8--10--2019
Il termine "Signora", nella storia della società civile definisce, una donna coniugata. Il termine viene usato da tutte le società civili del pianeta terra;
Per il popolino siciliano, fuori dagli usi corretti del mondo civile, utilizza questo vocabolo, per definire la vita di alcova.Un popolo ,carnale che vive la propria vita nel ciclo vitale di : nascita , accoppiamenti, riproduzione morte, la vita sociale e di relazione si svolge tutta all'interno di questo ciclo.
Sono per nascita una borghese, la mia famiglia appartiene, alla vecchia borghesia siciliana; non mi turba essere chiamata :"Signora" perché lo sono per nascita, e non certo per alcova, ma non posso ne' perdonare , ne' accettare di essere chiamata signora, per una volgare vita di alcova che io non ho mai vissuto! Sono stanca della persecuzione di cui sono vittima da molti anni ormai, so di combattere contro una realtà di mafia e di fango.
Cerca nel blog
martedì 8 ottobre 2019
OSSI DI SEPPIA di: Montale( 1920---1927) 2°
8--10--2019
Quasi una fantasia
Raggiorna, lo presento
da un albore di frusto
argento alle pareti:
lista un barlume le finestre chiuse.
Torna l'avvenimento
del sole e le diffuse
voci, i consueti strepiti non porta.
Perché? Penso ad un giorno d'incantesimo
e delle giostre d'ore troppo uguali
mi ripago. Traboccherà la forza
che mi turgeva , incosciente mago,
da grande tempo . Ora m'affaccerò,
subisserò alte case, spogli vitali.
Avrò di contro un paese d'intatte nevi
ma lievi come viste in n arazzo.
Scivolerà dal cielo bioccoso un tardo raggio.
Gremite d'invisibile luce selve e colline
mi diranno l'elogio degl'ilari ritorni.
Lieto leggerò i neri
segni dei rami sul bianco
come un essenziale alfabeto.
Tutto il passato in un punto
dinanzi mi sarà comparso.
Non turberà suono alcuno
quest' allegrezza solitaria.
Filerà nell'aria
o scenderà s'un paletto
qualche galletto di marzo.
Falsetto
Esterina, i vent'anni ti minacciano,
grigiorosea nube
che a poco in se' ti chiude.
Ciò intendi e non paventi.
Sommersa ti vedremo
nella fumea che il vento
lacera o addensa, violento.
Poi dal fiotto di cenere uscirai
adusta più che mai,
proteso a un'avventura più lontana
l'intento viso che assembra
l'arciera Diana.
Salgono i venti autunni,
t'avviluppano andate primavere;
ecco per te rintocca
un presagio nell'elisie sfere.
Un suono non ti renda
qual d'incrinata brocca
percossa!; io prego sia
per te concerto ineffabile
di sonagliere.
La dubbia dimane non t'impaura.
Leggiadra ti distendi
sullo scoglio lucente di sale
e al sole bruci le membra.
Ricordi la lucertola
ferma sul masso brullo;
te insidia giovinezza,
quella il lacciolo d'erba del fanciullo.
L'acqua è la forza che ti tempra
nell'acqua ti ritrovi e ti rinnovi;
noi ti pensiamo come un'alga, un ciottolo,
come un'equorea creatura
che la salsedine non intacca
ma torna al lito più pura.
Hai ben ragione tu! Non turbare
di ubbie il sorridente presente.
La tua gaiezza impegna già il futuro
ed un crollar di spalle
dirocca i fortilizi
del tuo domani oscuro.
T'alzi e t'avanzi sul ponticello
esiguo, sopra il gorgo che stride:
il tuo profilo s'incide
contro uno sfondo di perla.
Esiti a sommo del tremulo asse,
poi ridi, e come spiccata da un vento
t'abbatti fra le braccia
del tuo divino amico che t'afferra.
Ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra.
EPIGRAMMA
Sbarbaro, estroso fanciullo, piega versicolori
carte e ne trae navicelle che affida alla fanghiglia
mobile d'un rigagno; vedile andarsene fuori.
Sii preveggente per lui, tu galantuomo che passi:
col tuo bastone raggiungi la delicata flottiglia,
che non si perda; guidata a un porticello di sassi.
Quasi una fantasia
Raggiorna, lo presento
da un albore di frusto
argento alle pareti:
lista un barlume le finestre chiuse.
Torna l'avvenimento
del sole e le diffuse
voci, i consueti strepiti non porta.
Perché? Penso ad un giorno d'incantesimo
e delle giostre d'ore troppo uguali
mi ripago. Traboccherà la forza
che mi turgeva , incosciente mago,
da grande tempo . Ora m'affaccerò,
subisserò alte case, spogli vitali.
Avrò di contro un paese d'intatte nevi
ma lievi come viste in n arazzo.
Scivolerà dal cielo bioccoso un tardo raggio.
Gremite d'invisibile luce selve e colline
mi diranno l'elogio degl'ilari ritorni.
Lieto leggerò i neri
segni dei rami sul bianco
come un essenziale alfabeto.
Tutto il passato in un punto
dinanzi mi sarà comparso.
Non turberà suono alcuno
quest' allegrezza solitaria.
Filerà nell'aria
o scenderà s'un paletto
qualche galletto di marzo.
Falsetto
Esterina, i vent'anni ti minacciano,
grigiorosea nube
che a poco in se' ti chiude.
Ciò intendi e non paventi.
Sommersa ti vedremo
nella fumea che il vento
lacera o addensa, violento.
Poi dal fiotto di cenere uscirai
adusta più che mai,
proteso a un'avventura più lontana
l'intento viso che assembra
l'arciera Diana.
Salgono i venti autunni,
t'avviluppano andate primavere;
ecco per te rintocca
un presagio nell'elisie sfere.
Un suono non ti renda
qual d'incrinata brocca
percossa!; io prego sia
per te concerto ineffabile
di sonagliere.
La dubbia dimane non t'impaura.
Leggiadra ti distendi
sullo scoglio lucente di sale
e al sole bruci le membra.
Ricordi la lucertola
ferma sul masso brullo;
te insidia giovinezza,
quella il lacciolo d'erba del fanciullo.
L'acqua è la forza che ti tempra
nell'acqua ti ritrovi e ti rinnovi;
noi ti pensiamo come un'alga, un ciottolo,
come un'equorea creatura
che la salsedine non intacca
ma torna al lito più pura.
Hai ben ragione tu! Non turbare
di ubbie il sorridente presente.
La tua gaiezza impegna già il futuro
ed un crollar di spalle
dirocca i fortilizi
del tuo domani oscuro.
T'alzi e t'avanzi sul ponticello
esiguo, sopra il gorgo che stride:
il tuo profilo s'incide
contro uno sfondo di perla.
Esiti a sommo del tremulo asse,
poi ridi, e come spiccata da un vento
t'abbatti fra le braccia
del tuo divino amico che t'afferra.
Ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra.
EPIGRAMMA
Sbarbaro, estroso fanciullo, piega versicolori
carte e ne trae navicelle che affida alla fanghiglia
mobile d'un rigagno; vedile andarsene fuori.
