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domenica 19 gennaio 2025

Cardinale-Angelo Scola

 19--1--2025
"Il mio  giusto vive  di fede": questa  è  l'ottica  con la quale  dobbiamo  leggere  i miracoli  di Gesù, i segni  che egli  compie  con la  potenza   del suo Spirito e per  l'edificazione degli  uomini  assetati di mistero.
L'acqua  che diventa  vino a Cana non  dipende da  una  magia , dipende dalla  fede di Maria .
Spesse  volte  Gesù  parla  della  forza  della fede :"Sposterete  le montagne "; spesse  volte  accusa  i discepoli  di essere  uomini  di poca  fede.
Cos'è  in realtà  questa  fede? è  un appoggiarsi  su  Gesù  e sul  mistero  che egli  racchiude :  sul Padre  che  lo invia  , sullo Spirito  che sta  sopra  di lui  e dentro  di lui.
è  un abbandono  integrale  , senza  riserve , che  crede  in Cristo e crede  Gesù  Cristo  , una  consegna  totale  di sé  che  modifica il giudizio  , l'affezione e l'azione  dell' io.
Nella  continua  lotta  che  l'uomo  intrattiene  con se stesso in   ogni  circostanza  dell'esistenza (perché  l'uomo  supera  l'uomo )  la fede  è ,istante  dopo  istante , un'uscita da sé per  lasciarsi  riempire  dalla  dolce  presenza  di Gesù . Ancor  meglio ,  la fede  è  la  povertà  dello spirito  . Non opporre  resistenza  ultima  all'irrompere  di Gesù  che  stupisce  e  rapisce  attraverso  la circostanza .
Con  trepidazione  , ma  con  dialogante  letizia , l'uomo s'accorge  in tal modo  che  Cristo  diviene  la forma  del  suo  pensare ,  del suo amare , del suo  agire.
Cristo  ,  centro  del cosmo e della  storia  , diventa allora  centro   dell'esistenza  dell'io , origine  e principio  autentico del suo  essere  e del suo  vivere . Come  per Maria  a Cana  che  osa  (perché  una fede  umile  sa osare), paradossalmente osa  oltre i limiti della missione di Gesù e consegna così col  suo  cuore certo al Padre la materia  per cui  lo Spirito  di Cristo cambia l'acqua in  vino.

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