17--2--2020
Le donne che hanno partecipato a questo Sinodo sull'Amazzonia, nell'ottobre dello scorso anno, erano 35, tra consultrici, uditrici e esperte; 23 di queste erano religiose, di queste 10 sono state scelte dalla UISG come proprie rappresentanti (6 brasiliani, 2 colombiane e 2 peruviane).
Tutte loro con una grande esperienza missionaria in uno dei 9 paesi che formano la Regione panamazzonica.
Le 35 donne , nell'ultima settimana del Sinodo , hanno consegnato una lettera a Papa Francesco in cui , tra le altre cose, gli chiedevano di poter votare il documento finale . Mi sembra una richiesta legittima in una Chiesa sinodale come quella sognata da Francesco dal primo giorno del suo pontificato. Ci sono degli impedimenti giuridici o teologici? Che si apra una riflessione seria su questo.
Io sento che, attraverso l'istanza del voto da parte delle donne , viene fatta alla Chiesa tutta una richiesta molto più profonda di partecipazione , di pari opportunità , di sentire che la voce delle donne non è solo consultiva ma parte integrante di un processo di riflessione che riguarda tutto il popolo di Dio . Come si può pensare , in una realtà complessa come la nostra , di non includere lo stile , la metodologia, la parola del femminile? C'è un egotismo ecclesiale tutto maschile che non ha più ragione di essere . Non è più tempo per una Chiesa monolitica e monocolore: la società multietnica e connessa ci chiede di abitare la diversità come modo di essere e non vivere a prescindere da essa. p.m.
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sabato 22 febbraio 2020
"L'ECOLOGIA INTEGRALE CON VISCERE DI DONNA" di: Patrizia Morgante ( AMICI DI FOLLEREAU per i diritti degli ultimi)
22---2--2020
Il Sinodo sull'Amazzonia ci dice che la Chiesa vive un Kairos speciale , un momento di cambiamento che viene proprio da questi sussurri degli esclusi oggi fattisi gridi. Come donna che lavora al servizio della vita religiosa femminile, sento che è un Kairos anche per noi donne nella nostra Chiesa , per trovare un ruolo e uno stile diverso da quello avuto fino ad ora.
L'ho appreso anche accompagnando le dieci religiose che hanno partecipato al Sinodo a nome dell'Unione Internazionale Superiore Generali(UISG), organizzazione per la quale lavoro "Siamo qui perché inviate dai nostri popoli , con i quali viviamo la quotidianità e con i quali cerchiamo di vivere una vita in sintonia con la natura, la comunità, il creato e il mistero che abita ovunque. Sentiamo una grande responsabilità perché non possiamo tradire i nostri popoli. Dobbiamo raccontare cosa avviene in Amazzonia".
Da queste donne e i loro popoli ci viene una sapienza profonda e integrata , diventata Magistero della Chiesa grazie all' Enciclica Laudato Sii. Tutto è interconnesso. Non è un concetto solo intellettuale , è un invito che irrora il nostro corpo e appassiona anima e spirito. Possiamo fare memoria di questa connessione ogni momento della nostra vita,semplicemente respirando , chiudendo gli occhi e ascoltando, facendoci consapevoli di una realtà sottile, ma troppo distratti dai rumori per viverla profondamente. Non la dobbiamo inventare questa connessione, perché esiste , ci precede, dobbiamo solo percepirla a tutti i livelli. "L'ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l'essenza dell'uomo. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona".(Laudato Sii n.11). Ecologia integrale per me è fare casa nel cosmo. Sentendo e sapendo che tutte le dimensioni, verticali e orizzontali, sono connesse. Siamo fatti degli stessi elementi chimici degli esseri più piccoli, siamo fatti di energia che è in continuo movimento. Le ricerche degli ultimi decenni nel campo della fisica e della cosmologia , ci dicono che la materia di cui siamo fatti non è statica, è energia in continuo movimento e trasformazione. Anche se non ce ne rendiamo conto: tutto cambia. Anche quando pensiamo che l'energia è ferma(buchi neri), lì abita una potenzialità che aspetta di diventare vita.