Sii preveggente per lui, tu galantuomo che passi:
col tuo bastone raggiungi la delicata flottiglia,
che non si perda; guidata a un porticello di sassi.
lunedì 7 ottobre 2019
LA PREGHIERA DEI SALMI di: Thomas Merton 3°
7---10--2019
Quando lodiamo Dio, dice sant 'Agostino, ci dev'essere ordine nella nostra lode. Essa dev'essere intelligente, spirituale. Non dobbiamo lasciarci trasportare dall'emotività. Ne' d'altro canto dovremmo essere così "obiettivi" da eliminare qualsiasi aspetto personale nella nostra preghiera a Dio. Per restare sulla strada giusta, senza deviare ne' a destra ne' a sinistra,"il modo migliore è cercare la maniera in cui le Scritture lodano Dio---Melius iter laudis in Scriptura Dei quaerimus".
Sant'Agostino aggiunge che Dio ci ha insegnato a lodarlo, nei salmi, non perché voglia ottenere qualcosa da questa lode, ma affinché noi siamo resi migliori da lui. Lodando Dio con le parole dei salmi possiamo arrivare a conoscerlo meglio. Conoscendolo meglio, lo ameremo di più, amandolo di più troveremo in lui la nostra felicità."Siccome [Dio] sapeva che l'amarlo sarebbe stato per noi un vantaggio, si pone a lodare se stesso". Queste parole , prese dal commento di sant'Agostino al Sal 144, sono integrate da altre nel suo De doctrina christiana, dove dice:"Se [Dio] vuole essere amato, non è perché la cosa torni a suo vantaggio ma perché sia conferito un premio eterno a coloro che lo amano, e questo premio è lui stesso che essi amano(De doct. christ.1,29).
La contemplazione che impariamo dal salterio non è semplice "elucubrazione".I salmi non sono trattazioni astratte sulla natura divina. In essi impariamo a conoscere Dio non analizzando vari concetti sulla sua divinità, bensì lodandolo e amandolo. Essendo inni di lode, i salmi manifestano il loro significato pieno soltanto a coloro che li usano per lodare Dio.
Per capire i salmi, dobbiamo esperimentare nei nostri cuori i sentimenti che essi esprimano. Dobbiamo cantarli a Dio e fare nostro tutto il loro contenuto.
Perciò--conclude sant'Agostino--la nostra vita eterna di lode deve cominciare qui sulla terra, nel tempo. Tutti i nostri pensieri, la nostra "meditazione" in questa vita, dovrebbero incentrarsi sulla lode a Dio," poiché l'eterno giubilo della nostra vita futura sarà la lode di Dio, e nessuno può essere in grado di vivere la vita futura se al presente non vi si sarà allenato"(Commento al Salmo 148)." Non passi un solo giorno in cui io non ti benedico",aggiunge sant'Agostino. Dobbiamo lodarlo tanto nel dolore quanto nella gioia. "Se al contrario non interromperai[ la tua lode], anche se ti sembra che le cose vadano male, trattandosi d'un giorno infelice, in realtà dinanzi a Dio ti va bene"(Commento al Salmo 144).
Perché questo? Perché i salmi non soltanto conformano le nostre menti secondo la mente della chiesa non solo orientano i nostri pensieri e le nostre affezioni a Dio , ma ci stabiliscono in Dio , ci uniscono a lui in Cristo. Ma lo fanno soltanto se i nostri cuori risalgono, attraverso i pensieri e le parole dei salmi, alla fonte ispirata dalla quale essi ci raggiungono. Perciò i sentimenti del salmista, che sono i pensieri e i sentimenti di Dio stesso nella sua chiesa, devono condurci al santuario nascosto di Dio. Dov'è il nostro tesoro, là sarà il nostro cuore. La funzione del salmo è di rivelarci Dio come il "tesoro" che amiamo perché lui ci ha amati per primo, e di nasconderci , cuore e anima, nelle profondità della sua Luce infinita. I salmi perciò ci conducono alla contemplazione.
Quando lodiamo Dio, dice sant 'Agostino, ci dev'essere ordine nella nostra lode. Essa dev'essere intelligente, spirituale. Non dobbiamo lasciarci trasportare dall'emotività. Ne' d'altro canto dovremmo essere così "obiettivi" da eliminare qualsiasi aspetto personale nella nostra preghiera a Dio. Per restare sulla strada giusta, senza deviare ne' a destra ne' a sinistra,"il modo migliore è cercare la maniera in cui le Scritture lodano Dio---Melius iter laudis in Scriptura Dei quaerimus".
Sant'Agostino aggiunge che Dio ci ha insegnato a lodarlo, nei salmi, non perché voglia ottenere qualcosa da questa lode, ma affinché noi siamo resi migliori da lui. Lodando Dio con le parole dei salmi possiamo arrivare a conoscerlo meglio. Conoscendolo meglio, lo ameremo di più, amandolo di più troveremo in lui la nostra felicità."Siccome [Dio] sapeva che l'amarlo sarebbe stato per noi un vantaggio, si pone a lodare se stesso". Queste parole , prese dal commento di sant'Agostino al Sal 144, sono integrate da altre nel suo De doctrina christiana, dove dice:"Se [Dio] vuole essere amato, non è perché la cosa torni a suo vantaggio ma perché sia conferito un premio eterno a coloro che lo amano, e questo premio è lui stesso che essi amano(De doct. christ.1,29).
La contemplazione che impariamo dal salterio non è semplice "elucubrazione".I salmi non sono trattazioni astratte sulla natura divina. In essi impariamo a conoscere Dio non analizzando vari concetti sulla sua divinità, bensì lodandolo e amandolo. Essendo inni di lode, i salmi manifestano il loro significato pieno soltanto a coloro che li usano per lodare Dio.
Per capire i salmi, dobbiamo esperimentare nei nostri cuori i sentimenti che essi esprimano. Dobbiamo cantarli a Dio e fare nostro tutto il loro contenuto.
Perciò--conclude sant'Agostino--la nostra vita eterna di lode deve cominciare qui sulla terra, nel tempo. Tutti i nostri pensieri, la nostra "meditazione" in questa vita, dovrebbero incentrarsi sulla lode a Dio," poiché l'eterno giubilo della nostra vita futura sarà la lode di Dio, e nessuno può essere in grado di vivere la vita futura se al presente non vi si sarà allenato"(Commento al Salmo 148)." Non passi un solo giorno in cui io non ti benedico",aggiunge sant'Agostino. Dobbiamo lodarlo tanto nel dolore quanto nella gioia. "Se al contrario non interromperai[ la tua lode], anche se ti sembra che le cose vadano male, trattandosi d'un giorno infelice, in realtà dinanzi a Dio ti va bene"(Commento al Salmo 144).
