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mercoledì 5 novembre 2025

Georg Groddeck= Il libro dell'Es -Lettere di psicoanalisi a un'amica

 5--11-2025
=Il parto stesso  è una fonte  di sublime  piacere ,  il cui  ricordo  permane  poi  sotto  forma  di amore  per il bambino , di  amor  materno.
Ha mai assistito  a un parto?  è una faccenda  ben   curiosa:   la donna  urla e si lamenta , ma  nel suo viso  brilla  un'eccitazione  febbrile  e i suoi  occhi  hanno quel meraviglioso  splendore  che nessuno  uomo  può  dimenticare , se l'ha  suscitato una volta  negli occhi  di una donna  :   sono occhi  strani  , stranamente   velati,  che  parlano  di ebbrezza  . E  che  cosa c'è  di singolare  , di  incredibile  , nel fatto  che il dolore  possa  esser  godimento , sublime  godimento?  Solo  chi  annusa  dappertutto   perversioni  e cose  contro  natura  non sa,  o pretende  di non  sapere  , che  la voluttà  più  grande  esige  anche   il dolore . Si liberi  delle impressioni  inculcatele  dalle   lamentele  delle  partorienti  e dalle  idiozie  delle  vecchie  comari invidiosi  ; cerchi   di essere onesta.
La vagina  della donna  è un  insaziabile  Moloch , e   quale  vagina  si  accontenterebbe  di un piccolo  pene   della grandezza   di un dito  , quando  può  averne  uno   forte  come  il braccio  di un bambino  ?   La fantasia  femminile  ama lavorare   con  gli strumenti  della  potenza   maschile , l'ha  sempre  fatto  e sempre lo farà.
Quanto più grande è il pene , tanto   maggiore  è il   piacere  , e il bambino  , durante   il parto  , preme  con  il   suo grosso  cranio  contro  le pareti   della vulva  , che  per  la donna è la  sede  del piacere , proprio  come  il membro  maschile , con  lo stesso movimento  in su  e  in giù  , in qua e in là, con la stessa  energia. Certamente  che  è dolorosa  , questa  forma   di coito  intensissima  e per  questo  indimenticabile  e  sempre  nuovamente  bramata  , ma  è anche  l'apice  della voluttà  femminile.
Ho incontrato  delle madri  che mi  hanno  confessato :" La  nascita  di mio figlio  ,  malgrado  tutti i dolori  , o meglio  proprio  a causa  di questi  dolori  , è stata  la più bella  esperienza  della mia vita ". Forse   si può dire  una sola cosa , e cioè che la donna ,  costretta  da sempre  a dissimulare  , non  può  mai  parlare  con completa  sincerità delle  sue  sensazioni , poiché  le incombe  per tutta la vita il dovere  di  detestare   il peccato . Ma  da dove  venga  questa  identificazione  del piacere  sessuale  col  peccato , non  lo si  potrà  mai  comprendere a fondo.
Nel  labirinto  di questi  intricati problemi  si possono  però  seguire  alcune  tracce . Mi  sembra  per  esempio  naturale  che  una  persona  cui  per tutta la vita  ,  anche  con l'aiuto  della religione  , si sia  inculcata  l'idea   che il parto  è un'espressione  terribile  , pericolosa , dolorosa , vi creda  poi,  e perfino  contro  la propria   esperienza diretta . Per  me è  chiaro   che molte  di queste   storie  paurose  sono state  inventate  per   distogliere le   ragazze nubili  dai  rapporti  sessuali extramatrimoniali . Anche  l'invidia  di coloro  che  non hanno  mai   partorito , e soprattutto  la gelosia  della madre  per la   propria figlia , a cui  ora accade  ciò  che per lei  è  ormai acqua passata , vi hanno  la loro parte .  E vi  concorrono anche  il desiderio  di intimidire  il marito-  che deve rendersi conto  di quale  sofferenza  ha provocato  alla sua adorata , di quale  sacrificio  essa  compia , e di quale  eroina  essa  sia - e la  soddisfazione di  vederlo  , realmente  intimidito  , trasformarsi  , almeno  per  il momento  , da tiranno  brontolone  in padre  riconoscente .  E soprattutto  la tendenza interiore   ad apparire   come una grande  , come una  nobile madre spinge  la donna  a esagerare  , a mentire . E  la menzogna  è peccato . Ma  , infine , dalla  nebbia  dell'inconscio emerge  l'immagine materna ;  poiché   ogni brama , ogni  voluttà  è  penetrata  dall'anelito  a tornare  nel grembo  materno, è il  frutto  avvelenato  del desiderio di unirsi  sessualmente  alla madre . L'incesto  , il peccato supremo  :  non ce n'è  abbastanza  per sentirsi  colpevoli?

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