assunse  il valore  generico  di "servo" , di  "schiavo" .  Nel settecento  a Venezia  , schiavo,  dialettalmente  (s'ciào)   era  divenuto  formula  di  riverenza  e di omaggio  . Il cavaliere  si  profferiva  servitore  (s'ciào)   alla dama;  con  un  "  Vi  son   schiavo"  si  accomiatava  il  signore  dai suoi  amici. "S'ciào, niora"  dice  Pantalone  de'  Bisognosi in una  commedia  goldoniana  , inchinandosi  a Bettina , la  giovane  moglie di  suo   figlio; e Bettina  risponde  nell'atto  della riverenza  :" Patron , sior  missier . La  lassa che   ghe  basa  la man".  Da  Venezia  s'ciào  guadagna  rapidamente  la Lombardia  , l'Emilia ,  il Piemonte e si  spinge  sino a Nizza, dove  tuttora  è vivo . Durante  il cammino  , per   adattarsi  ad ogni  labbro  e rendersi  di più  facile  pronuncia  , si  semplifica  , perdendo   qualche  cosa  dell'asperità  del gruppo  consonantico iniziale  e da  s'ciào  diviene  il più   scorrevole  ciao;  si generalizza  nell'uso  , e  col  tempo  ,  perdutosi  il valore  etimologico  originario  nella coscienza  dei  parlanti  , lo  adottano  anche  le signore  e diviene  da formula   cerimoniosa  il saluto  dell'intimità . Vicenda  singolare  di una  parola! Il giovanotto  e la  signorina  del nostro tempo  Novecento  , che  dicono  buongiorno  o  arrivederci  ai  loro amici con  lo   sbrigativo e confidenziale   ciao, sospettano  di  adoperare  la medesima  parola di  ossequio ,  incipriata  di grazia  settecentesca , che  il cavaliere  veneziano  , due secoli  fa,  rivolgeva  alle   dame  e alle  brigate  signorili fra  un  inchino  e l'altro, all'entrare  nei salotti  o  sul  punto   di partirsene?

venerdì 1 novembre 2024

Le mie riflessioni barbare

 1--11--2024
Il mio pensiero, la mia preghiera , per le vittime dell'alluvione in Spagna.
Non si può più , parlare del cambiamento climatico, come discorsi da salotto, senza rimboccarsi le maniche, in modo profondamente responsabile. Tutto ciò che faremo di positivo e di possibile , per rallentare , per cambiare , il nostro modo di vivere, sarà il frutto che raccoglieranno le nuove generazioni. Ma se non facciamo nulla , daremo la devastazione alle  stesse.

Alfred Adler = Il temperamento nervoso

 1---11---2024
Dopo  aver dimostrato  che  l'affermazione virile  non  è altro  che un artifizio  del quale  l'ammalato  si serve  per render  più completa  possibile  la  sua sicurezza , per  mettersi in regola  con l'idea  che egli  si fa  della  personalità , dobbiamo  ancora  tener  conto  delle  trasformazioni  che  questo  processo  subisce  tutte  le volte  che il  soggetto  si trova  in presenza   di contraddizioni  e di opposizioni di natura  tale  da compromettere  o render  vani  gli sforzi   tendenti   a realizzare  questa  ascesa  , questa  elevazione  che è  lo scopo  verso   il quale  egli  è spinto  dalla  sua nevrosi . Una  contraddizione  , un'opposizione  di questo  genere  si  producono  quando  la realtà  agisce  in modo   deprimente  sul sentimento  di personalità . Di regola  , il nervoso  si  atterrà  in   questo caso  alla sua  "idea" in modo  più rigido  che  non l'uomo normale .   Ma più  si accentuerà  il pericolo  , e più  il soggetto  , aiutato  dai  suoi  ricordi che  anticipano  i danni  e le  difficoltà  che lo aspettano  , si metterà  d'impegno  a  inventare  nuovi  raggiri  nevrotici , a  circondarsi  di nuovi  mezzi  di difesa  egualmente  di natura  nevrotica  , i quali  , in  presenza   d'un  dato problema ,non  implicheranno né  un'affermazione  né  una  negazione  , ma  piuttosto l'una  e l'altra  assieme ; egli   manifesterà  così  il suo  ermafroditismo  psichico  retrocedendo  davanti  al pericolo  , fingendo  di subirlo, diventando  "femmina" nel senso  che  egli  stesso  attribuisce  a questa  parola  , ma  senza   cessare   di continuare  allo  stesso  tempo  la sua  marcia  in avanti  , verso  la  dominazione , verso  la virilità.
I suoi tratti  maschili possono  subire  inoltre  una modifica  sotto  l'influenza   della  paura , della  vergogna, del castigo, del  rimprovero , per  farla breve : di tutto ciò che viene dal  "basso".   Il sentimento  di colpa   che genera  le  nevrosi , gli  istinti  criminali   falsamente   considerati "ereditari", la  brutalità  , la   ferocia , l'egoismo  spaventano  l'ammalato  allo stesso  grado  di quanto lo   facciano  il sentimento   di virilità  , d'impotenza  , di  stupidaggine e di   pigrizia.  Nel bambino  cattivo  ed  ineducabile  , pigro  e refrattario  in  certe  forme  di psicosi , nonché  durante  le fasi  preliminari della "nevrosi  costituita" , si  assiste   alla formazione     rettilinea  e ascendente  della  protesta  virile, divenuta  fine a se stessa , e  che  ha  preso  definitamente  il posto  della finzione  direttiva  rafforzata.