Perché questo? Perché i salmi non soltanto conformano le nostre menti secondo la mente della chiesa non solo orientano i nostri pensieri e le nostre affezioni a Dio , ma ci stabiliscono in Dio , ci uniscono a lui in Cristo. Ma lo fanno soltanto se i nostri cuori risalgono, attraverso i pensieri e le parole dei salmi, alla fonte ispirata dalla quale essi ci raggiungono. Perciò i sentimenti del salmista, che sono i pensieri e i sentimenti di Dio stesso nella sua chiesa, devono condurci al santuario nascosto di Dio. Dov'è il nostro tesoro, là sarà il nostro cuore. La funzione del salmo è di rivelarci Dio come il "tesoro" che amiamo perché lui ci ha amati per primo, e di nasconderci , cuore e anima, nelle profondità della sua Luce infinita. I salmi perciò ci conducono alla contemplazione.
sabato 5 ottobre 2019
LA VIA SEMPLICE DI CHUANG TZU di : Thomas Merton 2°
5--10--2019
La conoscenza superiore
La conoscenza superiore
vede tutto come se fosse uno.
La conoscenza inferiore
lo sgretola in tanti frammenti.
Quando il corpo dorme,
l'anima è assorbita dall'uno.
Quando il corpo si sveglia,
i suoi fori cominciano a funzionare.
Risuonano di ogni incontro,
delle varie attività della vita,
degli aneliti del cuore;
gli uomini sono inibiti , perplessi, dubbiosi.
Le piccole paure rodono la pace del loro cuore.
Quelle grandi lì inghiottono tutti interi.
Frecce scagliate contro il bersaglio:
colpito e mancato,
giusto e sbagliato.
è questo che gli uomini chiamano
giudizio, decisione.
Le loro sentenze sono definitive
quanto i trattati fra imperatori.
Oh, sono ben capaci
di dimostrare che hanno ragione!
Eppure le ragioni che adducono
cadono più in fretta e con meno forza
che non le foglie morte
in autunno e in inverno.
I loro discorsi scorrono come piscio
e non si recuperano più.
Alla fine stanno in piedi, bloccati,
legati e imbavagliati,
ingorgati come tubi di scarico vecchi.
La mente vacilla.
Non vedrà mai più la luce.
Piacere e rabbia
tristezza e gioia
speranza e rimpianto
mutamento e stabilità
debolezza e determinazione
impazienza e indolenza:
sono tutti suoni dello stesso flauto,
tutti funghi della stessa muffa umida.
Il giorno e la notte si alternano
e ci piombano addosso
senza che noi li vediamo spuntare!
Basta! Basta!
Presto o tardi incontriamo il "quello"
da cui nascono tutti i "questi"!
Se non ci fosse il "quello"
non ci sarebbe il "questo".
Se non ci fosse il "questo"
tutti questi venti non avrebbero nulla
da far risuonare.
Fin qui ci possiamo arrivare.
Ma come faremo a capire
qual è la causa di tutto?
Si può supporre che ci stia dietro
il Vero Governatore.
Che una simile Potenza sia all'opera
sono pronto a crederlo.
Ma non posso vederne la forma.
Egli agisce , ma non ha forma.
L'uomo con un piede solo
e il fagiano di palude
Kung Wen Hsien vide un funzionario mutilato
a cui era stato amputato un piede:
fare politica può costare caro!
"Che genere di uomo", esclamò,
"questo strano essere con un piede solo!
Come si è ridotto così?
Sono stati gli uomini o il cielo?"
"Il cielo", rispose , "ciò viene dal cielo,
non dagli uomini.
Quando il cielo ha dato la vita a quest'uomo,
ha stabilito
che doveva distinguersi dagli altri
e l'ha fatto entrare in politica
perché raggiungesse questo scopo.
Guarda! Un piede solo!
Quest'uomo è davvero diverso!"
Il piccolo fagiano di palude
deve compiere dieci saltelli
per procurarsi un boccone di grano
Deve fare cento passi
per trovare un sorso d'acqua.
Eppure non desidera essere chiuso
in un pollaio
anche se potrebbe avere a disposizione
tutto ciò che vuole.
Preferisce correre
e cercarsi quel poco che gli serve
per vivere in piena libertà.
La conoscenza superiore
La conoscenza superiore
vede tutto come se fosse uno.
La conoscenza inferiore
lo sgretola in tanti frammenti.
Quando il corpo dorme,
l'anima è assorbita dall'uno.
Quando il corpo si sveglia,
i suoi fori cominciano a funzionare.
Risuonano di ogni incontro,
delle varie attività della vita,
degli aneliti del cuore;
gli uomini sono inibiti , perplessi, dubbiosi.
Le piccole paure rodono la pace del loro cuore.
Quelle grandi lì inghiottono tutti interi.
Frecce scagliate contro il bersaglio:
colpito e mancato,
giusto e sbagliato.
è questo che gli uomini chiamano
giudizio, decisione.
Le loro sentenze sono definitive
quanto i trattati fra imperatori.
Oh, sono ben capaci
di dimostrare che hanno ragione!
Eppure le ragioni che adducono
cadono più in fretta e con meno forza
che non le foglie morte
in autunno e in inverno.
I loro discorsi scorrono come piscio
e non si recuperano più.
Alla fine stanno in piedi, bloccati,
legati e imbavagliati,
ingorgati come tubi di scarico vecchi.
La mente vacilla.
Non vedrà mai più la luce.
Piacere e rabbia
tristezza e gioia
speranza e rimpianto
mutamento e stabilità
debolezza e determinazione
impazienza e indolenza:
sono tutti suoni dello stesso flauto,
tutti funghi della stessa muffa umida.
Il giorno e la notte si alternano
e ci piombano addosso
senza che noi li vediamo spuntare!
Basta! Basta!
Presto o tardi incontriamo il "quello"
da cui nascono tutti i "questi"!
Se non ci fosse il "quello"
non ci sarebbe il "questo".
Se non ci fosse il "questo"
tutti questi venti non avrebbero nulla
da far risuonare.
Fin qui ci possiamo arrivare.
Ma come faremo a capire
qual è la causa di tutto?
Si può supporre che ci stia dietro
il Vero Governatore.
Che una simile Potenza sia all'opera
sono pronto a crederlo.
Ma non posso vederne la forma.
Egli agisce , ma non ha forma.
L'uomo con un piede solo
e il fagiano di palude
Kung Wen Hsien vide un funzionario mutilato
a cui era stato amputato un piede:
fare politica può costare caro!
"Che genere di uomo", esclamò,
"questo strano essere con un piede solo!
Come si è ridotto così?
Sono stati gli uomini o il cielo?"
"Il cielo", rispose , "ciò viene dal cielo,
non dagli uomini.
Quando il cielo ha dato la vita a quest'uomo,
ha stabilito
che doveva distinguersi dagli altri
e l'ha fatto entrare in politica
perché raggiungesse questo scopo.
Guarda! Un piede solo!
Quest'uomo è davvero diverso!"
Il piccolo fagiano di palude
deve compiere dieci saltelli
per procurarsi un boccone di grano
Deve fare cento passi
per trovare un sorso d'acqua.
Eppure non desidera essere chiuso
in un pollaio
anche se potrebbe avere a disposizione
tutto ciò che vuole.