La dimensione personale è collegata a quella sociale e politica; nessuna istanza è staccata dalle altre. è la celebrazione dell'incarnazione ; stare dentro di me e allo stesso tempo dentro la storia. Empatizzo con i gemiti della terra e delle sorelle e fratelli, perché quei dolori e quelle gioie sono parte del corpo cosmico di cui sono parte. Siamo uno in tutto e in tutti.
Io sento che noi donne viviamo questa circolarità con grande naturalità: siamo in una dinamica continua di relazionalità e interazione . Non so se questo lo maturiamo perché tutte potenzialmente possiamo dare la vita. Questa spinta a fare casa ci porta a curare le relazioni ovunque ci troviamo , a rivolgere lo sguardo verso l'esterno, oltre il nostro corpo per incontrare l'altro, l'altra.
Quando ci sentiamo rotte dentro, sembra quasi naturale trovare la forza in altre donne, metterci in rete per farci sanare; sederci in circolo e raccontarci. Perché è vero che le persone ci feriscono, ma allo stesso tempo ci guariscono e ci sanano. A sanarci è anche il cosmo con tutti i suoi elementi . Sarebbe bello sentirci tutte chiamate a creare questa sorellanza e sororità globale.
Responsabile Comunicazione dell'UISG
Il Sinodo sull'Amazzonia ci dice che la Chiesa vive un Kairos speciale , un momento di cambiamento che viene proprio da questi sussurri degli esclusi oggi fattisi gridi. Come donna che lavora al servizio della vita religiosa femminile, sento che è un Kairos anche per noi donne nella nostra Chiesa , per trovare un ruolo e uno stile diverso da quello avuto fino ad ora.
L'ho appreso anche accompagnando le dieci religiose che hanno partecipato al Sinodo a nome dell'Unione Internazionale Superiore Generali(UISG), organizzazione per la quale lavoro "Siamo qui perché inviate dai nostri popoli , con i quali viviamo la quotidianità e con i quali cerchiamo di vivere una vita in sintonia con la natura, la comunità, il creato e il mistero che abita ovunque. Sentiamo una grande responsabilità perché non possiamo tradire i nostri popoli. Dobbiamo raccontare cosa avviene in Amazzonia".
Da queste donne e i loro popoli ci viene una sapienza profonda e integrata , diventata Magistero della Chiesa grazie all' Enciclica Laudato Sii. Tutto è interconnesso. Non è un concetto solo intellettuale , è un invito che irrora il nostro corpo e appassiona anima e spirito. Possiamo fare memoria di questa connessione ogni momento della nostra vita,semplicemente respirando , chiudendo gli occhi e ascoltando, facendoci consapevoli di una realtà sottile, ma troppo distratti dai rumori per viverla profondamente. Non la dobbiamo inventare questa connessione, perché esiste , ci precede, dobbiamo solo percepirla a tutti i livelli. "L'ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l'essenza dell'uomo. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona".(Laudato Sii n.11). Ecologia integrale per me è fare casa nel cosmo. Sentendo e sapendo che tutte le dimensioni, verticali e orizzontali, sono connesse. Siamo fatti degli stessi elementi chimici degli esseri più piccoli, siamo fatti di energia che è in continuo movimento. Le ricerche degli ultimi decenni nel campo della fisica e della cosmologia , ci dicono che la materia di cui siamo fatti non è statica, è energia in continuo movimento e trasformazione. Anche se non ce ne rendiamo conto: tutto cambia. Anche quando pensiamo che l'energia è ferma(buchi neri), lì abita una potenzialità che aspetta di diventare vita.
