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mercoledì 16 giugno 2021

"I fratelli Karamazov" Fedor Dostoevskij

16--6--2021
Apri  dinnanzi  a loro questo libro , e  comincia  a leggere senza  parole  complicate e   senza  spocchia , senza  porti  al di  sopra  di loro , ma  con   commozione  , e  con  mitezza , gioendo  tu  stesso  del leggere  loro,  e del  fatto  che  loro  ti stimano  ascoltando  e  ti  capiscano  ,   amando  tu  stesso  quelle  parole  , fermandoti  solo  di rado  per   spiegare  qualche  parola  incomprensibile  alla  gente  semplice , non  preoccuparti  , capiranno  tutto  , tutto  , tutto capirà  il cuore  ortodosso!  Leggi  loro  di  Abramo  e Sara , di Isacco  e   Rebecca , di  come  Giacobbe  sia  andato  a  Labano  e in  sogno   abbia  lottato  col Signore , e  abbia  detto:"  Questo  luogo   è   terribile",  e  stupisci  la mente  devota  degli  uomini  semplici .  Leggi  loro , ai bambini  in particolare  , di come  i fratelli  vendettero  in schiavitù  il fratello  loro,  il mite  adolescente  , Giuseppe ,  interprete  di sogni  e  sommo  profeta , e  al padre  dissero  che una  belva  aveva  sbranato  il figlio, mostrandogli   la veste  di lui  , insanguinata. Leggi  come  in  seguito  i fratelli   andarono in  Egitto  in cerca  di pane  , e  Giuseppe  , ormai   sommo cortigiano , da  loro  non  riconosciuto  , lì   tormentò  , lì accusò  e trattenne  il fratello  Beniamino  , anche  se lì  amava   tutti: "Vi amo  e, amandovi , vi  tormento ".  Poiché  per  tutta  la  vita  sua  aveva  ricordato  senza  posa  di come  lo avevano   venduto  nel mezzo  della  steppa  ardente  , vicino  a un pozzo  , a   dei mercanti, e  come  lui  ,  torcendosi  le mani  , piangeva  e   supplicava  i fratelli  di non  venderlo  come  schiavo in terra   straniera  , ed ecco  ,  rivedendoli  dopo  così  tanti anni  , di  nuovo provò  un amore   sconfinato  per loro, ma  lì fece soffrire  e  lì tormentò  , pur  amandoli . Alla  fine  si  allontana da loro, non sopportando  egli stesso i tormenti  del  proprio cuore , si   getta  sul letto  e piange  ; poi   s'asciuga   il volto  e si  mostra  , luminoso  e raggiante  , e   annuncia  loro  :"  Fratelli , sono  Giuseppe  , il fratello  vostro". Leggete  anche  di come  si rallegrò  il  vecchio  Giacobbe, venuto  a sapere  che  il suo  dolce   ragazzo   era  ancora  vivo, e  si  trascinò in Egitto ,  abbandonando   persino  la patria  , e  morì  in terra  straniera  , dopo  aver   proferito nel suo testamento   nei  secoli  dei secoli  la suprema  parola  che  per tutta  la vita  aveva  tenuto  racchiusa  misteriosamente nel cuore mite e pauroso; che  dalla  sua stirpe  ,  da Giuda  , sarebbe  uscita  la grande  speranza  del  mondo, il suo  pacificatore  e salvatore!  Padri  e maestri ,  perdonatemi e non   arrabbiatevi  se come  un  bimbo  piccolo  parlo  di cose  che  voi  da tempo sapete  e che  potete  insegnare  a me  in  modo  cento volte  più  abile  ed  eloquente del mio . Parlo  così  solo  per entusiasmo , e perdonate  le mie lacrime , poiché  amo questo libro! Che  pianga anche lui  , il  ministro  di Dio , e veda come , in  risposta  a lui  , si  scuotano  i cuori  di coloro   che  lo ascoltano .  è necessario solo  un  piccolo  seme  , un   seme  minuscolo  ;  lui  lo getta nell'animo  della gente semplice , ed  esso  non  morrà  , vivrà  nell'anima  per tutta  la vita , si   nasconderà  nell'oscurità ,nel  fetore  dei  peccati  , come  un   punto luminoso , come  un grande  ricordo . E  non  occorre  , non  occorre  spiegare  molto  e molto  insegnare , egli  capirà  tutto  semplicemente . Pensate  forse  che l'uomo semplice   non   capirà?  Provate  a  leggergli  la storia  toccante  e  commovente   della  bellissima Ester e  dell'arrogante  Vasthi; o  la   prodigiosa  leggenda del  profeta  Giona   nel ventre  della balena .   Non dimenticate  anche  le parabole  del Signore , per  lo più  dal   Vangelo  di Luca (come  facevo  io) , e poi  , dagli Atti  degli Apostoli,  la  conversione di Saul  (questa   assolutamente ,   assolutamente) , e alla fine  , dal  Menologio  , almeno  la vita  di   Aleksej uomo  di Dio e  della grande  tra  le grandi  , la  gioiosa   martire  Maria  l'Egiziana, che  vide  Dio  e che  Cristo  portò  in  sé  , e  trafiggete loro il cuore con queste  semplici storie.---------------------------------
Chi non crede in  Dio,  non crede   nemmeno  nel popolo  di Dio . Chi  invece ha creduto  nel popolo di Dio  ,  costui  ne vedrà  anche  la santità  , anche  se  fino a quel momento  non ci  aveva  affatto  creduto.  Solo il popolo  e la sua forza  spirituale  futura  convertiranno  gli atei  che  si   sono  staccati  dalla  loro terra  naturale. E  che  cos'è  la parola  di   Cristo  senza  un esempio?   Guai  al  popolo  che  è privo  della   parola  di Dio , poiché  l'anima  sua  brama  questa  parola  e  tutto  quel  che è  bello.