Preferisce correre
e cercarsi quel poco che gli serve
per vivere in piena libertà.
giovedì 3 ottobre 2019
MALATTIE CARDIOVASCOLARI "CARDIOPATIA ISCHEMICA"
3102019
In tutti i paesi sviluppati le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di morte e sono responsabili di una quota considerevole della morbosità e dell'invalidità permanente. Sotto l'aspetto epidemiologico sono di grande importanza le seguenti malattie.
CARDIOPATIA ISCHEMICA:
IPERTENSIONE ARTERIOSA;
MALATTIE CIRCOLATORIE DELL'ENCEFALO --ICTUS
Il grande interesse rivolto alle malattie cardiovascolari deriva non solo dalla loro elevata frequenza, ma anche dalla concreta possibilità che si ha oggi di attuare la prevenzione.
Esistono grandi differenze nei tassi di mortalità , anche nell'ambito dei paesi sviluppati, che non possono essere spiegati da diversità razziali , ma che si spiegano molto bene con differenze nell'insieme delle caratteristiche socio-familiari e comportamentali che rientrano in quello che si definisce " stile di vita".
Sono stati individuati fattori di rischio modificabili , che hanno maggiore importanza nel determinare l'insorgenza e l'evoluzione delle malattie cardiovascolari. La modificazione dei fattori di rischio a seguito di interventi pianificati su alcune popolazioni ha determinato la riduzione dei tassi di mortalità.
CARDIOPATIA ISCHEMICA :
La cardiopatia ischemica ( o cardiopatia coronarica) è :"l'insufficienza cardiaca , acuta o cronica, derivante dalla riduzione o dall'arresto dell'apporto di sangue al miocardio in associazione con processi patologici nel sistema delle arterie coronarie"
La riduzione di apporto di sangue è in genere conseguenza di lesioni aterosclerotiche delle arterie coronarie , che insorgono per il lento e prolungato deposito lipidico nella parete arteriosa con progressivo restringimento del lume vasale. Il restringimento critico può essere causato o da un ateroma ,o da uno spasmo; in questi casi si produrrà uno stato ischemico con conseguente infarto in un settore del miocardio. Le sindromi più tipiche e meglio definite sono:
1) angina pectoris;
2) infarto del miocardio,
3) morte improvvisa.
La cardiopatia ischemica è una delle più frequenti cause di morte nei paesi sviluppati, ma notevoli differenze di frequenza si osservano da un paese all'altro. In tutti i paesi i tassi di mortalità sono notevolmente più elevati fra i maschi rispetto alle femmine. La morte per cardiopatia ischemica è estremamente rara prima dei 30 anni di età, ma la sua frequenza cresce con un andamento di tipo esponenziale dai 45 anni in poi negli uomini e dai 55 anni in poi nelle donne, pur restando un costante distacco fra i due sessi, che solo dopo i 75 anni tende ad annullarsi . Tale tipo di distribuzione non si è molto modificata col passare degli anni ed è uniforme in tutti i paesi.
L' intervento di fattori ambientali (fattori sociali e comportamentali) nella storia naturale della cardiopatia ischemica è suggerita dall'insieme dei dati epidemiologici; i quali hanno permesso di individuare una serie di fattori di rischio e di definire il ruolo causale che essi hanno nella patogenesi della cardiopatia ischemica.
Fattori di rischio maggiori o fattori causali sono:
fumo di tabacco; ipertensione ; colesterolo.
Essi hanno un ruolo eziologico preminente. Poiché essi sono fattori modificabili, oltre ad avere valore predittivo, perché consentono di individuare le persone e le popolazioni con rischio elevato , hanno anche valore preventivo ,perché la loro rimozione ha azione protettiva per la singola persona ed abbassa la frequenza della malattia nella popolazione.
Indici di rischio: età e sesso
Sono predittivi di rischio maggiore frequenza di malattia con l'avanzare dell'età, maggiore frequenza di malattia negli uomini, sono fattori non modificabili , essi non hanno interesse dal punto di vista preventivo.
Fattori di rischio minore:
Fattori comportamentali propri dello stile di vita, come le abitudini alimentari.
a) Fumo di tabacco:
I meccanismi attraverso cui il fumo di tabacco interviene nella patogenesi della cardiopatia ischemica sono molteplici. La nicotina agisce direttamente sul muscolo cardiaco aumentandone la contrattilità e la richiesta di ossigeno, facilita le manifestazioni di aritmia cardiaca, aumenta la pressione arteriosa e determina spasmi delle arterie coronarie.Gli effetti cardiaci sulla funzionalità cardiaca sono aggravati dalla riduzione del trasporto di ossigeno da parte dell'emoglobina, riduzione che può giungere fino al 15% per la formazione di carbossiemoglobina. Altri effetti negativi del fumo si hanno sulla coagulabilità del sangue , per l'aumento del fibrinogeno e dell'aggregabilità delle piastrine, e sulle lipoproteine con diminuzione del livello di HDL ed aumento delle LDL . Il fumo di tabacco, interagisce con altri fattori di rischio come l'ipercolesterolemia e l'effetto dell'associazione dei due fattori non è di semplice somma , ma di potenziamento. Il rischio è proporzionale al numero di sigarette fumate , ma anche agli anni di durata del fumo, sicché è particolarmente elevato nei forti fumatori che hanno iniziato precocemente a fumare. Al contrario , negli ex-fumatori il rischio è tanto più basso quanto maggiore è il numero di anni trascorso dall'abbandono del fumo, fino ad uniformarsi a quello dei non fumatori.
b)Ipertensione:
Sia la pressione arteriosa sistolica , sia la diastolica sono positivamente correlate con il rischio di cardiopatia ischemica;cioè più elevato è il valore pressorio e maggiore è il rischio di malattia e di morte. L'ipertensione è un fattore eziologico di particolare importanza , il cui peso è indipendente da quello degli altri fattori di rischio maggiore.
c) Colesterolo:
L'importanza del colesterolo ematico come fattore di rischio deriva dai risultati di estese indagini epidemiologiche e dalle conoscenze del suo ruolo nell'aterogenesi.
I livelli di colesterolo totale e della quota LDL, legata alle lipoproteine a bassa densità(Low Densty Lipoprotein) sono determinate da una dieta ricca in calorie , grassi (specialmente grassi saturi) e colesterolo e povera di fibre. Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato non solo che in tutte le popolazioni in cui la dieta è ipercalorica ed iperlipidica i tassi di mortalità per cardiopatia coronarica sono proporzionalmente più elevati rispetto alle popolazioni la cui dieta è meno ricca , ma che la modificazione della dieta produce la riduzione della colesterolemia e del rischio di cardiopatia ischemica.
La frazione HDL(High Density Lipoprotein) è correlata inversamente con il rischio di cardiopatia ischemica: cioè quanto più elevato è il livello di HDL , tanto minore è il rischio di cardiopatia ischemica.
Con la riduzione delle calorie e dei grassi saturi introdotti con gli alimenti e con l'abbandono del fumo di sigaretta si ottiene l'elevazione del livello di HDL . Esse hanno una funzione chiave nel trasporto e nella rimozione del colesterolo, come accettore di colesterolo libero dalle cellule. Il rischio correlato con il colesterolo presenta un andamento continuo, nel senso che esso è tanto minore quanto più bassi sono i valori sierici.