La dimensione personale è collegata a quella sociale e politica; nessuna istanza è staccata dalle altre. è la celebrazione dell'incarnazione ; stare dentro di me e allo stesso tempo dentro la storia. Empatizzo con i gemiti della terra e delle sorelle e fratelli, perché quei dolori e quelle gioie sono parte del corpo cosmico di cui sono parte. Siamo uno in tutto e in tutti.
Io sento che noi donne viviamo questa circolarità con grande naturalità: siamo in una dinamica continua di relazionalità e interazione . Non so se questo lo maturiamo perché tutte potenzialmente possiamo dare la vita. Questa spinta a fare casa ci porta a curare le relazioni ovunque ci troviamo , a rivolgere lo sguardo verso l'esterno, oltre il nostro corpo per incontrare l'altro, l'altra.
Quando ci sentiamo rotte dentro, sembra quasi naturale trovare la forza in altre donne, metterci in rete per farci sanare; sederci in circolo e raccontarci. Perché è vero che le persone ci feriscono, ma allo stesso tempo ci guariscono e ci sanano. A sanarci è anche il cosmo con tutti i suoi elementi . Sarebbe bello sentirci tutte chiamate a creare questa sorellanza e sororità globale.
Responsabile Comunicazione dell'UISG
giovedì 20 febbraio 2020
LETTERATURA DEL 900 CORRADO GOVONI
20--2--2020
Crepuscolo sul Po
Come un frutto maturo cade il giorno.
Dal ponte che cavalca il fiume suona un corno.
Con uno strepitio di gran cascata
un treno fora il vuoto su la via ferrata.
I rumori pel silenzio stenografo
sfuman come figure d'un cinematografo.
Il vento studia da flautista.
Il cielo è svolto simile ad un trasformista.
L'acqua che corre corre al mare
si tinge il viso di lillà crepuscolare.
Dentro , le case mirano a la riva
la loro imagine che sembra fuggitiva.
In una barca piena di legumi
mentre le case sbocciano dei bianchi lumi,
una donna con una guasta ventola
incita il fuoco sotto la sua vecchia pentola.
"Quanto poté durare......"
Quanto poté durare il tuo martirio
nelle sinistre Fosse Ardeatine
per mano del carnefice tedesco
ubriaco di ferocia e di viltà ?
Come il lungo calvario di Gesù
seviziato , deriso e sputacchiato
nel suo ansante sudor di sangue e d'anima
fosse durato , o un'ora o un sol minuto;
fu un tale peso pel tuo cuore umano,
che avrai sofferto, o figlio , e conosciuto
tutto il dolor del mondo in quel minuto.
Crepuscolo sul Po
Come un frutto maturo cade il giorno.
Dal ponte che cavalca il fiume suona un corno.
Con uno strepitio di gran cascata
un treno fora il vuoto su la via ferrata.
I rumori pel silenzio stenografo
sfuman come figure d'un cinematografo.
Il vento studia da flautista.
Il cielo è svolto simile ad un trasformista.
L'acqua che corre corre al mare
si tinge il viso di lillà crepuscolare.
Dentro , le case mirano a la riva
la loro imagine che sembra fuggitiva.
In una barca piena di legumi
mentre le case sbocciano dei bianchi lumi,
una donna con una guasta ventola
incita il fuoco sotto la sua vecchia pentola.
"Quanto poté durare......"
Quanto poté durare il tuo martirio
nelle sinistre Fosse Ardeatine
per mano del carnefice tedesco
ubriaco di ferocia e di viltà ?
Come il lungo calvario di Gesù
seviziato , deriso e sputacchiato
nel suo ansante sudor di sangue e d'anima
fosse durato , o un'ora o un sol minuto;
fu un tale peso pel tuo cuore umano,
che avrai sofferto, o figlio , e conosciuto
tutto il dolor del mondo in quel minuto.
martedì 18 febbraio 2020
LETTERA AI BELPASSESI di Pina Maria Speranza Raciti
18--2--2020
La mia famiglia, ha sempre vissuto , lontano ed isolata, dalla squallida realtà belpassese, e non per superbia, ma per evitare le scottature; è umanamente impossibile , condividere una vita di relazione, con la realtà in cui vivo( gli orrori di questi anni ne sono una testimonianza).
