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lunedì 21 settembre 2020

JORGE LUIS BORGES le opere "La rosa profonda"

 21  --9---2020
All   our  yesterdays

Di    chi   mai  sarà  il mio passato?
Di  quale  che  già  fui?  Del  ginevrino
Che  tracciò  qualche  esametro  latino
Che  gli anni  lustrali hanno  cancellato?
Del  bambino  che  cercava  nell'intera
Biblioteca  del  padre le  puntuali
Curvature  del globo  e le  ferali
Forme  che  son  la tigre  e  la pantera?
O  dell'altro  che  spalancò una  porta
Oltre  la quale  un uomo  se ne  andava
Per  sempre  , e  che  baciò  nel  bianco  giorno
Il  viso  che  svaniva  e il  viso morto?
Sono  chi  ormai  non è  .  Inutilmente
Sono stasera una  perduta gente.

venerdì 18 settembre 2020

"DAL 1961 CON GLI ULTIMI" Una società più equa e inclusiva , che riconosca a tutti diritti e dignità . Questa è , e sarà sempre , la missione di AIFO.

 18--9---2020
è  insolito  iniziare   un editoriale  dai ringraziamenti ,  ma mi  sento  di farlo  alla luce  degli  importanti  progetti  che sono  partiti  tra   fine maggio  e inizio  giugno  . Come  quello  in  Guinea  Bissau, destinato  ai giovani  per rafforzare l'economia  locale e  assicurare  loro  un futuro  dignitoso nelle  proprie  comunità.  Come quello  in Brasile  , per  ridare  voce  alle donne  con disabilità, spesso  vittime   di violenza  e messe  ai margini  .   Come  quello  nato  in collaborazione   con la regione  Emilia-Romagna, sempre  in Brasile , attraverso  cui miglioreremo la  configurazione  sanitaria  delle cure  intermedie  mediante  l'utilizzo  di tecnologie  lievi.
Grazie  ai nostri  partner  e finanziatori .
Riunendo  le nostre  forze , perché  solo così  potremo  diventare  motori  e protagonisti   di un cambiamento .
Non sono tempi facili , ma   proprio  per questo  non  vogliamo  smettere  di sognare  un mondo  con  più  dignità e diritti  per tutti  , soprattutto per  gli  "ultimi", per  quelli  che  a causa  di povertà , malattia , disabilità  , vulnerabilità e pregiudizio , vengono  costantemente  lasciati  indietro. Un sogno per cui noi  di AIFO  lottiamo    dal 1961.
è  un percorso  impervio , una  missione  complessa ma  non  lo sarà  se  cammineremo  insieme , se  i progetti  di  cooperazione sanitaria  di AIFO   diventeranno un  impegno comune.
Anche perché  oggi  abbiamo  una  grande  opportunità ;  abbiamo  la possibilità  di utilizzare  gli strumenti più  efficaci  e le  metodologie più  innovative per favorire  l'inclusione  sociale a  beneficio  di tutti.      Antonio  Lissoni     Presidente  AIFO
   

seguo  AIFO  da  moltissimi anni, credo profondamente  nel fatto  che solo mediante  un impegno serio , sul territorio , il mondo del nord, può  aiutare il mondo  del sud  a riscattarsi. Importante  è comprendere come il rispetto della persona passa anche con l'aiuto  ad emanciparsi nella propria terra , senza costringerla  a   traumatiche abbandoni del proprio mondo.
Molto  c'è  da fare anche con la politica  delle grande potenze, non più una politica da squali, ed uno  sviluppo a dimensione d'uomo nel rispetto della natura. 
Uscire dall'incubo della pandemia , non è facile , ma questa nuova avventura  fa  parte della  storia di questo inizio di secolo.