Assunzione di sale:
La richiesta fisiologica di sale (cloruro di sodio) dell'organismo umano è di 1-2 g al giorno. Gli effetti dell'eccesso di sodio sulla pressione arteriosa sono ben noti ; si può dire che i valori pressori medi sono più bassi nelle popolazioni che fanno un uso moderato del sale e tendono a salire in rapporto al consumo che ne viene fatto.
Estrogeni:
Prima della menopausa le donne sono soggette ad un rischio di cardiopatia ischemica nettamente inferiore a quello degli uomini, mentre presentano livelli di HDL,mediamente superiori. Dopo la menopausa la frequenza della cardiopatia ischemica tende progressivamente ad avvicinarsi nei due sessi, anche se resta sempre più elevata per gli uomini. Mentre aumentano nelle donne i livelli di LDL e diminuiscono quelli di HDL. Da ciò se deduce che gli estrogeni svolgono un ruolo protettivo nei riguardi della cardiopatia ischemica mediante l'incremento dei livelli di HDL.
L'assunzione di contraccettivi orali estro-progestinici aumenta il rischio di tromboembolia, di infarto del miocardio e di ictus cerebrale. Nelle giovani donne che prendono estro -progestinici a scopo contraccettivo si osservano più elevati livelli di colesterolo, più ridotta tolleranza al glucosio. Viceversa, la somministrazione di estrogeni dopo la menopausa aumenta i livelli di HDL e diminuisce le LDL. Ma determina aumento del rischio di CA endometriale e della mammella.
PREVENZIONE:
Prevenzione primaria:
Ridurre il livello medio della colesterolemia nella popolazione adulta a meno di 200mg\dl.;
Limitare l'introduzione di cloruro di sodio con gli alimenti a non più di 5g al giorno;
Eliminare il fumo di sigaretta;
Aumentare l'attività fisica.
La prevenzione primaria (prevenzione dei fattori di rischio) consiste nell'evitare l'acquisizione al fumo e nell'alimentazione normocalorica, varia , ricca di alimenti di origine vegetale , con moderata presenza di grassi saturi e di cloruro di sodio. Importante è il recupero delle tradizionali abitudini alimentari del meridione"dieta mediterranea" che privilegiano il consumo di pasta, pane, legumi, pesce, olio di oliva, ortaggi , agrumi ed altra frutta.
è essenziale che l'educazione alla salute inizi nei primi anni di vita , quando si può più facilmente indurre la scelta di uno stile di vita che, senza nulla togliere alla gioia dell'esistenza, sia sanitariamente vantaggioso.
Prevenzione secondaria:
Consiste nella rimozione o nella riduzione dei fattori di rischio già instaurati.
In tutti i paesi sviluppati le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di morte e sono responsabili di una quota considerevole della morbosità e dell'invalidità permanente. Sotto l'aspetto epidemiologico sono di grande importanza le seguenti malattie.
CARDIOPATIA ISCHEMICA:
IPERTENSIONE ARTERIOSA;
MALATTIE CIRCOLATORIE DELL'ENCEFALO --ICTUS
Il grande interesse rivolto alle malattie cardiovascolari deriva non solo dalla loro elevata frequenza, ma anche dalla concreta possibilità che si ha oggi di attuare la prevenzione.
Esistono grandi differenze nei tassi di mortalità , anche nell'ambito dei paesi sviluppati, che non possono essere spiegati da diversità razziali , ma che si spiegano molto bene con differenze nell'insieme delle caratteristiche socio-familiari e comportamentali che rientrano in quello che si definisce " stile di vita".
Sono stati individuati fattori di rischio modificabili , che hanno maggiore importanza nel determinare l'insorgenza e l'evoluzione delle malattie cardiovascolari. La modificazione dei fattori di rischio a seguito di interventi pianificati su alcune popolazioni ha determinato la riduzione dei tassi di mortalità.
CARDIOPATIA ISCHEMICA :
La cardiopatia ischemica ( o cardiopatia coronarica) è :"l'insufficienza cardiaca , acuta o cronica, derivante dalla riduzione o dall'arresto dell'apporto di sangue al miocardio in associazione con processi patologici nel sistema delle arterie coronarie"
La riduzione di apporto di sangue è in genere conseguenza di lesioni aterosclerotiche delle arterie coronarie , che insorgono per il lento e prolungato deposito lipidico nella parete arteriosa con progressivo restringimento del lume vasale. Il restringimento critico può essere causato o da un ateroma ,o da uno spasmo; in questi casi si produrrà uno stato ischemico con conseguente infarto in un settore del miocardio. Le sindromi più tipiche e meglio definite sono:
1) angina pectoris;
2) infarto del miocardio,
3) morte improvvisa.
La cardiopatia ischemica è una delle più frequenti cause di morte nei paesi sviluppati, ma notevoli differenze di frequenza si osservano da un paese all'altro. In tutti i paesi i tassi di mortalità sono notevolmente più elevati fra i maschi rispetto alle femmine. La morte per cardiopatia ischemica è estremamente rara prima dei 30 anni di età, ma la sua frequenza cresce con un andamento di tipo esponenziale dai 45 anni in poi negli uomini e dai 55 anni in poi nelle donne, pur restando un costante distacco fra i due sessi, che solo dopo i 75 anni tende ad annullarsi . Tale tipo di distribuzione non si è molto modificata col passare degli anni ed è uniforme in tutti i paesi.
L' intervento di fattori ambientali (fattori sociali e comportamentali) nella storia naturale della cardiopatia ischemica è suggerita dall'insieme dei dati epidemiologici; i quali hanno permesso di individuare una serie di fattori di rischio e di definire il ruolo causale che essi hanno nella patogenesi della cardiopatia ischemica.
Fattori di rischio maggiori o fattori causali sono:
fumo di tabacco; ipertensione ; colesterolo.
Essi hanno un ruolo eziologico preminente. Poiché essi sono fattori modificabili, oltre ad avere valore predittivo, perché consentono di individuare le persone e le popolazioni con rischio elevato , hanno anche valore preventivo ,perché la loro rimozione ha azione protettiva per la singola persona ed abbassa la frequenza della malattia nella popolazione.
Indici di rischio: età e sesso
Sono predittivi di rischio maggiore frequenza di malattia con l'avanzare dell'età, maggiore frequenza di malattia negli uomini, sono fattori non modificabili , essi non hanno interesse dal punto di vista preventivo.