Maldicenza , vomito putrido, è questo ciò che esce dalla bocca dei belpassesi! I miei genitori, hanno costruito una muraglia più alta e spessa di quella cinese, in modo che l'orrore belpassese, non entrasse dentro casa nostra, invadendo la nostra vita. Noi bambini, e soprattutto io, siamo così stati protetti dalla malvagità dell'intera comunità sociale.
Belpassesi, una realtà brutta, un'espressione di quella brutta realtà siciliana , che purtroppo , il mondo conosce come "popolo siciliano"; le loro lingue putride hanno distrutto la vita di :
" uomini, donne, famiglie; perseguitato ,sacerdoti."
Solo da adulta e fuori dalla mia casa, ho conosciuto tanti orrori, molte storie raccapriccianti, per le quali ho sempre nutrito disprezzo,per questo motivo definisco"marmaglia" questa gente. Ma, non avrei mai pensato di diventare io, e la mia famiglia, vittime. Perché sono stata aggredita?
Perché io ed i miei cari , siamo lo specchio vivente, della bruttezza fisica , psichica , di questa marmaglia.
Dopo questi lunghi anni di sofferenza, sono fuori dal tunnel, e ne esco VITTORIOSA . Il male non viene sempre per nuocere, la lotta contro esso, mi ha fortificato,, mi ha dato una profonda sicurezza. L'oro si purifica al crogiolo! Denunciando gli orrori di cui sono stata vittima, denuncio la realtà sociale in cui vivo e che mi ha aggredito. Sull'oro, il fango non attacca; questo vuol dire che l'orrore di cui sono vittima non sono io, ma i miei assassini.(sono talmente ignoranti , e arroganti , da non comprendere che aggredendo me , si sono autodenunciati).
Nel mio cuore non c'è e non ci sarà mai, né pietà, né perdono . Per il momento mi basta: la gogna, ma non ho mai chiuso la via che porta ad un tribunale, dove posso dimostrare la mia verità, contro la menzogna.
Nel mio cuore rimane una ferita profonda, che non guarirà mai, la presenza di sacerdoti, che hanno servito questa marmaglia, in questo progetto di aggressione alla mia persona e alla mia famiglia.
Dei sacerdoti al servizio del male, è una grave realtà immorale!.
La mia famiglia, ha sempre vissuto , lontano ed isolata, dalla squallida realtà belpassese, e non per superbia, ma per evitare le scottature; è umanamente impossibile , condividere una vita di relazione, con la realtà in cui vivo( gli orrori di questi anni ne sono una testimonianza).
Maldicenza , vomito putrido, è questo ciò che esce dalla bocca dei belpassesi! I miei genitori, hanno costruito una muraglia più alta e spessa di quella cinese, in modo che l'orrore belpassese, non entrasse dentro casa nostra, invadendo la nostra vita. Noi bambini, e soprattutto io, siamo così stati protetti dalla malvagità dell'intera comunità sociale.
Belpassesi, una realtà brutta, un'espressione di quella brutta realtà siciliana , che purtroppo , il mondo conosce come "popolo siciliano"; le loro lingue putride hanno distrutto la vita di :
" uomini, donne, famiglie; perseguitato ,sacerdoti."
Solo da adulta e fuori dalla mia casa, ho conosciuto tanti orrori, molte storie raccapriccianti, per le quali ho sempre nutrito disprezzo,per questo motivo definisco"marmaglia" questa gente. Ma, non avrei mai pensato di diventare io, e la mia famiglia, vittime. Perché sono stata aggredita?
Perché io ed i miei cari , siamo lo specchio vivente, della bruttezza fisica , psichica , di questa marmaglia.