martedì 15 giugno 2021

Il ritorno a San Mauro "Giovannino" Giovanni Pascoli

15--6--2021

In   una   breccia  , allo  smorir  del cielo,
vidi  un fanciullo  pallido  e dismesso.
Il  fior  caduto  ravvisò  lo  stelo;
io  nel fanciullo  ravvisai  me stesso.
Ci  rivedemmo  all'ultimo riflesso;
e  sì: l'uno  dell'altro  ebbe   pietà.

Gli  dissi:--Tu sei  qui  solo  soletto;
un   mucchiarello  d'alga  presso  il  mare .
Hai  visto  un chiuso  , e tu  non  hai  più  tetto;
di là  c'è  gente  , e tu  vorresti  entrare .
Oh!  quella  casa  è senza  focolare ;
non c'è  , fuor  che  silenzio , altro  , di là .---

Scosse  i capelli  biondi  di su  gli occhi.
--No! --mi rispose ;--là  c'è  il camposanto.
Tua  madre  ti  riprende sui  ginocchi;
tu   ti  rivedi  i  fratellini  accanto.
Si  trova  un bacio  quando  qui  s'è  pianto;
si trova  quello  che  smarrimmo qui.--

--O  fior  caduto  alla  mia vita  nuova!--
io  rispondeva, --o raggio  del mattino!
Io  persi  quello  che  non più  si trova ,
e vano  è stato  il lungo  mio  cammino.
A  notte  io vedo,  stanco  pellegrino,
che  deviai  su  l'alba  del mio  dì!

Felice te  che   a quello  che  rimpiango,
così  da presso  , al  limitar  , rimani!--
---Misero  me,  che  fuori  ne  rimango,
così  lontano  come  i più lontani!
Alla  porta  che  s'apre  alzo  le mani,
ma  tu  sai  ch'io  ....non  posso   entrarvi  più.

S'apre  a  tant'altri  gracili  fanciulli,
addormentati  sui  lor  lunghi  temi ,
addormentati  in  mezzo  ai  lor  trastulli;
s'apre  appena  e si  chiude  e par  che  tremi;
assai  se,  là , venir  tra  i  crisantemi 
vedo  la  rossa  veste  di Gesù!....


venerdì 11 giugno 2021

Parte 2 Ordinamento della Repubblica Titolo 4 La Magistratura Sezione 1 "Ordinamento giurisdizionale"

11--6--2021

Art.   101.--La  giustizia  è  amministrata in  nome  del  popolo.
I  giudici  sono  soggetti  soltanto  alla legge.