Fattori di rischio minore:
Fattori comportamentali propri dello stile di vita, come le abitudini alimentari.
a) Fumo di tabacco:
I meccanismi attraverso cui il fumo di tabacco interviene nella patogenesi della cardiopatia ischemica sono molteplici. La nicotina agisce direttamente sul muscolo cardiaco aumentandone la contrattilità e la richiesta di ossigeno, facilita le manifestazioni di aritmia cardiaca, aumenta la pressione arteriosa e determina spasmi delle arterie coronarie.Gli effetti cardiaci sulla funzionalità cardiaca sono aggravati dalla riduzione del trasporto di ossigeno da parte dell'emoglobina, riduzione che può giungere fino al 15% per la formazione di carbossiemoglobina. Altri effetti negativi del fumo si hanno sulla coagulabilità del sangue , per l'aumento del fibrinogeno e dell'aggregabilità delle piastrine, e sulle lipoproteine con diminuzione del livello di HDL ed aumento delle LDL . Il fumo di tabacco, interagisce con altri fattori di rischio come l'ipercolesterolemia e l'effetto dell'associazione dei due fattori non è di semplice somma , ma di potenziamento. Il rischio è proporzionale al numero di sigarette fumate , ma anche agli anni di durata del fumo, sicché è particolarmente elevato nei forti fumatori che hanno iniziato precocemente a fumare. Al contrario , negli ex-fumatori il rischio è tanto più basso quanto maggiore è il numero di anni trascorso dall'abbandono del fumo, fino ad uniformarsi a quello dei non fumatori.
b)Ipertensione:
Sia la pressione arteriosa sistolica , sia la diastolica sono positivamente correlate con il rischio di cardiopatia ischemica;cioè più elevato è il valore pressorio e maggiore è il rischio di malattia e di morte. L'ipertensione è un fattore eziologico di particolare importanza , il cui peso è indipendente da quello degli altri fattori di rischio maggiore.
c) Colesterolo:
L'importanza del colesterolo ematico come fattore di rischio deriva dai risultati di estese indagini epidemiologiche e dalle conoscenze del suo ruolo nell'aterogenesi.
I livelli di colesterolo totale e della quota LDL, legata alle lipoproteine a bassa densità(Low Densty Lipoprotein) sono determinate da una dieta ricca in calorie , grassi (specialmente grassi saturi) e colesterolo e povera di fibre. Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato non solo che in tutte le popolazioni in cui la dieta è ipercalorica ed iperlipidica i tassi di mortalità per cardiopatia coronarica sono proporzionalmente più elevati rispetto alle popolazioni la cui dieta è meno ricca , ma che la modificazione della dieta produce la riduzione della colesterolemia e del rischio di cardiopatia ischemica.
La frazione HDL(High Density Lipoprotein) è correlata inversamente con il rischio di cardiopatia ischemica: cioè quanto più elevato è il livello di HDL , tanto minore è il rischio di cardiopatia ischemica.
Con la riduzione delle calorie e dei grassi saturi introdotti con gli alimenti e con l'abbandono del fumo di sigaretta si ottiene l'elevazione del livello di HDL . Esse hanno una funzione chiave nel trasporto e nella rimozione del colesterolo, come accettore di colesterolo libero dalle cellule. Il rischio correlato con il colesterolo presenta un andamento continuo, nel senso che esso è tanto minore quanto più bassi sono i valori sierici.
Assunzione di sale:
La richiesta fisiologica di sale (cloruro di sodio) dell'organismo umano è di 1-2 g al giorno. Gli effetti dell'eccesso di sodio sulla pressione arteriosa sono ben noti ; si può dire che i valori pressori medi sono più bassi nelle popolazioni che fanno un uso moderato del sale e tendono a salire in rapporto al consumo che ne viene fatto.
Estrogeni:
Prima della menopausa le donne sono soggette ad un rischio di cardiopatia ischemica nettamente inferiore a quello degli uomini, mentre presentano livelli di HDL,mediamente superiori. Dopo la menopausa la frequenza della cardiopatia ischemica tende progressivamente ad avvicinarsi nei due sessi, anche se resta sempre più elevata per gli uomini. Mentre aumentano nelle donne i livelli di LDL e diminuiscono quelli di HDL. Da ciò se deduce che gli estrogeni svolgono un ruolo protettivo nei riguardi della cardiopatia ischemica mediante l'incremento dei livelli di HDL.
L'assunzione di contraccettivi orali estro-progestinici aumenta il rischio di tromboembolia, di infarto del miocardio e di ictus cerebrale. Nelle giovani donne che prendono estro -progestinici a scopo contraccettivo si osservano più elevati livelli di colesterolo, più ridotta tolleranza al glucosio. Viceversa, la somministrazione di estrogeni dopo la menopausa aumenta i livelli di HDL e diminuisce le LDL. Ma determina aumento del rischio di CA endometriale e della mammella.
PREVENZIONE:
Prevenzione primaria:
Ridurre il livello medio della colesterolemia nella popolazione adulta a meno di 200mg\dl.;
Limitare l'introduzione di cloruro di sodio con gli alimenti a non più di 5g al giorno;
Eliminare il fumo di sigaretta;
Aumentare l'attività fisica.
La prevenzione primaria (prevenzione dei fattori di rischio) consiste nell'evitare l'acquisizione al fumo e nell'alimentazione normocalorica, varia , ricca di alimenti di origine vegetale , con moderata presenza di grassi saturi e di cloruro di sodio. Importante è il recupero delle tradizionali abitudini alimentari del meridione"dieta mediterranea" che privilegiano il consumo di pasta, pane, legumi, pesce, olio di oliva, ortaggi , agrumi ed altra frutta.
è essenziale che l'educazione alla salute inizi nei primi anni di vita , quando si può più facilmente indurre la scelta di uno stile di vita che, senza nulla togliere alla gioia dell'esistenza, sia sanitariamente vantaggioso.
Prevenzione secondaria:
Consiste nella rimozione o nella riduzione dei fattori di rischio già instaurati.
mercoledì 2 ottobre 2019
LUNA DI FRONTE(1923) di. Jorge Luis Borges
2--10--2019
Montevideo
Scivolo per la tua sera come la stanchezza per la pietà di un declivio.
La notte nuova è come un'ala sui tuoi terrazzi.
Sei la Buenos Aires che avemmo , quella che negli anni si allontanò quietamente.
Sei nostra e festaiola, come la stella che duplicano le acque.
Porta falsa nel tempo , le tue strade guardano il passato più lieve.
Chiarore da dove il mattino ci giunge , sulle dolci acque torbide.
Prima di illuminare la mia persiana il tuo basso sole rende felici le tue ville.
Città che si ascolta come un verso.
Strade con luce di patio.
Manoscritto trovato in un libro di Joseph Conrad
Nelle tremule terre che esalano l'estate,
Il giorno è invisibile tanto è bianco . Il giorno
è una striatura crudele in una persiana,
Un fulgore nelle coste e una febbre nella pianura.
Ma l'antica notte è profonda come un vaso
Di acqua concava . L'acqua si apre a infinite orme,
E in oziose canoe, davanti alle stelle,
L'uomo misura il vago tempo con il sigaro.
Il fumo ombreggia di grigio le costellazioni
Remote. L' immediato perde preistoria e nome.
Il mondo è alcune tenere impressioni,
Il fiume , il primo fiume. L'uomo, il primo uomo.
Navigazione
Il mare è una spada innumerabile e una pienezza di povertà.
La fiammata è traducibile in ira, la sorgente in tempo, e la cisterna in chiara accettazione.
Il mare è solitario come un cieco.
Il mare è un antico linguaggio che già non riesco a decifrare.