mercoledì 16 settembre 2020

L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE E L'ARTICOLO 113 DELLA LEGGE DI PUBBLICA SICUREZZA

16--9--2020

Lo  svolgimento  d'un  giudizio  di legittimità  costituzionale  dinanzi  alla  Corte  può  aversi  soltanto  quando  in un  giudizio  dinanzi  a  un  giudice  ordinario  sia  stata  sollevata  , di  solito  da  una  delle  parti  , una  questione  "  non  manifestamente  infondata".  Quando  la  Corte  incominciò  a  funzionare  , trovò  già  molte  richieste  di giudizio  precedentemente  inviatele, molte  delle quali  vertevano  sulla  legittimità  del  precetto  dell'art. 113   della  legge  di pubblica  sicurezza  ,  emanata  dal  regime  fascista  e  ancora in vigore. In  sostanza  si chiedeva  se  quell'articolo che   prescriveva  l'autorizzazione  dell'autorità  di  p.s.  per  la  distribuzione  di avvisi  o  stampanti  sulla  pubblica  strada   o  affissioni  di manifesti  e  giornali  o comunicazioni con  altoparlante  , non fosse in  contrasto  con  l'art.  21  della Costituzione,  il quale  dichiara  che  " tutti  hanno  il diritto  di  manifestare  liberamente  il proprio  pensiero  con la  parola  , lo scritto  ed  ogni altro  mezzo  di diffusione". 
" è   evidentemente   da escludere  ---così  è detto  nella  sentenza  della Corte --- che  con  la  enunciazione  del  diritto  di  libera    manifestazione  del  pensiero  la   Costituzione  abbia  consentite  attività  le quali  turbino  la tranquillità  pubblica  , ovvero abbia  sottratta  alla  polizia  di sicurezza  la  funzione  di  prevenzione dei  reati.
Ma  è  innegabile  che  detto  articolo  , col  prescrivere  l' autorizzazione  , sembra far  dipendere  quasi  da  una   concessione dell'autorità    di pubblica  sicurezza il  diritto  che  l'art. 21  della  Costituzione conferisce  a  tutti  , attribuendo  alla  detta  autorità  poteri  discrezionali illimitati  , tali cioè , che , indipendentemente  dal  fine  specifico  di  tutela della  tranquillità e  di  prevenzione   di reati  , il  concedere o  il  negare l'autorizzazione  può  significare  praticamente  consentire  o impedire   caso per caso la  manifestazione  del pensiero .
La  Corte  costituzionale  deve  perciò  dichiarare   l'illegittimità   costituzionale  dell'art.  113 del  Testo  Unico  delle leggi  di  p. s. , fatta  eccezione  per  il   comma   5,  dove  è  disposto  che  le "affissioni  non  possono   farsi  fuori  dei  luoghi   destinati  dall'autorità  competente "  la quale  ultima  disposizione  non  è  comunque  in  contrasto  con  alcuna  norma   costituzionale  e può  mantenere  la sua efficacia".

CANTI Giacomo Leopardi

 16--9---2020

A  se  stesso

    Or  poserai  per sempre,
Stanco  mio  cor.  Perì  l'inganno estremo,
Ch'eterno  io  mi credei. Perì . Ben  sento,
In  noi  di cari  inganni,
Non  che   la  speme , il  desiderio  è spento.
Posa  per sempre  . Assai
Palpitasti  . Non  val  cosa  nessuna
I moti  tuoi , né di sospiri  è degna 
La  terra  . Amaro e noia
La  vita, altro mai  nulla  ; e   fango  è il mondo.
T'acqueta  ormai . Dispera
L'ultima  volta . Al  gener nostro il fato 
Non  donò che  il morire . Ormai disprezza
Te,  la natura , il brutto
Poter  che,  ascoso  , a  comun  danno impera,
E  l'infinita  vanità  del tutto.

lunedì 14 settembre 2020

TEOLOGIA DELL'OBLAZIONE BENEDETTINA di: Alferio Caruana "2----L'oblato benedettino secolare"