Dopo questi lunghi anni di sofferenza, sono fuori dal tunnel, e ne esco VITTORIOSA . Il male non viene sempre per nuocere, la lotta contro esso, mi ha fortificato,, mi ha dato una profonda sicurezza. L'oro si purifica al crogiolo! Denunciando gli orrori di cui sono stata vittima, denuncio la realtà sociale in cui vivo e che mi ha aggredito. Sull'oro, il fango non attacca; questo vuol dire che l'orrore di cui sono vittima non sono io, ma i miei assassini.(sono talmente ignoranti , e arroganti , da non comprendere che aggredendo me , si sono autodenunciati).
Nel mio cuore non c'è e non ci sarà mai, né pietà, né perdono . Per il momento mi basta: la gogna, ma non ho mai chiuso la via che porta ad un tribunale, dove posso dimostrare la mia verità, contro la menzogna.
Nel mio cuore rimane una ferita profonda, che non guarirà mai, la presenza di sacerdoti, che hanno servito questa marmaglia, in questo progetto di aggressione alla mia persona e alla mia famiglia.
Dei sacerdoti al servizio del male, è una grave realtà immorale!.
lunedì 17 febbraio 2020
" I problemi pratici della libertà " di : C. A. Jemolo
17--2--2020
I pericoli del conformismo
Non ci sarà sana vita politica tra noi, non si darà sicurezza d'un regime di libertà , se
gl' Italiani non vivranno giorno per giorno i problemi della vita collettiva, così come vivono i problemi della famiglia , la realtà che più sentono , e dove anche i più semplici sanno che non ci sono problemi risolti una volta per sempre, sicché , trovata la soluzione , possono venir gettati dietro le spalle . Se non sentiranno che tutte le libertà vengono fatalmente sempre contestate , che non si danno , come per gli altri beni morali, conquiste definitive, dopo le quali sia lecito il riposo.
(..) La generazione di chi scrive ha avuto esperienze che mancarono alle generazioni che immediatamente la precedettero. La paura che alligna durante le dittature , paura che si protrae per anni , paura di mali e d'umiliazioni sempre nuovi, neppure immaginabili a priori, ed il senso di scoramento , della vanità di ogni resistenza della pietra tombale che è scesa e che più non si alzerà a mostrare ancora il libero cielo . Ma non c'è solo la paura , c'è in molti l'angoscia dell'isolamento , l'insopportabilità del perdere le amicizie, dell'essere lasciati in disparte; la tentazione di dire:-se penso diversamente da tutti , se non amo e non odio ciò che tutti gli altri amano e odiano, debbo essere io dalla parte del torto; il mio peccato è d'orgoglio.
(...) Le giovani generazioni d'oggi vedranno probabilmente in atto altri pericoli: quelli che vengono dall'impressione d'instabilità dell'assetto in cui si vive, dell'imprevedibilità del domani, d'incertezza ; l'indebolirsi del senso della continuità, della fiducia che figli e nipoti abbiano ad esserci simile, che ci siano dei beni e dei valori tali per loro come per noi e che dobbiamo difendere per loro.
Sono stati d'animo che portano allo scetticismo , a ripiegare nel contingente , a trascurare le costruzioni che andranno oltre la nostra vita . Essi non uccidono l'uomo liberale , ma rischiano di renderlo inerte ; di portarlo a pensare la libertà come un bene che le nuove generazioni più non considereranno tale, e per cui non è quindi più il caso di sacrificarsi; ad essere i sacerdoti esemplari d'una religione che si crede sia ai suoi ultimi giorni.
Pericoli da superare,
Se l'uomo morale può anche non essere liberale, bensì inspirarsi ad altre concezioni , così a quelle autoritarie, l'uomo liberale non può non essere uomo morale. Le insidie che deve sventare sono le stesse contro cui deve ad ogni momento premunirsi l'uomo che non vuole mai deflettere dalla legge morale . Ogni inquinamento del proprio spirito rende meno atti a combattere la battaglia per la libertà.