Nella sua profondità , l'alba è un umile muretto imbiancato.
Dal suo confine sorge il chiarore, simile a una fumata .
Impenetrabile come pietra scolpita
persiste il mare davanti ai molti giorni.
Ogni sera è un porto.
Il nostro sguardo flagellato di mare cammina per il suo cielo.
Ultima spiaggia soffice , celeste argilla delle sere.
Che dolce intimità quella del crepuscolo sul corrucciato mare!
Chiare come una festa brillano le nubi.
La luna nuova si è aggrovigliata a un pennone.
La stessa luna che lasciammo sotto un arco di pietra e la cui luce abbellirà i salici.
Sulla coperta , quietamente , io divido la sera con mia sorella, come un pezzo di pane.
Montevideo
Scivolo per la tua sera come la stanchezza per la pietà di un declivio.
La notte nuova è come un'ala sui tuoi terrazzi.
Sei la Buenos Aires che avemmo , quella che negli anni si allontanò quietamente.
Sei nostra e festaiola, come la stella che duplicano le acque.
Porta falsa nel tempo , le tue strade guardano il passato più lieve.
Chiarore da dove il mattino ci giunge , sulle dolci acque torbide.
Prima di illuminare la mia persiana il tuo basso sole rende felici le tue ville.
Città che si ascolta come un verso.
Strade con luce di patio.
Manoscritto trovato in un libro di Joseph Conrad
Nelle tremule terre che esalano l'estate,
Il giorno è invisibile tanto è bianco . Il giorno
è una striatura crudele in una persiana,
Un fulgore nelle coste e una febbre nella pianura.
Ma l'antica notte è profonda come un vaso
Di acqua concava . L'acqua si apre a infinite orme,
E in oziose canoe, davanti alle stelle,
L'uomo misura il vago tempo con il sigaro.
Il fumo ombreggia di grigio le costellazioni
Remote. L' immediato perde preistoria e nome.
Il mondo è alcune tenere impressioni,
Il fiume , il primo fiume. L'uomo, il primo uomo.
Navigazione
Il mare è una spada innumerabile e una pienezza di povertà.
La fiammata è traducibile in ira, la sorgente in tempo, e la cisterna in chiara accettazione.
Il mare è solitario come un cieco.
Il mare è un antico linguaggio che già non riesco a decifrare.
Nella sua profondità , l'alba è un umile muretto imbiancato.
Dal suo confine sorge il chiarore, simile a una fumata .
Impenetrabile come pietra scolpita
persiste il mare davanti ai molti giorni.
Ogni sera è un porto.
Il nostro sguardo flagellato di mare cammina per il suo cielo.
Ultima spiaggia soffice , celeste argilla delle sere.
Che dolce intimità quella del crepuscolo sul corrucciato mare!
Chiare come una festa brillano le nubi.
La luna nuova si è aggrovigliata a un pennone.
La stessa luna che lasciammo sotto un arco di pietra e la cui luce abbellirà i salici.
Sulla coperta , quietamente , io divido la sera con mia sorella, come un pezzo di pane.
martedì 1 ottobre 2019
IL CAMMINO DELL'UOMO E IL "TU" DI DIO NELLA FILOSOFIA DIALOGICA DI MARTIN BUBER di:Franca Ciccolo Fabris 2°
1--10--2019
Chi è l'altro nella relazione?
Buber distingue tre mondi: la natura ( inanimata e vivente); gli altri uomini, naturalmente; il mondo delle "essenze spirituali", l'arte , la idee ecc.
Sottesa a ogni relazione Io-tu, origine e anche punto di convergenza di tutte , è la relazione fondamentale ed essenziale, quella al Tu eterno, cui è dedicata la terza parte del libro.
"Le linee delle relazioni, prolungate , si intersecano nell'eterno Tu. Ogni singolo Tu è un canale d'osservazione verso il Tu eterno, attraverso ogni singolo Tu la parola base si indirizza all'eterno[....] colui che pronuncia la parola Dio e allude veramente al Tu, pronuncia anche , quale che sia l'illusione in cui vive, il vero Tu della sua vita ; quello che non può essere limitato da nessun altro Tu e verso il quale si sia in una relazione che comprende tutte le altre"
L'"incontro supremo", reso possibile da quel movimento che ha portato l'Io a incontrare un Tu , è difficilmente descrivibile! è certo che "qualcosa accade veramente[....] l'uomo non esce uguale dall'incontro. A volte è come un soffio , a volte è come una dura lotta; sempre è qualcosa che accade.
In questo incontro , inoltre , i termini della relazione non si confondono mai, l'uno non è assorbito dall'altro. Ne', per vivere l'incontro, si deve abbandonare il mondo; anzi , è solo passando attraverso il mondo , il proprio mondo, che si incontra Dio: "Colui che veramente esce incontro al mondo, esce anche verso Dio". è ,questo , un "misticismo realista", come dirà Buber qualche anno dopo. Infine e sopratutto, la relazione con il Tu eterno è , per l'uomo, assegnazione di un compito, invito a collaborare con Dio nella redenzione del mondo, tramite l'incontro delle azioni di Dio e di quelle degli uomini.
"Sempre tu sai nel tuo cuore che hai bisogno di Dio più di ogni altra cosa; ma non sai anche che Dio ha bisogno de te, nella pienezza della sua eternità? Come esisterebbero uomini , come esisteresti tu stesso se Dio non avesse bisogno di voi? Tu in quanto hai bisogno di Dio e Dio ha bisogno di te appunto per ciò che è il significato della vita".
è , questo del compito , uno dei temi centrali dell'umanesimo di Buber, e dell'altro "piccolo libro" . La lettura di Io-Tu è coinvolgente emotivamente e provocatoria a livello intellettuale.
Siamo indotti a ripensare il percorso della cultura dell'uomo , per cogliere somiglianze , differenze , scoprire derivazioni e influenze ; soprattutto per verificare fino a che punto quel che ci pare timbro di attualità , abbia effettiva ragion d'essere.
Del resto , Buber stesso ha sentito il bisogno di fare questo percorso, quando, nel 1938, ha scelto come tema del suo primo corso universitario, a Gerusalemme, proprio "il problema dell'uomo" (poi pubblicato con questo titolo).
Armido Rizzi, nell ' introduzione alla seconda edizione italiana di quest'opera, analizza con grande acutezza il contesto storico (la crisi del dopo guerra) e culturale ( il personalismo filosofico-teologico, cristiano , da un lato e il messianismo di un certo ambiente ebraico, dall'altro) in cui si sviluppa la concezione buberiana dell'uomo, mostrandone le derivazioni e i rapporti. Finisce tuttavia per riconoscere la validità teoretica , al di là dell'attualità storica; legge infatti questa concezione come appello alla responsabilità e nei riguardi di Dio e nei riguardi degli uomini.