Art.  102.---La  funzione  giurisdizionale  è  esercitata  da   magistrati  ordinari  istituiti  e regolati  dalle  norme   sull'ordinamento  giudiziario  .  Non  possono  essere  istituiti  giudici  straordinari  o  giudici  speciali  . Possono   soltanto  istituirsi  presso  gli  organi  giudiziari  ordinari  sezioni  specializzate  per determinate  materie  , anche  con  la partecipazione  di cittadini  idonei  estranei  alla magistratura .  
La  legge  regola   casi  e le forme  della  partecipazione  diretta  del popolo  all'amministrazione  della  giustizia.

Art.  103.--Il   Consiglio  di Stato  e gli  altri  organi  di   giustizia   amministrativa  hanno  giurisdizione  per  la  tutela   nei confronti  della  pubblica   amministrazione   degli  interessi  legittimi  e,  in  particolari  materie  indicate  dalla legge, anche  dei diritti  soggettivi.
La Corte  dei conti  ha   giurisdizione  nelle   materie  di contabilità  pubblica  e nelle  altre  specificate   dalla legge . I  tribunali  militari  in tempo  di guerra  hanno  la   giurisdizione  stabilita  dalla legge . In tempo  di pace  hanno   giurisdizione  soltanto  per i  reati  militari  commessi  da   appartenenti  alle Forze Armate.

Art.  104.--La  magistratura   costituisce  un ordine   autonomo  e indipendente  da ogni  altro potere .
 Il  Consiglio  superiore  della  magistratura  è presieduto  dal Presidente della Repubblica .  Ne  fanno parte  di diritto il primo  presidente  e il  procuratore  generale  della  Corte  di Cassazione .  Gli  altri  componenti  sono  eletti  per due terzi  da  tutti  i magistrati  ordinari  tra  gli  appartenenti  alle  varie  categorie  , e  per un terzo  dal Parlamento  in seduta  comune  tra  professori  ordinari  di università  in materie  giuridiche  ed  avvocati  dopo  quindici  anni  di esercizio.   Il  Consiglio  elegge  un vice-presidente fra  i componenti  designati  dal Parlamento .
I  membri elettivi  del  Consiglio  durano  in carica  quattro  anni  e non  sono  immediatamente  rieleggibili.   Non possono  , finché sono in carica  , essere  iscritti  negli  albi professionali, né  far  parte  del Parlamento o  di  un  Consiglio  regionale.

Art.  105. --Spettano  al Consiglio  superiore  della   magistratura  , secondo  le norme  dell'ordinamento  giuridico  , le  assunzioni  , le  assegnazioni  ed  i  trasferimenti  ,  le promozioni  e i  provvedimenti  disciplinari  nei  riguardi  dei magistrati.

Art.  106.--Le  nomine  dei magistrati  hanno  luogo per  concorso .
La  legge  sull'ordinamento  giudiziario  può  ammettere  la nomina  , anche  elettiva  , di  magistrati  onorari  per tutte  le funzioni  attribuite  a giudici  singoli  .  Su  designazione  del  Consiglio   superiore   della    magistratura   possono  essere  chiamati  all'ufficio  di consiglieri   di Cassazione  , per  meriti  insigni  , professori  ordinari di  università  in materie  giuridiche  e avvocati  che abbiano   quindici  anni d'esercizio  e siano   iscritti  negli  albi  speciali  per  le  giurisdizioni superiori.

Art.  107.--I  magistrati  sono  inamovibili. Non  possono  essere  dispensati  o  sospesi  dal servizio né   destinati  ad   altre  sedi  o funzioni se  non  in  seguito  a  decisioni del Consiglio  superiore  della magistratura , adottata  o per  i  motivi  e con  le garanzie  di difesa  stabilite  dall'ordinamento  giudiziario  o con  il loro  consenso.
Il  Ministro  della giustizia  ha  facoltà  di promuovere  l'azione  disciplinare. I magistrati  si distinguono  fra loro  soltanto  per   diversità di   funzioni. Il pubblico  ministero  gode  delle  garanzie stabilite  nei  suoi  riguardi  dalle  norme  sull'ordinamento  giudiziario.