14---9---2020

c)   Koinonia  degli oblati

= Famiglia degli oblati  come  la  comunità  di Gerusalemme
La  comunità  chiede e richiede  dai  suoi  membri  attenzione,  dedizione  e  disponibilità a  cooperare  al bene  comune , ognuno  ha  un  ruolo dentro  di essa  , una  parte  da  svolgere . E  qui  entrano  in gioco  anche  altri  fattori  quali  l'onestà  , la  lealtà , la  mutua  comprensione ;  e la  frode e  condanna  di  Ananìa   e  Saffìra  (At.  5)   sono  un esempio  e  un  aiuto  nella  formazione e  nel  cammino  della  comunità.
Anche  l'amicizia  ha  un  ruolo  importante  nell'affermazione di sé  e del   gruppo  al quale  si appartiene;   ma  qui  non  si tratta  di amicizia del  dare  e  avere  ma  di Amicizia slegata  da  compromessi  e piena  , invece, di  quell'Amore che  poterebbe  ogni  uomo  a  "dare  la  vita  per i  propri  amici"(Gv.  15, 13 ss.)  
Per  colui  che cerca  Dio , tutto  il creato , in modo  speciale l'uomo , è  uno  strumento  divino e la vera  amicizia può  contribuire a questa   koinonia  di anime.
Basti  pensare  all'amicizia  tra  S. Basilio  e  S. Gregorio  Nazianzeno.   O, ancora  , a quello  che si legge  in  uno  degli  apoftegmi dei  Padri del deserto  su  Cassiano  e  Germano .  è  infatti  in questa   specie  di amicizia  ---perpetua , ininterrotta---che  si  intravede la vera meta  ;   la ricerca  di Dio.
Quindi non solo  nella singolarità  , nelle  azioni  personali , ma nell'universale    risiede  la  forza , nell'amore  verso il prossimo e nel  costante  abbraccio fraterno ;    nel  continuo  confronto con  l'Altro che  aiuta a  correggere  i passi  ; nei  punti  di riferimento  che  si è  per  i fratelli e che  loro sono per noi;  un  mutuo   soccorso  dove,  tuttavia  , all'aspetto comunitario ,  cenobitico  si può  affiancare  quello  eremitico  sebbene  S. Benedetto al  capitolo  1  della  Regola  , dopo  aver  esposto  le varie  specie  monastiche dice:  "Lasciandoli  quindi  da parte  [   eremiti ,  sarabaiti , girovaghi],  veniamo  con  l' aiuto  del Signore  ad  ordinare  la specie  migliore , che  è quella  dei  cenobiti".
Dunque  il  vivere  comune  , quel  lottare  quotidiano  contro il male , il demonio che  alberga  in noi e tra  noi, per  la costruzione  di una  comunità simile  a  quella  di Gerusalemme "punto  di arrivo  del Vangelo "  e  ora     punto di partenza  (cfr.  At.  1;  2,  42--47 ;  4,  32--35).  Ma   anche  punto  di  riferimento  oggi  per coloro  che  sono  desiderosi  di formare  una  comunità cristiana  al servizio  di Dio  e dei fratelli.
In  questo  servizio  si eleva  quell'Intima  unione  della  Chiesa  con  l'intera  famiglia  umana  che,  non  a  caso  , è  il primo  punto  , l'apertura  della  Gaudium  et  Spes :" Le  gioie  e le  speranze  , le  tristezze  e le  angosce degli  uomini  d'oggi  , dei  poveri  soprattutto  e di  tutti coloro  che  soffrono  , sono  pure  le gioie  e le speranze  , le tristezze  e le   angosce  dei  discepoli  di Cristo , e  nulla  vi è  di genuinamente   umano  che  non trovi  eco  nel  loro  cuore  . La  loro  comunità  , infatti, è  composta  di uomini   i quali  , riuniti insieme  nel Cristo  , sono guidati  dallo Spirito  Santo nel  loro  pellegrinaggio verso  il regno  del Padre , ed  hanno  ricevuto  un  messaggio di salvezza da  proporre  a  tutti . Perciò  la  comunità  dei  cristiani  si  sente  realmente  e  intimamente  solidale  con  il genere  umano  e con  la sua storia".  Da  qui  dovrebbero  orientarsi  e  partire  le  neo-comunità  cristiane  nel loro  fraterno  cammino  verso la Trinità.