Conformismo:
è l'atteggiamento psicologico e politico , per cui si tende ad adeguarsi passivamente alle situazioni stabili o in via di successo, rinunciando a una libera critica . Fenomeno antico quando il mondo, prodotto dall'istinto gregario persistente nella natura umana , esso tende maggiormente a manifestarsi nelle epoche di tirannide, quando cioè soppressa la critica , la discussione , la competizione politica e, in una parola , quella libertà che è attività consapevole e personale. Conformismo può aversi anche quando un solo partito tiene durevolmente il potere e di questo si vale per scoraggiare ogni opposizione.
I pericoli del conformismo
Non ci sarà sana vita politica tra noi, non si darà sicurezza d'un regime di libertà , se
gl' Italiani non vivranno giorno per giorno i problemi della vita collettiva, così come vivono i problemi della famiglia , la realtà che più sentono , e dove anche i più semplici sanno che non ci sono problemi risolti una volta per sempre, sicché , trovata la soluzione , possono venir gettati dietro le spalle . Se non sentiranno che tutte le libertà vengono fatalmente sempre contestate , che non si danno , come per gli altri beni morali, conquiste definitive, dopo le quali sia lecito il riposo.
(..) La generazione di chi scrive ha avuto esperienze che mancarono alle generazioni che immediatamente la precedettero. La paura che alligna durante le dittature , paura che si protrae per anni , paura di mali e d'umiliazioni sempre nuovi, neppure immaginabili a priori, ed il senso di scoramento , della vanità di ogni resistenza della pietra tombale che è scesa e che più non si alzerà a mostrare ancora il libero cielo . Ma non c'è solo la paura , c'è in molti l'angoscia dell'isolamento , l'insopportabilità del perdere le amicizie, dell'essere lasciati in disparte; la tentazione di dire:-se penso diversamente da tutti , se non amo e non odio ciò che tutti gli altri amano e odiano, debbo essere io dalla parte del torto; il mio peccato è d'orgoglio.
(...) Le giovani generazioni d'oggi vedranno probabilmente in atto altri pericoli: quelli che vengono dall'impressione d'instabilità dell'assetto in cui si vive, dell'imprevedibilità del domani, d'incertezza ; l'indebolirsi del senso della continuità, della fiducia che figli e nipoti abbiano ad esserci simile, che ci siano dei beni e dei valori tali per loro come per noi e che dobbiamo difendere per loro.
Sono stati d'animo che portano allo scetticismo , a ripiegare nel contingente , a trascurare le costruzioni che andranno oltre la nostra vita . Essi non uccidono l'uomo liberale , ma rischiano di renderlo inerte ; di portarlo a pensare la libertà come un bene che le nuove generazioni più non considereranno tale, e per cui non è quindi più il caso di sacrificarsi; ad essere i sacerdoti esemplari d'una religione che si crede sia ai suoi ultimi giorni.
Pericoli da superare,
Se l'uomo morale può anche non essere liberale, bensì inspirarsi ad altre concezioni , così a quelle autoritarie, l'uomo liberale non può non essere uomo morale. Le insidie che deve sventare sono le stesse contro cui deve ad ogni momento premunirsi l'uomo che non vuole mai deflettere dalla legge morale . Ogni inquinamento del proprio spirito rende meno atti a combattere la battaglia per la libertà.
Conformismo:
è l'atteggiamento psicologico e politico , per cui si tende ad adeguarsi passivamente alle situazioni stabili o in via di successo, rinunciando a una libera critica . Fenomeno antico quando il mondo, prodotto dall'istinto gregario persistente nella natura umana , esso tende maggiormente a manifestarsi nelle epoche di tirannide, quando cioè soppressa la critica , la discussione , la competizione politica e, in una parola , quella libertà che è attività consapevole e personale. Conformismo può aversi anche quando un solo partito tiene durevolmente il potere e di questo si vale per scoraggiare ogni opposizione.
sabato 15 febbraio 2020
LETTERATURA DEL 900 "IL FUTURISMO" ALDO PALAZZESCHI
15--2--2020
Comare Coletta
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
Smagrita, ricurva, la piccola vecchia
girando le strade saltella e balletta.