Art.  108.  --Le  norme  sull'ordinamento  giudiziario   e su  ogni  magistratura  sono  stabilite  con  legge.  La  legge  assicura  l'indipendenza  dei   giudici  delle   giurisdizioni  speciali  , del pubblico  ministero  presso  di esse , e  degli  estranei  che  partecipano  all'amministrazione  della  giustizia.

Art. 109.--L'autorità  giudiziaria  dispone  direttamente   della  polizia   giudiziaria.

Art.  110.--Ferme  le  competenze  del  Consiglio   superiore   della  magistratura , spettano  al   Ministro  della   giustizia  l'organizzazione  e il funzionamento   dei  servizi  relativi  alla giustizia.

giovedì 10 giugno 2021

Per la morte di Giuseppe Garibaldi Giosue Carducci

10---6---2021

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Così  canterà  l'epopea  futura . Ma  dimani  o poco  di poi le  molecole  che  furono  il corpo   dell'eroe  andranno  disperse  nell'aure  , tendendo  a  ricongiungersi  con il  Sole  , di cui  egli  fu  su  questa  terra  italiana  la più  benefica  e splendida   emanazione  . Oh  i venti  portino  attorno  gli atomi  della  trasformazione  , e  questi  rifacciano  i  vivi!
Nei  tempi  omerici  della Grecia  , intorno a'  roghi  degli  eroi  si  aggiravano  i compagni  d'arme  e di  patria  , gettando  alle fiamme  quelle  cose  che   ciascuno  aveva  più care ;  alcuni  sacrificavano  anche   i cavalli  , altri  gli schiavi  e fini  sé stessi.  Io  non  chieggo  tanto  agli italiani  ; io   voglio  che i partiti  vivano  , perché  sono  la ragione   delle libertà . Ma  vorrei  che  i partiti  , dal  monarchico il quale  vantasi  alleato   Giuseppe   Garibaldi    al socialista  che  da lui  si  credé  iniziato  o  abilitato  , intorno  alla pira  che fumerà  su  'l  mare   gittassero  non  le cose  loro  più care  ma  tutto  quello  che hanno  più tristo.
Così  noi  potremmo  sperare  che nei  giorni  dei  pericoli  e delle  prove  ( e  sono  per  avventura  prossimi  e grandi )  l'ombra  del   Generale  torni  cavalcando  alla  fronte  dei  nostri  eserciti  e ci  guidi  ancora  alla vittori e alla  gloria.