domenica 13 settembre 2020

AMLETO WILLIAM SHAKESPEARE

 13---9---2020

Essere  o non essere; qui  è il  punto; se sia  più  nobile  per  l'animo  subire  i  sassi  e  i  dardi  della  oltraggiosa    Fortuna, o  prender  l'armi  contro  un  mare  di triboli e  affrontandoli  chiudere  la  partita.
Morire ---dormire --nulla  più  ;  E  con  un sonno dire  che mettiamo  fine  ai cordogli e alle   mille  miserie che sono il natural  retaggio della carne, è  soluzione  da  augurarsi a  mani giunte.
Morire---dormire--
Dormire ;  sognare , forse  ;  e  qui  è l'intoppo. Perché in quel  sonno  della morte quali  sogni potranno  sopravvenire quando  siamo  già  sgrovigliati  dal tumulto  della  vita mortale , deve farci perplessi  . E  qui è  appunto  la  remora che  tanto  prolunga   la  vita  alla  tribolazione . Chi  ,  altrimenti  , vorrebbe  sopportare le frustate e le  umiliazioni del mondo ; le angherie degli  oppressori ;  le  contumelie  degli spavaldi; e  le  pene  del  respinto amore;  le  more defatigatorie  della  giustizia;  l'oltracotanza  degli  altolocati; i calci  in faccia  che  il merito  paziente riceve dai mediocri-- quando  di mano  propria  si  possono  saldare tutti  i conti con  la semplice lama di un pugnale?  Chi  vorrebbe  caricarsi  le spalle di  fardelli anfanando e  sudando  sotto  la grave mora  della vita , se  non  fosse  il terrore  di un quid dopo  la morte --terra  inesplorata dai  cui lidi mai nessun  viaggiatore  non fece  ritorno--a  intralciare  la nostra  volontà  e a  consigliare di tenerci  i  malanni  che conosciamo, piuttosto  che  volare in  cerca d'altri  e  nuovi di cui  nulla  si sa?
Così  ci fa  codardi  la coscienza ;  così  anche  il  natural  colore dell'azione sbiadisce si  gracili riflessi  del pensiero ; e  imprese  di gran   momento e d'alta  levatura , deviate appunto  da  questi  complessi , dell'azione  smarriscono anche  il nome.
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venerdì 11 settembre 2020

ELEVAZIONE "I FIORI DEL MALE" di: Chales Baudelaire

 11--9   2020
In alto, sugli  stagni  , sulle valli,
sopra  i boschi , oltre i monti , sulle nubi
e  sui  mari, oltre il sole e oltre  l'etere,
al di là  dei  confini delle sfere
stellate , tu,  mio  spirito , ti  muovi
agilmente ;  dividi la profonda 
immensità , come  un  buon  nuotatore 
che  gode  in mezzo alle  onde , gaiamente,
con  virile e  indicibile  piacere.
Fuggi  lontano  da  questi  miasmi
ammorbanti,  e  nell'aria  superiore
vola  a  purificarti  e bevi  come
un liquido  divino e puro il fuoco
che colma  , chiaro  , le  regioni limpide .
Fortunato  colui che  può  con  ala 
vigorosa  slanciarsi verso campi
sereni  e luminosi ,  abbandonando
i  vasti  affanni ed i  dolori ,  peso
gravante sopra la nebbiosa vita;
colui  che  lascia  andare  i suoi pensieri
come  le  lodolette  verso  i cieli,
nel mattino  ;  colui  che  sulla  vita
plana  e,  sicuro, intende  la segreta
lingua  dei  fiori e delle  cose  mute.