13--11-2025
Psicologia della pietà, qualcosa ci spinge a soffrire della sofferenza d'un altro come se toccasse il nostro proprio corpo . Più ancora siamo in grado di provare la sofferenza di un altro perfino prima che questa si dichiari . Basti pensare al sentimento d'angoscia che molte persone provano quando vedono domestici , spazzacamini e acrobati da circo in situazioni pericolose , perfino quando stanno soltanto pensando a queste situazioni . Quest'angoscia assale soprattutto persone che soffrono di vertigini e che in presenza di pericoli corsi da altri , si comportano come se esse stesse si trovassero sull'orlo di una finestra o sulla cima di uno scoglio . Sotto l'influenza dell'angoscia , queste persone retrocedono , mettono una distanza di sicurezza tra loro e il luogo del pericolo , nella maggior parte dei casi immaginario . In altri termini provano la sensazione che proverebbero se fossero esse stesse in pericolo . Qui la circospezione spinta al massimo e la assimilazione completa ad una situazione immaginaria o eventuale saltano agli occhi: molti nevrotici non sanno attraversare un ponte, per paura di cadere in acqua o di non poter resistere al richiamo dell'acqua.
Ciò prova che siamo in presenza di pazienti che vogliono sottrarsi a decisioni , perfino quando , in certi casi, siano all'altezza di una determinata situazione , di una vocazione o di un compito vitale , oppure delle esigenze del comportamento sessuale. Questa immedesimazione in uno stato ancora inesistente , ma che può essere immaginario con una certa verosimiglianza , produce i sintomi caratteristici di tutte le altre fobie , costituisce un mezzo efficacissimo al servizio della tendenza di sicurezza , e spesso prende il posto dei principi morali che non sono sempre di natura invincibili . A un esame più attento risulta che ogni tratto di carattere posa su un'immedesimazione di questo genere come su un mezzo di difesa e di protezione : è così che la formula dell'imperativo categorico di Kant va applicata all'insieme del carattere , poiché essa esige che in ciascuna delle sue azioni ognuno si comporti come se i motivi che lo guidano dovessero venire elevati a dignità di una massima generale.
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