martedì 8 giugno 2021

Per la morte di Giuseppe Garibaldi Giosue Carducci

 5--6--2021
        
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Forse, tra  il secolo vigesimo quinto  e il  vigesimo  sesto,  quando  altre  istituzioni  religiose e  civili   governeranno  la  penisola, e il popolo   parlerà  un'altra  lingua  da quella  di Dante , e  il  vocabolo  Italia  suonerà  come  il nome  sacro  dell'antica   tradizione  della  patria,  forse allora  , tra  un  popolo  forte  , pacifico ,  industre , le  madri  alle figlie  nate  libere  e  cresciute  virtuose  , e  i  poeti (perché  allora  vi  saranno  veramente    poeti )  ai  giovani  uscenti  dai  lavori  o dalle  palestre  nel  fòro, diranno e  canteranno la leggenda  garibaldina così.
Egli nacque  da  un antico  dio  della  patria  mescolatosi  in   amore  con  una  fata  del settentrione , là  dove  l'alpe  cala  sorridente  verso il mare , e nel  mare  turchino  si specchia  il cielo  più  turchino ,  e più  verde e  amena  splende  ed  aulisce  la terra.  Ma  tristi  tempi  eran  quelli  ;  e in  quel  paradiso  signoreggiava tutto  l'inferno,  cioè  i tiranni  stranieri;  e  domestici e i preti. 
Allora  ,  mentre  il fanciullo divino  passeggiava  biondo  e  sereno  coi  grandi  occhi  aperti  fra  il cielo  ed  il mare , l'Italia  , per  salvarlo  dai  tiranni  e  serbarlo alla liberazione  , lo  rapì  a volo  in  America  , nell'America   che  un altro  ligure  grande  scoprì secoli  innanzi  per  rifugio  a lui  e a  tutti  gli oppressi . Ivi  il fiero   giovinetto  crebbe  a cavalcare   le onde  furiose  come  polledre  di  tre  anni  , a  combattere  con  le tigri  e con  gli orsi  ;  e si  cibò  di  midolle  di leoni ;  e passò  tra  quei  selvaggi  bello  e forte  come  Teseo  , e  li  vinse  o li  persuase  ;  sollevò  repubbliche  , abbatté tirannie.
Quando  i tempi  furono  pieni  e  Teseo  era cresciuto  ad  Ercole  ,  Italia   lo richiamò  . Due  eserciti  , due popoli  , quasi  due  storie  si   contendevano  allora  il suolo  della  patria ; a settentrione,  i  Germani, nel mezzo  , attorno  la eterna  città  già  presa  da  Brenno  schiamazzavano  i Galli . Egli  venne  e volò  , di vittoria  in vittoria  ,  da un  esercito  all'altro ; e si fermò in Roma.
La leggenda epica  , voi  sapete  ,  non  guarda  a intermezzi  di  tempi,  e nella  sintesi della vittoria  nazionale  non  tiene  conto  delle  guerre  o  delle  battaglie  diverse . Così  l'assedio  di Roma  durerà   nell'epopea  dell'avvenire  , come  quello  di Troia  e di  Veio ,   dieci anni. E  la epopea  racconterà  delle  mura  di Roma  gremite  il  giorno  di vecchi  di donne  e fanciulli  a  rimirare  le  battaglie   dei  padri  , dei  mariti, dei figli  ; racconterà  delle  vie  di Roma   illuminate  le notte  e veglianti  , mentre  gli  obici e flauti   dei   due eserciti  s'incontrano  e s'incrociano  dinanzi  le porte . Oh come  insorgerà  la nota   omerica   ed  ariostea  quando  il  poeta   canterà  il Daverio , il  Calandrelli , il  Pietro-Mellara,  il Bixio  ed il  Sacchi, e te  , Aiace  Medici , ritto   con  mezza spada  su  le ruine del   Vascello  fumanti;    e la  pugna  di due  campi  intorno  al cadavere  di    Patroclo  Masina , tornato   per la quarta   volta  all'assalto   spronando  il cavallo  su  per  le scalee de'  Quattro  Venti !  E  come  dolce  sonerà    la nota virgiliana      e del Tasso, cantando  Euriadi e  Nisi  novelli  , e Turni  e Camille, e Gildippe  ed  Edoardo  , e voi   Morosini  , e voi  Mameli , e voi   Manara  , e  cento  e cento   giovinetti   morenti  e quindici  e diciotto  anni  ed  nome   d'Italia   su  le labbra, con  la fede  d'Italia  nel cuore  !  Ma  io  non  so  imagine  quale  e   quanto  sarà  rappresentato   egli  , o  caricante  su  'l cavallo  bianco   al canto  degli inni  , della patria   il  nemico   , o  tornante  , con  la  spada  rotta  , arso  ,, affumicato , sanguinante  , in  senato!
L'assedio  dunque  durò  dieci  anni,  ma Roma  non  fu  mai  presa . L'eroe  fece  una  diversione  oltre  gli  Apennini , passando   come fulmine  fra  tre  eserciti, e  tornò  con  re Vittorio  , che  persuase  i   Galli  . I  quali  , memori  di  certa  affinità  di sangue  e di  antiche   alleanze  , si  accordarono  col  re  e con  gl'Italiani  a   ricacciare  al  di là  delle Alpi i Germani  accampati  nel  settentrione.
