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giovedì 23 gennaio 2025

Vasco Pratolini= Metello

 23--1--2025
--Svelti  si  riattacca -gridò  Nardini.
Alte,  sotto  il sole  che batteva  a perpendicolo , si  stagliavano le impalcature : di  ponte in  ponte , per  mezzo  delle scale , si  sarebbe  saliti  fino  al quinto ripiano dove  i  lavori  erano  rimasti  interrotti . I  manovali  riempivano i cofani  di calcina ;  infilavano le   scale  sorreggendosi con la mano di piolo  in piolo , recando  sull'omero i cofani  e le  pile   di  mattoni . I  muratori  raggiungevano i " ponti" spingendosi  su per le scale  : il sole  ricominciava  a  cuocere il loro  viso, le braccia  , la nuca ;  grondavano  sudore  e non  ancora  avevano  attaccato a lavorare . Un  quarto  d'ora  dopo  , era  come  se il  lavoro  non si  fosse  mai  lasciato ;  steso  il primo  strato  di calcina sulle  pietre  e i  mattoni  , i  muri venivano   su   di   nuovo   , freschi , sotto  il sole  . Il  cantiere  risuonava  delle voci  , dei colpi  dei  carpentieri  che  ribadivano  i parapetti  di legno  e i pali  maestri  , e  segnavano le assi , fissavano  nuove  giunture alle  tavolate  ;  i manovali  impastavano  acqua  e  cemento ,  il cane  lupo si era steso all'ombra e dormiva . Olindo  andava  avanti  e indietro  con  la sua  carriola di  pietrisco, e il  vicino , Parigi tirava  la fune , che  scorreva  sulla  carrucola e  trasportava  sui  ponti  gli  arnesi , i cofani  e i  mattoni  , snellendo  la fatica  ai  manovali e accelerando  i tempi  ai  muratori.

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