Anche Pietro Stefani, in un suo saggio sulla fortuna di Buber in Italia, mentre riconosce in Levinas e Rosenzweig, più che in Buber, le voci ebraiche più incisive del nostro tempo--soprattutto in riferimento al tema del ruolo di Dio nella storia degli uomini e del suo popolo , un Dio che si auto occulta, pittosto che , come dice Buber , si "eclissa", e rivela così il suo volto debole e impotente--,Stefani, mette in rilievo della visione buberiana dell'uomo e della comunità che la relazione autentica crea , la vena fortemente utopica: l'utopia della responsabilità" quell'utopia più prossima all'esistenza di ciascuno, in quanto tutti sono chiamati a guardare come ad un Tu quelli che stanno loro accanto".
Sotto questo aspetto sia Pietro Stefani che Armido Rizzi, riprendono la posizione di altri studiosi di Buber , vedono strettamente correlato alla concezione dialogica di Buber il suo interesse per il chassidismo"profezia, e non calata storica nel passato", e vi riconoscono la speranza messianico-escatologica"che in ogni momento pone la preparazione della redenzione, in misura non determinabile ,alla portata del potere di decisione di ciascun individuo al quale si rivolge".
In altra prospettiva, meno etico--politica e più teoretica, si collocano alcune posizioni della più recente filosofia italiana contemporanea, volte a sottolineare come il dialogo e la comunicazione sono possibili e fondate teoricamente solo se si va oltre il piano dell'analisi dei significati del discorrere e si coglie ciò che ne è l'origine e la fonte ; cioè la primigenia rivelazione dell'Essere all'uomo che ascolta e reagisce con cenni e nomi, per cui il Suo parlare è in realtà un rispondere.
Impossibile non risentire l'eco di uno dei più ricorrenti temi della filosofia dialogica di Buber : il dialogo è risposta a un appello. la parola dell'uomo è eco e costruzione a partire dalla parola di Dio.
Chi è l'altro nella relazione?
Buber distingue tre mondi: la natura ( inanimata e vivente); gli altri uomini, naturalmente; il mondo delle "essenze spirituali", l'arte , la idee ecc.
Sottesa a ogni relazione Io-tu, origine e anche punto di convergenza di tutte , è la relazione fondamentale ed essenziale, quella al Tu eterno, cui è dedicata la terza parte del libro.
"Le linee delle relazioni, prolungate , si intersecano nell'eterno Tu. Ogni singolo Tu è un canale d'osservazione verso il Tu eterno, attraverso ogni singolo Tu la parola base si indirizza all'eterno[....] colui che pronuncia la parola Dio e allude veramente al Tu, pronuncia anche , quale che sia l'illusione in cui vive, il vero Tu della sua vita ; quello che non può essere limitato da nessun altro Tu e verso il quale si sia in una relazione che comprende tutte le altre"
L'"incontro supremo", reso possibile da quel movimento che ha portato l'Io a incontrare un Tu , è difficilmente descrivibile! è certo che "qualcosa accade veramente[....] l'uomo non esce uguale dall'incontro. A volte è come un soffio , a volte è come una dura lotta; sempre è qualcosa che accade.
In questo incontro , inoltre , i termini della relazione non si confondono mai, l'uno non è assorbito dall'altro. Ne', per vivere l'incontro, si deve abbandonare il mondo; anzi , è solo passando attraverso il mondo , il proprio mondo, che si incontra Dio: "Colui che veramente esce incontro al mondo, esce anche verso Dio". è ,questo , un "misticismo realista", come dirà Buber qualche anno dopo. Infine e sopratutto, la relazione con il Tu eterno è , per l'uomo, assegnazione di un compito, invito a collaborare con Dio nella redenzione del mondo, tramite l'incontro delle azioni di Dio e di quelle degli uomini.
"Sempre tu sai nel tuo cuore che hai bisogno di Dio più di ogni altra cosa; ma non sai anche che Dio ha bisogno de te, nella pienezza della sua eternità? Come esisterebbero uomini , come esisteresti tu stesso se Dio non avesse bisogno di voi? Tu in quanto hai bisogno di Dio e Dio ha bisogno di te appunto per ciò che è il significato della vita".
è , questo del compito , uno dei temi centrali dell'umanesimo di Buber, e dell'altro "piccolo libro" . La lettura di Io-Tu è coinvolgente emotivamente e provocatoria a livello intellettuale.
Siamo indotti a ripensare il percorso della cultura dell'uomo , per cogliere somiglianze , differenze , scoprire derivazioni e influenze ; soprattutto per verificare fino a che punto quel che ci pare timbro di attualità , abbia effettiva ragion d'essere.
Del resto , Buber stesso ha sentito il bisogno di fare questo percorso, quando, nel 1938, ha scelto come tema del suo primo corso universitario, a Gerusalemme, proprio "il problema dell'uomo" (poi pubblicato con questo titolo).
Armido Rizzi, nell ' introduzione alla seconda edizione italiana di quest'opera, analizza con grande acutezza il contesto storico (la crisi del dopo guerra) e culturale ( il personalismo filosofico-teologico, cristiano , da un lato e il messianismo di un certo ambiente ebraico, dall'altro) in cui si sviluppa la concezione buberiana dell'uomo, mostrandone le derivazioni e i rapporti. Finisce tuttavia per riconoscere la validità teoretica , al di là dell'attualità storica; legge infatti questa concezione come appello alla responsabilità e nei riguardi di Dio e nei riguardi degli uomini.
Anche Pietro Stefani, in un suo saggio sulla fortuna di Buber in Italia, mentre riconosce in Levinas e Rosenzweig, più che in Buber, le voci ebraiche più incisive del nostro tempo--soprattutto in riferimento al tema del ruolo di Dio nella storia degli uomini e del suo popolo , un Dio che si auto occulta, pittosto che , come dice Buber , si "eclissa", e rivela così il suo volto debole e impotente--,Stefani, mette in rilievo della visione buberiana dell'uomo e della comunità che la relazione autentica crea , la vena fortemente utopica: l'utopia della responsabilità" quell'utopia più prossima all'esistenza di ciascuno, in quanto tutti sono chiamati a guardare come ad un Tu quelli che stanno loro accanto".
Sotto questo aspetto sia Pietro Stefani che Armido Rizzi, riprendono la posizione di altri studiosi di Buber , vedono strettamente correlato alla concezione dialogica di Buber il suo interesse per il chassidismo"profezia, e non calata storica nel passato", e vi riconoscono la speranza messianico-escatologica"che in ogni momento pone la preparazione della redenzione, in misura non determinabile ,alla portata del potere di decisione di ciascun individuo al quale si rivolge".
In altra prospettiva, meno etico--politica e più teoretica, si collocano alcune posizioni della più recente filosofia italiana contemporanea, volte a sottolineare come il dialogo e la comunicazione sono possibili e fondate teoricamente solo se si va oltre il piano dell'analisi dei significati del discorrere e si coglie ciò che ne è l'origine e la fonte ; cioè la primigenia rivelazione dell'Essere all'uomo che ascolta e reagisce con cenni e nomi, per cui il Suo parlare è in realtà un rispondere.
Impossibile non risentire l'eco di uno dei più ricorrenti temi della filosofia dialogica di Buber : il dialogo è risposta a un appello. la parola dell'uomo è eco e costruzione a partire dalla parola di Dio.
Iscriviti a:
Post (Atom)