Ma  i  Galli , in  premio  dell'aiuto  contro  i Germani, vollero  per sé  la bella  regione  ove  nato  l'eroe . Egli  non fece  lamento . Con  mille  de'  suoi  s'imbarcò  su  due  navi  fatate, e  conquistò  in  venti  giorni  l'isola  del  fuoco, e vinse  in due  mesi  il reame  de'  Polifemi  mangiatori   di  popoli . E  disse  a  re  Vittorio : Eccoti,  per   due provincie  , due regni ; bada  non  altri  ceda  o venda  anche  questi. Ma  nei  servi  delle antiche  tirannidi  crebbe il livore  , e  s'accontarono coi Galli nei quali  l'emulazione fermentava  a  odio. E ferirono  l'eroe  nella  sola  parte  ove  fosse vulnerabile ,  nel tallone  ; e lo  rilegarono  in una  isoletta  selvaggia , che sotto  il suo piede  fiorì  di messi  e di patate . Ivi  l'eroe  stette  solitario un lungo  corso  di anni ;  e  , come  Filottete  in  Lemno, immergeva  il piede  ferito  nel bagno  del Mediterraneo, e  la madre  dea   veniva  pe' cieli  a  consolarlo, e dagli  amplessi  di lei  egli  riaveva  la salute e il  roseo  lume di giovinezza.
Intanto  dal  mescolamento  dei  Galli coi  servi aborigeni  procedeva  una gente  nuova;  e la  generazione  garibaldina  , scarsa  dopo  tante  battaglie  , erasi ritirata  o era  stata  respinta  verso  gli  Apennini  e le Alpi. La  genìa   nuova  fu  di  pigmei  e di  folletti ,   di gnomi e di  coboldi  , Gnomi ogni  lor  industria  mettevano  a   raspar  la terra  con  le mani  e i denti  per cavarne  l'oro ; coboldi martellavano  di continuo reti di magli  di ferro  per  impigliarvi  li gnomi e portarne  via  l'oro  ;  pigmei  e folletti  avevano  la  leggerezza  del  pensiero quasi eguale  alla  perversità  dell'intendimento,   e  seguivano  con  mille  giuochi  maligni  a  tormentare e  rubare li gnomi  e  coboldi . In  tanta  degenerazione  anche  le  Alpi  si erano  abbassate  , e  i mari  rattratti ; e  l'aquila  romana intisichita dentro la nuova gabbia  che  le  avevano  fatta. I  coboldi  e li gnomi  trionfavano. E  gli  uni  ricevevano  senza  crollarsi  gli  scapaccioni   aggiustati  alle  lor  teste  da  certe  mani   passanti  su  le Alpi   abbassate  e pe'  mari  retratti  , e  si  vantavano  forti ; e gli  altri  oltraggiavano  i loro  padri e si  sputacchiavano   a gara  le fecce , e si  dicevano  liberi  . E   questi  scavavano  piccole   fosse  per disporvi  le immondezze  delle  anime  loro  , e  si  chiamavano  conservatori  ; e  quelli  saltabeccavano,   come  scimmie  ubriache  d'acquavite , su le  loro  frasi  , e si  gridavano  rivoluzionari. 
Così  narrerà la leggenda  epica  ,  la quale  , come  produzione  d'un  popolo  misto di varie  civiltà , avrà  anche  la parte  sua   comica; se rispondente  a qualche  vero ,non posso  io giudicare. E  seguirà, come  una  fiera  procella  spazzasse  via  la piccola  gente, e gli stranieri  occupassero  anche  una  volta  la penisola . Allora  la generazione  garibaldina  discese  alle rive  del  mare;   e tese  le   braccia  su  le grandi  acque  ; e  gridava ---Vieni  , ritorna , o  duce  ,  o liberatore , o  dittatore .---Alle  lunghe  grida  porse  orecchio  l'eroe, e s'avviò  al  racquisto  della  terra  nativa . E poi che troppo  scarsa  era  ormai  la sua generazione  , ei  fermo  su  'l  Campidoglio ,  levando  alto  la spada e  battendo  del  piede  la terra,  comandò  a  tutti  i morti  delle sue  battaglie risuscitassero  . Fu  allora  che suonò il canto  delle  moltitudini:
                    Si scoprono  le tombe, si  levano  i morti;
                    I martiri  nostri  son  tutti  risorti.
E  allora le  rosse  falangi  corsero vittoriose  la  penisola  ;  e l'Italia  fu  libera  , libera  tutta  , per  tutte  le Alpi , per  tutte  le isole  , per  tutto  il suo  mare  . E   l'aquila  romana  tornò  a  distendere  la   larghezza  delle  ali  tra  il mare  e il  monte  ,  e mise  rauchi  gridi  di gioia innanzi  alle navi  che  veleggiavano  franche  il Mediterraneo  per  la terza  volta  italiano.
Liberato   e  restituito  negli  antichi  diritti  il popolo  suo ,  conciliati  i popoli  intorno  , fermata  la pace  la libertà la felicità , l'eroe  scomparve  ; dicono   fosse  assunto  ai  concilii degli Dii della   Patria. Ma  ogni  giorno  , il sole  , quando  si leva  su  le Alpi  tra  le nebbie  del  mattino  fumanti e cade  tra  i vapori , del  crepuscolo , disegna  tra  gli abeti e larici  una una grande  ombra , che ha rossa  la veste e bionda  la capelliera errante  su  i venti  e sereno   lo sguardo  siccome  il cielo  . Il  pastore  straniero guarda   ammirato  , e dice  ai figliuoli  --  è l'eroe  d'Italia  che veglia  su  le  alpi della sua patria.

