5--11-2025
=Il parto stesso è una fonte di sublime piacere , il cui ricordo permane poi sotto forma di amore per il bambino , di amor materno.
Ha mai assistito a un parto? è una faccenda ben curiosa: la donna urla e si lamenta , ma nel suo viso brilla un'eccitazione febbrile e i suoi occhi hanno quel meraviglioso splendore che nessuno uomo può dimenticare , se l'ha suscitato una volta negli occhi di una donna : sono occhi strani , stranamente velati, che parlano di ebbrezza . E che cosa c'è di singolare , di incredibile , nel fatto che il dolore possa esser godimento , sublime godimento? Solo chi annusa dappertutto perversioni e cose contro natura non sa, o pretende di non sapere , che la voluttà più grande esige anche il dolore . Si liberi delle impressioni inculcatele dalle lamentele delle partorienti e dalle idiozie delle vecchie comari invidiosi ; cerchi di essere onesta.
La vagina della donna è un insaziabile Moloch , e quale vagina si accontenterebbe di un piccolo pene della grandezza di un dito , quando può averne uno forte come il braccio di un bambino ? La fantasia femminile ama lavorare con gli strumenti della potenza maschile , l'ha sempre fatto e sempre lo farà.
Quanto più grande è il pene , tanto maggiore è il piacere , e il bambino , durante il parto , preme con il suo grosso cranio contro le pareti della vulva , che per la donna è la sede del piacere , proprio come il membro maschile , con lo stesso movimento in su e in giù , in qua e in là, con la stessa energia. Certamente che è dolorosa , questa forma di coito intensissima e per questo indimenticabile e sempre nuovamente bramata , ma è anche l'apice della voluttà femminile.
Ho incontrato delle madri che mi hanno confessato :" La nascita di mio figlio , malgrado tutti i dolori , o meglio proprio a causa di questi dolori , è stata la più bella esperienza della mia vita ". Forse si può dire una sola cosa , e cioè che la donna , costretta da sempre a dissimulare , non può mai parlare con completa sincerità delle sue sensazioni , poiché le incombe per tutta la vita il dovere di detestare il peccato . Ma da dove venga questa identificazione del piacere sessuale col peccato , non lo si potrà mai comprendere a fondo.
Nel labirinto di questi intricati problemi si possono però seguire alcune tracce . Mi sembra per esempio naturale che una persona cui per tutta la vita , anche con l'aiuto della religione , si sia inculcata l'idea che il parto è un'espressione terribile , pericolosa , dolorosa , vi creda poi, e perfino contro la propria esperienza diretta . Per me è chiaro che molte di queste storie paurose sono state inventate per distogliere le ragazze nubili dai rapporti sessuali extramatrimoniali . Anche l'invidia di coloro che non hanno mai partorito , e soprattutto la gelosia della madre per la propria figlia , a cui ora accade ciò che per lei è ormai acqua passata , vi hanno la loro parte . E vi concorrono anche il desiderio di intimidire il marito- che deve rendersi conto di quale sofferenza ha provocato alla sua adorata , di quale sacrificio essa compia , e di quale eroina essa sia - e la soddisfazione di vederlo , realmente intimidito , trasformarsi , almeno per il momento , da tiranno brontolone in padre riconoscente . E soprattutto la tendenza interiore ad apparire come una grande , come una nobile madre spinge la donna a esagerare , a mentire . E la menzogna è peccato . Ma , infine , dalla nebbia dell'inconscio emerge l'immagine materna ; poiché ogni brama , ogni voluttà è penetrata dall'anelito a tornare nel grembo materno, è il frutto avvelenato del desiderio di unirsi sessualmente alla madre . L'incesto , il peccato supremo : non ce n'è abbastanza per sentirsi colpevoli?
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