Si ferma la gente a guardarla ,
di rado taluno le getta denaro;
saltella più lesta la vecchia al tintinno,
ringrazia provandosi ancora
di reggere alla piroetta.
Talvolta ella cade fra il lazzo e le risa:
nessuno le porge la mano.
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
--La tua parrucchina, comare Coletta,
ti perde il capecchio!
---E il bel mazzolino, comare Coletta,
di fiori assai freschi!
---Ancora non hanno lasciato cadere
il vivo scarlatto.
----Ricordan quei fiori, comare Coletta,
gli antichi splendori?
----Danzavi nel mezzo ai ripalchi,
n'è vero , comare Coletta?
Danzavi vestita di luci, cosparsa di gemme,
e solo coperta di sguardi malefici, vero?
--- Ricordi le luci , le gemme?
----Le vesti smaglianti?
------Ricordi gli sguardi?
-----Ricordi il tuo sozzo peccato?
------Vecchiaccia d'inferno,
tu sei maledetta.
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
Ricurva , sciancata,
provandosi ancora di reggere alla piroetta,
s' aggira per fame la vecchia fangosa;
trascina la logora veste pendente a brandelli ,
le cade a pennecchi di capo il capecchio
fra il lazzo e le risa,
la rabbia le serra la bocca
di rughe ormai fossa bavosa.
E ancora un mazzetto
di fiori scarlatti
le ride sul petto.
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
= La poetica del divertimento acquista una dimensione particolare, né si tratta soltanto di quella innocente crudeltà , di quell'occhio di bambino cattivo col quale Palazzeschi guarda alla realtà; nella riduzione della figura umana a manichino, nel suo irrigidimento meccanico -che suppergiù in quegli anni è proprio anche di tanta pittura (il cubismo)--nel ridurre a dimensioni di balletto e di divertimento un tema caro a tanta letteratura ( la cortigiana mendicante) c'è forse la testimonianza di una crisi storica.
Per me ancora a distanza di tempo dai giorni di scuola, leggendo questi versi, i miei sentimenti sono sempre opposti. Da una parte la pietà, e dall'altra un sentimento che non so spiegare, l'autore fa del personaggio una vivisezione, dell'anima, senza pietà alcuna; che porta il lettore ad essere quasi un giudice della vita della cortigiana.
Comare Coletta
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
Smagrita, ricurva, la piccola vecchia
girando le strade saltella e balletta.
Si ferma la gente a guardarla ,
di rado taluno le getta denaro;
saltella più lesta la vecchia al tintinno,
ringrazia provandosi ancora
di reggere alla piroetta.
Talvolta ella cade fra il lazzo e le risa:
nessuno le porge la mano.
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
--La tua parrucchina, comare Coletta,
ti perde il capecchio!
---E il bel mazzolino, comare Coletta,
di fiori assai freschi!
---Ancora non hanno lasciato cadere
il vivo scarlatto.
----Ricordan quei fiori, comare Coletta,
gli antichi splendori?
----Danzavi nel mezzo ai ripalchi,
n'è vero , comare Coletta?
Danzavi vestita di luci, cosparsa di gemme,
e solo coperta di sguardi malefici, vero?
--- Ricordi le luci , le gemme?
----Le vesti smaglianti?
------Ricordi gli sguardi?
-----Ricordi il tuo sozzo peccato?
------Vecchiaccia d'inferno,
tu sei maledetta.
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
Ricurva , sciancata,
provandosi ancora di reggere alla piroetta,
s' aggira per fame la vecchia fangosa;
trascina la logora veste pendente a brandelli ,
le cade a pennecchi di capo il capecchio
fra il lazzo e le risa,
la rabbia le serra la bocca
di rughe ormai fossa bavosa.