domenica 6 giugno 2021

CORPUS DOMINI 2021

6--6--2021
Una  giornata  di festa!  Giugno,   è da sempre sinonimo di questa  meravigliosa  festività;  è stata, da sempre per me, sin dall'infanzia attesa con grande trepidazione.
Oggi  è la giornata ,importante  per me, l'inizio di un cammino , per il perdono dei miei assassini!  Non è facile perdonare , ci proverò, da sola non sono capace, perché le mie ferite  fanno tanto male, ma  la mia fede è la sola che  può, aiutarmi.    Perdono, non vuole dire dimenticare, o peggio  lasciare impunita la feccia che mi ha aggredito , con infamie, menzogne , continuerò a  denunciare mediante il mio blogger, gli orrore di questa  bestiale realtà sociale; ma l'ultimo  passo cioè , la meta ultima è la via legale. Sono  una cittadina di una  Italia , democratica e civile , sono una cittadina di un'Europa , civile  e democratica , leggi ed una Costituzione Italiana, ed una  Europea  mi danno il diritto  di portare questa marmaglia in un tribunale. Io , posso dimostrare la verità, sulla  menzogna, e  voglio, esigo che questa brutta storia finisca con: "Giustizia  e  Verità  si baceranno".
Al mio assassino , il prete di campagna, dico : 
" Si fermi, un sacerdote che agisce senza timore di Dio, che perseguita il giusto, che serve la menzogna,  non è degno di essere Sacerdote!   Non  spetta a  me giudicare, ma rimetto la mia causa, a Lui, il vero ed unico Giudice.
Ho inoltre il diritto di portarla in tribunale , con la marmaglia."

giovedì 3 giugno 2021

Leggere "Fratelli tutti" con lo sguardo di Follereau di Luciano Ardesi La sorprendente comune ispirazione dell'ultima enciclica di Papa Francesco

 3---6--2021

Della  Fratelli  tutti  si possono  dare  molte letture , talmente  l'enciclica  è ricca  di elementi  , una  sorta  di summa  del  pensiero  bergogliano  , cui  il papa  stesso  rinvia  con  continue   citazioni dei suo  testi  precedenti.

Abbiamo provato  a leggere  Fratelli tutti,  con  lo sguardo  di Roul  Follereau . Per  chi  si ispira  al  pensiero  e all'azione  di  Follereau  , in  AIFO  e altrove , rimane  colpito  da  una  comune  ispirazione  . Nel corso  della  "  Piazza  virtuale  "   del  31   gennaio  dedicata  alla  GML  , nel  suo intervento  il  Cardinale  di Bologna  Zuppi  sottolineò  che  "ripensando  a  Roul  Follereau  e leggendo  Fratelli tutti è  impressionante  ; Fratelli tutti,  raccoglie  , ripresenta , rimpasta  tanta  della  sapienza  che Roul  Follereau  ci ha  trasmesso  .  Le  intuizioni,  la profezia di Roul  Follereau  hanno  tanto da dire"
Al centro   dell'enciclica   c'è  naturalmente  la fratellanza ,  ma  anche  l'amore :
    "al  primo  posto  c'è  l'amore"(92) che  riecheggia  quel "Amiamoci  , questo  è tutto" di   Follereau  . Quando   papa   Francesco  scrive:
    "L'amore  , infine  , ci  fa  tendere  verso  la comunione  universale"(95) afferma  in altre parole la " civiltà  dell'amore"  di cui  parla  spesso  Follereau e  che  sottintende  proprio  la fratellanza  cara  al papa.
Al centro  dell'azione  di Follereau  c'è  la lebbra come  realtà  e metafora  di tanti mali , di  tante "lebbre", e  soprattutto  del fatto  che  queste  persone sono  "lebbrose "   , non  degne   di far  parte  della comunità . Quando  papa  Francesco  parla   di  "esiliati  occulti " (98) , riferendosi  alle  persone  con  disabilità non fa  che  sintetizzare  la battaglia  di  Follereau  per gli  "uomini come gli altri" . E  quando  aggiunge  "Tante   persone  con disabilità  "sentono di esistere  senza  appartenere  e senza  partecipare"(98) , esprime  chiaramente  la  metodologia  dell'inclusione sociale  verso  gli ultimi  che è  stata  di Follereau  e  oggi  di AIFO.
è nota  l'attenzione che il  papa  rivolge  all'economia  . soprattutto  nell'aspetto  della  globalizzazione , e  ai  suoi  riflessi  nei  rapporti  umani . In  Fratelli tutti cita  un estratto di   Benedetto 16°  sulla  globalizzazione nell'enciclica  Caritas  in  veritate (2009):
    "  la  società  sempre  più  globalizzata  ci  rende  vicini  , ma non  ci rende  fratelli".  
Nel discorso  sulla  carità  (1955)  Follereau  afferma  "Per  troppo  tempo  gli   uomini  sono vissuti  gli uni  a fianco  degli altri  . Oggi sanno  che  devono  vivere  tutti insieme. Dobbiamo  insegnar  loro   a vivere  domani  gli uni per gli altri".
Papa  Francesco  vive  nella  dimensione  della  pandemia  e  riprende  nell'enciclica  il concetto  espresso  nell'ormai  celebre  preghiera  nella  piazza  San Pietro  deserta  nel  marzo   dello scorso  anno  . Il  suo  "Nessuno  si salva  da solo "  riporta  all'altrettanto  celebre  "Nessuno  ha il  diritto  di essere  felice  da solo"  di Follereau , che  aggiungeva  "Salvare  il mondo . Insegnarli  nuovamente a guardare la vita  dal punto  di  vista  di una  gioiosa  e vigile   fraternità"(  Bomba  atomica  o  carità, 1954).
La  pandemia  non  ha  messo  fine  alle guerre , e  in un  momento  in cui  scarseggiano  i mezzi  per  far  fronte  al  diffondersi  del    virus , papa Francesco ritorna  sullo  spreco  di risorse  per  dotarsi  di armi.
    "E  con  il denaro  che  impiega  nelle armi  e in  altre  spese  militari  costituiamo  un Fondo  mondiale  per eliminare  finalmente  la fame  e per  lo sviluppo  dei Paesi  più poveri "(262).  
Vengono  ovviamente in  mente  i " Datemi  due  bombardieri", i  bilanci  di guerra  , per  evidenziare  che  cosa  si potrebbe  fare  col  denaro  sprecato  nella  corsa  agli armamenti  , e  di cui  Follereau  è stato  il  precursore fin  dall'immediato  dopoguerra.