E ancora un mazzetto
di fiori scarlatti
le ride sul petto.
"Saltella e balletta
comare Coletta!
Saltella e balletta!".
= La poetica del divertimento acquista una dimensione particolare, né si tratta soltanto di quella innocente crudeltà , di quell'occhio di bambino cattivo col quale Palazzeschi guarda alla realtà; nella riduzione della figura umana a manichino, nel suo irrigidimento meccanico -che suppergiù in quegli anni è proprio anche di tanta pittura (il cubismo)--nel ridurre a dimensioni di balletto e di divertimento un tema caro a tanta letteratura ( la cortigiana mendicante) c'è forse la testimonianza di una crisi storica.
Per me ancora a distanza di tempo dai giorni di scuola, leggendo questi versi, i miei sentimenti sono sempre opposti. Da una parte la pietà, e dall'altra un sentimento che non so spiegare, l'autore fa del personaggio una vivisezione, dell'anima, senza pietà alcuna; che porta il lettore ad essere quasi un giudice della vita della cortigiana.
giovedì 13 febbraio 2020
UNA RIVOLUZIONE CHIAMATA CONVENZIONE [AMICI DI ROUL FOLLEREAU]
13--2--2020
L'approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità ha prodotto un cambiamento epocale nella lettura della condizione delle persone con disabilità nel mondo. Ratificata da 179 Pesi (il 92,6% dei 193 Stati Membri delle Nazioni Unite),la Convenzione ha avviato infatti processi di cambiamento all'interno delle legislazioni nazionali in molti Paesi e ha rafforzato il ruolo delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità.
Il sistema di monitoraggio realizzato dal Comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità , il cosiddetto "Treaty Body" ha permesso di monitorare l'applicazione del Trattato in quasi cento Paesi. Il monitoraggio ha prodotto sette testi giuridici interpretativi degli articoli più importanti , ha promosso una visibilità importante delle istituzioni nazionali indipendenti sui diritti umani , che hanno inserito tra i propri compiti anche la promozione e tutela dei diritti per le persone con disabilità (ricordiamo che l'Italia non ha una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani). A livello poi della partecipazione alle decisioni sui documenti e le politiche , l'IDA (International Disability Alliance) è divenuta dal 2014 rappresentante della "Minority" disabilità (prima le sole "Minority" prese in considerazione erano le donne, i bambini e gli anziani). Questo ha permesso di interloquire direttamente con gli uffici competenti, per inserire i diritti delle persone con disabilità in tutte le azioni e gli atti delle Nazioni Unite.
L'approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità ha prodotto un cambiamento epocale nella lettura della condizione delle persone con disabilità nel mondo. Ratificata da 179 Pesi (il 92,6% dei 193 Stati Membri delle Nazioni Unite),la Convenzione ha avviato infatti processi di cambiamento all'interno delle legislazioni nazionali in molti Paesi e ha rafforzato il ruolo delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità.
Il sistema di monitoraggio realizzato dal Comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità , il cosiddetto "Treaty Body" ha permesso di monitorare l'applicazione del Trattato in quasi cento Paesi. Il monitoraggio ha prodotto sette testi giuridici interpretativi degli articoli più importanti , ha promosso una visibilità importante delle istituzioni nazionali indipendenti sui diritti umani , che hanno inserito tra i propri compiti anche la promozione e tutela dei diritti per le persone con disabilità (ricordiamo che l'Italia non ha una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani). A livello poi della partecipazione alle decisioni sui documenti e le politiche , l'IDA (International Disability Alliance) è divenuta dal 2014 rappresentante della "Minority" disabilità (prima le sole "Minority" prese in considerazione erano le donne, i bambini e gli anziani). Questo ha permesso di interloquire direttamente con gli uffici competenti, per inserire i diritti delle persone con disabilità in tutte le azioni e gli atti delle Nazioni Unite.
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